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  • Capitolo Primo

    LIMPRENDITORE

    Sommario: 1. Il sistema legislativo. Imprenditore e imprenditore commerciale. 2. La nozionegenerale di imprenditore. 3. Lattivit produttiva. 4. Lorganizzazione. 5. (Segue): Im-presa e lavoro autonomo. 6. Economicit dellattivit. 7. La professionalit. 8. Attivitdi impresa e scopo di lucro. 9. Il problema dellimpresa per conto proprio. 10. Il pro-blema dellimpresa illecita. 11. Impresa e professioni intellettuali.

    1. Il sistema legislativo. Imprenditore e imprenditore commerciale.

    Nel nostro sistema giuridico la disciplina delle attivit economicheruota intorno alla figura dellimprenditore, del quale il legislatore d unadefinizione generale nellart. 2082 cod. civ. La disciplina dettata non per identica per tutti gli imprenditori. La fattispecie impresa non fat-tispecie a disciplina unitaria.

    Il codice civile distingue infatti diversi tipi di imprese e di imprendi-tori in base a tre criteri di selezione, operanti su piani diversi:

    a) loggetto dellimpresa, che determina la distinzione fra imprendi-tore agricolo (art. 2135) e imprenditore commerciale (art. 2195);

    b) la dimensione dellimpresa, che serve ad enucleare la figura delpiccolo imprenditore (art. 2083) e, di riflesso, quella dellimprenditoremedio-grande;

    c) la natura del soggetto che esercita limpresa, che determina latripartizione legislativa fra impresa individuale, impresa costituita informa di societ ed impresa pubblica.

    I tre criteri si fondano su dati diversi (oggetto, dimensione, natura delsoggetto) e perci si cumulano ai fini della qualificazione di una data im-presa, che potr perci essere, ad esempio, nel contempo commerciale,non piccola e individuale.

    Lincidenza di tali distinzioni sulla disciplina dellattivit di impresanon tuttavia omogenea.

    Il codice civile detta innanzitutto un corpo di norme applicabile a tuttigli imprenditori e sono le norme che fanno riferimento allimprenditoreo allimpresa senza ulteriori specificazioni. questo lo statuto generaledellimprenditore che comprende per quanto interessa la nostra tratta-zione parte della disciplina dellazienda (artt. 2555-2562) e dei segni di-

    Tipologia delleimprese

    Gli statuti

    Centrofotocomposizione Dorigo

  • stintivi (artt. 2563-2574), la disciplina della concorrenza e dei consorzi(artt. 2595-2620) e alcune disposizioni speciali in tema di contratti sparsenel quarto libro del codice civile (artt. 1368, 1510, 1 comma, 1722, n. 4).Applicabile a tutti gli imprenditori anche la disciplina a tutela dellaconcorrenza e del mercato introdotta dalla legge 287/1990 (8.2.).

    poi identificabile uno specifico statuto dellimprenditore commer-ciale (integrativo di quello generale), pur se come si vedr fra breve taluni istituti che lo compongono trovano applicazione anche nei con-fronti di imprenditori non commerciali (societ) ed altri non trovano ap-plicazione nei confronti di determinati imprenditori commerciali (piccolie pubblici). Comunque, rientrano nello statuto tipico dellimprenditorecommerciale: liscrizione nel registro delle imprese (artt. 2188-2202) coneffetti di pubblicit legale; la disciplina della rappresentanza commer-ciale (artt. 2203-2213); le scritture contabili (artt. 2214-2220); il falli-mento, le altre procedure concorsuali disciplinate dalla legge fallimentare(r.d. 16-3-1942, n. 267) e lamministrazione straordinaria delle grandi im-prese insolventi (d.lgs. 8-7-1999, n. 270 e d.l. 23-12-2003, n. 347).

    Poche e scarsamente significative sono invece le disposizioni del co-dice civile specificamente riferite allimprenditore agricolo e al piccoloimprenditore. Ed invero, nel sistema del codice la qualifica di imprendi-tore agricolo o di piccolo imprenditore ha rilievo essenzialmente nega-tivo in quanto serve a delimitare lambito di applicazione dello statutodellimprenditore commerciale. Imprenditore agricolo e piccolo impren-ditore anche commerciale sono infatti esonerati dalla tenuta delle scrit-ture contabili e dallassoggettamento alle procedure concorsuali dellim-prenditore commerciale, mentre liscrizione nel registro delle imprese,originariamente esclusa, stata oggi estesa anche a tali imprenditori, siapure con rilievo diverso per limprenditore agricolo e per il piccolo im-prenditore (artt. 2136, 2202, 2214, 2221).

    Anche la distinzione soggettiva fra impresa individuale, societ e im-presa pubblica rileva essenzialmente al fine di definire lambito di appli-cazione dello statuto dellimprenditore commerciale.

    Infatti, le societ diverse dalla societ semplice (definite societ com-merciali) sono tenute alliscrizione nel registro delle imprese, con effettidi pubblicit legale, anche se lattivit esercitata non commerciale (art.2200). Con la riforma del diritto fallimentare del 2006 invece stata sop-pressa la regola per cui le societ non potevano essere mai consideratepiccoli imprenditori; regola che in passato faceva s che le societ eranosempre esposte al fallimento se esercitavano attivit commerciale (2.11.).Gli enti pubblici che esercitano impresa commerciale sono, allopposto,sottratti in misura pi o meno ampia alla disciplina dellimprenditorecommerciale (artt. 2093 e 2201). In ogni caso non sono mai esposti al fal-limento (2.12.).

    Su tutti questi punti si torner pi avanti, ma fin da ora appare chiaro

    22 Capitolo primo

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  • che lo statuto dellimprenditore commerciale , almeno nella sua com-pletezza, statuto proprio dellimprenditore privato commerciale non pic-colo.

    Il sistema delineato dal legislatore del 1942 non brilla certo per linea-rit e chiarezza e solleva non pochi problemi applicativi, come facilmentesi deduce dalla (pur semplificata) esposizione fattane. indubbio perche, in base ai dati legislativi, limprenditore commerciale species dellafigura generale dellimprenditore. perci dalla nozione generale di im-prenditore che si deve partire per identificare chi imprenditore com-merciale. Non si pu essere imprenditori commerciali se non si impren-ditori; se lattivit svolta non risponde ai requisiti fissati nella nozione ge-nerale di imprenditore (art. 2082).

    2. La nozione generale di imprenditore.

    imprenditore chi esercita professionalmente unattivit economicaorganizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi(art. 2082).

    indubbio che tale nozione si richiama al concetto economico di im-prenditore. N diversamente poteva essere dato che, nel definire un fe-nomeno della realt economica, il legislatore non poteva non ispirarsialla ricostruzione dello stesso operata dagli economisti (c.d. metodo del-leconomia). Una puntualizzazione tuttavia necessaria. La derivazioneeconomica della nozione di imprenditore non significa che vi debba es-sere piena coincidenza fra nozione giuridica e nozione economica.Altro invero il compito delleconomista. Altro il compito del legisla-tore e del giurista.

    Leconomista analizza la funzione svolta dai diversi attori della vitaeconomica e la loro reciproca posizione nel sistema di produzione e di-stribuzione della ricchezza. Ed appunto in termini di funzioni tipicamen-te svolte gli economisti descrivono la figura dellimprenditore1, identifi-candola nel soggetto che nel processo economico svolge funzione inter-mediaria fra chi dispone dei necessari fattori produttivi e chi domanda

    1 Le diverse scuole economiche non sono, in verit, affatto concordi nel definire e valutareposizione e funzioni dellimprenditore nel sistema economico. Il modello teorico schematica-mente riferito nel testo quello prospettato dagli economisti di impostazione liberista (scuolaclassica e scuola marginalista) e che maggiormente influenz gli artefici del codice civile del1942, sia pure nel quadro di una visione politica delleconomia dominata dallideologia corpora-tiva del regime fascista. E si veda al riguardo, Asquini, in Riv. dir. comm., 1943, I, 4 ss.; nonchFranceschelli, Imprese, 11 ss.

    Affatto diversa invece la ricostruzione della posizione nel sistema economico dellimpren-ditore offerta dagli economisti di scuola marxista, soprattutto per quanto riguarda la legittima-zione dellimprenditore a trattenere per s il profitto. E si veda al riguardo, Galgano, Le teoriedellimpresa, in Trattato Galgano, II, 10 ss.

    Limprenditore 23

    Nozione economica

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  • prodotti e servizi. Nello svolgimento di tale funzione limprenditorecoordina organizza e dirige, secondo proprie scelte tecniche ed economi-che, il processo produttivo (funzione organizzativa) assumendo su di sil rischio relativo; il rischio cio che i costi sopportati non siano copertidai ricavi conseguiti (rischio di impresa) per la mancanza di domanda oper la situazione di mercato. Lesposizione al rischio di impresa giustifi-ca poi il potere dellimprenditore di dirigere il processo produttivo e le-gittima lacquisizione da parte dello stesso delleventuale eccedenza deiricavi rispetto ai costi (profitto). E proprio nellintento di conseguire ilmassimo profitto si ravvisa il tipico movente dellattivit imprenditoria-le.

    Altro per individuare funzioni e moventi tipici dellimprenditore(compito delleconomista). Altro fissare i requisiti minimi necessari esufficienti che devono ricorrere perch un dato soggetto sia esposto aduna data disciplina: la disciplina dellimprenditore. Questo il compitoproprio del legislatore e questo compito il legislatore ha assolto fissandocon lart. 2082 i requisiti necessari per lacquisto della qualit di impren-ditore.

    Pur senza trascurare i contributi delle altre scienze (ma anche senzacadere in facili suggestioni), perci sulla base di tale nozione legislativache va tracciata