Decreto Legislativo 231/2001: Focus reati ambientali

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Focus sui Reati Ambientali introdotti dal Decreto Legislativo 231 del 2001 che disciplina la responsabilità amministrativa degli enti in sede penale. Approfondimento legislativo e casi pratici.

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  • 1. Corso sul D.lgs. 231/01 e reati ambientali Edizione: Milano 2 Aprile 2014 Studio Legale Ventimiglia www.studiolegaleventimiglia.com [email protected] 1Materiale riservato Copyright Audit in Italy Audit In Italy www.verifiche.info [email protected]

2. comprendere i principi e le finalit del sistema di responsabilit amministrativa da reato degli Enti ai sensi del D.lgs. 231/2001 con particolare riferimento ai reati ambientali; analizzare gli specifici criteri di imputazione della responsabilit amministrativa degli Enti dipendente da reato; esaminare il sistema sanzionatorio del D.lgs. 231/2001; approfondire la tematica degli strumenti di tutela attuabili dallEnte nellottica della esclusione della responsabilit de qua e/o dellattenuazione del regime sanzionatorio. Perch siamo qui . Obiettivi di studio 2Materiale riservato Copyright Audit in Italy 3. Premessa e copyright Il presente documento stato predisposto da per la formazione alla conduzione delle verifiche ispettive allinterno della propria organizzazione e/o presso i propri fornitori. Viene utilizzato dai docenti qualificati AUDIT IN ITALY ed parte del processo formativo, pu anche essere accompagnato dai questionari di verifica. Il documento ad esclusivo uso interno e non riproducibile senza consenso dello Studio Legale Ventimiglia. 3Materiale riservato Copyright Audit in Italy 4. Istruzioni di corretto comportamento Durante lo svolgimento del corso vi invitiamo gentilmente a rispettare le seguenti norme comportamentali: Silenziare i telefoni cellulari in aula; Durante le pause mantenere un tono di voce adeguato nel rispetto dei lavoratori; Aiutateci nella raccolta differenziata dei rifiuti; Larea fumatori si trova sul marciapiede esterno; Bagni distinti tra uomini e donne; Pausa pranzo (se prevista) dalle ore 13 alle ore 14. 4Materiale riservato Copyright Audit in Italy 5. Norme di comportamento in caso emergenza 1. Mantenete la calma. Non fatevi prendere dal panico. 2. Seguite le istruzioni fornite dal docente e dagli addetti alla squadra di emergenza. 3. NON prendete iniziative ma seguite le procedure. 4. NON correte e NON gridate. 5. Luscita di emergenza coincide con lingresso principale. 6. Il punto di raccolta davanti alla portineria condominiale. 5Materiale riservato Copyright Audit in Italy 6. Conoscere laula Autopresentazione Conoscenza D.lgs. 231/01 Aspettative dal corso (obiettivi) Gestione domande 6Materiale riservato Copyright Audit in Italy 7. Relatore Stefania Costantino Studio Legale Ventimiglia Mail: [email protected] 7Materiale riservato Copyright Audit in Italy 8. Il programma 1 Il d.lgs 231/01: cenni 2 I reati ambientali presupposto nellambito del D.Lgs. 231/01. 2.1 Introduzione dei reati ambientali. 2.2 I reati ambientali pi rilevanti. 2.3 Le sanzioni applicabili allente. 3 La tutela dellente. 3.1 Certificazioni internazionali. 3.2 Protocolli di comportamento. 4 Casi pratici. 8Materiale riservato Copyright Audit in Italy 9. I reati ambientali www.studiolegaleventimiglia.com 9 10. Societas delinquere et puniri non potest 10 Principi costituzionali incompatibili con la responsabilit delle persone giuridiche (art. 27 Cost.) responsabilit per fatto proprio colpevole (co. 1) rieducazione del condannato (co. 3) Obblighi internazionali 11. Convenzione sulla tutela degli interessi finanziari delle Comunit europee, (Bruxelles, 26.07.1995) Convenzione relativa alla lotta contro la corruzione nella quale sono coinvolti funzionari delle Comunit europee o degli Stati membri dell'U.E. (Bruxelles, 26.05.1997) Convenzione OCSE sulla lotta alla corruzione di pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali (Parigi, 17.12.1997) 11 Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 Disciplina della responsabilit amministrativa delle persone giuridiche, delle societ e delle associazioni anche prive di personalit giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300 12. Soggetti destinatari della disciplina 231: gli enti forniti di personalit giuridica le societ le associazioni (anche prive di personalit giuridica) (esclusi: lo Stato, gli enti pubblici territoriali, gli altri enti pubblici non economici, e gli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale) .possono rispondere ex D.Lgs. 231/2001 12 sostanziale superamento del principio societas delinquere non potest: RESPONSABILITA AMMINISTRATIVA DELLENTE PER I REATI COMMESSI DALLE PERSONE FISICHE AD ESSO RIFERIBILI (responsabilit sostanzialmente penale) 13. tale reato commesso (eventualmente anche) nell INTERESSE o a VANTAGGIO dellEnte. Salvo che sia stato adottato ed efficacemente attuato (prima della commissione del reato) un idoneo MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO 13 UN SOGGETTO RIFERIBILE ALLENTE (ossia un soggetto in posizione apicale oppure sottoposto al controllo/vigilanza di un soggetto apicale) commette uno dei REATI PRESUPPOSTO 14. 14 REATO COMMESSO DA SOGGETTI APICALI (art. 6 D.lgs. 231/2001) PRESUNZIONE DI COLPEVOLEZZA: Lente non risponde solo se prova che: a. lorgano dirigente ha adottato ed efficacemente attuato prima della commissione del fatto un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi; b. il compito di vigilare sul funzionamento e losservanza del modello (nonch di curarne laggiornamento) stato affidato ad un O.d.V. dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo; c. i soggetti apicali hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente il modello; d. da parte dellO.d.V. non vi stata omessa o insufficiente vigilanza. REATO COMMESSO DA SOGGETTI SUBORDINATI (art. 7 D.lgs. 231/2001) PRESUNZIONE DI INNOCENZA: La responsabilit dellente esclusa se lente prima della commissione del fatto ha adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi. 15. 15 PERSONE FISICHE (SOGGETTI APICALI E SUBORDINATI) SANZIONI PENALI SANZIONI PECUNIARIE SANZIONI INTERDITTIVE CONFISCA PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA DI CONDANNA ENTI SANZIONI AMMINISTRATIVE 16. 16 SANZIONE PECUNIARIA (art. 10 D.lgs. 231/2001): sempre applicata e calcolata per quote (min. 100, max. 1000); il numero delle quote determinato sulla base della gravit del fatto, del grado di responsabilit dellente e di quanto fatto per eliminare/attenuare le conseguenze del fatto o per prevenire ulteriori illeciti; limporto di ciascuna quota (min. 258, max. 1549) fissato sulla base delle condizioni economiche e patrimoniali dellente. CONFISCA (art. 19 D.lgs. 231/2001): sempre disposta la confisca del prezzo o del profitto del reato, anche per equivalente. 17. 17 SANZIONI INTERDITTIVE (art. 13 D.lgs. 231/2001): Le sanzioni applicabili sono: interdizione dallesercizio dellattivit; sospensione/revoca di autorizzazioni/licenze/concessioni; divieto di contrattare con la P.A.; esclusione da agevolazioni/finanziamenti/contributi/sussidi (ed eventuale revoca di quelli gi concessi); divieto di pubblicizzare beni o servizi. Sono applicate se: il profitto del reato di rilevante entit; o il reato stato commesso da soggetti apicali; o il reato stato commesso da soggetti subordinati, agevolati da gravi carenze organizzative; o vi reiterazione degli illeciti. PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA DI CONDANNA (art. 18 D.lgs. 231/2001): Se stata comminata una sanzione interdittiva, pu essere disposta anche la pubblicazione della sentenza di condanna, a spese dellente. 18. Lidoneit la capacit ex ante del modello di prevenire reati della stessa specie di quello verificatosi RISK ASSESSMENT Quali REATI PRESUPPOSTO potrebbero essere ragionevolmente commessi nellinteresse o a vantaggio di quel determinato ente? 18 19. 19 Indebita percezione di erogazioni pubbliche, truffa in danno dello Stato, frode informatica in danno dello Stato (o ente pubblico); Delitti informatici e trattamento illecito di dati; Delitti di criminalit organizzata; Reati contro la Pubblica Amministrazione (corruzione, concussione, induzione a dare o promettere utilit); Falsit in monete, carte di pubblico credito, valori di bollo e strumenti di riconoscimento; Delitti contro lindustria e il commercio (come, ad esempio, la contraffazione, frode in commercio, ecc.); Reati societari (es. il reato di false comunicazioni sociali); Delitti con finalit di terrorismo o di eversione dellordine democratico; Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili; Delitti contro la personalit individuale; Abusi di mercato (abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato); Omicidi colposi e lesioni colpose gravi e gravissime in violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza del lavoro; Ricettazione e riciclaggio, impiego di denaro, beni o altra utilit di provenienza illecita; Delitti in materia di violazione del diritto dautore; Induzione a non rendere dichiarazioni/rendere dichiarazioni mendaci alla magistratura; Reati ambientali, individuati ai sensi del Codice Penale, del Codice dellAmbiente e altre leggi speciali; Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno irregolare. 20. 20 21. Art. 24 D.Lgs. 231/2001 Sanzione base per lente: da 100 a 500 quote 316 bis c.p.: malversazione a danno dello Stato 316 ter c.p.: indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato 640 co. 2, n. 1 c.p.: truffa in danno dello Stato 640 bis c.p.: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche 640 ter c.p.: frode informatica, se commessa in danno dello Stato/ente pubblico 21 22. Art. 24 bis D.Lgs. 231/2001 Sanzione base per lente: da 100 a 500 quote 615 ter c.p.: accesso abusivo a sistema informatico/telematico 617 quater c.p.: intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche/telematiche 617 quinquies c.p.: in