Lettera Pastorale 2011

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    17-Mar-2016
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lettera pastorale del vescovo Mon. romano Rossi

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  • Mosaico di Pietre Vive - 2

    Approfondimenti Schede Attivit

    AllAngelo della Chiesache a Civita Castellana

    scrivi...

    Mons. Romano RossiVESCOVO DI CIVITA CASTELLANA

  • Mosaico di Pietre Vive - 2

    Approfondimenti Schede Attivit

    LETTERA PASTORALE AL CLERO E AL POPOLODELLA DIOCESI DI CIVITA CASTELLANA

    AllAngelo della Chiesache a Civita Castellana

    scrivi...Chiamati a conversione per poter conoscere

    e percorrere insieme le vie del Signore

    Mons. Romano RossiVESCOVO DI CIVITA CASTELLANA

  • 4Istruzioni per luso

    Per antichissima consuetudine, i Vescovi inviano periodica-mente dei messaggi scritti al Clero e al popolo di Dio dellaloro Diocesi.Assumendo il servizio episcopale nella Diocesi di Civita Ca-stellana, mi sono inserito ben volentieri nella consolidata tra-dizione di far pervenire la Lettera Pastorale ai fedeli nel cor-so della Benedizione Pasquale delle famiglie.Gli auguri pasquali del Vescovo bene che siano accompa-gnati da qualche riflessione ed esortazione sulla condizionee la vita della Chiesa e dei cristiani nella nostra societ.Il progetto pastorale Mosaico di pietre vive, in cui ci stiamoprogressivamente inoltrando, ha riportato al centro della no-stra attenzione il tema della comunione e della corresponsa-bilit della Chiesa.Anche la Lettera Pastorale per la Pasqua 2011 si inseriscein questo percorso.Essa non stata pensata per essere ricevuta e recepita so-lo sul piano individuale. Rischierebbe di rimanere un docu-mento astratto e non particolarmente efficace.Per questo la Lettera ha come interlocutori privilegiati le co-munit parrocchiali e i gruppi in cui si articola il lavoro sulprogetto diocesano in questo momento.La stesura della Lettera stata integrata con tracce per la ri-flessione personale e il confronto comunitario tese a favori-re lassimilazione e la metabolizzazione dei contenuti propo-sti nella vita delle nostre comunit.

  • Sono infinitamente grato di questo ottimo servizio allaDott.ssa Antonella Cesari e a Sr. Maria Daniela Bambini del-le Clarisse di Civita Castellana.Nel corso di un pellegrinaggio in Turchia con un gruppo di Sa-cerdoti della Diocesi, gli stessi contenuti della Lettera sonostati discussi insieme e sottoposti a correzioni e integrazioni.Voglia il Signore che questo stile e questo metodo rappresen-tino un passo nella direzione giusta, quella di una Chiesa in cuiil popolo di Dio, in tutte le sue varie componenti e articolazio-ni, recuperi sempre pi il gusto e lambizione di contribuire, va-lorizzando i doni dello Spirito Santo diffusi su tutti, alledifica-zione dellunico Corpo di Cristo.Individueremo, insieme con i Sacerdoti, i tempi e i modi perintegrare utilmente anche questo testo nel nostro camminodiocesano e parrocchiale. Senza fretta, senza ansia, senzascorciatoie, senza sovrapposizioni, senza sentirci necessaria-mente legati al periodo quaresimale o pasquale.Nulla deve essere fatto e proposto in modo separato e set-toriale, senza riferimento a un disegno complessivo di uncammino condiviso e neppure in modo semplicemente for-male e burocratico.I primi destinatari dello scritto sono i Sacerdoti, con i qualiavverto il bisogno di una comunione sempre pi stretta, nonsolo nella fase esecutiva ma anche nella individuazione del-le priorit e nella elaborazione dei piani.Accanto a loro, i pi stretti collaboratori, in particolare i mem-bri dei Consigli Pastorali Parrocchiali, le persone coinvolte nelMosaico di pietre vive e tutti coloro che hanno a cuore lesorti del Regno di Dio nel nostro territorio.Essendo, per, un diritto di tutti i battezzati essere il pi pos-sibile informati sulle vicende della loro Chiesa, importanteche questo testo possa giungere al pi vasto numero di per-sone possibile.Anche i non praticanti, e perfino i non credenti, potranno co-s verificare gli orientamenti e gli obiettivi della nostra comu-nit diocesana.La fatica di incarnare il Vangelo nel territorio delimitato a norde a sud dai monti Cimini e dallestrema periferia di Roma e daest a ovest dalla piana del Tevere e dallasse lago di Vico la-go di Bracciano non incominciata n ieri n oggi.La scelta delle immagini relative a scene ispirate alla SacraScrittura e, in particolare, al libro dellApocalisse affrescatenel transetto della Basilica di Castel SantElia, risponde pro-prio al bisogno di evidenziare la continuit di una storia desi-derosa e capace di ripartire continuamente dalla Parola diDio. Oggi nella cultura dello scritto cartaceo o digitale comeieri nel linguaggio della Bibbia dei poveri, attraverso la pit-tura e altre espressioni artistiche.La Madonna ad Rupes, nel cui grembo la Parola si fatta car-ne, ci aiuti tutti a gustare la ricchezza inesauribile di questacomunione iniziata e in via di progressiva espansione.

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  • PRIMA PARTE:

    CON COERENZA,DENTRO IL CAMMINO DELLA DIOCESI

  • Cari amici,

    negli scorsi mesi si sviluppato e allargato il dialogo del Ve-scovo con i Sacerdoti e con centinaia di fedeli, attraverso illancio del progetto pastorale diocesano Mosaico di pietre vi-ve.Nel frattempo il lavoro iniziato nelle Parrocchie. La speran-za che il Signore ci conceda di crescere nella comunione enella corresponsabilit e riprendere una piena vitalit evan-gelica e una forte iniziativa missionaria.Siamo chiamati a riscoprire e a testimoniare le ricchezze deldono di Dio fra le donne e gli uomini di questa generazione edi questa terra.Il Vangelo conserva intatta la sua forza di salvezza e lo Spiri-to del Signore tuttora attivo ed efficace.

    La gioiosa fatica di stare in questo tempo

    Certamente non ignoriamo le fatiche e il disorientamento dif-fusi in questo periodo in ampi strati del nostro popolo. Le dif-ficolt del quotidiano rendono molte persone sfiduciate e in-durite mentre allorizzonte si diffonde il timore che il domaninon sar migliore delloggi, che sia ingenuo sperare in qual-cosa di meglio, che rimane solo da stringere i denti e lottarecon tutti i mezzi per resistere.Sorge il dubbio che, anche se a breve dovesse ripartire lamarcia dello sviluppo economico, forse non avremmo la for-za spirituale e civile per far fronte alle sfide che ci attendo-no.Sarebbe deprimente, ma il pericolo tuttaltro che ipotetico,che la grave congiuntura lasciasse il segno perfino nella co-scienza di tante persone circa il modo di sentire e dimmagi-nare la vita.Quante manifestazioni di fragilit, di spaesamento, di fugadal futuro, di identificazione in modelli di corto respiro!Ci stiamo ritrovando tutti pi induriti, pi indifferenti, pi cini-ci, pi scettici sulla possibilit di guardare lontano, di pensa-re in grande, di perseguire ideali, di investire la vita in ci cheappare vero e bello.Rischia di saltare la fiducia in schemi consolidati capaci diprodurre comportamenti motivati, consequenziali e progettua-li, per affidarsi prevalentemente agli istinti, alla pretesa deltutto e subito, allaffermazione del proprio io come unico cri-terio di vera certezza, in modo narcisistico e autorefernziale.Il vuoto interiore delle persone, accresciuto e ingigantito dal-la vacuit e dallinsignificanza di ci che propone la piazza,quasi inevitabilmente cerca di appagarsi acconsentendo auna crescente molteplicit di stimoli esterni: facili godimentisessuali, assunzione di stupefacenti, cultura dello sballo, al-coolismo, ecc...Ogni giorno che passa, il desiderio, inteso come spinta posi-tiva ad andare avanti, a progettare, diventa pi debole, quasi

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  • esangue, indebolito dallappagamento derivante da una mol-teplicit di surrogati. Il venir meno di ideali autentici, di model-li credibili, di solide figure di riferimento, spesso soppiantatida falsi e inconsistenti idoli mediatici, toglie ogni autorevolez-za ai richiami alla legge (civile, religiosa o della stessa co-scienza), non pi compresi, forse neppure percepiti.Che senso pu avere prendere sul serio la legge quando co-loro che la rappresentano nei vari ambiti spesso appaionocome i primi a trasgredirla, quando addirittura non se ne fan-no gioco?Come si pu vivere secondo delle norme quando si perdu-to persino il senso della normalit?Appena ieri appariva normale lavorare onestamente, resta-re fedeli alla parola data, tutelare la propria e laltrui riserva-tezza, operare per il bene comune, considerare laltro un finee mai un mezzo. Oggi, che tanti paletti sono saltati, ve-ramente grande il rischio di non raccapezzarsi pi, di non sa-pere pi che pesci pigliare e a che santo votarsi. Avviene chelunica sicurezza rimanga o il potere del pi forte o il puroistinto di sopravvivenza individuale, che ad esso finisce irri-mediabilmente per aggrapparsi.Perch meravigliarsi, allora, che in questo scenario si facciasempre pi strada la suggestione che il modo migliore di so-pravvivere consista nelladattarsi e nel piegarsi a qualunquecompromesso, pur di non affondare?Daltra parte, dove poter trovare ipotesi alternative, ossige-nazione delle coscienze, visto che il contenuto quotidianodellinformazione essenzialmente costituito da resoconti discandali, di impunita corruzione, di volgarit e di arroganzaostentate come status symbol?Davanti a tale indecente spettacolo, un vero e proprio scan-dalo per le generazioni pi giovani, diventa sempre pi debo-le la resistenza e lo sdegno delle coscienze.Il rischio dellassuefazione al degrado da parte delle moltitu-dini ancora pi preoccupante della sfacciata protervia deiprotagonisti di certe squallide esibizioni. un veleno pericoloso per il popolo la suggestione che loscopo della vita consista essenzialmente nellossessionedel denaro, del potere, della fama, del successo secondo glischemi e le categorie correnti.Vedere la vita ridotta a competizione, la persona a merce, lasperanza riposta in feticci unilaterali e ingannevoli non cer-to molto consolante.E tuttavia, paradossalmente, una situazione cos difficileapre insperate opportunit per il Vangelo.In questo desolato deserto di fondament