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Is it ok for guys? La consapevolezza sugli stereotipi rivolti al genere maschile Eleonora Canestri, matricola n. 878261
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Is it ok for guys?

La consapevolezza sugli stereotipi rivolti al genere maschile

Eleonora Canestri, matricola n.  878261

Indice

Introduzione

Capitolo 1

Gli stereotipi di genere

Capitolo 2

La differente percezione tra gli stereotipi rivolti al genere maschile e femminile: uno stereotipo dello stereotipo?

Capitolo 3

Ricerca sul campo: vi è consapevolezza sugli stereotipi maschili?

3.1 Metodologia della ricerca

3.2 Risultati della ricerca

Riflessioni conclusive

Bibliografia e Sitografia

Introduzione

Per sviluppare questa tesina sono partita dall’assunto che il patriarcato, con la sua imposizione dei ruoli sia maschili che femminili, danneggia entrambi i generi.[footnoteRef:1] Infatti, così come alla donna viene rilegato il ruolo di caregiver, sottostimando le sue abilità razionali, all’uomo viene associato il compito di breadwinner, sovrastimando le sue capacità di fermezza emotiva. Siamo ormai piacevolmente abituate ed abituati ad assistere alle numerose e capillari lotte per raggiungere l’eguaglianza di genere, ma ciò che ho potuto notare è che come obiettivo si tende spesso a voler combattere per far uscire la donna dal suo ruolo tradizionalmente subordinato all’uomo, e non si prende in considerazione il fatto che il patriarcato infierisce negativamente anche su quest’ultimo. Guardando la realtà da tale punto di vista, è possibile notare come ci sia poca consapevolezza addirittura dell’esistenza stessa degli stereotipi rivolti al genere maschile. Paradossalmente, ad ogni comportamento ormai qualificato come stereotipato nei confronti del genere femminile, se ne può evidenziare uno che è semplicemente l’altra faccia della stessa medaglia, ma rivolto al genere maschile. [1: S. CAPECCHI, La comunicazione di genere, prospettive teoriche e buone pratiche, Carocci editore, 2018, pp. 22-23;]

La società è realmente consapevole dell’esistenza della mascolinità tossica?

Il titolo della tesina è già un indizio al contenuto della stessa. La fonte d’ispirazione è la celebre campagna di UN women[footnoteRef:2] che mostra le reali ricerche su Google che iniziano con la richiesta “women should”, “women cannot”[footnoteRef:3] etc[footnoteRef:4]. Essendomi incuriosita, ho provato a cercare in prima persona i risultati sia in inglese sia in italiano, chiedendomi se ci fosse un corrispettivo maschile. In questo modo, digitando “Is it ok for guys”, “Guys can/can’t” ho trovato la stessa tipologia di ricerche ricche di stereotipi[footnoteRef:5], ma al tempo stesso la piacevole scoperta della campagna per la sensibilizzazione portata avanti da Axe, intitolata proprio #isitokforguys[footnoteRef:6], per favorire l’uomo a sentirsi se stesso senza stereotipi riguardanti la virilità. [2: http://www.unwomen.org/en] [3: http://www.unwomen.org/en/news/stories/2013/10/women-should-ads] [4: Video su Youtube della campagna https://www.youtube.com/watch?v=IkNlGuW-0g8] [5: Ad esempio: “is it ok for guys to cry/ to wear skinny jeans/ to wear pink” oppure “is it ok for guys to be skinny/ be little spoon/ be sensitive/ be a virgin”] [6: https://www.axe.com/us/en/is-it-ok-for-guys.html]

Nelle seguenti pagine ho provato a dare una risposta a questo interrogativo, usando un approccio multicanale che fonde la vita online e offline, sempre più rilevante in questa era della digitalizzazione.

Capitolo 1

Gli stereotipi di genere

La società occidentale, nonostante condivida i valori di libertà, eguaglianza e democrazia, rimane fortemente stereotipata.

Gli stereotipi, e nello specifico gli stereotipi di genere[footnoteRef:7], nel corso dei secoli si sono radicati nel nostro agire e pensare. [7: S. CAPECCHI, op. cit. nota 1, p. 28;]

I femminismi da fine ottocento stanno portando avanti lotte per l’eguaglianza di genere, passando da lotte politiche a lotte sociali, dai canali offline a quelli online[footnoteRef:8]. [8: Ibidem, pp. 33-56;]

Nell’era della digitalizzazione, le campagne di sensibilizzazione si sono diffuse in maniera virale grazie ai social media e al meccanismo degli hashtag (ad esempio il celebre #MeToo[footnoteRef:9] o il meno conosciuto #NotAllMen, anche se nel secondo caso non sono mancate aspre critiche[footnoteRef:10]). In linea generale, la sensibilizzazione ha fatto breccia soprattutto nel cuore delle lotte contro la subordinazione femminile. Questo è, infatti, il punto di partenza della mia tesina: vi è consapevolezza degli stereotipi rivolti al genere maschile? [9: https://www.repubblica.it/esteri/2017/10/17/news/metoo_la_campagna_che_squarcia_il_velo_sulle_molestie-178517375/?refresh_ce] [10: https://thebodyisnotanapology.com/magazine/think-its-notallmen-these-4-facts-prove-youre-just-plain-wrong/]

Che vi sia consapevolezza riguardo agli stereotipi femminili non c’è dubbio, ad esempio dato il successo del noto documentario portato in scena da Jean Kilbourne “Killing Us Softly: Advertising's Image of Women “[footnoteRef:11], che conta quattro edizioni dal 1979 al 2010, e il suo più recente intervento per TEDx nel 2014[footnoteRef:12]. [11: https://en.wikipedia.org/wiki/Killing_Us_Softly] [12: https://www.youtube.com/watch?v=Uy8yLaoWybk]

Per non parlare del nuovo trend del femvertising[footnoteRef:13], che le imprese stanno sfruttando per pubblicizzare i propri prodotti rivestendoli di messaggi positivi per l’empowerment femminile[footnoteRef:14]. [13: S. CAPECCHI, op. cit. nota 1, pp. 67-61;] [14: https://www.antevenio.com/it/blog/pubblicita-femminista-guida-pratica-per-comprendere-il-femvertising/ ]

E ancora, le numerose campagne dedicate alla body positivity, in cui la Dove, dal lancio della sua “Real beauty campaign”[footnoteRef:15], continua a perseverare con una sezione del suo sito interamente dedicato all’autostima femminile[footnoteRef:16]. [15: https://en.wikipedia.org/wiki/Dove_Campaign_for_Real_Beauty] [16: https://www.dove.com/it/stories/campaigns.html# ]

Ciò che sembrerebbe meno noto è l’esplicito riconoscimento degli stereotipi di genere rivolti agli uomini, che affliggono la società producendo gravi ripercussioni anche sulla salute[footnoteRef:17]. [17: http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0019/381403/who-mhr-fs-eng.pdf]

Capitolo 2

La differente percezione tra gli stereotipi rivolti al genere maschile e femminile: uno stereotipo dello stereotipo?

Il genere maschile è subdolamente bombardato di messaggi, immagini e suoni che vanno ad influenzare l’autostima, costantemente sottoposta al male e female gaze[footnoteRef:18]. Così come gli stereotipi femminili, quelli maschili agiscono sia attraverso lo sguardo dell’uomo sull’uomo che della donna sull’uomo, di cui entrambi hanno sovente un comune denominatore: la mascolinità tossica[footnoteRef:19], che stigmatizza gli uomini sin dalla tenera età. [18: S. CAPECCHI e E. RUSPINI, Media, corpi, sessualità, dai corpi esibiti al cybersex, Franco Angeli, 2009, pp. 48-53;] [19: https://www.urbandictionary.com/define.php?term=Toxic%20Masculinity]

Ciò è l’altra faccia della medaglia della subordinazione femminile: considerare la donna come inferiore al tempo stesso aumenta il peso sulle spalle degli uomini che devono mostrarsi sempre forti, insensibili, audaci, virili, protettivi e chi più ne ha più ne metta.

La lotta contro la mascolinità tossica[footnoteRef:20] è paradossalmente partita da due dei brand che negli anni passati risultavano essere tra i più maschilisti sul mercato: Gillette e Axe. Entrambe le aziende hanno lanciato sul mercato due pubblicità che vanno a scardinare gli stereotipi legati a quello che precedentemente era “l’uomo che non deve chiedere mai”[footnoteRef:21]. Alle due pubblicità hanno fatto seguito due hashtag, che hanno ampliato il raggio d’azione della diffusione delle campagne: #IsItOkForGuys (Axe)[footnoteRef:22] e #TheBestMenCanBe (Gillette)[footnoteRef:23]. Leggendo tra i commenti presenti sotto i due video caricati su Youtube, si colgono segnali di grande apprezzamento ed incoraggiamento verso questo cambio di rotta, ma i cenni di rallentamento o involuzione sembrano reggere il confronto[footnoteRef:24]. Infatti, non mancano commenti di aspra critica nei confronti dei due brand, e addirittura un’azienda di orologi che ha colto l’occasione della grande influenza mediatica per pubblicare una pubblicità di risposta a Gillette, in cui tratterebbe tutti quegli aspetti della maschilità che Gillette si sarebbe dimenticata, ovvero coraggio, forza e determinazione in una chiave più “dura”[footnoteRef:25], che ha scatenato una vox populi altamente maschilista nei commenti del video[footnoteRef:26]. [20: Esempi:Corsi in Brasile http://www.dire.it/29-01-2019/287117-in-brasile-corsi-per-distruggere-mascolinita-tossica/Conferenza internazionale a Stoccolma https://www.aduc.it/articolo/mascolinita+tossica+conferenza+internazionale_27932.phpFotografia per una nuova mascolinitàhttps://i-d.vice.com/it/article/3kpb3j/camila-falquez-fotografia-soft-radicality-nuova-mascolinita-black] [21: https://www.youtube.com/watch?v=2FB8ElPrg20] [22: https://www.youtube.com/watch?time_continue=10&v=0WySfa7x5q0] [23: https://www.youtube.com/watch?v=koPmuEyP3a0] [24: https://i-d.vice.com/it/article/qvqg5x/video-gillette-mascolinita-tossica-commenti] [25: https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/vediamo-buono-nelluomo-risposta-spot-femminista-gillette-101700/] [26: https://www.youtube.com/watch?time_continue=5&v=x_HL0wiK4Zc]

Continuando con le arti visive, è stato sottolineato come ad esempio il mondo degli anime contribuisca a sottolineare gli stereotipi di entrambi i generi[footnoteRef:27]. Un caso noto riguarda Manara e la serie Adrian, andata in onda in Italia questo inverno, che ci porta in dietro di qualche anno al classico stereotipo di uomo virile tradizionale[footnoteRef:28]. [27: https://www.badcomics.it/2014/08/milo-manara-spider-woman-commento/20217/] [28: https://www.lezpop.it/adrian-di-adriano-celentano-la-mascolinita-tossica-della-quale-non-abbiamo-bisogno/]

Un ulteriore e fondamentale aspetto che contribuisce a sottolineare la presenza di un uomo “forte” nella società (e che chiaramente riserva il trattamento contrario alla donna, screditandola) è costituito dalla questione linguistica.

Il linguaggio italiano è andropocentrico[footnoteRef:29]. Vi sono tre modelli principali che evidenziano una differenza nella lingua di genere: il maschile neutro, che implica la non rappresentazione del femminile, usando solo il maschile anche per le donne; il raddoppiamento (l’aggiunta del sostantivo “donna” ad un termine maschile, come “poliziotto donna” o “giudice donna”); e l’uso del maschile per un termine (es. una professione) che viene cambiato in riferimento ad una donna (come “direttore artistico” che per una donna non diventa “direttrice artistica” ma “coordinatrice”) [footnoteRef:30]. [29: F. DRAGOTTO, Grammatica e sessismo. Questione di dati?, UniversItalia, 2012;] [30: S. CAVAGNOLI, Il sindaco donna? La sindaca? riflessioni sul potere della lingua in ottica di generehttps://grammaticaesessismo.com/le-riflessioni-di-ges/il-sindaco-donna-la-sindaca-riflessioni-sul-potere-della-lingua-in-ottica-di-genere/]

Capitolo 3

Ricerca sul campo: vi è consapevolezza sugli stereotipi maschili?

3.1 Metodologia della ricerca

Ho sottoposto allo stesso gruppo di individui due questionari di tipo quantitativo.

Il primo (da adesso “Q1”)[footnoteRef:31] offre una panoramica generale per vedere se e quanto gli intervistati tendono a ragionare per stereotipi di genere, sottoponendoli a domande che contengono sia stereotipi femminili che maschili, in modo da verificare la sincerità nei confronti di entrambi i generi circa ragionamenti eventualmente stereotipati. [31: Link del Q1 https://forms.gle/yFEmVgkAPXhw2xVcA]

Il secondo (da adesso “Q2”)[footnoteRef:32] è invece concentrato sull’effettiva consapevolezza circa gli stereotipi maschili. Q2 è stato impostato e presentato agli intervistati successivamente, in base agli stereotipi emersi dal Q1. Q2 sottolinea gli stereotipi che si evincono dai risultati di Q1, per constatare se gli intervistati ammettono di aver risposto per stereotipi nel Q1. [32: Link del Q2 https://forms.gle/TRcEECcCw42GfdC59]

Struttura di Q1

· Titolo: “Questionario stereotipi di genere”

· Sezioni: tre

· Sezione 1: “Ideali di bellezza/ abbigliamento/ modelli corporei”. Verifica se gli intervistati associano alla fisicità i tipici stereotipi di genere sia maschili che femminili.

Domande

· Elenco di aggettivi da attribuire a uomo o donna

· Indicare su una scala da 0 “non conta” (no stereotipo) a 5 “fondamentale” (stereotipo) quanto conta la forma fisica in un uomo e successivamente la stessa domanda riferita alla donna

· Indicare su una scala da 0 “no, è uguale” (no stereotipo) a 5 “sì, è più attraente” (stereotipo) se una donna è più attraente quando indossa abiti reputati più femminili

· Indicare su una scala da 0 “sì” (no stereotipo) a 5 “no, non è virile” (stereotipo) se si reputa virile un uomo che cura il proprio lato estetico

· Indicare su una scala da 0 “non ci faccio neanche caso” (no stereotipo) a 5 “non mi piace per niente (stereotipo) cosa si pensa di una coppia etero con l’uomo più basso della donna

· Indicare su una scala da 0 “molto” (no stereotipo) a 5 “no, la preferisco asciutta” (stereotipo) se si reputa attraente una donna in carne e successivamente la stessa domanda riferita all’uomo

· Sezione 2: “Relazione uomo/ donna”. Verifica se gli intervistati associano al relazionarsi tra uomo e donna i tipici stereotipi di genere sia maschili che femminili.

Domande

· Indicare su una scala da 0 “non ci vedo nulla di strano” (no stereotipo) a 5 “no, deve farsi corteggiare” (stereotipo) cosa si pensa di una ragazza che fa il primo passo

· Domanda aperta sull’opinione rivolta alle ragazze che entrano nei night club

· Domanda aperta sul tipo di reazione conseguente alla scoperta di molti likes lasciati su Instagram a modelle/modelli da parte del proprio partner

· Domanda aperta sul suggerimento da dare ad un amico single, e successivamente la stessa domanda riferita ad un’amica single

· Domanda aperta sul comportamento da tenere se dopo il primo appuntamento continua ad offrire il ragazzo, sia mettendosi nei panni dell’uomo che successivamente nella donna

· Sezione 3: “Ruoli di genere madre/ padre”. Verifica se gli intervistati associano al ruolo dei componenti della famiglia i tipici stereotipi di genere sia maschili che femminili.

Domande

· Domanda aperta sulle mansioni per la cura della casa, sia del padre che della madre, con motivazione del perché svolgono i rispettivi compiti

· Indicare su una scala da 0 “non dovrebbe succedere” (no stereotipo) a 5 “normale che succeda” (stereotipo) l’ipotesi che il marito venga mantenuto dalla moglie, e successivamente la stessa domanda riferita alla moglie.

Struttura di Q2

· Titolo: “I ragazzi possono essere sé stessi? Is it ok for guys?”

· Sezioni: tre

· Sezione 1: “Ideali di bellezza/ abbigliamento/ modelli corporei”. Verifica se gli interessati riconoscono la presenza di stereotipi maschili sulla fisicità.

Domande impostate a seconda dei risultati della Sezione 1 di Q1, che ha fatto emergere gli stereotipi qui sotto riportati

· Indicare su una scala da 0 “non condivido affatto” (non condividere l’idea) a 5 “non è uno stereotipo, è giusto così” (condividere l’idea, negando che sia uno stereotipo) lo stereotipo di uomo forte e poco emotivo

· Indicare su una scala da 0 “non condivido affatto” (non condividere l’idea) a 5 “non è uno stereotipo, è giusto così” (condividere l’idea, negando che sia uno stereotipo) lo stereotipo che un uomo sia meno multitasking e organizzato di una donna

· Indicare su una scala da 0 “non condivido affatto” (non condividere l’idea) a 5 “non è uno stereotipo, è giusto così” (condividere l’idea, negando che sia uno stereotipo) lo stereotipo di un uomo che preferisce avventure piuttosto che relazioni durature

· Indicare su una scala da 0 “non condivido affatto” (non condividere l’idea) a 5 “non è uno stereotipo, è giusto così” (condividere l’idea, negando che sia uno stereotipo) lo stereotipo che un uomo debba essere asciutto e non in carne per risultare attraente

· Sezione 2: “Relazione uomo/ donna”. Verifica se gli interessati riconoscono la presenza di stereotipi maschili nel relazionarsi tra uomo e donna.

Domande impostate a seconda dei risultati della Sezione 2 di Q1, che ha fatto emergere gli stereotipi qui sotto riportati

· Indicare su una scala da 0 “non condivido affatto” (non condividere l’idea) a 5 “non è uno stereotipo, è giusto così” (condividere l’idea, negando che sia uno stereotipo) lo stereotipo di un uomo che pensa di più al sesso rispetto ad una donna

· Indicare su una scala da 0 “non condivido affatto” (non condividere l’idea) a 5 “non è uno stereotipo, è giusto così” (condividere l’idea, negando che sia uno stereotipo) lo stereotipo di un uomo che per mostrare il proprio interesse verso la partner continua ad offrire durante le uscite

· Sezione 3: “Ruoli di genere madre/ padre”. Verifica se gli interessati riconoscono la presenza di stereotipi maschili nei ruoli familiari.

Domande impostate a seconda dei risultati della Sezione 3 di Q1, che ha fatto emergere gli stereotipi qui sotto riportati

· Indicare su una scala da 0 “non condivido affatto” (non condividere l’idea) a 5 “non è uno stereotipo, è giusto così” (condividere l’idea, negando che sia uno stereotipo) lo stereotipo di un uomo che deve portare a casa uno stipendio maggiore della donna

· Indicare su una scala da 0 “non condivido affatto” (non condividere l’idea) a 5 “non è uno stereotipo, è giusto così” (condividere l’idea, negando che sia uno stereotipo) lo stereotipo di un uomo che contribuisce meno alle mansioni di pulizia della casa perché meno abile della donna.

3.2 Risultati della ricerca

Ha risposto al Q1 e al Q2 un campione di 55 individui, composti al 58.2% da donne, 41.8% da uomini e 0% da altro, di cui il 90.9% di un’età compresa tra i 21 e i 27 anni.

Entrambi i questionari hanno portato i risultati attesi, dal momento che la maggioranza degli intervistati ha risposto per stereotipi nel Q1 negando esplicitamente di farlo quando richiesto nel Q2.

Verranno qui sotto mostrati alcuni esempi delle risposte stereotipate provenienti dal Q1.

Verranno qui sotto mostrati alcuni esempi delle risposte di Q2, in cui viene negato esplicitamente lo stereotipo con il quale, però, la maggioranza degli intervistati aveva risposto al Q1.

Si ricordi che 0 corrisponde al non condividere l’idea dello stereotipo, e 5 al negare che sia uno stereotipo.

Le risposte pendono in maggioranza verso lo 0. Tale risultato mostra che, quando si chiede all’intervistato se è d’accordo con uno stereotipo (chiamandolo come tale), questo nega l’idea (0=”non condivido l’idea”) con la quale in realtà aveva risposto nel Q1 (quando la risposta non era chiamata “stereotipo”).

Riflessioni conclusive

I dati che emergono da questa breve ricerca non possono, chiaramente, essere rappresentativi dell’intera popolazione occidentale. Però, dal momento che persone giovani ed istruite[footnoteRef:33] hanno confermato la presenza di forti stereotipi, il risultato, a parer mio, è più che preoccupante. Vengono, infatti, confermati i miei sospetti riguardo la mancata sensibilizzazione circa la mascolinità tossica. [33: Avendo sottoposto i questionari ad un campione di popolazione prettamente giovane (21-27 anni) ed istruito (nonostante il questionario sia anonimo, è stato sottoposto a persone di mia conoscenza che, quasi nella totalità dei casi, potrei definire ufficialmente “istruite” in quanto laureate);]

Questa carenza di attenzione sociale alla tematica sicuramente può trovare tra i principali colpevoli una mancata diffusione di messaggi positivi tramite i social network e le pubblicità. Tralasciando lo sfruttamento economico del femvertising e guardandone solo l’aspetto positivo, potremmo pensare ad un malevertising basato non sull’empowerment maschile ma sull’abbattimento della mascolinità tossica, oppure alla creazione di campagne di body positivity dedicate al corpo maschile, per le quali non ho trovato grandi esempi cercando sul Web.

Bibliografia e Sitografia

Axe, Is it ok for guys to be themselves,

https://www.axe.com/us/en/is-it-ok-for-guys.html

CAPECCHI SAVERIA, La comunicazione di genere, prospettive teoriche e buone pratiche, Carocci editore, 2018

CAPECCHI SAVERIA e RUSPINI ELISABETTA, Media, corpi, sessualità, dai corpi esibiti al cybersex, Franco Angeli, 2009

CAVAGNOLI STEFANIA, Il sindaco donna? La sindaca? riflessioni sul potere della lingua in ottica di genere

https://grammaticaesessismo.com/le-riflessioni-di-ges/il-sindaco-donna-la-sindaca-riflessioni-sul-potere-della-lingua-in-ottica-di-genere/

Denim, l’uomo che non deve chiedere mai

https://www.youtube.com/watch?v=2FB8ElPrg20

Dove, campagne

https://www.dove.com/it/stories/campaigns.html#

https://en.wikipedia.org/wiki/Dove_Campaign_for_Real_Beauty

DRAGOTTO FRANCESCA, Grammatica e sessismo. Questione di dati?, UniversItalia, 2012

 Egard Watches Company, Video risposta a Gillette https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/vediamo-buono-nelluomo-risposta-spot-femminista-gillette-101700/

https://www.youtube.com/watch?time_continue=5&v=x_HL0wiK4Zc

Femvertising

https://www.antevenio.com/it/blog/pubblicita-femminista-guida-pratica-per-comprendere-il-femvertising/

Gillette, The Best Men Can Be: video e commenti al video https://www.youtube.com/watch?v=koPmuEyP3a0

https://i-d.vice.com/it/article/qvqg5x/video-gillette-mascolinita-tossica-commenti

Manara

https://www.badcomics.it/2014/08/milo-manara-spider-woman-commento/20217/

https://www.lezpop.it/adrian-di-adriano-celentano-la-mascolinita-tossica-della-quale-non-abbiamo-bisogno/

MeToo https://www.repubblica.it/esteri/2017/10/17/news/metoo_la_campagna_che_squarcia_il_velo_sulle_molestie-178517375/?refresh_ce

NotAllMen

https://thebodyisnotanapology.com/magazine/think-its-notallmen-these-4-facts-prove-youre-just-plain-wrong/

Jean Kilbourne, Killing Us Softly e TEDx

https://en.wikipedia.org/wiki/Killing_Us_Softly

https://www.youtube.com/watch?v=Uy8yLaoWybk

Mascolinità tossica

https://www.urbandictionary.com/define.php?term=Toxic%20Masculinity

http://www.dire.it/29-01-2019/287117-in-brasile-corsi-per-distruggere-mascolinita-tossica/

https://www.aduc.it/articolo/mascolinita+tossica+conferenza+internazionale_27932.php

https://i-d.vice.com/it/article/3kpb3j/camila-falquez-fotografia-soft-radicality-nuova-mascolinita-black

UN women e The AutocompleteTtruth, 2013

http://www.unwomen.org/en

http://www.unwomen.org/en/news/stories/2013/10/women-should-ads

WHO report http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0019/381403/who-mhr-fs-eng.pdf