Csi Insieme N°24

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Transcript of Csi Insieme N°24

  • 1 Aprile 2014

    Tutto inizia alloratorioad Angolo TermeMassimo Achini

    Nello spogliatoiosi batte il razzismo

    Ricordi ed emozionidellalpinismo

    La Coppa camunia dellAido Artogne?Forse s.

  • 2 1 A P R I L E 2 0 1 4

    La legge dello spogliatoio per vincere il razzismo

    LO SPORT QUELLO VISSUTO E PRATICATO BATTE IL RAZZISMO

    l 21 marzo si celebrata la Giornata mondiale con-tro il razzismo, indetta dalle Nazioni Unite in ricordo del

    massacro di Schaperville del 1960, la giornata pi sanguinosa dellapartheid in Sudafrica. C, per, qualcosa che non funzio-na. Di manifestazioni e iniziati-ve per celebrare la Giornata ne sono state fatte tante, in Euro-pa e in Italia. Ma se chiedi a die-ci persone a caso, che passa-no per strada, se sanno che la settimana scorsa c stata que-sta celebrazione, almeno otto ti rispondono di no. Dunque la giornata contro il razzismo non ha bucato, nel senso che ha raggiunto solo una quota mol-to marginale della popolazione. Strano, perch se oggi c un tema di grande attualit pro-prio questo. Sappiamo tutti che molto del futuro dellumanit si gio-ca nella capacit di accogliere laltro senza pregiudizi. Lo sport da questo punto di vista rappresenta un avam-posto culturale della societ. Se c un luogo dove il razzismo stato sconfit-to, si chiama spogliatoio. Dentro quei 20 metri quadri, con panche e doc-ce, il colore della pelle, la religione, il Paese di provenienza sono dettagli che interessano poco. L, in magliet-ta e calzoncini, ci si sente subito tutti uguali. Pensiamo allo spogliatoio di una qualsiasi squadretta di un orato-rio. Le statistiche dicono che spesso a vestire la stessa maglietta sono ra-gazzi o ragazze di Paesi, religioni, co-

    lore della pelle e abitudini differenti. A tenerli insieme non uno specialista in mediazione culturale o in strategie di integrazione. il signor Giovanni, allenatore per passione, e infermiere nella vita. Il suo ultimo problema il colore della pelle o il Paese di origi-ne dei ragazzi. A farlo diventare matto , piuttosto, il fatto che Jadidh non passa mai la palla, che Matteo sbaglia i gol a por-ta vuota e che Karol ha un gran fisi-co ma in difesa troppo incerto. Lo sport ha davvero una forza deva-stante nellabbattere barriere e di-stanze tra le persone e tra i popoli. Non retorica. la verit. E questo non riguarda solo i ragazzi. Quando

    vanno a mangiare la pizza, i genitori dei ragazzi di quella squadretta si fre-quentano con la pi grande natura-lezza, si incontrano, diventano amici e a nessuno passa per la testa che il colore della pelle o il Paese di pro-venienza sia un problema. Insomma, lo sport (quello vissuto e praticato, non quello urlato allo sta-dio) batte il razzismo 10 a 0. Ecco per-ch vale la pena ricordare la Giorna-ta mondiale contro il razzismo e che siamo avamposto nella societ del nostro tempo. Ecco perch vale la pena ricordare che a volte abbiamo gi vinto anche quando non portiamo a casa i tre punti a fine partita.

    I

  • 3PRIMA PAGINA

    Tutto ha inizio dallOratorio,ne parla ad Angolo Massimo Achini

    APPUNTAMENTO GIOVEDI 10 APRILE ALLORATORIO DI ANGOLO

    na settimana ad Haiti per il pro-getto nazionale e poi il salto ad Angolo Terme ospite del Con-vegno Sport in Oratorio or-

    ganizzato gioved 10 aprile alle ore 20.30 dal CSI di Vallecamonica. Questi sono gli impegni del Presi-dente Nazionale del CSI Massimo Achini partito alla volta di Haiti per una settimana dedicata al corso per 90 nuovi allenatori haitiani uno stage per 50 allenatori del ministero, un cor-so per dirigenti sportivi, incontri sulla pastorale dello sport con i semina-risti. Faremo anche riunioni con il

    U governo per organizzare lattivit di questa estate, tornei nei quartieri pi difficili della capitale. Ma soprattutto bambini, bambini, bambini da far gio-care dalla mattina alla sera. Bambi-ni che non hanno nulla ma che han-no un sorriso che ti inchioda una gioia di vivere che da noi scompar-sa. Questa settimana non sar una passeggiata ma sar, come sempre, unesperienza che ti arricchisce den-tro in modo incredibile. Porto con me (nel cuore) tutti i vo-lontari che partiranno questa esta-te e tutti quelli (tantissimi) che in vari

    modi hanno sostenuto e sostengo-no il CSI per Haiti. Ritornato in Italia Massimo Achini sar accolto in Val-lecamonica per il convegno inserito nel corso di formazione degli allena-tori di calcio e pallavolo. Insieme al Presidente sul palco dellauditorium delloratorio di Ango-lo salir anche Monsignor Claudio Paganini, delegato vescovile per lo sport e per anni consulente eccle-siastico nazionale del CSI. Insieme a loro attesa anche una personalit del mondo sportivo per raccontare la propria esperienza in oratorio.

  • 1 A P R I L E 2 0 1 44

    Ricordi ed emozioni nella conviviale dedicata allalpinismo

    OSPITE DEL PANATHLON VALCAMONICA FRANCO MICHIELI

    a conviviale di marzo del Pa-nathlon Club Vallecamonica stata una serata molto inten-sa dal punto di vista cultura-

    le, sportivo ed emotivo. Protagonista dellincontro con i soci del sodalizio presieduto dal dott. Roberto Gheza, Franco Michieli, geografo, esplorato-re, alpinista, che ha presentato il vo-lume Huascaran 1993 - Verso lal-to, verso laltro che, a distanza di 20 anni, approfondisce le vicende della spedizione alpinistica camuna sulle Ande peruviane, conclusasi con la tragica morte di Battistino Bonali e Giandomenico Ducoli. Lautore del libro ha esordito dicen-do: La spedizione sullo Huascaran durata un mese e mezzo ma a di-stanza di ventanni siamo qui ancora a parlarne. Anche perch i protago-

    L

    nisti non avevano solo lambizione di scalare una vetta. Michieli ha spie-

    gato come nata lidea del libro, la particolarit della spedizione, quasi

    una missione umanitaria pi che unavventura alpinistica. Credo che la grande umani-t e sensibilit dei partecipan-ti alla spedizione nei confronti dei poveri, soprattutto dei bam-bini della Cordillera andina sia stata la vera protagonista della scalata ma soprattutto di quel-lo che successo nei 20 anni seguenti. La mia narrazione la storia di 31 persone che viaggiano e che hanno incon-trato centinaia di altre perso-ne nei tanti villaggi delle Ande. E il vissuto di questi parteci-panti. Lavventura andina e umanitaria ricostruita in questa narrazione ha rappresentato, secondo lautore, un cambia-

  • 5ASSOCIAZIONE

    mento dellapproccio alpinistico tra-dizionale: le scalate di preparazione e il tentativo di prima ripetizione del-la Via Casarotto al Nevado e Hua-scaran Norte non erano solo obiet-tivi sportivi, ma intendevano anche creare un legame solidale tra i par-tecipanti e i campesinos delle Ande, portando un aiuto economico con-creto alla costruzione dellospedale per i poveri di Chacas, nella Cordil-lera Blanca. Per questo il motto della Huasca-ran Expedition 1993, ideato e pro-posto da Battistino Bonali era salire in alto per aiutare chi sta in basso. E attraverso alcune splendide imma-gini, Franco Michieli ha snocciolato dati, emozioni, sentimenti, relazioni e incontri che la spedizione ha vissuto in quei 45 giorni. Nonostante lepilogo tragico, quella spedizione ha permesso di creare non solo lospedale di Chacas, ma anche la Scuola di Andinismo di Marcar, per la formazione di guide alpine, e la costruzione dei quattro primi rifu-gi andini del Per, col cui ricavato si sostengono gli anziani pi bisogno-

    si dei villaggi vicini. Queste opere si aggiungono a innumerevoli scuole e cooperative artigianali, artistiche e agrarie, a infrastrutture idroelettriche, orfanotrofi e molto altro, tutto realiz-zato dalla Operazione Mato Grosso (ispirata da padre Ugo de Censi) gra-zie al volontariato. Si pu dire - ha concluso Michieli che la vera av-ventura sia partita dal 1993 a oggi e continua tuttora. In occasione del ventesimo anniver-sario di quei fatti, il CAI di Cedego-lo e lOMG hanno voluto con questa pubblicazione non solo ricostruire lindimenticabile storia in un libro, ma anche destinare tutti i guadagni del-la vendita al proseguimento di quel progetto. La serata ha visto poi intervenire i numerosi ospiti coordinati da Fran-co Capitanio: in particolare Aldo Mo-scardi, che ha partecipato alla spedi-zione sullo Huascaran e che solo la febbre lha costretto ad abbandonare la scalata, ha voluto affermare come quellesperienza ha segnato la vita di tutti noi ed ha poi illustrato il progetto MAV (Montagna Avventura Vita) nato

    proprio sulla scorta di quella tragica vicenda. Caterina Facchini, giovane partecipante alla spedizione, ha evi-denziato che quando sono tornata dal Per non ero pi la stessa perso-na. Hanno completato la serata, gli interventi di Paolo Turetti, Presidente del CAI di Cedegolo e di Domenica Bonali, sorella di Battistino. Insom-ma unaltra bella serata di sport, ma anche di solidariet e di emozioni, in pieno spirito panathletico.

    Marco Filippi Pioppi

    Dipingi il casco 2014

    Anche questanno il pilota Gia-nantonio Franzoni promuove il concorso denominato Dipingi il casco, giunto gi alla sua sesta edizione. Linvito rivolto alle persone disabili del nostro terri-torio che sono invitate a disegna-re il casco che Franzoni indosse-r nella stagione sportiva 2014. Lidea quella di coinvolgere le persone disabili che frequentano le diverse Cooperative o Associa-zioni della zona attraverso un di-segno che dovr riferirsi al mot-to del concorso di questanno: la tua vita delicata come un fiore, proteggila!. Con questa iniziati-va e con il messaggio del concor-so Gianantonio Franzoni e la sua quipe vogliono portare un mes-saggio di positivit e di ottimismo, cercando di vedere la vita come un bene prezioso del quale poter sempre gioire.

  • 1 A P R I L E 2 0 1 46

    LAUTORE DEL LIBRO IL CALCIO A MISURA DEI BAMBINI

    Horst Wein ospite alla presentazione del Memorial Tonino Cossetti

    ercoled 9 aprile al