Leonardo Sciascia, Legge Biagi e BR

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Leonardo SciasciaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.

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Parlamento italiano Camera dei deputati

on. Leonardo Sciascia

Luogo nascita Data nascita Luogo morte Data morte Titolo di studio Professione Partito Legislatura Gruppo Collegio

Racalmuto 8 gennaio 1921 Palermo 20 novembre 1989 Diploma magistrale scrittore Partito Radicale VIII Partito Radicale Roma Incarichi parlamentari

Componente della 3a Commissione (Esteri) dall'11 luglio 1979 al 26 luglio 1979

Componente della 11a Commissione (Agricolture e Foreste) dal 26 luglio 1979 all'11 luglio 1983

Componente della commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l'assassinio di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia dal 20 dicembre 1979 al 7

marzo 1980 e dal 20 marzo 1980 al 29 giugno 1983 Pagina istituzionale

Leonardo Sciascia (Racalmuto, 8 gennaio 1921 Palermo, 20 novembre 1989) stato uno scrittore, saggista e politico italiano.

Biografia [modifica]Leonardo Sciascia nasce a Racalmuto, in provincia di Agrigento (allora chiamata Girgenti), primo di tre fratelli, da un impiegato, Pasquale Sciascia, e da una casalinga, Genoveffa Artorelli. La madre proviene da una famiglia di artigiani mentre il padre impiegato presso una delle miniere di zolfo locali e la storia dello scrittore ha le sue radici nella zolfara dove hanno lavorato il nonno e il padre.

Gli studi: il periodo nisseno [modifica]A sette anni Sciascia inizia la scuola elementare a Racalmuto e ben presto si dimostra intenso lettore. Nel 1935 si trasferisce con la famiglia a Caltanissetta dove si iscrive all'Istituto Magistrale "IX Maggio" nel quale insegna Vitaliano Brancati, che diventer il suo modello e che lo guida nella lettura degli autori francesi, mentre l'incontro con un giovane insegnante,Giuseppe Granata (che fu in seguito senatore comunista), gli fa conoscere gli illuministi e la letteratura americana. Nel capoluogo nisseno trascorrer gli anni pi indimenticabili della sua vita, come lui stesso confessa nella sua autobiografia, fatti delle prime esperienze e delle prime scoperte della vita oltre ad imprimersi la sua formazione culturale. Richiamato alla visita di leva viene considerato per due volte non idoneo, ma alla terza viene finalmente accettato e assegnato ai servizi sedentari. Nel 1941 prende il diploma magistrale e nello stesso anno si impiega al Consorzio Agrario, occupandosi dell'ammasso del grano a Racalmuto, dove rimane fino al 1948. Ebbe cos modo di avere un rapporto intenso con la piccola realt contadina. Nel 1944 si unisce in matrimonio con Maria Andronico, maestra nella scuola elementare di Racalmuto. Da lei Sciascia avr le sue due figlie, Laura e Anna Maria. Il suicidio del fratello Giuseppe, avvenuto nel 1948, sconvolge Sciascia lasciandogli un profondo segno nell'animo. Nel 1949 inizia ad insegnare nella scuola elementare di Racalmuto.

Le prime opere: poesie e saggi [modifica]Nel 1950 pubblica le "Favole della dittatura", che Pier Paolo Pasolini nota e recensisce. Il libro comprende ventisette brevi testi poetici. Nel 1952, esce la raccolta di poesie La Sicilia, il suo cuore, che viene illustrata con disegni dello scultore catanese Emilio Greco. Nel 1953 vince il Premio Pirandello, assegnatogli dalla Regione Siciliana per il suo saggio "Pirandello e il pirandellismo".

Inizia nel 1954 a collaborare a riviste antologiche dedicate alla letteratura e agli studi etnologici, assumendo l'incarico di direttore di Galleria e de I quaderni di Galleria edite dall'omonimo Salvatore Sciascia di Caltanissetta. Nel 1954 Italo Calvino scrive, riferendosi a un'opera di Sciascia:

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Nel 1956 pubblica "Le parrocchie di Regalpetra", una sintesi autobiografica dell'esperienza vissuta come maestro nelle scuole elementari del suo paese. Nello stesso anno viene distaccato in un ufficio scolastico di Caltanissetta.

A Roma: I racconti [modifica]Gli zii di Sicilia [modifica]Nell'anno scolastico 1957-1958 viene assegnato al Ministero della Pubblica Istruzione a Roma e in autunno pubblica i tre racconti che vanno sotto il titolo "Gli zii di Sicilia". La breve raccolta si apre con la "La zia d'America", un tentativo di dissacrare il mito dello "Zio Sam", visto come dispensatore di doni e libert. Il secondo racconto intitolato "La morte di Stalin", nel quale, ancora una volta, il personaggio un mito, quello del comunismo che viene incarnato, agli occhi del siciliano Calogero Schir, da Stalin. Il terzo racconto, "Il quarantotto", ambientato nel periodo del Risorgimento (precisamente tra il 1848 e il 1860) e tratta del tema dell'unificazione del Regno d'Italia vista attraverso gli occhi di un siciliano. Nel racconto l'autore vuole mettere in evidenza l'indifferenza ed il cinismo della classe dominante affrontando un tema gi trattato da Federico De Robertone I Vicer (1894) e da Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo. Alla raccolta si aggiunge, nel 1960, un quarto racconto, "L'antimonio", che ebbe favorevole consenso della critica ed al quale Pasolini dedicher un articolo sulla rivista Officina. In esso si narra la storia di un minatore che, scampato ad uno scoppio di grisou (chiamato dagli zolfatari antimonio), parte come volontario per la guerra d'Abissinia ed, in seguito, per la guerra civile in Spagna.

A Caltanissetta: i romanzi [modifica]Sciascia rimane a Roma un anno e al suo ritorno si stabilisce con la famiglia a Caltanissetta, assumendo un impiego in un ufficio del Patronato scolastico. Nel 1961 esce "Il giorno della civetta" con il quale lo scrittore indica nel giallo il genere di riferimento delle sue opere. Al romanzo si ispira il film omonimo del regista Damiano Damiani, uscito nel 1968. Gli anni sessanta vedranno nascere alcuni dei romanzi pi sentiti dallo stesso autore, dedicati alle ricerche storiche sulla cultura siciliana. Nel 1963 pubblica "Il consiglio d'Egitto", ambientato in una Palermo del '700 dove vive e agisce un abile falsario, l'abate Giuseppe Vella, che "inventa" un antico codice arabo che dovrebbe togliere ogni legittimit ai privilegi e ai poteri dei baroni siciliani a favore del Vicer Caracciolo.

Il ritorno al saggio [modifica]

Nel 1964 pubblica il breve saggio o racconto, come dice lo stesso Sciascia nella prefazione alla ristampa del 1967, "Morte dell'Inquisitore", ambientato nel '600, che prende spunto dalla figura dell'eretico siciliano Fra Diego La Matina, vittima del Tribunale dell'Inquisizione, che uccide Juan Lopez De Cisneros, inquisitore nel Regno di Sicilia. La Compagnia del Teatro Stabile di Catania, diretta da Turi Ferro, mette in scena "Il giorno della civetta", con la riduzione teatrale di Giancarlo Sbragia. Risale al 1965 il saggio "Feste religiose in Sicilia", che fa da cornice alla presentazione ad una raccolta fotografica ad opera di Ferdinando Scianna, fotografo di Bagheria, dove torna l'accostamento della Sicilia alla Spagna, soprattutto per quanto riguarda il valore e l'importanza, in ambedue le societ, della superstizione religiosa e del mito.

La commedia [modifica]Sempre nel 1965 esce la sua commedia "L'onorevole" che una impietosa denuncia delle complicit tra governo e mafia.

Il ritorno al romanzo [modifica]

Statua di Sciascia a Racalmuto

Nel 1966 ritorna con un romanzo, A ciascuno il suo, che riprende le modalit del "giallo" gi utilizzate ne "Il giorno della civetta". La vicenda narrata quella di un professore di liceo, Paolo Laurana, che inizia per curiosit personale le indagini sulla morte del farmacista del paese e dell'amico dottore, ma che si scontra con il silenzio di tutti i paesani, silenzio dovuto alla paura ed alla corruzione. Come commento alla tenacia nelle indagini del professore e alla sua tragica fine, l'explicit del libro si risolve in una frase lapidaria:

Dal romanzo, il regista Elio Petri trae, nel 1967, il film omonimo.

A Palermo [modifica]Nel 1967 si trasferisce a Palermo per seguire negli studi le figlie e per scrivere. Esce intanto per l'editore Mursia una antologia "Narratori di Sicilia", curata da Sciascia in collaborazione con Salvatore Guglielmino. Nel 1969 inizia la sua collaborazione con il Corriere della Sera e pubblica "Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D.", che racconta, attraverso una rappresentazione teatrale, la controversia per la vendita di una partita di ceci per la quale il vescovado di Lipari non vuole pagare la tassa (siamo all'inizio del '700). Il vescovo aveva scomunicato i gabellieri, ma il re, mediante l'appello per abuso, aveva annullato la scomunica. La storia, apparentemente banale, in realt denuncia i rapporti tra Stato-guida dell'ex Urss e gli Stati satelliti. Le iniziali A.D. identificano Alexander Dubek, che fu protagonista nel 1968 della Primavera di Praga.

La pensione [modifica]Nel 1970 Sciascia va in pensione e pubblica la raccolta di saggi "La corda pazza", nella quale l'autore chiarisce la propria idea di "sicilitudine" e dimostra una rara sensibilit artistica espressa per mezzo di sottili capacit saggistiche. Quest'opera riporta, gi dal titolo, aLuigi Pirandello che nel suo libro "Berretto a sonagli" sostiene che ognuno di noi ha in testa "come tre corde d'orologio, quella "seria", quella "civile", quella "pazza"". Sciascia vuole indagare sulla "corda pazza" che, a suo parere, coglie le contraddizioni e le ambiguit ma anche la forza razionalizzante di quella Sicilia che tanto oggetto dei suoi studi.

Il ritorno al genere poliziesco [modifica]Il 1971 l'anno de "Il contesto", con il quale l'autore ritorna al genere poliziesco. La vicenda si svolge intorno all'ispettore Rogas che deve risolvere una complicata vicenda che origina da un errore di giustizia e una serie di omicidi di giudici. Bench il romanzo sia ambientato in un paese immaginario, il lettore riconosce senza sforzo l'Italia contemporanea. Il libro d