L'universita' Numero di Maggio

download L'universita' Numero di Maggio

of 20

  • date post

    22-Jul-2016
  • Category

    Documents

  • view

    218
  • download

    2

Embed Size (px)

description

 

Transcript of L'universita' Numero di Maggio

  • LUNIVERSIT

    Il futuro della memoria

    Maru Barucco

    Radio So

    mmersa

    House of Cards

    Nuovo rettore dellAlma Mater

    Garanzia Giovani

    Scienziato politicoDestra e Sinistra

    Andare in Erasmus

    Il mondo

    di Escher

    Via Borgonuovo n.4

  • Sommario

    HANNO COLLABORATO Alessandra Arini, Simona Cartia, Anna Rita Francesca Maino, Fabiana Maraffa, Alessandro Milito,Gabriele Morrone, Maria G. Sanna, Gianluca Scarano, Paolo Piredda, Agostina Pirrello, Enrico Verdolini

    REALIZZAZIONE GRAFICA Kore Edizioni - www.koreedizioni.it

    Una domanda che ci confonde ancora3

    Il futuro della memoria4

    Chi sar il nuovo rettore dellAlma Mater?6

    Insoddisfatti ma rimborsati7

    Limportanza di chiamarsi scienziato politico8

    Dentro il mondo di Escher10

    Confessioni di un posto

    Andare in Erasmus per aprire la mente14

    La voce degli studenti16

    Immagini in musica17

    Giochi di potere18

    12

  • 3LUNIVERSIT

    a cos la Destra, cos la Sinistra?si chiedeva Gaber qualche annofa, con una canzone che potreb-be benissimo essere accostata

    alle analisi politiche pi ranate. Solo un gran-de artista come il signor G., con la sua ironi-ca e intelligente sensibilit, stato ed in gra-do di farci sorridere, ma anche riettere, su unargomento che ha ben poco di divertente: lacrisi della politica. E qui necessario fare unaprecisazione: non si tratta del solito discorsoautocritico, incentrato interamente sul paeseItalia. Questa crisi coinvolge le principali de-mocrazie rappresentative occidentali, gli sta-ti governati attraverso lo strumento del Par-lamento, mai come oggi delegittimato.La domanda si ripresenta puntuale e in-sistente dal 1989 e dalla caduta del Muro:che senso hanno concetti come Destra e Si-nistra? Serve ancora utilizzare queste eti-chette sbiadite?Per cercare di trovare un senso in tutto ci, utile analizzare alcune delle critiche rivol-te verso questa contrapposizione ideologica.Una delle obiezioni che si sentono nel mo-mento in cui si cerca di impostare un discorsoideologico di questo tipo che questo mododi fare non serve a risolvere i veri problemidel Paese. Ancora: si assume che non importadi che tipo sia la ricetta, se di Destra o di Si-nistra, limportante che funzioni. Altri an-cora sostengono che Destra e Sinistra nonesistono pi (lasciando intendere che primaesistessero) e che oggi questa distinzione si sa-rebbe dissolta in un corrotto e grigio magna-magna (dove magna non sta per grande).Ai livelli pi alti, nei luoghi in cui si espri-

    me il potere o si cerca di indirizzarlo,si suggerisce che, per fronteg-

    giare la crisi, esistonodelle riformeda eettuarein ogni caso

    e al di l delcolore politico

    del governo na-zionale di turno.

    Tutte queste criti-

    che possono essere accomunate dalla presuntaneutralit che vorrebbero esprimere, il loroessere politicamente non schierate. Esse la-sciano intendere che esistono delle risposte,delle ricette che devono essere seguite e chemettono daccordo tutti sulla loro utilit. Inrealt, chi sostiene che i problemi del Pae-se sono altri, dietro lapparente neutralit,nasconde una gerarchia di idee, preferenze eproposte che vorrebbe vedere attuate. Que-ste preferenze nascono dalla situazione del sin-golo, da quella tta trama di interessi priva-ti, situazione economica e familiare, attitu-dini culturali e religiose che rendono un es-sere umano una coscienza.Unaermazione che si pretende neutralecome Bisogna abbassare le tasse pu esse-re facilmente smascherata. Prima di tutto an-drebbe chiesto a chi bisognerebbe abbas-sarle. In secondo luogo, considerando che die-tro una tassa c (si spera!) un servizio pub-blico, bisognerebbe chiedere allinteressatoquale dovrebbe essere il destino del serviziostesso: andrebbe abolito, ridotto, privatizzato?Ragionevolmente, chi dispone di un reddi-to pi elevato e pu permettersi i migliori ser-vizi oerti da privati, sarebbe ben felice di unasimile detassazione. Specularmente, sarebbenellinteresse di chi non dispone di un red-dito elevato, che i servizi pubblici prosperi-no e che le tasse (pi correttamente: le im-poste) siano proporzionali al reddito. Bru-talmente: chi ha di pi, paga di pi.La storia e la scienza politica ci insegnano che,tradizionalmente, un elettorato di destra hauna minore sensibilit verso il settore pubblicoe privilegia altri aspetti come lascesa sociale,basata sul merito del singolo. Dire che Me-ritocrazia un concetto di Destra e Soli-dariet di Sinistra, una distinzione arida emeramente classicatoria; tuttavia non si punegare che questi due valori vengano inter-pretati diversamente e con maggiore o minorforza dalle due famiglie politiche. Questa solo una delle tante contrapposizioni che pos-sono essere evocate. Pensiamo anche alle dif-ferenze tra la triade Dio-Patria-Famiglia, pa-role dordine di una certa Destra, e Laicit-

    Internazionalismo-Solidariet di certa Sini-stra. O alleterno ondeggiare tra due poli: laLibert e lUguaglianza. I Latini ci insegna-no che in medio stat virtus: le cieche ed esal-tate tifoserie non portano da nessuna parte elo scontro, alla lunga, rischia di diventare nea se stesso. Tuttavia, una sintesi necessita sem-pre e comunque di una tesi e di unantitesi amonte. Senza il conitto e senza una conti-nua dialettica tra diversi, la politica diventapuro tecnicismo e si inaridisce. Adare il de-stino della societ a super esperti, saggi e pro-fessoroni, non la soluzione: stato pi vol-te sperimentato. Senza la passione, chesolo certi ideali e certe dierenze riesconoa infondere, la politica perde il suo cuoree, in denitiva, il suo motivo di esistere.Attenzione per: un tempo, non molto lon-tano e in questo stesso Paese, si moriva di po-litica e per la politica. La nostra storia recente tappezzata di innumerevoli bombe e stra-gi sempre pronte a ricordarcelo. Ma non bi-sogna cadere nellignavia e morire di indif-ferenza. Perch facile nascondersi e cerca-re in altri, sempre in altri, i colpevoli.Odio gli indierenti anche per questo: perchmi d fastidio il loro piagnisteo da eterni in-nocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del comeha svolto il compito che la vita gli ha posto egli pone quotidianamente, di ci che ha fattoe specialmente di ci che non ha fatto.Lo scriveva un giovane che amava la Politi-ca, nel 1917. Un giovane di nome AntonioGramsci. ALESSANDRO MILITO

    Una domanda cheCI CONFONDE ANCORALa politica ha bisogno di una costante dialettica fra diversi. La sua linfa vitale la passioneche nasce dai diversi ideali. Senza conflitto diventa arida e sterile, solo tecnica e niente cuore

    M

  • 4 LUNIVERSIT

    ra le pagine chiare e le pagine scu-re della storia italiana, il 25 Apri-le rappresenta lincipit di un ca-pitolo nuovo, scritto grazie al me-

    morabile sacrificio dei protagonisti della Re-sistenza. Bench si tratti di una data sim-bolica, perch di fatto l'Italia non fu libe-rata contemporaneamente dal governo fa-scista e dalloccupazione nazista, essa fondamentale: rappresenta il concepimen-to della democrazia repubblicana che poi na-scer con il referendum del 2 giugno e len-trata in vigore della nostra Costituzione. Nel70 anniversario della Liberazione dove-roso impedire che la facilit dellobliooscuri o annebbi l'eredit ideale della Re-sistenza. L'impresa pi ardua assolvere de-gnamente a questo impegno di tutela del-

    la nostra identit nazionale senza sfociarenella retorica. Infatti, perch la memoriacontinui ad avere futuro, occorre dialoga-re con la ragione e mantenere fede ai valo-ri morali di cui si imbevuto lo spirito del-le forze partigiane dopo quell 8 settembre1943. Tuttavia umano ammettere che siadavvero labile il confine fra una formalecommemorazione della ricorrenza e lau-tentico sentimento della riconoscenza, no-bile e gratuita risposta al bene ricevuto. Per-ci la nostra libert, prima di essere un di-ritto fondamentale, quasi una concessio-ne profondissima cha abbiamo acquisito permerito altrui, dunque per noi un doverericordarne l'origine con rispetto e gratitu-dine. Inoltre la storia un testimone da as-similare e riconsegnare integro, ma questo

    T

    Il futuro della MEMORIAIl 25 aprile si festeggia la liberazione dellItalia dal regime nazista e la fine del regime fascista.Bisogna farlo con consapevolezza senza dimenticare leredit che la Resistenza ci ha lasciato

  • 5LUNIVERSIT

    passaggio non pu avvenire con indifferenza,perch essa non composta solo da eventicronologici; fatta di uomini e donne chene hanno determinato il corso, intreccia-ta alle loro speranze, anche utopiche, ma chepoi potrebbero essere le stesse dei loro figlio nipoti. Tutto ci estremamente prezio-so e non pu che generare un tumulto in-teriore che nasce dal desiderio di esserne de-gni custodi e l'umile ambizione di contri-buire al progresso materiale o spirituale del-

    la societ, ciascuno secondo le proprie in-clinazioni e possibilit. Passare alla storia nellaccezione pi ampia e positiva del-lespressione significa tracciare solchi in-delebili nei destini che verranno, spesso at-traverso il proprio sacrificio per il bene al-trui, facendolo incondizionatamente, per fe-delt a unidea. Per alcuni questa la solareligione, intesa da Calamandrei come se-riet della vita, impegno per i valori mora-li, coerenza tra pensiero e azione. Data l'en- tit di questo lascito morale vi il rischio

    che ogni considerazione inerente risultiastratta o ridondante. Ma un antidoto al-lapparente retorica pu essere limmedesi-mazione. Se provassimo a ipotizzare noi stes-si sotto le bombe, nellincertezza dellalleatoe della stessa vita, affamati soprattutto di li-bert, smetteremmo all'istante di banaliz-zare l'importanza del ricordo eterno dellaResistenza. Davanti alla palese grandezza diquelle vicende eroiche e al nostro ragione-vole limite di comprenderle del tutto, pos-siamo per rinnovare una tacita promessa