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  • ISAAC ASIMOV IL MEGLIO DI ASIMOV

    (The Best Of Isaac Asimov, 1973)

    Sommario

    Introduzione Naufragio Notturno

    Condotto "C" Il destino di Marte

    Profondit Chiss come si divertivano!

    L'ultima domanda Il cronoscopio

    Conclusione errata Anniversario

    La palla da biliardo Immagine speculare

    Introduzione

    Confesso che il titolo di questo libro mi lascia in dubbio. Chi dice che i

    racconti inclusi siano i miei "migliori"? Io? L'editore? Qualche critico? Qualcuno dei lettori? Lo afferma un referendum tra l'intera popolazione mondiale?

    E, chiunque lo dica... mai possibile? Pu il termine "migliore" signifi-care qualcosa, salvo per qualche particolare persona, in un particolare stato d'animo? Forse ho... per cui, se permettiamo a questa parola di conservare il suo valore assoluto, qualcuno di voi potrebbe rimanere stupefatto da o-missioni, o da inclusioni, oppure, non avendo mai letto niente di mio, po-trebbe essere indotto a esclamare: Santo cielo, e questi sarebbero i suoi racconti migliori?.

    Perci sar sincero con tutti voi. In questo volume inclusa una dozzina di novelle scelte in modo tale da coprire un terzo di secolo di attivit lette-raria, con due racconti giovanili, due della maturit e otto che risalgono al decennio d'oro (per me) degli Anni '50. Quelli che presentiamo sono rap-presentativi per quanto lo consente una scelta oculata di buoni racconti

  • (vale a dire, quelli che piacciono all'editore e a me), e sono i migliori per quanto lo consente la necessit di scegliere tra i pi rappresentativi.

    La raccolta, secondo me, avremmo dovuto intitolarla: Racconti abba-stanza buoni e piuttosto rappresentativi di Isaac Asimov; gi, ma... chi l'a-vrebbe comprata? Perci vada per Il meglio di...

    Quanto ai singoli racconti: 1 - Naufragio il primo che io abbia mai pubblicato, perci l'includerlo

    era praticamente una necessit. Non fu il primo che scrissi con la speranza di vedermelo pubblicare. Fu il terzo, in realt. Il primo nessuno volle ac-quistarlo, e non esiste pi; il secondo me l'acquistarono un paio d'anni do-po che l'avevo scritto, ma vale poco.

    Lungi da me l'impetrare indulgenza, ma penso sia importante precisare che, al tempo in cui scrissi e riuscii a "piazzare" Naufragio (nel 1938), a-vevo diciotto anni e li avevo passati tutti, da che avevo memoria, in un quartiere di povera gente. La mia visione di uomini forti e avventurosi, che affrontavano coraggiosamente il pericolo nell'immensit degli spazi era, appunto, "da visionario".

    2 - Notturno, scritto due anni e mezzo pi tardi, era il mio trentaduesimo

    racconto (cos'altro potevo fare, a quei tempi, se non lavorare nel negozio di dolciumi di mio padre e studiare per dare gli esami all'universit?) e forse il quattordicesimo che mi veniva pubblicato.

    Bene, in meno di tre anni dall'inizio della mia carriera, risult che avevo scritto "il meglio di Asimov". Per lo meno, Notturno stato ristampato di-verse volte, comunemente citato come un "classico", e quando qualche rivista, o qualche organizzazione di appassionati di fantascienza indice un concorso per il racconto migliore, Notturno si ritrova spesso in cima alla graduatoria, e non soltanto dei racconti miei ma in senso assoluto. Uno dei suoi vantaggi d'avere una trama che unica. Niente che la ricordi mai stato pubblicato prima (ch'io sappia, almeno) ed talmente famosa, ormai, che niente di simile potr essere pubblicato in avvenire. Fa piacere, in ogni modo, avere al proprio attivo un racconto cos.

    Eppure, avevo soltanto ventun anni, quando lo scrissi, e stavo ancora cercando un mio stile, diremo cos. Non il mio preferito. Vi dir in segui-to qual il mio racconto preferito, e potrete giudicare da voi.

    3 - Condotto "C" viene dopo un intervallo di dieci anni, per quanto con-

  • cerne i racconti inclusi in questo volume. Non avevo smesso di scrivere, non pensatelo nemmeno per un istante. S, d'accordo, avevo rallentato un po', vuoi per la guerra, vuoi perch lavorare per il dottorato mi portava via molto tempo, ma il vero motivo di questo lungo intervallo che la maggior parte degli anni '40 la passai a scrivere i racconti che vennero poi raccolti nei volumi Io, robot e The Foundation Trilogy. parso sconsigliabile am-putare parti dell'uno o dell'altro per quest'antologia.

    Condotto "C" si avvicina all'inizio del mio periodo "maturo" (o come preferite chiamarlo). Mi ero ormai laureato; ero assistente di biochimica al-la Facolt di Medicina dell'Universit di Boston; avevo pubblicato i miei primi tre volumi; ed ero ormai molto sicuro di me. Inoltre, mi ero affranca-to dalla tutela, diremo cos, di Astounding Science Fiction. Nuove riviste erano sorte a contrastarne la leadership; Galaxy, in particolare, ma anche Fantasy and Science Fiction. Condotto "C" apparve su Galaxy, e cos i due racconti successivi di questa raccolta.

    4 - Il destino di Marte rappresenta la mia reazione all'ra di McCarthy,

    un periodo, agli inizi degli anni '50, in cui gli americani parvero abbando-nare la loro storia per diventare cacciatori di streghe oppure vittime e, nella maggior parte degli altri casi, dei codardi. (Per fortuna c'erano rimasti an-che dei coraggiosi, ed ecco perch ne siamo venuti fuori.) Il destino di Marte, scritto e pubblicato all'apice dell'ra di McCarthy, era la mia perso-nale presa di posizione. Mi sentivo coraggiosissimo, in quel momento, e rimasi deluso perch nessuno mi degn neppure di un'occhiata di sdegno. O ero stato troppo sottile... o non contavo proprio niente.

    Una seconda particolarit di questo racconto che riuscii a prevedere accuratamente qualcosa. Si crede spesso che gli autori di fantascienza sia-no perspicaci lettori del futuro, in grado di vedere cose che gli altri non vedono. In realt, ben pochi si sono distinti in modo eccezionale, sotto questo aspetto; quanto a me, il mio record basso al punto che potremmo definirlo abissale. Ci nonostante, ne Il destino di Marte ho descritto gli effetti euforici delle passeggiate nello spazio con una quindicina d'anni di anticipo: le due cose, passeggiata nello spazio e senso di euforia, si sono poi verificate puntualmente.

    5 - Profondit la storia pi sonnacchiosa della raccolta. Mi capitato

    di tanto in tanto di scrivere racconti che, pur essendo buoni all'occhio mio (e non tutti i miei racconti mi piacciono), non suscitavano alcuna reazione.

  • Questo appunto un esempio. Forse dipende dal fatto che scelsi delibera-tamente di descrivere una societ in cui l'amor materno era un reato, e il mondo non era pronto per un simile argomento.

    6 - Chiss come si divertivano! probabilmente la sorpresa pi grande

    della mia carriera letteraria. Un amico personale mi preg di scrivere un raccontino di fantascienza per un giornaletto scolastico di cui era redattore, e io acconsentii, per pura amicizia. Ero convinto che la novelletta sarebbe apparsa per un giorno solo su qualche giornale, e poi sarebbe finita nel di-menticatoio.

    Invece, venne pubblicata anche da Fantasy and Science Fiction e, con mia meraviglia, cominciarono a fioccare le richieste di ristampa. Sar stata ripubblicata di sicuro una trentina di volte, e da una quindicina d'anni a questa parte continua ad essere richiesta e ristampata (anche ora, infatti).

    Perch? Non lo so il perch. Se avessi la mentalit del critico (ma pro-prio non l'ho) cercherei di analizzare i miei racconti, calcolerei i fattori per i quali alcuni hanno maggiore successo di altri, coltiverei quei fattori e toccherei il culmine dell'eccellenza.

    Ma al diavolo una simile idea. Se il prezzo del successo la perdita della libert di scrivere ci che voglio, non sono disposto a pagarlo. Il mio tem-peramento non me lo consente. Scriver quello che mi garba e lascer che le analisi le facciano i critici. (Qualcuno, ieri, mi diceva che un critico come un eunuco in un harem. Pu osservare, studiare, analizzare... ma, da parte sua, non pu far niente.)

    7 - L'ultima domanda il mio racconto preferito, il solo di cui mi sono

    preoccupato che non rimanesse escluso da questa raccolta. Perch lo prediligo? L'idea mi nacque ben chiara dal primo momento,

    senza bisogno di star l a cincischiarci: lo scrissi di getto, e non ho dovuto cambiare n correggere niente. Sono tutte cose, queste, che rendono caro un racconto a uno scrittore.

    Inoltre, ha avuto sui miei lettori un effetto stranissimo. Spesso c' chi mi scrive per domandarmi se posso dargli il titolo di un racconto - che pensa abbia scritto io - e dirgli dove potr trovarlo. Del titolo la persona in que-stione non si ricorda, ma mi descrive la trama, ed immancabilmente L'ul-tima domanda. Siamo arrivati al punto in cui, recentemente, ho ricevuto una chiamata intercomunale da un signore disperato, il quale ha esordito cos: Dottor Asimov, c' una storia che sicuramente ha scritto lei, e di cui

  • non ricordo il titolo... Al che io l'ho interrotto per dirgli che era L'ultima domanda. Ho accennato alla trama ed risultato che lui cercava proprio quel racconto. rimasto convinto che sapessi leggere il pensiero a distanza di migliaia di chilometri.

    Nessun'altra mia novella ha avuto un effetto analogo sui miei lettori: quello di produrre, cio, un ricordo indelebile della trama e, al tempo stes-so, l'impossibilit di ricordare il titolo e perfino l'autore. Forse sar perch la storia riempie la mente a tal punto da impedirle di ritenere altri partico-lari.

    8 - Il cronoscopio lo scrissi quando insegnavo ormai da sette anni. Ero

    saturato, diremo cos, dal mondo della ricerca scientifica. Non ho mai cer-cato di evitare che il mio ambiente personale trasparisse dai miei racconti, ma devo riconoscere che ben raramente un racconto ne stato permeato in modo cos massiccio.

    Come esempio del modo in cui