DIRITTO COMMERCIALE IMPRENDITORE

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DIRITTO COMMERCIALE: ramo del diritto privato costituito da una serie di norme che disciplinano un determinato settore delleconomia. Indica una categoria storica, che a seconda dei luoghi e dei tempi, possono essere attribuiti significati e funzioni diversi. Per regolare tutti i rapporti patrimoniali tra privati, nel DIRITTO ROMANO era posta una disciplina unitaria, perch leconomia (essendo a base essenzialmente agricola) non aveva uno sviluppo tale da richiedere che a determinati rapporti venisse applicata una disciplina differenziata; ma anche nei secoli successivi (malgrado il mercato avesse assunto dimensioni pi vaste) la previsione di una disciplina differenziata da quella dello ius civile non si rese necessaria. Alcune esigenze dei traffici tra i diversi popoli unificati nello Stato romano venivano soddisfatte attraverso regole consuetudinarie e prassi di soluzione delle controversie. E invece nel BASSO MEDIOEVO (in relazione al decadere delle strutture feudali e al superamento di una economia di pura sussistenza) che nasce come diritto consuetudinario e statutario, una normativa propria a quegli operatori economici (mercanti ed artigiani) che sono gli attori del rinnovamento delleconomia (rinnovamento dovuto alla divisione del lavoro, alla produzione e circolazione di nuovi beni e soddisfazione di nuovi bisogni, al progresso tecnico, allimportanza centrale della moneta come misura dei valori e mezzo di accumulazione). La prevalenza dei diritti reali, diminuisce con lo svilupparsi dellimportanza economica dei diritti di credito: infatti, ad una circolazione di beni presenti, spesso attuata sotto forma di baratto, si affianca e poi prevale la circolazione di beni assenti e spesso futuri e si pongono istituti giuridici... Qui il resto del post volti a garantire la sicurezza della circolazione dei diritti reali e di credito. Il diritto commerciale nasce per rispondere alle esigenze operative di una nuova classe, mercatores, attraverso le consuetudini e gli statuti delle loro associazioni (le corporazioni); i mercanti pi ricchi diventano banchieri e comunque finanziano lattivit degli artigiani, che finiscono col dipendere dai mercanti per lapprovvigionamento delle materie prime, per le anticipazioni di capitali, per il collocamento dei prodotti. Nascono cos le catene di trasferimenti dei beni e le catene di credito e una serie di istituti volti a razionalizzare lattivit mercantile (scritture contabili e bilanci), ad estenderne le possibilit operative (disciplina degli ausiliari e dei rappresentanti), a rendere conoscibili i dati relativi allattivit degli stessi (pubblicit), ad intervenire globalmente nelle ipotesi di insolvenza, (procedure fallimentari): istituti che costituiscono la regolamentazione giuridica dellattivit mercantile, cio dellinsieme degli atti dei mercanti. La sfera dapplicazione del diritto commerciale va ampliandosi durante la sua storia, man mano che aumenta il peso economico e linfluenza politica della classe dei mercanti e si affermano le economie dinamiche e di mercato. Si lega strettamente alle vicende politiche, che conducono alla formazione dei grandi Stati moderni, trasformandosi da diritto statutario in diritto statuale, prima applicato da organi giurisdizionali speciali (i tribunali di commercio), poi dagli organi della giurisdizione ordinaria; si pone come diritto al di sopra delle barriere politiche degli Stati. La categoria dei commercianti, dopo la RIVOLUZIONE INDUSTRIALE comprende: 1. i commercianti in senso stretto 2. tutti i produttori di beni tranne gli agricoltori 3. gli industriali (mentre declina la categoria degli artigiani) 4. i produttori di servizi 5. e coloro che si dedicano alla circolazione degli stessi (vettori, assicuratori, banchieri, finanzieri). Il diritto commerciale regola: 1. gli atti compiuti dai commercianti nellesercizio della loro attivit, sia che si tratti di atti compiuti tra due commercianti (atti di commercio bilaterali), sia che si tratti di atti compiuti tra un commerciante e un non commerciante (atti di commercio unilaterali). 2. regola quegli atti, da chiunque compiuti, che per le loro caratteristiche vengono qualificati atti di commercio in senso oggettivo (ad es., compra per rivendere; acquisto di azioni di societ commerciali). Prima dellemanazione del Codice Civile del 21/04/1942, il diritto commerciale regola la grande maggioranza degli atti giuridici che vengono compiuti e le relative conseguenze giuridiche, con conseguente sua prevalenza applicativa sul diritto civile. Esistono quindi due sistemi normativi riunite in due codici separati: il codice civile e il codice di commercio ORDINAMENTO VIGENTE Sul piano formale in vigore un unico codice di diritto privato (il codice civile del 1942). In questo

stata soppressa la distinzione tra atti (da cui derivavano rapporti) civili ed atti (da cui derivavano rapporti) commerciali. La conseguenza che oggi abbiamo UN SISTEMA UNITARIO e i principi prevalsi (e adesso comuni) sono quelli ispiratori delle norme del codice di commercio che sono stati giudicati pi idonei, opportunamente aggiornati, a regolare tutti i rapporti di diritto privato nel campo delle obbligazioni (c.d. commercializzazione del diritto privato). Una particolare disciplina stata posta nello stesso codice civile per alcune attivit economiche (le imprese commerciali) la quale si applica solo a coloro che esercitano codeste attivit (gli imprenditori commerciali). La ragione di questa disciplina particolare (composta essenzialmente di norme relative alla capacit allesercizio dellimpresa, alla sua pubblicit, alla rappresentanza, alla tenuta delle scritture contabili, alla soggezione alle procedure esecutive concorsuali) sta nella circostanza che l'esercizio dellattivit imprenditoriale giudicato indispensabile per laumento del reddito nazionale e del tenore di vita della collettivit. Gli imprenditori commerciali, appunto perch hanno bisogno di ottenere facilmente la concessione del credito, sono sottoposti ad una disciplina volta essenzialmente: a) a garantire in modo particolarmente efficace i diritti dei loro creditori (il credito tanto pi facilmente viene concesso quanto pi pronta e sicura la possibilit di ottenerne la restituzione); b) a favorire comunque la conclusione dei contratti con i terzi che sono posti in grado di conoscerne agevolmente i dati principali, attraverso lesame di appositi registri pubblici. Occorre individuare la nozione (giuridica) di imprenditore commerciale (che la fattispecie) a cui quella disciplina si applica. Poich l'impresa, a sua volta, pu essere esercitata in forma collettiva, bene anche analizzare le societ. LE FONTI DEL DIRITTO COMMERCIALE 1) Codice Civile del 21 aprile 1942, specie nel quarto libro (dove sono disciplinati i contratti e i titoli di credito) e nel quinto libro, dove delineata la figura degli imprenditori commerciali (individuali e sociali) ed dettata la disciplina particolare a cui essi sono soggetti (c.d. statuto degli imprenditori commerciali). 2) legislazione speciale (sia quella a cui rinvia il codice, sia quella successiva al codice) 3) testi unici che raggruppano e coordinano, diversi codici settoriali (ad es., codice della propriet industriale, del consumo, delle assicurazioni private) . 4) leggi speciali emanate per dare esecuzione a convenzioni internazionali (leggi in materia di titoli di credito, marchi e privative). 5) disciplina comunitaria in diversi settori (concorrenza e dei segni distintivi, societ, attivit bancaria e assicurativa, investimenti in strumenti finanziari). IL CONCETTO GIURIDICO DI IMPRENDITORE COMMERCIALE. Quattro disposizioni fondamentali hanno operato i criteri per la distinzione: 1) concetto generale di imprenditore in senso giuridico (art. 2082); 2) le figure del piccolo imprenditore (art. 2083); 3) imprenditore agricolo (art. 2135); 4) nellart. 2195 si sono elencate le categorie di tutti gli altri imprenditori che, non essendo n piccoli imprenditori n imprenditori agricoli, sono sottoposti allobbligo della pubblicit mediante liscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese, perch evidentemente sono considerati imprenditori commerciali in senso giuridico. LIMPRENDITORE IN GENERALE (art.2082) Lart. 2082, fissa i requisiti normativi indispensabili per individuare la nozione giuridica di imprenditore in generale. DALLA DEFINIZIONE EMERGE: a) che vi impresa quando vi esercizio di una attivit, la quale un insieme di atti che, come insieme (come impresa) importano che chi li esercita sia inoltre soggetto ad una distinta disciplina particolare (lo statuto dellimprenditore); b) che l'attivit deve essere economica, cio diretta a produrre beni, servizi (ad es. spettacolo, custodia, trasporto) o a scambiare beni o servizi gi prodotti da altri; c) che l'attivit economica deve essere esercitata professionalmente, cio in modo abituale (non esclusiva e senza interruzioni n principale rispetto ad altre) ma che non sia occasionale o transitoria e quindi realizzi una certa durata (anche chi svolge unattivit secondaria e stagionale: ad es. imprenditore commerciale un insegnante che in estate gestiva un albergo in una localit turistica); d) che l'attivit deve essere organizzata: i caratteri dellorganizzazione non sono per indicati dal legislatore. Per accordo diffuso, comunque, coloro che producono beni o servizi col solo lavoro personale (e quindi senza fare ricorso al lavoro altrui) adoperando beni strumentali di modestissimo valore (portabagagli o lustrascarpe) non possono essere qualificati

imprenditori, neppure piccoli, ma lavoratori autonomi. Pi importante stabilire se sia imprenditore commerciale chi, nelle stesse condizioni fa circolare beni o servizi di rilevante valore (chi acquista e vende sistematicamente azioni di societ quotate in borsa per speculare sulle differenze di prezzi): la soluzione positiva da preferire. e) il fine ultimo dellattivit di produzione devessere la destinazione al mercato, e non esclu