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Fiore de Liberi

Flos Duellatorumin armis, sine armisequester et pedester

Acura di Giovanni Rapisardi

Riproduzione anastatica e trascrizione del Codice Pisani-Dossi

mailto:zorro@lacompagniadellaspada.orgIntroduzioneQuesto e-book contiene la riproduzione anastatica e la trascrizione diplomatica del Flos Duellatorum del Codice Pisani-Dossi, gi pubblicato nel 1902 a cura di Francesco Novati e nel 1998 dal sottoscritto. Per praticit d'uso le glosse originali alle figure sono state coperte dalla loro trascrizione. Quest'opera uno dei testi di riferimento per l'esame di Magistro di Scherma Storica (programma: scherma medievale) presso l'Accademia Nazionale di Scherma. L'e-book comunque rivolto anche a tutti coloro che sono interessati in qualche maniera alla Scherma Storica, ricordando che la sperimentazione pratica delle tecniche descritte pu portare a conseguenze letali, se eseguita senza competenza e senza misure di sicurezza adeguate. Sono a disposizione per domande, commenti, critiche (non troppe, spero) e suggerimenti per lavori futuri: baster un click sul mio nome qui sotto, bordato in blu, e potrete spedirmi direttamente un'e-mail, alla quale risponder quanto prima. Buona lettura.ATTENZIONE: questo e-book gratuito e liberamente distribuibile, ma proibita qualunque sua alterazione di forma e/o contenuti senza la mia espressa autorizzazione... o quella di Fiore de' Liberi!Giovanni Rapisardi

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Incipit liber duellandi et dimicandi etuocatur Flos duellatorum in armis sinearmis equester et pedester conpositus perme florium de liberis de cividato austrieaquilegensis diocesis quondam dominibenedicti de nobilli prosapia liberorumnatus.

Florius foroiuliensis de liberis de ciui-dato austrie aquilegensis diocesis, quon-dam domini benedicti progenitus, cunctisludo armorum intendere uolentibus pede-stribus sceu equitibus salutem in dominoet optatorum prosperum euentum. Cum aprimordio iuuentutis appetitu naturali adbelicosos actus fuerim inclinatus, memonuit per processum etatis industria adplurima huius artis ingenia capescenda,uelut ensis, lanee, dagardi nec minusbrachii ludendi pedester vel equester:quorum omnium deo dante plenariamnotitiam sum adeptus expertorum magi-strorum exemplis multifariis et doctrinaytalicorum ac alamanorum et maxime amagistro Johane dicto suueno, qui fuitscholaris magistri Nicholai de toblemmexinensis diocesis, ac etiam a pluribusprincipibus, ducibus, marchionibus etcomitibus et ab aliis innumerabilibus etdiuerssis locis et prouinciis. Jam uero declinante huius exercicii pro-

posito, ne forte tantum milicie iochallenegligenter deperiret, quod equidem ingueris uel alio quolibet tumultu peritisuiris prestantissimum subsidium elargi-tur, disposui librum conponere prelibateartis utilliora concernentem, uarias in eopingendo figuras et exemplo ponendo,quibus inuasionum modis defensionumue pariter et astutiis uti possit armigersiue pugil. Quicunque ergo generosianimi hoc nostrum opus inspesserit,quoddam quasi thesaurum dilligat etrecondat, ne quando inter rurales nullate-nus propaletur: ipsos enim obtusi senssuset agilitati ineptos ac ut iumenta honori-

Inizia il libro del duellare e del bat-tersi chiamato Fiore dei duellanti inarmi e senza, a cavallo e a piedi, com-posto da me Fiore dei Liberi diCividale dAustria della diocesi diAquileia, figlio di Messer Benedettodella nobile casata dei Liberi.

Fiore friulano dei Liberi di Cividaled'Austria della diocesi di Aquileia,figlio di Messer Benedetto, a tutti colo-ro che volessero apprendere il maneg-gio delle armi a piedi e a cavalloaugura salute nel Signore e il buonesito di ogni impresa. Poich sin dal-l'adolescenza per desiderio naturalefui portato verso la pratica del com-battimento, mi adoperai con zelo, colpassare degli anni, ad apprendere imolti segreti di quest'arte, cio delbattersi con la spada, la lancia, ladaga, oltrech disarmati, a piedi e acavallo: di tutto ci grazie a Dio io hoottenuto cognizione da svariati inse-gnamenti e lezioni di esperti maestriitaliani e tedeschi, in particolare dalMaestro Giovanni detto Suveno che fudiscepolo di Nicol di Toblem della

bus applicandos cellum generauit.Quapropter ab hoc precioso archano cen-seo reppellendos et per opositum adipsum comitandos reges duces principeset barones, ceteros denique curiales etalios habiles in duello iuxta illud:Imperatoriam mayestatem non sollumarmis decoratam etc. Nec quisquis involumine presenti falssam rem aut erro-rem non permisctum credat opositum,quoniam ambigua resecando, sollummo-do uisa et a me probata et inuenta descri-buntur. Incipiamus itaque intencionemnostram exponere cum omnipotentisauxilio, cuius nomen sit benedictum etcollaudatum in seculla. Amen.

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diocesi di Metz, oltrech da moltiprincipi, duchi, marchesi, conti e dainnumerevoli altri, in diversi luoghi eprovince. E dunque, discostandomida questo esercizio pratico, affinchtale disciplina marziale, che in guer-ra e in qualsivoglia altro scontrooffre un validissimo aiuto agli uomi-ni esperti, non vada negligentementeperduta, ho stabilito di scrivere unlibro concernente le cose pi utili eraffinate di tale arte, dipingendovifigure e ponendovi esempi, grazie aiquali l'armato o il lottatore possaservirsi parimenti di sistemi ed astu-zie per l'attacco e la difesa. Inoltre,chiunque di animo nobile studi que-sta nostra opera, ne abbia cura e laconservi come un tesoro, affinchnon venga divulgata tra i contadini:questi infatti il Cielo gener ottusi,goffi e adatti solo ai lavori pesanticome le bestie da soma. Perci biso-gna allontanare questi da tal prezio-sa e segreta scienza, e, al contrario,ad essa avvicinare re, duchi, princi-pi, baroni, e gli altri nobili autoriz-zati a battersi in duello: "La MaestImperatoria non decorata solodalle armi" etc. E che nessuno credache in questo volume vi siano concet-ti falsi o errati, poich, eliminandole ambiguit, vi sono descritte solo letecniche da me create, viste o prova-te. Cominciamo dunque ad esporre ilnostro lavoro con l'aiutodell'Onnipotente, il cui Nome siabenedetto e lodato nei secoli. Amen.

Alter Prologus

De mille quatrocento e noue a di . X .de lo mese de febraro fo principiada demi Fior furlano de i liberi de Ciuidal d'o-

stria che fo de meser benedecto de lacasada de i liberi da premergiago aquestaglosa la qual tracta in facto de armiar ede conbatere a corpo a corpo: zo lanaaa spada e daga e abrazare a pe e acauallo in arme e sena arme e d'altrecosse che apertene ad armear. E de tutequeste cosse noy faremo li remedij e licontrarij, si che un siguir l'altro. E que-sta presente glosa reciter tuto nostrosauer e nostra intencione de tuto quelloche noy auemo ueudo de multi magistrie scholari e armeaduri e duchi, principi,marchesi, conti, chaualieri e schuderi ede altri innumerabilli homeni de diuersseprouincie e anchora cosse trouade danoy: anchora serano guardie de tute armee zoghi e couerte e feride e prese e liga-dure e roture e dislogadure de brai egambe e torsion e lesion e in li lochi piperigolusi, segondo che lo maysterio dequesta arte uolle; ch male se p tener amente sena libri e scriptura s longissi-ma arte e non ser amay nesun bonscholar sena libri: guarda como poressere bon magistro; ch io predito fior ueudo mille chiamati magistri che nonsono de tuti loro quatro boni scholari e dequilli quatro boni scholari non seria unobon magistro. la qual supradita glosa fata cum tuto lo nostro sauer sopra unolibro isturiado de figure depento sopra loqualle andarano aqueste glose e rubrichede numero in numero. E le dicte figuredipente serano diuisade; cum zo sia cossache li magistri che comenzano lor oghiportarano per insegna una corona d'oro intesta e li lor scholari che siguirano loroghi portarano una lista d'oro soto elzenochio e li magistri che serano contra-rij de li altri magistri hauerano coronad'oro in testa e diuisa d'oro soto lo zeno-chio; e sopra ogni ogho la sua glosa, laqual sopradicta glosa e anchora lo libroistoriado de figure dipento fato appeti-

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cione de lo Illustro et Excelso MeserNichol Signor Marchese de la cit deferara e de la cit de modena e de parmae de reo citade. In la qual glosa parlare-mo cum tuto nostro sauer. E prima dire-mo de abraar a pe e poy de li altre cossede armiar, segondo che uoy uederitidipento e ordenato per lo dicto fior. E sicomenaremo a lo abraar al nome de dioe de meser sant oro bon chaualier. Loabraar uole .vij. cosse: zo fortea pre-stea de pie e de braci e prese auantaadee roture e ligadure e percusion e lesion,segondo che uoy uederiti in le figuredipente; e masimamente in oghi che seguadagnano le prese zaschun cum suosauer e cum sua malitia. Ch zoghi che sepiglia de concordia, le prese se fa d'amo-re e non da ira. E sopra l'arte de l'abraarche se fa a guadagnar le prese tal uolta sefa da ira e alguna uolta per la uita e sonoprese e zoghi che non se p ugar de cor-tesia, anche sono oghi pericolusi daugar. E sopra quello tractaremo li oghiauantaadi e pi forti e quilli che pi beso-gnano in arme che sena per pi deffesade lo homo e pi segurtade e faremo sche leeramente se porano intendere per leparole scripte e per le figure dipente.

E principiamo prima de abraar a pe aguadagnar le prese e anchora prese factede concordia. (IPoy serano .iiij. magistriincoronadi che serano magistri de la dagae de l'arte che apertene a la daga. (IPoytrouariti .iiij. cum septe spade adosso cheano a significar li .vij. colpi de la spada.(IPoy trouariti uno magistro contra iiiscolari che fa el zogho de la spada d'unamane sena bucolero. (IPoy trouariti unocum uno bastone e cum una daga ch'magistro che fa contra uno che ha lalana. (IPoy trouariti uno altro magistrocum duy bastuni e cum una daga contrauno che ha una lana. (IPoy trouariti leguardie de la lana che sono .vi. magistri:

li primi .iij. magistri ogano de partedrita, li altri tri che segueno zogano departe stancha.