GLI EDITORIALI - Io Roma · =l ik h j 8 e l 3 d l j igj < 2 l j - ff c lh e lk k l i gif l l jjgik...

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    18-Oct-2020
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  • GLI EDITORIALI

    5di Carla Cappiello

    6di Francesco Marinuzzi

    GLI ARTICOLI

    8D. Mazza

    18D. Morea, L. Bongiovanni

    24S. Cavallo

    32S. Armenia, C. Carlini, C. Volpetti

    38V. Bellucci, C. Del Prete, L. D’Angelo

    44M.Pizza

    56V. Capogreco, S. Ruggieri

    60G. Giarda

    66P. Cornelini, F. Boccalaro, G. Menegazzi

    74M. Pasqualini, G. Presti

    82M. Ieppariello

    2

    Som

    mar

    io

    1

  • 88G. Bava, A. Taglioni

    96Membri iscritti alla commissione “L’Ingegnere per il no profit” 23 Dicembre 2014

    GLI APPROFONDIMENTI

    104E. Ronzitti

    nolo a freddo nolo a caldo 118

    L’AREA WEB DEL QUADERNO E DELLA RIVISTA 128

    ,

    . R

    M.CerriIng, Ing. L.C. Chiarenza

  • Direttore responsabile

    Direttore editoriale

    Comitato di redazione

    Sezione A

    Sezione B

    Amministrazione e redazione

    Direzione artistica e Progetto grafico

    Stampa

    Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma

    Finito di stampare:

    Quaderno

  • L’ingegnere: un professionista al servizio della sanità

    Il saluto del Presidente

  • cittàvisibile città invisibile e sommersa

    History Channel

    energia

    smartcity

    visibile

    L’Editoriale

  • tradizionali visibili

    priva

    materiale

    sotterranea

  • a cura di

    commissione

    visto da

    REATTORE NUCLEARE DI IVGENERAZIONE REFRIGERATOCON PIOMBO BREST 300: LASIMULAZIONE NEUTRONICA

    TRAMITE IL SOFTWARE MCNPX,I FLUSSI NEUTRONICI E LA

    RISPOSTA DI UNA TIPICA SONDAPER REATTORI VELOCI.

  • L’impianto nucleare BREST 300

    International Atomic EnergyAgency Genera-tion IV International Forum

  • Potenza termica 700 MWPotenza elettrica netta 300 MWTemperatura del refrigeranteall’ingresso del core 693 KTemperatura del refrigerante all’uscita del core 813 KPressione del refrigerante 17 barFlusso del refrigerante attraverso il core 3.8Caduta di pressione all’interno del circuito primario 2 barNumero di generatori di vapore (GV) 8Numero di pompe primarie (assiali) 4Potenza del singolo generatore di vapore 87.5 MWCapacità di ciascun GV 185.7 t/hFluido del circuito secondario Water - steamTIN/TOUT per i GV 613 K / 793 KPIN/POUT per i GV 255 bar / 245 bar

    Temperatura dell’acqua all’ingresso del GV 538 K

    Strutture implementate nel codice di trasportodella radiazione MCNPX

    fuel assemblies

    Tabella 1 – Principali caratteristiche dell’impiantonucleare BREST 300 [1]

    Sezione con vista completa dell’impianto nucleare BREST 300 [1]

    Tabella 7Composizione isotopica del combustibile fresco

  • Barrette di combustibile per le regioni 1,2 e 3 del nocciolo

    Sezione di un elementodi combustibile (FA),

    misure in mm.

    Schematizzazione del core, deglielementi di controllo e del riflettore radiale

    Sezioneverticale della parte

    inferioredell’impianto [1]

    Sezioni orizzontalidell’impianto, come

    in figura 2 [1]

  • down-comer

    Tabella 10 - Composizione isotopica dell’acciaioHCM12A [3]

    Assemblaggioassorbitore (AA)

    Schema dellestrutture in-coreed ex-core daimplementare

    Sezione orizzontaledel sistemaimplementato, daMCNPX

    Sezione verticaledel sistemaimplementato, daMCNPX

  • – Spettro neutronico in corrispondenza della circonferenza medianadel down-comer

    – Spettro neutronico in corrisponenza dell’elemento di combustibilepiù periferico

    – Spettro neutronico al centro del nocciolo

    Spettri neutronici

    down-comer

    down-comer

    – Errore relativo per le misure dello spettro neutronico al centro delreattore

  • – Errore relativo per le misure dello spettro neutronico nel down-comer

    down-comer

    down-comer

    slow-downing

    down-comer

    Impiego di strumentazione neutronica: cameraa fissione per alte temperature.

    down-co-mer

    down-comer

    down-comer

    Detector, camera afissione Photonis

    CFUE32 [4]

    – Sezione d’urto (n, ) per 207Pb [5]

    Tabella 20 - Principali caratteristiche della camera a fissione Photonis CFUE32 [4]

  • down-comer

    down-comer

    down-comer

    down-comer

    down-comer

    Conclusioni

    down-comer

    Tabella 22 - Composizione isotopica dello strato sensibile interno alla camera a fissione Photonis CFUE32 [4]

    234U 235U 236U 238U 16OComposizione isotopica [%w/w] 0.059731 98.048936 0.039821 1.403686 0.447826

    Tabella 23 - Risposta della camera a fissione Photonis CFUE32 per un flusso termico [4]

    Thermal neutronic Signalflux [ n]

    [n/(cm2s]Pulse mode 103�108 10-3 conteggi/(s·n/(cm2s>)Campbelling mode 107�3·1012 4·10-29A2/(Hz·n/cm2)Current mode 109�1013 10-16A/n(n·cm-2s-1)

    Tabella 24 - Segnale in uscita dalla camera a fissione Photonis CFUE32 per il flusso neutronico tipico del BREST 300in corrispondenza del down-comer

    Neutronic flux [ n] Signal[n/(cm2s]

    Pulse mode 103�108 3.62·10-4 conteggi/(s·n/(cm2s>)Campbelling mode 107�3·1012 1.45·10-29A2/(Hz·n/cm2)Current mode 109�1013 3.62·10-17A/n(n·cm-2s-1)

    1

  • email:

    2

  • IL RUOLO DETERMINANTEDEL CONSULENTE TECNICO

    INGEGNERE PER ILSUCCESSO DELLE

    OPERAZIONI IN PROJECTFINANCING

    a cura di

    commissione

    visto da

    IntroduzioneProject Fi-

    nancing

    versus

  • versus

    Project Financing

  • Le attività del consulente tecnico ingegnereProject Financing

    Special PurposeVehicle

    “super partes”

    L’importanza del consulente tecnico ingegnere

    Project Finan-cing

    Project

    Project Financing

    Project Financing

  • modello finanziario

    modello finanziario

    Financinglimited-recourse

    Project Financing

    arranger

    VERIFICHE RISULTATI ATTESI

    Le attività del consulente tecnico ingegnere nell’ambito di un’operazione in Project Financing

  • abbastanza

    Project Financing

    cover ratiosDebt Service Cover Ratio Loan Life

    Cove Ratio

    Esempio di un modellodi un’iniziativa

    in Project Financing

  • sum-mary Project Fi-nancing

    Conclusioni

    Project Financing

    versus

    Project Financing

    Project Financing

    Project Fi-nancing

  • Quaderno

    ANALISI DELLA RISPOSTA DI MURI DI SOSTEGNOSOTTO AZIONE SISMICA

    a cura di

    commissione

    visto da

    Le opere di sostegno

  • La spinta sulle opere di sostegno

    L’analisi pseudostatica e l’analisi dinamica semplificata

  • Un modello analitico per il sistema muro-cuneo di terreno

  • INFRASTRUTTURE CRITICHEE POLITICHE DI INTERVENTO

    IN CASO DI CATASTROFI NATURALI:UN SISTEMA DI SUPPORTOALLE DECISIONI (DSS)

    IN AIUTO AL DECISION MAKING

    a cura di

    commissione

    2

  • Interdipendenza tra Infrastrutture CriticheProgramma Europeo

    per la Protezione delle Infrastrutture Critiche

    “infrastrutture materiali o di tecnologia del-l’informazione, reti, servizi e beni il cui dan-neggiamento o distruzione avrebbero gravi ri-percussioni sulla salute, la sicurezza e il be-nessere economico o sociale dei cittadini”

    cascading escalating

    3

  • Il grafico dello scena-rio “reference run” de

    “I limiti dello sviluppo”,1972.

    “prevedere, assorbire, adattarsi a, e/orecuperare rapidamente da un evento poten-zialmente catastrofico”Critical Infrastructure Resilience

  • sistemi dinamici, com-plessi e non lineari

    System Dynamics per l’analisi degli impatti

    System Dynamics

    Massachusetts Institute of Technology

    “UrbanDynamics” “Limitsto Growth”

    Progetto CRISADMIN: supporto allavalutazione degli impatti dell’AlluvioneGenova 2014

    System Dynamics

  • urbane

    Energy, Telecommunication, Transportation eApparatus

    floo-ding bombing attack

    soft

    Risultati del test dipolitiche di intervento

    alternative.

  • System Dynamics

    decision-makers

    System Dynamics

  • LE REGOLE PER LA DETERMINAZIONE DELLASUPERFICIE DEGLI IMMOBILI URBANI:

    DPR N. 138/98a cura di

    commissione

    visto da

  • zione ordinaria

    Nor-me tecniche per la determinazione della super-ficie catastale delle unità immobiliari a destina-

    Superficie lordaVendibile della unità con

    funzione principale

    +

    Superficie ponderataPertinenze accessorie

    Superficie ponderataPertinenze ornamento

    Superficie commerciale

  • Criteri generali per il calcolo della “Superficieprincipale”

    ■ Qual è l’unità di consistenza?

    ■ Come si computa la superficie?

    ■ Quali sono i criteri generali per il calcolodella superficie?

    Criteri di ponderazione per il calcolo della“Superficie accessoria”

    ■ Unità immobiliari appartenenti alladestinazione residenziale ed alla destinazionepubblica:

    unitàimmobiliare urbana

    autonomia funzionale epotenzialità reddituale.

    autonomia funzionale ereddituale

    1) Unità immobiliari a destinazione abitativa ditipo privato e locali destinati a funzionicomplementari

    2) Unità immobiliari a destinazione pubblica odi interesse collettivo:

    Unità immobiliari a destinazione terziaria ocommerciale:

  • ■ Unità immobiliari a destinazione terziaria ecommerciale

  • PEC E FIRMA DIGITALE:COSA SONO E COME UTILIZZARLE

    a cura di

    commissione

    visto da

    electronic IDentificationAuthentication and Signature

  • La firma digitale

    Certifi-cation Autority

    Cosa occorre per firmare

    Certification Autority

  • Smart Card

    Smart Card

    Smart Card

    Smart Cardlibreria software

    Smart Cardlibreria

    software

    Come si firma

    Smart Card

    Certification Auto-rity rootCA

    Smart Card

    Smart Card

    smart

    Personal Identification Number

    Smart Card

    Firma a chiaviasimmetriche

  • Smart Card

    sha256WithRSAEncryption con paddingSmart Card

    message digest ha-sh

    Aziende e Security

  • Time Stamping Authority

    Advanced Electronic Signature Format

    ETSI TS 101 733 V1.7.4 -CMS Advanced Electronic Signature

    p7m

    ETSI TS 102 778 - PDF Ad-vanced Electronic Signature

    ETSI TS 101 903 - XML Ad-vanced Electronic Signature

    xml

    metadati

    Come verificare la firma

    Certificate Revocation LisOnline Certificate Status Protocol

    hash

    ti-me stamping

    La posta elettronica certificata: cos’è e comesi usa

    3

  • La casella di posta certificata

    Posta certificata

    4

  • Programma di Posta Elettronica o Web Mail

    MUAMail User Agent

    Composizione del messaggio

    smtp deli-very report

    Ricevute di Accettazione e ConsegnaHome Page WebMail

    ARUBA

  • daticert.xml,

    daticert.xml

    Avvisi ed altre Ricevute

    Esempio di ricezione

  • daticert.xml

    – Regolamento eIDAS N. 910/2014 del PARLA-MENTO EUROPEO e del CONSIGLIO del 23 lu-glio 2014, in materia di identificazione elettronicae servizi fiduciari per le transazioni elettronichenel mercato interno e che abroga la direttiva1999/93/CE.

    – Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministridel 24 ottobre 2014 - Definizione delle caratteri-stiche del sistema pubblico per la gestione dell’i-dentità digitale di cittadini e imprese (SPID), non-ché dei tempi e delle modalità di adozione del si-stema SPID da parte delle pubbliche amministra-zioni e delle imprese.

    – Determinazione Commissariale n. 63/2014 - Mo-dalità di attuazione dell’articolo 19, comma 7 (Fir-ma digitale verificata), del DPCM 22 febbraio2013 recante “Regole tecniche in materia di ge-nerazione, apposizione e verifica delle firme elet-troniche avanzate, qualificate e digitali, ai sensidegli articoli 20, comma 3, 24, comma 4, 28,comma 3, 32, comma 3, lettera b), 35, comma 2,36, comma 2, e 71.”

    – d.P.C.m. del 22 febbraio 2013 – Regole tecnichein materia di generazione, apposizione e verifica

    delle firme elettroniche avanzate, qualificate e di-gitali.

    – Delibera CNIPA del 21 maggio 2009, n. 45 – Re-gole per il riconoscimento e la verifica del docu-mento informatico, e successiva modificata Digit-PA del 28 luglio 2010, n. 69

    – Legge del 28 gennaio 2009, n. 2 di conversionedel D.L. 29 novembre 2008, n. 185 (artt. 16 e 16-bis) che rende obbligatorio l’uso della Posta Elet-tronica Certificata per le Aziende e i Professioni-sti.

    – Il Decreto Legislativo del 4 Aprile 2006 n. 159. Di-sposizioni integrative e correttive al D.Lgs. del 7marzo 2005 n. 82 “Codice dell’AmministrazioneDigitale” (CAD) che raccoglie e coordina una se-rie di norme eterogenee che riguardano l’uso del-le tecnologie dell’informazione nella pubblicaamministrazione.

    – DPR Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68 - Rego-lamento recante disposizioni per l’utilizzo dellaposta elettronica certificata, a norma dell’articolo27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3.

    – Decreto Ministeriale 2 novembre 2005 - “Regoletecniche per la formazione, la trasmissione e lavalidazione, anche temporale, della posta elettro-nica certificata”.

  • Arch. Giancarlo De Carlo - Archivi (Urbino)

  • VERIFICA DI CAPACITÀ PORTANTE DIFONDAZIONI DIRETTE IN FASE SISMICA

    a cura di

    commissione

    visto da:

    Premessa

    Verifiche agli stati limite ultimi

  • Definizione dell’azione sismica secondo lanormativa vigente

    valutazione della resistenza con ap-procci pseudo-statici se la determinazione del-le azioni discende da un’analisi pseudo-statica

    l’azionedel sisma si traduce in accelerazioni nel sotto-suolo (effetto cinematico, K

    hk) e nella fondazio-

    ne, per l’azione delle forze d’inerzia generatenella struttura in elevazione (effetto inerziale,K

    hi).

    Khi

    Khk

    kh

    Metodo di Cascone

    effetto cinematico

    effetto inerziale

    Verifica Coefficiente Coefficiente Coefficienteparziale parziale parziale(R1) (R2) (R3)

    Verifica Coefficiente Coefficiente Coefficienteparziale parziale parziale(R1) (R2) (R3)

    Tabella 1 - Coefficienti parzialiRper le verifiche agli stati limite ultimi

    STR e GEO di muri di sostegno (tab. 6.5.I NTC2008)

    Tabella 2 - Coefficienti parzialiRper le verifiche agli stati limite ultimi

    di fondazioni superficiali (tab. 6.4.I NTC2008)

    Altri metodi di calcolo della capacità portantedi fondazioni dirette in condizioni sismiche

    Metodo di Paolucci e Pecker

    yield design theory

  • vi

    kh

  • Tabella 1

    Conclusioni

  • LA MANUTENZIONE DIFFUSA DELTERRITORIO: UN CONTRIBUTO

    NECESSARIO ALLA MITIGAZIONE DELRISCHIO IDRAULICO

    a cura di

    commissione

    visto da:

  • Introduzione

    Il dissesto idrogeologico in Italia

    dissesto idrogeologicol’insieme di quei fenomeni connessi al

    rovinoso defluire delle acque libere in superfi-cie e all’interno del suolo, producendo effettiche possono portare alla perdita di vite umane,ad alterazioni delle attività e delle opere del-l’uomo e dell’ambiente fisico

    Gli strumenti di prevenzione

  • Piano di bacino idrografico

    Piano straordinario

    Piano stralcio di Assetto Idrogeologico (PAI)

    Piano Territoriale Paesaggistico (PTP)

    Piano dei Parchi (PP)

    Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

    Fonte: elaborazione CRESME Demo/SI su dati ISTAT

  • I costi del dissesto idrogeologico

    Costi relativi ad interventi finanziati a valle di eventi di dissesto idrogeologico e terremoti nel periodo 1944-2012. Fonte: Rapporto “Terra e sviluppo. Decalogo della Terra 2010 – Rapporto sullo stato del territorio italia-no” (Consiglio Nazionale Geologi in collaborazione con CRESME integrati con dati provenienti dal Dipartimen-to della Protezione Civile e dal MATTM).

  • La mitigazione del rischio idraulico attraversola manutenzione diffusa del territorio

    Numero di interventi to-tali confrontato con il

    numero di interventi ul-timati per anno periodo(1999-2014) – ReNDiS(Repertorio Nazionaledegli interventi per la

    Difesa del Suolo)

    4

  • Lo Stato delterritorio italiano 2012. Insediamento e rischio si-smico e idrogeologico

    Terra e sviluppo. Decalogo del-la Terra 2010 – Rapporto sullo Stato del territorioitaliano

    Evoluzione del climaed impatti dei cambiamenti climatici – Sintesidel contributo ENEA alla Terza ComunicazioneNazionale dell’Italia alla UN-FCCC

    I costi del ri-schio idrogeologico – Emergenza e Prevenzio-ne

    Ecosistema Rischio – Monitoraggio sulle attivitàdelle amministrazioni comunali per la mitigazio-ne del rischio idrogeologico.

    Le buone pratiche per gestire il territorio e ri-durre il rischio idrogeologico

    Elementi peruna strategia nazionale di adattamento ai cam-biamenti climatici

    Criteri e tecnicheper la manutenzione del territorio ai fini dellaprevenzione del rischio idrogeologico

    5

  • INTRODUZIONE ALLAINGEGNERIA NATURALISTICA

    a cura di

    commissione

    visto da

    Introduzione

    Un po’ di storia

    Ingenieurbiologie

  • Tipiche opere romaneriferibili all’ingegnerianaturalistica

    Sistemazione congraticciate alte viventidi un tronco delTorrente Bourget inFrancia disposte comesoglie a valle di brigliein muratura. Anche quile tipologie impiegatedipesero dalla funzioneassegnata ai manufatti

    Taleae sesquipedalesterreno inmersae paulum obruuntur -

    ingulisordinibus cespitum -

    ontexa viminibus membra -

    iminea loricula -

    Si lapis non erit, perticis saligneis viri-dibus controversus conlatis consterni-to; si pertica non erit, sarmentis conli-gatis -

  • Federa-cion de Ingenieria del Paisaje

    Österreichischer Ingenieurbiologischer Verein

    Sicherungsarbeiten im Landschaft-sbau

    Gesell-schaft für Ingenieurbiologie

    Verein fürIngenieurbiologie

    Ingenieurbiologie

  • ■ Interventi stabilizzanti

    Vis Vitalis

    Le tecniche di ingegneria naturalistica

    ■ Interventi antierosivi di rivestimento

    Idroseminatrice suscarpata ad Atina (FR)(aprile 2002)

    Gradonate vive suversante in Loc. S.Caterina Val Canale(UD)

  • Gradonate vive, canaletta con graticciata pressometanodotto Malborghetto-Bordano (UD) (2002)

    Gradonate vive, canaletta con graticciata pressometanodotto Malborghetto–Bordano (UD), quattroanni dopo (2006)

    Dune protette da schermi frangivento lineari alla focedel Coghinas (2005)

    Palificata viva su versante Colle Melfa (FR) (marzo2001)

    Interventi come da foto precedente a distanza di unanno (maggio 2002)

    Grata viva a Cadibona (SV), lungo la linea FS Geno-va-Torino (1994)

  • ■ Interventi combinati di consolidamento

    La progettazione degli interventi di ingegnerianaturalistica

    iter

    Potenzialità dell’Ingegneria Naturalistica inItalia

    Livello minimo dienergia negli interventidi I.N.

  • Atti del congresso internazionale: tecniche di ri-naturazione e di ingegneria naturalistica

    Sistemazione tecnica e biologica dei corsi d’ac-qua: 20 anni di esperienze

    Manuale tecnico di Ingegneria Naturalistica

    Principi e linee guida per l’Ingegneria Naturalisti-ca

    Interventi di sistemazione del territorio con tecni-che di ingegneria naturalistica

    Manuale tecnico di Ingegneria Naturalistica

    Interventi di Ingegneria Naturalisticanel Parco Nazionale del Vesuvio

    Tecniche naturalisti-che nella sistemazione del territorio

    - Principi metodi e deontologiadell’ingegneria naturalistica

    - Manuale di Ingegneria Na-

    turalistica per le scuole secondarie

    - Quaderni di cantiere,Piante al posto del cemento

    Il dimensionamento delleopere di ingegneria naturalistica,

    Manuale di Inge-gneria Naturalistica applicata al settore idraulico

    Manuale di Inge-gneria Naturalistica applicata al settore strade cave, di-scariche e coste .

    Manuale di Inge-gneria Naturalistica applicata alle sistemazioni di ver-sante

    Bioingegneria Forestale - BiotecnicaNaturalistica

    Ingegneria Naturalistica -Manuale delle opere in terra

    Ingegneria Naturalistica -Manuale delle costruzioni idrauliche

    Tecniche di Ingegneria Naturalistica

    Interventi di diversificazione morfologica perl’aumento della biodiversità sul Rio Fontanelle aCassino (FR) (2002)

    Interventi di diversificazione morfologica perl’aumento della biodiversità sul Rio Fontanelle aCassino (FR), a distanza di un anno (2003)

  • Le normative di riferimento

    Quaderno

    IL RUOLO DELL’AUDITOR NEI SISTEMIDI GESTIONE – METODI E

    COMPORTAMENTI

    a cura di

    commissione

    visto da:

  • Gui-delines for auditing management Systems

    Le caratteristiche principali di un audit disistema

    Non è importante quelloche scoprite, è importante cosa fate relativa-mente a quello che avete scoperto

  • gli audit nonsiano fini a se stessi

    La figura dell’auditor

  • Plan-Do-Check-Act

    lavorare in armonia purnel rispetto delle parti

  • prove

  • High Level Structu-re

    5

  • “Risk-Based-Thinking”

    Plan-Do-Check-ActRisk-Based-Thinking

    stakehol-der

    market share

    stakeholders

    Risk BasedThinking

    stakeholder

    “tool”

    6

  • Quaderno

    IL VALORE CAUZIONALENELLE VALUTAZIONI DEGLI

    IMMOBILI PER LACONCESSIONE DEL CREDITO

    a cura di

    commissione

    visto da:

    Introduzione

    corpus

    Mort-gage Lending Value

  • Bruxelles, la sede del Parlamento EuropeoFigura 2: Gli standard divalutazione internazionalipubblicati dal IVSC –International ValuationStandard Council nel 2013

    Figura 3: Gli standard divalutazione europei pubblicatidal TEGoVA – The EuropeanGroup of Valuers’Associations nel 2012

    Il valore cauzionale1) definizione

    International Valuation Stan-dards European Valuation Stan-dards

    va-lore del credito ipotecario

    Per «valore del credito ipotecario» si in-tende il valore dell’immobile quale deter-minato in base ad un prudente apprez-zamento della futura negoziabilità del-l’immobile stesso, tenuto conto degliaspetti durevoli a lungo termine dell’im-mobile, delle condizioni normali e localidel mercato, dell’uso corrente dell’im-mobile e dei suoi appropriati usi alterna-tivi. Nella stima del valore del creditoipotecario non possono intervenire con-siderazioni di carattere speculativo. Il va-lore del credito ipotecario è documenta-to in modo chiaro e trasparente.

    Il valore di mercato è l’ammontare sti-mato per il quale un determinato immo-bile può essere compravenduto alla datadella valutazione tra un acquirente e unvenditore, essendo entrambi i soggettinon condizionati, indipendenti e con in-teressi opposti, dopo un’adeguata atti-vità di marketing durante la quale en-trambe le parti hanno agito con egualecapacità, con prudenza e senza alcunacostrizione.

    2) caratteristiche

  • esistono notevoli differenze tra il valoredi mercato e il MLV: il primo è ricono-sciuto a livello internazionale ai fini delladeterminazione del valore di un immobi-le in un momento determinato. Il valoredi mercato stima il prezzo che si può ot-tenere per un immobile alla data di valu-tazione, a prescindere dal fatto che talevalore possa variare molto rapidamentee non essere più valido. Al contrario, loscopo del MLV è fornire un valore soste-nibile a lungo termine, che consideri l’a-deguatezza di un immobile a essereusato come garanzia per un prestitoipotecario, indipendentemente dalle fu-ture fluttuazioni del mercato e su unabase più stabile. Il MLV indica un impor-to di solito inferiore al valore di mercatoe quindi in grado di assorbire le fluttua-zioni a breve termine, allo stesso temporispecchiandone con precisione il trenda lungo termine di fondo.

    market approachincome approach

    Figura 4: Gli standarddi valutazione italianipubblicati daTecnoborsa nel 2011

    Figura 5: Grafico dell’andamentodell’IPAB – Indice dei Prezzi delleAbitazioni per il periodo 2011 –2014 redatto dall’ISTAT su basenazionale

    Figura 6: Linee guida per lavalutazione degli immobili ai finidella concessione del creditoredatte dall’ABI – AssociazioneBancaria Italiana

  • cost approach

    Market Comparison Approach

    High and Best Use

    ConclusioniMortgage Lending

    ValueSchema graficodell’MCA – Market

    Comparison Approach

  • International Valuation Standards International Valuation Standards CommitteeEuropean Valuation Standards The European Group of Valuers Associa-tions

    Italian Property Valuation Standard

  • IN VISTA DEL SEMINARIO NAZIONALESUL PARCO TECNOLOGICO:

    APPROFONDIMENTI TECNICI CHE SI AUSPICAVENGANO ILLUSTRATI IN QUELLA SEDE

    a cura di

    commissione

    Questo articolo riporta alcuni elementi conoscitivi e riflessioni elaborateall’interno della Commissione Gestione Impianti Nucleari dell’Ordine degli

    Ingegneri della Provincia di Roma sul deposito nazionale per rifiutiradioattivi. Pur essendo presenti, all’interno della Commissione,

    professionalità e informazioni tali da disporre di un quadro abbastanzacompleto sulla situazione attuale, si è ritenuto utile presentare, in una

    forma per quanto possibile scevra da tecnicismi, alcune questioni che,per il particolare rilievo, si ritiene meritino un adeguato approfondimento

    nel corso del seminario nazionale

  • Approfondimenti attesi

    diffuse e capillari campagne di infor-mazione e comunicazione alla popolazione inordine alle attività da essa svolte

    Introduzione

    Deposito nazio-nale

    Parco tecnologico

    approfonditi tutti gli aspetti tecnicirelativi al Parco Tecnologico, con particolare ri-ferimento alla piena e puntuale rispondenzadelle aree individuate, ai requisiti dell’AIEA edell’Agenzia1 ed agli aspetti connessi alla sicu-rezza dei lavoratori, della popolazione e del-l’ambiente

  • ■ Norme di riferimento

    ■ Istituzioni ed enti coinvolti

    pareri vincolanti

  • screening

    autorizzazione unica

    definitivo preli-minare

  • se-curity by design

  • Conclusioni

    questioning attitude

  • STARTUP ORGANIZZAZIONE NO PROFIT

    a cura di

    commissione

    visto da:

    6

  • 7

  • Esperienza personale membro dellaCommissione

  • Arch. Santiago Calatrava - Città dello Sport - Tor Vergata (Roma)

  • Arch. Santiago Calatrava - Città dello Sport - Tor Vergata (Roma)

  • Introduzione

    Differenza tra riconoscimento del titolo di studio e riconoscimento del titolo professionale

    LA FIGURA PROFESSIONALE DELL’INGEGNERE INEUROPA ED IL RICONOSCIMENTO DEI TITOLIPROFESSIONALI CONSEGUITI ALL’ESTERO

    a cura di

    approfondimenti

  • Il Database della Commissione Europea sulleprofessioni regolamentate

  • Utilizzo del titolo professionale

    Diritto di stabilimento e libera prestazione diservizi

    installarsi

    stabilito

  • stabilitoinstallarsi

    La libera prestazione di servizi

    una tantumIl diritto di stabilimento

  • Settore civile – ambientale

    Settore industriale

    Settore dell’informazione

  • Il riconoscimento dei titoli professionaliconseguiti in ambito non comunitario

  • Il sistema IMI

    Internal Market Information System

  • Il Database della Commissione Europea el’art. 59 della direttiva 2005/36/CE: l’eserciziodi trasparenza e la mappatura delleprofessioni

    mutual evaluation of regulatedprofessions

    natio-nal reports

    PeerReview

    La peer review per le professioni di architettoed ingegnere civile

  • construction and busi-ness sector

    7

  • continuous professional develop-ment

    La Tessera Professionale Europea

    8

  • Euro-pean Professional Card

  • Conclusioni

  • STUDIO MORENO MAGGI PHOTOGRAPHERArchitettural and Fine-art Photography

    Roma: Via Francesco Milizia, 1 - 00196 Tel./Fax 06.32.33.099 Port. 347.81.55.451New York: 100 Hudson Street Suite n° 7/A N.Y. 10013 Tel./Fax 212.96.68.612

  • RUOLI E RESPONSABILITÀ NELL’AMBITODEI CONTRATTI DI NOLEGGIO ATTREZZATURE:

    IL DIVERSO REGIME DI TUTELA NEI CASI DINOLO A FREDDO E DI NOLO A CALDO

    a cura di

    approfondimenti

    , Ing. L.C. Chiarenza

  • nolo a caldo

    nolo a freddo

    nolo a caldo,

    (Sentenza Cassazione Penale n. 20478 del20.05.2007).

    CassazionePenale, Sez. 4, 5 giugno 2009, n. 23604).

    con la quale una parte si obbliga afar godere all’altra una cosa mobile o immobileper un dato tempo verso un determinato corri-spettivo

    ”...una parte assume, con organizzazio-ne dei mezzi necessari e con gestione a pro-prio rischio, il compimento di un’opera o di unservizio verso un corrispettivo in danaro

    Nolo a freddo)

  • “nolo a caldo è un contratto di locazione acui si aggiunge una prestazione d’opera:insomma l’impresa che noleggi le macchi-ne mette a disposizione anche il personalein grado di usarle, farle funzionare corretta-mente

    “Ha sempre sostenuto l’esclusionedi tali contratti dall’ambito operativo dell’in-versione contabile, in considerazione delfatto che il contratto di “nolo a caldo” siconfigura come una prestazione di servizi,diversa dal contratto di appalto. Se il mac-chinario con il personale agisce sotto le di-rettive del direttore di cantiere dell’appalta-tore siamo in presenza di un nolo a caldoviceversa, se abbiamo il noleggio, il perso-nale ed anche l’obbligo di ottenere un certorisultato, siamo in presenza di sub appal-to”;

    se il prestatore è chiama-to ad eseguire il servizio in qualità di “meroesecutore” materiale delle direttive delcommittente, venendo a mancare uno deglielementi tipici del contratto d’appalto, ossia

    l’autonomia organizzativa, il meccanismodel “reverse charge” non deve essere ap-plicato”;

    “ ... solo noleggio del propriomezzo guidato da un proprio dipendentetrattasi, secondo la qualificazione eseguitadalla giurisprudenza di questa Corte, delc.d. Nolo a caldo che secondo la giurispru-denza di questa Corte (vedi per tutte Cass.Sent. 39913 del 2005) è costituito dallaconcessione in uso di macchinari e la forni-tura di personale specializzato per l’usodello stesso. È quindi un contratto innomi-nato caratterizzato da una prestazione prin-cipale, avente ad oggetto la locazione o ilc.d. noleggio di un macchinario e da unaaccessoria rappresentata dall’attività delsoggetto addetto. Tale contratto, qualora ilavori non superino una determinata per-centuale, non comporta neppure la viola-zione del divieto di subappalto di cui allaLegge 13.09.1982, n. 646, art. 21

  • ” [omissi] - La giuri-sprudenza ha, inoltre, evidenziato quali sianogli elementi utili ai fini della qualificazione dellafattispecie concreta in termini di nolo a caldo,nonché la differenza esistente, a prescinderedal nomen iuris attribuito dalle parti al rapportonegoziale, tra quest’ultima e gli schemi contrat-tuali dell’appalto e del subappalto (artt. 1655c.c. e ss.).Nello specifico, l’appaltatore e l’eventuale su-bappaltatore si obbligano nei confronti delcommittente al compimento di un’opera ovveroalla prestazione di un servizio, organizzando imezzi di produzione e l’attività lavorativa per ilraggiungimento di un risultato produttivo auto-nomo.Diversamente, nel nolo il locatore mette a di-sposizione solo il macchinario ed, eventual-mente, l’addetto al suo utilizzo, senza alcunaingerenza nella attività produttiva e nell’orga-nizzazione aziendale del noleggiatore.La distinzione operata dalla giurisprudenza,sia pure ai fini della corretta applicazione delletutele prevenzionistiche di cui al D.Lgs. n.81/2008, trova conferma nelle disposizioni nor-mative contenute nel D.Lgs. n. 163/2006, con-cernenti la disciplina regolatoria in materia dicontratti pubblici.L’art. 118 del D.Lgs. citato contempla, infatti,uno specifico regime autorizzatorio per i con-tratti di subappalto in senso stretto, intesi qualicontratti derivati in virtù dei quali l’appaltatoreaffida a terzi l’esecuzione, in tutto od in parte,del servizio assunto.

    La disposizione prevede altresì, al comma 11,in relazione alle altre categorie di subcontratti –aventi ad oggetto attività ovunque espletateche richiedono l’impiego di manodopera, qualiforniture con posa in opera e noli a caldo –l’applicazione della medesima disciplina auto-rizzatoria del subappalto se ricorrano determi-nati presupposti, ossia il contratto sia di impor-to superiore al 2% del valore delle prestazioniaffidate o a 100.000 euro e l’incidenza del co-sto della manodopera e del personale sia su-periore al 50% dell’importo del contratto da af-fidare”.

    Più in particolare si ricordano le argomentazio-ni sostenute dalla Corte di Cassazione con lasentenza n. 6208/2008 che non ha escluso lapossibilità di applicare la solidarietà nei rap-porti tra un consorzio e imprese consorziateassegnatarie dei lavori sia pur in assenza di unvero e proprio contratto di subappalto. Nellospecifico la Suprema Corte, nel richiamarel’art. 141, comma 4, D.P.R. n. 554/1999, in virtùdel quale

    , ha affermato che l’intenzionedel Legislatore, secondo un’interpretazione inchiave sistematica, non è stata quella di esclu-

  • dere le speciali e necessarie tutele previste afavore dei lavoratori contemplate dalla discipli-na civilistica dell’appalto ovvero del subappal-to (cfr. art. 1676 c.c.). Da ciò sembrerebbeevincersi che, in tali ipotesi, sia comunquepossibile applicare garanzie di carattere so-stanziale a tutela della persona che lavora,prevalendo queste ultime sui profili afferenti al-la qualificazione giuridica di tipo formale in me-rito alla natura del negozio di affidamento deilavori.Sullo stesso tenore si segnala anche una suc-cessiva sentenza di merito secondo cui “la fat-tispecie del nolo a caldo e dell’appalto dei ser-vizi possono essere assimilate, sussistendo lastessa ratio di tutela del lavoratore dipendentedell’impresa effettivamente operante” (Trib. Bo-logna, 22 novembre 2009).

    ex A.V.C.P. che nella DETERMI-NAZIONE n. 6/2003 del 27 febbraio 2003

    “ [omissis] prima di esaminare la portata dellevariazioni introdotte dalla legge n.166/02, ap-pare opportuno richiamare il contenuto del-l’art.18, comma 12, della legge n. 55/90 e s.m., laddove si chiarisce che “

    , se singolarmente di importo superioreal 2 per cento dell’importo dei lavori affidati odi importo superiore a 100.000 ECU e qualoral’incidenza del costo della manodopera e delpersonale sia superiore al 50 per cento dell’im-porto del contratto da affidare”.A questa disposizione si è ricollegato l’art.141,comma 5, del D.P.R. 21 dicembre 1999 n. 554,per precisare che “le attività ovunque espletateai sensi dell’articolo 18, comma 12, della legge19 marzo 1990, n. 55, sono quelle poste in es-sere nel cantiere cui si riferisce l’appalto”.Il testo del suddetto comma 12 si è tuttaviaprestato alla seguente duplice interpretazione,per quanto concerne l’estensione dell’ambitoapplicativo:1) qualsiasi sub-affidamento di valore conte-

    nuto entro le soglie (percentuali o in valoreassoluto) indicate dalla legge n. 55/90 e s.m. non va considerato subappalto e non èquindi sottoposto al regime di autorizzazio-ne;

    2) i soli sub-affidamenti relativi a prestazioninon qualificabili come lavori sono sottrattialla disciplina che regola il subappalto, pur-ché di incidenza inferiore alle predette so-glie.

    Nella prima delle due interpretazioni – che è ri-sultata in questi anni ampiamente condivisa

  • dalle stazioni appaltanti e dalle imprese appal-tatrici – tutti i sub-contratti per i quali non sussi-steva la concorrenza delle condizioni anzidetteerano svincolati dalla disciplina autorizzatoriadel subappalto, descritta nell’art.18, commi 3,4, 6, 7, 8 e 9 della legge n. 55/90 e s. m., risul-tando unicamente necessario l’obbligo di co-municazione alla stazione appaltante, ai sensidell’ultimo periodo del comma 12 del predettoarticolo.Riferendosi invece alla seconda interpretazio-ne, va richiamato qui quanto già affermato daquesta Autorità nella determinazione n.12/2001, laddove si specificava che mentre icommi da uno ad undici ed i commi tredici equattordici dell’art.18 della legge n. 55/90 e s.m. “contengono le disposizioni da applicarsiper il subappalto delle prestazioni che sonoqualificate come lavori”, il comma dodici “ope-ra una definizione legale del subappalto”,estendendo le garanzie previste per i lavori aquei “sub-contratti relativi a prestazioni chenon sono lavori ma prevedono l’impiego di ma-no d’opera, come quelli di fornitura con posa inopera e di nolo a caldo”, nel caso in cui talisub-contratti avessero assunto un’incidenzapercentuale superiore a quella precisata nellanorma ed un costo della mano d’opera, esple-tata in cantiere, superiore al 50% dell’importodel sub-contratto.Come appare evidente, fra le due interpretazio-ni possibili della norma in questione vi era spa-zio per una divergenza sostanziale, concer-nente l’estensione (o meno) della disciplina au-torizzatoria al singolo subappalto di lavori, sedi importo complessivo non superiore alle so-glie percentuali indicate dalla legge.A fronte di questo possibile duplice quadro in-terpretativo, con l’entrata in vigore della leggen. 166/02 – pubblicata sul supplemento ordina-rio alla G.U. n.181 del 3 agosto 2002 – è inter-venuta una significativa innovazione nella sud-detta materia, stante il tenore dell’art.7, comma3, che introduce una variazione all’art.18, com-ma 9 della legge n. 55/90 e s. m., sotto formadi aggiunta del seguente periodo: “Per i su-bappalti o cottimi di importo inferiore al 2 percento dell’importo dei lavori affidati o di impor-to inferiore a 100.00 euro, i termini per il rila-scio dell’autorizzazione da parte della stazioneappaltante”. Va inoltre aggiunto che tale varia-zione non è stata accompagnata da alcunamodifica del successivo comma 12 del mede-simo art.18, il quale sottrae alla definizionestessa di subappalto (e quindi al regime di au-torizzazione) “qualsiasi contratto avente ad og-getto attività ovunque espletate che richiedonol’impiego di manodopera, quali le forniture conposa in opera e i noli a caldo”, purché di inci-

    denza non superiore al 2 % dell’importo dei la-vori affidati o – in valore assoluto – a 100.000euro, oppure, qualora di incidenza superiore atali soglie, il peso della mano d’opera sia nonsuperiore al 50% dell’importo totale del con-tratto.Prescindendo dal congetturare eventuali anti-tesi contenute nel testo di legge o dall’invocarel’implicita abrogazione di una norma prece-dente, resa incompatibile per effetto di quellasopravvenuta, deve invece trarsi dalle consi-derazioni esposte un convincimento rafforzatocirca la validità di quanto ritenuto nella citatadeterminazione n. 12/2001, che è stato poi ul-teriormente ribadito al punto N) della recentedeterminazione n. 27/2002, recante “Prime in-dicazioni sulla applicazione della legge 1 ago-sto 2002 n.166”.In quest’ultima pronuncia – rispondendo ad unquesito circa il rapporto fra i commi 9 e 12 del-la legge n. 55/90 e s. m., per effetto della di-sposizione inserita dall’art.7, comma 3, dellalegge n. 166/02 – è stato ribadito che il comma12 riguarda i cosiddetti contratti similari (cioèquei sub-affidamenti relativi a prestazioni chenon sono lavori ma prevedono l’impiego di ma-no d’opera, come nel caso della fornitura conposa in opera e dei noli a caldo), in relazioneai quali vengono stabilite le soglie economicheper considerarli equiparati ai subappalti di la-vori ed assoggettarli – conseguentemente – al-la medesima disciplina.Si è affermato perciò che “la nuova disciplinariguarda esclusivamente il subappalto o i cotti-mi relativi alle prestazioni da qualificarsi comelavori e, quindi, nessuna variazione è stata ap-portata alle disposizioni in materia dei cosid-detti contratti similari”.In definitiva, per effetto dell’innovazione intro-dotta dal legislatore, l’unica interpretazione lo-gica della norma in questione porta a ritenere –oltre ogni ragionevole dubbio – che

    se non inteso come circoscritto

  • all’abbreviazione dei tempi connessi agliadempimenti di competenza della stazione ap-paltante.Viceversa, stando all’interpretazione alternativasecondo cui – al di sotto di certi limiti economi-ci – l’esecuzione di qualsivoglia subappaltoviene sottratto alla preventiva autorizzazione,risulterebbero ancora più fondate quelle per-plessità, frequentemente espresse in autorevolicommenti, circa il

    In base alle suddette considerazioni l’ultimoperiodo del punto N) della determinazione n.27/2002 va interpretato nel senso che incidonosul 30% dell’importo della categoria prevalentesubappaltabile i lavori ancorché di importo in-feriore al 2% del contratto o a 100.000 eurononché i sub-affidamenti definiti contratti simi-lari, cioè quelli di fornitura e posa in opera equelli di nolo a caldo di importo superiore al2% o – in valore assoluto – a 100.000 euro, eper i quali il costo della mano d’opera, espleta-ta in cantiere, sia superiore al 50% dell’importodel sub-affidamento.[omissis] Infatti, l’insussistenza dell’obbligo diautorizzazione preventiva non può ovviamenteintendersi come assenza di qualsiasi regola equindi di potestà di controllo da parte degli or-gani dell’amministrazione, poiché – pur man-cando specifiche indicazioni normative – devecomunque essere assicurato il rispetto dei

    principi generali che regolamentano la materia,esistendo altresì specifici obblighi di legge incapo ai soggetti preposti alla conduzionedell’appalto, tali da configurare indirettamentedei limiti anche nel ricorso ai sub-contratti (ine-renti le forniture con posa in opera ed i noli acaldo) non classificabili come subappalti.[omissis] In particolare, qualora ci si avvalessepiù volte di un identico nolo a caldo nell’ambitodello stesso appalto e tale circostanza non fos-se giustificata da fatti oggettivamente verifica-bili (quali ad esempio la necessità di eseguirela relativa lavorazione in fasi temporali netta-mente distinte – come da previsioni del crono-programma allegato al contratto – o l’intervenu-ta approvazione di una perizia di variante chereintroduce, in un momento diverso e non pre-vedibile all’atto della consegna dei lavori, lecondizioni per l’ulteriore ricorso ad un nolo acaldo di cui l’appaltatore si sia già avvalso inprecedenza), risulterebbe pienamente legitti-mo, se non addirittura doveroso, che l’ammini-strazione appaltante, attraverso i propri organi,richiedesse all’aggiudicatario di fornire ade-guate motivazioni, accompagnate – se del ca-so – dalla produzione degli opportuni atti a cor-redo o dalla redazione di nuovi elaborati a mo-difica ed integrazione di quelli esistenti in pre-cedenza.[omissis] Non è infatti ipotizzabile la fattispeciedi un ufficio di direzione dei lavori impossibilita-to ad esercitare i numerosi controlli che la leg-

  • ge gli assegna in ordine alla corretta esecuzio-ne – quantitativa e qualitativa – dei lavori, al ri-spetto dei tempi preventivati, all’aggiornamen-to del cronoprogramma generale e particola-reggiato, alla regolarità della documentazioneche testimonia il rispetto degli obblighi nei con-fronti dei lavoratori presenti in cantiere.Analogamente a quanto argomentato per la di-rezione dei lavori, non è pensabile la figura diun coordinatore per la sicurezza in fase di ese-cuzione che sia di fatto limitato nell’eserciziodel delicato ruolo disegnato dal D.Lgs. 14 ago-sto 1996 n.494 e s.m., a causa della presenzadi operatori diversi – per numero e per qualifi-ca – da quelli previsti nel piano di sicurezza ecoordinamento, il quale ultimo potrebbe a suavolta risentire, in misura variabile, dei muta-menti generati per effetto di scelte totalmente‘autonome’ compiute dall’aggiudicatario.Dalle considerazioni svolte segue che:1) omissis2) omissis3) omissis4) per tutti i sub-affidamenti che non sono

    qualificabili subappalti ai sensi dell’art.18,comma 12, della legge 19 marzo 1990, n.55 e s. m. (cioè per i contratti similari, aven-ti ad oggetto prestazioni di fornitura conposa in opera e noli a caldo, qualora nonsuperino le soglie del 2% del contratto o a100.000 euro o, qualora superiore a tali so-

    glie, il costo delle mano d’opera espletatain cantiere sia inferiore al 50% dell’importodel subcontratto), pur in assenza di un ob-bligo di autorizzazione, deve comunque es-sere assicurato il rispetto dei principi gene-rali che regolamentano la materia.

    L’indirizzo interpretativo comune dato dalle ci-tate sentenze e pareri, ribadisce come

    e cioèl’autonomia organizzativa,

    .Risulta quindi rilevante, ai fini che qui interes-sano, la distinzione tra ‘nolo a caldo’ e contrat-to di appalto (artt. 1655 c.c. e seguenti), dovein tale ultimo caso l’appaltatore si impegna conil committente a compiere un’opera ed a tale fi-ne deve organizzare i suoi mezzi di produzione

  • ed il lavoro; nel nolo, invece, il locatore mettesolo a disposizione il macchinario ed, even-tualmente, l’addetto al suo utilizzo, senza alcu-na ingerenza nella attività produttiva e dellasua organizzazione”

    nolo acaldo si potrebbe configurare nell’istituto deldistacco

    art. 5) “Nell’ipotesi di prestatori di lavoro nel-l’ambito di un contratto di somministrazione dilavoro di cui agli articoli 20, e seguenti, del de-creto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, esuccessive modificazioni, fermo restandoquanto specificamente previsto dal comma 5dell’articolo 23 del citato decreto legislativo n.276 del 2003, tutti gli obblighi di prevenzione eprotezione di cui al presente decreto sono acarico dell’utilizzatore”art. 6) “Nell’ipotesi di distacco del lavoratore dicui all’articolo 30 del decreto legislativo 10 set-tembre 2003, n. 276, e successive modificazio-ni, tutti gli obblighi di prevenzione e protezionesono a carico del distaccatario, fatto salvo l’ob-bligo a carico del distaccante di informare eformare il lavoratore sui rischi tipici general-mente connessi allo svolgimento delle mansio-ni per le quali egli viene distaccato....”

    “.. deriva la confermadell’orientamento della giurisprudenza dellaCorte secondo cui non è lecito l’appalto il cuioggetto consista nel mettere a disposizione delcommittente una prestazione lavorativa, la-sciando all’appaltatore - datore di lavoro i solicompiti di gestione amministrativa del rapporto(retribuzione, assegnazione delle ferie, assicu-razione della continuità della prestazione me-diante le opportune sostituzioni), ma senza unareale organizzazione della prestazione stessafinalizzata ad un risultato produttivo autonomo“.

    : “..

    proprio

  • in tema di pre-venzione degli infortuni sul lavoro, il soggetto ti-tolare dell’impresa che noleggia macchinari(eventualmente mettendo a disposizione ancheun soggetto addetto al loro utilizzo) non ha l’ob-bligo di cooperare all’attuazione delle misure diprevenzione e protezione che l’appaltatore dilavori deve adottare in favore dei lavoratori allesue dipendenze, e pertanto non assume, neiconfronti di questi ultimi, una posizione di ga-

    ranzia in relazione ai rischi specifici connessiall’ambiente di lavoro nel quale essi sono chia-mati ad operare, non esercitando alcuna atti-vità produttiva. nolo acaldo

    nolo a caldo

    “orga-nizzazione”

  • ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA

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