Griglia test spedagogia speciale perin c

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    03-Aug-2015
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1. La medicina riconosce limportanza della misura. Ad es. la fisiologia usa le leggi e i metodi di indagine della fisica. Gi alla fine dell800 Kraepelin cercava di mettere in luce deviazioni del comportamento attraverso test psicologici. La esistenza di parametri quantitativi avrebbe permesso secondo Kraepelin di stabilire con precisione e affidabilit il CONFINE tra malattia e normalit. In questa direzione andavano i tentativi del 1 Novecento di definire in modo scientifico i criminali attraverso misure delle loro caratteristiche fisiche La rilevazione di informazioni pu avvenire sia sottoforma verbale(colloquio, esplorazione, intervista e raccolta anamnestica ) che sottoforma scritta (test o questionari). Il colloquio presenta naturalmente dei vantaggi: Flessibilit Possibilit di ottenere molte informazioni I quali per sono controbilanciati dai seguenti svantaggi Minor possibilit di confronto Artefatti soggettivi Fattori di disturbo I test psicometrici si usano se vogliamo OBIETTIVARE differenze tra pazienti diversi (INTERINDIVIDUALI) o differenze nellevoluzione delle condizioni dello stesso paziente (INTRAINDIVIDUALI). IL PROCEDIMENTO prevede quindi che si rilevino le caratteristiche peculiari e si confrontano con le medie di 1 GRUPPO DI CONFRONTO (da cui il termine di TEST NORMOORIENTATI). Si tratta della storica controversa tra IDIOGRAFIA e NOMOTETICA. Per la idiografia lobiettivo la ricerca dellunico e inequivocabile e comprende necessariamente concretezza e accuratezza nella descrizione di oggetti complessi. La nomoetica si pone come obiettivo la ricerca di regole e leggi generali , tendendo verso le generalizzazioni per poter elaborare delle affermazioni centrali , favorisce una struttura analitica del pensiero e lo sviluppo di esperimenti. Cos il giudizio clinico viene detto anche giudizio causistico . allopposto il giudizio statistico si caratterizza per una elaborazione meccanica di dati. Noi ci occupiamo in questo corso della ricerca di leggi e regole. Necessitiamo quindi di dati numerici. I dati numerici che noi trattiamo dovranno inoltre essere analizzasi statisticamente. Cio che caratterizza la statistica che essa si occupa di propriet collettive: lindividuo ha importanza solo in quanto elemento di un aggregato. LA CARATTERISTICA DELLA STATISTICA E CHE ESSA SI OCCUPA DI PROPRIETA COLLETTIVE. Cosa fa la statistica? ESTRAENDO A CASO DA UNA POPOLAZIONE ALCUNI CAMPIONI CHE PURTROPPO POSSONO ESSERE TRA LORO DISOMOGENEI -SI CERCA (con la statistica) DI DETERMINARE LE PROPRIETA DEL GRUPPO, OVVERO UNA LEGGE GENERALE CHE DESCRIVE IN MEDIA UN COMPORTAMENTO DELLA POPOLAZIONE ALLO STUDIO I dati psicometrici sono particolari classificazioni del comportamento, attraverso cui un fenomeno complesso viene trasformato in una misura (per es. il punteggio d un test), che esprime la quantit in cui presente una certa abilit o caratteristica del soggetto. 1 2. Secondo la fondamentale teoria della misurazione, proposta da S. Stevens nel 1946 e nel 1950, la misurazione unassociazione tra una categoria (o simbolo formale) e un evento, o un oggetto o un individuo, in base a regole. Da un lato, la realt: Eventi che accadono nel tempo Oggetti presenti nel mondo reale Individui che attuano dei comportamenti Dallaltro, le categorie: Sistemi di categorie con i quali etichettiamo, codifichiamo, organizziamo gli eventi, gli oggetti o gli individui che fanno parte del mondo e della nostra esperienza sensibile. In mezzo, le regole Esistono delle regole di corrispondenza da rispettare per misurare in maniera corretta e accurata. In modo pi formale si dice che deve esistere Un sistema empirico che ha determinate caratteristiche (la realt) Un sistema numerico (leggi: formale) che deve riflettere le caratteristiche del sistema empirico (le categorie) Una funzione di omomorfismo che lega il sistema empirico con quello numerico (regole) La misurazione di un sistema empirico deve perci costruire un sistema numerico in modo tale che sia in una relazione di omomorfismo con il sistema empirico. Il caso o soggetto ci a cui si attua la misurazione. La variabile linsieme di categorie che utilizziamo per eseguire la misurazione del caso o soggetto. Perci, una variabile una propriet del soggetto (qualit, caratteristica), che varia da soggetto a soggetto. Esempi di variabili: Colore occhi (neri, verdi, marroni, azzurri) Altezza (0 cm, 1 cm, , 1,60 m, 1,61 m, ) Altri La variabile formata, quindi, da una serie di categorie che variano tra loro (da cui variabile). Ciascuna categoria viene detta livello, o modalit, della variabile. Per esempio, la variabile colore degli occhi formata da almeno 4 livelli (azzurro, verde, marrone, nero) che a seconda del soggetto a cui vengono applicate cambiano. ES. Misurazione di due soggetti in base alla variabile Altezza Si noti che, per rilevare e registrare le misurazioni eseguite, dobbiamo utilizzare uno strumento di misura- per es: un metro e una matrice dove scrivere le altezze un sistema di categorie e una griglia dove scrivere i colori Se lo strumento di misura in qualche modo problematico la nostra misurazione non pu essere corretta. E quindi necessario utilizzare strumenti di misura buoni e utilizzarli bene. Quindi: Evitare di utilizzare un metro elastico! Fissare bene il punto 0 del metro col punto di inizio della nostra misurazione! 2 3. Evitare un sistema di categorie per i colori degli occhi sbagliato (giallo, bianco, nero, rosso)! Far eseguire allosservatore un esame della vista! Ecc Ci possono essere 4 tipi di variabili a seconda del rapporto che intercorre tra le categorie (o livelli) che compongono le variabili stesse. Per identificare in quale delle quattro categorie ricade la nostra variabile , perci, necessario capire che rapporto c tra i livelli della variabile (cio capirne la natura). COS UNA VARIABILE CATEGORIALE: Se le categorie della variabile sono delle pure e semplici categorie discrete, qualitativamente diverse luna dallaltra, e non possono essere ordinate in nessun modo, allora la variabile detta categoriale o nominale o mutabile. Esempi: Genere (maschi, femmine) Religione (cattolica, ebrea, musulmana, protestante). Ai livelli della variabile possono essere assegnati dei nomi, come maschi e femmine, o dei codici astratti (es., a, b, c, d), ma mai dei valori numerici (es., 1, 2, 3, e 4) o ordinali (I, II, II, IV). COS UNA VARIABILE ORDINALE: Se i livelli possono essere ordinati in modo tale che uno viene prima di un altro, e cos via, allora la variabile viene detta ordinale. Esempi: Classe sociale (alta, media, bassa) Domande (da quelle pi aperte a quelle pi chiuse) Ad ogni livello pu essere quindi assegnato un valore ordinale (I, II, II, IV) ma mai un valore numerico che indichi che lintervallo tra i livelli costante o che il rapporto tra i livelli costante (es., 1, 2, 3, e 4). possibile immaginare che le diverse categorie di una variabile ordinale giacciano su di un continuum che va da un polo col massimo della propriet della variabile ad un polo col minimo della propriet. Per esempio, le domande in un questionario giacciono su un continuum che va da massima a minima apertura della domanda. COS UNA VARIABILE A INTERVALLI: Se i livelli della variabile possono essere, oltre che ordinati, anche numerati, cosicch ciascun livello corrisponde ad un numero, e se lintervallo tra un livello e quello adiacente costante (unit), allora la variabile viene detta a intervalli (o a intervalli equivalenti).Laspetto fondamentale che lintervallo, cio la differenza tra i livelli, sia costante. Perci, assolutamente equivalente se i valori attribuiti ai livelli sono 0, 1, 2, 3 e 4, oppure 2, 1, 0, +1, +2. Per esempio, Temperatura in Fahrenheit o in centigradi QI, Test .di atteggiamento e personalit. Poich la scala viene attribuita arbitrariamente ai livelli, anche il valore zero un valore arbitrario assegnato ad un livello, e non uno zero assoluto o naturale. Perci, lassegnazione del valore zero ad una caratteristica psicologica non indica unassenza reale di tale caratteristica ma un punto arbitrario del continuum nellintensit con cui tale caratteristica si pu manifestare. Conseguenze: se lo zero arbitrario, non si pu dire che una temperatura di 20 doppia rispetto a una di 10 (sebbene lo si faccia nel linguaggio quotidiano), ma solo che la differenza che esiste tra 20 e 10 la stessa che esiste, per esempio, tra 30 e 20. COS UNA VARIABILE A RAPPORTI: Quando lo zero indica la vera assenza di quantit misurata, la variabile in questione detta a rapporti (o a rapporti equivalenti).Se il punteggio della variabile doppio dellaltra, anche la stessa quantit misurata il doppio dellaltra. Esempi, Il n di errori in un testo scritto Il numero dei figli Et Peso Temperatura misurata sulla scala Kelvin. (lo zero implica la mancanza di movimento delle molecole!). 3 4. CLASSIFICAZIONE DIFFERENTE Da alcuni autori la distinzione qualitative/quantitative raggruppa categorie diverse: 1. Categoriali o nominali o mutabili=Qualitative 2. Ordinali Quantitative 3. A intervalli equivalenti* 4. A rapporti equivalenti* *Quantitative misurabili SEMPLICE METODO PER LINDIVIDUAZIONE DELLE VARIABILI 1] I livelli della variabile sono ordinabili in un qualche modo naturale? No, allora la variabile nominale. S, allora: 2] Gli intervalli tra i livelli della variabile sono equivalenti? No, allora la variabile ordinale. S, allora: 3] Lo zero indica veramente lassenza della quantit misurata? No, allora la variabile a intervalli. S, allora la variabile a rapporti. VARIABILI in base alla MISURABILIT DISCRETE Si dice discreta quella variabile che pu assumere un numero finito di valori, solitamente non frazionari, allinterno del suo ambito di variazione o tra due suoi punti qualunque (es., numero di figli). Anche se viene usata a volte come sinonimo di variabile qualitativa, cosa di per s scorretta, in realt pu assumere i valori della categorie delle variabili nominali, i ranghi delle v