CSI Insieme 03-2009

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Nello sport chi ha fede ha una marcia in più - Un arbitro salva la partita - La festa Polisportiva a Breno - Investiamo in umanità

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  • Scoprilo pressotutte le filiali dellaBanca di Valle Camonica

    A noi giovani,da 15 a 25 anni,Banca di Valle Camonicariserva un serviziocompletamente gratis,e questo niente,se siamo concretamenteinteressati c unabellissima sorpresaper noi... imperdibile,anche perch non durerper sempre.

    Hei,hai sentito?

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    Lasciamoli giocare senza volerli specializzare subito

    Non decidiamo noilo sport per i nostri figli

    A quale sport iscriverli? La risposta facile: a quello che piace a loro. E senza paura di sbaglia

    re e di perdere un futuro campione: noi, bambini o adulti, scegliamo ci che ci interessa e ci diverte, e nello sport nulla pi divertente che vincere perch giochiamo meglio degli altri. In ogni caso, sarebbe meglio farne provare pi di uno, in modo possano scoprire quello per il quale hanno migliori attitudini, o anche solo sviluppare e allenare tutte le parti del corpo. Facendo per attenzione a non sovraccaricarli di impegni e di fatica, perch i giovani, quando si stancano troppo e si stufano, li abbandonano tutti.

    Le cauteleIl discorso sulle cautele, invece, sarebbe molto pi lungo. Innanzitutto, non decidiamo noi lo sport per i nostri figli. Sceglieremmo solo noi, e prima lo sport che ci piace di pi perch ci ha divertito o abbiamo solo sognato, promette guadagni da sogno o fa tanto chic. Non pensiamo di avere, e solo noi, il talento puro da portare nella societ importante che fabbrica i campioni. I possibili campioni sono pochi, tanto che, per esempio nel calcio, lo sport che regala pi illusioni, ai livelli pi alti arriva neppure uno su oltre trentamila. Non sopravvalutiamoli n aspettiamoci traguardi impossibili, perch la realt impietosa: i giovani devono misurarsi dove possono anche vincere, perch linsicurezza che si genera nei perdenti un peso di cui difficile liberarsi. E se nostro figlio

    uno dei trentamila, non rischiamo di perdere tempo utile per abituarlo allo sport degli adulti? Lasciamolo giocare com giusto fare con tutti i bambini senza volerlo specializzare subito, e se un talento se ne accorgeranno tutti. Stiamo attenti a chi ci dice con troppa facilit che lo far diventare un campione. Chi sinteressa di giovani, per affetto e per amore del proprio lavoro sogna di vederli campioni e vorrebbe vincere ogni partita e portarli anche dove impossibile, ma lo fa a loro spese. E stiamo attenti anche a chi vorrebbe mettere lo sport davanti a tutto.

    Ricordo un personaggio molto noto di una grossa societ sportiva che mi diceva: Non pretenda che vadano a scuola, perch ho conosciuto tanti buoni studenti che hanno fallito nello sport. Non si pu pensare alle gambe e ignorare la testa, altrimenti avremo solo un mezzo sportivo che non user neppure le gambe come potrebbe. A questo punto, il discorso si farebbe troppo lungo; vi rimando al sito www.Nuovosportgiovani.it dove, cliccando su Il Progetto, scoprirete la filosofia che permette di trovare molte risposte.

  • 2Lo sport uno degli strumenti e degli stimoli pi potenti per la formazione della persona, ma pu essere educativo o diseducativo secondo com inteso e proposto dallistruttore, dalle societ, dallambiente e dalla famiglia.

    Gli scopi Facciamo un breve accenno ad alcuni scopi. Quelli fondamentali sono la scoperta e lanalisi dei fattori che intervengono sullo sviluppo dei giovani che fanno sport, e la proposta di un metodo in grado di formare uno sportivo capace di esprimere tutte le proprie potenzialit. in pratica, lo sportivo possibile, e non quello che sogniamo noi. Non cinteressa, quindi, che vincano la gara di oggi, anche perch possiamo usare trucchi e slealt che impediscono di imparare per vincere quando conter, e li convincono che quelli sono i modi della vita adulta. Ci inte

    ressa formare ladulto che sa amministrarsi dentro e fuori lo sport e conosce e rispetta regole e doveri, e che coraggioso per giocarsela sempre tutta, responsabile, disposto a mettersi al servizio dellinteresse comune e capace di continuare a evolvere e raggiungere i traguardi che sono nelle sue possibilit. Parleremo di una cultura adeguata a tutti i livelli dello sport che ci permetta di ottenere uno sportivo pi completo, ma anche di rendere estranea la violenza, di ottenere lo sviluppo possibile del giovane con disabilit, di recuperare ragazzi difficili o a rischio e, non ultimo, di trasformare il genitore in una presenza utile e in uno stimolo produttivo.

    Strumenti e metodi Che cosa serve? Innanzitutto, un insegnamento che consideri e rispetti il momento di sviluppo, le potenzialit, le motivazioni e le capacit dellallie

    vo, perch le richieste uguali per tutti raggiungono le qualit comuni e generiche, ma non quelle del singolo, e in particolare del talento. Ognuno ha qualit, dotazione, motivazioni e mezzi personali da scoprire e trattare in momenti precisi dello sviluppo e in maniera specifica e individuale che, con un contatto troppo precoce o tardivo, oppure incompleto o maldestro, rischiano di non essere scoperti o di andare incontro a esiti non compatibili con uno sviluppo corretto. Servono interventi e metodi per allenare e sviluppare lintelligenza, perch quelli ancora attuali raggiungono lapprendimento, ma non la critica, la creazione e lingegno, che ne sono i livelli pi elevati. In sintesi, abbiamo progettato un modello educativo che agisce allo stesso tempo sulle qualit fisiche e tecniche e sullo sviluppo della personalit e del carattere, trasmette allallievo tutti i tratti che fanno delleducatore una figura adulta, si adegua, per livello e contenuti, alle qualit del singolo allievo e ricerca e sviluppa tutto ci che in ognuno solo potenziale, in modo da portarlo allo sviluppo possibile. il passaggio dal lavorare sullatleta al lavorare con latleta, e il metodo lo sviluppo del fisico, della tecnica, della personalit e del carattere, fino a portarlo a raggiungere lautonomia della persona. Tutto questo presuppone il passaggio da metodi di formazione, insegnamento e conduzione adatti a formare un puro esecutore da portare sempre per mano a uno che ha come obiettivo lo sportivo autonomo, responsabile, disponibile a imparare, evolvere e collaborare con contributi personali, che pensa, crea e si amministra da solo. Sembra difficile, ma per essere efficaci basta evitare gli errori.

    Vincenzo Prunelli

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    Intervista a Monsignor Claudio Paganini in visita allOratorio di Breno

    Chi ha fede ha una marcia in pi anche nello sport

    Ospite deccezione alloratorio di Breno in occasione dellini

    zio dellattivit oratoriana; Monsignor Claudio Paganini ha partecipato alla Santa Messa e visitato la splendida struttura sportiva delloratorio brenese da poco inaugurata. Nel corso della visita il consulente ecclesiastico nazionale del CSI stato intervistato da Alfredo Moratti, consigliere di Comitato del Csi camuno.Qual il ruolo dello sport nelledu-cazione e nelleducazione alla fede?Vedendo limpianto nuovo di Breno ma pi in generale in Vallecamonica e nella provincia bresciana c una ricchezza di impianti, di strutture, di gruppi sportivi e di educatori che veramente unica in Italia e va detto ai bresciani perch noi non comprendiamo fino in fondo limportanza di quanto seminato in questa attivit. Dire che lo sport una ricchezza per educare alla fede verissimo, oggi leducatore sportivo riesce a stare con un ragazzo parecchio tempo e a provare sul campo con piccoli gesti concreti come lavere fede da una marcia in pi. Se credi in qualcosa lotti, ti alleni, ti sacrifichi, rinunci perch credi in quellobbiettivo, credi nella vittoria, credi nel gruppo, credi nella societ sportiva, quindi nei tuoi amici che giocano con te, credere vuol dire che ti abbandoni e che hai veramente fede. La fede non soltanto ci che pratichi nella chiesa ma quello che uno nella vita concreta incarna stando in mezzo agli altri; la coerenza, la testimonianza, il voler bene al prossimo,

    agli altri e a se stesso.Lallenatore non solo un maestro di sport ma in qualche modo deve essere un maestro di vita.A tutto campo, chi educa non soltanto un tecnico che conosce gli schemi di giuoco o come allenare un pezzo di corpo ad essere pi forte o pi robusto chi educa nel mondo dello sport colui che insegna anche a fere squadra, quindi a essere comunit, quindi a essere societ. Oltre al lavoro comune, al bene comune chi educa cresce anche la singola persona affinch quelluomo sia veramente uomo sportivo e pure credente e chi educa fa capire che se sei egoista, se sei antipatico non giochi con gli altri e chi educa da alla persona la dimensione della pazienza del crescere; come un contadino ci vuole tempo per maturare, per essere pronti alle gare, pazienza e stare in panchina, rabbia e giocare nel campo con determinazione. In fondo un vero allenatore colui che esperto in umanit, in vita e valori, esperto nelluomo e nella vera fede

    che lui testimonia.Frequentando i grandi personag-gi dello sport come cogli in loro la presenza e il ruolo della fede.Pi volte ripeto la frase che Roberto Baggio, buddista, diceva Chi ha fede ha una marcia in pi e supera le difficolt perch credendo in qualche cosa non si arrende agli infortuni, ai rapporti difficili con gli altri ma da del suo meglio, non sei un uomo finito ma hai sempre la speranza di qualcosa di nuovo, di ripartire. Mazzone diceva che chi va in campo deve avere fede perch altrimenti quando esce un uomo impoverito. Da Kak a Legrotaglie a Lucio sono atleti che testimoniano la loro fede in Cristo, un impegno in pi; oggi voglio dire ai ragazzi giovani, abbiate fede, credete in ci che fate, lottate per le cose in cui credete e questo un messaggio che vale sempre per un buon cristiano, per un buon sportivo, per uno che in questo mondo lotta per una societ migliore, per rendere tutto quanto a misura duomo. Pi che mai aver fede una ricchezza per tutti.