III domenica di Quaresima Anno C

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Sussidi per la liturgia

Transcript of III domenica di Quaresima Anno C

  • Cel. Signore, perdono del Padre, abbi pietdi noi. Ass. Signore, pietCel. Dio onnipotente abbia misericordia dinoi, perdoni i nostri peccati e ci conduca allavita eterna. Ass. AmenNon si dice il GloriaCOLLETTACel. Dio misericordioso, fonte di ognibene, tu ci hai proposto a rimedio del pec-cato il digiuno, la preghiera e le opere dicarit fraterna; guarda a noi che ricono-sciamo la nostra miseria e, poich ci oppri-me il peso delle nostre colpe, ci sollevi latua misericordia. Per il nostro SignoreGes Cristo... Ass. AmenOppure:Cel. Padre santo e misericordioso, che maiabbandoni i tuoi figli e riveli ad essi il tuonome, infrangi la durezza della mente e delcuore, perch sappiamo accogliere con lasemplicit dei fanciulli i tuoi insegnamen-ti, e portiamo frutti di vera e continua con-versione. Per il nostro Signore GesCristo... Ass. Amen

    La prima lettura riprende uno dei testi pi impor-tanti della storia della salvezza: la rivelazione diDio sullOreb. La libert che Jhwh opera uncammino di liberazione: liberi dalla schiavit per

    ANTIFONA DINGRESSO in piediI miei occhi sono sempre rivolti al Signo-re, perch libera dal laccio i miei piedi.Volgiti a me e abbi misericordia, Signore,perch sono povero e solo.Oppure:Quando manifester in voi la mia santi-t, vi raccoglier da tutta la terra; viasperger con acqua pura e sarete purifi-cati da tutte le vostre sozzure e io vi daruno spirito nuovo, dice il Signore.Cel. Nel nome del Padre e del Figlio e delloSpirito Santo. Ass. AmenCel. La grazia e la pace di Dio nostro Padree del Signore nostro Ges Cristo sia con tuttivoi. Ass. E con il tuo spiritoATTO PENITENZIALECel. Fratelli e sorelle, Cristo la nostra roc-cia, lacqua della vita: confessiamo i nostripeccati.(Breve pausa di silenzio)Cel. Signore, che ci chiami ogni giorno allaconversione del cuore, abbi piet di noi.Ass. Signore, pietCel. Cristo, morto per i nostri peccati, abbipiet di noi. Ass. Cristo, piet

    3 DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO C (viola) 3 MARZO 2013

    IIo sono colui che sono. Adonaj, Jhav, il nomemisterioso dellEterno che per sempre si lega al suopopolo. Non si tratta di un Dio che sta sopra la sto-

    ria della sua gente, bens dellOnnipotente che si spor-ca le mani, che entra nel vissuto dei suoi figli. La Liturgiadella Parola di questa domenica afferma chiaramenteche il Signore parla attraverso la storia del suo popoloe la dirige. Uno dei primi attributi riconosciuti a Jhav, quello di guida. Si! Dio colui che ci guida: averefede significa lasciarsi guidare da lui, camminare per isuoi sentieri. La rivelazione che ebbe Mos sul monteOreb lascia intendere che il Signore garante della vitae del futuro del suo popolo: perch un Dio che c eche sar sempre presente in mezzo alla sua gente.LEucaristia che celebriamo ci aiuta a rispondere con generosit, gratitudine e fedelt allamo-re misericordioso di Dio che ci ha donato suo Figlio. Possiamo pensare e agire come figli diDio che confidano nella grazia del Signore pi che nelle proprie forze o sicurezze.

  • Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio diGiacobbe mi ha mandato a voi. Questo ilmio nome per sempre; questo il titolo concui sar ricordato di generazione in genera-zione.Parola di Dio. Ass. Rendiamo grazie a DioSALMO RESPONSORIALE (Sal 102)Rit. Il Signore ha piet

    del suo popolo

    Benedici il Signore, anima mia, quanto inme benedica il suo santo nome. Benedici ilSignore, anima mia, non dimenticare tutti isuoi benefici. Rit.Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tuttele tue infermit; salva dalla fossa la tua vita,ti circonda di bont e misericordia. Rit.Il Signore compie cose giuste, difende idiritti di tutti gli oppressi. Ha fatto conosce-re a Mos le sue vie, le sue opere ai figlidIsraele. Rit.Misericordioso e pietoso il Signore, lentoallira e grande nellamore. Perch quanto ilcielo alto sulla terra, cos la sua misericor-dia potente su quelli che lo temono. Rit.SECONDA LETTURADalla prima lettera di san Paoloapostolo ai Cornzi (10,1-6.10-12)1Non voglio che ignoriate, fratelli, che inostri padri furono tutti sotto la nube, tuttiattraversarono il mare, 2tutti furono battezza-ti in rapporto a Mos nella nube e nel mare,3tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale,4tutti bevvero la stessa bevanda spirituale:bevevano infatti da una roccia spirituale cheli accompagnava, e quella roccia era ilCristo. 5Ma la maggior parte di loro non fugradita a Dio e perci furono sterminati neldeserto. 6Ci avvenne come esempio pernoi, perch non desiderassimo cose cattive,come essi le desiderarono.10Non mormorate, come mormorarono alcu-ni di loro, e caddero vittime dello stermina-tore. 11Tutte queste cose per accaddero aloro come esempio, e sono state scritte pernostro ammonimento, di noi per i quali arrivata la fine dei tempi. 12Quindi, chi crededi stare in piedi, guardi di non cadere.Parola di Dio. Ass. Rendiamo grazie a Dio

    camminare alla presenza del Signore. la gran-de teofania del roveto ardente: le promesse fattead Abramo trovano compimento ora.La seconda lettura ci fa comprendere come laScrittura sia utile a correggere, ad ammaestrare,a convincere, a formare alla giustizia. Vengonoricordati i fatti dellesodo come esempio dinse-gnamento. Dio parla attraverso la storia del suopopolo.Il Vangelo contiene un invito forte alla conversio-ne: senza questo cambiamento siamo destinati amorire spiritualmente. Ges utilizza due fatti dicronaca per lanciare la sfida della conversione.Tutti siamo peccatori: se Dio non ci ha colpiti perch aspetta i frutti che sono il risultato di unavera penitenza.PRIMA LETTURA SedutiDal libro dellsodo (3,1-8a.13-15)In quei giorni, 1mentre Mos stava pascolan-do il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdotedi Madian, condusse il bestiame oltre ildeserto e arriv al monte di Dio, lOreb.2Langelo del Signore gli apparve in unafiamma di fuoco dal mezzo di un roveto.Egli guard ed ecco: il roveto ardeva per ilfuoco, ma quel roveto non si consumava.3Mos pens: Voglio avvicinarmi a osser-vare questo grande spettacolo: perch ilroveto non brucia?. 4Il Signore vide che siera avvicinato per guardare; Dio grid a luidal roveto: Mos, Mos!. Rispose:Eccomi!. 5Riprese: Non avvicinartioltre! Togliti i sandali dai piedi, perch illuogo sul quale tu stai suolo santo!. 6Edisse: Io sono il Dio di tuo padre, il Dio diAbramo, il Dio di Isacco, il Dio di Gia-cobbe. Mos allora si copr il volto, perchaveva paura di guardare verso Dio.7Il Signore disse: Ho osservato la miseriadel mio popolo in Egitto e ho udito il suogrido a causa dei suoi sovrintendenti: cono-sco le sue sofferenze.8Sono sceso per liberarlo dal poteredellEgitto e per farlo salire da questa terraverso una terra bella e spaziosa, verso unaterra dove scorrono latte e miele.13Mos disse a Dio: Ecco, io vado dagliIsraeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padrimi ha mandato a voi. Mi diranno: Qual il suo nome? E io che cosa risponderloro?.14Dio disse a Mos: Io sono colui chesono!. E aggiunse: Cos dirai agli Israeliti:Io-Sono mi ha mandato a voi.15Dio disse ancora a Mos: Dirai agliIsraeliti: Il Signore, Dio dei vostri padri,

  • CANTO AL VANGELO in piediLode e onore a te, Signore Ges!Convertitevi, dice il Signore, il regno deicieli vicino.Lode e onore a te, Signore Ges!VANGELO

    Dal Vangelo secondo Luca(13,1-9)

    Ass. Gloria a te, o Signore1In quel tempo si presentarono alcuni a rife-rire a Ges il fatto di quei Galilei, il cui san-gue Pilato aveva fatto scorrere insieme aquello dei loro sacrifici. 2Prendendo la paro-la, Ges disse loro: Credete che queiGalilei fossero pi peccatori di tutti i Galilei,per aver subito tale sorte? 3No, io vi dico, mase non vi convertite, perirete tutti allo stessomodo. 4O quelle diciotto persone, sulle qualicroll la torre di Sloe e le uccise, credeteche fossero pi colpevoli di tutti gli abitantidi Gerusalemme? 5No, io vi dico, ma se nonvi convertite, perirete tutti allo stesso modo.6Diceva anche questa parabola: Un taleaveva piantato un albero di fichi nella suavigna e venne a cercarvi frutti, ma non netrov. 7Allora disse al vignaiolo: Ecco,sono tre anni che vengo a cercare frutti suquestalbero, ma non ne trovo. Tglialo dun-que! Perch deve sfruttare il terreno?. 8Maquello gli rispose: Padrone, lascialo ancoraquestanno, finch gli avr zappato attorno eavr messo il concime. 9Vedremo se porterfrutti per lavvenire; se no, lo taglierai.Parola del Signore. Ass. Lode a te, o CristoPROFESSIONE DI FEDE in piediCredo in un solo Dio, Padre onnipotente,creatore del cielo e della terra, di tutte lecose visibili ed invisibili. Credo in un solo Signore, Ges Cristo,unigenito Figlio di Dio, nato dal Padreprima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce daLuce, Dio vero da Dio vero, generato, noncreato, della stessa sostanza del Padre; permezzo di Lui tutte le cose sono state create.Per noi uomini e per la nostra salvezzadiscese dal cielo, (si china il capo) e peropera dello Spirito Santo si incarnato nelseno della Vergine Maria e si fatto uomo.Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,mor e fu sepolto. Il terzo giorno risuscita-to, secondo le Scritture, salito al cielo,siede alla destra del Padre. E di nuovo verr,nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, eil suo regno non avr fine.

    Credo nello Spirito Santo, che Signore ed la vita, e procede dal Padre e dal Figlio.Con il Padre e il Figlio adorato e glorifica-to, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apo-stolica. Professo un solo battesimo per il per-dono dei peccati. Aspetto la risurrezione deimorti e la vita del mondo che verr. Amen.PREGHIERA DEI FEDELICel. Fratelli e sorelle, il Signore si rivelatoa Mos e al suo popolo come il Dio dellal-leanza: apriamo i nostri cuori alla supplicafiduciosa.Lettore Diciamo con fede:Ass. PADRE BUONO E MISERICORDIOSO, ASCOLTACI!1. Perch, attraverso lannuncio coraggiosodel Vangelo, le Chiese siano un segno con-creto dellamore di Dio per le genti e per ipeccatori. Preghiamo.2. Perch in questo tempo di Quaresima cidisponiamo allascolto sincero della Paroladi Dio e ci rendiamo disponibili alla conver-sione del cuore. Preghiamo.3. Perch le nostre famiglie siano luoghiautentici di comunione, di preghiera, di per-dono. Preghiamo.4. Perch gli ammalati e gli anziani abban-donati sperimentino la presenza del Signoreattraverso il nostro amore. Preghiamo.5. Perch in ogni situazione di peccato e difallimento non disperiamo mai della miseri-cordia di Dio. Preghiamo.Cel. O Dio dei nostri padri, tu ci chiamialla conversione e alla riconciliazione: li-beraci da ogni forma di discordia e donacidi riconoscerti nella nostra vita. Per Cristonostro Signore. Ass. Amen

    SULLE OFFERTE in piedi Cel. Per questo sacrificio di riconciliazioneperdona, o Padre, i nostri debiti e donaci laforza di perdonare ai nostri fratelli. PerCristo nostro Signore. Ass. AmenPREFAZIOLa via dellesodo nel deserto quaresimale veramente giusto benedire il tuo nome,Padre santo, ricco di misericordia, nelnostro itinerario verso la luce pasquale sulleorme di Cristo, maestro e modello delluma-nit riconciliata nellamore. Tu riapri alla

  • Chiesa la strada dellesodo attraverso ildeserto quaresimale, perch ai piedi dellasanta montagna, con il cuore contrito e umi-liato, prenda coscienza della sua vocazionedi popolo dellalleanza, convocato per la tualode nellascolto della tua parola, e nelle-sperienza gioiosa dei tuoi prodigi. Per questi segni di salvezza, insieme agliangeli, ministri della tua gloria, proclamia-mo nel canto la tua lode.MISTERO DELLA FEDETu ci hai redenti con la tua croce e la tuarisurrezione: salvaci, o Salvatore delmondo.PREGHIERA DEL SIGNORECel. Confortati dalla misericordia di Ges,cantiamo con gioia.Tutti: Padre nostro...SCAMBIO DELLA PACECel. Il Signore buono e pietoso verso tutti:scambiatevi un segno di amore fraterno.CANONE CANTATOVi lascio la pace, vi d la mia pace: nonvi turbate. Vi lascio la pace, vi d la miapace: abbiate fede in me.ANTIFONA ALLA COMUNIONESe non vi convertirete, perirete, dice ilSignore.Oppure:Il passero trova la casa, la rondine il nidodove porre i suoi piccoli presso i tuoi alta-ri, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.Beato chi abita la tua casa: sempre cantale tue lodi.DOPO LA COMUNIONE in piediCel. O Dio, che ci nutri in questa vita con ilpane del cielo, pegno della tua gloria, fa chemanifestiamo nelle nostre opere la realtpresente nel sacramento che celebriamo. PerCristo nostro Signore. Ass. Amen

    Cel. Il Signore sia con voi.Ass. E con il tuo spiritoCel. Vi benedica Dio onnipotente, Padre eFiglio e Spirito Santo. Ass. AmenCel. Il Signore viene in mezzo a noi con lasua potenza: andate in pace. Ass. Rendiamo grazie a Dio

    La nostra Pasqua domenicale. A cura del Centro Liturgico Francescano Dir. Resp. P. Gianfranco Grieco - Dir. P. Edoardo Scognamiglio - ViaTribunali, 316 - 80138 Napoli. Telefax 0823434779; Cell. 3472968637. E-mail: [email protected] - CCP 11298809. Autorizzazione delTribunale di Napoli n. 2312 del 25-3-1972. Con approvazione ecclesiastica. Realizzazione grafica e testi musicali di Boutros Naaman.

    AIUTIAMO LA BUONA STAMPA CCP n.11298809 E. Scognamiglio

    Convento S. Lorenzo Maggiore - Napoli

    I due pericoli della fedeIo credo, sinceramente, che noi tutti, oggi,mettiamo a repentaglio la nostra fede soprat-tutto per due motivi oatteggiamenti. Il primo consiste nelfatto che abbiamo tra-scurato o messo com-pletamente da partela dimensione escato-logica della fede: nonattendiamo pi nessu-no, non ci preparia-mo ad alcuna manifestazione del Signorerisorto. Celebriamo lEucaristia e gli altrisacramenti come se tutto fosse gi avvenuto.In verit, la forza del cristianesimo nascente stata proprio lattesa della parusa o mani-festazione gloriosa del Signore risorto. Siamosempre pi portati a immaginare Ges nellasua umilt e povert, dimenticando inveceche egli si riveler al mondo come giudice esignore della storia. La nostra fede ha biso-gno di slancio, di speranza, di recuperarequella sana inquietudine o tensione che per-metteva ai primi cristiani di portare lannun-cio coraggioso e convincente del Signore cheviene: Maranath! Viviamo in una sorta diChiesa addormentata, addomesticata, cheha messo le sue radici nella storia, e hadimenticato il suo carattere provvisorio. Se latensione escatologica non irrora i canali dellafede, allora la nostra esistenza di credentirisulta sempre quieta, smorta, insignificante!Il secondo motivo o atteggiamento riguarda ilcarattere privato della fede: abbiamo scorda-to, invece, la rilevanza pubblica, sociale o col-lettiva direi ecclesiale del nostro credere.La fede deve contagiare gli altri, va testimo-niata: non si pu ridurre a un sentire, a une-mozione del momento. Non c niente dasentire: chi crede non sente, bens si mette inascolto del Signore e prova a raccontare la suaesperienza di fede agli altri. Se la fede restasegregata nellintimo dei nostri cuori noncambier certo la storia, n sar rilevante perla nostra societ (Edoardo Scognamiglio).

    ANNO DELLA FEDE