Luce & Vita Giovani n.90

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Maria, donna della paura di silvia ayroldi.........................3 Un Natale da Peter Pan di annarita marrrano...............6 Germogli di pace di nicla s. .................................4 (Ben)Venuto al mondo di maria teresa mirante...........6 Un tempo da vivere adesso di maria nicola stragapede......5 o finta Grazie, Thanks, Merci... di francesca messere...............8 HA DATO PIÚ DI TUTTI nicoló tempesta Noi quest’anno vogliamo essere testardi, non ci interessa niente delle mode, non vogliamo vivere il Natale della crisi, non ci dispiace scandalizzare, passare per ritarda, vogliamo guardare a quel Bambino a Betlemme, e vedervi il sorriso di Dio, leggergli sulle labbra le parole dell’amore di Dio. Noi creden in questo Bambino adoriamo il nostro creatore, sappiamo di stare a cuore a Dio, sappiamo che la nostra storia, non è una accozzaglia di avvenimen, ma è un tessuto di relazioni d’amore. Vogliamo crederci per poter ricominciare da quel Bambino. Inserto mensile di informazione e comunicazione del mondo giovanile a “Luce e Vita” n.43 del 16 dicembre 2012 Piazza Giovene 4 -70056 Molfetta www.lucevitagiovani.it [email protected] 90
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Inserto mensile della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi di informazione e comunicazione giovanile (dicembre 2012)

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  • Maria, donna della pauradi silvia ayroldi.........................3

    Un Natale da Peter Pandi annarita marrrano...............6

    Germogli di pacedi nicla s. .................................4

    (Ben)Venuto al mondodi maria teresa mirante...........6

    Un tempo da vivere adessodi maria nicola stragapede......5o finta Grazie, Thanks, Merci...di francesca messere...............8

    HA DATO PI DI TUTTInicol tempesta

    Noi questanno vogliamo essere testardi, non ci interessa niente delle mode, non vogliamo vivere il Natale della crisi,non ci dispiace scandalizzare, passare per ritardati, vogliamo guardare a quel Bambino a Betlemme, e vedervi il sorriso di Dio, leggergli sulle labbra le parole dellamore di Dio.Noi credenti in questo Bambino adoriamo il nostro creatore, sappiamo di stare a cuore a Dio, sappiamo che la nostra storia, non una accozzaglia di avvenimenti, ma un tessuto di relazioni damore.Vogliamo crederci per poter ricominciare da quel Bambino.

    Inserto mensile di informazione e comunicazione del mondo giovanile

    a Luce e Vita n.43 del 16 dicembre 2012Piazza Giovene 4 -70056 Molfetta

    [email protected]

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  • 2Andarono, senza indugi, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ci che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. (Lc 2, 16 -17)

    Natale una festa che ho sempre amato. I bambini lattendono con ansia, accompagnati da canti, recite e dalla tradizionale novena. Gli adulti sognano in quei giorni un p di serenit e spensieratezza, allontanandosi per qualche ora dallo stress e dai problemi e non senza nostalgia ricordano quando erano bambini e la semplicit della vita faceva in modo che in queste occasioni tutti tirassero fuori i sentimenti pi genuini. Ma per non trasformare il Natale in una festa sdolcinata di lucine, canzoncine e bei sentimenti occorre avvicinarsi a questo appuntamento dellanno in maniera pi consapevole.Proprio in queste ore, mentre comincia lavvento e nelle chiese gi risuona il canto del Maranatha riflettevo sulla grande portata di questo mistero della fede che coinvolge ciascuno di noi in prima persona. Afferma, infatti, il noto scrittore lombardo Giovanni Testori: Il Natale la nascita assoluta che riflette e assume, illumina e redime, benedice e consacra tutte le nascite di prima e di poi. Ogni uomo che venga alla luce ripete il miracolo del Natale di Cristo. Ges che nasce ha voluto avere un inizio come tutte le sue creature, lui che era eterno condivide con noi il tempo, la storia, la carne. Il Natale una vera e propria sterzata di Dio sullumanit: leterno, lonnipotente rivela tutta la sua gloria nella piccolezza, nellumilt e nella debolezza. A Natale Dio non si presenta come condottiero invincibile, ma giunge a noi nelle vesti assurde di un bambino debole e indifeso. Il Dio bambino infrange la tenacia dei cuori pi induriti e strappa un sorriso anche alle persone pi tristi e amareggiate. E il richiamo alla purezza del nostro volto, spesso nascosto dalle tante maschere che scegliamo di indossare. Il Dio bambino una nuova partenza, un nuovo inizio. E linvito a coltivare di nuovo i nostri sogni di vita piena, che hanno pi diritto di

    cittadinanza rispetto alla rassegnazione. Il Dio che nasce bambino ci promette che non ancora troppo tardi, che il passato non gli interessa e che non gli impedisce di trasformare e rinnovare tutte le cose.

    natale: la grandezza del dio bambinoluigi caravella

    Amo, allora, il Natale perch fa respirare al nostro cuore unaria di novit: Oggi posso cominciare di nuovo, poich Dio nato in me come bambino (S. Leone Magno).

  • 3maria donna della paurasilvia ayroldi

    Natale tempo dellattesa. Penso allora allattesa di una madre che non fu certo estranea alle tribolazioni a cui assoggettata ogni comune gestante. Don Tonino diceva che se ancora non ci fosse, bisognerebbe elevare un santuario alla Madonna della paura. Nelle sue navate ci rifugeremmo un po tutti. Perch tutti, come Maria, siamo attraversati da quellumanissimo sentimento che il segno pi chiaro del nostro limite. Paura di non essere in grado di fare il genitore. Paura del domani. Paura che possa finire allimprovviso un amore coltivato tanti anni. Paura per il figlio che non trova lavoro e ha gi superato la trentina. Paura per la sorte della pi piccola di casa che si ritira sempre dopo mezzanotte, anche dinverno. Purtroppo credo che la paura sia un sentimento che a volte nei giovani ha lasciato spazio allincoscienza.Penso ai tanti ragazzi che, attirati dallultima moda di fare i baby genitori hanno perso quel sentimento che nel giorno del si ha pervaso Maria.

    crayongaetano ciccolella

    Presi dallegoismo pi puro si perde di vista la riflessione che ci vuole prima di una scelta cos importante come metter al mondo un figlio; sar pronto? conosco a fondo il mio partner? ci sono le premesse per garantire un futuro dignitoso ad un bambino?Credo che nessuno sia in grado di dare risposte certe a queste domande quando pensa di metter su famiglia, ma sicuro che bisognerebbe porsele, cos che i figli non debbano pagare lo scotto di scelte affrettate per legoismo dei genitori.Perci, col pensiero rivolto alla madre di tutte le genti, nel tempo dellattesa ti prego Maria di donare un po della tua saggia paura del domani.

  • 4Il 29 novembre scorso lassemblea generale dellONU ha riconosciuto, a larga maggioranza, la Palestina come membro osservatore dellONU. E certamente un evento di portata storica, anche se di valore soprattutto simbolico.Pur non ottenendo, comera nelle previsioni, i voti favorevoli di paesi come STATI UNITI e CANADA, dal voto dellassemblea emersa una chiara indicazione: la maggior parte del mondo vede ormai nella soluzione DUE POPOLI, DUE STATI, lunica via in grado di permettere ad entrambi i popoli di vivere in pace con pari diritti e pari dignit.Il voto cos espresso una mano tesa allautorit nazionale palestinese ABU MAZEN e ai suoi sforzi di cercare vie diplomatiche che portino alla riapertura dei negoziati.Nella sostanza le condizioni di vita dei palestinesi difficilmente potranno cambiare dopo questa decisione, anzi c il rischio che possano anche peggiorare nel caso in cui Israele mettesse in atto le preannunciate ritorsioni. Perci estremamente

    importante che si continui a tenere alta lattenzione sulla questione e pressare i nostri governi e la comunit internazionale. Mi piacerebbe pensare che il SI dellItalia, arrivato sorprendentemente dopo una annunciata astensione, sia anche il frutto della mobilitazione via internet dellopinione pubblica italiana. In questo la rete ci pu essere di grande aiuto, ci apre finestre preziose su quello che il governo israeliano tenta continuamente di nascondere al mondo : quello che realmente succede a Gaza. Spesso sono i cooperanti presenti nella Striscia a, dare voce alla disperazione dei palestinesi; i loro racconti ci testimoniano di una popolazione ormai allo stremo, costretta a vivere in quella che ormai una grande prigione a cielo aperto dalla quale impossibile fuggire.E proprio dalla Carta dei Diritti che bisogna partiredice Salvo Maraventano cooperante della ONG CISS (cooperazione internazionale Sud Sud) da tre anni a Gaza: bisogna ragionare continua - a livello globale estromettendo gli interessi delle lobby politiche ed economiche.

    germogli di pacenicla s.

    E auspicabile che Israele considerati i nuovi assetti nella regione mediorientale e il pronunciamento dellassemblea, voglia cogliere i segni dei tempi e rivedere le sue posizioni. Non sar certo facile se pensiamo che si presentato alla nuova fase del conflitto scoppiata due settimane prima del voto, negando pi che mai lesistenza del popolo palestinese, tuttavia bisogna che capisca che la soluzione non pu pi passare per luso delle armi.Eauspicabile che cominci ad ascoltare anche lanelito di pace che giunge tra quanti, israeliani, volendo sconfiggere questa spirale di odio e di violenza, collaborano con i palestinesi da anni per costruire una convivenza pacifica.Palestinesi magari come il medico Izzeldin Abuelaish che nonostante la sua agghiacciante storia personale, raccontata nel libro NON ODIERO, purtroppo molto simile a quella di altri palestinesi, riesce ancora oggi a battersi affinch sia il dialogo la migliore arma vincente.

    Pax Christi, Movimento Internazionale per la Pace, tutti gli anni organizza, insieme alla Commissione Episcopale per il problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace della CEI e la Caritas italiana, la Marcia per la Pace di fine anno, in occasione della vigilia di Capodanno, in quanto il 1 Gennaio si celebra la Giornata Mondiale della Pace. La marcia, preceduta sempre da tre giorni di convegno su tematiche che variano di anno in anno in relazione al messaggio del papa per la Giornata Mondiale della Pace, un modo diverso di festeggiare il nuovo anno e di camminare insieme a persone provenienti da tutta lItalia che, in un clima di riflessione, di preghiera e di festa, hanno un obiettivo comune: la pace per lanno che verr! La Marcia per la Pace viene svolta ogni anno in una parte diversa dellItalia; questanno, ricorrendo il ventennale della morte (20 Aprile 1993) di Don Tonino Bello, Vescovo di Molfetta e Presidente di Pax Christi, la marcia percorrer le vie di Lecce ed il convegno avr luogo nei giorni 29-30-31 Dicembre nella diocesi di Ugento con il tema In piedi costruttori di Pace!Entrambi gli eventi si augurano di rinnovare in ogni cristiano e in ogni cittadino la cultura della nonviolenza e il vangelo della tenerezza.Per maggiori informazioni: www.paxchristi.it

    in piedi, costruttori di pacealessia buggiani, davide cacchione (collettivo giovani pax christi

  • 5mauro capurso

    Chi vi parla ha da un po di anni lasciato le scuole superiori e si appresta a concludere il proprio percorso universitario. Inoltre, ora ha la fortuna e la responsabilit di essere a stretto contatto con studenti come voi, con studenti un po diversi rispetto a quelli con i quali ho vissuto gli anni pi belli. Diversi, si ma perch? Il mese di novembre stato un mese caldo per molti di voi. Tante sono state, infatti, le vostre proteste, ed altrettante le giornate di scuola che avete saltato.Ma per quale motivo? Le motivazioni erano sui giornali, in internet ma nessuno tra voi ha saputo dirmi niente a proposito. Dopo aver ricevuto il primo boh, ho ricevuto il secondo, il terzo e cos via. Sar stato sfortunato? O forse qualcosa cambiato? Quando si sciopera (scioperava), la seconda domanda (era) e dove siete andati a fare la manifestazione? Siete andati a Bari al corteo?. Non lavessi mai fatto. La risposta a questa domanda stata di una tristezza unica.. Noo nessuna manifestazione! Siamo andati a casa e ci siamo rimessi a dormire!! Io non sono mai stato unamante degli scioperi fantasma. Ne ho fatti, vero, ma quando cera da scioperare per le cose serie ci si incontrava il giorno prima per assemblee straordinarie, ci si organizzava per andare a Bari a protestare con i nostri interlocutori, dal Provveditorato alla Provincia, non disdegnando anche gli altri palazzi del potere. Ho visto che, per fortuna, in molti si sono riversati per le strade del capoluogo ed anche di Molfetta, con striscioni e slogan di protesta, e spero vivamente che le mie siano state solo delle esperienze sfortunate.Pi che il diritto allo scioperare, il dovere di informarsi che uno studente dovrebbe avere pi a cuore. Quasi a dire che, se proprio volete manifestare, siate furbi e fatelo con consapevolezza perch un giorno perso per restare a dormire un giorno che nessuno vi dar pi indietro. Se proprio avete deciso di sposare la causa dello sciopero informatevi e siate tra voi critici e propositivi. Solo cos quel giorno di scuola saltato non sar un giorno sprecato!

    resistere, resistere, restare a casa

    Lunica minaccia al nostro spazio vitale la concezione sbagliata del tempo afferma Eduardo Punset.Un tempo spesso frenetico, scandito da impegni e appuntamenti che non lasciano nemmeno la possibilit di fermarsi a guardare il cielo e prendere una boccata daria. Un tempo sul filo del funambolo che delimita un confine cos sottile per cui ogni passo diventa segno indelebile di cambiamento. Inermi ed impotenti, spettatori di una vita stracolma di false speranze, ladra di sogni e futuro.Rabbia e frustrazione si trasformano in grinta e coraggio per gli studenti molfettesi. Sono manifestazioni, scioperi e sit out a riempire finalmente le giornate di colore. Il cambiamento o perlomeno la speranza che possa esserci affiorano sulle dita, nelle voci, nelle menti e spingono chi si sente privato della cultura a dire basta.Cos, gli alunni del Liceo Classico che crescono sulle spalle dei pi grandi autori

    Maria Nicola Stragapede, Rosalba Cal, Delia Sgherza, Miriana Di Gioia, Loreta Minutilli

    e personaggi del passato non perdono i contatti con il presente, anzi hanno proposto e attuato un sit in informativo dal 21 al 23 Novembre. Il punto focale di questa protesta pacifica proprio lorganizzazione del tempo finalizzato allinformazione sulle varie forme di protesta attuate nel passato, come quelle del 68 o del G8 2001, e i motivi scatenanti in confronto a quelli presenti. Durante il sit out sono stati realizzati anche cartelloni e volantini per il corteo del 24 che ha visto partecipi studenti di tutte le scuole uniti con alcuni professori e sindacalisti per un unico scopo: il diritto allistruzione.Linvito, quindi, quello di non lasciare che il tempo scorri e si infiltri tiranno nelle vite ma che ogni vita prenda in mano il proprio tempo e abbia in ogni secondo la stessa grinta e passione di un sedicenne che lotta per il proprio futuro e per la difesa di un sogno.

  • 6un natale da peter panannarita marrano

    Dicembre 2012. Passeggio tra le strade illuminate e stracolme di gente indaffarata per lacquisto dei regali. Nonostante la crisi, i risparmi per i regali natalizi non mancano mai. La mia lista di regali ancora appesa sulla scrivania. Mi chiedo quando avr tempo per pensare a cosa regalare: non mi mai piaciuto regalare qualcosa solo per dovere. Il regalo la conferma delleternit di vecchie amicizie e la speranza di un rapporto duraturo per le nuove; la dimostrazione della passione mai tramontata in un amore, dellaffetto per i propri genitori, della tenerezza per i nipoti. Questanno, tuttavia, diverso: il lavoro e le responsabilit mi travolgono e coprono lentusiasmo degli anni passati. Le luci natalizie e le decorazioni delle vetrine non mi emozionano pi e la pazienza di passeggiare nella confusione svanita. Mi soffermo ad osservare lalbero della piazza principale: enorme! I bambini restano a bocca aperta e i genitori li guardano divertiti. La loro ingenuit mi fa tornare in mente Chiara, una cara amica lucana conosciuta a Trento. Ricordo che un pomeriggio di Novembre eravamo in giro per le strade di Trento e ad un certo punto in Piazza Duomo vediamo montare un grosso albero di Natale. Lei inizia a saltare di gioia: ama i mercatini, i canti, le decorazioni, il pranzo di Natale. Ama uscire fuori al balcone il pomeriggio della vigilia e ascoltare le voci chiassose delle famiglie riunite provenienti dalle case vicine. Ama trascorrere le serate con gli amici a giocare a carte: gli stessi giochi, le stesse persone che cercano di imbrogliare, gli stessi ambienti annebbiati dal fumo delle sigarette e le stesse risate. Ama andare alla veglia natalizia con le sue amiche e poi scambiarsi gli auguri sul sagrato della chiesa anche con coloro che non avresti mai pensato di perdonare.

    Ama mettere i regali sotto lalbero per il suo fratellino pi piccolo. Mentre mi racconta tutto ci le brillano gli occhi, gli stessi che ho ammirato la prima volta che lho incontrata: solari e sorridenti! Vive ogni momento come se fosse unico e attende il Natale come se fosse ancora bambina. proprio la sua ingenuit infantile che ammiro: talvolta si ha cos fretta di crescere e di dimostrare di essere adulti che si perdono di vista le piccole e semplici gioie della vita. Si perde lentusiasmo di trascorrere il giorno di Natale con la propria famiglia anche se c il nonno brontolone e la zia curiosa. Si perde la capacit di emozionarsi di fronte ad un bambino che scarta frettoloso il

    suo regalo di Natale. Si perde la volont di rivivere la quotidianit delle vacanze natalizie per timore di risultare infantile, semplice, poco maturo. Chiudo gli occhi e cerco di ricordare il profumo dei panzerotti della vigilia, il chiasso dei miei amici mentre scegliamo il gioco da fare, i preparativi della tavola natalizia. Riapro gli occhi e vorrei saltare come Chiara. Non lo faccio ma sorrido e con il pensiero la ringrazio per aver risvegliato in me la bambina di una volta, per aver riacceso lentusiasmo per il tradizionale Natale, per aver reso tutto ci che era scontato e monotono decisamente unico. Decido cos di affrettare il passo: c una lista di regali che mi aspetta!

  • affetti pi cari, di una madre fragile e forte allo stesso tempo, di una migliore amica alle prese con una gravidanza prematura, decisa a portarla avanti per colmare il senso di vuoto causato dalla perdita di suo fratello maggiore e di un fratellino in arrivo e non smette di coltivare i suoi sogni, con forza e dedizione, anche quando tutto le sembra perduto, perch si sa, chi ci ama vive e vivr sempre dentro di noi.Un amore di angelo un inno alla vita, un canto di forza e libert per tutte le ragazze che, come Mia, hanno solo bisogno di imparare a mantenere lequilibrio, a contare sulle proprie forze, a lottare contro qualsiasi intemperia, strappando un sorriso qua e l, conquistando un sogno, una soddisfazione, un amore. A volte ti serve un passo falso per capire come si cammina e dopo prendi il via... Ti serve un inciampo, poi metti un piede dietro laltro e non cadi, no, stavolta no, hai trovato equilibrio. Ed una gran conquista.

    7(ben)venuto al mondomaria teresa mirante

    un amore di angelomaurizia mongelli

    dimostrando non solo di essere molto pi matura di quanto la sua et non lasci immaginare, ma anche di riuscire a resistere alle batoste della vita come il potente, spaventoso uragano che lha investita con la morte del suo fidanzato, aggrappandosi a ci che pi la rende felice: danzare. Crescere sempre una sfida ardimentosa e Mia dimostra con passione e grinta che nonostante non sia sempre facile restare in equilibrio sul filo della vita, nonostante a volte questo ci sembri troppo sottile e pericolante per sopportare il peso delle nostre difficolt, delusioni e soprattutto aspettative, imparare a camminare con sempre maggiore sicurezza non impossibile. Mia, la protagonista di Un amore di angelo si scopre giorno dopo giorno cambiata, cresciuta e maturata. Scopre di possedere il coraggio di diventare grande dentro di s, a portata di mano: intraprende un viaggio a Londra, dove studia nella scuola di danza pi creativa e vivace della nazione, trova la forza di arrangiarsi, di curare il suo dolore danzando e prendendosi cura dei suoi

    Scegliere la propria strada non sempre facile: comporta sacrifici, rinunce, profonde riflessioni su ci che si sempre stati e ci che si diventati ma, soprattutto, richiede coraggio. E quello che Mia, una sedicenne piena di vita e determinata, cerca di mettere in pratica nella vita di tutti giorni,

    Quando sono andata al cinema a vedere la trasposizione cinematografica di Venuto al mondo, di Margaret Mazzantini, mi sembrato di essere davanti a un film gi visto nella mia mente, nato da quelle pagine che avevo divorato. Ho rincontrato lo sguardo di Gemma, la madre a tutti i costi, sono rientrata nellobiettivo di Diego, il fotografo dal passato pesante ma tanto innamorato di lei. Ho riascoltato le poesie di Gojko mentre piovevano bombe sulla Sarajevo assediata. Mi sono ancora lasciata ipnotizzare dalla musica di Aska, il ventre fertile che Gemma non aveva mai potuto avere. E poi nato Pietro. Il frutto inconsapevole dellodio, il figlio innocente della guerra, di una violenza che Aska, emblema di un popolo umiliato fino allestremo sacrificio, ha dovuto subire senza scampo. E mentre scorrono le immagini sullo schermo, vorrei dirti tante cose, Gemma. Vorrei dirti che non il mettere al mondo a fare di una donna una madre ma il prendersi cura. Quel prendersi cura che ha reso Pietro cos somigliante a te nel modo di camminare, nel carattere indolente, nel modo di guardare il mondo. Vorrei dirti, Gemma, che il tuo desiderio di diventare madre ti ha fatto perdere di vista tante

    cose importanti ma, ogni volta che Pietro ti guarda, ti dice grazie con gli occhi perch gli sei accanto. Vorrei dirti che gli adolescenti sono sempre arrabbiati col mondo intero ma, anche se sembrano gi grandi, hanno bisogno dei loro genitori pi di quanto tu creda. E Pietro avr sempre bisogno di te. E non prendertela se avrebbe preferito passare lestate in Sardegna, alla fine capir perch lhai portato l dove nato. Vorrei dirti che tutti hanno diritto a conoscere le proprie radici ma il fatto che Pietro sia

    figlio di una violenza, toglie dignit alla sua esistenza? La rende meno importante ai tuoi occhi adesso che sai che nelle sue vene non scorre il sangue del tuo amato Diego? Siamo figli di chi ci cresce, di chi ci rimbocca le coperte prima di andare a dormire, di chi ci cura il raffreddore, di chi ci regge mentre impariamo a camminare. Vedrai, Gemma: il passato, sbiadisce mentre ti perdi nello sguardo limpido di Pietro. E la vita lunica risposta a tutte le nostre domande.

  • 8Al termine di ogni lavoro di tesi si soliti scrivere i cosiddetti ringraziamenti. Generalmente si tratta delle pagine pi lette dellintero lavoro svolto. La sensazione che si prova a leggere il proprio nome tra quelle righe irripetibile: sentirsi dire grazie, qualcosa di cos insolito. Una parola che nella nostra lingua composta da poco pi di cinque lettere ma, cos raramente utilizzata; alle volte neanche a seguito della classica domanda mi passeresti il pane?, poi il silenzio. Abbiamo importato tantissime cose dal Nuovo Continente, non ultima la festa di Halloween, e allora mi chiedevo perch non avessimo pensato di fare nostra, invece, unaltra tradizione tutta made in U.S.A.: il Giorno del Ringraziamento.

    GRAZIE, THANKS, DANKEN, MERCI, GRACIASfrancesca messere

    La prima obiezione sarebbe che tale festivit non ci riguarderebbe: nasce, infatti, allepoca dei padri pellegrini per ringraziare Dio del primo raccolto buono nelle nuove terre. Attualizzando ai tempi nostri, per, milioni di americani in tale giorno si siedono alla loro tavola e ringraziano ad alta voce, davanti a tutta la famiglia, Dio o ciascuno degli altri convitati per qualcosa accaduta nellanno trascorso. C poi chi nella nostra epoca, ultra tecnologica, scrive sul proprio status i ringraziamenti e, cos ti ritrovi la bacheca piena di thank you che riscaldano il cuore.Lungi dal voler idealizzare il modello americano, colgo solo loccasione per una riflessione pi profonda. Credo non ci sia bisogno di istituire un giorno vero

    e proprio per dire grazie, ma sarebbe bello educarci a pronunciare pi spesso questa espressione, non perch costretti a farlo ma, perch sentiamo di esprimere tutta la nostra gratitudine agli altri. I motivi potrebbero essere i pi disparati: un abbraccio, un messaggio durante una giornata no ma, potrebbe bastare anche lesserci nei propri giorni. Alle volte diamo tutto per scontato, ma credo sia pi bello sentirsele dire ogni tanto anche le cose pi ovvie.Questo piccolo esercizio potrebbe rappresentare un vero cambiamento per tutti noi. Qualcuno deve pur iniziare, cos comincio io nel ringraziarvi per aver speso parte del vostro tempo prezioso per leggere questo articolo!