Guida Liturgica / Agenda Pastorale 2013 2014

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Agenda liturgica per il 2013-2014

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  • La bont di Dio ci fa dono di un nuovo anno liturgico.

    Il nostro Arcivescovo ha indicato il passo evangelico che racconta

    lincontro di Ges con la donna Samaritana (Gv 4, 5-30), e la scelta della Pentecoste, come orizzonte del cammino che vogliamo percorrere: la dinamica vissuta dalla Samaritana la stessa vissuta dai discepoli nella Pentecoste, quando il vento dello Spirito apre le porte del Cenacolo, libera gli apostoli dalla paura e li apre alla speranza. E anche noi vogliamo vivere cos il cammino di questanno: come un esercizio della speranza, una speranza che non teme di confrontarsi con la storia e di accettare le sfide che essa pone.

    Accogliamo, quindi, questo nuovo tempo come dono di grazia, tempo favorevole che Dio concede alla nostra Chiesa, perch sia non solo spazio di speranza, ma renda noi stessi uomini e donne di speranza.

    Auguro ad ogni comunit che le celebrazioni liturgiche, in particolare, con la loro nobile semplicit (cfr SC 34), siano un riflesso dello splendore della speranza e conducano ognuno, mediante lo Spirito Santo, allincontro autentico con il Signore Ges, speranza sempre invocata e sempre attesa. Se scopriremo Cristo come sorgente alla quale attingere lacqua della vita, potremo anche noi, come la Samaritana, lasciare la nostra anfora presso il pozzo e se lasceremo che lo Spirito di Dio accenda in noi il fuoco della speranza, sapremo correre in citt ad annunciare la bella notizia che la nostra vita gi appartiene a Dio che ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Ges Cristo dai morti, per una speranza viva (cfr 1 Pt 1, 3).

    Ad illustrare la guida limmagine scelta dallArcivescovo per questo anno pastorale: il mosaico realizzato da padre M. I. Rupnik nella Cappella della Casa incontri cristiani a Capiago (CO). Saranno proprio le indicazioni del nostro pastore in riferimento allesperienza della Samaritana e al suo incontro con Ges a scandire i vari tempi dellanno liturgico, suggerendo approfondimenti, impegni e scelte pastorali.

    La Guida liturgica e Agenda pastorale, come ogni anno, riporta, giorno per giorno, oltre alle indicazioni del Calendario Proprio della nostra Diocesi (che nelle feste e nelle memoria obbligatorie integrano totalmente il Calendario universale), anche gli appuntamenti e gli impegni formativi che animano la vita diocesana, il ricordo dellanniversario di Dedicazione delle Chiese parrocchiali, gli anniversari dellOrdinazione sacerdotale dei presbiteri della nostra Diocesi, dei religiosi parroci, e dellOrdinazione dei diaconi permanenti.

    Ai presbiteri, diaconi, consacrati, consacrate e fedeli laici affido questo prezioso strumento affinch, nella preghiera quotidiana della Chiesa e nella testimonianza dei suoi figli, sostenuti dallo Spirito, possiamo essere tutti pronti sempre a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che in noi (cfr 1 Pt 3, 15).

    Sac. Mario Castellano Direttore dellUfficio liturgico

  • Anno della

    speranzaProposta per lAnno Pastorale 2013-2014

  • Partendo dallAnno della fede...Con lo pseudonimo di Andrzej Jawien, a trentanni, Karol Wojtyla pubblicava la raccolta dal titolo Canto dello splendore dellacqua, otto intense poesie dedicate allincontro di Ges con la Samaritana1.

    Questimmagine e licona biblica da cui trae origine (Gv 4, 5-30) offrono la trac-cia di un possibile percorso mistagogico. quello che vogliamo proporre: ponendo levento della Pentecoste e il tema della speranza come orizzonte del cammino.

    In continuit con lAnno della fede, in-detto da Benedetto XVI, anno che ci in-vitava a mettere al centro levento della Pasqua, vogliamo vivere un Anno di spe-ranza, cogliendo il riferimento liturgico al dono dello Spirito come conseguenza del dono pasquale. La festa di Pentecoste non potrebbe realizzarsi se non ci fosse la Pasqua; e, allo stesso tempo, la Pasqua non porterebbe i suoi frutti in noi se non ci fosse la Pentecoste. Dice san Bernardo: abbiamo un pegno della nostra salvezza:

    la doppia effusione del Sangue e dello Spi-rito; a nulla mi gioverebbe luna senza lal-tra. Non mi gioverebbe il fatto che Cristo morto per me, se non mi vivificasse con il suo Spirito2.

    E, daltra parte, lesperienza dellAnno del-la fede non poteva non condurci e non in-vitarci alla speranza. Infatti, un tratto che accomuna e allo stesso tempo distingue il mistero della Pasqua e della Pentecoste proprio il cammino della fede e della speranza: fede e speranza: come due facce di una stessa medaglia. Da un lato la Veglia pasquale, che ci invita a procedere dallesterno verso linterno, dalla strada verso laltare; dallaltro lato la Pentecoste, che porta la nostra fede dallinterno verso lesterno, dallaltare verso la strada. Que-sto perch non possibile aprirci alla mis-sione se prima non viviamo la comunione: il cammino della mistagogia.

    Spesso, in questi anni, ritornata lesigen-za di vivere il cammino mistagogico supe-rando la tentazione di considerarlo rele-

    VERSO LE PERIFERIE DELLA STORIALA PENTECOSTE E LO SPLENDORE DELLA SPERANZA

    Canto dello splendore dellacquaNel fondo stesso, a cui volevo solo attingereacqua dalla mia brocca, ormai da tempo alle pupilleaderisce splendore (). Qui, riflesso dal pozzo, scopersi in me tanto vuoto.Che sollievo! Interamente non sapr in me trasportarti,ma voglio che tu resti, come nello specchio del pozzorestano foglie e fiori colti dallalto. Karol Wojtyla, 1950

    1 Karol Wojtyla, Canto dello splendore dellacqua, in Tutte le opere letterarie, Bompiani, Mila-no 2001. 2 Bernardo Di Chiaravalle, Epistola 107,9.

  • gato allaspetto liturgico-sacramentale. La mistagogia ha il suo posto nella vita, nella sintesi tra Parola-Liturgia-Vita, aiuta tutta la Chiesa a passare dai principi evan-gelici agli imperativi per attuare, oggi, lamore di Dio e del prossimo3.

    Molto bella, ripensata in questottica, limmagine che ci offre Karol Wojtyla, quando dice che lo splendore dellacqua del pozzo, il mistero di Cristo, resta inat-tingibile. Con stupore la Samaritana sco-pre in s tanto vuoto; ma con sollievo sceglie di conservare in s limmagine dellacqua del pozzo, piena di foglie e fiori. Perch interamente non sapr in me trasportarTi, ma voglio che Tu resti (dice la Samaritana al Signore): come Fon-do del mio fondo, splendore della mia brocca. E, da questa pienezza, nasce nella Samaritana anche lurgenza del dono di s, il farsi sorgente per gli altri. Come dice Papa Francesco nella sua prima Enciclica, Lumen fidei, chi si aperto allamore di Dio, ha ascoltato la sua voce e ha ricevuto la sua luce, non pu tenere questo dono per s4. Con il Mistero nel cuore, la Sa-maritana corre in citt e diventa apostola (comunione-missione).

    Un anno di speranza...La dinamica vissuta dalla Samaritana la stessa vissuta dai discepoli nella Pente-coste, quando il vento dello Spirito apre le porte del Cenacolo, libera gli apostoli dalla paura e li apre alla speranza. E an-che noi vogliamo vivere cos il cammino di questanno: come un esercizio della speranza, una speranza che non teme di confrontarsi con la storia e di accettare le sfide che essa pone. Leggiamo nella Spe salvi: noi abbiamo bisogno delle speran-ze pi piccole o pi grandi che, giorno

    per giorno, ci mantengono in cammino. Ma senza la grande speranza, che deve superare tutto il resto, esse non bastano. Questa grande speranza pu essere solo Dio, che abbraccia luniverso e che pu proporci e donarci ci che, da soli, non possiamo raggiungere5.

    Come lincontro con Ges costringe la Samaritana ad andare verso la gente, come levento di Pentecoste spalanca il Cenacolo e porta i discepoli sulle strade del mondo, cos anche noi, in questanno pi che nel passato, vogliamo uscire ed andare verso quelle realt che Papa Fran-cesco chiama periferie. Commentando il Salmo 133 durante lOmelia della Messa Crismale, il Papa ci ha detto: lolio pre-zioso che unge il capo di Aronne non si limita a profumare la sua persona, ma si sparge e raggiunge le periferie. Il Signore lo dir chiaramente: la sua unzione per i poveri, per i prigionieri, per i malati e per quelli che sono tristi e soli6.

    Animati dalla caritMa che cosa sono le periferie? Potremmo rispondere in tante maniere. Una cosa certa: le periferie non sono tanto (o solo) luoghi spaziali, ma luoghi esistenziali, cul-turali, sociali. La periferia non uno spa-zio, ma una situazione di vita. Oggi, lo sviluppo e la vita delle nostre citt hanno messo in crisi la stessa definizione di cen-tro e di periferia, perch continuamente vengono ridisegnati i confini dei luoghi che abitiamo. Dal punto di vista spaziale, la periferia pu essere definita come un luogo di messa al bando, e quindi anche un luogo banale. Luogo che pu divenire bordo, margine, luogo di esclusione, di segregazione e di rivolta7.

    Periferia , allora, ognuno di noi, quando

    3 Cfr. La mistagogia. Una scelta pastorale, EDB, Bologna 2006, pp. 63-70. 4 Lumen fidei, 37.5 Spe salvi, 31.6 Papa Francesco, Omelia nella Messa Crismale 2013.

  • vive una situazione di emarginazione. Pe-riferia ogni uomo costretto a vivere ai margini della storia e delle relazioni. Ed a lui che sentiamo lurgenza di far arri-vare lannuncio della misericordia di Dio, anche attraverso la testimonianza delle nostre comunit. la periferia a chiama-re in causa la responsabilit di ognuno di noi, perch, come scrive Madaleine Delbrl: ogni cristiano, in mezzo al mon-do, costituisce una frontiera della grazia. Attraverso la sua persona, la grazia deve passare di l8.

    Ecco allora delineato il percorso: tenendo gli occhi fissi sullo splendore dellevento di Pentecoste (che spalanca le porte chiuse dalla paura e accende nel cuore di ogni uomo la speranza), ci lasceremo accompa-gnare dallesperienza della Samaritana; e il suo incontro con Ges ci aiuter a vivere i vari tempi dellAnno liturgico9.

    Francesco Cacucci Arcivesco