Ldb Digital Heritage_Barela 02

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1 La descrizione del documento La descrizione del documento audiovisivo: storia e audiovisivo: storia e problematiche. Alcuni modelli problematiche. Alcuni modelli attuali. Esempi di schedatura attuali. Esempi di schedatura Serena Barela- Fondazione Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico
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    10-Aug-2015
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  1. 1. La descrizione del documento audiovisivo: storia e problematiche. Alcuni modelli attuali. Esempi di schedaturaSerena Barela- Fondazione Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico 1
  2. 2. La catalogazione dei documenti audiovisivi una delle attivit principali nel trattamento delle immagini in movimento. Per trattamento dei documenti filmici si intendono le attivit di identificazione, descrizione, archiviazione, conservazione, restauro, valorizzazione, gestione di tali materiali. 2
  3. 3. Un buon sistema di catalogazione dei documenti audiovisivi dovrebbe essere in grado non solo di descriverli, ma anche di documentare, correlare, rendere esplicite tutte le operazioni relative al loro trattamento e al loro possibile uso e riuso. Dovrebbe inoltre essere in grado di contestualizzare il documento allinterno del processo produttivo da cui proviene.3
  4. 4. In passato, nella maggioranza dei casi, la catalogazione degli audiovisivi, nelle cineteche come negli enti di produzione audiovisiva, era effettuata su schedine cartacee ed era limitata alla registrazione di dati essenziali, quale il titolo e la data e soprattutto dei dati tecnici o di gestione e di magazzino. Lingresso delle immagini in movimento nelle biblioteche e negli ultimi decenni anche negli Archivi di Stato ha determinato lattenzione di discipline quali la biblioteconomia e larchivistica ai problemi di descrizione di questa tipologia particolare di documenti. 4
  5. 5. Due problematiche sono emerse di recente nel dibattito sul trattamento descrittivo dei documenti filmici: 1. La questione della descrizione del contenuto di un documento audiovisivo. 2. La questione della relazione, del vincolo di un documento audiovisivo con il suo contesto produttivo, ovvero con altre tipologie documentarie. Queste due questioni riguardano in particolare gli archivi audiovisivi che riusano i propri materiali e che producono nuovi documenti filmici.La catalogazione e il trattamento dei documenti, allinterno di archivi che producono e detengono tutti o quasi i diritti sui materiali conservati, sono soprattutto in funzione delle esigenze dei registi, degli operatori del settore, dei filmaker 5
  6. 6. Le regole della Fiaf sono una estensione delle ISBD (nbm) e non risolvono il problema della descrizione semantica del documento filmico e quello del legame del documento audiovisivo con altri documenti (sia filmici che cartacei) appartenenti allo stesso processo produttivo. In particolare: Non suggeriscono strumenti e criteri per la descrizione e la ricerca del contenuto di un film (solo degli esempi riportati nel campo Note) Non pongono adeguata attenzione alla descrizione di pezzi e tipologie di film differenti (girati, tagli, riprese amatoriali) Uso eccessivo del campo Note (per le responsabilit secondarie, per tutte le informazioni tratte da fonti secondarie, per la descrizione del contenuto, ): sorta di scheda nella scheda. Regole elaborate da standard pensati per la descrizione di un libro, di un documento non legato ad altri documenti. Regole elaborate prima dellavvento dei nuovi sistemi informativi elettronici, dotati di motori di ricerca IR6
  7. 7. Lo studio pi attento ai criteri di descrizione del contenuto di un film anche da parte di enti che operano in campo audiovisivo recente in Italia (Fondazione Aamod, Istituto Luce, Rai Teche tra i primi). Mentre esiste una certa uniformit e condivisione per quanto riguarda i criteri di descrizione anagrafica e fisica di un documento audiovisivo, sussistono delle difficolt soprattutto in merito alla individuazione di criteri oggettivi di descrizione dei contenuti dei film 7
  8. 8. Catalogazione del contenuto: linguaggio che descrive un altro contenuto linguaggio, quello filmico, che diverso da quello verbale. Linguaggio che decodifica e traduce un altro linguaggio. E necessario esplicitare le regole di questa traduzione, tenendo sempre conto delle esigenze degli eventuali ricercatori, al fine di rendere la catalogazione omogenea, anche se effettuata da persone diverse. Come rileva Gabriele DAutilia (La catalogazione dei documenti audiovisivi nellera di Internet), il documentalista il primo ad effettuare una critica delle nuove fonti, sia decodificando il linguaggio del film che sta catalogando (identificando il film, decodificando il messaggio e lintenzione comunicativa e rappresentativa delle immagini, stabilendo quindi la sua autenticit, provenienza e integrit), sia codificando e rilevando il contesto in cui si colloca quel film (lambiente storico, sociologico, antropologico, culturale in cui nasce)8
  9. 9. I contenuti di un film (fiction o non; finito o non; inquadratura o sequenza) si possono dividere in primari e secondari. Contenuto primario quello che in genere il catalogatore rileva: tema centrale del documento, il suo testo narrativo, quello che si svolge in primo piano. In tal senso la catalogazione pi esaustiva quella che descrive il contenuto inquadratura per inquadratura: sorta di sceneggiatura desunta. Richiede conoscenza del linguaggio e delle tecnologie audiovisive. Da essa possono emergere anche informazioni relative allevoluzione del linguaggio audiovisivo (A. Giannarelli; G.Landucci). Contenuto secondario: quello che si svolge sullo sfondo, ovvero i dati secondario ambientali, di costume, relativi al paesaggio, allarchitettura, agli spazi, allarredo. I due tipi di contenuto si manifestano su piani visivi differenti. A questi si aggiunge il piano sonoro (la catalogazione del contenuto pu prevedere anche la rilevazione e trascrizione dei sonori). La descrizione (inq. per inq.o sequenza per sequenza) avviene sia relativamente a quello che si vede e che accade, nello spazio e nel tempo, sia relativamente a come rappresentato, ovvero alle modalit del linguaggio filmico. 9
  10. 10. ELEMENTI DI BASE DEL LINGUAGGIO FILMICO (A. Giannarelli) INQUADRATURA: unit minima del linguaggio filmico (immagine mobile o fissa, corrispondente allo spazio delimitato dallobiettivo della macchina da presa o dalla videocamera). Registrazione senza interruzioni interne. Nella fase del montaggio delimitata da un taglio iniziale e uno finale. SEQUENZA: numero nn di inquadrature collegate tra loro in base a un rapporto spazio/temporale. Una sequenza senza interruzione, in ununica inquadratura, con macchina in movimento e con variazione dei piani e dei campi di ripresa, definita PIANO SEQUENZA. PIANI: come la figura umana inquadrata dallobiettivo: PART., P.P.P., P.P., M.F., P.A., F.I. Solitamente si indica DAL BASSO o DALLALTO. CAMPI: lo spazio inquadrato di un ambiente sia interno che esterno: CAMPO LUNGO O LUNGHISSIMO (per esterni); TOTALE (per interni); CAMPO MEDIO.10
  11. 11. MOVIMENTI DI MACCHINA PAN. (la camera ruota intorno al suo asse); CARR. (movimento della camera su un carrello con ruote), anche CAMERA CAR (camera posta su un veicolo). ZOOM: obiettivo a fuoco variabile per effetti di avvicinamento o allontanamento GRU:movimento camera in senso verticale tramite dispositivo meccanico (gru mobile) MODALITA DI MONTAGGIO STACCO O TAGLIO: unisce la fine e linizio di due inquadrature FONDU IN CHIUSURA E APERTURA: oscuramento progressivo parte finale di inq. e schiarimento progressivo della parte iniziale della successiva DISSOLVENZA INCROCIATA: scompare progressivamente parte finale di inq. e compare la parte iniziale della successiva, con effetto di sovrapposizione per una loro parte.11
  12. 12. Metodologia Prima di iniziare la catalogazione delle inquadrature o delle sequenze meglio procedere con una visione integrale e senza interruzione del film: consapevolezza delle informazioni contenute nel film, dei tempi narrativi, del messaggio, del tema principale. E possibile cos innanzitutto scrivere labstract. Criticit Alto costo della catalogazione dei contenuti di un documento filmico. Secondo indicazioni Fiaf: 50 minuti per descrivere 10 minuti di immagini in movimento; per lIna (Institut national de laudiovisuel) 4 ore di tempo per descrivere 1 ora di film. Dipende dalla analiticit della descrizione12
  13. 13. Dallanalisi dellesperienza, tuttora in corso, presso lIstituto Luce e lAamod, ladozione del linguaggio libero per la catalogazione analitica delle immagini in movimento (inquadrature o sequenze) e per la redazione di abstract, la soluzione pi opportuna. Al tempo stesso risulta particolarmente utile la costruzione, tramite un linguaggio controllato, di un authority file (ovvero di uno controllato strumento di ricerca costituito da liste di termini, descrittori/parole chiave, controllati e normalizzati, in relazione tra loro, che vanno a identificare temi, avvenimenti, concetti, enti, societ, luoghi, persone). Grazie ai sistemi di information retrieval e alle possibilit di effettuare ricerche full text su tutti i campi di una scheda, lincrocio dei due linguaggi pu rispondere bene ed esaustivamente alle domande provenienti da unutenza diversificata (pi o meno specialistica, studiosi di cinema, filmaker, storici, studenti, giornalisti, cinefili, curiosi, altro). 13
  14. 14. Con lavvento dei database relazionali multimediali dotati di sistemi di IR (Information Retrieval) diventato possibile: valorizzare e rendere accessibile alla consultazione, in tempi rapidissimi, qualunque documento audiovisivo, o parte di esso, catalogato (anche nel contenuto). Avere la possibilit di una catalogazione sempre aperta e aggiornabile. 14
  15. 15. Come trattare un documento filmico?Come opera individuale, prodotto finito, alla stregua di un libro da gestire, per la conservazione, secondo criteri biblioteconomici? O considerarla, come dovrebbe essere in molti casi, come un documento darchivio legato, vincolato ad altri documenti, ovvero da trattare nellambito di un processo produttivo, allinterno di un contesto? 15
  16. 16. 2 problemi: frattura tra archivi con poche o minori risorse e archivi con maggiori possibilit in grado di investire in operazioni di recupero, catalogazione informatizzata, digitalizzazione dei propri patrimoni rischio di tralasciare, o di non tenere nel debito conto, la documentazione (il non film o extra film) legata ai documenti audiovisivi e ai loro processi produttivi, alla storia dellente, a meno che non si tratti di documenti spendibili dal punto di vista quanto meno del ritorno di immagine per la struttura di conservazione (locandine, manifesti, disegni, sceneggiature).Negli archivi audiovisivi finora c stato poco interesse per un tipo di ordinamento archivistico, storico, che evidenziasse il vincolo tra i documenti, valorizzandoli insieme al loro contesto storico-produttivo (descrizione multilivello: regole ISAD G).Il contesto di un documento audiovisivo costituito essenzialmente dalle FASI DEL SUO PROCESSO PRODUTTIVO e dalla storia di chi ha avviato, partecipato, realizzato quel processo e diffuso il film (societ di produzione privata, ente pubblico, committenti vari, societ di distribuzione, autori, attori, altri responsabili, esercenti) ovvero i SOGGETTI PRODUTTORI.16
  17. 17. Fasi principali individuate nel processo produttivo (A. Giannarelli) Progettazione: creativa; produttiva; definizione delle risorse (ideazione, ricerche, appunti, elaborazione del soggetto e sceneggiatura, o della scaletta di ripresa, trattamento. Piani di lavoro, elenchi fabbisogni tecnici e umani, preventivi, piani finanziari. Individuazione dei finanziamenti e delle coproduzioni, con relativa corrispondenza) preparazione della realizzazione (individuazione collaborazioni tecniche, scelta di attori e interpreti e provini, studi per scenografie e costumi, scelta set, definizione attrezzature tecniche, acquisizione supporti di registrazione) raccolta dei materiali o fase delle riprese (produzione di girati, giornalieri, individuazione di brani di repertorio in archivi e altri doc.) montaggio (scalette di montaggio, catalogazione del materiale) edizione (schemi grafici di missaggio, fogli missaggio, stesura e/o ristesura di dialoghi, commenti parlati, ecc., partiture musicali, liste titoli di testa e coda, sottotitoli, didascalie, effetti speciali, videografica) diffusione (copie e duplicati,versioni lunghe e corte, trailers, brochure, depliant, schede per la promozione, corrispondenza con enti, festival, visti censura)17
  18. 18. Criticit Esperienze di descrizione dei contenuti filmici: frammentarie, ovvero realizzate singolarmente dalle diverse strutture solo su materiali di non fiction, con poco scambio e senza elaborazione di criteri di omogeneit condivisi. In ogni caso soddisfacenti perch rispondenti ai bisogni dei singoli istituti. Esperienze di recupero e descrizione di materiali extrafilmici (escluse le fotografie), legati ai film: poche e frammentarie (Museo nazionale del cinema di Torino, Cineteca di Bologna, Istituto Luce, Aamod) e anche queste condotte singolarmente, senza criteri condivisi e spesso senza lausilio di discipline quali larchivistica, oltre la biblioteconomia (oppure mescolando entrambe). MANCANZA DI UNA PIU APPROFONDITA ELABORAZIONE TEORICA E DI UN CONFRONTO CON LE ISTITUZIONI E LE ASSOCIAZIONI (Iccu, Iccd, Anai, Aib e, a livello internazionale, Ica, Unesco, Fiaf). Di recente costituzione del gruppo nazionale ANAI.18
  19. 19. CATALOGAZIONE AUDIOVISIVI PRESSO LAAMOD Riguarda materiali soprattutto di non fiction. Tipologie: Tipologie Film finiti (documentari, videointerviste, videotestimonianze, film a base di materiali darchivio totali o parziali, videoantologie, cinegiornali, fiction) Film non finiti (documentazione di eventi di attualit, materiali di lavoro vari, spezzoni darchivio di provenienza varia)19
  20. 20. ARCHITETTURA SISTEMA CATALOGAZIONE AAMOD Le schede di catalogazione dei documenti audiovisivi sono suddivise in Anagrafica, di Magazzino, Cartacea, di Gestione. SCHEDA SCHEDAFILM FILMAd ogni titolo sono associate diverse schede di descrizione collegate tra loro, in modo orizzontale, che descrivono tutti i documenti e le movimentazioni relativi a quel titolo (i diversi supporti su cui registrato, la documentazione cartacea che lo riguarda, oltre ai dati relativi alla sua gestione). Possiamo dire che per ogni titolo si apre un fascicolo contenente tutta la documentazione che lo riguarda, ben ordinata e sottofascicolata, per usare un linguaggio archivistico. Architettura orizzontale 20
  21. 21. Una volta compilata lAnagrafica, Anagrafica con i dati generali di identificazione del documento, si possono compilare i dati relativi ai diversi supporti presenti in archivio su cui registrato quel titolo, inserendo la/le scheda/e di Magazzino21
  22. 22. DallAnagrafica si pu accedere anche alla documentazione cartacea correlata a quel titolo La scheda relativa al Cartaceo risulta attualmente inadeguata al fine di una descrizione archivistica del documento ed in corso la rielaborazione del suo tracciato descrittivo allinterno della revisione dellarchitettura del sistema informativoE in corso un dibattito, allinterno dellarchivio, sullutilit delladozione di un programma che tenga conto di criteri pi archivistici di inventariazione, ossia di una struttura multilivello: Fondo, Serie, Sottoserie, 22 Unit archivistica, Unit documentaria
  23. 23. Attualmente esiste una scheda unica Anagrafica, al cui Anagrafica interno si trovano le indicazioni della Serie e del Fondo a cui eventualmente il documento appartiene (ma non esistono una scheda Serie e una Scheda Fondo). Inoltre previsto il campo finito/non finito che ci dice se il documento descritto per esempio un film concluso, montato, pronto per la diffusione oppure un girato, non montato. Ed previsto il campo fiction/non fiction Circa il documento non finito, a meno che non venga registrato nel titolo o nel campo delle note, non si pu sapere se si tratta di un materiale di lavoro, ovvero non risulta se quel documento sia legato ad altri (che hanno o possono avere titoli differenti), depositati in archivio o prodotti al fine di realizzare un nuovo progetto produttivo 23
  24. 24. Si sta studiando la proposta di Ansano Giannarelli di strutturare il sistema di descrizione/catalogazione di un film, tenendo conto anche delle fasi del processo produttivo e dei diversi materiali (soprattutto cartacei) che vengono prodotti durante queste fasi, trattandosi di documenti legati tra loro24