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  • 1. CORTE DEI CONTI ----------------- SEZIONI RIUNITE IN SEDE DI CONTROLLO ---------------- Rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica Maggio 2014

2. CORTE DEI CONTI ----------------- SEZIONI RIUNITE IN SEDE DI CONTROLLO ---------------- Rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica Maggio 2014 3. Il Rapporto, approvato dalladunanza delle Sezioni riunite in sede di controllo del 27 maggio 2014 (Del. n. 5/SSRRCO/RCFP/14), stato redatto dai magistrati Cinzia Barisano, Natale A.M. DAmico, Enrico Flaccadoro, Mario Nispi Landi, Vincenzo Palomba e Salvatore Tutino. Hanno contribuito alla stesura del Rapporto, il dott. Stefano Fantacone, la dott.ssa Lucia Marra e il dott. Maurizio Pala Per le analisi di base e per le simulazioni econometriche la Corte si avvalsa del contributo del Centro Europa Ricerche. Hanno inoltre collaborato: Rosaria Calafato, Caterina Francione, Chiara Grassi, Marina Mammola, Lucia Mauta, Renato Manzoni, Elisabetta Marcatili, Giuseppe Padula, Nicoletta Rizzi e Rosanna Vasselli. Lediting stato curato da Marina Mammola e Giuseppina Scicolone. 4. INDICE Pag. SINTESI E CONCLUSIONI I PARTE PRIMA I CONTI PUBBLICI NEL CONTESTO EUROPEO I RISULTATI DEL 2013 E IL CONFRONTO CON GLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI Pag. 3 Il conseguimento degli obiettivi La revisione del percorso programmatico e la manovra di finanza pubblica 3 Landamento della spesa e delle entrate 9 Il quadro per il 2014 13 Il pareggio strutturale del bilancio e il percorso di rientro dellItalia 15 ANALISI DELLA SPESA PUBBLICA IN EUROPA: UN ESERCIZIO DI BENCHMARKING 27 PARTE SECONDA GLI STRUMENTI PER LE POLITICHE PUBBLICHE LIRPEF: UNARMA SPUNTATA Pag. 51 Distribuzione e redistribuzione: gli spazi del fisco e i limiti dellIrpef 52 Evasione ed erosione: spine del sistema, spine dellIrpef 62 Autonomie impositive e vincoli redistributivi 73 La manovrabilit dellIrpef e i condizionamenti della politica fiscale 79 LE POTENZIALIT DEL NUOVO ISEE 87 I limiti del vecchio ISEE 88 Le novit dellISEE 2014 89 Dichiarazioni, autocertificazioni e controlli 90 Le evidenze quantitative dellISEE 90 Gli effetti della riforma dellISEE 93 LA SPESA STATALE NEL QUADRO DI FINANZA PUBBLICA 99 Il bilancio dello Stato nel quadro dei conti pubblici 100 Un confronto tra previsioni e consuntivo: il conto dello Stato 102 I consumi intermedi 104 La spesa in conto capitale e il bilancio dello Stato 107 Il sostegno degli investimenti e la riprogrammazione del cofinanziamento nazionale 113 5. AMMINISTRAZIONI CENTRALI, ENTI STRUMENTALI E SOCIET Pag. 119 La spesa per settori di intervento e per livello di governo nellultimo decennio 120 Il censimento di ministeri, enti e societ dellAmministrazione centrale 122 La misura del costo dellamministrazione centrale 124 Il settore della cultura: prime riflessioni su organizzazione e costi 126 Il settore dellagricoltura: prime riflessioni su organizzazione e costi 134 Le societ strumentali delle amministrazioni centrali 141 UNA POLITICA PER IL PUBBLICO IMPIEGO 167 Andamento delloccupazione nel settore pubblico e la spesa per redditi da lavoro dipendente 167 Criticit e debolezze nellassetto ordinamentale e retributivo dei dipendenti pubblici 169 Unagenda per il riavvio della contrattazione collettiva 173 I nodi irrisolti della dirigenza pubblica 175 IN ATTESA DEL NUOVO PATTO DI STABILIT INTERNO 177 Le amministrazioni locali: obiettivi e risultati 178 I meccanismi di controllo della spesa 185 LA SANIT: I RISULTATI DI UN PERCORSO CONSOLIDATO 221 La spesa sanitaria nel 2013 222 I risultati del settore nei preconsuntivi delle aziende sanitarie 227 I risultati nelle Regioni in Piano di rientro 240 I temi allattenzione 244 INDICE DEI RIQUADRI La metodologia europea per il calcolo del saldo strutturale Pag. 17 LIrpef e il fiscal drag 60 La quantificazione del reddito e del patrimonio 96 Il controllo delle dichiarazioni rese dagli utenti 97 Spesa in conto capitale dello Stato e flessibilit di bilancio 109 Le societ partecipate dallo Stato: ricognizione e valori economici complessivi 142 Lincidenza delle manovre finanziarie 182 Il Patto delle Regioni nel 2013 185 Le regole del Patto degli enti locali nel 2013 197 La spesa sanitaria nel quadro di previsione del DEF 2014 225 Il contenimento della spesa per dispositivi medici 229 Il monitoraggio della spesa farmaceutica 232 Gli interventi del DL 35/2013 e del DL 102/2013 sul settore sanitario: gli sviluppi pi recenti 245 6. SINTESI E CONCLUSIONI CORTE DEI CONTI Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica I Sezioni riunite in sede di controllo 2014 SINTESI E CONCLUSIONI 1. Il Rapporto di coordinamento guarda, pi che nel passato, al percorso che attende il Paese nei prossimi anni. Un percorso particolarmente stringente, che pu rivelarsi di non facile realizzabilit e che, tuttavia, lelevato peso del debito pubblico e la vulnerabilit che ne deriva, rende ancora pi difficile e urgente. Il DEF 2014 ne ha dato una puntuale rappresentazione: lindebitamento nominale, in quota di prodotto, previsto in continua riduzione, collocandosi a fine periodo allo 0,3 per cento del Pil, un livello equivalente a quello del 1960 e il pi basso dal 1946 a oggi. La spesa corrente si riduce nel periodo di 2,7 punti in termini di prodotto rispetto al 2013. Nonostante che gli andamenti tendenziali siano gi collocati su un sentiero di rigore, per il 2015 e 2016 il rispetto degli obiettivi in termini strutturali richiede una correzione pari, rispettivamente, allo 0,3 e 0,6 del prodotto. La correzione porterebbe, sempre a fine periodo, il saldo di bilancio in avanzo, un risultato che leconomia italiana non realizza dal lontano 1925. Obiettivo del Rapporto , in primo luogo, valutare in quale misura gli interventi finora previsti dal Governo per rimuovere le difficolt e le rigidit, che da lungo tempo incidono negativamente sulla crescita del Paese, possano concorrere al percorso di riequilibrio agevolandone la realizzabilit. Ci, riducendo il rilievo di quelli che possono essere gli impatti indesiderati e ampliando leffetto atteso sui parametri dello sviluppo. A questo mira la prima parte del Rapporto che, dopo un esame dei risultati del 2013, offre prime valutazioni sui possibili effetti sul potenziale di crescita delle riforme annunciate dal Governo. Complementare il secondo obiettivo: valutare ladeguatezza della strumentazione di politica economica a muovere in direzione di una riqualificazione, oltre che di un tendenziale contenimento, della spesa. Un esame che condotto a partire dai risultati degli ultimi esercizi e dalle pi recenti modifiche intervenute nella normativa. Sono tre, in questo caso, gli angoli visuali assunti nellanalisi. Il primo inteso a verificare la possibilit di ricorso a strumenti di distribuzione dellonere fiscale, oltre che di selezione dellaccesso a benefici pubblici e/o di differenziazione delle modalit con cui i servizi alla collettivit vengono garantiti. A questo fine, lesame va al principale tributo, lIrpef, per valutare come, anche alla luce delle modifiche intervenute pi di recente, sia possibile far riferimento ad esso per politiche redistributive. Lanalisi si estende ad esaminare caratteristiche e potenzialit di uno strumento, lIsee, nato alcuni anni fa 7. RAPPORTO SUL COORDINAMENTO DELLA FINANZA PUBBLICA II Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica CORTE DEI CONTI 2014 Sezioni riunite in sede di controllo (e di recente modificato) proprio per sopperire alle difficolt dellimposta sui redditi delle persone fisiche nel gestire laccesso alla spesa sociale. Il secondo punto di osservazione dato dalloperare delle amministrazioni centrali in direzione di un adeguamento degli assetti organizzativi e del conseguente ridimensionamento, in termini di strutture e di spesa, a fronte del mutare della ripartizione dei compiti istituzionalmente attribuiti ai diversi livelli di governo. In questo caso, pur se solo con alcuni esempi, si allarga lo sguardo alle modalit assunte da una organizzazione che ha scelto in pi occasioni di trasferire allesterno (ma solo apparentemente) rilevanti quote del proprio impegno settoriale, riducendo, almeno in parte, il significato di una rappresentazione della gestione che faccia riferimento al solo quadro ufficiale. Le misure di contenimento non possono non considerare tale area. Vi , infine, la necessit di guardare alla capacit degli strumenti - che da circa un decennio sono il riferimento dellazione delle amministrazioni territoriali - di affrontare limpegno richiesto: si tratta del Patto di stabilit interno e di quello della Salute. A partire dal prossimo esercizio, il contributo standard agli equilibri da parte degli enti territoriali sar garantito attraverso il pareggio del saldo complessivo di bilancio, mentre - attraverso il Patto di stabilit interno - sar possibile prevedere un contributo ulteriore agli obiettivi di finanza pubblica. Passi significativi sono stati fatti negli ultimi esercizi nella gestione della flessibilit territoriale a livello regionale (con i diversi sistemi di Patto regionale ) ed il riferimento a tali esperienze potr favorire il passaggio ad una forma integrata; ma anche vero che occorre sciogliere i nodi che rimangono sul fronte delle regole standard, che devono garantire il funzionamento del sistema su cui applicare il vincolo fiscale. Per il settore sanitario, la necessit di trovare al suo interno le risorse per affrontare i nuovi bisogni e le somme da destinare al finanziamento degli investimenti, oltre a non ridurre limpegno che si presenta per gli esercizi a venire, richiama proprio una revisione delle modalit e condizioni dellaccesso ai servizi sanitari. 2. Nel 2013, gli obiettivi di finanza pubblica sono stati conseguiti, con un indebitamento rimasto stabile al 3 per cento del Pil in termini nominali e diminuito di sei decimi di punto nella dimensione strutturale. Al risultato si giunti in virt di un forte conte