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  • La disciplina comunitaria degli appalti pubblici.

    L’attuazione • La direttiva: obiettivi e strategie. Appalti e concorrenza

    • Semplificazioni e rafforzamento della disciplina

    • Modernizzazione: appalti e nuove tecnologie

    • Flessibilità: nuovi strumenti organizzativi e contrattuali

    • L’attuazione. L’Action Plan della Commissione europea. La legge comunitaria 2004. Il Codice dei contratti pubblici.

    Presenter Presentation Notes Il funzionamento del mercato degli appalti pubblici costituisce un importante test sotto più profili. Costituisce anzitutto uno degli indicatori del grado di apertura di un Paese alla concorrenza europea, favorita anche da procedure di gara adeguatamente pubblicizzate a livello europeo (anzitutto, con la pubblicazione dei bandi nella GUCE - gazzetta ufficiale della comunità europea), strutturate in modo tale da non introdurre discriminazioni basate sulla nazionalità, gestite in modo trasparente e all’interno di un quadro di certezze giuridiche e finanziarie. In secondo luogo, la domanda da parte delle Pubbliche Amministrazioni di beni, servizi e lavori necessari per il soddisfacimento diretto dei bisogni della collettività ha un impatto rilevante sull’economia. Ciò in considerazione dell’enorme quantità di risorse che essa è in grado di veicolare alle imprese che stipulano i relativi contratti. Si tenga presente che, secondo i dati forniti dalla Commissione dell’Unione Europea, la rilevanza economica della spesa pubblica per l’approvvigionamento di beni e servizi è pari ad oltre mille miliardi di euro (circa il 16% del PIL dell’U.E.). La competitività di un Paese dipende da molti fattori ed il tradizionale ostracismo degli Stati verso il raggiungimento di accordi che consentivano l’apertura dei mercati nazionali agli operatori stranieri deve ormai ritenersi superato dal processo di globalizzazione che, negli ultimi decenni, ha interessato tutto il mercato mondiale.

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    La nuova Direttiva: obiettivi e strategie

    Appalti e concorrenza

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    La nuova direttiva: obiettivi e strategie

    Cause: • Esistenza di barriere normative e tecniche tra gli Stati alla libera concorrenza del mercato degli appalti pubblici • Recepimento parziale e incompleto delle direttive da parte degli Stati • Impatto economico relativamente debole della politica degli appalti

    Comunicazione della Commissione del 7 maggio 2007 sulla strategia per il mercato interno

    Situazione del mercato degli appalti pubblici in Europa: gli appalti pubblici rappresentano il 16% del PIL dell’Ue, ma il mercato non è

    sufficientemente aperto e competitivo.

    Presenter Presentation Notes Tuttavia è stata proprio la Commissione Europea a rilevare una scarsa apertura e competitività del settore degli appalti pubblici, riconducibile principalmente a tre cause: 1.     l’esistenza di barriere di natura tanto normativa quanto tecnico-strutturale in grado di ostacolare la libera concorrenza tra Paesi membri nel mercato degli appalti pubblici; 2.     un parziale ed incompleto recepimento delle direttive sugli appalti pubblici da parte degli Stati membri. La normativa comunitaria sugli appalti, infatti, consta prevalentemente di direttive che non sono immediatamente applicabili, essendo atti normativi che vincolano lo Stato membro cui sono rivolte circa il risultato da raggiungere senza compromettere la sua competenza circa la forma e i mezzi di ricezione (art. 189/3 Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, ratificato con legge 454/92 ed entrato in vigore il 1° novembre 1993), a differenza dei regolamenti, direttamente applicabili, e di pareri e raccomandazioni, privi di effetti vincolanti. Questo sistema, reso opportuno dalla necessità di concedere un adeguato margine di tempo per favorire il ravvicinamento graduale delle legislazioni, presenta inconvenienti legati alla circostanza che non sempre gli atti normativi interni sono idonei ad assicurare la realizzazione degli scopi della normativa europea, nonché al ritardo nell’emanazione degli atti medesimi. Proprio a causa di quest’ultimo inconveniente è più volte intervenuta la Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Va comunque precisato che in alcuni casi l’applicabilità in via immediata delle direttive sussiste e discende dal fatto che esse impongono meri comportamenti negativi o si limitano a ribadire obblighi imposti dal Trattato, ovvero appaiono talmente dettagliate e particolareggiate da escludere ogni forma di discrezionalità degli Stati Membri (c.d. principio dell’effetto diretto). 3.     l’impatto relativamente debole esercitato da tale politica sul sistema economico complessivo, che si traducono in una “limitata partecipazione transfrontaliera alle procedure di aggiudicazione dei contratti, in inefficienze dei mercati degli appalti pubblici, in perdite di opportunità commerciali e in costi eccessivi”[1].   1] Così C. LACAVA, Introduzione, in Le nuove direttive europee degli appalti pubblici, a cura di L. FIORENTINO e C. LACAVA, in Giorn. Dir. amm., Quaderni, n.9, Milano, 2004.

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    La nuova direttiva: obiettivi e strategie Strategia:

    Necessario un mercato degli appalti più efficiente e competitivo, utilizzando le nuove tecnologie e prevedendo una revisione della

    disciplina

    Approvazione del Pacchetto legislativo  Direttiva 2004/17/Ce (direttiva “settori”)  Direttiva 2004/18/Ce (direttiva “classica”)

    (la storia: Libro verde 1996, Comunicazione 1998, le proposte del 2000)

    Presenter Presentation Notes A fronte di queste eccezioni, assistiamo oggi ad un cambiamento per il mercato dei lavori pubblici, che si è cercato di rendere più efficiente e competitivo, sia utilizzando nuove tecnologie sia prevedendo una revisione della disciplina in materia. Conseguenza di tutto ciò è stata l’approvazione di un “pacchetto legislativo” in materia di appalti pubblici, all’interno del quale sono richiamate le due innovative direttive comunitarie: q       la direttiva 2004/17/Ce (riguardante il coordinamento delle procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, c.d. settori speciali); q       la direttiva 2004/18/Ce (relativa al “Coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori, di forniture e di servizi, c.d. settori classici o tradizionali), con il recepimento delle quali sono state abrogate le direttive n. 93/36/CEE sulle forniture, n.93/37/CEE sui lavori, n. 92/50/CEE sui servizi e n. 93/38/CEE sui settori speciali.

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    La nuova direttiva: obiettivi e strategie Obiettivi:

    1. Semplificazione e rafforzamento della disciplina 2. Modernizzazione: appalti e nuove tecnologie 3. Flessibilità

    Presenter Presentation Notes Le direttive del 2004 si innestano alla fine di un ampio dibattito che ha dato vita ad un ciclo di riflessioni e riforme sulla normativa comunitaria degli appalti pubblici, nel corso del quale è stata riconosciuta l’esigenza di procedere ad un’opera di generale semplificazione e riorganizzazione sistematica previgente, indebolita da un’eccessiva frammentarietà e disorganicità degli interventi normativi e da una ingiustificabile arretratezza delle procedure di aggiudicazione applicate rispetto alla contemporanea evoluzione tecnologica. I risultati del dibattito sono inizialmente confluiti in due proposte di direttive della Commissione europea, da cui sono scaturiti i testi delle due direttiva n. 17 e 18/2004[1]. Tre gli obiettivi, poi largamente ripresi dal nuovo Codice degli appalti: ï     SEMPLIFICARE e RAFFORZARE la disciplina vigente, per rendere il mercato più efficiente, integrato e completamente competitivo; ï     MODERNIZZARE la normativa e le procedure applicate, in modo da consentire il più largo impiego delle nuove tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni anche nel settore degli appalti pubblici (e-procurement) e da creare nel settore un vero e proprio mercato elettronico di livello europeo; ï     Garantire la MASSIMA FLESSIBILITA’ degli strumenti giuridici utilizzati, al fine di agevolare le amministrazioni aggiudicatrici nella gestione degli appalti pubblici. �[1] v. L.FIORENTINO, Verso un Codice unico degli appalti, pag.2, in Astrid-Rassegna”, n. 23 del 2006, sul sito www.astridonline.it  

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    La nuova direttiva: obiettivi e strategie Concorrenza ed efficienza del mercato degli appalti: La direttiva persegue un difficile equilibrio tra due esigenze: 1. Maggiore flessibilità e libertà d’azione dell’amministrazione

    aggiudicataria nel rivolgersi al mercato (nuovi strumenti gestionali e contrattuali; e-procurement)

    2. Esigenza che tale maggiore libertà si svolga nel rispetto dei principi di parità, di trasparenza, non discriminazione e concorrenza (criteri di selezione dei partecipanti, criteri di aggiudicazione dell’appalto)

    Il ricorso a strumenti più flessibili non deve comportare distorsioni della concorrenza e costituzione di nuove barriere (es. barriere elettroniche) alla libera circolazione dei fattori della produzione.

    Presenter Presentation Notes In particolare, però, la disciplina persegue un difficile equilibrio tra due esigenze: 1.     garantire la flessibilità e la libertà d’azione dell’amministrazione aggiudicataria nel rivolgersi al mercato; 2.     fare in modo che questa maggiore libertà si svolga nel rispetto dei principi di parità, trasparenza, non discriminazione e concorrenza. Infatti è fondamentale che il ricorso a strumenti più flessibili non scaturisca in comportamenti distor