Cosi Parlc3b2 Zarathustra

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  • Cos parl Zarathustra Friedrich Nietzsche

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    Titolo originale: "Also sprach Zarathustra. Ein Buch fuer Alle und Keine INDICE. Nota introduttiva di Giorgio Colli: p. 7. PROLOGO DI ZARATHUSTRA: p. 14. I DISCORSI DI ZARATHUSTRA: p. 37. Delle tre metamorfosi: p. 37. Delle cattedre della virt: p. 41. Di coloro che abitano un mondo dietro il mondo: p. 45. Dei dispregiatori del corpo: p. 50. Delle gioie e delle passioni: p. 53. Del pallido delinquente: p. 56. Del leggere e scrivere: p. 60. Dell'albero sul monte: p. 63. Dei predicatori di morte: p. 68. Della guerra e dei guerrieri: p. 71. Del nuovo idolo: p. 74. Delle mosche del mercato: p. 78. Della castit: p. 83. Dell'amico: p. 85. Dei mille e uno scopo: p. 88. Dell'amore del prossimo: p. 92. Del cammino del creatore: p. 95. Delle femmine vecchie e giovani: p. 99. Del morso della vipera: p. 103. Dei figli e del matrimonio: p. 106. Della libera morte: p. 109. Della virt che dona: p. 114.

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    PARTE SECONDA: p. 122. Il fanciullo con lo specchio: p. 122. Sulle isole Beate: p. 127. Dei compassionevoli: p. 131. Dei preti: p. 136. Dei virtuosi: p. 140. Della canaglia: p. 145. Delle tarantole: p. 150. Dei saggi illustri: p. 155. Il canto della notte: p. 160. Il canto della danza: p. 163. Il canto dei sepolcri: p. 167. Della vittoria su se stessi: p. 172. Dei sublimi: p. 178. Del paese dell'istruzione: p. 182. Della conoscenza immacolata: p. 186. Dei dotti: p. 191. Dei poeti: p. 194. Di grandi eventi: p. 199. L'indovino: p. 205. Della redenzione: p. 211. Dell'accortezza verso gli uomini: p. 219. L'ora senza voce: p. 224. PARTE TERZA: p. 229. Il viandante: p. 229. La visione e l'enigma: p. 235. Della beatitudine non voluta: p. 243. Prima che il sole ascenda: p. 248. Della virt che rende meschini: p. 253. Sul monte degli olivi: p. 262. Del passare oltre: p. 267. Degli apostati: p. 272. Il ritorno a casa: p. 279.

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    Delle tre cose malvagie: p. 285. Dello spirito di gravit: p. 293. Di antiche tavole e nuove: p. 300. Il convalescente: p. 330. Del grande anelito: p. 341. La seconda canzone di danza: p. 346. I sette sigilli (ovvero: il canto s e amen ): p. 352. PARTE QUARTA E ULTIMA: p. 358. Il sacrificio col miele: p. 358. Il grido d'aiuto: p. 364. Colloquio con i re: p. 369. La sanguisuga: p. 376. Il mago: p. 381. A riposo: p. 392. L'uomo pi brutto: p. 399. Il mendicante volontario: p. 407. L'ombra: p. 414. Mezzogiorno: p. 419. Il saluto: p. 424. La cena: p. 432. Dell'uomo superiore: p. 435. Il canto della melanconia: p. 450. Della scienza: p. 458. Tra figlie del deserto: p. 463. Il risveglio: p. 472. La festa dell'asino: p. 478. Il canto del nottambulo: p. 483. Il segno: p. 495. CRONOLOGIA: p. 500. NOTE: p. 513.

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    NOTA INTRODUTTIVA. - Ho bevuto il ciceone - diceva l'iniziato ai misteri di Eleusi, dichiarandosi degno della visione suprema. Mescolanza di orzo triturato, acqua e menta, il ciceone la bevanda che ristora Demetra nella ricerca della figlia rapita, allude perci nel rituale eleusino a un'immedesimazione con la dea, all'assimilazione di una molteplicit frantumata nell'unit divina. Ma ciceone anche chiamato il filtro con cui Circe tenta di stregare Odisseo, e perderlo: solo che qui ai suoi ingredienti si aggiungono vino, miele e spezie magiche. Per noi moderni, abituati a bevande sin troppo precisate e tutto sommato non troppo sconvolgenti, almeno riguardo all'anima, il "Cos parl Zarathustra" si presenta davvero come un ciceone, e a decidere se sia di Demetra oppure di Circe l'intima natura dei bevitori. La comparazione si pu seguire in profondit, poich il libro di Nietzsche realmente un conglomerato di particelle minute, annegate nel miele del mito di Zarathustra. Per anni Nietzsche elabor, scarnific le sue sentenze, i suoi aforismi lampeggianti che nascevano come preparazione di un'opera suprema; pazientemente raccolse il suo orzo triturato, raggruppandolo successivamente in un ordine e in un altro, variandolo, aggiungendo del nuovo e scartando del vecchio, sino a che, nei periodi brevissimi e intermittenti di 'ispirazione', gli riusc di fondere tutto quel molteplice di similitudini e di sentenze nella magia di un racconto favoloso e

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    continuo. Questa nascita dell'opera dovrebbe mettere paura: di fronte a essa meglio la cautela o l'abbandono? La seconda risposta, oltre che dalla suggestione eleusina, sembra essere consigliata dalla pur enigmatica parola di Eraclito: il ciceone si disgrega, se non agitato. Affrontare il problema di "Cos parl Zarathustra" con una speculazione diagnostica non d'altronde impertinente. Che questo libro agisca come una droga, un dato di fatto pi o meno generalizzato, che i suoi avversari vorrebbero contestare, mentendo a se stessi. Ma l'orzo triturato che forma il tessuto molecolare dell'opera non altro che un mescolarsi di conoscenze intuitive allo stato nascente, e il miele della narrazione in cui tale materiale viene agitato non pu che accrescerne la potenza immediata di comunicazione. D'altra parte, se non agitiamo il ciceone, che cosa succede? Con la sua disgregazione, non solo viene meno il potere esaltante, ma si sedimenta sterilmente il suo contenuto razionale, un precipitato inerte in cui obliterato il portento della comunicazione. Si spesso tentato con grande seriet di tenere "Cos parl Zarathustra" sotto la lente di una sobria considerazione scientifica, ma tale procedimento qui assurdo, improduttivo, proprio quello che non si deve fare. Prendiamo l'esempio pi evidente. Quando si tratti questo libro come elaborazione di una teoria del superuomo, tentando magari di delineare sistematicamente tale dottrina, intesa come edificio razionale, attraverso i nessi con altre tesi di Nietzsche, in questo caso si potr certo riuscire a inventare un facile bersaglio per una demolizione basata sul buon senso, ma altrettanto sicuramente ci si allontaner mille miglia da questo libro. Non che Nietzsche abbia voluto dirci che come la scimmia diventata uomo, cos l'uomo diventer superuomo. Rilevare l'artificiosit di questo passaggio non un'osservazione arguta n profonda. Nietzsche non si pu maneggiare cos grossolanamente. Lasciamo dunque da parte i moduli positivistici: tuttavia non basta neppure constatare che questa bevanda magica. Qual l'effetto

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    positivo del filtro? Il "pathos" che sta alle radici di "Cos parl Zarathustra" quello di un illuminato dalla conoscenza suprema, ma l'espressione in cui questo "pathos" si scarica non destinata a trasmettere la scintilla di quella conoscenza, bens solo a comunicare il riflesso di una visione pi alta della vita, e quindi ad agire sugli uomini con la seduzione di questa immagine. La grandezza di Zarathustra sta nel suo conoscere, ma dalla sua conoscenza sgorga una fonte, il suo canto, che disseta gli uomini, e li riavvince a una vita trasfigurata, riscoperta come ricchezza terrestre di gioia. Ancora una volta si affaccia il paragone con l'evento eleusino: tutti i cittadini, senza distinzioni di classi, possono entrare nel corteo sacro che da Atene muove verso Eleusi, ma pochi soltanto saranno iniziati sino alla visione in cui culmina il rituale misterico. Dalla visione di questi pochi tutti i cittadini di Atene traggono per s la giustificazione pi alta della vita. Questo pare che voglia essere l'effetto del filtro, e c' da credere che tale sia gi stato per molti, anche senza chiara coscienza. Sotto questa luce "Cos parl Zarathustra" si impone come modello inaudito di una vita ascendente, dove la gioia, pur attraverso le angosce e gli incubi orrendi dell'esistenza, prevale sul dolore e la lievit sulla pesantezza, dove le sofferenze, le sordide meschinit, le insufficienze sono riscattate da una speranza pi alta, che nasce dalla rivelazione che quella gioia, quella danza sono una realt una volta vissuta da un uomo. La forza catartica della dottrina dell'eterno ritorno sta nella sicurezza che, in base a essa, ogni gesto esaltato, ogni sentimento vittorioso di Zarathustra destinato a ritornare eternamente, e forse gi nell'esistenza di quelli che ricevono l'insegnamento. Se si vuole tentare una riprova di tutto ci per via indiretta, si pu esaminare il contenuto razionale di "Cos parl Zarathustra". Spogliandolo di ogni immagine e di ogni magia, ritroveremo precisamente le stesse tesi, gli stessi giudizi che leggiamo in altre opere d i Nietzsche: valutazioni sul presente e sul passato, sulla religione e sull