La Divina Commedia. L’Opera - Sound & Lite · La Divina Commedia. L’Opera Dante, si sa,...

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82 marzo/aprile 2008 - n.70 o n s tage 83 www.soundlite.it di Alfio Morelli tentativo di cavalcare l’onda. Anche perché, quando si affronta qualcosa di sublime ed importante, come la Divina Commedia, è necessario farlo con la massima attenzione, o si va incontro a sicura catastrofe. D unque una produzione coraggiosa e certa della propria qualità quella di Nova Ars Musica Arte e Cultura, azienda che ha messo in scena questa opera- musical ideata dal Maestro Monsignor Marco Frisina. L’opera ha ottenuto il patrocinio delle più importanti istituzioni nazionali civili e religiose: dalla Società Dante Alighieri alla Camera dei Deputati e Senato della Repubblica per finire con il Pontificio Consiglio della Cultura e con la Conferenza Episcopale Italiana. o n s tage L’uoMo ChE CERCA L’AMoRE un gRAnDE AvvEnIMEnto MuSICALE ItALIAno PER RIvIvERE IL CAPoLAvoRo DI DAntE ALIghIERI La Divina Commedia. L’Opera Dante, si sa, “tira”. Ma sarebbe veramente sbagliato ed ingiusto etichettare questa produzione come un
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    83www.soundlite.it

    di Alfio Morelli

    tentativo di cavalcare l’onda. Anche perché, quando si affronta qualcosa di sublime ed importante, come la Divina Commedia, è necessario farlo con la massima attenzione, o si va incontro a sicura catastrofe.

    Dunque una produzione coraggiosa e certa della propria qualità quella di Nova Ars Musica Arte e Cultura, azienda che ha messo in scena questa opera-musical ideata dal Maestro Monsignor Marco Frisina. L’opera ha ottenuto il patrocinio delle più importanti istituzioni nazionali civili e religiose: dalla Società

    Dante Alighieri alla Camera dei Deputati e Senato della Repubblica per finire con il Pontificio Consiglio della Cultura e con la Conferenza Episcopale Italiana.

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    L’uoMo ChE CERCA L’AMoRE

    un gRAnDE AvvEnIMEnto MuSICALE ItALIAno

    PER RIvIvERE IL CAPoLAvoRo DI DAntE ALIghIERILa Divina Commedia. L’Opera

    Dante, si sa, “tira”. Ma sarebbe veramente sbagliato ed ingiusto etichettare questa produzione come un

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    La musica dell’opera, dicevamo, è stata composta da Monsignor Frisina, Maestro Direttore della Cappella Musicale Lateranense, già autore di musica religiosa e della colonna sonora di oltre trenta film.Per ospitare lo spettacolo è stato creato un apposito teatro tenda, capace di accogliere fino a 2.500 spettatori, installato nell’area “giovanni Paolo II” del campus universitario di tor vergata. La tensostruttura comprende un palco dalle imponenti dimensioni – ben 24 x 24 metri – sul quale si esibiscono per oltre 2 ore di spettacolo 24 cantanti-attori, 20 ballerini, 10 acrobati e 20 comparse.La regia teatrale è firmata da Elisabetta Marchetti (“Don Matteo serie 5 e 6” e “un Medico in Famiglia 5”) e Daniele Falleri (vincitore di numerosi premi per cortometraggi). gianmario Pagano, sceneggiatore televisivo, è invece l’autore del libretto, ispirato naturalmente all’opera

    di Dante Alighieri. grande rilievo ha nella messa in scena il lavoro di Paolo Micciché, visual director, a cui è stato affidato il compito di trasformare il genio dantesco in magia visiva, grazie all’utilizzo di meravigliose ed innovative proiezioni, mentre l’impianto scenico è di Antonio Mastromattei. Le luci di Maurizio Montobbio, le coreografie di Anna Cuocolo, gli oltre 600 costumi di Alberto Spiazzi ed il contributo di Carlo Rambaldi (premiato con tre oscar per gli effetti speciali di “King Kong”, “Alien” e “Et”) che ha realizzato le maschere delle tre Furie, la figura di Lucifero e del grifone, riescono a calare lo spettatore in un’atmosfera magica, visivamente avvolgente ed emozionante.Insomma una produzione grandiosa che, certamente, non potevamo far a meno di raccontarvi nei dettagli.

    La produzionePrima di assistere allo spettacolo, siamo riusciti a raccogliere molte informazioni grazie all’accoglienza ed alla gentilissima disponibilità riservataci dagli addetti ai lavori, cominciando da Gerardo Frisina, direttore artistico e produttore dello spettacolo, nonché fratello di Monsignor Marco Frisina.Qual è stato il percorso della produzione di questa opera?

    Per la produzione della musica, tutta originale, scritta da mio fratello, abbiamo scelto una vera orchestra di 92 elementi, con diversi gruppi provenienti dal coro della Cappella Sistina e da Santa Cecilia, tutto registrato e mixato al Forum di Roma, una delle poche strutture con

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    una sala di ripresa abbastanza ampia. occorreva poi uno spazio scenografico idoneo alla rappresentazione; è stato Antonio Mastro Mattei a portaci l’idea del cerchio mobile inclinato, ideale perché risolveva tutte le problematiche della rappresentazione: il cerchio infatti non solo dà l’idea dei gironi ma il suo movimento richiama l’ascesa o la discesa e ci consente di posizionare i protagonisti in alto o in basso secondo le esigenze di scena.Che progetti avete per questa produzione?

    L’investimento è stato molto impegnativo, quindi i progetti sono piuttosto importanti. Per me è difficile dare un giudizio obiettivo sulla qualità del nostro lavoro, perché sono emotivamente coinvolto, ma riteniamo di aver prodotto un bello spettacolo, tanto che anche la stampa straniera ci ha dato molto spazio, muovendo tutto un mercato interessantissimo. Abbiamo molte richieste: dall’America al giappone e perfino dall’Australia. Se riusciremo a concretizzarle probabilmente lo spettacolo resterà in giro per il mondo qualche anno. Ritengo che in questo tipo di produzioni non siamo secondi a nessuno per qualità artistica e per professionalità tecniche, quindi la speranza è di essere ripagati anche al botteghino.

    Daniele Cuffaro è il produttore esecutivo ed il direttore tecnico.

    Che ruolo hai avuto in questo progetto?Posso dire di aver dovuto indossare tre magliette: una

    come produttore esecutivo, una come direttore tecnico e la terza come responsabile di progetto. Come spesso succede, io ho il compito di fare da collante fra il gruppo dei creativi – autore, regista, scenografo, coreografo..., e quello dei tecnici che devono realizzare le idee. Abbiamo fatto infinite riunioni, alcune pacate ed altre meno... fino ad arrivare al prodotto finale, cioè il miglior compromesso tra le esigenze tecniche e quelle artistiche. Altro mio compito è quello di realizzare tutto tenendo sempre sotto controllo i costi di produzione, con un occhio rivolto all’agilità dell’installazione che, verosimilmente, dovrà trasferirsi spesso in giro per l’Italia ed il mondo.Mi spieghi alcune soluzioni tecniche adottate?

    Sicuramente i due aspetti più eclatanti sono le proiezioni ed il movimento del palco. La prima vede l’uso di proiettori di ultimissima generazione, estremamente potenti, che proiettano sia su uno schermo fisso che su degli schermi mobili. Inoltre abbiamo scelto di usare degli schermi trasparenti posti a profondità diverse, per esaltare la tridimensionalità delle immagini. Al centro del palco c’è poi questo grande cerchio in movimento, controllato in manuale, perché l’idea di collegare i motori al timecode dello spettacolo, cosa possibile, è stata accantonata: occorre infatti prevedere anche qualche passo falso degli attori che ci ballano sopra, ed abbiamo preferito poter intervenire manualmente in ogni situazione.

    Le luciEd allora andiamo ad approfondire proprio la parte visiva dello show che effettivamente risulta la più grandiosa ed impressionante. Fabrizio Fini, di Limelite, ci parla delle luci:Puoi darci qualche dettaglio sul progetto luci?

    Il light design è stato realizzato da Maurizio Montobbio che ha privilegiato i testamobile della Clay Paky e della Martin. Anche se in questo spettacolo la parte da leone la fa il video, le luci conservano una grande importanza, anche per esaltare la resa del video stesso. Le proiezioni si svolgono su diversi piani, cioè sul fondale e su tre livelli di sipari semitrasparenti avvolgibili. Questa scelta è stata fatta per creare scene tridimensionali, giocando con la retroproiezione e la proiezione frontale e con l’inserimento

    di attori fra le scene. Così la luce ha il compito di illuminare l’artista, rendendolo ben visibile in mezzo alle proiezioni, ma senza andare a sporcarle. oltre alle luci di scena, utilizziamo una serie di sagomatori alogeni di taglio in quinta, e tre seguipersona montati su dei seggiolini con operatori, posti in alto davanti al palco: con questi illuminiamo i protagonisti in movimento sul palco in alcune scene, cosa che sarebbe impossibile da fare coi i testamobile. È insomma uno di quei casi in cui il disegno luci, se è ben fatto, non si deve notare: e penso che Montorbio ci sia riuscito pienamente, facendo un ottimo lavoro.

    Il videoCome avrete già capito, le videoproiezioni, realizzate con proiettori di impressionante definizione e luminosità, assumono grande importanza scenica e drammaturgica. Claudio Feroldi è il programmatore e l’operatore video.Qual è il tuo compito in questa produzione?

    Mi sono occupato prima della programmazione dello spettacolo, montando le immagini tramite Watchout, poi della messa in onda delle proiezioni video durante lo spettacolo.Quali tecnologie usate?

    Le proiezioni hanno qui un ruolo determinante, quindi occorreva la miglior tecnologia possibile per realizzarle, sia frontalmente che in retroproiezione. usiamo una macchina eccezionale, un Christie da 30.000 AnSI lumen, posizionato in fondo alla sala, a oltre 70 metri dal palco, con il quale realizziamo tutte le proiezioni frontali, mentre per le retroproiezioni usiamo un 18.000, sempre della Christie. In aggiunta a questi due proiettori, come spare, sono montati in cluster sotto i principali e collegati pronti per l’uso due 18.000. Le immagini frontali vengono proiettate su più livelli, soluzione che ci dà la possibilità di proiettare contemporaneamente sia frontalmente che in retro, illuminando inoltre, esaltandoli, i ballerini e gli attori che stanno in mezzo, creando un’interazione tridimensionale molto suggestiva.Durante lo spettacolo qual è il tuo compito?

    È quello di schiacciare per due volte un tasto! Spieghiamo meglio: il grosso del lavoro è stato fatto in programmazione, quando tutti i filmati ed i contributi sono

    Da sx:gerardo Frisina, direttore artistico e produttore dello spettacolo.

    Il fonico di sala Augusto Fontana con Fabrizio Fini di Limelite.

    Da sx:Claudio Feroldi e Davide Broccoli, Coordinatore tecnico video.

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    stati montati e messi in sincrono con lo spettacolo. Ed in sincro col timecode abbiamo messo anche i “velatini”, cioè gli schermi montati su otto rulli che salgono e scendono durante lo show. Quindi il mio compito qui è di dare lo start al programma all’inizio del primo e del secondo tempo, ma soprattutto controllare che tutto funzioni correttamente ed essere pronto ad intervenire.

    Gianni Guerrini, dell’omonimo service video, è il fornitore della tecnologia impiegata.Che tipo di tecnologia avete utilizzato per acquisire le immagini ed elaborarle fino a proiettare in alta risoluzione in un formato così grande, dunque con una risoluzione così elevata?

    occorre premettere che le immagini destinate alla proiezione vanno sempre acquisite tenendo conto della tecnologia disponibile ma anche delle caratteristiche peculiari dell’immagine stessa. In questo caso la sorgente erano

    le incisioni di Paul gustave Doré, famoso illustratore ed incisore dell’800 a cui si deve una celebre Divina Commedia illustrata. Le immagini dello spettacolo derivano quindi da scansioni elaborate graficamente. Le più complesse da realizzare sono state le animazioni, molte delle quali sono in 3d. Luca Dal Co’ ha realizzato le animazioni e pre-trattato gran parte delle immagini fisse con la direzione di Paolo Miccichè, il Projection Designer, che poi ha rifinito il lavoro direttamente in palcoscenico. È molto importante sottolineare come tutta la catena di produzione sia stata finalizzata ad una proiezione in Full hD, cioè con risoluzione 1920 x 1080; questo è stato necessario soprattutto per la complessità delle immagini. Infatti tutte le illustrazioni di Doré sono estremamente ricche e complicate, disegnate al tratto usando china nera su fogli bianchi; insomma per l’elettronica è la peggior situazione su cui si possa lavorare. Pensiamo all’immagine forse più rappresentativa, il vortice che descrive l’Inferno: è formata da migliaia di diavoletti i cui corpi si intrecciano in maniera inestricabile, così se non viene trattata alla più alta risoluzione possibile, il risultato sarà un “macchione” rosso indefinito. grazie al lavoro congiunto di tecnici di proiezione e grafici, siamo invece riusciti a proiettare un’immagine con una risoluzione eccezionale e con una base di ben 24 metri, in grado di creare sul pubblico un’emozione unica. E lo stesso discorso vale per tutte le altre immagini.Perché la scelta di usare il 30K?

    Le motivazioni sono molteplici. Ci serviva innanzitutto un proiettore potentissimo e ad alta risoluzione. La potenza è

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    ovviamente indispensabile perché dobbiamo proiettare da una distanza di 78 metri su dei tulle, superficie non proprio adatta allo scopo. Inoltre la macchina doveva essere reperibile anche in tour, e non solo in Italia. Infine questo 30K è predisposto per essere usato in stack, soluzione che probabilmente ci sarà utile nelle date all’aperto in cui non disporremo di un buio perfetto come in teatro e dove sarà quindi necessario disporre di maggiore luminosità.

    L’audio in salaApprofondiamo l’aspetto audio insieme ad Augusto Fontana, fonico di sala.Quali apparecchiature usi per questo spettacolo?

    Il PA montato in questo teatro è un d&b serie Q, per l’esattezza otto Q1 più una Q7 per lato,

    con aggiunta di due sub, sempre per lato, della serie J. A completamento del sistema principale ci sono altri due cluster, posizionati a metà sala, formati da tre Q1 per parte e da un sub, sempre della serie J ma posizionato al di sotto della gradinata. Il tutto è pilotato dai finali d&b D12. È la prima volta che uso questo sistema e sono rimasto sorpreso dalla qualità e dalla tecnologia di questo marchio. Dalla regia ai rack dei finali viaggiamo con un segnale completamente in digitale: siamo collegati in rete tramite un cavo CAt5 ed io controllo tutto il sistema tramite un PC vicino al mixer. La console è invece una Digidesign D-Show Profile, corredata da un sistema Pro tools.A cosa serve il Pro tools?

    A diverse cose. Abbiamo registrato le voci delle prime repliche, che abbiamo tenuto come backup, e l’intero spettacolo, registrazioni utilissime per il sound-check; siamo così in grado di rivedere alcuni passaggi dello spettacolo ed apportare correzioni senza dover far tornare per forza gli artisti sul palco.Cosa cambia rispetto ad un concerto live?

    È molto diverso, è più un lavoro di controllo: bisogna stare sempre concentrati sulla scena per capire se tutto funziona o qualcosa non va. Se, per esempio, un microfono smette di funzionare o un artista ha qualche problema, devo immediatamente mandare il backup di quel canale o di quell’artista.

    Da sx:un cluster main d&b serie Q.

    Da sx: il fonico di palco Simone Asilo con i suoi assistenti.

    Da sx:Daniele Cuffaro fra le due guide spirituali del Poema, virgilio e Beatrice.

    uno dei monitor usati sul palco.

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    L’audio sul palcoscenicoA curare il palco è invece Simone Asilo.Che setup hai usato e che tipo di problemi hai dovuto risolvere?

    Le apparecchiature che ho usato sono ormai uno standard in questo tipo di spettacolo. occorre servire 24 artisti in scena (12 + 12, perchè ogni ruolo ha un sostituto pronto a subentrare) quindi ho dovuto creare un setup doppio: il doppio dei canali, il doppio delle frequenze e così via. Le apparecchiature usate sul palco sono dei radiomicrofoni con capsule della DPA, tranne in

    due casi in cui sono impiegate capsule Shure; i trasmettitori ed i ricevitori sono tutti Shure, mentre la catena degli in-ear monitor è della Sennheiser. In aggiunta abbiamo dei side-fill e degli in-fill fronte palco, solo per un aiuto ai ballerini. Il monitoraggio è controllato con un mixer digitale Yamaha PM5D. Il problema più ostico lo abbiamo avuto con le radio frequenze: nelle vicinanze esistono dei ponti RAI che coprono una marea di frequenze, così noi abbiamo dovuto andare a cercare le frequenze libere e le soluzioni più disparate. Ci ha aiutato molto l’uso di un’antenna elicoidale, un prodotto americano distribuito dalla Sisme: grazie a questa, molto direttiva, siamo riusciti a risolvere gran parte dei problemi.Come riesci a tenere sott’occhio il palco, visto che sei in una posizione molto defilata?

    Abbiamo montato su un’americana una telecamera fissa che riprende il palco, il cui segnale arriva a me su un monitor da 42 pollici.

    Lo showuno spettacolo da classificare senza meno fra quelli di serie A, al pari dei più importanti musical italiani di successo degli ultimi anni. La prima fase, l’Inferno, è veramente emozionante, rapida e dal ritmo serrato, mentre nella parte finale, ovviamente il Paradiso, si respira un’atmosfera più serena: d’altra parte è noto che il peccato sia più attraente e coinvolgente... sulla scena come nella realtà.Strepitose le proiezioni: la qualità luminosa, le dimensioni e la risoluzione creano un impatto scenico impressionante, letteralmente da pelle d’oca. Belle le musiche, che spaziano dal gregoriano all’operistico, arrivando perfino al blues ed a qualche spruzzatina di rock nei gironi infernali. Buono il suono, molto adatto al genere di musica e di rappresentazione;

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    RoadHogForLuisa14all:Layout 1 10/4/07 5:10 PM Page 1

    Sopra:una delle antenne elicoidali descritte nel testo.

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    [ SchedaTecnica] La Divina Commedia

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    Materiale Audio

    Foh01 mixer digitale 64 ch Digidesign D-Show Profile01 hD play/rec 18 trks Pro tools LE01 sistema d’analisi Smaart Live 502 lettore cd tascam CD 01PRo01 PA control d&b Rope C01 sync Motu MtC01 mastering t.c. Finalizer 96K

    PA18 main L&R– line array d&b audioteknik Q1/Q706 dly L&R – line array d&b audioteknik Q104 front-fills d&b audioteknik E002 PA side d&b audioteknik Q704 subwoofer d&b audioteknik J-Sub06 surround top d&b audioteknik Q702 surround subwoofer d&b audioteknik Q-Sub18 ampli d&b D12* tutti gli ampli sono collegati direttamente al mixer via AES/EBu (1 sola conversione D/A per tutto l’audio Foh).

    Monitor desk console01 mixer 48 ch Yamaha PM5D-rh02 near field hhB C501 monitor plasma Panasonic04 processori per IEM t.c. Finalizer 96K

    Postazione playback01 workstation Apple g5 + Pro tools LE 7.401 multitraccia hD tascam X4801 sync Rosendhal nanosync01 scheda Digidesign 002

    Monitor08 in-ear monitor Shure PSM 70008 in-ear monitor Sennheiser 16 cuffie IEM Shure – ultimate02 splitter IEM Shure – Sennheiser04 antenne elicoidali Professional Wireless

    04 floor monitor Meyer Sound uPM04 side fills Meyer Sound MSL4

    Microfoni10 panoramici Crown – Akg – Schoeps

    Radio microfoni16 uhF receiver Shure serie uR02 splitter Shure WA84504 antenne elicoidali Professional Wireless

    Intercom04 radiocom station telex BtR800 + cuffia16 radio beltpack telex tR800 + cuffia01 master station Metro Audio + cuffia10 beltpack Metro Audio + cuffia03 speaker station dB technologies

    Chiamata Camerini01 mixer 8 ch Behringer Xenix01 radio uhF Shure12 spk 2 vie hK IL4101 ampli 6 ch Yamaha P6400

    Impianto sala prove01 mixer Behringer Xenix 8 ch01 radio uhF Shure02 cd player tascam CD 01PRo04 mon 2 vie outline h.A.R.D. 212SP

    Materiale Luci4 fresnel Arri 5 kW 4 cambiacolori Compulite Whisper 5 k8 fresnel 2,5 kW hMI8 persiane per fresnel 2,5 kW hMI6 etc s4 750 W + ottica 10°13 etc s4 750 W + ottica 19°32 etc s4 750 W + ottica 26°16 etc s4 750 W + ottica 36°59 cambiacolori per Source 440 Spotlight Domino4 Spotlight Quartz 800 W1 novaflower 2500 W2 Autopilot2 seguipersona da traliccio 575 W3 seguipersona da traliccio 1200 W1 sagomatore 2,5 kW alogeno con iris4 sagomatore 2,5 kW hMI

    12 faretti con dicroiche 12 v 50 W 10°18 Coemar CF Spot 1200 W12 Clay Paky Alpha Profile 120050 Martin Mac 700 Profile6 videoproiettori Eiki LCt-X3 10 k + lens6 Axon Media Server con Collage Software6 ventilatori Jem AS22 macchina fumo MDg 50002 macchina fumo basso Jem fx 650084 dimmer Adb Micropack 6 x 2,3 kW15 dimmer Ibze 3 x 6 kW1 + 1 backup Wholehog 2 + Wing

    Materiale video

    tecnologie di proiezioneChristie 30 k hD – DLP 30.000 ansi lumen full hdChristie 18 k hD – DLP 18.000 ansi lumen full hd

    gestione remota degli apparati di proiezioneChristienEt

    tecnologie di messa in ondaDataton Watchout

    Dimensione degli schermiretro 19 x 9 mfronte 23 x 12,90 m

    Risoluzione delle immagini statiche1920 x 1080

    Risoluzione delle animazioni1920 x 1080 (AvI hD – 30 fps)

    Altre caratteristichebackup reale su tutti gli apparati(doppia linea di messa in onda e di proiezione sempre attiva)

    particolarmente coinvolgente l’effetto dato dal sub posto sotto la gradinata che faceva vibrare i posti a sedere: una sensazione fisica che completava quella sonora proveniente dal palco con una somma emozionante. ottima la qualità sulle frequenze medio alte, anche se qui forse mancava qualcosa, almeno per un orecchio abituato ai concerti live... Insomma uno show di cui sentiremo parlare ancora a lungo e che, ci auguriamo, porterà anche in giro per il mondo le qualità artistiche e tecniche italiane.

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    www.soundlite.biz/soundlite70/link/montarbo.html