Lettera Pastorale: L'amore più grande

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    07-Dec-2014
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Lettera Pastorale: L'amore più grande

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  • 1. Arcidiocesi di Torino Curia Metropolitana via Val della Torre, 3 10149 Torino (To) Tel. 011 5156300 www.diocesi.torino.it Lamore pi grande Anno Pastorale 2014-2015 I II III
  • 2. Lamore pi grande Anno Pastorale 2014-2015 LETTERA PASTORALE DELLARCIVESCOVO DI TORINO, MONS. CESARE NOSIGLIA (Torino, dallArcivescovado, 8 settembre 2014 - Festa della Nativit di Maria Vergine) PROGETTO E REALIZZAZIONE GRAFICA: PARTNERS, TORINO CREDITS FOTO: ANSA UFFICI DIOCESANI, SHUTTERSTOCK STAMPA: MARCOGRAF, VENARIA Dato alle stampe: l8 settembre 2014
  • 3. 5 Ostensione 2015 Cari presbiteri, diaconi, persone consacrate, religiosi e religiose e laici, 1. Lostensione della Sindone che si far a partire dal tempo pasquale del 2015 ci rivela lAmore pi grande di cui ogni uomo debitore e nello stesso tempo destinatario. Debitore, per-ch il Figlio di Dio Ges Cristo ha donato la sua vita per tutta lumanit peccatrice, che ha con-siderato amica e per cui ha offerto il suo sangue redentore, affinch fosse salvata e rinnovata. Dice lapostolo Paolo: Dio dimostra il suo amo-re verso di noi nel fatto che, mentre eravamo an-cora peccatori, Cristo morto per noi (Rom 5,8). Pure, ogni uomo destinatario di questo Amore, come afferma Giovanni evangelista, che fa eco a S. Paolo, affermando: Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perch chiun-que crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perch il mondo sia salvato per mezzo di lui (Gv 3,16-17). LAmore pi grande dunque un gesto con-creto che rivela la misericordia infinita del Pa-dre, lamore di amicizia del Figlio, la potenza santificatrice dello Spirito Santo che operano per cambiare la vita degli uomini peccatori e del-la realt stessa della storia, spesso sottomessa alla caducit del male, che combatte e ostacola il disegno di Dio. LAmore pi grande anche il segno di una benevolenza e cura di Dio che rinnova lanimo di ogni persona disponibile ad accoglierlo e a lasciarsene investire per cambia-re se stesso e il mondo. Malgrado tanto male e tanta violenza e infedelt di cui si macchia lu-manit, Dio continua ad amarla e per essa dona il Figlio Suo come Salvatore e Amico. LAmore pi grande ci mostra perci quale deve essere latteggiamento della Chiesa, che si fa umile, sottomessa a tale amore, confessando le debolezze nei suoi figli e lascandosi purificare dal sangue del suo Signore, per essere lavata e salvata, cos da apparire in tutta la sua bellezza di popolo peni-tente e ricco della grazia del perdono. Essa sa bene che nel suo seno ha tanti pecca-tori, pur essendo santa; per questo, apre le sue braccia di madre per accoglierli e sanarli, conducendoli alle fonti della Parola e dei sacramenti, della ca-rit e del suo esempio di bont. La Chiesa di Torino, che custodisce il sacro lino della Sindone, del quale orgogliosa, chiamata per questo ad essere esemplare nel-la testimonianza di santit e di vita rinnovata nellamore e allo stesso tempo deve mostrare un volto di misericordia accogliente e carico di speranza per tutti coloro che ne fanno parte, come pure per coloro che se ne sentono esclusi e vivono ai margini. I santi, che hanno segnato la sua storia e particolarmente in questi ultimi se-coli sono diventati modello di questo Amore pi grande, le hanno infuso nel cuore la tenerezza di Dio e le hanno indicato le vie per camminare fianco a fianco delle persone pi povere e svan- Non c amore pi grande di chi d la vita per gli amici
  • 4. 7 taggiate, difendendone i diritti e promuovendo-ne la dignit e la giustizia. Ostensione 2015 2. Lanno pastorale 2014-2015 sta davanti a noi e le celebrazioni del duecentesimo anniver-sario della nascita di San Giovanni Bosco sono gi iniziate e si snoderanno via via con moltepli-ci appuntamenti nel corso dei prossimi mesi, in-sieme allostensione della Sindone, che avverr dal 19 aprile al 24 giugno. Si tratta di eventi che segneranno il cammino anche pastorale delle parrocchie, oratori, scuole, comunit e famiglie. La visita di papa Francesco sar il momento pi bello e fecondo di comunione e di fraternit sia per la Chiesa di Torino che per la societ civile. Desidero che il contenuto del motto lAmore pi grande, illumini e sorregga tutto limpegno pastorale, per cui la formazione dei sacerdoti e diaconi, delle religiose e religiosi e degli ope-ratori, la catechesi di tutte le et, la pastorale giovanile e delle famiglie, degli adulti e anziani, le associazioni e i movimenti come le scuole cat-toliche, la spiritualit liturgica e quella popolare, i vari servizi della carit e dellimpegno culturale e sociale tutto abbia il suo cuore e il suo ri-ferimento a questo tema, che render cos unita la Diocesi sul piano dellevangelizzazione, della preghiera e della testimonianza. In questa Lettera pastorale intendo focaliz-zare il tema dellanno attorno a tre ambiti com-plementari e decisivi della missione della nostra Chiesa. Vorrei che ci chiedessimo in che modo oggi le nostre comunit possono annunciare e vivere questo Amore pi grande, in particolare con i bambini e ragazzi delliniziazione cristiana, insieme alle loro famiglie, ai giovani e ai poveri. Credo che anzitutto, prima di approfondire il discorso su questi tre versanti della crescita umana e cristiana di ogni credente, sia neces-sario per sostare e fare discernimento insie-me per verificare il soggetto responsabile che chiamato a farsene pastoralmente carico: la Chiesa, e segnatamente la parrocchia quale co-munit educante alla vita e alla fede. Quale volto di comunit? 3. Richiamo in proposito il n. 200 del Rinno-vamento della catechesi (Rdc), che con chiarez-za ricorda: Prima dei catechismi ci sono i ca-techisti e prima dei catechisti c una comunit ecclesiale. Come non pensabile una buona catechesi senza lapporto di catechisti qualifi-cati e carichi della gioia del Vangelo, cos non possibile avere frutto dalla catechesi senza la viva partecipazione responsabile dellintera co-munit cristiana. Una comunit educante lambiente ido-neo ad accompagnare i ragazzi e loro genito-ri, gli adulti e ogni cristiano negli itinerari di evangelizzazione e catechesi che nutrono una fede motivata e sicura e una conseguente vita cristiana coerente, che testimonia con la carit lincontro con il Signore. Come ci invita Papa Francesco, rimettiamo al centro dellazione pa-storale il popolo di Dio. Esso il vero protago-nista della storia della salvezza che si snoda nel tessuto della vita e della missione della Chiesa. I pastori, i vari ministri e i fedeli tutti fanno parte di questo popolo e sono chiamati dal Signore a servirlo mediante lazione pasto-rale, sempre sotto la guida dello Spirito Santo, che suggerisce e orienta il cammino perch sia uno, santo e aperto a tutte le genti. Da qui discendono alcune scelte pastorali pri-oritarie che rappresentano gli obiettivi di azione su cui ogni membro del popolo di Dio deve sentir-si corresponsabile e attivo protagonista.
  • 5. 9 Una comunit tutta ministeriale Ostensione 2015 4. Una Chiesa tutta ministeriale (cfr. Papa Francesco, Esortazione apostolica Evangelii Gaudium [EvG], 120) tale se d spazio ai cari-smi e doni dello Spirito e valorizza lapporto dei laici e le loro specifiche vocazioni, cos da far fronte al compito ampio e permanente di evan-gelizzazione e di catechesi per tutti e a tutte le et della vita. I pastori hanno il compito di suscitare e rico-noscere le disponibilit di ciascun battezzato nel campo dellevangelizzazione, della catechesi e della carit, in particolare per lambito delle fasce giovanili e adulte, favorendo il discer-nimento e la ministerialit di chiunque accoglie la chiama-ta a svolgere questi servizi. Per questo occorre attivare iniziative di formazione di coppie che accompagnino le famiglie e di catechisti preparati a farsi compa-gni di strada lungo il cammino delliniziazione cristiana non solo dei piccoli, ma di quei percor-si propri degli adulti che intendono rimotivare la scelta battesimale, i cosidetti ricomincianti o cercatori di Dio o catecumeni, di cui facciamo spesso esperienza nelle parrocchie. La scuola di formazione diocesana per operatori pastorali, con la sua ricchezza di docenti, contenuti e fina-lit specifiche, nei diversi ambiti della vita delle comunit, va dunque potenziata e, se possibile, portata anche sul territorio, in modo da favorire la partecipazione di laici preparati nella cabina di regia delle comunit. Diventa per questo decisiva una scelta che stenta a trovare cittadinanza nelle nostre co-munit, malgrado gli appelli rivolti dalla Chiesa e dal suo Magistero in questi ultimi decenni: il primato dellevangelizzazione e catechesi per sostenere la fede degli adulti, affinch ognuno di loro diventi testimone della gioia del Vange-lo nella societ. Non si parte da zero, perch diverse co-munit hanno gi attivato questa via e anche con frutto: penso a quelle parrocchie che pro-muovono gruppi di preghiera e di riflessione sulla Bibbia nelle case, almeno nei tempi forti dellanno liturgico; altre che svolgono una ca-techesi sui testi biblici della domenica; altre che danno spazio ad associazioni e movimenti che