Guardaci ben! Ben son, ben son · PDF fileI collegamenti tra il canto XXX del Purgatorio e...

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  • Guardaci ben! Ben son, ben son Beatrice

    Lettura del XXX canto del Purgatorio

    A cura diLudovica ANGELUCCI

    Sharon ANTONININicola CURTI

    Susanna DE FLAVIISArianna DELLELICE Eleonora DE SANCTIS Andrea DI GIOVANNI

    Jennifer DI SANTE Francesca LA TORRE Nazar LUTSYSHYN

    Ilia MARINO SOKOLOV Davide OTTOMBRINI

    Giovanni PAGNONI Alessandro PIZZUTO

    Christopher SETA Vera VOLPE

    Referentiprof. Vincenzo NARCISO

    prof.ssa Paola PADOVANO

    Istituto NOSTRA SIGNORAPescara

    Classi III e V Liceo Scientifico e Liceo Linguistico Europeo

  • Introduzione

    Amor mi mosse

    La Commedia un percorso che comporta un continuo movimento, un continuo sguardo sulle

    proprie esperienze a partire da quelle di Dante.

    Il poema non avrebbe senso se alla base di esso non ci fosse il fine di arrivare al Bene, alla Verit:

    ma questo viaggio sarebbe mai stato possibile senza laiuto di unautorit in grado di indicare la via

    giusta al poeta?

    Sin dallinizio siamo smarriti nella selva oscura, un luogo dal quale non potremmo mai uscire da

    soli, c sempre bisogno di una guida, di un autore.

    Virgilio arriva ad assumere il ruolo di padre per Dante, capace, grazie alla sua esperienza, di

    donare uno sguardo critico, di creare un legame con il Bene, che si riverser sulle scelte che Dante

    far solamente quando sar pronto:

    lo tuo piacere omai prendi per duce (Purg., XXVII , 131).

    Dante matura e la sua anima tende verso il bene, egli pronto a salire in Paradiso, ma la strada non

    semplice, anzi, implica un enorme sacrificio: rimettere in gioco ogni conoscenza terrena per

    comprendere quella di Dio.

    Nei primi versi del canto che ci apprestiamo a leggere, Virgilio deve lasciare il poeta, lasciandogli

    una lacrima sul volto, ma lanima di Dante muta ed essendo in movimento grazie allamore (lat.

    movere ad) trova il volto di Beatrice, che gli permetter di fare esperienza del Vero.

    Beatrice e Virgilio sono figure fondamentali, in quanto rappresentano unautorit, ossia persone che

    accrescono e migliorano lanima di Dante, proprio per questo egli si muove con loro e le ama.

    2

  • IUna profezia che riaccade

    Nella parte iniziale del XXX canto del Purgatorio si conclude la processione che era iniziata gi nel

    canto XXIX e Dante fa molti riferimenti allApocalisse di San Giovanni.

    LApocalisse un testo biblico strutturato in 404 versetti: il termine deriva dal greco apokalypsis

    che vuol dire scoperta o rivelazione, e si rif al fatto che appunto vi si scopre il destino delluomo,

    che verr giudicato da Dio e risponder in prima persona di quanto compiuto in vita. Questopera

    stata scritta da San Giovanni anche con lo scopo di spingere i cristiani a resistere alle persecuzioni.

    Il testo inizia con le lettere indirizzate alle sette chiese dellAsia Minore; successivamente viene

    mostrato a San Giovanni cosa accadr alla fine dei tempi, poi il testo prosegue con lapertura del

    libro dei sette sigilli e si conclude con la sconfitta della bestia che rappresentava il male sulla terra.

    I collegamenti tra il canto XXX del Purgatorio e lApocalisse sono molteplici, perch Dante si

    ritrova nella stessa posizione di San Giovanni, vale a dire testimone del giudizio universale, e

    riporta la sua esperienza assumendo quasi lo stesso ruolo del santo e sostituendo limmagine di uno

    dei 24 anziani con quella delle sue guide (ossia Virgilio e Beatrice).

    Nel canto XXIX, Dante parla dei sette doni dello spirito santo e questo sar solo il primo

    riferimento al numero 7 in questo e nel successivo canto. Il numero non casuale, perch si

    riferisce al libro dei sette sigilli in cui appunto scritto tutto ci che accadr alla fine del mondo

    terreno, e rester fino ad allora nascosto alla conoscenza degli uomini.

    Troviamo il secondo riferimento allApocalisse con lemblema dei ventiquattro anziani, che nel

    testo apocalittico rappresentano gli uomini scelti da Ges per governare con Lui in cielo dopo aver

    portato il giudizio sulla terra.

    [il carro] fermo saffisse: la gente verace

    venuta prima tra l grifone ad esso

    al carro volse s come a sua pace; (Purg., XXX, 7-9).

    In questi versi Dante riprende appunto la figura dei ventiquattro anziani, definendoli gente veritiera;

    e qui troviamo anche la figura mitologica del grifone che rappresenta Cristo nelle sue due nature:

    umana (il leone) e divina (laquila).

    Lultimo riferimento quello al Giudizio Universale, che nellApocalisse avviene dopo che satana,

    il falso messia, e la bestia hanno contaminato il mondo per un millennio per poi essere gettati nelle

    fiamme eterne da Dio. Egli scender sulla terra e giudicher ogni uomo, decidendo se potr vivere

    beato o dovr soffrire nellinferno:

    Quali i beati al novissimo bando

    3

  • surgeran presti ognun di sua caverna,

    la revestita voce alleluiando,

    cotali in su la divina basterna

    si levar cento, ad vocem tanti senis,

    ministri e messaggier di vita eterna. (Ibidem, 13-18)

    Questo giudizio giunge per Dante in anticipo, per lo straordinario privilegio del viaggio

    ultraterreno grazie a Beatrice che con grande forza lo rimprovera in quanto egli ancora segnato

    dal dolore e dal peccato, perch egli si era trovato a percorrere questo viaggio a causa del suo

    smarrimento:

    Tanto gi cadde, che tutti argomenti

    a la salute sua eran gi corti,

    fuor che mostrarli le perdute genti. (Ibidem, 136-138)

    II

    Manibus , oh, date lila plenis! - Spargete gigli a piene mani (v. 21)Queste parole sono tratte dallEneide: Manibus date lilia plenis / purpureos spargam flores

    animamque nepotis / his saltem accumulem donis, et fungar inani / munere (libro VI, 883-885). In

    questi versi parla Anchise, che vuole esaltare il giovane Marcello, gi designato come successore di

    Augusto, ma morto tragicamente allet di soli diciannove anni, nel fiore della giovinezza.

    Le stesse parole ritornano nel v. 21 del XXX canto del Purgatorio, ma il loro significato cambia

    completamente, perch avviene qui il biblico passaggio dal lutto alla gioia

    La ripresa di questi versi dovuta al rispetto di Dante nei confronti del suo autore. Cos facendo, il

    poeta sottolinea limportanza dellesperienza antica: senza il maestro egli non sarebbe mai riuscito a

    fare il passo che lo ha portato oltre, che lo ha portato sempre pi vicino a Beatrice, sempre pi

    vicino al Bene.

    I versi di Dante sono in dissonanza rispetto a quelli di Virgilio, in quanto la gloria celebrata

    nellEneide per Marcello si conclusa con la morte, che rappresenta non solo la fine dei successi e

    della vita terrena, ma anche linevitabile fine di una stirpe. Anche Beatrice era morta, ma il passo

    compiuto da Dante supera lamore e la vita terrena: infatti questi versi hanno la funzione di

    introdurre la speranza che ritroviamo nel paradiso, un luogo dove tutto ci che era mortale si evolve

    e raggiunge lapice del proprio significato. Lobiettivo di qualsiasi esperienza situato nel Bene, in

    Dio, e proprio per questo qualsiasi azione ed esperienza fatta in terra trover senso e permetter

    ladempimento della felicit del proprio animo, puro come un giglio.

    4

  • Dover abbandonare il proprio autore una grandissima sofferenza: Virgilio era diventato ormai il

    dolcissimo patre di Dante, figura alla quale poteva rivolgersi in qualsiasi momento del suo percorso

    per far luce e trarre la verit che si cela dietro ogni evento.

    volsimi a la sinistra col respitto

    col quale il fantolin corre a la mamma

    quando ha paura o quando elli afflitto,

    per dicere a Virgilio: Men che dramma

    di sangue m rimaso che non tremi:

    conosco i segni de lantica fiamma.

    Ma Virgilio navea lasciati scemi (Purg., XXX, 43-49).

    Ogni singola goccia di sangue trema per la paura in Dante, quando egli si rivolge per lennesima

    volta al solo che possa dargli una spiegazione, ma che ormai non c pi. Labbandono di Virgilio

    indica soprattutto una crescita spirituale e morale in Dante, che ormai consapevole delle sue scelte

    ed pronto a vedere e giudicare nel modo giusto la realt ed soprattutto pronto ad affrontare

    qualcosa che supera la vita stessa: il Paradiso.

    Dante, perch Virgilio se ne vada,

    non pianger anco, non pianger ancora;

    ch pianger ti conven per altra spada (Ibidem, 55-57).

    Dante afflitto perch non sa se sar allaltezza di riconoscere la strada giusta da solo, ma in verit

    il pieno sacrificio avverr con lingresso nel Paradiso, dove bisogner rimettere in discussione tutto

    ci che il poeta ha vissuto: fino alla fine del Purgatorio stato un percorso umano, segnato prima da

    errori (nellInferno), ma poi da consapevolezza e pentimento (nel Purgatorio); ma la grazia di Dio

    non qualcosa di esente dai sacrifici, anzi larrivo al riconoscimento dei propri limiti umani

    dinanzi alla vastit del bene divino, che oltre a comprendere le intere conoscenza umane e i gesti di

    carit, tocca qualcosa di umanamente incomprensibile; tutto ci porter Dante a creare dei

    neologismi nel Paradiso per riuscire a testimoniare la sua esperienza: Trasumanar significar per

    verba / non si poria; per lessemplo basti / a cui esperienza grazia serba (Par., I, 70-72).

    Limportanza di Virgilio viene scandita nel XXX del Purgatorio, il canto in cui il suo nome viene

    pronunci