IL DISCORSO POLITICO UNA PRATICA SEMIOTICA .L’emittente propone...

download IL DISCORSO POLITICO UNA PRATICA SEMIOTICA .L’emittente propone un’immagine di s© e un’immagine

of 39

  • date post

    14-Feb-2019
  • Category

    Documents

  • view

    215
  • download

    0

Embed Size (px)

Transcript of IL DISCORSO POLITICO UNA PRATICA SEMIOTICA .L’emittente propone...

IL DISCORSO POLITICO UNA PRATICA SEMIOTICA

COMPLESSA

Che cos il linguaggio politico?

Difficolt di definizione

Prospettive disciplinari diverse

Linguaggio/discorso

Differenza tra la prospettiva semiotico-linguistica e altri modelli noti di analisi del linguaggio politico

Edelman, The Symbolic Uses of Politics, 1976 (tr. it. 1986): Tre variabili: emittente, argomentazione, destinatario Quattro stili di discorso politico:

Esortativo (epidittico): campagne elettorali, marketing di partiti e candidati;caratteristiche: drammatizzazione ed emotivit; finalit: conquistarelattenzione dei destinatari.

Giuridico: attivit legislativa, produzione di testi normativi, costituzionali;caratteristiche: flessibilit e apertura interpretativa.

Amministrativo (burocratese): caratteristiche: tecnicismi, precisione;accuse di autoreferenzialit, bizantinismi; interventi di semplificazione.

Contrattazione: negoziazione tra le parti (sindacati, partiti, ecc.)

Limiti: eterogeneit dei tipi individuati da Edelman; necessit diindividuare un campo pi ristretto e specifico.

Cedroni e DellEra, Il linguaggio politico, Carocci, 2002

Individuano quattro funzioni del linguaggio: Rituale Evocativa o simbolica Persuasiva LegittimanteDa cui derivano tre tipi di linguaggio politico:- Rivoluzionari- Totalitari- Della crisi

In questo modello prevalgono gli aspetti semantici e ideologici

Limiti: questa impostazione fa perdere di vista laspetto pi innovativo della

classificazione di Edelman: il riferimento ai contesti istituzionali; Non si pu partire da funzioni costruite arbitrariamente per costruire una

tipologia del linguaggio politico.

Prospettiva linguistica e semiotica Rilevanza dei contesti e delle singole produzioni linguistiche.

Ricerca dei sensi che si nascondono nella forme dellespressione.

Necessit di partire dalle situazioni di enunciazione, dai contesti comunicativi, che coinvolgono diversi attori e spettatori.

Individuazione di generi prototipici del discorso politico (Van Dijk, What is political discourse analysis?, 1997): Incontri e dibattiti istituzionali (attivit parlamentare e governativa) Programmi dei partiti Propaganda elettorale

Il linguaggio politico un insieme dai contorni sfumati (fuzzy set), composto da una costellazione di generi.

Discorso politico

Definire semiotico il discorso politico significa innanzitutto privilegiare tre fondamentali criteri di analisi:

a) uno sguardo attento alle relazioni, anzich alle singole componentie ai singoli soggetti della politica

b) un presupposto di significazione, che lega il piano sensibile-espressivo della prassi politica al piano intelligibile dei valori politici

c) lassunzione dello spazio politico come spazio comunicativo e nonsemplicemente informativo.

Prospettiva diversa dalla Content Analysis: non cosa dice il politico macome lo dice e come costruisce il suo destinatario.

Ogni discorso pu essere analizzato su tre livelli:

dimensione di enunciazione: chi parla a chi

contenuto proposizionale: atto di riferimento e atto di predicazione: cosa viene detto

forza illocutoria: come viene detto, con quale intenzione comunicativa.

Dimensione di enunciazione Chi parla? Come? Si appalesa o si nasconde? Si assume la responsabilit di ci che dice oppure la delega ad altri?

A chi parla? A qualcuno che vuole sapere o che deve sapere?

Che rapporto c tra questi due soggetti? Di accordo tra parti paritetiche, di fiducia incondizionata, di

coappartenenza, oppure gerarchico e asimmetrico; di conflitto,provocazione

Come si costruisce il patto comunicativo?

Soggetti empirici e soggetti simulacrali

Testo

E. tore E.tario

E.tore E.tario

Ricevente empirico

Emittente empirico

Cfr. Eco, Lector in fabula, Bompiani 1979.

Mezzi per prevedere un lettore modello

Scelta della lingua e della variet di lingua

Scelta di un patrimonio lessicale e stilistico

Scelta del tipo di enciclopedia

Dispositivi enunciativi

Che tipo di patto comunicativo si stabilisce tra emittente e destinatario?

Lemittente propone unimmagine di s e unimmagine del suo destinatario, e lo stesso fa il destinatario > Patto comunicativo, da cui dipende lefficacia comunicativa finale (cognitiva, passionale, pragmatica)

Enunciatore ed Enunciatario sono variamente caricati allinterno del testo di valori modali:

volere, dovere, sapere, potere

LEnunciatario pu essere modalizzato nel senso del dovere e lEnunciatore pu essere presentato come dotato di sapere, volere (discorso didattico); LEnunciatario pu essere modalizzato nel senso del volere, e lEnunciatore presentato come dotato di sapere, volere (discorso della informazione).

Due macro-strategie enunciazionali

Effetti di referenzializzazione Effetti di oggettivazione

Stile soggettivante (dbrayage enunciazionale): lenunciatore si annuncia in modo pimarcato ed esplicito, orientando il discorso da uno specifico punto di vista.

Stile oggettivante (dbrayage enunciativo): tende a presentare il discorso senza, almenoapparentemente, intermediazioni soggettive.

La prima strategia tende a costruire un effetto di illusoria e parziale identificazione tra isoggetti empirici dellenunciazione (autore e lettore di un testo) e i soggetti dellenunciato, laseconda, al contrario, produce un effetto di maggiore distanza.

Dispositivi enunciativi

Elementi indessicali: Pronomi personali (io, noi, impersonale) Pronomi dimostrativi

Come si rivolge il parlante al destinatario? Strategie della distanza (impersonali) Strategie di ammiccamento (uso del tu) Strategie di prossimit (io+tu) Strategie di complicit (far parlare il tu / assunzione di un

soggetto collettivo: noi)

Strategia della distanza

1. Distanza pedagogica Differenza tra enunciatore ed enunciatario: il primo tiene a distanza il secondo:

guida, mostra, spiega, consiglia; lenunciatario rappresentato come un soggettoche ascolta, capisce, trae profitto dai consigli.

Universo del discorso fortemente gerarchizzato.

2. Distanza non pedagogica (informativa) Lenunciatore si limita a produrre delle affermazioni sul registro impersonale: non ci

sono marche di interpellazione, ma discorsi costruiti alla terza persona comeavviene nel genere del reportage oggettivizzato;

Non sono presenti nemmeno gerarchizzazioni delluniverso del sapere, ma si fapiuttosto ricorso a una giustapposizione non classificatoria dei temi.

Strategia della complicit

Costruzione di un soggetto che prende la parola in prima persona, lenunciatariostesso viene fatto parlare e rappresentato come enunciatore.

Dialogo tra enunciatore e enunciatario, attraverso il quale si istituisce una comunit di valori condivisa.

Voce della comunit: noi inclusivo (io+tu).

Cfr. G. Manetti, Lenunciazione, Mondadori Universit 2008: 165.

Il discorso politico non (o almeno solo in parte) discorso rappresentativo.Non un insieme di enunciati in rapporto cognitivo-referenziale con il reale.

Anzich mirare ad una rappresentazione fedele degli eventi, il discorsopolitico costruisce il suo soggetto in forma attanziale (Greimas 1966), ciocome un sistema di ruoli in correlazione al suo antisoggetto (la figura delrivale, dellantagonista); fabbrica il profilo del destinatario con cui istituirecomplici legami fiduciari, pianifica la circolazione di saperi, poteri e doveri.

Adotta sempre strategie di enunciazione, comprese tra i due poli delladistanza e della complicit.

(Desideri, La comunicazione politica: dinamiche linguistiche e processidiscorsivi, in S. Gensini, Fare comunicazione, 2006: 165-192)

Lenunciazione nel discorso politico

Caratteri del discorso oggettivante Sequenze referenziali e veridittive: trasmissione del sapere

Uso della terza persona e della forma impersonale: il soggetto dellenunciazione occultatoallinterno del proprio enunciato: dbrayage enunciativo

Forme discorsive descrittive, scientifiche, storiche

Assenza di confronti con altri enunciati

Il fine spingere il ricevente a identificarsi con i contenuti dei messaggi

Ladesione delluditorio presupposta

Gli oggetti di accordo restano impliciti

Un discorso oggettivo con stile neutro in terza persona pu essere altrettanto persuasivo diun discorso soggettivo.

Marche linguistiche ed enunciative della strategia della complicit

Sul piano linguistico:domesticazione: ricerca di un linguaggio condiviso, ricorso a tipiche espressioni del parlatometafore e metaplasmiIconicit

Sul piano della testualit:preferenza per la funzione ludica e fatica (brillantezza)

Sul piano comunicativo:scelta di forme dialogiche e informalinoi inclusivo

Noi Nei pronomi personali, il passaggio dal singolare al plurale non implica

una semplice pluralizzazione: noi non una molteplicit di oggettiidentici, ma un congiungimento tra lio e il non-io; in noi sempre io chepredomina in quanto non vi noi che a partire da io, e questo io, per lasua qualit trascendente, si assoggetta lelemento non-io. La presenzadellio costitutiva del noi.

Noi si dice in un modo per me+voi (forma inclusiva) e in un altro perme+loro (forma esclusiva). In ognuna delle due forme ci che predomina una persona, io nellesclusivo (che comporta il congiungimento con lanon-persona), tu nellinclusivo (che comporta il congiungimento dellapersona non soggettiva con io implicito [] nel noi inclusivo, che sioppone a lui, loro, il tu a essere mes