Il Negozio delle Mamme

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Dicembre 2013 la favola di Natale per Emma Sofia. illustrazioni: evarin20

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  • 1. Il negozio delle mamme di Alessandro Gilioli

2. a Emma Sofia 3. Quando seppi che tu dovevi arrivare fui molto contento, amore mio, per presto pensai: non posso fare tutto da solo, pigro come sono. E se sbaglio qualcosa, quando ti preparo la pappa? E se poi ti annoi, a stare soltanto con me? Non sono neppure tanto bravo a cambiare i pannolini! 4. Pensa e ripensa, pensa e ripensa, alla fine mi venne un'idea: quasi quasi ti compro una mamma. Gi, ma dove si comprano le mamme? Chiesi in giro, ma non lo sapeva nessuno. Guardai sui giornali e su Internet, ma non c'era niente. Telefonai perfino al Parlamento, ma non mi aiutarono neppure loro. Ero molto arrabbiato. 5. Cos mi misi a girare per la citt senza meta, guardando solo i miei piedi avanzare uno dopo l'altro. 6. Camminai tantissimo e a un certo punto ebbi un po' di freddo.Allora alzai lo sguardo per vedere dov'ero. Ma non c'erano pi case. Lontano lontano, per, s'intravedeva un'edificio alto alto con un cuore rosso illuminato e una scritta al neon. Cos mi avvicinai. Speravo che ci fosse un bar, un ristorante, un posto in cui prendere qualcosa di caldo. 7. Invece, quando arrivai abbastanza vicino vidi che cosa diceva, quella luce al neon: Negozio delle mamme.Che fortuna! Nemmeno a farlo apposta, avevo trovato proprio quello che stavo cercando! Entrai subito, tutto contento. 8. A pian terreno, era un locale molto grande e luminoso, ma tutto bianco e senza niente dentro. Era completamente vuoto. C'era solo un commesso, con le basette bianche e una livrea blu, accanto a una scala mobile che portava ai piani di sopra. Il commesso mi si avvicin subito e mi chiese, formale: Il signore desidera?. Non sapevo come si comprava una mamma. 9. Allora gli spiegai un po' intimidito che stavi arrivando tu: e che io spesso ero fuori casa per lavoro, e poi pi si pi ci si diverte, no? Il commesso, gelido, mi rispose: Non si preoccupi signore, siamo qui apposta. Le porto a vedere le nostre mamme. Lo seguii sulla scala mobile e al piano di sopra era pieno di mamme. 10. Ma l'odore in quella stanza era tremendo: una via di mezzo tra una palestra e l'ingresso del Coin. Insomma, erano mamme puzzolenti! 11. Mi feci subito portare via, sulla scala mobile che saliva al secondo piano. L c'erano tante altre mamme, mi spieg il commesso. E l, in effetti, non si sentiva neppure cattivo odore. 12. Ma quando toccai il braccio di una mamma, mi sembr una grattugia del formaggio! E la pelle di un'altra era come il muro scrostato di una vecchia casa al mare. Accidenti, erano mamme ruvide! 13. Scossi la testa, guardando il commesso, e lui impassibile mi port al terzo piano. L c'erano altre mamme che chiacchieravano tra loro, ridacchiando: ma non capivo bene che cosa dicessero. 14. Cos mi avvicinai e compresi che stavano parlando di una trasmissione televisiva che avevano visto la sera prima. Era quella di Maria De Filippi. Allora ho capito: erano mamme stupide! 15. Niente, bisognava salire ancora. Cos arrivammo al quarto piano. L le mamme non puzzavano e non erano nemmeno ruvide. 16. Ma avevano tutte i capelli tinti, due dita di cerone sul viso e le labbra gonfie; si stavano truccando e parlavano di smalti guardandosi allo specchio. Non mi piacevano proprio: erano mamme finte! 17. Scossi di nuovo la testa e cos il commesso mi port al quinto piano. 18. Ma proprio mentre stavo arrivando io, l due mamme iniziarono a insultarsi tra loro per via di una borsetta che volevano tutt'e due, mentre altre mamme stavano urlando per mangiarsi una torta. Quattro o cinque facevano a botte senza che si capisse neppure il perch. Porca miseria se erano mamme litigiose! 19. Al settimo piano, invece, c'era un silenzio assoluto: tutte le mamme avevano vestiti neri stretti stretti. Camminavano con la schiena dritta dritta come una scopa, il mento all'ins e le sopracciglia inarcate. Alcune avevano al guinzaglio un barboncino bianco, altre avevano le dita piene di brillanti. Erano davvero mamme altezzose! 20. Allora il commesso mi port all'ottavo piano. Qui le mamme per erano in tailleur e stavano preparando presentazioni in power point, usando parole che non capivo come nikkei. Aiuto, ero finito tra le mamme manager! 21. A quel punto il commesso non sapeva pi cosa fare: Insomma, si pu sapere che mamma vuole lei?, mi disse piuttosto scocciato. Io mi fermai un po' a riflettere. Poi gli dissi: Dev'essere una mamma morbida e deve odorare di mare oppure di prato. 22. Poi dev'essere autentica, dal cuore puro e dalla coscienza verticale. Ah, naturalmente non deve darsi troppe arie, perch noioso chi si prende sul serio. Poi aggiunsi, sorridendo: E un'ultima cosa, se possibile: dovrebbe avere un sedere che parla. Sa com'!. Il commesso allarg le braccia: Guardi in giro, magari trova qualcuna che le piacer, mi disse. E se ne and. 23. Cos rimasi solo, l all'ottavo piano. Mi guardai in giro, mentre attorno le mamme manager parlavano di business plan Guardai verso il soffitto, forse per disperazione. E l vidi una scaletta a pioli che andava dritta dritta verso una botola buia. Allora salii, su nel solaio. 24. C'era solo una mamma, che stava leggendo un libro seduta per terra, al lume di una candela. Aveva gli orecchini doro, la faccia buffa e un collo lungo come non lavevo mai visto. Non so che cosa ci facesse l, ma era bellissima. Anzi, perfetta. 25. La guardai e capii in un attimo che l'avevo trovata.E s, era la tua mamma, amore mio. 26. Copyright Alessandro Gilioli2013