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QUADERNI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA

Le piscineDIPARTIMENTO DI MEDICINA DEL LAVORO Osservatorio Nazionale Epidemiologico sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita

Osservatorio Nazionale Epidemiologico sugli ambienti di vita PISCINE Realizzazione a cura di: Dott. Alba Rosa BianchiISPESL - Dipartimento di Medicina del Lavoro

Dott Alberto ScarselliISPESL- Dipartimento di Medicina del Lavoro

Dott. Stefania MassariISPESL - Dipartimento di Medicina del Lavoro

Dr. Ing. Luciano Di DonatoISPESL - Dipartimento Tecnologie di Sicurezza

Dott. Carlo Vito MagliISPESL - Dipartimento Programmazione e Gestione risorse economico-finanziarie

Prof. Marina BacciconiDipartimento di Medicina e Sanit Pubblica Universit di Verona

Dott. Valentino PatussiDipartimento di Prevenzione U.O.P.S.A.L. Azienda Per i Servizi Sanitari n 1 Trieste - Societ Italiana Alcologia (SIA)

Dott. Franco SartoDipartimento di Prevenzione SPISAL - Padova

Dott. Silvia BruzzoneISTAT - Direzione Generale Istituzioni Sociali Sanit (DGIS-SAN)

L

a competenza dellISPESL a trattare gli argomenti inerenti la tutela, la sicurezza e la prevenzione degli infortuni negli ambienti di vita, gi stabilita dallart. 1 del Decreto Legislativo 268 del 1993, viene riaffermata dal Decreto del Presidente della Repubblica del 4 dicembre 2002, n. 303, il quale, nel configurare lIstituto quale Ente di diritto pubblico di Ricerca, stabilisce, allart. 1, che lo stesso: svolge funzioni di ricerca, di sperimentazioni, di controllo, di formazione e di informazione per quanto concerne la prevenzione degli infortuni, la sicurezza sul lavoro e la tutela della salute negli ambienti di vita e di lavoro.... In tale ambito istituzionale, nasce lOsservatorio Epidemiologico Nazionale sulla Salute e la Sicurezza negli Ambienti di Vita su volont del Ministro della Salute, con Decreto Direttoriale del 14 giugno 2002. LOsservatorio ha finalit di studio, ricerca e promozione, volte a migliorare la sicurezza negli ambienti di vita in termini di prevenzione degli infortuni e tutela della salute dei cittadini ed ha il pregio di essere promotore della cultura della sicurezza presso le classi che si dimostrano pi esposte a rischio di infortunio e di malattie correlate allesposizione negli ambienti domestici e di vita in generale. Lattivit di studio dellOsservatorio in linea con i programmi di politica e di prevenzione per la salvaguardia degli individui negli ambienti di vita, attuati da Governi ed Istituzioni, sia nazionali che internazionali. Infatti, il nuovo Programma di Azione Comunitario nel settore della sanit pubblica 2003-2008 pone, fra gli obiettivi legati alla prevenzione di eventi evitabili, la riduzione in modo significativo della mortalit e della disabilit correlate alle condizioni di vita ed agli stili di vita. Il Piano Sanitario Nazionale 2003-2005 definisce come documento di indirizzo e di linea culturale una corretta informazione sui problemi della salute, sulle malattie e sui comportamenti. LOsservatorio, in un primo tempo composto da rappresentanti dellISPESL e del Ministero della Salute nonch da membri designati dalla Assocasa Federchimica e dal Movimento Italiano Casalinghe (MO.I.CA.), si successivamente ampliato con rappresentanze di altre istituzioni quali il CNEL, il Ministero dellInterno Vigili del Fuoco, lISTAT, le Regioni e la Societ Italiana di Alcologia (SIA), allo scopo di affrontare nella maniera pi esaustiva ed approfondita possibile le problematiche poste allattenzione dellOsservatorio stesso.

Prof. Antonio MoccaldiPresidente dell'ISPESL

G

li infortuni in ambiente di lavoro sono da molto tempo oggetto di attenta analisi in merito allincidenza, alla tipologia, alle cause strutturali, tecnologiche, organizzative, ed alle conseguenze per la persona, lazienda ecc. Per quanto sia ancora necessario approfondire lattivit di studio e ricerca in merito, gli aspetti della prevenzione in ambito occupazionale sono tuttavia disciplinati da un ampio retroterra legislativo italiano e comunitario. Non altrettanto si pu affermare per quanto riguarda gli eventi infortunistici che interessano la persona nel proprio ambiente di vita, in particolare in ambito domestico. I dati statistici disponibili evidenziano limportanza del fenomeno in Italia, sebbene non consentono di operare stime adeguate in termini qualitativi e quantitativi. Gli infortuni domestici rappresentano, indubbiamente, una tematica di sanit pubblica meritevole della massima attenzione, soprattutto se si considera il frequente coinvolgimento di soggetti sociali deboli, in particolare bambini e anziani. In tale ottica, la creazione nellISPESL, ed in particolare nel Dipartimento di Medicina del Lavoro, dellOsservatorio Epidemiologico Nazionale costituisce un originale punto di riferimento per tutti i progetti inerenti la salute e la sicurezza negli ambienti di vita. Al riguardo, la collana dei Quaderni del Dipartimento di Medicina del Lavoro ben si inserisce nei compiti di prevenzione dellISPESL: lesposizione degli argomenti trattati stata volutamente sviluppata in termini semplici, allo scopo di informare un vasto pubblico sui potenziali rischi derivanti dallutilizzo degli agenti materiali e dei luoghi considerati, fornendo, nel contempo, utili elementi per il controllo e la prevenzione di tali rischi e offrendo, in alcuni casi, anche notizie sul primo soccorso.

Dott. Umberto SacerdoteDirettore Generale

Presentazione

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a tutela delle salute e delle sicurezza, non solo in ambiente di lavoro, parte integrante della cultura moderna della complessa societ per promuovere comportamenti corretti. Lambiente abituale in cui si vive, molto spesso a torto ritenuto il pi sicuro perch familiare, ci fornisce protezione, calore e si pensa, quindi, di conoscerlo profondamente: non cos. Lambiente pi familiare pu nascondere potenziali rischi. Ecco la necessit di conoscerne tali rischi per essere in grado di cautelarci adeguatamente. Secondo lISPESL Osservatorio epidemiologico nazionale sugli ambienti di vita, in Italia si verificano circa 4.500.000 infortuni domestici/anno. Un dato impressionante dai costi umani e sociali altissimi. Circa 8.000, secondo le stime ISPESL, sono i casi mortali, casi che, stando alle stime dellUnione Europea recentemente riprese anche dal Censis, potrebbero risultare addirittura pari a 16.000 casi/anno. Pertanto, lOsservatorio con la collana dei quaderni per la salute e la sicurezza, divulgando le norme di sicurezza anche negli ambienti di vita, vuole portare maggiore chiarezza nella gestione quotidiana dei rischi, sensibilizzando la popolazione su alcune tipologie, indicando comportamenti idonei a fronteggiarli, suggerendo procedure da adottare in particolari situazioni che mirino alla sicurezza In particolare, con il presente Quaderno lOsservatorio ha ritenuto necessario interessarsi delle piscine per fornire un valido supporto agli utenti in merito alla tutela della salute ed alla sicurezza degli stessi in tali ambienti che rappresentano un ambiente di lavoro ed un ambiente di vita collettiva.

Prof. Giuseppe SpagnoliDirettore Dipartimento di Medicina del Lavoro

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IndicePRESENTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . CENNI SUL NUOTO..............................................................................................

4 7 10 12 13 15 19 20 26 30 32 33 34 35 36 37 42 45 47

LA PISCINA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . UTENTI.......................................................................................................... ..................................................................................... ....................................................................

REQUISITI DEGLI IMPIANTI

SCIVOLI ACQUATICI - NORMATIVA TECNICA NUMERO DI PISCINE INFORTUNI

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CLASSIFICAZIONE DELLE PISCINE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . REQUISITI DI SICUREZZA PERSONALE........................................................................................

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ALIMENTAZIONE DELLIMPIANTO CAMPIONAMENTI DELLE ACQUE

REQUISITI IGIENICO-AMBIENTALI CONTROLLI

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PISCINE AD USO DEI BAMBINI RISCHI PER LA SALUTE

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PRIMO SOCCORSO NEL CASO DI ANNEGAMENTO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . PROTEZIONE DAI RAGGI SOLARI................................................................................

APPENDICE I: LA VALUTAZIONE DELLESPOSIZIONE A CLOROFORMIO NELLE PISCINE COPERTE E IL MONITOR