CSI Insieme 07 - 2010

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La maleducazione nel calcio del CSI - L'orienteering ospitato nell'Oratorio di Darfo - Con la Polisportiva Edolese volley a go go - San Martino di corsa a Sonvico con il memorial "R. Rossi"

Transcript of CSI Insieme 07 - 2010

  • Scoprilo pressotutte le filiali dellaBanca di Valle Camonica

    A noi giovani,da 15 a 25 anni,Banca di Valle Camonicariserva un serviziocompletamente gratis,e questo niente,se siamo concretamenteinteressati c unabellissima sorpresaper noi... imperdibile,anche perch non durerper sempre.

    Hei,hai sentito?

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    Lo sport di oggi per lItalia che verr

    Dal 5 al 7 dicembre ad Assisi la convention del CSI con pi di 500 partecipanti

    Lo sport di oggi per lItalia di do-mani. Il contributo del CSI alla costruzione del bene comune

    il tema che ispirer questanno lor-mai tradizionale meeting dei soci e dei quadri dirigenti organizzato ad Assisi, dal 5 al 7 dicembre pres-so la Domus Pacis in Santa Ma-ria degli Angeli, a ridosso della fe-sta dellImmacolata. chiaro lintento di approfondire il modo in cui lasso-ciazione pu contribuire, attraverso la sua proposta di promozione umana e sociale attraverso lo sport, e attraver-so la sua stessa azione progettuale e politica, a realizzare quel concet-to di bene comune che rappresenta un punto fondamentale della Dottri-na Sociale della Chiesa.Lappuntamento ad Assisi per la mattina di sabato 5 dicembre. Nel po-meriggio terranno banco tre relazio-ni, rispettivamente su: Il ruolo dello sport nella societ civile, Limpegno dei cattolici nella sfida alla costruzio-ne del bene comune, Sport e vita: oltre uno slogan c di pi, con dibat-tito ed interventi finali. Domenica 6 i lavori inizieranno con un intervento del presidente nazionale, Massimo Achini, su Lo sport pu cambiare il mondo, centrato anchesso sulle possibilit che lo sport ha di radica-re valoricome la coesione, la solida-riet, la paceche contribuiscano a guarire lattuale crisi di civilt. Quin-di un intervento strettamente legato al tema generale: Il bene comune oggi: ricordo o pietra dangolo per il futuro?. Tra interventi e testimonian-ze si approfondir cosa voglia dire

    oggi bene comune, e se e quanto tale concetto debba essere conside-rato superato o attuale. Nel pomerig-gio approfondimento sui programmi 2009/2010. In serata il consueto pel-legrinaggio. Si chiude la mattina di domenica 7 di-cembre, con un intervento su Sport di oggi per lItalia di domani, con te-stimonianze e conclusioni. Prenota gi da adesso un posto per non mancare nel capoluogo france-scano. Ci si pu iscrivere entro e non oltre il 20 novembre.Appuntamento ad Assisi, il 6 dicem-bre, per rilanciare lattivit interna-zionale del CSI, rafforzando quella spinta di solidariet che ha portato lassociazione, gi dagli anni Novan-ta, ad impegnarsi a livello centrale in Camerun con Sport for Africa, in Al-

    bania a fianco della CEI, in Polonia, in Romania, l dove cera bisogno di mano per fare nascere e crescere un associazionismo sportivo dalla voca-zione sociale. Nel corso del tempo quei progetti nazionali, alcuni dei quali ancora in corso di svolgimento, sono stati af-fiancati da tante iniziative, altrettanto generose e significative, realizzate in vari paesi del mondo da Comitati e Societ sportive. Tutto questo patrimonio di umanit lievitato senza godere di alcuna forma di coordinamento, restando affidato alla spontanea dedizione di singoli gruppi di associati. La convin-zione della Presidenza Nazionale che sarebbe pi facile per tutti quanti vogliono impegnarsi in questo ambi-to di attivit fare rete, in modo da co-ordinarsi, mettersi in sinergia quando utile, scambiarsi idee e suggerimenti, e confrontare gli esiti delle esperien-ze compiute. Da tutto questo non po-trebbe che derivare quel generale ri-lancio dellattivit internazionale che rientra, appunto, tra i programmi del CSI nazionale. La Presidenza ha deciso quindi di mettere in calendario un incontro aperto a tutti coloro che desiderano dedicarsi a tale forma di attivit e a quanti coordinano nei comitati inizia-tive internazionali. Lappuntamento fissato per dome-nica 6 dicembre 2009 ad Assisi, alle ore 15,30, allinterno del tradiziona-le Meeting associativo. Info: massimiliano.giombini@csi-net.it tel. 0668404538.

  • 2Voglio uno sport vero,con la S maiuscola

    Una tifosa scrive per lanciare un grido dallarme sullincivilt nel calcio CSI

    Ciao, sono una ragazza che da pi di un anno segue le partite di calcio (open a 6) e i vari tor-

    nei estivi. Mi emoziona vedere i gio-catori scendere in campo e giocare da amici, divertendosi, il problema che molte volte, troppe, il giocare si trasforma in lottare nel vero senso della parola. Capisco che ci sia riva-lit e competizione, normale, ma non tollero quando si trasforma in incivilt! Scrive Lino Laffranchini nel suo ammirevole articolo dello scor-so numero: ...gli arbitri nostrani non avevano certo latteggiamento edu-cativo che gli viene riconosciuto qua-le uomini del rispetto delle regole e consentivano tutto e di pi alla fac-cia di chi, quasi impietrito assisteva alle partite nei nostri oratori. Mi ritro-vo in queste parole, soprattutto mi riconosco nella figura di spettatore quasi pietrificato: bestemmie, insul-ti, spintoni, minacce...e questo sareb-be il CSI? Saremmo in un oratorio? In pi di un anno non ho mai udito un arbitro richiamare qualcuno per le imprecazioni nei confronti di Dio che non sono poche e anzi vengo-no usate sempre pi spesso, come se fosse una cosa normale. Parlando di ci con un amico mi sono sentita rispondere: Se un arbitro do-vesse punire tutti quelli che bestem-miano si ritroverebbero in tre a gio-care!, e allora? Non ci vedo nulla di male, la prossima volta eviteranno di insultare il nome di Dio! Altra cosa che mi lascia allibita la mancanza di rispetto: poco tempo fa ho assi-stito ad una partita durante la qua-

    le due calciatori si sono fatti male (e non poco) e mentre uno dei due si lamentava in campo, rotolando in ter-ra dal dolore, gli avversari ridevano, lo schernivano e lo imitavano, uno gli ha pure lanciato dellacqua in se-gno di sfida. Poi, chiss perch, si litiga facendo onore alle bestemmie e quasi sempre devono intervenire larbitro o i calcia-tori pi pacifici a separare i giocatori che si azzuffano. Spesso immagino che ci sia un bambino ad assistere a certe scene vergognose: cosa im-parerebbe? Nulla, anzi peggio, ap-prenderebbe che le bestemmie, gli

    insulti ecc. sono una cosa norma-le, da grandi perch proprio loro si comportano cos e tantissime volte (per non dire sempre) non vengono puniti. Sono stanca di dover tornare dalle partite innervosita e toccata da questi episodi, voglio uno sport che sia Sport, il vero Sport, quello con la S maiuscola, quello pacifico e allin-segna del rispetto. Voglio scendere dalle tribune con il sorriso e con la consapevolezza che, anche se la mia squadra preferita ha perso, nessuno ha dovuto vergognarsi per ci che successo in campo.

    Stefania C.

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    Ti posso assicurare che sulla valenza incivile, maleducata e diseducativa della bestemmia

    (oltre che blasfema) siamo tutti in accordo, alle riunioni lo sono anche i dirigenti e gli allenatori di chi poi le pratica. Gli arbitri sono stati pi vol-te allanno incitati ad intervenire ma vero sono gli stessi che poi alza-no bandiera bianca e si arrendono al gioco delle tre scimmiette soprattut-to sul non sento. Potremmo allon-tanare gli arbitri che non sentono (anche se converrai che non facile contraddire una persona che afferma di non aver visto o di non aver sen-tito), attualmente su oltre 70 incontri settimanali abbiamo meno di 20 ar-bitri e siamo costretti a lasciare sen-za arbitro ufficiale diversi incontri ma la cosa che pi ci spaventa che ai corsi di nuovi arbitri si presentano 1-2 persone al massimo ogni anno che spesso abbandonano precoce-mente (negli ultimi 4 anni attualmen-te abbiamo 2 soli arbitri nuovi) e per-tanto la selezione non sembra una strada percorribile. Perch gli arbi-tri non sentono? Stando alle loro ri-sposte quando sono intervenuti alla prima bestemmia si spesso creato un clima di grande tensione dovuto al fatto che a fronte di qualsiasi frase detta (bestemmia o solo simile) viene sempre richiesto un intervento arbi-trale anche quando questultimo ef-fettivamente pur avendo sentito non in grado di individuare lautore e spesso nemmeno la squadra di pro-venienza poich girato o visivamen-te impegnato sul pallone pi che sul

    viso dei giocatori. Le partite diven-tano pertanto difficilmente gestibili ed i nostri arbitri non si sentono eroi, far finta di niente pi facile... Qua potremmo aprire discussioni lunghe anche se importanti ma alla fine ser-ve sempre un operatore che sappia intervenire in forma autorevole per reprimere (o per educare preventi-vamente) e questo pu essere solo un arbitro visto che il giudice spor-tivo deve essere necessariamente solo susseguente. Potremmo rifiuta-re iscrizioni ma anche qu il discorso ampio, a volte la partita serve per allontanare da situazioni peggiori e non fornirla creerebbe critici risvol-ti sociali. Allo Zen di Palermo se un giocatore ha la magletta di colore di-verso un problema diverso che a Milano San Babila. Allora dobbiamo tollerare le bestemmie? La risposta sicuramente NO e qua come det-to anticipatamente siamo tutti dac-cordo la domanda pertanto come risolvere il problema? Di pari passo

    va anche il comportamento violento e ingiurioso tenuto da troppi dei no-stri tesserati, anche qua non sem-pre facile intervenire sul campo, per questanno abbiamo imboccato la strada della severit sulle situa-zioni segnalate ma a volte larbitro non segnala per paura di ripicche o ripercussioni, la valle piccola e non piacevole trovarsi con la macchina tutta rigata ( solo un esempio). Dob-biamo tollerare anche tutto cio? An-che qua la risposta altrettanto ovvia quanto non esaustiva, NO !Ci stiamo da anni provando a risol-vere anche se parzialemente il pro-blema, ogni anno ci sembra di aver sufficientemente sollecitato il corpo arbitrale, le societ sportive e tutti gli opera