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Transcript of Dante Alighieri LaDivinaCommedia - .La Divina Commedia costituisce una delle pi¹ efficaci e...

  • La Divina CommediaNuova edizione integrale

    a cura di S. Jacomuzzi, A. Dughera, G. Ioli, V. Jacomuzzi

    Dante Alighieri

  • IL MONDO CHE VERR

    Immagini dellaldil nelle culture del mondo

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    nale Lantico Egitto

    Il tribunale di OsirideInduismo e BuddhismoLa discesa di Amida BuddhaLa ruota tibetana

    LAde: laldil nella religione greco-romanaIl viaggio nellaldil

    Il Walhalla: laldilnella tradizione nordicaIl castello di Odino

    IslamIl giardino delle delizie

    Il Paradiso. Nel giardino del Paradiso,il girotondo di angeli e santi simboleg-gia leterna felicit dei beati. Alle lorospalle, sullo sfondo, le mura di unacitt: la Gerusalemme celeste, prefi-gurazione del Paradiso.

    Societ Editrice Internazionale 2008 by

  • PE RCOR SO ICONOG RAF ICO

    La Divina Commedia costituisce una delle pi efficaci e definitive rappresentazioni letterariedelloltretomba cristiano.I tre regni dellaldil descritti da Dante sintetizzano le credenze escatologiche di tutta la cul-tura cristiana fino ai suoi tempi, e la consegnano allimmaginario collettivo religioso occi-dentale fino ai nostri giorni: al punto che ancora oggi, se pensiamo al destino delle animedopo la morte, ce lo rappresentiamo antropomorficamente con le immagini che si rifannoalla visione dantesca.In questa raffigurazione delloltretomba, confermata in varie forme letterarie, teologiche epittoriche, si esprime quella che la versione cristiana di un pensiero e di un bisogno comu-ne a tutte le culture di tutti i tempi, e che si esprime attraverso la scienza, la dottrina del-lescatologia: la riflessione sul destino delluomo dopo la morte, e limmaginazione, laproiezione in possibili mondi ultraterreni.

    In questa sezione, vogliamo illustrare in modo molto sintetico quali siano le immagini delmondo che verr in alcune delle principali civilt e religioni del passato e del presente.

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    LInferno. Sospinte e trascinate daidia vo li, le anime dannate entrano nel -lIn fer no, dove vengono sottopostealle pi crudeli e diverse torture. Fradi loro, ci sono esponenti di ogni ca -te go ria sociale: uomini e donne, po -ve ri e ricchi, monaci e soldati, vesco-vi e in fe de li.

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  • I L M O N D O C H E V E R R

    La civilt egiziana fu tra le prime a elaborare una riflessione approfondita sui destini ultraterreni del-luomo, e presenta una caratteristica poi fondamentale in tutte le escatologie evolute: il giudiziodivino dellanima del defunto sul limitare dellaldil.

    Il morto, dopo un lungo viaggio nelloscurit, raggiungeva le regioni dellaldil, nelle quali potevaentrare se la sua anima risultava pi leggera di una piuma e il suo corpo era perfettamente conser-vato: per questo motivo si era generalizzata la pratica dellimbalsamazione. Il defunto veniva portatoin una Grande Sala e interrogato da quarantadue giudici (corrispondenti ai distretti in cui era divi-so lEgitto) sui suoi comportamenti in vita. Egli si difendeva, ricorrendo allaiuto di formule rituali(conservate nel celebre Libro dei Morti). A questo punto il dio Osiride pesava il cuore del morto e solose esso risultava pi leggero di una piuma lanima avrebbe ottenuto la tranquillit eterna.

    Come risulta evidente dai riti funerari, si tratta di una concezione che apre alluomo esplicite pro-spettive di una vita dopo la morte, concepita come un doppio della vita terrena, e quindi constrette analogie di modalit ed esigenze. Ne sono testimonianza le pareti coloratissime delletombe, che rappresentano scene di vita quotidiana (una donna che prepara da mangiare, una barcadi pescatori sul Nilo, ragazze che ballano al suono dei tamburelli). La mummia imbalsamata veniva posta in un sarcofago e questo in una tomba insieme a viveri,gioielli, armi, oggetti vari appartenuti al defunto in vita. Le tombe erano spesso dei veri apparta-menti, decorati e ammobiliati in modo da dare al defunto la possibilit di continuare a vivere unaseconda vita. Le tombe pi colossali sono quelle che i faraoni fecero costruire per s e per la pro-pria famiglia, le celebri piramidi, che da oltre quattro millenni sono tra i monumenti pi impres-sionanti per documentare la credenza delluomo nellaldil.

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    Lantico Egitto

    Barca egizia: i modellini di barca, come quello qui riprodotto (conservato al Museo Egizio di Berlino, risale al 3300 a.C.), facevano parte del corredo funerario, e dovevano servire come mezzo di trasporto per il defunto nelloltretomba.

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  • PE RCOR SO ICONOG RAF ICO

    IL TRIBUNALE DI OSIRIDE

    Il viaggio di ogni uomo dopo la morte cominciava con la comparizione del defunto davanti al dioOsiride, per riceverne il giudizio. Ne abbiamo un racconto visivo in questo papiro del Libro deiMorti, il pi celebre testo funerario della civilt egiziana.

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    In alto: sono raffigurati i 42 giudici (uno per ogni distretto dellimpero egiziano) di fronte aiquali il defunto si confessa, dichiarando fra laltro: Non ho rubato, non ho ucciso alcun uomo,non ho mentito, non ho origliato, non ho parlato senza riflettere, non ho avuto rapporti sessua-li con la donna di un altro uomo, non ho offeso n re, n dio, non mi sono elevato al di sopradella mia condizione.

    Al centro: il dio Anubis procede alla pesatura del cuore del defunto:sullaltro piatto della bilancia posta la piuma di Maat, dea della veri-t. Lequilibrio della bilancia indica la bont e lonest del defunto; ilpeso eccessivo del cuore denuncia invece la malvagit del defunto,che viene immediatamente sbranato dal mostro con testa di coccodril-lo che assiste alla pesatura.

    A destra: il defunto, superata positivamente la pesatura del cuore,viene accompagnato dal dio Thot (raffigurato con la testa di ibis) alcospetto di Osiride, sovrano del regno dei morti, per la consacrazionee lavvio ai regni dellaldil.

    A sinistra: il dio Anubis, con la te -sta di cane, accompagna lanimadel de fun to nel tribunale.

    Aldil egizio: in questa immagine (tratta da un sarcofago del 1900 a.C., conservato nel Museo Egizio del Cairo), la rappresentazione delloltretomba limitata ai cerchi concentrici che circondano e quindi mettono in risalto unisola dove Osiride, divinit dei morti, ritratto con la caratteristica corona atef(bianca e con due piume di struzzo). I cerchi rossi indicano i canali di fuoco che delimitano la terra dei beati.

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  • I L M O N D O C H E V E R R

    Sulla cultura occidentale, e sulla stessa tradizione cristiana, ha operato significativa influenza laconcezione delloltretomba elaborata dagli antichi Greci e Romani, trasmessaci ad esempio attraver-so le opere di Omero e Virgilio, e al quale Dante stesso attinge in modo evidente e dichiarato nellaideazione dei suoi tre regni ultraterreni. In origine, la credenza dei Greci prevedeva un regno dei morti indistinto per tutte le anime, lAde, unmondo sotterraneo posto a ovest delle terre emerse fra le correnti delloceano: qui giungeva lanimadel defunto dopo un lungo viaggio lontano dal mondo dei vivi. LAde era circondato da mura di ferrocon portali che i defunti potevano varcare, ma solo se avevano ricevuto sepoltura. Varcata la sogliadegli Inferi, le anime attraversavano i fiumi Stige e Cocito, per approdare al lago Acheronte. Qui ildemone Caronte (dietro pagamento di un obolo, una moneta posta dai parenti sotto la lingua deldefunto) li trasbordava sulla riva opposta, dove attendeva di guardia il cane infernale Cerbero: questili faceva entrare nel vero e proprio regno dei morti, e sorvegliava che nessuno ne uscisse.

    I Campi Elisi e il Tartaro. Secondo le pi antiche concezioni (vedi ad esempio Omero), i defunti resta-vano nellAde consumati dal ricordo e dal desiderio della vita terrena. In seguito, venne prevista lapresenza di un giudizio a cui le anime venivano sottoposte sulle rive dellAcheronte, di fronte a untribunale presieduto dallo stesso dio Ade.In base allesito di questo processo, i giusti potevano accedere ai Campi Elisi, o Isola dei Beati, luogo diprimavera eterna dove ci si pu dedicare alle occupazioni preferite. Lisola era circondata dalle acque argen-tee del fiume Lete, che concedevano loblio a coloro che le bevevano e assicuravano quindi la felicit.I malvagi venivano invece precipitati nel Tartaro, oscura voragine circondata da tre ordini di mura edal fiume di fuoco Flegetonte. E qui subivano pene spaventose corrispondenti allempiet delle colpecommesse.

    LAde: laldil nella religione greco-romana

    IL VIAGGIO NELLALDIL

    Lanima del defunto, lasciato il corpo, cominciava un viaggio lontano dal mondo dei vivi, che veni-va scandito da alcuni passaggi e personaggi costanti. Eccone alcuni esempi principali.

    Un parente infila nella bocca del morto una moneta:era lobolo per Caronte, per il traghetto verso laldil.Talvolta le monete venivano poggiate sugli occhi.

    Le monete per traghettare. Subito dopo la morte, i parenti lavavano e profumavano il corpo del defunto, preparandolo al viaggio nelloltretomba. Ma per raggiungere il regno dei morti, il loro caro avrebbe dovuto chiedere i servigi di Caronte, il traghettatore infernale. Il rito prevedeva dunque che i parenti deponesserouna moneta nella bocca del defunto, come ricompensa per la creatura delloltretomba.Limmagine ripresa da una lapide funerariaromana conservata al Museo delle Terme di Roma.

    Spesso a fianco del morto compare la figura delcane. Non solo perch era suo compagno nellavita, m