IB Magazine n°1 - 12 settembre 2011

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Manuale di sopravvivenza: Reagire alla crisi Ogni minaccia nasconde una opportunità e la crisi che attanaglia le imprese può essere l’occasione che , obbligandoci a cambiare il modo di lavorare, ci fa scoprire un nuovo mondo. Nelle prossime settimane IB vi portera la testimonianza delle best practice de- gli imprenditori che hanno saputo reagire in modo attivo e hanno scoperto le nuove opportunità per migliorare e attivato nuovi redditivi modelli di busi- ness. Per esempio parlerà chi ha sostituito incontri e trasferte usando la videoconfe- renza, che ha trovato nuovi modi di finanziarsi con (o senza) le banche, chi ha saputo esternalizzare i costi usando le risorse di rete, chi ha dismesso costosi locali in affitto sfruttando appieno le possibilità delle rete e del telelavoro. Ma anche vedremo anche esempi di come risparmiare accedendo alle risorse offerte gratuitamente su internet, come rapportarsi coi social network, come trovare nuovi clienti, risorse qualificate. N.1 - 12 Settembre 2011 Sommario 12 settembre: -Copertina: La manovra e le im- prese -Manuale di sopravvi- venza: reagire alla crisi -Dai mercati lontani Parliamo di Cina -Business e opportunità di casa nostra: .tutti i finanziamenti .migliorano i pagamenti -Utilita: Trovate per voi Innovazioni utili -La cassetta degli attrezzi La manovra e le imprese E’ arrivata la manovra, dopo che qualcuno è arrivato a evocare “ il diritto al default come contropotere finanziario” . Intanto, gli italiani non ancora abbastanza “indignados”, puntano il dito, contro i responsabili della fallimentare situa- zione economica, in cui versa il paese, e quindi contro le banche, la casta della politica, gli sprechi , contro evasori e i sindacalisti, e, finanche, contro i calciatori. E’ sacrosanto indignarsi per tutti gli sprechi, a cominciare dai compensi dorati dei proprietari e manager delle famiglie di industriali , e dalle rendite parassitarie di banche, immobiliari, pri- mari, manager pubblici, caste varie dai primari ai docenti universitari ai senza escludere magistrati e burocrati.. Per non parlare della difesa : in Italia spendiamo oltre 50mila euro al minuto per la Difesa, cioè 3 milioni di euro all’ora e 76 milioni al giorno. E le imprese stanno a guardare. Le piccole imprese sono la spina dorsale di questo paese. Sono loro quelli che la- vorano e mantengono gli apparati pubblici, le banche, le caste.. Eppure chi fa impresa nel nostro paese è vittima di un clima di sospetto: la caccia agli evasori per esempio.. I grandi capitali vanno avanti e indietro più o meno scudati e il fisco si accanisce sequestrando le case e i conti correnti agli artigiani! Eccesso di burocrazia, lentezza della giustizia, l’oppressione fiscale , rifiuto del credito… chi fa impresa ha diritto di indignarsi più di tutti, ma non deve mollare. E’ un fatto che con la crisi tocca lavorare di più e guadagnare di meno, dobbiamo farcene una ragione. Ma se non crediamo noi imprenditori nel nostro futuro, e nelle istituzioni, non lo farà nessuno. Tocca rimboccarsi le maniche, stringere i denti e mantenere i nervi saldi. Le crisi ci sono sempre state . Se ne esce rinnovando , cambian- do prodotti, modificando processi produttivi, esplorando nuovi mercati, aggregandosi. Nessuna manovra a salverà il nostro paese : solo l’energia l’intelligenza e la creatività degli imprenditori può farlo. Noi di IB innovatori siamo vicini e lavoriamo con voi. Giuseppe Vargiu .
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In questo numero: -Copertina: La manovra e le imprese -Manuale di sopravvivenza: reagire alla crisi -Dai mercati lontani: Parliamo di Cina -Business e opportunità di casa nostra: Tutti i finanziamenti–Migliorano i pagamenti -Utilità: Innovazioni utili

Transcript of IB Magazine n°1 - 12 settembre 2011

  • Manuale di sopravvivenza: Reagire

    alla crisi Ogni minaccia nasconde una opportunit e la crisi che attanaglia le imprese pu essere loccasione che , obbligandoci a cambiare il modo di lavorare, ci fa

    scoprire un nuovo mondo.

    Nelle prossime settimane IB vi portera la testimonianza delle best practice de-gli imprenditori che hanno saputo reagire in modo attivo e hanno scoperto le

    nuove opportunit per migliorare e attivato nuovi redditivi modelli di busi-

    ness.

    Per esempio parler chi ha sostituito incontri e trasferte usando la videoconfe-

    renza, che ha trovato nuovi modi di finanziarsi con (o senza) le banche, chi ha saputo esternalizzare i costi usando le risorse di rete, chi ha dismesso costosi

    locali in affitto sfruttando appieno le possibilit delle rete e del telelavoro.

    Ma anche vedremo anche esempi di come risparmiare accedendo alle risorse offerte gratuitamente su internet, come rapportarsi coi social network, come

    trovare nuovi clienti, risorse qualificate.

    N.1 - 12 Settembre 2011

    Sommario 12 settembre:

    -Copertina: La manovra e le im-prese

    -Manuale di sopravvi-venza: reagire alla crisi

    -Dai mercati lontani Parliamo di Cina

    -Business e opportunit di casa nostra: .tutti i finanziamenti .migliorano i pagamenti

    -Utilita: Trovate per voi Innovazioni utili

    -La cassetta degli attrezzi

    La manovra e le imprese E arrivata la manovra, dopo che qualcuno arrivato a evocare il diritto al default come contropotere finanziario . Intanto, gli italiani non ancora abbastanza indignados, puntano il dito, contro i responsabili della fallimentare situa-zione economica, in cui versa il paese, e quindi contro le banche, la casta della politica, gli sprechi , contro evasori e i sindacalisti, e, finanche, contro i calciatori. E sacrosanto indignarsi per tutti gli sprechi, a cominciare dai compensi dorati dei proprietari e manager delle famiglie di industriali , e dalle rendite parassitarie di banche, immobiliari, pri-mari, manager pubblici, caste varie dai primari ai docenti universitari ai senza escludere magistrati e burocrati.. Per non parlare della difesa : in Italia spendiamo oltre 50mila euro al minuto per la Difesa, cio 3 milioni di euro allora e

    76 milioni al giorno.

    E le imprese stanno a guardare. Le piccole imprese sono la spina dorsale di questo paese. Sono loro quelli che la-vorano e mantengono gli apparati pubblici, le banche, le caste.. Eppure chi fa impresa nel nostro paese vittima di un

    clima di sospetto: la caccia agli evasori per esempio.. I grandi capitali vanno avanti e indietro pi o meno scudati e il

    fisco si accanisce sequestrando le case e i conti correnti agli artigiani!

    Eccesso di burocrazia, lentezza della giustizia, loppressione fiscale , rifiuto del credito chi fa impresa ha diritto di indignarsi pi di tutti, ma non deve mollare. E un fatto che con la crisi tocca lavorare di pi e guadagnare di

    meno, dobbiamo farcene una ragione.

    Ma se non crediamo noi imprenditori nel nostro futuro, e nelle istituzioni, non lo far nessuno. Tocca rimboccarsi le maniche, stringere i denti e mantenere i nervi saldi. Le crisi ci sono sempre state . Se ne esce rinnovando , cambian-

    do prodotti, modificando processi produttivi, esplorando nuovi mercati, aggregandosi.

    Nessuna manovra a salver il nostro paese : solo lenergia lintelligenza e la creativit degli imprenditori pu farlo.

    Noi di IB innovatori siamo vicini e lavoriamo con voi. Giuseppe Vargiu

    .

  • 2

    Ci sono in C ina

    42 Milioni

    Di PMI

    dai mer-

    cati lonta-

    Italia degli Innovatori grande occasione per le PMI

    Italiane sul pi grande mercato del mondo Il progetto Italia degli Innovatori e il Forum Italia Cina sullInnovazione sonole due iniziative di maggiore rilevanza orga-nizzate dal Governo Italiano e dalGoverno Cinese per favorire lo scambio industriale e commerciale tra i due

    paesi. Lobiettivo raddoppiare, entro il 2015 lo scambio tra i due paesi, portandolo da 50 a 100 miliardi di dollari. E un obiettivo ambizioso ma non impossibile. Occorre ricordare infatti che,nel 2005 lo scambio era di circa 15 miliardi di dollari e venne deciso di portarlo a 40 entro il 2010. Lobiettivo stato raggiunto e, pertanto, rilanciato. Lo scambio, a oggi, vede una predominanza delle importazioni cinesi in Italia.Le esportazioni italiane in Cina stanno per crescendo notevolmente: lo scorso anno si avuto un incremento di oltre il 40%, fino a un valore di 8,6miliardi di euro. Sono ancora pochi se confrontati agli oltre 53 miliardi di Euro di esportazioni della Germania in Cina, ma siamo sulla buona strada, anche grazie ad Italia degli Innovatori, uno strumento operativo in pi pensato dal governo italiano per a-iutare le proprie Pmi che vogliono operare sul mercato cinese.

    Una opportunit straordinaria per le imprese italiane Da un paio di anni la Cina diventata molto attrattiva per le imprese italiane. A partire dal 2008 il governo cinese ha deciso infatti di sviluppare il suo mercato interno, varando un programma che prevede non pi solo una crescita basata sullesportazione, ma una crescita basata sullo sviluppo del mercato interno ci-nese. Questa decisione stata confermata dallultimo Piano Quinquennale e sembra essere fatta apposta per incoraggiare le imprese italiane a esportare e vendere i propri prodotti in Cina. Lo spazio per lavorare grande e adesso c anche la presenza del Governo Italiano, al fianco delle sue imprese pi inno-vative. La Cina conta oltre 42 milioni di Pmi, che hanno un mercato interno enorme ma che non hanno ancora la capacit tecno-logica per realizzare prodotti di alta qualit, proprio quelli che il mercato cinese comincia a richiedere in grande numero. Le Pmi italiane hanno invece tecnologia di altissimo livello che possono utilmente impiegare su questo mercato, raggiun-gendo ottimi risultati. In Cina c quindi oggi grande spazio per esportare prodotti italiani di qualit, in un mercato che si sta aprendo e che co-mincia a offrire maggiori garanzie per le imprese.

    Shanghai

  • 3

    Attualmente l'Italia il 21/esimo Paese nella classifica degli esportatori in Cina. C' pertanto ancora molto da fa-re, soprattutto nelle tecnologie per lambiente, la sicurezza, la salute, nellimpiantistica e nelle reti complesse, co-scome nei settori tradizionali delMade in Italy, dallabbigliamento, allarredamento allalimentazione. Fino a questo momento si registrano investimenti italiani da 5 miliardi di dollari e seimila progetti di imprese, ma questi numeri sono ancora troppo poco e non corrispondono ai reali rapporti economici tra Italia e Cina.. Il Governo Cinese sta lavorando per favorire lingresso nel paese di aziende di alta qualit. Ne ha bisogno per il suo sviluppo e questo una straordinaria opportunit, anche alla luce delle novit nell'ordinamento cinese che ha parificato le condizioni operative delle imprese a capitale straniero e quindi italiano, a quelle a capitale naziona-le.

    Il Governo Italiano al fianco delle sue Pmi Dicevamo di una novit per le imprese italiane. Oggi c infatti un nuovo strumento, pensato proprio per aiutare le imprese italiane: il Centro per il Trasferimento Tecnologico Italia - Cina. Lobiettivo del Centro Sino-Italiano per il Trasferimento Tecnologico quello di creare un network di piccole e medie imprese italiane e cinesi che in-tendano condividere attivit di ricerca e di innovazione. Grazie al Centro e al lavoro dellAgenzia, le aziende potranno beneficiare di un"percorso protetto" di collaborazio-ne con le controparti cinesi, con regole di reciprocit e di tutela giuridico - amministrativa delle innovazioni, e di-valorizzazione della propriet intellettuale.

    La Cina una opportunit da non perdere La Cina solitamente considerata un pericoloso concorrente per la produzione, che erode mercato alle imprese italiane, ma in realt costituisce anche un crescente mercato per le nostre imprese.E del resto basta anche guar-dare ai dati: negli ultimi 4 anni la spesa per consumi delle famiglie cinesi cresciuta in termini reali del 40%, e nel 2009 inumero delle persone abbienti in Cina ha superato quello del Regno Unito. Le merci italiane vendute in Cina sono cresciute del 21% (in valore) nel 2010: una crescita significativa che do-vuta alla ripresa delleconoma cinese e della domanda mondiale. Per quanto riguarda la tipologia di merci importate, tra queste il peso pi rilevante quello delle tecnologie: nel 2010 la Cina ha importato dallItalia quasi 4 miliardi di euro di macchinari (+21% anno su anno), andando in questo modo ad assorbire circa il 7% delle esportazioni italiane del settore. Al secondo posto, i prodotti chimici. Ma non solo. Sono tantissimi i settori che per cui la Cina un mercato inte-ressante: nei primi 6 mesi del 2010 le esportazioni del settore agricolo verso la Cina sono cresciute del +136%, e quelle di mobili del +50%. Anche in altri settori fino ad ora non molto sviluppati, come la conservazionedel patrimonio storico cinese, si stanno aprendo importanti opportunit, in particolare grazie a quanto deciso dallultimo Piano Quinquennale. Il piano corrente, il XII (2011-2015), prevede il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale della Cina visto come elemento di sviluppo delterziario e di nuove professioni ad alto valore aggiunto. La capacit italiana nel settore indiscussa, cos come la consapevolezza della rilevanza delle tecnologie, delle metodologie e delle competenze italiane nei settori della conservazione del patrimonio storico, settore in grande evoluzione. In questo ambito, quindi, linnovazione e leccellenza italiana sono di grande importanza per il pubblico cinese. Inoltre, c una maggiore consapevolezza dei governi locali rispetto alla tutela del patrimonio architettonico, al recupero dei centri storici delle citt Anche la creazione di nuove citt pi a misura duomo vede lItalia come e-sempio indiscusso, leader della buona progettazione urbanistica, allavanguardia nel recupero delle sue tradizioni e in prima linea nellinnovazione.

    Italia degli innovatori funziona Il progetto Italia degli innovatori funziona. pensato proprio per risponderealle esigenze degli imprenditori ita-liani. Consiste di un insieme di incontri B2B (Business to Business, ovvero tra imprenditori), tra i selezionati al concorso che hanno dato la loro adesione a partecipare e imprese, istituzioni, gruppi finanziari cinesi, al fine di favorire la creazione di accordi industriali e commerciali. E un percorso molto operativo, fatto proprio tenendo in mente quello che pu servire allimprenditore italiano: ovvero la possibilit di incontrare il maggior numero di potenziali partner in modo da poter presentare la propria innovazione e sviluppare, attraverso di essa, futuri accordi. Lo scorso anno sono stati numerosi i casi di successo. Ovviamente il successo tutto merito dellimprenditore, con il suo talento e la sua capacit di fare, tuttavia sono stati molti i ringraziamenti e i riconoscimenti che sono stati tributati alliniziativa per la sua efficacia. Agenzia Nazionale per la Promozione dellInnovazione

    dai mercati

    lontani

    Gi dal 2009 Il

    numero delle

    persone abbienti in

    Cina ha superato

    quello del Regno

    Unito

    Infobroker italiani a

    Shenzhen:

    Www.stelnet.com/cina

    [email protected]

    Skype stelnetsrl

  • 4

    Restano aperte un

    gran numero di misure

    interessanti per avviare

    nuove attivit o

    ristrutturare le imprese

    con finanziamenti

    agevolati e contributi a

    fondo perduto

    TUTTI I FINANZIAMENTI Per chi vuole dar vita a una nuova impresa , oppure attivare innovazioni o ristrutturazioni lostacolo maggiore resta quello dei finanziamenti, visto che passare dai propositi ai fatti comporta spese da affrontare subito e che potranno essere ammortizzate solo col tempo. Per far fronte a questa necessit sono molti gli aiuti alle nuove iniziative: IB li seguir per voi settimana per settimana con approfondimenti e aggiornamenti. Ecco una breve panoramica sui finanziamenti privati e pubblici, erogati da Istituzioni europee, nazionali o regionali.

    Autoimpiego L'autoimpiego consente, attraverso prestiti d'onore e bonus, il finanziamento di programmi di spesa per una cifra non superiore a 25.823 euro o, nel caso di una microimpresa, un investimento che non superi i 129mila euro. Parliamo di misure a sostegno della costituzione e dell'avvio di piccole attivit imprenditoriali, anche in forma associativa, da parte di disoccupati o persone in cerca di prima occupazione attraverso iniziative di lavoro autonomo, microimpresa o franchising. (le misure franchising sotto i 25mila rientrano nel lavoro autonomo). Questa tipologia di finanziamenti viene distribuita attraverso tre diverse modalit: contributi a fondo perduto, mutui agevolati, servizi di assistenza tecnica. Come conferma Invitalia (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa), la crisi ha moltiplicato le domande di fondi per l'autoimpiego (+30% di richieste di contributi e prestiti nel 2010 rispetto al 2009), con un trend solito per tutto il primo semestre del 2011: oltre 4.500 domande sottoposte a valutazione, circa mille proposte gi finanziate e 60 milioni di euro in investimenti ammessi. L'80% delle domande proviene dal Mezzogiorno, anche se il Nord-Est a realizzare la crescita maggiore con un indice del 114% nel 2010 rispetto al 2009, seguito dal Centro con un +46%. Le attivit pi gettonate sono quelle turistico-culturali (33% degli investimenti), manifatturie-re, artigianali, servizi alla persona, commercio e servizi alle Pmi.

    Autoimprenditorialit Oltre all'autoimpiego esistono interventi atti a favorire le start-up attraverso l'autoimprenditorialit, destinati alle imprese guidate da giova-ni sotto i 35, meglio se residenti in un'area svantaggiata. Nel 2010 sono state finanziate circa 30 imprese con fondi per 32 milioni di euro. Si possono finanziare le aziende che rispondono ai requisiti prima indicati sia attraverso un mutuo a fondo perduto che un mutuo a tasso agevolato, in grado di coprire l'80-90% della spesa se l'azienda insiste su una delle aree svantaggiate, il 60-70% se invece l'azienda non risiede su una di queste. In ogni caso la spesa non deve superare i 2,5 milioni di euro per il settore della produzione di beni e servizi anche di natura agricola, invece per la produzione di servizi e per le cooperative sociali di nuova fondazione la somma ridotta a 516 mila euro (268 mila per le cooperative sociali gi esistenti).

    Fondi UE Numerose le modalit per l'accesso agli aiuti. Se guardiamo all'orizzonte europeo opportuno sottolineare lo strumento realizzato dall'Unione per finanziare i disoccupati che hanno intenzione di avviare una piccola impresa, o le piccole imprese gi avviate con massimo 10 dipendenti e fatturato complessivo che non superi i 200 milioni di euro: l'EPMF (European Progress Microfinance Facility), che mette a disposizione un totale di 100 milioni di euro per singoli prestiti fino a 25mila. Per accedere ai fondi necessario rivolgersi a una banca, un istituto di credito o di garanzia accreditati. Pensa invece alle Pmi il FEI (Fondo Europeo per gli Investimenti): promuove l'accesso al credito per avviare una piccola o media impresa o effettuare investimenti in innovazione. Anche in questo caso necessario rivolgersi a intermediari individuati per ogni stato membro (qui la lista perl'Italia). Anche parte del FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) viene rivolto alle Pmi per quanto indirettamente passando attraverso le Regioni che, insieme al FEI, elaborano appositi strumenti (prodotti finanziari quali capitali a rischi, garanzie e microcrediti) secondo l'iniziativa Jeremie nata per facilitare l'accesso ai fondi regionali da parte delle Pmi.

    Contributi statali Anche a livello nazionale esistono numerose agevolazioni, disciplinate dal Dlgs. N. 185 del 2000 e gestite proprio da Invitalia. Autoimprendi-torialit: gli aiuti sono rivolti a nuove imprese o ampliamenti di aziende che operano nei settori di erogazione di servizi quali beni culturali, turismo, manutenzione opere civili e industriali, innovazione tecnologica, agricoltura, ma anche a cooperative di tipo b (nelle quali cio i soggetti svan-taggiati sono il 30% dei lavoratori soci). Requisito che le imprese richiedenti siano societ e cooperative, quindi non ditte individuali, e che siano costituite per la maggior parte da soggetti di et compresa tra i 18 e i 35 anni. Gli aiuti per ampliamenti possono essere richiesti solo da imprese operative da tre anni prima dell'invio della domanda, e che siano in pos-sesso dei requisiti indicati in precedenza da almeno due anni prima; se l'azienda opera nel settore della produzione di beni e servizi l'importo non potr superare i 2,582 milioni di euro, se invece produce servizi o una cooperativa sociale di nuova costituzione l'importo di riduce a 516 mila euro (258 mila se la cooperativa gi esistente). Anche la gestione dell'azienda nella fase di avvio finanziata con un contributo a fondo perduto concesso in regime di de minimis (aiuti di importo limitato non soggetti alla notifica alla Commissione Europea, in base ai quali ogni beneficia-rio potr ottenere fino a 200 mila euro, 100 mila se si tratta di trasporti, nell'arco di tre esercizi finanziari). Autoimpiego: misure per l'avvio di piccole imprese da parte di disoccupati o inoccupati attraverso iniziative di lavoro autonomo, microimpresa e franchising. I Requisiti Persone fisiche: richiesti sono maggiore et, residenza da almeno sei mesi nel territorio nazionale (o alla data 1 gennaio 2000), e stato di non occupazione. I programmi di spesa non devono superare i 25.823 euro e non devono riguardare la produzione primaria di prodot-ti agricoli, perca e acquacoltura. Societ di persone: che siano di nuova costituzione, che non abbiano fini mutualistici, in cui almeno la met dei soci sia in possesso dei medesimi requisiti richiesti nel caso precedente in merito ad et, residenza e occupazione. In questa ipotesi il programma di spesa non potr superare i 129.114 euro e l ' attivit non potr riguardare il commercio. Ditte individuali, societ di persone e capitali: con i requisiti richiesti nei precedenti due punti, le iniziative possono riguardare esclusiva-mente la commercializzazione di beni e servizi attraverso la modalit del franchising e il franchisor deve essere convenzionato con Invitalia (la lista dei convenzionati consultabile all'indirizzo www.invitalia.it).

    Programmi e aiuti Invitalia gestisce anche programmi dedicati a particolari situazioni di disagio quali le aree industriali in crisi, regolamentate dalla legge 181 del 1989, che consente il sostegno alla costituzione di nuove imprese o l'ampliamento, ristrutturazione e riconversione di quelle gi esistenti e insistenti su uno dei comuni individuati nella delibera Cipi del 13 ottobre 1989, formulata in seguito alla crisi della siderurgia, o su altre aree in cui stata ravvisata la presenza di uno stato di emergenza (vedere il sito di Invitalia per l'elenco completo). In questo caso possibile per le imprese operanti nei settori dell'estrazione di minerali, del manifatturiero, della produzione di energia elettrica e di attivit di servizi alle impre-se presentare programmi di sviluppo. La concessione degli aiuti, che possono essere in conto capitale, finanziamenti agevolati, o nel caso di imprese del Sud anche finanziamenti agevolati ulteriori per fabbisogni residui, avviene a patto che Invitalia partecipi temporaneamente nel capitale dell'impresa per una quota non superiore al 30%, senza naturalmente assumere responsabilit circa la gestione dell'azienda. A sua volta l'azienda dovr partecipare con risorse proprie per una cifra non inferiore al 30% degli investimenti fissi realizzati. Il contributo a fondo perduto copre al massimo il 25% della spesa per le aziende del CentroNord e il 40% per quelle del Sud, mentre il tas-so di interesse per i finanziamenti agevolati il 36% del tasso di riferimento.

    Pmi femminili Particolare attenzione dedicata dal sistema nazionale degli aiuti alle Pmi guidate da donne, regolamentati dalla legge 215/92. I sussidi alle nuove imprenditrici sono rese pi agevoli grazie al Regolamento generale di esenzione sugli aiuti di stato (Gber): possibile richiedere agevolazioni fino a un milione di euro per i primi cinque anni di attivit al fine di coprire un tetto massimo del 15% dei costi da parte delle im-prese il cui capitale sia detenuto al 51% da donne.

    Business e

    opportunit di

    casa nostra

  • 5

    Qualche buona notizia ogni

    tanto

    Pagamenti. Segnali di ripresa per le aziende i-

    taliane Settembre 2011

    CRIBIS D&B, societ del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, ha condotto unanalisi

    sui tempi di pagamento delle imprese italiane aggiornata al 30 giugno 2011.

    Dallesame del secondo trimestre dellanno emergono segnali di ripresa che riguardano la puntualit

    nei pagamenti delle aziende del nostro paese, confermando il trend positivo individuato nei mesi scorsi.

    A fine giugno 2011, il 42,98% delle imprese italiane ha saldato i fornitori entro i termini prestabiliti se-

    gnando cos un netto miglioramento rispetto alla fine del 2010, quando il 37,5% del totale delle aziende

    risulta virtuoso (registrando il livello pi basso dal 2007).

    Il dato positivo, seppur minimo, si nota anche nel confronto con marzo 2011 quando le imprese puntuali

    erano state 41,87% del totale, dato lontano dal 50,8% di dicembre 2007.

    Dopo un 2010 da dimenticare, la puntualit nel rispettare gli impegni di pagamento nei confronti dei pro-

    pri fornitori , quindi, nettamente migliorata: il 42,98% ha pagato alla scadenza, il 52,26% ha saldato

    entro il ritardo minimo di 30 giorni (modalit di pagamento pi utilizzata), il 3,15% tra i 30 e i 60 giorni

    di ritardo. Migliorano le performance di pagamento delle aziende anche per quanto riguarda la categoria

    dei ritardi gravi, con una riduzione dei tempi rispetto a fine 2010: l'1,08% delle imprese ha infatti sal-

    dato le fatture dei propri fornitori tra i 60-90 giorni di ritardo mentre lo 0,38% tra i 90 e i 120 giorni. Solo

    lo 0,15% ha superato il limite dei 4 mesi.

    Persistono i divari consistenti tra le aziende del Centro-Nord e del Sud Italia: nel primo caso le imprese

    mostrano una maggiore puntualit nel rispettare i termini pattuiti e a contenere il ritardo entro i 30 giorni

    medi, mentre nel secondo caso i pagamenti delle fatture sono meno puntuali e i ritardi tendono ad avere

    un peso maggiore.

    L'area geografica in cui si concentra la maggior percentuale di buoni pagatori il Nord Est, con il

    48,82% di aziende che paga alla scadenza. Seguono il Nord Ovest con il 45,13%, il Centro con il

    41,63%, il Sud e Isole con solo il 34,55% di pagatori affidabili.

    Nella categoria dei gravi ritardi (oltre i 4 mesi) le distanze tendono ad annullarsi: si passa dallo 0,10%

    del Nord Est allo 0,32% del Sud e Isole. Nord Ovest e Centro si assestano rispettivamente allo 0,08% e

    allo 0,15%.

    Nella categoria dei ritardi entro i 30 giorni invece il Sud e Isole a caratterizzarsi per una quota maggiore

    con il 56,18% del totale. Seguono il Centro (53,14%), il Nord Ovest (51,95%) e il Nord Est (48,44%).

    Tra le regioni, il primato per la puntualit spetta allEmilia Romagna con il 51,35% di aziende virtuose.

    Il settore pi puntuale rappresentato da Agricoltura, foreste e caccia, con il 50,44% di imprese che

    ha pagato alla scadenza, seguito da Servizi finanziari (48,54%) e Industria estrattiva (47,49%).

    Pagamenti al rallentatore, invece, per Commercio all'ingrosso (39,38%), Industria e produzione

    (39,52%) e Trasporti e distribuzione (39,83%).

    Anche questi primi sei mesi del 2011 sono caratterizzati da un trend positivo per lo scenario dei paga-

    menti commerciali delle micro imprese, che rappresentano una componente estremamente rilevante del

    tessuto economico nazionale. La percentuale di transazioni commerciali saldate entro i termini pattuiti

    del 47,51%. Il 47,47% paga oltre la scadenza dei 30 giorni mentre il 3,26% arriva fino ai 30-60 giorni.

    Tra le piccole realt aziendali il 36,24% salda puntualmente le fatture mentre il 59,66% registra un ritar-

    do medio compreso fra 1 e 30 giorni.

    Le medie e grandi realt, infine, hanno delle modalit di pagamento differenti rispetto alle due classi pi piccole, con un tasso di puntualit molto ridotto. Il 23,28% delle aziende di medie dimensioni sono pun-

    tuali nel saldare le fatture, mentre tra quelle di grandi dimensioni solo l'11,45%, mentre per il ritardo

    entro i 30 giorni, le performance sono rispettivamente del 72,83% per le medie e dell'82,81% per le gran-

    di.

    Business e

    opportunit di

    casa nostra

  • 6

    In ogni azienda c bisogno

    continuo di sapere cosa ce di

    nuovo per facilitare il lavoro.

    E questo bisogno diventa una

    vera e propria emergenza nelle

    aziende pi piccole e meno

    strutturate, soprattutto quando

    siamo do fronte alle situazioni

    di stress.

    Oggi abbiamo tutti una grande

    risorsa , si chiama internet,

    dobbiamo solo imparare ad

    usarla.

    Ma attenzione, non tutti sappia-

    mo farlo e poi su internet rice-

    viamo costantemente proposte

    invitanti intriganti convenientis-

    sime ma come fidarsi?

    Comandamento n.1 : fidarsi

    bene ma non fidarsi meglio.

    Non crediate alle opportunit

    mirabolanti di chi vi offre pro-

    dotti di qualit a prezzi straccia-

    ti: le due coser non possono

    convivere . Resta il fatto che se

    dietro le proposte che trovate su

    internet ci sono persone affida-

    bili, allora veramente possibi-

    le trovare risposte a quello che

    cerchiamo.

    Perci il problema si sposta

    dalla proposta che trovate su

    internet alla persona che fa

    questa proposta.Come verificar-

    la?

    Una prima possibilit data dai

    social network come linkedin,

    facebook, viadeo , xing, offici-

    ne innovazione: prima cercate

    sui social network . Poi decide-

    te...

    parliamo di persone iscritte che

    hanno lostesso profilo che avete

    voi che leggete IB: gente che

    lavora in azienda e cerca colle-

    ghi con cui scambiare idee e

    opinioni che cia aiutano a mi-

    gliorare il nostro lavoro e i

    nostri risultati. Gli Infobroker

    Innovatori hanno scelto Offici-

    Il primo social network che IB

    vi propone non poteva essere

    che Officineinnovazione.it .

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    esserci. La registrazione gra-

    tuita, sia appresta a raggiungere

    in pochi mesi il traguardo di

    5mila iscritti. Ma attenzione:

    ne come social network,di rife-

    rimento per il mercato italiano ,

    cosi come Officine ha scelto

    BusinessRadar.it com emarke-

    tplace di riferimento per opera-

    tori esteri che si affacciano su

    Officine per interagire con

    lItalial

    Le Utilit per le aziende: i social network

    SocialNetwork Officine Innovazione

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