Georges I. Gurdjieff Incontri con uomini straordinari · PDF file 2017-11-21 ·...

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Transcript of Georges I. Gurdjieff Incontri con uomini straordinari · PDF file 2017-11-21 ·...

  • Georges I. Gurdjieff Incontri con uomini straordinari

    Titolo originale: Rencontres avec des hommes remarquables Traduzione di Gisèle Bartoli

    © 1975 TRIANGLE EDITIONS INC. NEW YORK © 1977 ADELPHI EDIZIONI S.P.A. MILANO

    Per volontà dei proprietari dei diritti dell'opera la traduzione è stata condotta sull'edizione francese Rencontres avec des hommes remarquables, Paris, Julliard, 1960

    ISBN 88-459-0322-2

  • Versione ePub: Gennaio 2014 ePub by Salvatore G, con: OpenOffice, Writer2ePub

    Ringrazio l'autore dello scan del file odt e chi ha creato Writer2ePub SG

  • Indice

    Risvolti Premessa all’edizione francese Nota Introduzione Mio padre Il mio primo maestro Bogačevsky Il signor X... ossia il capitano Pogossian Abram Yelov Il principe Yuri Lubovedsky Ekim Bey Piotr Karpenko Il professor Skridlov IL PROBLEMA ECONOMICO

  • Risvolti

    Gurdjieff è una delle più enigmatiche e soggioganti figure che abbiano traversato questo secolo. Per molti, incontrarlo volle dire « cambiare la vita», imparare a essere : fra questi René Daumal, Katherine Mansfield, il filosofo Ouspenskij. E molti furono anche i suoi nemici e denigratori, che videro in lui soltanto un mistificatore dai pericolosi poteri. Quando Gurdjieff arrivò in Francia, nel 1922, accompagnato da un piccolo gruppo di seguaci, già lo precedevano disparate leggende. A Parigi, in breve tempo, dopo che egli ebbe costituito la comunità del Prieuré, presso Fontainebleau, si cominciò a parlare di lui come di un maestro inaudito e sconcertante, che insegnava innanzitutto - con l'ausilio di tecniche che sembravano collegate ad antichissime dottrine orientali — a risvegliarsi da una vita di automi addormentati. Tale, infatti, egli giudicava la vita normale degli occidentali. Da quel momento fino alla morte, avvenuta a Parigi nel 1949, l'insegnamento di Gurdjieff si diffuse capillarmente, toccando le persone più diverse: e tutt'oggi i suoi seguaci sono sparsi in ogni parte del mondo. Con Incontri con uomini straordinari, pubblicato postumo nel 1960, Gurdjieff non ci introduce soltanto al suo insegnamento, ma solleva il velo sulla sua vita precedente all'arrivo in Francia. Per lui, comunque, come per i sapienti antichi, velare e svelare sono lo stesso gesto, sicché tutto si troverà in queste memorie salvo un taglio di esattezza documentaria: questi ricordi, strabilianti come un sontuoso romanzo d'avventure, animati in ogni riga da una sapiente buffoneria e da un'ispida bruschezza, raccontati nella stessa maniera che usava nella vita, « con una semplicità orientale che sconcertava per la sua apparenza di ingenuità», sono per Gurdjieff innanzitutto uno strumento per iniziare il lettore alle sue dottrine, per sottoporlo a una serie di chocs e di paradossi che possono orientarlo verso il risveglio. Dal padre di Gurdjieff, splendida figura di cantore mediorientale, ai suoi imprevedibili amici e compagni in spedizioni nel cuore dell'Asia, alla ricerca della Conoscenza nascosta, vediamo sfilare davanti ai nostri occhi una serie di persone che hanno come una dimensione in più del reale, un po' come la coscienza nel senso di Gurdjieff ha tutt'altra dimensione rispetto alla coscienza nel senso comune. Ognuna di queste figure si impone con la concretezza dei più felici personaggi romanzeschi, ognuna contribuisce per la sua parte a illuminare in una certa prospettiva un insegnamento che mette tutto in causa, ognuna infine rispecchia, in una moltitudine di sfaccettature, il personaggio che sta al centro e parla — e indubbiamente è il più straordinario di tutti: Gurdjieff stesso, ‘l'inconoscibile Gurdjieff’.

    In copertina: Georges Gurdjieff in una fotografia giovanile.

  • Premessa all’edizione francese

    Nell'estate del 1922 arrivò in Francia uno sconosciuto, Georges Ivanovic Gurdjieff. Era accompagnato da un piccolo gruppo di uomini e di donne che lo avevano seguito nel Caucaso durante la Rivoluzione, con lui avevano tentato di continuare la loro attività a Costantinopoli, lontano dalla guerra, e poi, nell'imminenza di una nuova crisi, erano fuggiti anche dalla Turchia per ritrovarsi infine, dopo un esodo attraverso vari paesi europei, alla ricerca di una proprietà in vendita nei dintorni di Parigi.

    Comprarono dalla vedova dell'avvocato Labori, difensore di Dreyfus, la vasta proprietà del Prieuré d'Avon, vicino a Fontainebleau. Gurdjieff vi installò una comunità straordinaria che suscitò subito una grande curiosità.

    In quegli anni del dopoguerra, tante illusioni erano cadute, e l'Occidente provava un profondo bisogno di certezze. Gli inglesi furono i primi a venire al Prieuré, richiamati da P.D. Ouspensky (scrittore russo, nato nel 1877, morto a Londra nel 1947). Più tardi si unirono a loro alcuni americani.

    Erano critici, editori, medici; la maggior parte di loro aveva un nome conosciuto. Andavano al Prieuré come a un'esperienza difficile, che tuttavia – se Gurdjieff era davvero quello che si diceva – avrebbe loro spalancato le porte della Conoscenza.

    Il Prieuré non deluse le loro speranze. Ventisette anni dopo, quando Gurdjieff morì a Parigi, il suo nome era ancora sconosciuto al

    grande pubblico, la sua opera inedita, il posto che avrebbe occupato nella storia del pensiero impossibile a definirsi. Ma alcune idee erano state trasmesse, e, per quanto venissero da tanto lontano - le idee di Gurdjieff sembrano in effetti riallacciarsi a una tradizione molto elevata —, avevano trovato un terreno appropriato per germogliare.

    Chi era dunque Gurdjieff? Georges Ivanovic Gurdjieff nacque il 1° gennaio 1877 (secondo il vecchio calendario russo) nella

    città di Aleksandropol', situata nella provincia di Kars, già turca, e da poco conquistata dagli eserciti dello zar.

    Per tutto ciò che riguarda i suoi genitori, la sua infanzia, l'educazione che gli fu data, possiamo soltanto rimandare il lettore ai primi capitoli di questo libro.

    Durante il periodo che seguì, e che durò forse una ventina d'anni, Gurdjieff scomparve. Sappiamo soltanto che intraprese lunghi viaggi, specialmente in Asia centrale. Quegli anni furono

    molto importanti per la formazione del suo pensiero. Egli stesso dice:1 «Non ero solo. Con noi c'erano specialisti di ogni genere. Ognuno studiava secondo i metodi

    della propria disciplina. Quando poi ci si riuniva, ognuno partecipava agli altri i risultati ottenuti».

    Egli allude al gruppo dei Ricercatori di Verità. Finora non sapevamo chi fossero stati quei compagni di gioventù di Gurdjieff. Incontri con uomini straordinari ce ne presenta qualcuno e ci dà alcuni particolari sulle loro avventure e sui loro viaggi. Ma il lettore dovrà tenere presente che questo libro, pur essendo un'autobiografia, non lo è nel senso usuale del termine. Non dovrà prendere tutto alla lettera (ma nemmeno interpretare tutto in senso simbolico), né tentare, per risalire alle fonti della conoscenza, un'esplorazione sistematica del corso del fiume Panj o delle montagne del Kafiristan; in quanto, pur avendo il racconto un carattere di innegabile autenticità, sembra evidente che Gurdjieff abbia voluto confondere le tracce...

    Nel 1913, ritroviamo Gurdjieff in Russia. A Mosca, nella primavera del 1915, avviene l'incontro tra Ouspensky e Gurdjieff. Ouspensky ha una formazione scientifica; nel 1909 ha pubblicato un

    1 Nei Fragments d'un enseignement inconnu, di P.D. Ouspensky, pubblicati da Stock, a Parigi, nel 1950.

  • libro sulla quarta dimensione. Nella speranza di trovare in Oriente una risposta alle domande cui, secondo lui, la scienza dell'Occidente non offriva soluzione, egli ha intrapreso un lungo viaggio in India e a Ceylon. È tornato da questo viaggio con la convinzione che la sua ricerca non era vana e che in effetti esisteva qualcosa in Oriente, ma «che il segreto era custodito molto più gelosamente e molto meglio di quanto non avesse previsto». Egli sta già preparando un nuovo viaggio, questa volta verso l'Asia centrale russa e verso la Persia, quando gli parlano del sorprendente personaggio che ha fatto di recente la sua comparsa a Mosca.

    Il suo primo incontro con Gurdjieff doveva modificare tutti i suoi piani. «Mi ricordo benissimo. Eravamo giunti in un piccolo caffè, fuori dal centro, in una via rumorosa.

    Vidi un uomo non più giovane, di tipo orientale, con baffi neri e occhi penetranti. Mi colpì immediatamente, perché non sembrava essere per nulla al suo posto in un luogo simile e in quell’atmosfera; ero ancora pervaso dalle mie impressioni d'Oriente, e quest'uomo dal viso di ragià indiano o di sceicco arabo, che mi immaginavo meglio in burnus bianco o in turbante dorato, produceva in questo piccolo caffè frequentato da bottegai e commercianti, col suo cappotto nero dal colletto di velluto e la bombetta nera, l'impressione inaspettata, strana e quasi inquietante di un uomo mal travestito».

    Nessuna delle domande di Ouspensky imbarazzò Gurdjieff. Ouspensky, persuaso che quest'uomo sarebbe potuto essere la via verso la conoscenza che invano aveva cercata in Oriente, divenne suo allievo. Avrebbe più tardi fatto una relazione precisa, di un'onestà impressionante, dei sette anni passati presso il suo maestro per chiarire e sviluppare tutto ciò che questi gli aveva lasciato intravvedere durante quella prima conversazione avuta a Mosca nel 1915.

    Ma pur nel p