CSI Insieme 27 - 2012

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Titoli: Le bocce premiano la Polisportiva Edolese - Sport tra la gente: idea da condividere - La Tre campanili macina record - Polisportiva Disabili Valcamonica. messe di titoli negli sport invernali

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  • C E N T R O S P O R T I V O I T A L I A N O

    ValleCamonicaLe bocce premianola Polisportiva Edolese

    Sport tra la gente:idea da condividere

    La Tre campanilimacina record

    Polisportiva Disabilimesse di titolinegli sport invernali

    25 aprile 2012

  • www.olimpiacoppe.comolimpiacoppe@libero.it

    IndirizziCSI Vallecamonica - Via San Martino 4425040 Plemo di Esine (Bs)Telefono 0364.466161 - 0364.466376Fax 0364.360500Sede di Edolo 0364.71379E-mail: info@csivallecamonica.itPresidente CSI Vallecamonica Claudio CecconE-mail: ceccon.claudio@libero.itConsulente ecclesiastico don Battista DassaE-mail: francobattista@tele2.itDesignatori arbitraliCalcio: Menolfi Bortolo 3473441353Attivit Polisportiva: Pezzotti Gabriele 3381964197Pallavolo: Salvetti Cristian 3473448112

    Sito internet CSI Vallecamonica: www.sportgio.netSito ufficiale CSI Nazionale: www.csi-net.itSito ufficiale CSI Lombardia: www.csi.lombardia.it

    C E N T R O S P O R T I V O I T A L I A N O

    ValleCamonica

    Riferimenti per i versamentiUBI Banca di Valle Camonica Filiale di BrenoCodice IBAN per Bonifici: IT39F0324454160000000037006Banca di Credito Cooperativo di Brescia Filiale di Cividate CamunoCodice IBAN per Bonifici: IT86Q0869254350015000150300Conto Corrente Postale N 14023212Intestare tutti i pagamenti a:Centro Sportivo Italiano Comitato di Vallecamonica

    NON SOLO

    COPPE

    MA ANCHE

    TENDE

    DA SOLEN

    ON SOLO

    COPPE

    MA ANCHE

    TENDE

    DA SOLE

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    Il valore pi grande che pu esprimere il CSI la condivisione di questa idea

    Sport tra la gente: idea forte da condividere

    In Italia la parola sport diven-tata sinonimo di calcio. Solo in

    seconda battuta ci ricordiamo degli sport motoristici e del ciclismo, due di-scipline che hanno segnato la nostra storia di italiani. Ogni 4 anni la poten-te macchina mediatica dellOlimpiade bussa forte sui nostri schermi e allora tornano in voga la scherma, il nuoto, il canottaggio e tutte le cosiddette di-scipline minori. un destino bizzar-ro quello riservato alla parola Sport: se ci chiedono di identificare il tratto distintivo di questo termine pensiamo alla competizione (vittoria-sconfitta) e alle regole che disciplinano le gare per poter definire un vincitore. Stra-no perch in Italia fare qualcosa per sport significa farlo per divertimen-to, senza obiettivi e regole precise. Tutti ne parlano e moltissimi se ne occupano, ma spesso con finalit e intenzioni diverse. C chi lo fa solo per vincere, chi per essere pi sano, moltissimi si limitano a guardarlo, altri lo ignorano completamente. In que-sto panorama contraddittorio si inse-risce lattivit del Csi la cui missione Educare attraverso lo sport. Nei miei viaggi per lItalia ho conosciuto personalmente molti allenatori, arbi-tri e dirigenti del Csi consapevoli del proprio ruolo di educatori e di poten-ziali mediatori tra gli indifferenti, le fe-derazioni sportive e la palestre private dove lo sport rischia di essere medi-calizzato o apprezzato solo per fini estetici. Il Csi pu contare sul forte senso comunitario degli oratori e del-le parrocchie, dove i riti e le cerimo-nie possono farci sentire meno soli.

    Ma proprio la qualit di questi luoghi e la risorsa che rappresentano, pu trasformarsi in un limite, se resta im-prigionata solo dentro a quelle mura, siano esse quelle degli oratori o delle palestre dove si allenano i tanti tes-serati. Il valore pi grande che pu esprimere questa associazione non solo la disponibilit dei luoghi fisi-ci ma la condivisione di unidea for-te di sport, la presenza capillare nel territorio e lesperienza accumulata

    in tanti anni spesi nelleducare attra-verso lo sport. A mio parere, la nuo-va sfida del Csi, per continuare ad assolvere al meglio al proprio com-pito, uscire negli spazi aperti del-la citt, andare verso la gente, dialo-gare con le altre associazioni, con le federazioni sportive e con le istituzio-ni senza nessun pregiudizio e sen-za paura di perdersi in questa socie-t contraddittoria.

    Andrea Zorzi

  • 4Achini: Manca una cultura medico-sportivaLa tragedia di Morosini mi ha lasciato senza parole; ma non credo di essere stato il solo. E stata una reazione che ha accumunato tutti, soprattutto per chi spende del tempo nelle societ sportive di base. Siamo senza parole e per certi versi si resta increduli, si fa fatica a prendere coscienza che sia andata cos. Lascia davvero senza parole vedere un ragazzo, un atleta, mo-rire sul campo. Da tempo il CSI insiste con le istituzioni perch comprendano il ruolo di pre-venzione sanitaria che anche le nostre societ, che sono quasi 13 mila, hanno. Non essendoci pi la visita obbligatoria nelle scuole o quella del militare paradossalmente oggi un giovane pi arrivare a 18 - 20 anni senza aver mai fatto un elettrocardiogramma o un controllo. Ecco, il mondo dello sport deve sopperire anche a questa lacuna. Noi stiamo pensando da tempo a maggiori controlli o mezzi a disposizione negli impianti sportivi. Abbiamo fatto uno studio per una diffusione dei defibrillatori, che per ha due difficolt vere: 1) il costo, che non ir-risorio (poche migliaia di euro) che per per una societ sportiva piccola sono un guaio. 2) il defibrillatore deve essere maneggiato da persone che sappiano cosa e come fare. Ripeto: uno strumento preziosissimo, importantissimo ma ci vuole una persona in grado di farlo funzio-nare, e questo lo dico molto onestamente potrebbe creare problemi a molte societ. Una cosa invece chiedere che in panchina ci sia una persona che almeno abbia fatto un corso di pri-mo soccorso. Nella maggior parte delle partite non c un medico e lambulanza. Ma va fatto un discorso pi profondo, per quello che riguarda la medicina sportiva. Bisogna lavorare sul-la prevenzione per i giovani, magari prevedendo la gratuit della visita medica per tutti i mi-norenni, o almeno pensare ad un intervento della Regione per coprire le spese. Il Csi forte-mente a favore di uno sport per tutti, anche per chi ha dei problemi dal punto di vista motorio, ad esempio un sovrappeso. E queste sono persone fortemente a rischio. Si pu, anzi, si deve valorizzare il ruolo delle societ sportive per lo stile di vita che propongono. Mi spiego: lali-mentazione, lo stile di vita, bisogna insegnare tutto ci che legato alla salute. Va valorizzato perch i ragazzi tendono a copiare, a replicare, i comportamenti dei loro educatori.

    Piermario Morosini:la morte nel tempio del dio pallone

    Nellantichit era lo sport ad onorare la morte, a darle un senso, una dignitIl nascere ed il morire portano sempre con se emozioni, pas-

    sioni, gioie e sofferenze. E non po-trebbe essere diversamente dato che sono parte del grande mistero della vita e ne esaltano il gusto. Qualche ri-flessione invece, alla luce di come tutti noi siamo stati coinvolti nella vicenda di Piermario Morosini, andrebbe fat-ta su come il mondo sportivo affron-ta questi temi. La morte in diretta sul campo da gioco dello stadio di Pesca-ra, stata fagocitata della pressione mediatica, dalla caccia alla causa di morte, dal sospetto di inadempienze mediche, dal promuovere riti colletti-vi di memoria e compassione. Solo dopo tre giorni di continue messe in onda della scena con la morte in di-retta del proprio caro, la fidanzata e gli amici hanno ottenuto linterru-zione della trasmissione di imma-gini tanto cruenti. Molto clamore sul fatto ma poche riflessioni sul mori-re a 26 anni. Al mondo sportivo, non penso vadano rivolte accuse: quella morte era evitabile? Chi pu dirlo? nessuno conosce lora della propria morte! Piuttosto va riconosciuto che lo sport ha offerto a Piermario, oltre che la carriera, anche molteplici con-trolli ed esami clinici, la presenza co-stante del medico sportivo a tutti gli allenamenti, in diretta sul campo da gioco ben due medici con defibrilla-tore. Onestamente, cose che nes-sun mortale pu aspirare ad avere. Eppur si muore! La morte rende tut-ti eguali, ad ogni et ed in ogni con-dizione. Ben lo sapevano gli antichi atleti - guerrieri: nellantica Grecia, nel XXII libro dellIliade, scopriamo che

    i primi giochi tra gli atleti vennero or-ganizzati da Achille in vista del rito fu-nebre di Patroclo. Se da un lato era un modo per rendere onore allami-co morto e prolungare la sua pre-senza nella comunit dei guerrieri, dallaltro appare chiara lidea che un defunto apprezza la continuit con quanto sempre ha fatto in vita. Dun-que, mentre in questi giorni il mondo sportivo si fermato smarrito di fronte alla morte, nellantichit era lo sport ad onorare la morte, a darle un sen-so, un rispetto, una dignit. La mor-te era compresa come un normale fatto di vita. Molto pi onore andava reso a chi ben aveva speso la pro-

    pria vita. Nel tempio del dio pallone, dallantichit fino ad oggi, spaventa lignoranza dei vivi pi della morte dei giusti. Spaventa chi smette di vive-re perch chi si arrende di fronte alle prime difficolt. Un senso alla morte di Piermario pu essere anche que-sto: continuare a vivere, continuare a correre, continuare ad amare lo sport. Alla famiglia ed agli amici di Piermario va tutta la nostra preghiera e solida-riet umana. I Signore doni soprattut-to a lui un Paradiso in cui vivere feli-ce senza le molte sofferenze che lo hanno colpito qui in terra.

    Claudio Paganini

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    Messe di titoli italiani per gli atleti della Polisportiva disabili Valca-

    monica impegnati a Chiesa Valma-lenco nei Campionati italiani FISDIR di Sci Alpino e di Sci Nordico. Alla ter-za edizione della manifestazione na-zionale sono stati 19 in totale gli atleti della Polisportiva Disabili Valcamoni-ca impegnati: 3 per lo sci alpino e 16 per lo sci nordico. Nello sci alpino in evidenza Gabriele Rondi, campione italiano Seniores nello slalom specia-le, e Stefano Brevi primo nello sla-lom specia