FindalXVsecolovieranoaFirenzerealtàreligiosedi ... 16...

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Fin dal XV secolo vi erano a Firenze realt religiose di-verse da quella cattolica; tuttavia fra le comunit di tiporiformato soltanto per alcune, e soltanto a partire dal XIXsecolo, sar possibile celebrare liberamente il culto, in cap-

pelle private e sprovviste di segni di riconosci-mento allesterno. Si trattava delle congregazio-ni svizzera, scozzese ed inglese, che in molti casifacevano riferimento a stranieri residenti in To-scana e che potevano contare sulla simpatia diesponenti dellaristocrazia fiorentina. Ledificioin via Manzoni, che oggi ospita il Centro Co-munitario Valdese, la casa del pastore, larchivioe la biblioteca, stato per quasi un secolo il tem-pio di una delle due comunit valdesi: fino al1957, anno in cui la celebrazione del culto fuspostata nella Holy Trinity Church. La presen-za valdese in Toscana stata molto particolareed necessario conoscerne la storia per com-

prendere la documentazione oggi presente nellarchivio.

LA COMUNIT VALDESE FIORENTINA E LE SUE SEDI

Limportanza di Firenze nella cultura cosa nota, emolti erano gli stranieri che giungevano in citt per am-mirare le sue opere darte e per perfezionarsi nella linguaitaliana. Nel 1836 la Tavola Valdese di Torre Pellice deci-se di inviare il pastore Barthlemy Malan per approfondi-re lo studio della lingua italiana e, nello stesso tempo, perprendere contatti con lambiente culturale ed evangelicofiorentino. Fu cos aperta la strada ad altri predicatori val-desi che, con il Risveglio evangelico, giunsero in citt.Fra questi fece ritorno anche Malan accompagnato da Pao-lo Geymonat, che presto sarebbe diventato il primo pa-

Portone odiernodingresso alledificioin via Manzoni 21

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store della comunit valdese. I primi culti in italiano (lalingua ufficiale della Chiesa Valdese era il francese) furo-no tenuti nella cappella svizzera che usufruiva di un per-messo speciale in quanto appartenente alla delegazionesvizzera presente in citt.Nel 1851 sia Malan che Geymonat furono espulsi dal-

la Toscana in base al decreto del 25 aprile, che era ancorapi aspro nei confronti dei non cattolici rispetto agli arti-coli 60 e 61 del codice leopoldino promulgato nel 1786dal Granduca Leopoldo I. Si deve tenere presente che laToscana anche dopo lunificazione rimase una regionepoco praticabile per le chiese riformate. Mentre nel Parla-mento del Regno dItalia venivano eletti dei protestanti,tra cui alcuni valdesi, Firenze da citt liberale divenne unacitt oppressiva. Fu proibita la vendita e la distribuzionedella Bibbia, specialmente quella tradotta in italiano. Eraillecito, anche, leggere e commentare la Bibbia privata-mente o fuori dalla propria comunit.Geymonat torn in citt, dopo la fine delle persecu-

zioni (lultimo processo contro un predicatore evangelicofu nel 1887 a Pisa), come professore della Scuola Teolo-gica. Allo stesso tempo gli fu affidata la comunit valde-

Targa in memoriadi Paolo Geymonatallinterno del tempiodi via Manzoni

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se che per anni aveva mantenuto ilculto in clandestinit senza pastori ocon rare visite da parte di questi ulti-mi di passaggio in citt. Questa gio-vane comunit cambi pi volte sede.Il primo passaggio si ebbe quando,per problemi legati agli orari di cultoe di pigione, fu costretta a lasciare lacappella scozzese e riunirsi in una salain via della Vigna Nuova dove vi ri-mase fino al 19 marzo 1863, anno incui fu inaugurato il locale di culto nelPalazzo Salviati in via dei (o de) Ser-ragli; nello stesso edificio erano gi

presenti la Scuola di Teologia e la tipografia Claudiana.La tipografia nata nel 1855 con la denominazione di

Societ per i trattati religiosi fu trasferita nel 1862 a Fi-renze nel Palazzo Salviati, al piano terreno, con ingressoin via Maffia, 33. La Scuola di Teologia nacque nello stes-so anno della tipografia a Torre Pellice e nel 1860 fu spo-stata a Firenze, ritenuta la citt che meglio rappresentavail centro principale dellevangelismo in Italia. I personag-gi pi eminenti dellevangelismo italiano insegnarono nel-la Scuola di Teologia: come Giovanni Pietro Revel, lo stes-so Geymonat, Luigi Desanctis, Alberto Revel e EmilioComba.Dal 1865 Geymonat fu affiancato da Luigi Desanctis

per la cattedra di teologia apologetica e pratica; questi benpresto inizi anche a collaborare con il pastore della co-munit di Firenze, predicando la domenica sera, facendocatechismo nelle scuole evangeliche, diventando membrodel Concistoro e predicando la domenica a Pisa e talvol-ta anche a Lucca e Livorno. Tre anni dopo la Tavola eso-

Relazionedel Consigliocon unimmaginedella facciatadel tempiodella Chiesadi via dei Serragli

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ner il Geymonat dal suo incarico dipastore giustificando lazione con lanecessit che egli si dedicasse allinse-gnamento. Probabilmente si tratt diuna mossa per fermare il Geymonatche cercava di ottenere pi autono-mia dalla Tavola; a tale scopo fu in-viato a Firenze un giovane pastoredelle Valli, Augusto Meille. Da taleatto dipese la divisione della congre-gazione: parte della comunit, infat-ti, rifiut di sottomettersi a questa de-cisione e, insieme al pastore Geymo-nat, form una nuova confraternitareligiosa che si riuniva nellex convento di Santa Elisabet-ta in via dei Malcontenti (oggi via S. Giuseppe), denomi-nando il nuovo gruppo Chiesa dellOratorio in omag-gio alla Scuola dellOratoire di Ginevra dove il pastoreaveva studiato. La nuova comunit successivamente si tra-sfer nei locali comprati dal pastore Geymonat in via Pa-lazzuolo e pochi anni dopo trasloc in un edificio in viaManzoni.Nella Chiesa di via dei Serragli, concordemente con le

deliberazioni della Tavola, fu accolto nel 1887 GiovanniLuzzi, che vi rimarr fino al 1902. I due pastori, che si ri-spettavano vicendevolmente, riuscirono a condurre atti-vit sociali e la predicazione in comunione. La chiesa divia Manzoni che era prettamente popolare e aperta anchealle altre chiese, istitu il Mutuo Soccorso fra gli Evange-lici e lAssociazione Evangelica fra i Giovani; quella di viade Serragli, con il suo pastore, dette vita alla SquadraEvangelistica e ad altre attivit quali lIstituto Ferretti, lI-stituto Comandi e lIstituto Gould.

Lettera ai membridella Chiesadi S. Elisabettafondata dal past.Geymonat chediverr poi Chiesadi via Manzoni

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La poca documentazione presente di questi enti statadepositata allarchivio storico della Tavola Valdese di Tor-re Pellice che gi conserva gli archivi degli stessi istituti.Il pastore Giovanni Luzzi, oltre alla scuola e alla cate-

chesi, nel 1892 fond e diresse per venti anni a Borgo Stel-la le Cucine Economiche dove era offerto ai poveri delcibo in modo gratuito e non confessionale. Inoltre, coadiu-vando il medico Thomas Henderson, istitu il Dispensa-rio medico che si inseriva in quel circuito gi esistente diattivit sociali evangeliche. Prima di questo, infatti, era sta-ta allestita, nel 1880, la Missione medica, cio un ospe-dale dove i meno fortunati ricevevano cure e medicinalisenza pagare. Nel 1902 il Luzzi lasci il suo incarico di pa-store per insegnare nella Facolt di Teologia e a lui succes-se Giovanni Daniele Buffa.Dal 1915, con lo scoppio della prima guerra mondia-

le, scomparvero le associazioni giovanili, ma allo stessotempo si rafforzarono quelle opere sociali cos care alla co-munit: ad esempio furono istituite societ in cui le don-ne si ritrovavano per confezionare abiti da inviare al fron-te ma anche per mantenere una corrispondenza per soste-nere i soldati. Con lavvento del regime di Mussolini si eb-

Corrispondenzacon i militaridella Primae della Secondaguerra mondiale.Al centro il registrodelle adunanze dellaSociet di cucito(composta da donnedella Chiesa).Dal fondo Chiesa viaManzoni

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bero nuove restrizioni, tra cui lachiusura di molte associazioni escuole evangeliche e non. Lallo-ra pastore della chiesa di viaManzoni, Tullio Vinay, adib lestanze al piano terra della sud-detta chiesa ad incontri asso-ciazionistici per i membri dichiesa e simpatizzanti.Tra il 1943 e il 1944, inoltre, il pastore e altri membri

di chiese evangeliche si opposero ai rastrellamenti conunattivit clandestina di rifugio per gli ebrei. Dopo la se-conda guerra mondiale, le due comunit iniziarono a col-laborare sempre pi intensamente finch non si unifica-rono sotto lunica denominazione di Chiesa EvangelicaValdese nel 1957. Con lunione si pose il problema delluogo di culto che non privilegiasse nessuno dei preceden-ti immobili e che potesse contenere i fedeli di entrambe lechiese; la scelta cadde sulla chiesa anglicana Holy TrinityChurch, posta ad angolo tra via Micheli e via Lamarmo-ra. Dopo lunghe trattative essa fu acquistata nel settem-bre 1967 dai valdesi che tuttoggi la detengono.

LARCHIVIO STORICO

LArchivio della Chiesa Valdese si compone di 529unit archivistiche conservate in 55 faldoni, che copronoun arco cronologico che va dal 1861 al 1990. In esso si ri-flettono due soggetti produttori distinti, da cui far deriva-re lattuale riordinamento: la Chiesa di via dei Serragli ela Chiesa di via Manzoni. La documentazione ha subitomolti danni e perdite a causa dellalluvione che nel 1966colp Firenze e produsse gravi danni ai locali al piano ter-

Targa posta a latodel portonedingressoin via Manzoni 21

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reno delledificio di via Manzoni, dove era conservato ilmateriale. Molti degli atti nel fondo della Chiesa di via deiSerragli sono purtroppo andati perduti, mentre la docu-mentazione nel fondo della Chiesa di via Manzoni risul-ta pi voluminosa e presenta una continuit temporalemaggiore rispetto allaltra. I due fondi furono accorpati inun unico archivio dopo la riunificazione.Sono stati individuati tre nuclei di documentazione

principali: il primo, rappresentato dal fondo della ChiesaValdese di via dei Serragli, abbastanza omogeneo ma di-scontinuo, mostra con sufficiente