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Dispensa di diritto amministrativo 2

2

Le fonti del diritto amministrativo

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Indice

1 - I REGOLAMENTI AMMINISTRATIVI TRA DISAPPLICAZIONE ED

INVALIDAZIONE: Consiglio di Stato, sez. V, 26 febbraio 1992, n. 154; Consiglio di Stato,

sez. V, 24 luglio 1993, n. 799

2 - I BANDI DI GARA TRA ANNULLAMENTO E DISAPPLICAZIONE:

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 29 gennaio 2003, n. 1; Corte di giustizia delle Comunit

europee, Sez. VI, 27 febbraio 2003, C-327/00

3 - I RAPPORTI TRA RICORSO INCIDENTALE E PRINCIPALE IN

MATERIA DI APPALTI PUBBLICI: Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 25 febbraio

2014, n. 9

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Selezione giurisprudenziale

1 - I REGOLAMENTI AMMINISTRATIVI TRA DISAPPLICAZIONE ED

INVALIDAZIONE:

Consiglio di Stato, sez. V, 26 febbraio 1992, n. 154;

Il contrasto tra norma legislativa e regolamentare si risolve sulla base del principio di sovraordinazione di una fonte ad unaltra. Deve ritenersi, quindi, inapplicabile la disposizione regolamentare ove contrastante con specifica norma di legge, pur in difetto di specifica doglianza di parte, essendo consentito al giudice sindacare gli atti di normazione secondaria al fine di accertarne lidoneit ad innovare lordinamento e, in concreto, a fornire la regola di giudizio per risolvere la questione controversa. Il contrasto tra norma legislativa e norma regolamentare di esecuzione che incida su diritti soggettivi di terzi, comporta la disapplicazione della disposizione della fonte gradata.

1. Lappello fondato in parte. 2. La questione sottoposta allesame del collegio attiene alla risoluzione, in

funzione di determinazione della legittimit dei provvedimenti emessi dalla Provincia autonoma di Trento ed

impugnati in primo grado, di un conflitto di norme; una di carattere legislativo lart. 62, comma 1, T.U.L.RG.

sullordinamento dei comuni, approvato con decreto del Presidente della Giunta Regionale (D.P.G.RG.) del

Trentino Alto Adige 19 gennaio 1984 n. 6/L e laltra di carattere regolamentare art. 53 del regolamento di

esecuzione del detto testo unico, approvato con D.P.G.RG. del Trentino Alto Adige 12 luglio 1984 n. 12/L.

Lart. 62 comma 1, D.P.G.RG. n. 6/L del 1984 cos dispone: Il Presidente della Giunta provinciale o lassessore

delegato pu chiedere allEnte entro quindici giorni dal ricevimento della deliberazione e con richiesta motivata,

elementi integrativi di giudizio. In tal caso i termini per il controllo sono interrotti ed iniziano nuovamente a

decorrere dalla data delleffettivo ricevimento dei chiarimenti richiesti, attestato come stabilito dal primo comma

dellart. 56 del presente Testo Unico.. Tale disposizione va vista in stretto collegamento con il precedente art.

58, il quale prevede che le deliberazioni sottoposte a controllo divengono esecutive qualora la Giunta provinciale

competente non ne pronuncia lannullamento entro il termine perentorio di venti giorni dal loro ricevimento

e che detto termine pu essere interrotto una sola volta da parte del Presidente della Giunta provinciale o

dellassessore delegato, richiedendo elementi integrativi di giudizio ai sensi del successivo art. 62. A norma,

invece, dellart. 53, D.P.G.RG. n. 12/L del 1984, la richiesta di elementi integrativi di giudizio, fatta a termini

dellart. 63 del testo unico, interrompe i termini entro i quali deve essere esercitato il controllo di legittimit e/o

di merito sugli atti deliberativi. Dalla data del ricevimento dei chiarimenti richiesti, i termini riprendono a scorrere

per il tempo ancora mancante alla scadenza, come individuata ai sensi dellart. 50 del presente regolamento.

Dallesame delle due disposizioni legislativa e regolamentare evidente il contrasto tra le stesse. Anche se

ambedue adoperano il concetto di interruzione per specificare la sorte dei termini per lesercizio del potere di

annullamento in seguito della richiesta di chiarimenti disposta dallorgano di controllo, la prima fa decorrere

nuovamente gli stessi dalla ricezione dei chiarimenti mentre la seconda comporta che, da questultimo

momento, i termini riprendono a scorrere per il tempo ancora mancante alla scadenza. In sostanza, si

verifica che una norma regolamentare di esecuzione della legge non solo si discosta dalla stessa (che,

peraltro, conforme anche a quanto disposto in tema di controlli dellart. 59, 2 e 3 comma, della legge statale

10 febbraio 1953, n. 62), ma introduce una norma del tutto contraria, stabilendo che, una volta ricevuti i

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chiarimenti, il termine per lesercizio del potere di annullamento non riprende il suo decorso ex novo

ma solo per quel numero di giorni mancante al 20, contando il tempo gi trascorso dal ricevimento

della deliberazione da controllare e sino al momento della richiesta di elementi integrativi.

3. Ci premesso, e prima della risoluzione dellesposto contrasto normativo, il Collegio ritiene che le

deliberazioni della Giunta della Provincia Autonoma di Trento, n. 569/6 Comp. in data 11 luglio 1986 e n.

1216/4 Comp. in data 7 agosto 1986 siano comunque illegittime per tardivit, anche se si propendesse per la

tesi pi favorevole allappellante. Le stesse, infatti, hanno pronunciato lannullamento, rispettivamente, delle

Deliberazioni della Giunta del Comprensorio Alta Valsugana Unit Sanitaria Locale (USL) in data 27 marzo

1986 (n. prot. 236) e 22 maggio 1986 (n. prot. 348) nel 21 giorno della ricezione dei chiarimenti avvenuta, per il

primo atto, il 20 giugno 1986, e, per il secondo, il 17 luglio successivo. Indipendentemente, quindi,

dallapplicazione dellart. 62, D.P.G.R. n. 6/L o dellart. 53, D.P.G.R. n. 12/L, il potere di annullamento risulta

esercitato oltre i termini, decorrenti dalla data risultante dalla ricevuta di ritorno della raccomandata di spedizione

dei chiarimenti, come previsto dal combinato disposto degli artt. 56 e 62 D.P.G.R. n. 6/L. Daltronde su questo

punto, rilevato con precisione dalla sentenza impugnata, non vi nemmeno contestazione da parte

dellappellante. Conseguentemente illegittimo in via derivata limpugnato provvedimento presidenziale n.

569/86 Comp. in data 3 settembre 1986, considerato che, diversamente da quanto ritenuto con lo stesso, la

deliberazione del detto Comprensorio n. 532 in data 31 luglio 1986 appare funzionalmente collegata alla

precedente deliberazione n. 236 del 27 marzo 1986, ormai divenuta esecutiva per mancato esercizio nei termini

del potere di annullamento in sede di controllo.

4. Diverso discorso invece a farsi per le deliberazioni della Giunta provinciale in data 27 giugno 1986, in quanto

queste risultano rese 14 giorni dopo la ricezione dei chiarimenti (avvenuta il 13 giugno precedente). Residuavano

per solo 5 giorni per lesercizio del controllo in ossequio al disposto dellart. 53 D.P.G.R. n. 12/L del 1984,

detraendo i 15 giorni gi maturati tra il ricevimento degli atti deliberativi del Comprensorio (5 maggio 1986) e le

richieste istruttorie (20 maggio successivo). Nel conflitto tra due norme di rango diverso il Collegio non pu

che dare preminenza a quella legislativa, di livello superiore rispetto a quello regolamentare. Questo in

applicazione degli artt. 1, 3 e 4 delle disposizioni preliminari al codice civile e in ossequio ai principi generali sulla

gerarchia delle fonti per i quali non consentito ad un regolamento di esecuzione dettare disposizioni in

contrasto con quelle, di carattere superiore e prevalente, contenute per la stessa materia in un provvedimento

legislativo, a meno che in questo non vi sia unespressa previsione di deroga. Inerisce al rapporto di

sovraordinazione di una fonte ad unaltra lidoneit dellatto maggiore a determinare labrogazione delle

norme di minor forza (oltre che di quelle di pari rango) che racchiudono precetti incompatibili. Per

converso, ogni ordinamento non pu non prevedere altres un meccanismo invalidante delle norme di grado

inferiore che sopraggiungano e urtino contro precetti poziori dellordinamento medesimo. Per latto avente

forza di legge il meccanismo, nel nostro ordinamento, dato dallinvalidazione a seguito di pronuncia

di incostituzionalit. Per latto normativo emanato dalla pubblica amministrazione il meccanismo

rappresentato, innanzi al giudice civile e penale, dalla disapplicazione dellatto stesso, anche se le parti

non controvertono sul punto. Ma se si tratta di un atto di normazione secondaria, e se quindi per esso possano

valere criteri analoghi a quelli recepiti in qualunque caso di concorso di norme, fra loro contrastanti pur se idonee

in astratto a regolare la medesima fattispecie, deve proporsi identica soluzione ove quellatto (di normazione

secondaria) sia in conflitto con un atto di normazione primaria e non sia oggetto di impugnazione innanzi al

giudice amministrativo. Ne consegue che, qualora la norma primaria preesista allatto amministrativo a

contenuto normativo, questo deve essere considerato non idoneo, a causa della maggiore forza della

norma primaria, ad innovare sulle statuizioni da essa recate. Anche nei giudizi amministrativi, quindi, latto

regolamentare sar inapplicabile, come qualsiasi atto legislativo altrettanto inidoneo a regolare la fattispecie.

In tal modo senza violare i principi che informano il processo ammini