La memoria w

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    06-Jul-2015
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  • 1. LA MEMORIAE la capacit degli esseri viventi diricordare ci che si appreso

2. PROCESSO DIMEMORIZZAZIONE Da uno stimolo esterno parte la PERCEZIONE I dati vengono registrati dai SENSI Avviene la CODIFICAZIONE dei dati, da partedel cervello C lAPPRENDIMENTO I dati vengono riposti nella MEMORIA A BREVETERMINE (dura pochi secondi- 30 circa) Ma per durare nel tempo devono poi essere messinella MEMORIA A LUNGO TERMINE. 3. ESISTONO 3 TIPI DIMEMORIA1. SENSORIALE, legata ai sensi (uditiva,visiva, olfattiva, tattile)2. A BREVE TERMINE, nella quale sifissano le cose, ma per breve tempo, sequeste poi non vanno nella momoria alungo termine, le perdiamo3. A LUNGO TERMINE, ci va tutto: lostudio, la memoria autobiografica 4. COSA RICORDIAMO PIUFACILMENTE Ci che piacevole, Ci che spiacevole, Quello che facciamo pi spesso. 5. COSA DIMENTICHIAMO PIUFACILMENTE Ci che non ci interessa, Quello che non ci accorgiamo di fare,quindi ci a cui non poniamo attenzione. 6. MEMORIA PROCEDURALE Crescendo, alcune azioni diventanoautomatiche, ma da bambini abbiamodovuto imparare a camminare, ad andare inbici, a sciaree tutto ci sembrava difficile. 7. EBBINGHAUS, STUDIOSODELLA MEMORIA Nella seconda met del 1800 il tedescoEbbinghaus fu il maggiore studioso dellamemoria.MODALITA DI STUDIO ESPERIMENTAZIONE: Fece molti esperimenti su di s. Utilizz come oggetto di studio solo lesillabe senza senso. 8. COME INDAGAVA LAMEMORIA Ebbinghaus apprendeva la lista di sillabe inuna prima seduta. In una seconda seduta, a distanza di tempo,il lavoro richiesto per imparare la lista eraminore; occorrevano meno ripetizioni. Il risparmio di lavoro nella seconda sedutaera una misura della memoria della primaseduta, o riapprendimento. 9. LE REGOLE DIMEMORIZZAZIONE Per memorizzare Ebbinghaus seguiva regole benprecise:1. Leggeva e ripeteva 150 battute al minuto.2. Cominciava a ripetere dopo aver letto dallinizioalla fine.3. Se nel ripetere si inceppava, leggeva prima ilresto, poi ripeteva.4. Controllo sperimentale: cercava di mantenerecondizioni sperimentali stabili, senza introdurrevariabili. 10. RISULTATI DEGLI STUDI DIEBBINGHAUS1. SUPERAPPRENDIMENTO, anche se avevagi memorizzato le sillabe del giorno, continuavaa ripeterle, cos aveva visto che le ricordava dipi, anche se c una soglia limite.2. CURVA DELLOBLIO, non riusciremocomunque a ricordare tutto, di ci cheapprendiamo una parte la scordiamo. Le cosedimenticate le cancelliamo subito. Le cose chesi sedimentano vanno comunque nella memoria alungo termine. 11. 3. APPRENDIMENTO MASSIVO (concentratoin una unica dose), meno utile imparare pi materiale in una solavolta, invece, conl APPRENDIMENTO DISTRIBUTIVO,(distribuendo in pi sedute il materiale damemorizzare), si ricorda pi facilmente.4. EFFETTO SERIALE, di una serie di sillabe inumeri ci ricordiamo pi facilmente le prime e leultime, meno quelle centrali. 12. LIMITI DELLO STUDIO DIEBBINGHAUS Ha tralasciato tutta la parte relativa aiSIGNIFICATI (solo sillabe senza senso). Ha fatto esperimenti SOLO SU SESTESSO, ma noi molte cose le ricordiamoperch le associamo; senza un sensomancano dei riferimenti ed pi difficilericordare. 13. COME FACCIAMO A METTERE ICONTENUTI APPRESI NELLAMEMORIAA. FASE SENSORIALE (i sensi registrano), tutte lenostre conoscenze passano dai sensi e vanno al cervello.Ci sono vari tipi di MEMORIA SENSORIALE:1. MEMORIA VISIVA-ICONICA (0,25 secondi) allabase delleffetto stroboscopico, del cinematografo edella televisione.2. MEMORIA UDITIVA-ECOICA (2-4 secondi) importante nella percezione del parlato, della musica deisuoni.3. MEMORIA OLFATTIVA4. MEMORIA TATTILE 14. B. FASE DI CODIFICAZIONE Solo poche informazioni vanno alla MEMORIA ABREVE TERMINE. Ma per ricordare i concetti fondamentali vanno ripostinella MEMORIA A LUNGO TERMINE.C.Ultima FASE il RECUPERO (ricordo): volontario oinvolontario.Ricordiamo le cose che ci servono o ci interessano, allequali prestiamo maggiore attenzione. Del resto di input nearrivano moltissimi, in continuazione. Noi cogliamo soloquelli a cui prestiamo attenzione, non possiamo far passaretutto nella memoria. 15. DISTURBINELLATTENZIONE- DISTRAZIONE: quando arriva uno stimoloesterno.- DISATTENZIONE: legata allo stress o allastanchezza, le condizioni fisiche incidonomolto. 16. I 3 TIPI DI MEMORIA1.MEMORIA SENSORIALE,Registrazione sensoriale che consiste nelprolungamento della percezione di un oggetto al dil del tempo in cui stimola i nostri sensi. Viene codificata dalla mente: c sempre una parteVOLONTARIA (utilizzata nello studio) e unaparte INVOLONTARIA (che emerge senzavolontariet, per associazione). 17. 2. MEMORIA A BREVE TERMINE, pucontenere solo poche informazioni alla volta.Presenta alcune caratteristiche:- BREVE DURATA (max 30 secondi),- CAPACITA LIMITATA (George Miller parl dicapacit come memory span, da 5 a 9, cio 7 pi omeno 2. Ma Miller parla di 7 pezzi chunk, in cui ognipezzo coincide con ununit di informazione.- REGISTRAZIONE IN CODICE FONETICO, per leparole conta il modo in cui vengono pronunciate. Infattigli errori nella memoria a breve termine sono per lo pidovuti a INTRUSIONI ACUSTICHE (es. due-bue, noncerto tre). 18. - La MEMORIA A BREVE TERMINE comunque a CODICE FLESSIBILE, pu infattiregistrare secondo un codice visivo o semantico.- MANTENIMENTO DELINFORMAZIONEATTRAVERSO LA RIPETIZIONE, il limitemassimo di ritenzione della memoria a brevetermine 30 secondi. Se si vuole mantenere in vitalinformazione per pi tempo bisogna ripeterla,sottovoce o mentalmente, altrimenti svanisce. 19. 3. MEMORIA A LUNGO TERMINE, unavolta che abbiamo deciso cosa ricordare, simanda nella memoria a lungo termine,composta da pi tipologie di memoria:- PROCEDURALE, (come fare le cose)ricorda dei meccanismi: nuotare, sciare,camminare- DICHIARATIVA, (come stanno le cose),include la MEMORIA SEMANTICA(significati) e una MEMORIA EPISODICA(autobiografica e di argomenti specifici). 20. IL RECUPERO O RICORDO Pu avvenire in modo VOLONTARIO oINVOLONTARIO. VOLONTARIO, come nelle interrogazionicerco di recuperare ci che so. INVOLONTARIO, quando i ricordiriaffiorano per associazione di idee. 21. MNEMOTECNICHE, TECNICHEDI MEMORIZZAZIONE Tra le pi antiche, la TECNICA DEI LOCI, ideata daSimonide, era bagaglio degli oratori antichi. Consistenellinprimersi nella mente un complesso di luoghi, posti,spazi (es. camera da letto), e per ricordare una lista di cosedobbiamo immaginare di collocarle una per una negli spazidella stanza (una parola nellarmadio, una sul letto). Si lavora per ASSOCIAZIONE, adatta per ricordare cosesconnesse. Fa leva sulla FANTASIA. Vale poco quando si tratta di studiare e capire, ma piimportante lorganizzazione soggettiva. 22. LA DEFORMAZIONE DELRICORDO La memoria pu cadere in errore dando dei ricordideformati. In genere il difetto si realizza al momento dellamemorizzazione ed dovuto ad una erroneaorganizzazione dellinformazione. E possibile che ci si sbagli al momento delrichiamo, attraverso cattive inferenze. A distanza di tempo si visto che non si ricordanotanto le immagini (disegni, foto), ma piuttosto lescritte (liste o parole). 23. RAGGRUPPAMENTO Per ricordare dobbiamo mettere nellamemoria 5+2 = 7 pezzi chunk, in cui ognipezzo coincide con ununit diinformazione. 24. LA RIMA Aiuta a ricordare pi facilmente, bastaricordare le filastrocche (i giorni dei mesidellanno). 25. ACRONIMI Sono le sigle di parole pi lunghe di cuiprendiamo le iniziali per ricordare il senso,come FIAT= fabbrica italiana automobiliTorino, ONU, NATO 26. VISUALIZZAZIONE DIIMMAGINI Associamo delle immagini ad un testo o adelle parole. 27. FATTORI CHE OSTACOLANOLA MEMORIA Si ricordano le cose a cui si presta attenzione, maci sono molti fattori che influiscono e non ci fannoricordare:1. Lo STRESS, la STANCHEZZA, laMALATTIA: quando si stanchi, si ricordameno, meglio studiare al mattino quando si piriposati, alcune malattie specifiche per possonoimpedire la memorizzazione. 28. 2. Il CONTRASTO: si fatica a ricordare cidi cui non si convinti.3. I DISTURBI DELLATTENZIONE: senon si presta attenzione non si memorizza.4. LANSIA: in uno stato dansia oemotivit, si possono avere vuoti dimemoria.5. La RIMOZIONE: (Freud- psicanalisi) lanostra mente ricorda pi difficilmente gliepisodi dolorosi, che si tendono adeliminare dalla nostra memoria. 29. 6. La MOTIVAZIONE: se non si interessati si fatica a ricordare.7. LINCOMPRENSIONE: se non sicapisce si fatica a memorizzare.8. La MANCANZA DIORGANIZZAZIONE: importanteorganizzare il materiale da ricordare. 30. LA FORMAZIONE DELRICORDO Fattori che influenzano la formazione delricordo (Ebbinghaus aveva studuato solo laripetizione).A. CATALOGAZIONE o CODIFICA, aiuta aricordare se si pu inserire una informazionenuova in una categoria (grafia, suoni,significato).- Pu essere una catalogazione SEMANTICA (persignificati),- RIFERITA AL SE, se riguarda noi stessi. 31. B. ORGANIZZAZIONE, chi memorizza puincamerare il materiale in modo ordinato:- OGGETTIVAMENTE, secondo criteri gipronti, come quando studiamo, ci chememorizziamo ha gi insita una struttura;- SOGGETTIVAMENTE, quando diamo noi unastruttura al materiale per facilitare lamemorizzazione: allora possiamoa. RAGGRUPPARE LE INFORMAZIONIsecondo qualche criterio;b. MEDIARE ricavando una storia da una lista diparole, fino a dar loro un significato. 32. C. IMMAGINAZIONE VISIVA, il soggettomentalmente costruisce unimmagine complessain cui i vari elementi da ricordare sono tra loroin rapporto attivo.D. ELABORAZIONE, pi ci fermiamo adesaminare il materiale considerandolo da varipunti di vista, meglio viene fissato il ricordo, inbase allampiezza o profondit o ricchezzadellelaborazione. Pi lo studio meditato emeglio si trattengono i contenuti appresi. 33. E. RIDONDANZA, pi un discorso prevedibile e ripetitivo, meglio vienememorizzato.F. CONOSCENZA PREGRESSA, chgi pisa pi facilmente ricorda, per meglioessere in grado di catalogare, organizzareed elaborare il materiale.G. SENSO, difficile ricordare cose chefacciamo fatica a capire