INntangible Heritage by Bergamini & Mori, 2013

of 191 /191
if [in]tangible, then... STUDENTI: Andrea Bergamini (matr.751629) - Stefano Mori (matr.752192) RELATORE: Prof. Gennaro Postiglione Politecnico di Milano | Polo regionale di Mantova | Scuola di Architettura e Società | Laurea Magistrale in Architettura | A.A. 2011-2012

Embed Size (px)

description

A research work on the Intangible heritage at risk in the north of Italy with specific focus on skills and knowledge connected to the design world.

Transcript of INntangible Heritage by Bergamini & Mori, 2013

  • if [in]tangible, then...

    STUDENTI: Andrea Bergamini (matr.751629) - Stefano Mori (matr.752192)RELATORE: Prof. Gennaro Postiglione

    Politecnico di Milano | Polo regionale di Mantova | Scuola di Architettura e Societ | Laurea Magistrale in Architettura | A.A. 2011-2012

  • Il lavoro di ricerca e il conseguente progetto deriva da uno studio sviluppato allinterno del Corso Integrato di Adap-tive Re-Use del prof Gennaro Postiglione le cui ricerche si focalizzano prevalentemente su riuso e recupero di patri-moni minori e sul rapporto tra memoria collettiva e iden-tit culturale intese come azioni diffuse di museografia e allestimento del territorio. Lobiettivo mettere le risorse dellarchitettura al servizio dellinteresse pubblico attra-verso un processo di progettazione che interpreta la disci-plina degli Interni come un sistema in grado di sviluppare strategie di riattivazioni sostenibili facendo cooperare tra loro persone, ambienti e oggetti.

    Metodologicamente, ogni lavoro di tesi prende dunque le mosse dalla identificazione di un questione emergente o latente della nostra quotidianit, indagandone il valore strategico e le motivazioni che la rendono un tema merito-rio di attenzione progettuale. Si prosegue con lindividua-zione degli obiettivi prioritari da perseguire e la stesura di un metaprogetto e un programma funzionale da soddisfa-re. Da questo background nascono le risposte progettuali che si riferiscono a specifici contesti di lavoro.

    I lavori sono raccolti nel data base della Ricerca Azione sviluppata con le tesi: http://www.lablog.org.uk/category/diploma-works/

    Lattivit di Ricerca Azione connessa alla didattica trova riscontro anche nelle ricerche in corso: REcall-European Conflict Archaeological Landscape Reappropriation - pos-sibili museografie per le eredit dei conflitti del Novecento in Europa (www.recall-project.polimi.it); MeLa-European Museums in an Age of Migrations leuropeizzazione dellEuropa e libridazione delle culture come agenda ne-cessaria nella ridefinizione del Museum complex (www.mela-project.eu); Re-Cycling Italy (sul recupero il riuso e riciclo del patrimonio inutilizzato italiano).

  • Cos viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle citt abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma.

    [ Italo Calvino. Le citt invisibili ]

  • Abstract

    01 | Intangible Cultural Heritage 1.1 HERITAGE / tangible or intangible? 1.2 INTANGIBLE / what does it mean? 1.3 SAFEGUARDING / why?

    02 | Crafts in Italy 2.1 DEFINITION / from the word... 2.2 ...TO THE ACTIVITIES / the italian legislation 2.3 CRISIS / perception and causes

    2.4 CONTEXT / the national background

    03 | Map of the activities 3.1 LOMBARDIA / crafts in numbers

    3.2 SECTORS / development-extinction trend

    3.3 ACTIVITIES / lack of workers and lack of demand 3.4 SYNTHESIS / wich activities at risk could have future?

    04 | Strategies 4.1 STRATEGIES / what can we do?? 4.2 DIVERSITY / a creative solution

    05 | Case studies 5.1 REALIZED CASES / significant examples 5.2 INITIATIVES / significant examples

    index

    ......................................................................................... 10

    .............................................................. 5658

    66

    70

    90

    .............................................................................. 2830

    34

    40

    48

    ............................................................................. 110 112

    154

    ..................................................................................... 9496

    102

    .............................................. 1214

    16

    20

  • 06 | Focus 6.1 COLLABORATION / to produce what? 6.2 CRAFTSMEN / interviews 6.3 DIMENSION / the required surface to work

    07 | Spatial resources 7.1 REUSE / places of possible re-activation in Milan

    7.2 SELECTION / wich area fit to the project? 7.3 DEPOSITO SALMINI / current situation

    08 | Design proposal 8.1 MENAGMENT / people & collaborations 8.2 FUNCTIONS / program and layout

    8.3 COMPOSITION / description 8.4 IDEA CONCEPTION / description 8.5 REALIZATION / description

    8.6 COMUNICATION / description 8.7 COMMON AREAS / description

    Drawings

    Bibliography / Websites

    ............................................................................................. 168170

    176

    250

    ................................................................... 258260

    266

    270

    ...................................................................... 290292

    300

    308

    320

    324

    330

    334

    ...................................................................................... 338

    ...................................................... 371

  • ITAIl seguente lavoro tratta il tema dellartigianato artistico e tradizionale inteso come espressione del patrimonio culturale immateriale di un paese. Ai nostri giorni, oltre alla produzione in calo e alla costante perdita di addetti, la cultura del fare soffre anche di una grave crisi riguar-dante il modo in cui viene percepita e conosciuta dalle persone. Questo rende di stringente attualit la questione della trasmissione dei saperi artigianali alle nuove gene-razioni. Se si pensa che lItalia un paese in cui gli stessi mestieri deccellenza possono essere fortemente iden-titari dei loro luoghi dappartenenza, una loro eventuale estinzione sarebbe assolutamente insostenibile dal punto di vista culturale.Tuttavia, se tutelare qualcosa di fisico e tangibile sembra abbia sempre significato conservarla e preservarla dalli-nevitabile avanzare del tempo, quale deve essere allora la strategia se a rischio sono questa volta i saperi e le conoscenze della nostra tradizione? Questo , in definitiva, il grave interrogativo a cui il nostro lavoro tenta di dare risposta. Una risposta non solamente architettonica, ma pi che altro un modello strategico in grado di suggerire spazi in cui la simultanea presenza di pi saperi diversi pu non solo permettere una loro efficace trasmissione, ma generare anche nuove figure professionali capaci di collaborare, contaminarsi e rilanciare quelle conoscenze manuali che altrimenti andrebbero perdute.Ricordando sempre che il confine sottile tra realt e utopia a discrezione soltanto della volont di chi quella realt la vive, ci auguriamo di avere in questo modo almeno fornito qualche interessante spunto di riflessione.

    ENGThe following work, deals with the artistic and traditional craftsmanships theme: this intended as an expression of a countrys intangible cultural heritage. In our day, in ad-dition to the declining production and the increasing lack of workers, the culture of making also suffers from a se-rious crisis concerning the way it is perceived and known by people. This makes the craft knowledge transmission to the new generations an extremely topical issue.Since Italy is a country where often the traditional crafts are deeply bonded with the very identity and recognition of a place, their eventual extinction would be totally unte-nable from cultures point of view.However, if protecting something physical and tangible seems to have always meant just preserving it and pro-tecting it from the inevitable action of time, what can be done if to be at risk are now our most traditional skills and knowledge? This is, ultimately, the crucial question the thesis tries to find an answer to. An answer which will not certainly be an architectural solution only: our work aims indeed to be more like a strategic model. The latter able to suggest spaces where the simultaneous presence of dif-ferent skills/knowledge can not only enable their effective transmission, but also generate new professionals able to work together, share their ideas and finally revive that tra-ditional manual knowledge that would otherwise be lost.Remembering always that the fine line between reality and utopia is up to the will of those which actually live in that reality, we hope to have provided here at least some interesting food for thought.

    abstract

  • ABSTRACT / itaPotrebbe essere brevemente definito come le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi che le comunit, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quan-to parte del loro patrimonio culturale. Intangible cultural heritage, tuttavia, significa molto pi di questo: , infatti, tutto ci che definisce nel suo eterno divenire lidentit di un popolo, la sua diversit culturale, in fondo, la sua pi intima e personale potenzialit creativa. Per questo moti-vo, dunque, il punto di partenza della nostra ricerca. In questo primo capitolo, infatti, ne introdotta la tematica al fine di sottolineare la domanda che sta alla base stessa del suo riconoscimento: come pu essere salvaguardata questa eredit, questo patrimonio?

    ABSTRACT / engIt could be shortly defined as the practices, represen-tations, expressions, knowledge, skills as well as the instruments, objects, artefacts and cultural spaces as-sociated therewith that communities, groups and, in some cases, individuals recognize as part of their cultural heritage. The intangible cultural heritage, nevertheless, means much more than that: it is, in fact, everything that defines - in its perpetual changing - the identity of peo-ple, their cultural diversity, after all, their most intimate and personal creative potential. For this reason, therefore, such issue is the starting point of our research. Here, in the first chapter, indeed, it is introduced in order to point out the question which lies at the very basis of its reco-gnition: how can be safeguarded this kind of heritage?

    01 intangible cultural heritage

  • 14 15

    Il concetto di heritage non di facile definizione perch si tratta di un termine che implica spiega-zioni ampie, articolate e con molteplici accezioni, poich si riferisce a tutto ci che riguarda il passato, inteso sia in senso concreto e materiale (TANGI-BLE HERITAGE) sia in senso astratto e immateria-le (INTANGIBLE HERITAGE).

    That which is inherited from the past,1 lo definisce D.T. Herbert (1995), con unespressione che, sebbene semplice, riesce ad esprimerne il significato pi profondo, pi vero. Lheritage , infatti, lintero patri-monio che le nuove generazioni ricevono in eredit da quelle passate, tutto ci che viene - o dovrebbe essere - conservato, protetto e collezionato per far s che non vada perso con il trascorrere del tempo.

    1.1 HERITAGE / TANGIBLE or INTANGIBLE??

    1__

    D.T. Herbert, Heritage, Tourism and Society,

    Mansell, London 1995.

    immagine__

    J. E. Powell, progetto fotografico Looking Into

    the Past, dal sito internet: http://jasonepowell.com/.

  • 16 17

    In passato, gli ambiti dinteresse dellheritage sono sempre stati considerati solo quelli materiali e tan-gibili, riguardanti le opere darte, i siti storico-ar-cheologici, i monumenti, gli edifici e i palazzi antichi. Solo oggi, infatti, grazie agli sforzi dellUNESCO e in particolare grazie alla recente Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (2003), questo concetto si sta allargando e comincia ad ab-bracciare anche tutto linsieme delle tradizioni co-siddette immateriali:

    per patrimonio culturale immateriale sintendono le pras-si, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how come pure gli strumenti, gli oggetti, i ma-nufatti e gli spazi culturali associati agli stessi che le comunit, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patri-monio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, costantemente ricreato dalle comunit e dai gruppi in risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e d loro un senso didentit e di continuit, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversit culturale e la creativit umana.2

    Inoltre, Il patrimonio culturale immateriale come definito di cui sopra, si manifesta nei seguenti set-tori:

    tradizioni ed espressioni orali, ivi compreso il linguag-gio, in quanto veicolo del patrimonio culturale imma-teriale;

    le arti dello spettacolo;

    1.2 INTANGIBLE / WHAT DOES IT MEAN?

    2__

    UNESCO, Convenzione per la salvaguardia del

    patrimonio culturale immateriale, Conclusa a

    Parigi il 17 ottobre 2003.

    le consuetudini sociali, gli eventi rituali e festivi; le cognizioni e le prassi relative alla natura e alluniver-

    so; lartigianato tradizionale.2

  • 321

    4+4

    in ITALY:from all the domains =

    3 elements...of which, belonging to tra-

    ditional craftsmanship =

    0 elements

    number ofelements:

    __________

    too little?ortoo much?

    how much intangible is the world? from: The Representative List of the Intangible Cultural Heritage

  • 20 21

    Il relativo ritardo maturato nel riconoscere lesi-stenza di questa parte fondante dellheritage e lo scarso interesse generale di cui tuttora gode, ri-siede probabilmente proprio in quel suo carattere di immaterialit e intangibilit: carattere che forse risulta essere ancora troppo incompatibile con gli interessi della societ occidentale, in quanto diffi-cilmente quantificabile e sicuramente privo di ogni valore economico nellimmediato. Ricercare e adottare nuove efficaci strategie per valorizzare e tramandare questa parte immateria-le del nostro patrimonio culturale, non tuttavia, di secondaria importanza rispetto alla classica tutela / conservazione dei beni culturali materiali: nellepoca della globalizzazione, dove lo scambio e linterazione sembrano essere troppo spesso solo sinonimi di standardizzazione e appiattimento cul-turale, la salvaguardia dellintangible cultural heri-tage , infatti, ormai unassoluta priorit. Da esso dipendono, non solo lidentit e la diversit culturale di ogni popolo, ma anche e di conseguenza, il pro-gresso e il futuro dellintera specie umana.

    Per salvaguardia sintendono le misure volte a garantire la vitalit del patrimonio culturale immateriale, ivi compresa lidentificazione, la documentazione, la ricerca, la preser-vazione, la protezione, la promozione, la valorizzazione, la trasmissione, in particolare attraverso uneducazione formale e informale, come pure il ravvivamento dei vari aspetti di tale patrimonio culturale.2

    1.3 SAFEGUARDING / WHY??

    2__

    UNESCO, Convenzione per la salvaguardia del

    patrimonio culturale immateriale, Conclusa a

    Parigi il 17 ottobre 2003.

  • 22 23

    culturaldiversity

    leads to

    creativity

    Come gi detto, il patrimonio immateriale, trasmes-so di generazione in generazione, costantemente ricreato dalle comunit e dai gruppi come risposta al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e d quindi loro quel senso di-dentit e di continuit, che permette di rinnovare e promuovere ricchezza e diversit culturale.

    The common heritage of humanity di conseguenza as necessary for humankind as biodiversity is for nature,3 cos viene definita la diversit culturale dallUNE-SCO: infatti, come la distruzione degli ecosistemi e della biodiversit in natura determinerebbe la fine del nostro mondo e la e la morte di tutte le sue spe-cie viventi, analogamente, limpoverimento e lap-piattimento delle diversit culturali - the key to sustai-nable human development 3 - inibendo ogni forma di scambio / confronto e quindi ogni vettore di creativi-t, annullerebbe anche ogni possibilit di progresso e sviluppo sostenibile. Creation draws on the roots of cultural tradition, but flou-rishes in contact with other cultures. For this reason, he-ritage in all its forms must be preserved, enhanced and handed on to future generations as a record of human experience and aspirations, so as to foster creativity in all its diversity and to inspire genuine dialogue among cultu-res.3

    Lintangibile cultural heritage dunque madre di tutte le culture e, pertanto, generatrice stessa di creativit e innovazione: quel pensiero e quellatti-tudine nuova, che, nascendo dal confronto e dallo scambio culturale, si traducono ogni volta in tangi-ble heritage, in storia e cultura materiale.

    La sola conservazione di opere darte, siti storico-archeologici, monumenti, edifici e palazzi antichi

    __3

    UNESCO, UNESCO Universal Declaration on Cultural Diversity, Adottata allunanimit a Parigi durante la 31esima sessione della Conferenza Generale dellUNESCO, Parigi 2 novembre 2001.

  • 24 25

    quindi assolutamente priva di significato e inade-guata se prima non si trovano modalit valide ed ef-ficaci per valorizzare, promuovere ed infine traman-dare, quelle prassi, rappresentazioni, espressioni, conoscenze, quel know-how che di volta in volta le ha generate e che continuer sempre a farlo.

    Su questa linea di pensiero si vuole pertanto inseri-re la nostra tesi, che intende indagare appunto sul-le possibilit di trasmettere, e quindi salvaguardare, una parte fondamentale di questo intangible cultu-ral heritage: quella dellarte e dei suoi mestieri. Ma non lArte vera e propria, lArte con la A maiuscola, dotata di aura perch generata dalleccezionalit di un genio creativo facente gi parte del tangible heritage, come del resto il suo stesso autore, poi-ch entrambi prodotti di una cultura immateriale - ma larte intesa come accurato saper fare, larte come competenza, larte come valore duso: quel-la stessa arte nominata nellespressione proverbia-le italiana dellessere senza n arte n parte, che letteralmente vuol dire senza capacit / mestiere n collocazione - politica o personale - nel mondo, quella stessa arte, infine, che costituisce letimolo-gia della parola artigianato.

    Studiarne dinamiche e problematicit, per poi idea-re nuove efficaci strategie di salvaguardia per que-sto comparto a lungo e ingiustamente trascurato: quello dei mestieri darte, la cui laboriosit e il genio creativo hanno da sempre creato uneccellenza ri-conosciuta in tutto il mondo. Uneccellenza che non si traduce solo in un dato economico - per quanto significativo - ma che soprattutto si basa e contem-poraneamente esprime i tratti salienti dellidentit italiana stessa.

    Tutelare, valorizzare e promuovere lartigianato in Italia si-

    gnifica oggi innanzitutto formare una nuova generazione di artigiani-artisti che possa mantenere, trasmettere e far evolvere le eccellenze italiane: una generazione meno precaria e meno ricattabile dalle crisi economiche, per-ch sempre pi dotata e forte delle proprie competenze uniche e insostituibili. Significa [] risvegliare la passione per il bello e per il ben fatto, che sono sempre frutto di duro lavoro e paziente dedizione, mai di superficialit e approssimazione. Non vi niente di effimero credetemi niente di degradante nel considerare lamore per ci che bello come fondamento della propria identit. Que-sto amore, questa passione, nutrono da sempre il genio creativo e possono portare alle pi straordinarie innova-zioni anche tecnologiche e scientifiche, tanto quanto, se non pi, delletica calvinista del lavoro che si dice sia alla base delle societ settentrionali. LItalia deve riconoscere questo elemento fondativo del proprio carattere e della propria identit nazionale e farsene forte.4

    __4

    G. Puglisi (Presiden-te della Commissione nazionale italiana dellU-NESCO), Il patrimonio culturale immateriale, articolo consultabile allindirizzo: http://www.viveredicultura.it/patri-monio_culturale.

    creativityleads to

    tangiblethings

  • identity

    culturaldiversity

    INTANGIBLE heritage

    TANGIBLE heritage

    creativity

    social choesioncivilizationvalue & meaning

    belonging

    toleration

    exchange

    dialogue

    prog

    ress

    knowledge

    awareness + ...

    phisical things

    SCHOOL??

    MUSEUM

    HANDING DOWN

    (tramandare)

    KEEPINGUNALTERED(conservare)

    so, how intangible is involved in tangible?

    identity

    culturaldiversity

    INTANGIBLE heritage

    TANGIBLE heritage

    creativity

    social choesioncivilizationvalue & meaning

    belonging

    toleration

    exchange

    dialogue

    prog

    ress

    knowledge

    awareness + ...

    phisical things

    SCHOOL??

    MUSEUM

    HANDING DOWN

    (tramandare)

    KEEPINGUNALTERED(conservare)

    how to safeguard?

    there is no point in safeguarding the tangible cultural heritage if we do not find new effective strategies to do the same with the intangible one!

  • 02 crafts in Italy

    ABSTRACT / itaIl lavoro artigianale contribuisce a dare identit ad un luo-go ed per questo espressione del patrimonio culturale immateriale di una comunit. Come lattuale situazione italiana rispetta un tale indiscutibile valore?A causa della mancanza di una definizione normativa esaustiva e valida per tutto il territorio nazionale, la per-cezione della realt delle attivit di artigianato artistico e tradizionale preoccupante: scarsamente pubblicizza-ta viene considerata in declino ed incapace di suscitare linteresse dei giovani prossimi alla professione. Nono-stante ci, la competitivit del nostro sistema economi-co dipende in gran parte dalle piccole aziende artigiane che devono quindi essere capaci di rinnovare il loro ruolo produttivo per mantenere vivo e condiviso il loro valore socio-culturale.

    ABSTRACT / engThe handcrafted work contributes to give identity to a pla-ce and for this reason it is the expression of the intangible cultural heritage of a community. How does the italian current situation respect such an unquestionable value?Because of the lack of a regulatory and exhaustive defi-nition which is valid in all the national territory, the per-ception of traditional and artistic craftsmanship reality is alarming: it is poorly publicized and it is considered to be in decline and to be incapable to catch the interest of young people, who come to the profession. Nevertheless, the competitiveness of our economic system largely de-pends on small craft companies which have to be able to update their productive role to keep alive and to share their socio-cultural value.

  • 30 31

    Il termine artigiano contiene nella propria radice lo stesso etimo della parola artista ma la arte1 cui si fa riferimento ha unaccezione profondamente dif-ferente tra i due: gli antichi la definivano la realizza-zione delle idee delluomo, guidata dallintelligenza e dalla riflessione, in opposizione alla realizzazione dei fenomeni della natura, non prevedibili e investi-gabili. Questo concetto, nella Grecia del VIII-VII sec. a.C., era espresso con il termine techne2 che contiene entrambi i significati di conoscenza fisica e mate-matica delle fenomeni della natura e azione in-sieme delle pratiche che occorrono per appagare i propri bisogni.

    La storia dellartigianato e la sua definizione non rispecchiano solo labilit delluomo nel conoscere lambiente naturale e nellagire su di esso, ma si lega profondamente allevoluzione della civilt.Pi che essere un tecnico, lartigiano civilizzatore colui che ha usato quegli attrezzi per un bene collettivo, per porre fine dellesistenza nomadica di unumanit di cac-ciatori-raccoglitori e di guerrieri senza radici. [...] La parola greca che traduciamo con artigiano demiourgos, un composto che unisce lidea di pubblico (demios: appar-tenente al popolo) e di produzione (ergon: opera, lavo-ro).3

    Technourgos e Demiourgos, due figure significanti ruoli diversi ma che da sempre sono legati in modo indissolubile dal termine lavoro (ergon) a co-stituire la forza che guida le mani dei maestri dar-

    2.1 DEFINITION / FROM THE WORD...

    1__

    Il termine latino di arte ars, etimologicamente

    derivato dal termine greco (perfetto, compiuto), nonch dal

    termine (compon-go, finisco).

    Il termine artigiano deriva dal latino arcaico artensis, onde poi arte-sianus quale colui che

    esercita e applica unarte.

    2__

    Dal greco del periodo protoattico (e degli inizi

    dello stile geometrico) in cui il concetto di arte

    era espresso con la parola (poi ) e quello

    di con arte con la pa-rola (tecnicos).

    Dalla stessa radice deriva (tecnourgheo) quale colui che svolge un

    lavoro fatto a opera darte.

    3__

    R.Sennet, Luomo arti-giano, Feltrinelli, Milano

    2008.

    immagine__

    Toppi Luigi & C. Intarsi, via dei Vivai 5, Mariano

    Comense (CO).

  • 32 33

    te, detentori di quel saper fare che ha permesso alluomo di soddisfare le proprie necessit accom-pagnandolo nella sua evoluzione sociale.

    Il prodotto dello spirito umano quale espressione e rap-presentazione del mondo esteriore e interiore in una atti-vit estetica, comunque, comporta, oltre al palesamento di complessi di cognizioni e di procedimenti tecnici atti alla produzione medesima, la rivelazione di una connaturata e spontanea comunanza dei sentimenti e delle tradizio-ni che, insita negli archetipi comportamentali di un dato gruppo sociale, di un popolo o dellintera umanit, con-tribuisce allo sviluppo sociale ed al progresso civile di pi generazioni.4

    Conoscere il luogo per operare in esso e permet-tere alla comunit di ri-conoscerlo attraverso il pro-prio lavoro: in questo il saper fare artigiano si riflette nella definizione pi ampia di patrimonio immate-riale, capace di identificarsi con gli usi, i costumi e le tradizioni di una comunit nei piccoli accadimenti quotidiani e di esprimere la cultura della produzio-ne determinatasi in un particolare luogo.

    Per la definizione cos derivata, la nostra ricerca non pu che affrontare lo specifico settore dellarti-gianato definito artistico e tradizionale. Come ben specificato dall Carta Internazionale dellArtigiana-to Artistico, [...]le imprese artigiane sono il frutto di una tradizione artistica e produttiva secolare, depositarie di conoscenze materiali e immateriali, radicate nei territori di appartenenza e difficilmente replicabili altrove. Allo stesso modo sono portatrici di valori culturali universali in quanto produzioni attente al design, al progetto, alla storia, che entrano spesso in rapporto con settori culturali molto di-versi tra loro.5

    __4

    M. Antonioli Corigliano, Linnovazione culturale

    nellartigianato artistico, tradizionale e tipico

    della Provincia di Milano, Universit Cattolica del S.

    Cuore di Milano, Milano 1995.

    __5

    Carta Internazionale dellArtigianato Artistico,

    Firenze 2009.

    immagine__

    Bertolani Germano Intagliatore e Restaura-tore, via SantOrsola 5,

    Modena, MO.

  • 34 35

    Oltre ad avere un forte valore culturale e sociale, il lavoro in bottega ha sempre avuto un valore prima di tutto economico6. Se con il tempo aumentata limportanza dei primi due caratteri lo si deve certa-mente al fatto che ancora oggi lattivit artigianale una risorsa produttiva fondamentale.

    E imprenditore artigiano colui che esercita personalmente,professionalmente e in qualit di titolare, limpresa artigiana, assumendone la piena responsabilit con tutti gli oneri ed i rischi inerenti alla sua direzione e ge-stione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo.7

    La normativa nazionale vigente in materia L. 433/1985 - indica una definizione di impresa arti-giana utile per offrire un inquadramento generale del settore, ma evidenzia la mancanza di indica-zioni specifiche relative al comparto artistico e tra-dizionale, sottolineando come spetti alle regioni il compito di valorizzarlo.Lunico rimando al comparto viene introdotto nel quando si tratta di definire il limite dimensionale dellimpresa artigiana: qui la legge introduce una serie di differenziazioni sulla base della tipologia di lavorazione compiuta, e distingue le imprese che non lavorano in serie, quelle che lavorano in serie, il comparto dei trasporti, quello delle costruzioni e appunto quello delle lavorazioni artistiche, tradizio-nali e dellabbigliamento su misura.

    Con il DPR 288/2001 si provveduto a fornire una

    2.2 ...TO THE ACTIVITIES / THE ITALIAN LEGISLATION

    6__

    I tre valori vengono indicati e definiti anche

    nella Carta Inernazionale dellArtigianato Artistico.

    7__

    Legge 443/1985articolo 2, comma 1.

    __8

    Le tre regioni sono Tosca-na, Campania e Calabria; Piemonte, Liguria Friuli Venezia Giulia, Marche, Lazio, Umbria, Abruzzo, Molise e Emilia Romagna hanno provveduto ad un intervento specifico; Valle dAosta, Veneto, Puglia Basilicata, Sicilia, Sardegna, Prov. di Trento e Prov. di Bolzano non hanno proposto alcun intervento.

    specifica definizione di artigianato artistico, tradi-zionale e abbigliamento su misura, riportando an-che, a titolo puramente esemplificativo, un elenco di tali lavorazioni divisi per categorie che svecchia il precedente elenco fermo al 1964.

    Prima e dopo questo importante riferimento norma-tivo, le regioni italiane hanno provato a interpretare il messaggio gi lanciato dalla legge 443: solo tre hanno dedicato una legislazione specifica al setto-re, mentre la maggior parte di esse ha introdotto una serie di articoli nella pi generica legge regio-nale sullartigianato o non ha provveduto ad indica-re nulla di specifico in materia.8

    specific law

    specific provision

    no provision

  • 858483 86 87 19908988 91 92 93 94 979695

    1. not in-series work

    2. in-series works

    3. art works, traditional works and clothing works tailor made

    4. transport

    5. construction

    DEFINITION of craft:L. 443/85

    how is traditional craft defined in Italy?

    2000 201098 99 01 040302 05 06 07 08 1109 12

    art worksCrEATIoNS / workS + ProCESSINg + rESTorATIoN High aesthetic value Inspired by the typical elements of the historical / cultural Innovations produced in the compatible than the artistic tradition Prevalence of manual work techniques Aid of equipment (excluding manufacturing processes entirely in-

    series)_________________________________________________________

    traditional worksProDUCTIoNS/SErVICES ACTIVITIES + rESTorATIoN Techniques and methods handed down in local customs Relation to the needs of the population Account for the innovative techniques for their natural development Prevalence of manual work techniques Aid of equipment (excluding manufacturing processes entirely in-

    series)_________________________________________________________

    clothing worksTAILorINg + ACCESSorIES For CLoThES tailor made Sketches, models, drawings and measurements provided by the

    customer or client Prevalence of manual work techniques Aid of equipment (excluding manufacturing processes entirely in-

    series)

    DEFINITION of traditional & artistic craft:DPR 288/01

    from L.R. 443/85 to D.P.R. 288/01

  • traditional and artistic craft activities?

    DPR 288/01

    858483 86 87 19908988 91 92 93 94 979695

    LIST of traditional & artistic craft:

    2000 201098 99 01 040302 05 06 07 08 1109 12

  • 40 41

    Nonostante levidente ruolo che lartigianato artisti-co ancor oggi ricopre allinterno di una comunit, altrettanto chiaro e facilmente dimostrabile che esso non gode di buona salute, e anzi si progres-sivamente indebolito su vari fronti.

    Premesso che non siamo in grado di prevedere se nei prossimi anni cambieranno i fabbisogni occupazionali del mercato del lavoro italiano siamo comunque certi di tre cose. La prima: fra 10 anni la grandissima parte de-gli over 55 censiti in questa mappa lascer il lavoro per raggiunti limiti di et. La seconda: visto il forte calo delle nascite avvenuto in questi ultimi decenni, nel prossimo futuro si ridurr ancora di pi il numero dei giovani che entreranno nel mercato del lavoro, accentuando cos la mancanza di turn-over. La terza: se teniamo conto che i giovani ormai da tempo si avvicinano sempre meno alle professioni manuali, riteniamo che il risultato ottenuto in questa elaborazione sia molto attendibile.9

    Primo fra tutti i punti critici risulta essere lo scenario futuro: 385.700 lavoratori artigiani in meno previsti per i prossimi dieci anni, di cui quasi 30 mila appar-tenenti al settore artistico/tradizionale. 10 Al pari con questo dato si riscontra la preoccupante percezione da parte di giovani, studenti e non oc-cupati (possibili future figure professionali del setto-re): la met di essi non ha letto ho visto campagne pubblicitarie sul settore; per il 40% dei non occupa-ti un settore in declino; un terzo degli studenti e giovani di et compresa tra 16 e 25 anni non vede unopportunit di futuro lavoro nel settore.11

    2.3 CRISIS / PERCEPTION AND CAUSES

    9__

    Giuseppe Bertolussi (segretario della CGIA

    Mestre), intervista a QN, 6 Novembre 2011, p.26.

    10__

    Fonte: CGIA Mestre

    11__

    Fonte: La percezione dellartigianato artistico etradizionale nelle famiglie

    italiane, Artex 2003

    immagine__

    Giuseppe Bertolussi (segretario della CGIA

    Mestre), intervista a QN, 6 Novembre 2011, p.26.

  • 42 43

    Per molti genitori - continua Giuseppe Bortolussi - far intraprendere un mestiere al proprio figlio presso una-zienda artigiana lultimo dei pensieri. Si arriva a questa decisione solo se il giovane reduce da un fallimento scolastico, per cui loccupazione presso un laboratorio artigiano diventa un refugium peccatorum.12

    Il problema della trasmissione quindi ha radici che affondano anche nella scarsa valorizzazione e pro-mozione del settore e ci si pu bene rendere conto di ci prendendo in esame i dati generali relativi alla percezione dellartigianato artistico e tradizio-nale presso le famiglie.Secondo la ricerca Artex12, il settore gode di buona familiarit tra le persone che ne riconoscono il legame territoriale ma si riscontra un basso rece-pimento del significato culturale.Sebbene quattro persone su cinque sappiano as-sociare alcuni settori alla realt produttiva artigia-nale artistica e tradizionale, il 45,2% di essi indica il settore dei prodotti alimentari e gastronomici con maggiore frequenza e solo il 3,2% riconosce le la-vorazioni di metalli non preziosi allinterno di tale comparto.Lartigianato artistico e tradizionale appare effetti-vamente un concetto declinato sulla base di ci che pi legato al tradizionale saper fare del proprio territorio: laddove la regione ha una buona voca-zione artigianale, gli insediamenti del proprio ter-ritorio ottengono i maggiori consensi, mentre altri anche di maggiore tradizione passano in secondo piano. Inoltre, fra tutti i settori, quelli che non sono riconducibili a zone di produzione caratteristica del-la propria regione ottengono comunque scarse se-gnalazioni. Fa scalpore la regione Lombardia: non appare luogo di produzione artistico - tradizionale denunciando cos uno scarso grado di diffusione dei diversi mestieri sia tra i residenti che tra i non

    12__

    La percezione dellarti-gianato artistico e

    tradizionale nelle famiglie italiane, Artex 2003.

    immagine__

    Immagini tratte dal database AESS (archivio

    di etnografia e storia sociale), sito internet:

    http://www.aess.regione.lombardia.it/.

    45%p e o p l e

    95%p e o p l e

    1/3s t uden t s

    50%16-25 people

    40%56-65 people

    indicates

    more frequently

    the food industry

    indicates theshopping centers

    main cause ofthe crisis

    do not seeopportunitiesfor future workin the field

    has not read or seen advertising campaigns

    think thatthe crafts field is in sharp decline

    -30.000artistic & traditional craftsmen in the next 10 years

  • 44 45

    residenti. Nessun luogo lombardo di rinomata pro-duzione viene indicato dalle persone intervistate come tipico per un determinato settore.

    La crisi percettiva strettamente connessa con lim-magine del settore che ne hanno le persone: dato particolarmente preoccupante, il 40% delle perso-ne tra 56 e 65 anni (fascia in cui pi probabile trovare persone competenti in materia) lo ritiene in declino e il 50% degli intervistati totali non tramite campagne pubblicitarie che conosce il settore.

    Il 95,9% delle persone vede nel proliferare di cen-tri commerciali la principale minaccia per il settore, ma chiaro che i numeri sulla percezione e sullim-magine del settore indicano nella mancanza di va-lorizzazione la principale causa della scarsa attrat-tivit dello stesso e della conseguente crisi della trasmissione dei saperi.

    Una ulteriore spiegazione della situazione pu deri-vare dalla attenta lettura della normativa nazionale introdotta nel precedente paragrafo: la definizione di imprenditore artigiano non aiuta a far emergere i valori che il comparto artistico e tradizionale porta con se, assimilando le attivit tradizionali del settore a quelle imprese industriali di piccola dimensione. Come ben ricorda Francesco Giacomin - Presiden-te Fondazione La Fornace dellInnovazione - il forte ridimensionamento dellartigianato artistico e tradizionale registrato negli ultimi anni, si lega proprio al suo congenito appiattimento sulla cultura del prodotto.13

    La legge 443 pone sullo stesso piano sia chi svolge i mestieri propri della definizione di artigiano, sia i piccoli industriali, che quindi compiono lavori anche in serie, compresi entro limiti dimensionali sbarrati verso lalto. In conseguenza di ci la crescita delle imprese iscritte allalbo degli artigiani stata ali-

    __13

    F. Giacomin, Lartigia-nato e il cambiamento: verso leconomia della conoscenza, in Quaderni di ricerca sullartigiana-to, n. 56, pp. 5-10.

    __immagine

    Chinellato Gabriele, via L. Manara 3, Carate Brianza (MB).

  • 46 47

    14__

    Mauro Ridolfi, Artigiani, voce della Enciclopedia

    delle Scienze Natura-li, 1991, consultabile

    allindirizzo: http://www.treccani.it/enciclopedia/

    artigiani_(Enciclopedia_delle_Scienze_Sociali)/

    mentata da qualsiasi tipo di impresa, perch oggi, di fatto, in Italia risulta artigiana, dal punto di vista giuridico, ogni attivit imprenditoriale che non sia qualcosaltro, co-sicch lalbo affollato da ogni tipo di unit produttive non altrimenti definite.14

    Anche le ben strutturate definizioni di artigianato ar-tistico e tradizionale introdotte con il DPR 288/2001 risultano essere tanto precise nel delinearne i ca-ratteri distintivi quanto generiche e insufficienti a dipanare la sfumatura sottile che li separa. Se si sentiva il bisogno di introdurre una chiara definizio-ne - ripresa anche dalla Carta dellArtigianato Ar-tistico non si messo a fuoco del tutto lelenco delle singole attivit, la dimensione del comparto e le profonde differenze tra le categorie che ne fanno parte.

    [...]la gente comune conosce lartigianato artistico attra-verso le bancarelle dei mercatini [...]. un artigianato, questo, spesso carico e ridondante, che fa mostra di qualcosa che da sempre la cultura ufficiale chiama kitsch (o semplicemente di cattivo gusto), salvo poche eccezio-ni. C anche lartigianato pi colto, quello che ripercorre gli stili e i modelli del passato [...]. Da questo ambito si sono sempre distinti gli artigiani artisti capaci di rinnovare il linguaggio definendo cos quello che, per cercare dinten-derci, chiamiamo Artigianato Artistico di Eccellenza, fatto spesso di singoli autori in grado di esprimersi attraverso un linguaggio contemporaneo, prendendo comunque le distanze dal mondo dellarte.A questi modelli occorre aggiungere tutto lartigianato (in-tagliatori, intarsiatori, incisori, ecc. che lavora per le medie aziende (soprattutto del mobile e della moda) realizzando le parti lavorate a mano di cui lazienda realizza poi il mon-taggio, e lartigiano che lavora per lindustria attraverso la realizzazione di stampi e modelli (in cera, in gesso, in le-gno, ) per la grande produzione. A questi si aggiunge

    __15

    Ugo La Pietra, Dov lar-tigianato, in Artigianato tra arte e design, n. 75, p. 6.

    unaltra categoria (forse la pi colta), ovvero gli artigiani che operano su progetto per opere uniche come gli arre-damenti fatti su misura (spazi privati e spazi pubblici) a cui recentemente si sono aggiunti gli artigiani che producono oggetti in piccola serie su progetto di designer (edizioni di design artistico).[...] Allinterno di queste categorie cos diversificate diffici-le definire una strategia per lo sviluppo e la valorizzazione: ogni categoria un mondo a parte che segue regole e logiche creative, produttive e commerciali completamen-te diverse tra loro.15

  • 48 49

    La panoramica sin qui descritta servita ad indica-re la situazione attuale del comparto, i suoi numeri, gli aspetti pi critici e le loro cause. Abbiamo visto come le strategie di comunicazione adottate non hanno giovato allimmagine di un comparto che fi-nora non riuscito a farsi conoscere per quello che vale, anche se vissuto quotidianamente.Ma va detto chiaramente: lobiettivo di questa ricer-ca ben lontano dal trovare nuove strategie di mer-cato per rilanciare lappeal del settore di artigianato artistico e tradizionale e delle sue attivit pi in crisi. Tantomeno si vuole enfatizzare limportanza del la-voro manuale e del contatto diretto con la materia quale ritorno nostalgico al passato.

    Il mestiere darte, a dispetto delle apparenze, non una specie in via di estinzione. Solo guardando ossessiva-mente a un passato ormai lontano si pu avere questa sensazione. [...]il mestiere darte tale solamente se in grado di non tradire le proprie origini e non rinunciare a costituire unattivit produttiva.16

    Come anticipato in chiusura del precedente capito-lo, si vuole sottolineare il ruolo fondamentale che la trasmissione dei saperi artigiani ha nel salvaguar-dare i valori sociali e culturali di cui tale settore si fa portavoce, e che sono la radice dellidentit di una comunit. Ma per qualsiasi strategia rivolta in tale direzione, non si deve prescindere da ci che pu ancora significare oggi questo settore.

    La competitivit del nostro sistema industriale, e quindi

    2.4 CONTEXT / THE NATIONAL BACKGROUND

    16__

    Paolo Colombo a cura di, Genio e Materia. Contri-

    buti per una definizione del mestiere darte, Vita e

    Pensiero, Milano 2000.

    __17

    Stefano Micelli, Futuro Artigiano. Linnovazione nelle mani degli italiani, Marsilio Editori, Venezia 2011.

    __18

    Fonte: ISTAT

    di un pezzo importante della nostra economia, ancora oggi intimamente legata a competenze artigiane che han-no saputo rinnovare il loro ruolo nelle grandi e nelle piccole imprese.17

    La peculiarit pi evidente del mondo artigiano nella sua accezione pi generale in Italia la sua composizione estremamente varia, fatta in massi-ma parte di realt imprenditoriali anche di ridottis-sime dimensioni: le cosiddette micro imprese (fino a nove dipendenti), infatti, rappresentano il 94,9% delluniverso imprenditoriale italiano. A questa pol-verizzazione si accompagna, per, una consisten-za numerica che fa di quello italiano il settore arti-gianale pi grande in ambito UE. Il primato italiano si legge in cifre eloquenti: oltre 1.400.000 imprese (34,8% del totale UE e circa il 25% del totale in Ita-lia), pi di 3,5 milioni di addetti18. Proprio allinterno di queste dinamiche si inserisce il lavoro artigiano artistico e tradizionale: numerosi centri territoriali specializzati, in cui operano pi di 500.000 imprese di cui 32.660 in Lombardia.Diverse e articolate sono le posizioni che oggi un artigiano artista pu assumere nella catena produt-tiva italiana. Molti artigiani sono tuttora anche com-mercianti: le loro botteghe costituiscono una poten-ziale destinazione di grande fascino per clienti e conoscitori continuamente alla ricerca dellunicit, delloriginalit e dellautenticit. Il maestro darte anche colui che lavora presso il proprio atelier in un contesto di sub-fornitura di alta qualit, che costituisce una realt economica di elevato valore aggiunto per tutte le categorie delleccellenza del Made in Italy, sempre attente alla personalizzazione delle creazioni.E infine, limpresa di prestigio, che in molti casi pre-vede lapporto del maestro darte gi allinterno del proprio organigramma: gli artigiani darte non sono

  • 50 51

    considerabili come semplice manovalanza spe-cializzata ma costituiscono una riserva di saperi e riflessioni indispensabili allevoluzione della produ-zione italiana dalta gamma.Mestieri articolati e tra loro diversi ma legati dalla comune necessit di una intelligenza della mano che presuppone cultura del progetto, passione, spi-rito creativo e inserimento allinterno di una tradi-zione.

    Perch di questo abbiamo bisogno: di veri maestri. Che, come tutti i maestri, sappiano anche insegnare, trasmet-tere un savoir-faire che si rinnova costantemente e che determina una differenza reale, visibile, richiesta.19

    Ritornare a mettere in circolo la cultura, il saper fare, quella techne di cui gli antichi greci parlava-no, per rendere la conoscenza del Paese una ric-chezza condivisa e spendibile nella pratica manua-le quale strumento essenziale per proiettarsi in una nuova dimensione economica e culturale.

    __19

    F. Cologni, Uneccellenza su misura: i giacimenti culturali del Made in Italy, in Artigianato tra arte e design, n. 75, pp. 76-77.

    __immagine

    G. &. C., via P. Levi 2, Montichiari (Bs).

  • what is the weight of italian craft?

    4.583.109

    35%

    small enterprises

    < 1 0

    France GermanyItaly

    840 8601.449.566

    craft enterprises

    craft enterprises

    total small enterprises

    the relevance of craft enterprises system in Itlay

    32%

  • what is the weight of italian craft?

    lom

    ba

    rd

    ia

    em

    ilia r

    om

    ag

    na

    ven

    eto

    piem

    on

    te

    tosc

    an

    a

    laz

    io

    sic

    ilia

    pug

    lia

    ca

    mpa

    nia

    ma

    rc

    he

    lig

    uria

    sa

    rd

    eg

    na

    ca

    labria

    abru

    zz

    o

    friu

    li v

    en

    ez

    ia g

    iuli

    a

    tren

    tin

    o a

    lto a

    dig

    e

    um

    bria

    mo

    lise

    ba

    sil

    ica

    ta

    va

    lle d

    'ao

    sta

    numbers of traditional and artistic craft activities in Italy

    traditional and artistic craft enterprises

    .

    .

    ( 264.380 )

    Italy

    Lombardy

    total small enterprises

    total small enterprises12%

    33% traditional and artistic craft enterprises

    traditional and artistic craft enterprises( 32.660 )

    ( 478.358 )

    ( 1.449.566 )

  • 03 map of the activities

    ABSTRACT / itaQuali attivi in Lombardia riflettono maggiormente la crisi dellartigianato artisitico e tradizionale? Recenti studi han-no indicato la consistenza e la distribuzione dei settori sul territorio regionale e hanno rilevato che otto di essi mani-festano una forte tendenza allestinzione. Basandosi sulla ricerca Mestieri da difendere (progetto AZIMUT, marzo 2004) e rielaborando i dati dei principali fattori di rischio indicati - mancanza di domanda e mancanza di risorse umane sono state selezionate tutte quelle attivit che godono di una buona richiesta sul mercato ma che hanno perso la loro capacit attrattiva. Dei 135 mestieri iniziali si cos giunti ad indicarne 29 sui quali possibile un intervento per un futuro rilancio.

    ABSTRACT / engWhich are the activities that reflect the crisis of traditional and artistic craftsmanship in Lombardy? Latest studies have noticed the size and distribution of sectors in the regional territory and they have observed that eight of them show a strong extinction trend. Refering to Mestie-ri da difendere research (AZIMUT project, march 2004) and developping the main risk factors data, such as lack of demand and lack of workers, we have chosen those activities which have a good demand in the market, but lost their ability to attraction. Of the 135 starting craft pro-fessions we listed 29 of them on which it is possible an intervention for a future relaunch.

  • 58 59

    3.1 LOMBARDIA / CRAFTS IN NUMBERS

    Tentare di quantificare un ramo del mondo artigia-no estremamente variegato come quello artistico e tradizionale compito assai arduo: mancano a tuttoggi studi che ne consentono di stimare, a livel-lo nazionale e regionale, la consistenza numerica e leffettivo peso economico.Molteplici sono le cause di questo disagio, prima fra tutte la mancanza di un sistema classificatorio rico-nosciuto a livello nazionale. Come sottolineato nel capitolo precedente, un elenco esemplificativo di attivit stato redatto con il DPR 288 nel 2001, ma in realt non tutte trovano collocazione nellinsie-me dei settori di attivit economica (ATECO 2007) dellIstat e non tutte le categorie del primo trova-no corrispondenza nel secondo, essendo in alcuni casi diverso il criterio di associazione delle attivit.La regione Lombardia, in collaborazione con le As-sociazioni di categoria, esponenti del mondo acca-demico, Istituti di ricerca ed esperti, nel corso degli ultimi anni, ha cercato di studiare il settore artistico e tradizionale attraverso numerose indagini aventi scopo principale quello di conoscerne le dinami-che, confrontarle con la situazione nelle altre regio-ni e nel contesto internazionale, disciplinare la pro-duzione in alcuni ambiti per aumentarne la visibilit e la valorizzazione.

    Risale al 2004 il pi completo tentativo da parte dellIRER (Istituto Regionale di Ricerca) di deline-are i confini dellambito artistico e tradizionale, sti-mandone la consistenza ed evidenziandone la dif-fusione sul territorio1. Non pretendendo di essere

    1__

    IReR, Lartigianato Artistico e Tradizionale in Lombardia, Milano 2004

    (cod. IReR 2002c015).

    un lavoro esaustivo, dati i confini molto sfumati del settore, si giunti a individuare, tramite opportu-ni filtri2, 32.660 imprese potenzialmente afferenti al settore artistico e tradizionale: sulla base di tale universo di imprese si poi calcolato, con criterio di allocazione proporzionale, il campione casuale stratificato di 2.506 imprese selezionate per linda-gine telefonica, di cui 2.335 sono risultate ascrivibili allambito artistico e tradizionale.

    In termini generali il quadro risultato dallindagine regionale vede una dimensione media di 3,9 addet-ti per impresa con solamente il 3,6% di apprendisti per quanto riguarda loccupazione diretta. Dalla-nalisi della distribuzione delle imprese intervista-te per settore di appartenenza si evince che sono maggiormente rappresentati il settore alimentare (14,5%), la produzione di mobili e le altre attivit manifatturiere (10,9%), le attivit fotografiche e de-sign (10,4%), il tessile (10.4%); sono invece poco consistenti il settore dei minerali non metalliferi (4,8%), e le creazioni artistiche (2,6%). La scarsa incidenza delle imprese del settore edile (3,3%) infine da attribuire ai criteri restrittivi adottati nella fase di composizione delluniverso delle imprese da intervistare, che ha circoscritto lambito dindagine alle sole attivit indicate nel DPR 288/2001.Da queste prime informazioni si evince come i dati sul numero percentuale di apprendisti e sul settore pi diffuso, lalimentare, si allineino con le informa-zioni sulla percezione attuale del settore citate nel precedente capitolo.

    La situazione provinciale evidenzia come il peso assunto dalla Provincia di Milano sia evidente: il 35,8% delle imprese intervistate si trova nel capo-luogo. In merito al dimensionamento, viene sotto-lineata la differenza tra concentrazione assoluta e

    __2

    La ricerca ha proceduto, da un lato, circoscrivendo aprioristicamente i settori su cui condurre lindagine sul campo e, dallaltro, preselezionando le impre-se potenzialmente afferen-ti allartigianato artistico e tradizionale mediante un controllo condotto sugli elenchi dellAlbo delle Imprese Artigiane. Per maggiori dettagli si veda: IReR, Lartigianato Artistico e Tradizionale in Lombardia, Milano 2004, pp. 4-11.

  • 60 61

    relativa3 di imprese, volendo definire la situazione attuale e la vocazione emergente.Milano vede come pi diffuso il settore della foto-grafia e design, seguito dal tessile unito allabbiglia-mento e da quello del mobile: insieme i tre settori compongono il 42,1% delle attivit artistico - tra-dizionali dellartigianato milanese. Anche in termini relativi il settore fotografia e design in evidenza, integrandosi nella filiera della moda e della pubbli-cit.

    La specializzazione delleconomia milanese permette di comprendere meglio alcune peculiarit che si potrebbero difficilmente immaginare in una grande metropoli. rispetto alla media lombarda, le imprese milanesi hanno pi solidi legami produttivi con il territorio in cui operano, utilizzano in modo relativamente pi intensivo tecniche produttive ma-nuali e tecniche commerciali sia dirette (vendita su com-messa del consumatore) che mediate (e-commerce). Il comparto prevalente quello artistico. Le performance produttive registrate negli ultimi anni dagli artigiani milanesi sono meno soddisfacenti di quelle medie regionali, mentre la dinamica occupazionale si attesta-ta su livelli prossimi a quelli medi. In futuro la produzione dovrebbe muoversi in linea con le dinamiche regionali, mentre loccupazione dovrebbe far registrare performan-ce migliori della media lombarda.4

    3__

    Per ciascuna provincia si analizzano i settori di

    specializzazione (concen-trazione assoluta) e quelli di vocazione (concentra-zione relativa di imprese

    supeiore di almeno 5 punti percentuali alla

    media regionale).

    4__

    IReR, Lartigianato Artistico e Tradizionale in Lombardia, Milano 2004,

    p. 51.

    immagine__

    ELBA (a cura di E. Dalla Libera), Mestieri

    da Difendere. Lindagine regionale, Milano 2004.

  • which are the main sectors in Lombardy?traditional & artistic craft: regional datas by sectors

    alimentare

    0 2 4 6 8 10 12 14 16

    mobili e varie

    foto e design

    tessile

    legno

    pelletteria

    abbigliamento

    carta ed editoria

    prodotti metallici

    orologi e gioielli

    min. non metall.

    edilizia

    creaz. artistiche

    14,5%

    10,9%

    10,4%

    10,4%

    8,9%

    8.5%

    6,8%

    5,5%

    5,0%

    4,8%

    3,3%

    2,5%

    8,5%

    dati: Lartigianato artistico e tradizionale in Lombardia, IRER, Milano, giugno 2004

  • 19%

    15%

    13%

    CR

    35%

    16%10%

    VR

    18%

    15%

    15%

    CO

    22%

    15%

    11%

    PA14%

    11%

    11%

    11%

    LO 43%

    19%

    9%

    MN

    24%

    17%

    9%9%

    BS

    20%

    16%

    11%

    BG

    26%

    14%

    12%

    SO

    20%

    14%

    11%11%

    LC

    16%

    14%

    13%

    MI

    primi tre settori per i quali ciascuna provincia presenta una concentrazio-ne assoluta di imprese

    settori per i quali ciascuna

    provincia presenta una

    concentrazione relativa di

    imprese

    tutti i restanti settori (per i quali ciascuna provincia non presenta una concentrazione assoluta di imprese)

    which are the main sectors in Lombardy?traditional & artistic craft: provincial datas by sectors

    tradition or just the trend?

  • 66 67

    Se gi difficile tracciare una linea di confine tra lambito artistico e tradizionale e luniverso delle at-tivit artigiane, risulta altrettanto complesso cercare di definire, allinterno del sotto-insieme individuato, tutti quei settori in declino: come si pu ben im-maginare, anche per questo approfondimento non si dispongono di rilevazioni quantitative in grado di dimensionare il fenomeno.

    Per poter avvicinarsi ad un elenco verosimile sta-ta utilizzata lindagine inserita nel Progetto AZIMUT (Azioni integrate per i mestieri di utilit e tradizio-ne) dell Ente Lombardo Bilaterale dellArtigianato (ELBA), nominata Mestieri da difendere5 e datata Marzo 2004. Oltre a ribadire le difficolt in merito alla classificazione della singola impresa, la ricerca sottolinea alcune importanti premesse. Innanzitut-to, ritiene che largomento di ricerca rimanda ad un concetto, lestinzione di una esperienza professionale, che suscettibile di valutazioni diversificate e su cui difficile raggiungere un grado di elevato consenso6; in se-condo luogo rileva la confusione dovuta allutilizzo di uno stesso criterio di classificazione per nominare tipici mestieri di antica ascendenza e figure professionali che sono il risultato della trasformazione recente di queste atti-vit7; infine denuncia la fatica dovuta al dubbio insito nel considerare il declino di certi mestieri come un fattore di scadimento effettivo e non un semplice muta-mento di forme organizzative.8 A fronte di tali difficolt, lindagine ha cercato di valorizzare i saperi sociali e le esperienze presenti sul territorio, ricorrendo alle conoscenze possedute dai soggetti che operano

    3.2 SECTORS / DEVELOPMENT - EXTINTION TREND

    5__

    ELBA (a cura di E. Dalla Libera), Mestieri

    da Difendere. Lindagine regionale, Milano 2004

    6__

    Ivi, p. 3

    7__

    Ivi, p.3

    8__

    Ivi, p.3

    stabilmente nel settore: rappresentanti delle asso-ciazioni imprenditoriali e dei lavoratori, testimoni delle culture produttive locali, operatori del settore, amministratori, formatori, storici, ecc.

    Dal punto di vista operativo, lindagine ha previsto la somministrazione, ai diversi soggetti sopraindi-cati, di un questionario (per un totale di 142) da cui si potuto procedere alla mappatura dei mestieri potenzialmente sensibili ad azioni di tutela e di ri-lancio. La mappa stata costruita sulla base di due indici ricavati da un giudizio richiesto direttamente ai soggetti coinvolti: il valore di rischio estinzione e la possibilit di sviluppo9. Tramite due metodologie di calcolo10, basate sul confronto del dato di ciascun mestiere con il dato medio regionale, ogni settore si posiziona automaticamente in uno dei quattro qua-dranti cos generati:

    critici: risentono di condizioni che ne mettono a ri-schio la sopravvivenza, ma mostrano possibilit di crescita;

    in declino: manifestano una critica tendenza allestin-zione;

    in sviluppo: mostrano unapprezzabile capacit di tenuta sul mercato, prospettando anche delle oppor-tunit di consolidamento;

    statici: la loro presenza non viene messa in discus-sione dallandamento del mercato, ma non prospetta possibilit significative di evoluzione.11

    Rappresentando la situazione pi compromessa, la nostra indagine ha voluto concentrarsi sui setto-ri che risultano in declino: metalli comuni, legno, cuoio, pelletteria e calzature, fotografia e disegno, abbigliamento, tessile, strumenti musicali, carta e affini. Quindi, si deciso di indagare le cause di rischio a livello delle specifiche attivit.

    __9

    Per collocare ciascun me-stiere in questa mappa stato chiesto ai testimoni di esprimere un giudizio sul rischio di estinzione e sulle possibilit di sviluppo da 1 (basso) a 5 (alto).

    __10

    Il primo metodo ha previ-sto, per ciascun mestiere, il confronto tra la media dei giudizi espressi sul rischio estinzione e sulle possibilit di sviluppo con le medie ottenute per i due fattori a livello regionale per tutti i mestieri.Il secondo metodo ha previsto lelaborazione di due indicatori (IRE indi-catore rischio estinzione, IPS, indicatore possibilit di sviluppo) a partire dai punteggi espressi con i giudizi. Per maggiori dettagli si veda:ELBA (a cura di E. Dalla Libera), Mestieri da Difendere, Milano 2004, pp. 7-9

    __11

    ELBA (a cura di E. Dalla Libera), Mestieri da Di-fendere, Milano 2004, p. 9

  • which sectors are declining? ..which ones are critical? which static? and which in development?

    0,05

    0,10

    0,15

    0,20

    0,25

    0,30

    0,35

    0,40

    0,45

    0,50

    0,10 0,20 0,30 0,40 0,50 0,60 0,70 0,80 0,90

    decorazioni

    alimentari

    metalli pregiati

    servizi e riparazioni

    metalli comuni legno

    tappezzeria

    cuoio, pelletteria e calzature

    produttore parrucche

    vetro e ceramica

    fotografia e disegno

    abbigliamento

    tessile

    strumentimusicali

    carta e affini

    restauro

    indice rischio estinzione

    IN SVILUPPO(in development)

    ind

    ice p

    ossib

    ile s

    vilu

    pp

    o

    STATICI

    i.r.e. < i.r.e. medioi.p.s. > i.p.s. medio

    (static)

    i.r.e. < i.r.e. medioi.p.s. < i.p.s. medio

    CRITICI(critical)

    i.r.e. > i.r.e. medioi.p.s. > i.p.s. medio

    (declining)

    i.r.e. > i.r.e. medioi.p.s. < i.p.s. medio

    IN DECLINO

    regionalaverage

    regi

    onal

    aver

    age

  • 70 71

    3.3 ACTIVITIES / LACK OF WORKERS AND LACK OF DEMAND

    Le attivit che compongono i vari settori in declino in linea di massima non si discostano dallelenco del DPR 288/2001. Per analizzare nello specifico lentit della situazione in cui si trovano stato pre-so in considerazione lelenco dei fattori di rischio riportati dallindagine Azimut: mancanza di doman-da, mancanza di personale, mancanza di ricambio imprenditoriale, concorrenza, altro.Sulla base delle risposte ottenute dal questionario distribuito si potuto tracciare un resoconto della condizione in cui riversano le attivit di ciascun set-tore cercando di mettere in relazione le cause di ri-schio tra loro. Di seguito viene riportata una sintesi di ci che emerso12.

    - abbigliamento: in molte delle sue attivit, riflette lincertezza di una difficile situazione di mercato specialmente dovuta allaggressivit delle produ-zioni industriali; dove la difficolt non dipende da carenza di domanda o concorrenza, si intende che la valorizzazione dellimmagine che viene meno.

    - carta e affini: sono esposte soprattutto al calo della domanda e difficilmente se ne intravede una rivitalizzazione, ad esclusione delle produzioni fun-zionali alla realizzazione/recupero del libro rilegato.

    - cuoio pelletteria e calzature: le attivit che si foca-lizzano su una categoria di prodotti subiscono so-

    12__

    Sintesi delle principali considerazioni riportate

    nellindagine Mestieri da difendere marzo 2004,

    derivanti dallanalisi dei risultati del questionario

    sottoposto e dei focus ter-ritoriali pi approfonditi.

    prattutto la difficolt nel reclutare nuovo personale ed indicano la causa principale nella concorrenza delle produzioni standardizzate e nella scarsa valo-rizzazione dellimmagine del mestiere.

    - fotografia e riproduzione di disegni e pittura: lad-dove si utilizzano metodologie pioneristiche della rappresentazione visiva, subiscono la pressione delle nuove tecnologie di trattamento delle imma-gini.

    - legno e affini: va distinto in tre tipologie di mestie-re differente, cio lavorazioni di elementi di arredo, produzione di oggetti o strumenti e lavorazione ar-tistica del legno. Il primo vede difficolt nel reperi-re nuove leve con corrispondente basso profilo di sviluppo; il secondo ed il terzo tipo risentono della scarsit di richieste per oggetti ormai di scarso uti-lizzo.

    - metalli comuni: si distinguono le lavorazioni con contenuto estetico e altre lavorazioni ad uso comu-ne e non. Nel primo caso, esclusa la produzione di elementi artistici e di bigiotteria, il rischio estinzione dovuto fortemente al carente ricambio e alla man-canza di domanda per effetto della concorrenza di prodotti standardizzati. Nelle lavorazioni comuni e non, escluse le attivit come il lattoniere ed il mani-scalco, si prevede uno scarso sviluppo del mercato specifico dovuto ad una carente domanda ed allo scarso appeal dei mestieri.

    - tessile: risentono di due principali difficolt quali lutilizzo sempre maggiore di manufatti di produzio-

  • 72 73

    ne standardizzata e la forte concorrenza che utiliz-za produzioni provenienti da paesi a basso costo del lavoro. Da questo si origina la scarsa attrazione per nuove leve di lavoro.

    - strumenti musicali: sono un ambito molto partico-lare che dipende dalla diffusione ed utilizzo dello strumento stesso; ad esclusione dellaccordatore e del liutaio, il rischio estinzione appare molto elevato a causa della difficolt della domanda e dalla diffu-sa carenza di personale di ricambio imprenditoriale

    Ultimata lanalisi approfondita della ricerca Azimut, si giunti a individuare 79 attivit in declino divise in 8 settori.

    Poich il campo appare ancora eccessivamente ampio per poter definire degli indirizzi strategici precisi e traducibili in una proposta progettuale ve-rosimile, si deciso di applicare un ulteriore grado di filtro allelenco ottenuto. Quindi, abbiamo voluto rielaborare i dati Azimut con lo specifico obbiettivo di isolare alcune attivit allinterno dei settori in de-clino. Va premesso che le considerazioni messe in gioco sono derivate soprattutto dalle informazioni in merito alla percezione oggi dellartigianato artistico e tradizionale (cap. 2) e dalle obbiettive possibilit di azione che i dati ci permettevano. Detto ci, stato escluso dalle nostre considerazio-ni il fattore concorrenza, perch legato a comples-se tematiche di maggiore portata, mentre sono stati considerati quei tre fattori su cui ipotizzabile una-zione strategica risolutrice: mancanza di domanda, mancanza di ricambio imprenditoriale e mancanza di personale. Se i valori del primo fattore sono stati considerati esattamente come indicati nella ricerca

    Azimut, per gli altri due stata effettuata una sinte-si, definendo il nuovo fattore mancanza di risorse umane, descrivibile come la carenza generale di persone coinvolte nellattivit, il cui valore stato ricavato dalla somma dei valori dei due fattori sinte-tizzati. Filtrare lelenco delle attivit in questo modo, permette di concentrarsi su quei mestieri che ve-dono nella mancanza di nuove forze imprenditoriali e lavoratrici un forte disagio, ma che al contempo possono prospettare un futuro vista la discreta ri-chiesta sul mercato.

    Nel dettaglio, prima sono stati calcolati i valori medi dei due fattori di rischio (mancanza di domanda e mancanza di risorse umane) considerando luniver-so delle attivit in declino (79) in modo tale da otte-nere un dato generale che va oltre il singolo settore. Successivamente stato preso il dato percentuale specifico dei due fattori per ciascuna attivit, e lo si rapportato con il valore medio calcolato in prece-denza. Seguendo questo procedimento si potuto costruire un grafico per ogni singolo settore consi-derato in declino, evidenziando solo le attivit che presentano il valore percentuale della mancanza di domanda e della mancanza di risorse umane ri-spettivamente minore e maggiore del valore medio degli stessi.

  • confezionista di costumi teatrali

    conferzionista di pellicce su misura

    confezionista generico

    confezionista su misura di berretti e cappelli

    orlatrice foulard a mano

    ricamatrice

    sarto e confezionista di capi su misura

    confezionista di capi in pelle su misura

    abbigliamento

    confezionista di costumi teatrali

    conferzionista di pellicce su misura

    confezionista generico

    confezionista su misura di berretti e cappelli

    orlatrice foulard a mano

    ricamatrice

    sarto e confezionista di capi su misura

    confezionista di capi in pelle su misura 20.5 %

    31.6 %

    23.9 %

    0 %

    30.3 %

    0 %

    20 %

    18.2 %

    41 %

    57.9 %

    45.7 %

    0 %

    33.4 %

    0 %

    52 %

    56 %

    LAC

    K O

    F D

    EM

    AN

    DLA

    CK

    OF W

    OR

    KE

    RS

    27.6% 44.5%

    below the average value

    above the average value

    abbigliamento

  • fabbricante di ventagli

    produttore carta mediante essicazione

    produttore di oggetti in carta, cartone e cartapesta

    produttore di oggetti in pergamena

    rilegatore di libri con tecniche tradizionali

    carta e affini

    fabbricante di ventagli

    produttore carta mediante essicazione

    produttore di oggetti in carta, cartone e cartapesta

    produttore di oggetti in pergamena

    rilegatore di libri con tecniche tradizionali

    36.8 %

    36.8 %

    34.8 %

    42.1 %

    33.3 %

    36.9 %

    42.1 %

    39.1 %

    52.7 %

    51.5 %LAC

    K O

    F D

    EM

    AN

    DLA

    CK

    OF W

    OR

    KE

    RS

    27.6% 44.5%

    below the average value

    above the average value

    carta & affini

  • lavorazioni a mano di oggetti in cuoio

    produttore di calzature su misura

    sellaio

    valigiaio

    cuoio pelletteria e calzature

    lavorazioni a mano di oggetti in cuoio

    produttore di calzature su misura

    sellaio

    valigiaio

    10.6 %

    17.5 %

    26.5 %

    15.6 %

    68.1 %

    47.5 %

    58.8 %

    53.1 %

    LAC

    K O

    F D

    EM

    AN

    DLA

    CK

    OF W

    OR

    KE

    RS

    27.6% 44.5%

    below the average value

    above the average value

    cuoio pelletteria & calzature

  • cromista, fotoritoccatore

    dattilografa

    eliografo

    fotografo con tecniche tradizionali

    litografo mediante uso di pietre litografiche

    pittore di scene teatrali e cinematografiche

    riproduttore di disegni per tessitura

    tipografo con macchine tipografiche tradizionali

    acquafortista riproduttore

    fotografia e disegno

    cromista, fotoritoccatore

    dattilografa

    eliografo

    fotografo con tecniche tradizionali

    litografo mediante uso di pietre litografiche

    pittore di scene teatrali e cinematografiche

    riproduttore di disegni per tessitura

    tipografo con macchine tipografiche tradizionali

    acquafortista riproduttore 45.2 %

    31 %

    100 %

    0 %

    22 %

    41.7 %

    30.8 %

    25 %

    16.7 %

    38.7 %

    37.9 %

    0 %

    0 %

    31.7 %

    41.6 %

    53.8 %

    35.8 %

    41.7 %

    LAC

    K O

    F D

    EM

    AN

    DLA

    CK

    OF W

    OR

    KE

    RS

    27.6% 44.5%

    below the average value

    above the average value

    fotografia & disegno

  • legno e affini

    carpentiere per lavori in legno

    corniciaio

    doratore

    ebanista

    impagliatore di sedie, fiaschi e damigiane

    intagliatore - intarsiatore

    parquettista

    produttore di carri, carrelli, carrocci, slitte e simili

    produttore di ceste, canestri, bigonce e simili

    produttore di imbarcazioni tradizionali

    produzione di oggetti in paglia, vimini, bamb e simili

    produzione oggetti in sughero

    produzione di oggetti tipici (botti, tini, mastelli, ecc.. )

    produttori di pipe

    produttori di sedie

    scultore di lavori in opere in legno

    zoccolaio

    falegname

    fabbricazione di paranchi, remi in legno e simili

    carpentiere per lavori in legno

    corniciaio

    doratore

    ebanista

    impagliatore di sedie, fiaschi e damigiane

    intagliatore - intarsiatore

    parquettista

    produttore di carri, carrelli, carrocci, slitte e simili

    produttore di ceste, canestri, bigonce e simili

    produttore di imbarcazioni tradizionali

    produzione di oggetti in paglia, vimini, bamb e simili

    produzione oggetti in sughero

    produzione di oggetti tipici (botti, tini, mastelli, ecc.. )

    produttori di pipe

    produttori di sedie

    scultore di lavori in opere in legno

    zoccolaio

    falegname

    fabbricazione di paranchi, remi in legno e simili

    7.7 %

    14.6 %

    19.4 %

    28.6 %

    50 %

    11.1 %

    24.2 %

    29.6 %

    25 %

    9.4 %

    22.5 %

    12.5 %

    31.3 %

    22.2 %

    44 %

    20.5 %

    39.1 %

    36.8 %

    31.3 %

    64.1 %

    48.8 %

    61.1 %

    46.5 %

    33.4 %

    51.9 %

    36.3 %

    37 %

    54.2 %

    37.5 %

    60 %

    57.5 %

    50 %

    52.8 %

    44 %

    54.5 %

    39.1 %

    31.6 %

    50 %

    LAC

    K O

    F D

    EM

    AN

    DLA

    CK

    OF W

    OR

    KE

    RS

    27.6% 44.5%

    below the average value

    above the average value

    legno & affini

  • arrotino

    carpentiere per lavori artistici in ferro

    fabbricante di coltelli, forbici e altri ferri taglienti

    fabbricante di oggetti artistici in ottone e bronzo

    fabbricante di oggetti artistici in peltro

    fabbricante e manutentore di armi antiche

    fabbro

    fonditore di oggetti d'arte, campane e simili

    lattoniere

    maniscalco

    modellista meccanico

    ramaio e caldraio

    stagnino

    fabbricante di bigiotteria e oggettistica metallica

    fabbricante di attrezzi agricoli con magli ad acqua

    metalli comuni

    arrotino

    carpentiere per lavori artistici in ferro

    fabbricante di coltelli, forbici e altri ferri taglienti

    fabbricante di oggetti artistici in ottone e bronzo

    fabbricante di oggetti artistici in peltro

    fabbricante e manutentore di armi antiche

    fabbro

    fonditore di oggetti d'arte, campane e simili

    lattoniere

    maniscalco

    modellista meccanico

    ramaio e caldraio

    stagnino

    fabbricante di bigiotteria e oggettistica metallica

    fabbricante di attrezzi agricoli con magli ad acqua

    26.5 %

    11.4 %

    43.8 %

    24.1 %

    22.6 %

    0 %

    35.7 %

    57.1 %

    29 %

    37.5 %

    41.2 %

    9.5 %

    34.6 %

    12.2 %

    35.5 %

    55.1 %

    65.7 %

    18.8 %

    41.4 %

    45.1 %

    0 %

    50 %

    33.4 %

    48.4 %

    37.5 %

    41.1 %

    54.8 %

    42.3 %

    56.1 %

    51.7 %

    LAC

    K O

    F D

    EM

    AN

    DLA

    CK

    OF W

    OR

    KE

    RS

    27.6% 44.5%

    below the average value

    above the average value

    metalli comuni

  • liutaio

    produttore di arpe

    produttore di campane

    produttore di corde arminiche

    produttore di organi, fisarmoniche ed armoniche

    produttore di ottoni

    produttore di strumenti a fiato in legno e metallo

    accordatore

    strumenti musicali

    liutaio

    produttore di arpe

    produttore di campane

    produttore di corde arminiche

    produttore di organi, fisarmoniche ed armoniche

    produttore di ottoni

    produttore di strumenti a fiato in legno e metallo

    accordatore 36.8 %

    25.9 %

    29.4 %

    22.2 %

    20 %

    19 %

    15.8 %

    19 %

    52.7 %

    48.1 %

    52.9 %

    61.1 %

    46.7 %

    61.9 %

    63.1 %

    61.9 %

    LAC

    K O

    F D

    EM

    AN

    DLA

    CK

    OF W

    OR

    KE

    RS

    27.6% 44.5%

    below the average value

    above the average value

    strumenti musicali

  • disegnatore tessile

    fabbricante di arazzi

    fabbricante di merletti ricami e lavori ad uncinetto

    materassaio

    produttore di arredi sacri

    produttore di oggetti artistici in stoffa

    tessitore con telaio a mano

    tessitore con telaio a mano di tappeti e stuoie

    tessitore di "pezzotti"

    confezionista di tendaggi e arredamenti su misura

    confezionista di trapunte, copriletto e simili

    tessile

    disegnatore tessile

    fabbricante di arazzi

    fabbricante di merletti ricami e lavori ad uncinetto

    materassaio

    produttore di arredi sacri

    produttore di oggetti artistici in stoffa

    tessitore con telaio a mano

    tessitore con telaio a mano di tappeti e stuoie

    tessitore di "pezzotti"

    confezionista di tendaggi e arredamenti su misura

    confezionista di trapunte, copriletto e simili 31.8 %

    16.2 %

    24 %

    53.8 %

    46.7 %

    35.5 %

    32.7 %

    27.8 %

    30.8 %

    37 %

    47.1 %

    40.9 %

    54 %

    56 %

    30.8 %

    40 %

    45.2 %

    40.8 %

    61.1 %

    61.6 %

    37 %

    29.4 %

    LAC

    K O

    F D

    EM

    AN

    DLA

    CK

    OF W

    OR

    KE

    RS

    27.6% 44.5%

    below the average value

    above the average value

    tessile

  • 90 91

    3.4 SYNTHESIS / WICH ACTIVITIES AT RISK COULD HAVE FUTURE?

    Partiti da un elenco composto da 135 mestieri col-locati in 16 categorie13, con lanalisi dei soli 8 set-tori definiti in declino, si indirizzata lattenzione su 79 attivit: la compresenza di una mancanza di risorse umane superiore alla media14 e di una man-canza di domanda inferiore alla media14, ha per-messo di individuare 29 mestieri,in 6 settori, che risultano a rischio ma di cui verosimile prevedere uno sviluppo futuro.

    Confezionista di pellicce su misura

    ricamatrice

    sarto e confezionista di capi su misura

    artigiano delle lavorazioni di oggetti in cuoio

    produttore di calzature su misura

    sellaio

    valigiaio

    carpentiere per lavori in legno

    corniciaio

    doratore

    falegname

    13__

    Le attivit elencate nellindagine Mestieri da

    difendere, dalle quali si iniziato il procedimento

    di filtraggio, non sono esattamente le stesse in-

    dicate nel DPR 288/2001. Nel decreto vengono

    esemplificate 164 attivit divise in 13 settori e gran

    parte di esse vengono mantenute nellindagine marzo 2004, seppur con

    opportune decurtazioni e riposizionamenti.

    14__

    Il valore medio calcolato sulluniverso della attivit

    considerate in declino (79)

    impagliatore-intarsiatore

    parquettista

    produttore di ceste, canestri, bigonce e simili

    produttore di oggetti in paglia, rafia, vimini

    produttore di pipe

    arrotino

    carpentiere per lavori artistici in ferro

    fabbricante di coltelli, forbici, utensili e altri ferri

    fabbro

    lattoniere

    confezionista di tendaggi e arredamenti

    disegnatore tessile

    liutaio

    produttore di campane

    produttore di corde armoniche

    produttore di organi, fisarmoniche

    produttore di ottoni

    produttore di strumenti a fiato in legno e metallo.

  • synthesis

    ABBIGLIAMENTO

    CAR

    TA & AFFINI

    CU

    OIO

    , PELLETTER

    IA & C

    ALZA

    TUR

    ED

    EC

    OR

    AZ

    ION

    I

    ALIMENTARI

    FOTO

    GR

    AFIA

    E D

    ISE

    GN

    OLE

    GN

    O &

    AFF

    INI

    ME

    TA

    LLI CO

    MU

    NI

    ME

    TA

    LLI PR

    EG

    IAT

    I

    PR

    OD

    UT

    TO

    RE

    DI P

    AR

    RU

    CC

    HE

    RE

    STA

    UR

    O

    SE

    RVIZ

    I & R

    IPA

    RA

    ZIO

    NI

    STR

    UM

    ENTI M

    US

    ICA

    LI

    TAPPEZZERIA

    TESSILE

    VETRO & CERAMICA

    sectors

    AT RISK

    LAC

    K O

    F D

    EMA

    ND

    belo

    w th

    e av

    erag

    e

    LAC

    K O

    F WO

    RK

    ER

    S

    above the average

    so, finally, which are the activities?

    artigiano delle lavorazioni a mano di oggetti in cuoio

    produttore di calzature su misura

    sellaio

    valigiaio

    confezionista di tendaggi e arredamenti su misura

    disegnatore tessile

    conferzionista

    di

    pellicce su

    misura

    ricamatrice

    sarto e confezionista di capi su

    misura

    (camicie, cravatte

    )

    carpentiere per lavori

    in

    legno

    corniciaio

    doratore

    falegname

    intagliatore - intarsiatore

    parquettista

    produttore

    di ceste, canestri, bigonce e simili

    produzione di

    oggetti

    in

    paglia, rafia, vimini, bamb,

    giunco

    e simii

    produttori

    di

    pipe

    arrotino

    carpentiere per lavori artistici in

    ferro

    fabbricante di coltelli, forbici,

    utensili e altri ferri taglienti

    fabbro

    lattoniere

    liutaio

    produttore

    di campane

    produttore

    di corde armoniche

    produttore

    di aorgani,

    fisarmoniche ed armoniche a bocca

    produttore

    di

    ottoni

    produttore

    di

    strumenti a fiato in

    legno e metallo

  • ABSTRACT / itaSebbene la crisi dellartigianato sia legata a una comples-sa rete di cause, la percezione negativa di cui vittima oggi questo comparto e la mancanza di lavoratori nello stesso, possono essere considerate le due cause princi-pali. Per promuovere e far rinascere le attivit artigianali, necessario pertanto, non solo formare artigiani nuovi, ma agire anche sulle altre figure da cui la percezione di questa realt dipende: cio i progettisti, i maestri artigiani e i compratori. I primi devono, infatti, aprirsi al confronto con i secondi, i secondi imparare a collaborare tra loro e gli ultimi riconoscere ed apprezzare la qualit del prodotto artigianale. Solo cos lartigianato sar capace di quella-pertura e innovazione necessaria a rilanciarsi come mo-dello produttivo efficace ai nostri tempi. Insieme portatori o destinatari della logica dellimpresa e cio rispettiva-mente dellidea, della realizzazione e della comunicazione, progettisti, maestri e compratori saranno poi la matrice sulla quale formare i nuovi artigiani. Questo significa che le future imprese dovranno apprendere al contempo a ide-are, realizzare e farsi apprezzare.Un discorso strategico parallelo a questo riguarda poi la diversit culturale e limmigrazione. Le attivit artigianali, infatti, essendo veicolo di tradizione e cultura italiana, po-trebbero rappresentare una delle vie pi efficaci di inclu-sione sociale, mentre i nuovi arrivati, oltre che in cerca di lavoro, sono anche portatori di nuove competenze, valori e culture. Questo rappresenterebbe senzaltro un ottimo modo per supplire la mancanza di personale e, al con-tempo, stimolare cambiamento e innovazione allinterno del comparto stesso

    ABSTRACT / engAlthough the current crisis of craftsmanship is linked to a complex network of reasons, however it is possible yet to identify which are the two main causes. The first one is the negative perception the society has regarding this indu-stry, the second is instead the lack of workers. For these reasons, to promote and revive crafts activities, it is both necessary to train new craftsmen, and act on the subjects from which such perception depends: namely the desi-gners, the master craftsmen and the customers. The first ones have to confront themselves with the second ones, the second ones have to learn to collaborate and the last ones have to recognize and appreciate the quality of craft products. Only in this way the craftsmanship could gain that competitiveness and that innovation spirit required to re-launch itself as an effective production model. Being a part of the whole enterprise logic (ie respectively idea conception, realization and comunication), desi-gners, master craftsmen and customers will be the matrix on which to train new craftsmen. Shortly, this means that the new enterprises will have to learn at the same time how to design, how to make and how to sell their ideas. Another parallel strategic question regards cultural diver-sity and immigration. The craft activities, in fact, being a vehicle of tradition and Italian culture, may represent an effective way of social inclusion. At the same time the newcomers, as well as looking for job, are also bringing new skills, values and cultures. Therefore, this could be a great chance to make up for the lack of workers and, at the same time, foster change and innovation within this industry itself.

    04 strategies

  • 96 97

    4.1 STRATEGIES / WHAT CAN WE DO?

    I sintomi di difficolt sempre pi acuti e numerosi, che da qualche tempo sta mostrando il comparto artigianale (cap. 2 e 3), sono legati a un insieme di cause complesso e in continuo divenire. Di fronte ad una tale complessit, tuttavia, comunque possibi-le risalire a quelle che oggi si possono considerare le cause principali (sulle quali abbiamo convenuto sia possibile agire). Valutando come tali, anzitutto la diffusa percezione negativa legata allartigiana-to in generale, poi (e come conseguenza indiretta) la crescente mancanza di personale che affligge lo stesso, siamo quindi potuti partire ad elaborare strategie dazione coerenti e possibili.

    Le problematiche legate alla bassa considerazione e lo scarso interesse di cui gode lartigiano oggi, non derivano solamente dal ruolo marginale che questa figura tradizionale ha finito per assumere nel tempo: essendo un problema di percezione della societ in senso lato, sono coinvolti contem-poraneamente (attivamente e passivamente) pi soggetti. Per questi motivi, abbiamo ritenuto che sarebbe alquanto riduttivo, probabilmente ineffica-ce, agire soltanto nei confronti del soggetto artigia-no: con lintento di individuare nuovi percorsi di va-lorizzazione necessario, infatti, interrogarsi anche sul punto di vista di chi effettivamente andr a com-prare/commissionare unopera e ricostruire lega-mi con quelle figure che, tradizionalmente, hanno sempre visto nellartigiano la chiave per dare forma alle proprie idee, i progettisti (di qualunque tipo essi siano). ??

    immagine__

    Cartello esemplificativo di uno dei paradossi ormai tristemente diffusi nella realt lavorativa attuale.

  • 98 99

    Laltro importante punto affrontato nelle strategie, riguarda il supplire la mancanza di personale per garantire il normale ricambio generazionale: senza unazione mirata in questa direzione, infatti, qual-siasi altro tentativo isolato di valorizzazione del comparto sarebbe vano. Come gi trattato in pre-cedenza, il patrimonio immateriale (in ogni sua for-ma) pu essere salvaguardato solo se trasmesso (cap. 1): in questottica, diventa pertanto necessa-rio formare nuovi apprendisti. Apprendisti capaci di imparare un linguaggio passato per reinterpretarlo e riadattarlo al presente: i futuri artigiani. La dimen-sione formativa/scolastica sar quindi il modello di riferimento per ogni riflessione progettuale futura.

    La formazione, tuttavia, non deve essere conside-rata solo il vettore attraverso il quale tramandare una parte indicativa del nostro patrimonio imma-teriale (per evitarne lestinzione): la formazione di nuovi artigiani deve essere, infatti, anche e soprat-tutto occasione di cambiamento e innovazione. In questo senso, lo scambio/collaborazione tra ge-nerazioni e tra figure diverse un tentativo di in-vertire quella crescente tendenza di attaccamen-to al passato che sta progressivamente portando lintero comparto alla pressoch totale sterilit. La nostra tesi mira pertanto a proporre una possibile soluzione ai due problemi introdotti sopra (quello percettivo e quello di mancanza) attraverso una nuova educazione o una ri-educazione allinnova-zione delle figure - vecchie e nuove - coinvolte: af-finch queste possano reinventare il proprio ruolo nella societ e maturare una necessaria attitudine al cambiamento.

    La rieducazione degli artigiani volta alla collabo-razione attraverso la produzione: le attivit s