Magazine Protezione Civile - Anno 4 - n. 14 - gennaio-marzo 2014

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    19-Oct-2014
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Magazine "Protezione Civile" Il magazine che il Dipartimento della Protezione Civile rivolge a volontariato e istituzioni, componenti e strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile. Tra i temi di questo numero: emergenza e disabilità, il nuovo Meccanismo Unionale di Protezione Civile e il convegno "Protezione civile e social media: comunicare il rischio e il rischio di comunicare" a cui è dedicato l'inserto staccabile. Il magazine è aperto a opinioni, segnalazioni di iniziative e richieste di chiarimenti da parte dei lettori. Per informazioni, richieste o invio di contributi scrivi a: [email protected]

Transcript of Magazine Protezione Civile - Anno 4 - n. 14 - gennaio-marzo 2014

EMERGENZA E DISABILITLe linee di attivitdel Servizio Nazionale

PROTEZIONE CIVILEIN EUROPANuovo Meccanismo Unionale:cosa cambia?

PROTEZIONE CIVILE 2.0Social media nella comunicazione del rischio e demergenza:esperienze e buone pratiche

anno 4 n.14

PROTEZIONE CIVILE E SOCIAL MEDIA: COMUNICARE IL RISCHIO E IL RISCHIO DI COMUNICARE- INSERTO STACCABILE CON GLI ATTI DEL CONVEGNO

Facebook, Twitter, Instagram. Social network e social

media ci hanno abituato a una comunicazione

tempestiva, in tempo reale, che ci immerge

costantemente in un flusso ininterrotto di tweet, post,

notifiche. Una comunicazione che ci gi, per molti versi,

familiare, ma che ci porta come Servizio Nazionale a

interrogarci sul modo migliore per entrare a far parte di

questo flusso, che poi il pi utile per il cittadino.

La complessit del Sistema si riverbera sulla delicata

questione della presenza della Protezione Civile sui social.

Una presenza necessaria per la comunicazione del rischio

e demergenza che merita per un percorso di confronto e

approfondimento da parte delle realt che ne sono parte.

Va in questa direzione il convegno organizzato lo scorso

novembre dal Dipartimento della Protezione Civile con il

giornaledellaprotezionecivile.it e di cui, in questo numero,

vi proponiamo gli Atti. Una giornata importante che ha

intercettato esperienze e buone pratiche e ha provato a

metterle in rete. E che ha iniziato a dare i suoi frutti. Siamo

infatti gi al secondo passo: una giornata social, fissata per

l11 aprile, nellambito del Festival del volontariato organizzato

dal Centro nazionale del volontariato.

Social in primo piano, quindi, in questo numero, ma non

solo. Uno scenario dellesercitazione internazionale Twist, che

si svolta a Salerno alla fine dello scorso anno, ha riguardato

la simulazione di soccorso ed evacuazione per persone con

disabilit uditive, motorie, psichiche e sensoriali. Un focus su

questa esperienza occasione per fare il punto sulle attivit

che il Dipartimento sta portando avanti con la Cooperativa

Europe Consulting sul tema disabilit e protezione civile.

Infine, con il nuovo anno arrivata la riforma del

Meccanismo Unionale di Protezione Civile. Scopriamo

insieme cosa cambia e quali sono i punti di forza della nuova

normativa europea.

anno 4 n. 14 gennaio-marzo 2014

Pubblicazione trimestrale iscritta al Registro degli Operatori

della Comunicazione al n. 20383 del 6.12.2010

EditorePresidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile

Direttore responsabileMariacristina Giovannini

RedazioneVincenzo Arena

Valeria BernabeiFrancesca Dottarelli

Mariacristina GiovanniniElena LombardoFrancesca PattiRiccardo Rita

Marianna SchiavonCristina SpatolaVeronica Tretter

ImpaginazioneSilvia Alessandrini

FotografiAntonio ArzediRomeo FrisinaMatteo Valente

Gino Viani

StampaDel Gallo Editori

ContattiServizio C omunicazione

e relazioni con il pubblico00189 - Roma Via Vitorchiano, 2

[email protected]

Editoriale

Sommariogennaio marzo

2014

PROTEZIONE CIVILE 2.0

8 Social media: vietato improvvisare

12 Le buone pratiche dal territorio

14 LibraRisk: il piano comunale di Protezione Civile sempre in tasca

6Protezione civilee social media: comunicare il rischio e il rischio di comunicare

PROTEZIONE CIVILEIN EUROPA

EMERGENZAE DISABILIT

21 Soccorso e disabilit: ne parliamo con Stefano Marsella

24 La disabilit nei piani di emergenza comunali

30 Nuovo meccanismo, cosa cambia?

28

17

Il Meccanismo Unionale di

Protezione Civile

Il percorso del Dipartimento

e della Cooperativa Europe Consulting

4ProtezioneCivile2.0

5Protezione Civile 2.0

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6Secondo i dati pi recenti, 29 milioni di italiani ogni mese accedono a inter-net e, di questi, 23 milioni utilizzano i social network per comunicare e informarsi. Numeri che impongono una seria riflessione sullutilizzo dei social media nella comunica-zione del rischio e demergenza.Partendo da queste considerazioni, il Diparti-mento della Protezione Civile ha avviato una-nalisi delle esperienze nel contesto di prote-zione civile, con lidea di accompagnare il si-stema in un percorso di crescita e potenzia-mento della comunicazione verso i cittadini.

Come prima tappa di questo percorso, il 14 novembre 2013, in collaborazione con il quotidiano online indipendente ilgiornale-dellaprotezionecivile.it, si svolta una gior-nata di studio dal titolo Protezione civi-le e social media: comunicare il rischio e il rischio di comunicare. Liniziativa sta-ta pensata completamente in funzione dei nuovi media, con una diretta in video-stre-aming e una telecronaca interattiva su Twitter tramite lhashtag #socialProCiv, che entrato nei trending topics italiani (ovve-ro gli argomenti che fanno pi tendenza).

Protezione civile e social media: comunicare il rischio e il rischio di comunicareLa prima tappa di un percorso di rinnovamento e ampliamento della comunicazione del rischio e demergenza

7Protezione Civile 2.0

di Anpas - Associazione nazionale pubbli-che assistenze, Mario Tredicini, Consumer Social Network Telecom Italia. Anche il pro-fessor Francesco Sabatini, linguista e pre-sidente onorario dellAccademia della Cru-sca, ha voluto portare il suo contributo alla discussione, sottolineando quanta poca at-tenzione venga dedicata, nel nostro Paese, alla comunicazione chiara e allutilizzo di un linguaggio puntuale e sintetico.A tirare le conclusioni ci ha pensato Titti Po-stiglione, dirigente dellUfficio Volontariato, formazione e comunicazione del Diparti-mento: da un lato una sintesi delle tante idee, proposte e criticit emerse durante la discussione, dallaltro un piano dazione per i prossimi mesi. Non vogliamo che sia il Di-partimento ad essere il gestore della comu-nicazione sui social media ha dichiarato non andrebbe bene per il nostro Sistema di protezione civile, che basato su compe-tenze di carattere locale e territoriale. Dob-biamo costruire una rete e continuare certa-mente a svolgere un ruolo di coordinamen-to, ma importante che liniziativa giunga anche dalle varie componenti del sistema e dal territorio.Un appello subito raccolto, tra gli altri, dal Centro nazionale per il volontariato che, sempre in collaborazione con il Dipartimen-to e ilgiornaledellaprotezionecivile.it, nel cor-so del Festival del Volontariato 2014 ha pre-visto una nuova tappa del percorso inizia-to da #SocialProciv in cui verr dato ampio spazio alle buone pratiche e alle testimo-nianze provenienti dal territorio. Lappunta-mento per venerd 11 aprile a Lucca. 2Riccardo [email protected]

Ai lavori hanno partecipato rappresentan-ti di Comuni, Province e Regioni, delle as-sociazioni nazionali e locali di volontariato, della comunit tecnico scientifica (istituti di ricerca, universit, ordini professionali), di tutte le altre Strutture operative, delle azien-de dei servizi, degli organi di informazione.Lincontro si aperto con un saluto del Ca-po Dipartimento Franco Gabrielli, che ha anche tracciato lorizzonte della discussio-ne definendo i social media come le nuo-ve agor della comunicazione capaci di potenziare e velocizzare la potenzialit co-municativa, ma per i quali rimane fonda-mentale il tema della validazione del dato dellinformazione. Tra i relatori cerano stu-diosi, giornalisti ed esperti di comunicazio-ne e nuove tecnologie come Riccardo Luna, editorialista del quotidiano La Repubblica ed ex direttore di Wired Italia, Alessio Jaco-na, giornalista e blogger, Luca Calzolari, di-rettore della testata ilgiornaledellaprotezio-necivile.it, Chiara Fonio, sociologa e ricerca-trice allUniversit Cattolica del Sacro Cuo-re di Milano e seppure soltanto attraver-so la proiezione di contributi video-registra-ti il ricercatore e analista dei social media Giovanni Arata e il filosofo Maurizio Ferra-ris, professore ordinario di filosofia teoreti-ca allUniversit degli Studi di Torino e au-tore del saggio Anima e iPad. Hanno por-tato la loro esperienza sullutilizzo dei social media anche Monica Bocchiardo, dirigen-te Protezione Civile del Comune di Genova, Luca Biagioni, assessore Protezione Civile del Comune di Castelnuovo di Garfagnana, Alessandro Amato, ricercatore dellIstituto nazionale di geofisica e vulcanologia, An-drea Cardoni, responsabile comunicazione

8te eventi meteorologici par-ticolarmente intensi. Come funzionano le cose negli Sta-ti Uniti? Anche l i cittadini cercano un dialogo in tempo reale con le istituzioni?Negli Stati Uniti i cittadini cer-cano da molto tempo un dia-logo con le Istituzioni preposte alla gestione dellemergenza. Si tratta, per, di un contesto socio-culturale molto differen-te nel quale lutilizzo dei social media rappresenta la regola, non leccezione. E con rego-la intendo il modo in cui le istituzioni si rapportano con il pubblico. I social media sono una delle tante strate-gie di comunicazione perse-guite. Da anni, per esempio, i vigili del fuoco californiani utilizzano Twitter in modo ef-ficace e puntuale, cos come la gestione d