Chapeau MAGGIO 09

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Rivista di attualità e cultura mese di maggio.

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MENICHELLI

MENICHELLI

RIVISTA MENSILE DI ATTUALIT MODA CULTURA

COPIA GRATUITA - Anno 5 - N. 5 - Maggio 2009 - Tiratura copie 20.000

Tom Hanks Angelo o Demone?

Il futuro ha 100 anni

I primi 100 anni di Rita Levi Montalcini

Matrimonio tra necessit e scelta

I GIORNI SENZA FINE NELLE TENDOPOLI Tamponate le criticit dei primi momenti, ora che tutti gli sfollati hanno trovato un ricovero sicuro nelle tendopoli, nelle zone terremotate de LAquila e dintorni, l'emergenza pi difficile da gestire rimane la paura. La case agibili continuano a restare vuote, soprattutto di notte. I centri di accoglienza, che di giorno sono semideserti o popolati soprattutto da bambini ed anziani, allimbrunire si riempiono. La psicosi del terremoto si allarga a macchia d'olio dalle zone martoriate. La Giunta regionale, su proposta dellassessore alla Sanit, Lanfranco Venturoni, ha assegnato oltre 4 milioni di euro a sostegno di iniziative facenti parte del progetto La salute mentale, e al fabbisogno del Centro regionale per le Psicosi Infantili della Asl de LAquila 156 mila euro. Limporto totale servir per sostenere programmi sul disagio relativo allannualit 2009 e per il Centro di Psicosi Infantili. Il tutto per offrire servizi e risposte adeguate a un disagio, quello mentale, che va affrontato con estrema cautela e competenza. In mano alla Protezione Civile il coordinamento degli aiuti destinati alle persone disabili che non possono vivere a lungo nelle tendopoli. Con attenzione soprattutto alle persone con disabilit intellettive. Le priorit maggiori riguardano disabili gravi per i quali laccoglienza nelle tendopoli appare particolarmente difficile. A tutti loro la nostra solidariet e lincoraggiamento ad andare avanti. Mara Parmegiani

Direttore Responsabile Mara Parmegiani Comitato scientifico Gino Falleri, Nino Marazzita, Simonetta Matone, Carlo Giovannelli, Rosario Sorrentino, Emilio Albertario, Anna Mura Sommella Segreteria di Redazione Marco Alfonsi Nicoletta Di Benedetto Marina Bertucci Servizi fotografici di redazione Laura Camia, Giancarlo Sirolesi Hanno collaborato Marco Alfonsi, Costanza Ceroli, Isabella De Martini, Nicoletta Di Benedetto, Andrea Di Capoterra, Cristina Guerra, Tiziano Melara, Rita Lena, Cristian Coppotelli, Fabio Sciarra, Siderio Fotografo: Maurizio Righi Via Piero Aloisi, 29 - 00158 Roma Tel. 06.4500746 - Fax 06.4503358 www.chapeau.biz Aut. Trib. di Roma n. 529/2005 del 29/12/2005 Edizioni e Stampa Rotoform s.r.l. Via Ardeatina Km. 20,400 - S. Palomba (RM) Ideazione grafica ed impaginazione Monica Proietti Settore Pubblicit Direzione: 00158 Roma - via Piero Aloisi, 29 Tel. 06.4500746 - Fax 06.4503358 e-mail: [email protected] Si ringrazia AltaRoma per la concessione delle foto di moda.

La responsabilit legale del contenuto degli articoli e dei contributi di tipo pubblicitario a carico dei singoli autori. La collaborazione al mensile Chapeau da ritenersi del tutto gratuita e pertanto non retribuita, salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright. vietata la riproduzione, anche parziale, di testi, grafici, immagini e contributi pubblicitari realizzati da Chapeau.

IN QUESTO

numeroI MUST

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Intervista a Tom HanksKS

LINTERVISTA

I must

Borse in rialzo

Le spose di Chapeau

Roma by Night

Il giallo del Curaro

STORIA DEL MATRIMONIO

14 17 18 20 22 25 28 29 30 31

Storia del matrimonio

Cento anni di Rita Levi Montalcini Il futuro ha cento anni

IL FUTURO HA CENTO ANNI

Il malocchio

Storia della cioccolata

IL MALOCCHIO

Dolci messaggi

Langelo sullautobus

DOLCI MESSAGGI

Libri - Eventi - Mostre

I trucchi di primavera

Ricetta e oroscopo del mese

T RA A NGELI E D EMONIduce il film, aveva contattato il Centro all'inizio del 2007 per girare al Cern alcune scene. Una richiesta che stata vista immediatamente come unopportunita ed accettata con entusiasmo dal direttore della ricerca del Centro, Sergio Bertolucci, soddisfatto che, dopo il bestseller Angeli & Demoni, adesso anche Hollywood offra lopportunit di mostrare quanto sia eccitante la ricerca sullantimateria. Un privilegio aver lavorato con il Cern, secondo il regista Ron Howard. I ricercatori - afferma - ci hanno aiutato moltissimo spiegandoci fenomeni scientifici e permettendoci di avere accesso a luoghi incredibili. Penso che stiano facendo cose fantastiche. Il romanzo di Dan Brown, cosi come il film a cui si ispira, si concentra su uno dei principali temi di ricerca del Cern: lequilibrio fra materia e antimateria. Presenti nelle stesse quantit quando luniverso ha avuto origine, 13,5 miliardi di anni fa, nel momento in cui materia e antimateria si sono incontrate si sono annichilite. Ma ancora non si sa perch una certa quantit di materia sia sopravvissuta, dando origine a stelle e pianeti. Come nel Codice Da Vinci, anche in Angeli e Demoni, Robert Langdon in lotta contro poteri antichi, disposti a tutto, anche allassassinio, pur di raggiungere i loro scopi. Langdon-Hanks si imbatte stavolta nellantica setta segreta degli Illuminati, la pi potente organizzazione clandestina della storia decisa a distruggere la Chiesa Cattolica e il Vaticano. Il piano degli Illuminati consiste nellutilizzare lantimateria rubata al CERN come ultima arma di distruzione di massa se Langdon non riuscir a risolvere una serie di misteri antichissimi. Alcune centinaia di esponenti del mondo della stampa hanno affollato il CERN per vedere in anteprima alcune scene del film e prendere parte ad un evento unico: la possibilit di vedere la tecnologia che sta dietro al pi grande esperimento che il mondo abbia mai visto, il grande collisore di adroni (Large Hadron Collider), una massa di macchinari TOM HANKS SEGUE LA TRAIETTORIA DELLA LUCE Cosa ci fa Tom Hanks al CERN di Ginevra? Certo, capire su cosa lavorano gli scienziati del centro europeo di ricerca nucleare non semplice, soprattutto quando ci si trova davanti al grande collisore di adroni (Large Hadron Collider), lesperimento di punta del centro. Ma cosa ha a che vedere questo con Hollywood? Ce lo dir, a modo suo, proprio Tom Hanks che veste per la seconda volta i panni dello storico dellarte-detective di Harvard, Robert Langdon in Angeli e Demoni, il nuovo film diretto da Ron Howard, tratto dallomonimo romanzo di Dan Brown. Libro che precedette il Codice da Vinci, fenomeno editoriale di sei anni fa e da cui fu tratto il film che incass ben 750 milioni di dollari ai botteghini. La Sony Pictures, che pro-

TOM HANKS

Tom Hanks e Pierfrancesco Favino

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e strumenti alta come un palazzo di cinque piani che si trova in una grande caverna, unimmensa cattedrale della scienza, che contiene cos tanti cavi da riuscire a circondare lequatore per quasi sette volte. Oltre ad alcune sequenze del film, la location ha ospitato la conferenza stampa con Tom Hanks, Ayelet Zurer, che interpreta il ruolo della scienziata Vittoria Vetra, il regista Ron Howard e un esponente del CERN, Rolf Landua. Hanks ha raccontato il suo entusiasmo nel ricoprire nuovamente i panni di Robert Langdon, unoccasione che non si lasciato sfuggire come ha precisato in conferenza stampa. Molte scene del film sono state poi girate a Roma tra Castel S.Angelo, Piazza del Popolo, Piazza Navona, di fronte alla chiesa di Santa Susanna. E alcune, grazie alle tecnologie digitali, sembrano girate addirittura allinterno della basilica di San Pietro. Il fatto ancora pi curioso perch le gerarchie ecclesiastiche cattoliche, che a suo tempo avevano condannato il Codice Da Vinci, hanno sempre negato lautorizzazione ad usare luoghi sacri come location del film. Non glielo abbiamo nemmeno chiesto, ha spiegato Howard. Sfruttando tutte le possibilit che i produttori cinematografici hanno a loro disposizione al giorno doggi, sono convinto che siamo stati in grado di dare al pubblico limpressione di fare un viaggio veramente realistico dietro le mura del Vaticano. Avevamo previsto di filmare in particolari location in tutta Roma, con il Vaticano, ma anche con altre chiese sullo sfondo. Tra laltro tre giorni prima di iniziare le riprese c stato detto che durante un incontro con alcuni esponenti del Vaticano un certo numero dei permessi per girare erano stati revocati. A Roma c stato poi lincontro con gli altri protagonisti del cast di Angeli e Demoni, come Ewan McGregor, che interpreta il Camerlengo: luomo che istituzionalmente ha il compito di governare temporaneamente il Vaticano dopo la morte del Papa e preparare il conclave. Stellan Skarsgard che interpreta Richter, il comandante della Guardia Svizzera e Pierfrancesco Favino che recita nei panni di Olivetti, lufficiale della polizia vaticana. Al tramonto, un tour per seguire la traiettoria della luce di cui si parla nel film: si dice che fosse questo il modo in cui gli Illuminati selezionavano nuovi adepti, facendogli risolvere una serie di complicati indizi ed enigmi. questo il percorso, scoperto da Robert Langdon, il quale spera che riuscir a salvare i quattro cardinali rapiti ed a fermare gli Illuminati dallesigere la loro vendetta centenaria contro la Chiesa Cattolica. Nel romanzo si racconta che gli Illuminati risalgono al 1500 e vennero fondati per contrastare il pensiero della Chiesa. Nella storia di Angeli e Demoni scomparvero pi di un secolo fa, ma qualcuno sostiene che esistano ancora e che i loro adepti detengano posizioni di potere, abbiano il controllo sugli accadimenti del mondo e progettino di costruire un nuovo ordine con lo scopo di sostituire gli attuali governi di ciascun Paese. Una sorta di massoneria illuminata. Il film in sala dal 13 maggio ma intanto lo scrittore Dan Brown da settembre offre al pubblico il suo nuovo romanzo che in tutta probabilit sar il sequel di Angeli e Demoni. La prima edizione del libro, che vedr ancora una volta protagonista lo storico dellarte-detective di Harvard Robert Langdon, prevede la stampa di cinque milione di copie, un vero record per la casa editrice Random House. Questo libro stato un viaggio strano e meraviglioso ha affermato Brown, che oggi ha 44 an-

ni. Tessere cinque anni di ricerche in una storia della durata di 12 ore stata una sfida stimolante. Di certo la vita di Robert Langdon si muove pi velocemente della mia. Andrea di Capoterra

Una sequenza del film Angeli e Demoni

Tom Hanks nei panni di Robert Langdon

Tom Hanks, Ayelet Zurer ed Ewan McGregor con l'antimateria

Una sequenza del film Angeli e Demoni

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I DIECI MUST DELLA VOST

CORALLO il colore che rivendica l'estate. Declinato in tutte le sfumature dal rosso intenso al rosa salmone, dai top ai vestiti ai bijoux alle scarpe.

ETNICOLetnico un altro tema per un'estate alla moda. Declinato in tutti i temi proposto da Dior, con accessori tribali per un maggiore effetto.

SAROUELAlexander McQuee. I pantaloni, per le pi audaci, sono destrutturati, a panier e larghi sulle anche. Stile sultano, abbinabili a bijoux etnici.

Per Balami giacche. Co

BLUEIl blu trionfa in questa stagione, riproposto anche da Celine, John Galliano e Sonia Rykiel con vestiti, bluse, scarpe e piccole borse

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Costanza Cerioli

TRA ESTATENUDO GRAFICOSe amate il bianco e il nero, Chanel ne propone uno facile da portare, abbinato anche a scarpe gioielli bicolore Stella McCartney, rilancia lo stile nudo (beige rosato) Bello per i tailleur e per la sera

CORTOGivenchy, ma anche Dior riconferma gambe al vento! ma... attenzione alle scarpe che devono essere leggere e decorateC.C.

SPALLE LARGHE

amin sono le spalle larghe ad imporsi sulle e. Con l'immagine di una rock star si sposano bene con i jeans

CAPPELLI WESTERNLa grande tendenza dell'estate la moda Western: frange, borse, cinture, gilet e foulards. Chapeau le chapeau ! Ritornano di moda. Un tocco sofisticato? Con i jeans, gli short e con il costume da bagno.

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IN TEMPI DI NOTIZIE PESSIMISTICHE CHE ARRIVANO DA TUTTO IL MONDO GLI STILISTI CERCANO DI RISPONDERE CON UNO STILE LEGGERO E COLORATO... DI SPERANZA, QUASI AD ESORCIZZARE I MOMENTI BUINeanche le borse e le scarpe fanno eccezione... Quelle che vi mostriamo sono pezzi bellissimi ed esclusivi tutti realizzati con materiali di grandissimo valore. C.C.

MARIELLA BURANI

VERSACE

LESPORTSAC

LE NUOVE PROPOSTE DELLA MAX CLAN

BRACCIALINI

BULGARI

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GALLIANO

GUESS

Labito, studiato per un solo giorno, racconta di una femminilit romantica che attraversa, allinsegna della seduzione, elaborati intarsi di tessuto, preziosi ricami e ampie scollature che, a volte, si frantumano in virtuosi volants arricchiti di pliss, fiori delicati eFausto Sarli

LE SPOSE DI CHAPEAULorenzo Riva Tony Ward

pizzi impalpabili. Per labito da sposa decisivo il ritorno dellabito intero. Anche il velo far parlare di s, ponendosi talvolta come elemento essenziale per la scelta dellabito, allinsegna del romanticismo. C.C.

Abed Mahfouz

Camillo Bona

Curiel Couture

Renato Balestra

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ROMATesori ritrovati "Annunciazione", Pietro Novelli, XVII sec., olio su tela, Galleria Regionale della Sicilia, Palazzo Abatellis Laffascinante Alessandra Martinez Carlo Capponi, Patrizia de Blanck e le unghie laccate di Solange

by

NIGHT

a cura di Giancarlo Sirolesi

Una spiritosa e ironica Cinzia Leoni

Nadia Bengala e Demetra Hampton con i loro accompagnatori

Met 800 - Abito da sposa in taffetas di seta matelass, impreziosito sul corpino da preziosi intarsi a motivi floreali, enfatizzato da una giacchina in tulle dagli alti polsi a campana - Collezione Mara Parmegiani -

Laura Troscel sfila per Papa Moto al Gildaper le over 50

Alessandro Aber protagonista del cortometraggio "Quando dico di no, no!" Brindisi di Cinzia TH Torrini con il marito Aldo de Luca

Massimo Ranieri presenta il suo spettacolo

Micaela Ramazzotti al premio Cinema Giovani La compagnia di Gianluca Guidi al Lintramontabile regista Rai-TV, Adolfo Lippi

L'onnipresente Franco Pazzaglia

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Lorena Bianchetti conduttrice di DomenicaIn Milly Carlucci e il marito alla prima di Fiesta

Arisa vincitrice a San Remo 2009 - nuove proposte Abito Liberty - 1910 in raso, pizzo e ricami preziosi -collezione Mara ParmegianiTeatro La Cometa: Massimo Lopez ed Emanuele FilibertoCOL PIEDE GIUSTO la nuova commedia di Angelo Longoni con Simone Colombari, Eleonora Ivone, Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey

Elena Sofia Ricci con il marito La gioia dei Bambini della Comunit di SantEgidio per il grande uovo di Pasqua e giocattoli dono del Presidente dellosservatorio Parlamentare, dott. Giuseppe Catapano

Abito da sposa 1915. Tulle pois d'esprit e raso di seta avorio, impreziosito da ricami di fiori e spighe realizzati a pizzo rinascimento.

Angela Melillo tra le protagoniste al Bagaglino di Pingitore

Michele Miglionico in passerella

Veronica Maio bellissima conduttrice di

Le bellissime Matilde Brandi e Manila Nazzaro Lelegantissima Ela Weber

La sposa di Damiani

Demi Mendez alla presentazione della nuova linea Max Clan Elda Alvigini protagonista de I Cesaroni Il corpo di ballo e Alex La Rosa in una performance al Gilda

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IL GIALLO DEL CURAROMEDICO CONDANNATO ALL ERGASTOLO PER L AVVELENAMENTO DELLA MOGLIEsua clinica, per quanto rinomata per, non rappresenta leccellenza. Non stima suo figlio Carlo e dimostra solo condiscendenza per la nuora Ombretta (sar lui, con gesto degno della storia, a consegnare il figlio alla giustizia dopo il fattaccio). LA RADIOGRAFIA DEI DUE CONIUGI Da tempo c tensione fra i due coniugi; Ombretta riceve rimproveri dal marito perch non vuole seguirlo nella vita brillante che luomo conduce. Forse a conoscenza della relazione del marito con laltra. Resta fermo il fatto che lamore di tredici anni prima si trasformato, in lui, nella disistima e, forse, nellodio. Lei profondamente infelice ma il suo naturale riserbo non le impedisce di confidare a parenti ed amici che qualcosa non va; nel pomeriggio che precede la tragedia, congedandosi dopo una visita ad una amica, le dice che forse non si sarebbero riviste pi. Presagio di una tragedia o volont di togliersi la vita? Tarda serata del 13 marzo 1963: Ombretta entra in coma. Il marito la prende in braccio e la porta, ancora viva, nellambulatorio della sua clinica, a pochi metri, dallala della casa di cura in cui abitano. Ombretta muore senza poter parlare. Sul comodino vicino al letto della sua camera, una siringa ed un flaconcino di sincurarina vuoto. I medici curanti della clinica (prima quello di guardia e successivamente un altro) si rifiutano di stilare latto di morte per cause naturali. Pap Nigrisoli cerca sul corpo della nuora traccie di punture che non trova. Poi, non si comprende perch, inveisce contro il figlio Carlo e telefona ad un avvocato amico di famiglia. Questultimo avverte il magistrato. Carlo Nigrisoli viene arrestato. Il perito esegue lautopsia e invia i reperti allIstituto di Firenze: se curaro, c una probabilit su cento che possa essere rinvenuto. Se questi sono i fatti sicuri, tuttavia se ne possono esaminare altri due come probabili: Ombretta soffriva fisicamente di qualche malattia o di un grave esaurimento nervoso; il marito le praticava una cura ricostituente a base di calcio per via intramuscolare. La prima ipotesi avvalorata da questi fatti: esiste un elettrocardiogramma di Ombretta e lei, insieme con il marito, ha visitato uno psichiatra; infine, una ventina di giorni prima della sua morte, ha accusato forti dolori. Con questi elementi si pu azzardare a ricostruire la storia di una morte (assassinio?). Carlo Nigrisoli ricorda il matrimonio come lunico atto di volont della sua vita. I genitori infatti auspicavano che questo figliolo sposasse una donna pi su, come aveva fatto il fratello di Carlo. Per, quellatto di ribellione ai voleri della famiglia si trasforma in un totale fallimento, uno dei tanti della sua esistenza. Nascono tre figli ma cosa possono contare per un cervello che si rode continuamente?

la sera del 14 marzo del 1963 quando Ombretta Galeffi, moglie di Carlo Nigrisoli, viene ritrovata morta allinterno della clinica di famiglia. Fin da subito le accuse, anche degli stessi famigliari, ricadono su Carlo, definito come un uomo ambiguo, mediocre e bugiardo con diverse relazioni extraconiugali alle spalle, che avrebbe ucciso la moglie iniettandole una dose di curaro.Siamo nellItalia degli anni Sessanta, lItalia arcaica dei mariti traditori e assassini, come il dottor Carlo Nigrisoli, e delle mogli fragili che si lasciano ammazzare tra lacrime e atroci dolori, con una iniezione di curaro: come capit appunto ad Ombretta Nigrisoli, nella notte tra il 14 e il 15 marzo 1963. Ombretta una donna mite, rassegnata, delusa, madre di tre figli e in quellet che sente con una certa apprensione gli imminenti quarantanni. Carlo Nigrisoli un medico fallito: nella clinica del padre incaricato semplicemente dellamministrazione; gli pesa tremendamente la tradizione familiare che lo ha costretto - insieme al fratello - a seguire una carriera, quella medica a lui non congeniale. Gli piace la vita sportiva e brillante: partecipa ai rallies automobilistici, passa alla motonautica e infine si concede una amante. Linsigne padre, professor Pietro, si compiace di rappresentare la classe medica bolognese di indubbio valore; la

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Di qui lincompatibilit, lirritazione profonda. Si fa unamante; poi unaltra, infine la terza che quella giusta e che lo fa innamorare follemente. La moglie sembra percepire che qualcosa non va e decide per camere separate. Carlo, per, non si accontenta e nella sua mente si fa strada unaltra possibilit. La casa di cura un luogo particolare, dove si pu anche morire (o uccidere, come nel suo caso) senza particolare trambusto. Tanta gente muore in ospedale. E poi ci sono i medici che sono suoi amici dipendenti e pagati da Nigrisoli. Nella farmacia della casa di cura ci sono tante boccette interessanti. Il curaro, ad esempio; che non lascia traccia nei tessuti, provoca un rilassamento dei muscoli e fa morire per soffocamento dovuto a mancanza di ossigeno. Lavvelenato da curaro non pu neanche gridare perch le corde vocali non vibrano. Ecco, Carlo Nigrisoli sceglie il curaro. Bisogna iniettarlo e dunque convince la moglie a farsi fare una puntura che le far bene. Ombretta non persona molto colta ma se leggesse sul flacone sincurarina direbbe di no. Bisogna perci architettare un piano preciso. LE DUE IPOTESI La prima cosa consigliata dallo psichiatra una cura ricostituente, iniezioni, appunto. Sar facile, al momento opportuno, arrivare dalla moglie con la siringa gi pronta. Poi Carlo sar finalmente libero di andare con laltra che aspetta. Carlo pensa: i medici della clinica sono amici e dipendenti, rimarranno addolorati per la morte della signora. Ma come successo, di cosa soffriva? Mah, risponder lui, lho sentita rantolare e sono accorso ma non cera pi niente da fare. Un collasso cardiaco? S, lei soffriva di cuore, lho fatta anche visitare. I medici della clinica stileranno il certificato di morte e tanti saluti.

tempo, si fatta benvolere e stimare anche per il dono dei tre nipotini. Eppure proprio il marito a darle la prima delusione. Non il Nigrisoli che immaginava, ma solo un mediocre. Il gelo scende poco a poco fra loro. Era una bella e fiorente ragazza; ora una mamma vicina alla maturit. Ha capito che il marito ha unamante e questo la rende confusa, esaurita; avverte disturbi di cuore ma il marito non le offre un aiuto se non quello, un po cinico, nascosto nella frase: Fatti visitare... E lei finisce per accettare questo suggerimento e andr a farsi visitare, insieme con il marito, pochi giorni prima della tragedia. Tornata a casa, si fa strada in lei un pensiero: farla finita, nonostante i tre figli. La sera fatale attende che tutti riposino; ha gi fatto visita alla farmacia della clinica ed ha preso un flaconcino di sincurarina. Sul flacone ha notato il teschio con la dicitura veleno. Si far una iniezione su una gamba (ecco perch, ad un primo esame, il suocero non ha trovato tracce di puntura). Poi lascer sul comodino la siringa e il flaconcino vuoto. Carlo sente ad un certo punto, dalla sua stanza, la moglie che rantola, va da lei e la trova stravolta, incapace di parlare. Rapidamente la crisi precipita; Ombretta si fa cianotica, Carlo la solleva e la porta nellambulatorio alla fine del corridoio. Non si rende nemmeno conto che a quel punto tutto contro di lui. Se ha guardato e poi toccato il flacone e la siringa per rendersi conto di quanto accaduto, le sue impronte saranno rimaste. Infatti alle prime domande lui confuso, non sa che rispondere. C confusione intorno al letto dove ormai giace cadavere Ombretta. E poi il padre che lo investe: Lhai uccisa!, ma lui la intende in un altro senso: sei tu che con il tuo comportamento lhai portata al suicidio. Si rende conto che forse vero. Si agita e urla. Lo chiudono in una stanza. Poi arrivano i Carabinieri, il magistrato e lui si sente inebetito. Ecco, queste le due possibili alternative per la morte di Ombretta. Tuttavia occorre fare una considerazione. Daccordo, il delitto perfetto non esiste (cos dicono...), ma come poter accettare, nella ipotesi delluxoricidio, che un padre di tre figli, dopo aver superato ogni orrore della premeditazione con freddezza e con cinico calcolo, finisca poi per compiere sbagli di una ingenuit infantile? Perch un marito che uccide la madre dei suoi figli con il proposito di assistere impavido alla spaventosa agonia (che lui, medico, conosce) non pu essere il tipo da dimenticarsi siringa e flacone, con scritto curaro, sul comodino; non pu essere il tipo che fa accorrere i colleghi perch si avvedano in tempo dei palesi effetti di un beneficio in atto. IL PROCESSO Si apre un processo in cui si alternano amanti, medici, perizie e super prove, conclusosi con la condanna di Carlo Nigrosoli allergastolo, poi tramutata, grazie alle attenuanti generiche, in 24 anni di carcere. L11 dicembre 1993, a Ravenna, si risposato con Maria Pezzi, 47 anni, divorziata e madre di 2 gemelli.

CONIUGI NIGRISOLI IL GIORNO DEL LORO MATRIMONIO

Questa una prima ipotesi. Ma se ne pu fare unaltra, quella del suicidio. Ombretta, ragazza di provincia, entra in una famiglia molto abbiente. Lei non ha pretese, tanto meno ambizioni se non quella di una vita onesta e dignitosa. E accolta dai suoceri piuttosto freddamente anche se, con il

Mara Parmegiani

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STORIA DEL M TRA NECESSICi si sposa per amore, per dovere, per consuetudine; ci si sposa per accordo tra i genitori, per non restare vergini, per avere una discendenza. Tante sono state nel mondo e nella storia le forme di matrimonio e i motivi che hanno portato gli sposi a unirsi per sempre, pi o meno consenzienti, pi o meno consapevoli. Il matrimonio ha origini antiche, non ben conosciute, ma non necessariamente origini religiose. La sua etimologia sembra risalire, secondo una visione diffusa, al latino matris manus (compito della madre) oppure a matrem munere (proteggere la madre) ad indicare in un caso il ruolo della maternit e nellaltro la stretta relazione tra i due sposi orientata alla protezione della figura materna e di conseguenza della prole. Comunque la nozione di coppia, fondata sul matrimonio, nellambito di un sistema patriarcale che ben conosciamo, pi recente di quanto spesso si voglia credere. Per un lungo periodo, infatti, in epoca arcaica - dal Paleolitico allEt del Ferro - i rapporti tra uomini e donne sono stati decisamente equilibrati e in nessun momento si percepiva loppressione dellUno sullAltra o viceversa. Per circa 30 mila anni dunque uomini e donne si sono divisi i compiti con equit, senza dare mai limpressione che lUno fosse il pallido copione dellAltro. Dalla separazione inziale dei poteri che caratterizza il Paleolitico alla loro condivisione durante lEt del Ferro, non vi mai alcuna traccia di quella guerra tra i sessi che sarebbe sorta in seguito e che ha prodotto il sistema patriarcale, tuttora alla base della nostra societ. La separazione allepoca non significava concetto molto importante - esclusione (dalla societ tanto quanto dalla casa, dai poteri politici cos come dalla gestione domestica), ma bisogno reciproco dellAltro con una spinta verso la solidariet e il rispetto altrui. Probabilmente non era quello uno stato connaturato allessere umano o quanto meno non era destinato a durare a lungo se in seguito i rapporti di coppia sarebbero a tal punto cambiati da determinare una prevaricazione delluomo sulla donna. E presumibile che il matrimonio ovvero la necessit di riconoscere dei confini allunione tra uomo e donna - sia nato come risposta universale delle societ umane alla proibizione, anchessa universale, dellincesto. Il matrimonio cominci ad essere giuridicamente regolamentato in epoca romana, anche se i giuristi romani lo consideravano unistituzione fondata sul diritto naturale in quanto nasceva dallunione sessuale dei due fidanzati. Allorigine il matrimonio non era consacrato da alcun rito, ma era sufficiente la convivenza cum affectione a sancire legalmente lunione. Pian piano gli ordinamenti dellantica Roma cominciarono a distinguere le famiglie legali da quelle di fatto, dove le prime ricevevano un riconoscimento ufficiale attraverso un rito pubblico ed acquisivano cos diritti e doveri, tanto tra i coniugi stessi quanto tra questi e il mondo esterno. Poi in epoca repubblicana si impose il concetto che la donna doveva sottomettersi allautorit di un uomo: di conseguenza se prima del matrimonio era sottoposta al potere del padre, quando si sposava questo potere passava nella mani del marito con il trasferimento della patria potest. E la formula latina, estremamente concisa - Ubi Gaius, ego Gaia - sintetizzava bene la condizione della donna nei confronti delluomo. Il matrimonio romano era in questa fase organizzato dai padri dei futuri sposi, i quali si potevano conoscere reciprocamente solo al momento del loro fidanzamento. Il matrimonio era considerato un dovere del cittadino romano e doveva essere rigorosamente monogamico. La sposa era vestita di bianco, coperta da un velo di colore arancio e incoronata da una corona di fiori. Le giuste nozze erano riservate solo ai cittadini romani che si potevano sposare unicamente tra di loro. Tutte le altre unioni - tra un cittadino romano e una non-cittadina o tra un romano e una schiava - non erano ufficialmente riconosciute e i bimbi nati da tali unioni erano considerati illeggittimi. Il matrimonio concordato tra le famiglie - detto cum manu - fu progressivamente sostituito da quello libero - sine manu fondato sul consenso degli sposi. Fu il giureconsulto Ulpiano a stabilire che non lunione fisica che fa il matrimonio, ma il consenso. Una formula che ebbe importanti conseguenze perch nessuno doveva pi sposarsi in mancanza di una volont chiaramente espressa. Ovviamente in questo caso era necessario che gli sposi avessero unet minima per esprimere coscientemente il consenso: dodici anni per le donne e quattordici per gli uomini. Inoltre questo principio rendeva legittimo il divorzio consensuale e quello su iniziativa di uno dei due coniugi, a differenza di prima quando solo luomo poteva ripudiare la donna. La cristianizzazione dellimpero romano e le suc-

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MATRIMONIO IT E SCELTAcessive invasioni barbariche modificarono tali pratiche. La Chiesa accett e riconobbe le unioni contratte secondo il diritto romano, con una impostazione per etico-religiosa. Per la Chiesa era infatti importante che si arrivasse alle nozze illibati, anche se poi era disposta a chiudere un occhio se il matrimonio poteva costituire un argine ad una vita sgregolata. Fu con lEditto di Milano del 313 che alcune norme vennero cambiate. La Chiesa introdusse il divieto di divorzio e di secondo matrimonio per i vedovi. E ancora nel 534 limperatore romano Giustiniano condann il sesso al di fuori di quello consumato nellambito matrimoniale. Inoltre ridusse i motivi di divorzio unilaterale e soppresse quello consensuale (reintrodotto per dal suo successore Michele III nel 566). E il Codice Giustinianeo fu alla base della giurisprudenza europea per un millennio. Allepoca il matrimonio si svolgeva con una cerimonia privata al domicilio della futura sposa. Qualche volta veniva impartita anche una benedizione senza per valore ufficiale. Il matrimonio era in sostanza un contratto reciproco, scritto e firmato. Era poi reso valido dalla promessa verbale - il cosiddetto Verbum - dei due coniugi che dichiaravano reciprocamente lintenzione di costruire una vita insieme. La presenza di un sacerdote o di altri testimoni era utile, ma non necessaria. E se le circostanze la impedivano, non era richiesta. Con il declino dellimpero romano labitudine di firmare uno scritto pian piano scomparve, consentendo di fatto numerosi abusi. Per evitare questi la Chiesa si rivolse al diritto germanico in materia matrimoniale e ne accett le regole, totalmente diverse da quelle del diritto romano. Secondo il diritto teutonico infatti la volont degli sposi non aveva alcun valore e alcuna autonomia decisionale. Il legame matrimoniale veniva concordato dalle famiglie degli sposi e contemplava due fasi. Nella prima - la desponsatio - le rispettive famiglie stipulavano un contratto in cui si stabiliva che il potere sulla donna veniva trasferito dal padre al futuro marito, che in cambio pagava una dote al padre della sposa (in sostanza comprava la moglie). Nella seconda fase avvenivano le nozze vere e proprie - le nuptiae - che si concludevano con la traditio puellae, cio laccompagnamento della sposa nella camera nuziale. Ma il matrimonio germanico prevedeva anche la possibilit del ripudio o del divorzio consensuale, cos come del concubinato con mogli di grado inferiore

accanto alla moglie principale. Aspetti che per la Chiesa respingeva fermamente. Uno dei problemi che si pose riguardo al matrimonio era il rischio di incesto, cio dellunione tra consanguinei. Se gi il diritto romano vietava il matrimonio tra parenti, la Chiesa estese la consanguineit fino al settimo grado nei secoli VII-XI e parific laffinit alla parentela. Inoltre i capitolari carolingi (cio le ordinanze del re) stabilirono che il clero doveva indagare e controllare leventuale consanguineit tra gli sposi assumendosi anche il potere di separare i coniugi incestuosi. Al tempo stesso, per, la Chiesa cominci a sostenere il fondamento consensuale del matrimonio che, se pure riconosciuto per la prima volta nel 866 da papa Niccol I, si impose solo nellXI-XII secolo. Progressivamente il ruolo giuridico del clero si fuse con la vecchia pratica della benedizione degli sposi, cos che con il tempo si afferm tra teologi, giuristi e papi sia la dottrina del consenso dei diretti interessati, sia la natura sacramentale del vincolo. A questo punto il matrimonio cess di essere un contratto tra famiglie, ma una libera scelta degli sposi benedetta religiosamente. Da qui nacque

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la cerimonia religiosa in cui il prete, dopo aver indagato sui rapporti di consanguineit e accertata la volont dei futuri coniugi a unirsi in matrimonio, consacrava lunione davanti a Dio. Il matrimonio divenne cos materia di diritto canonico e con il canonista Graziano (1140) venne definito lunione delluomo e della donna che fonda tra loro una comunit di vita. Poco dopo fu regolamentato dal Concilio Laterano IV (1215) che stabil: il grado di consanguineit o affinit (entro il quale vietato sposarsi) fu abbassato dal settimo al quarto; per evitare i matrimoni clandestini venne imposto luso delle pubblicazioni; per evitare i divorzi il matrimonio fu reso legalmente indissolubile (tranne nel caso di morte di uno dei coniugi); per evitare rapimento e unioni combinate, fu richiesto il consenso libero e pubblico degli sposi da esprimere in luogo aperto; per evitare il matrimonio di bambini o di ragazze molto giovani, fu imposta unet minima; furono stabilite poi regole per lannullamento in caso di violenze sulla persona, di rapimento, non consumazione e matrimonio clandestino. Infine fu sancito che per sposarsi era necessario essere battezzati e soprattutto che il matrimonio doveva essere considerato un sacramento. Per molti anni quanto decretato dal Concilio Laterano rimase pi o meno intatto. Solo nel 1563, durante il Concilio di Trento, ci fu una nuova sistemazione alla luce delle dottrine protestanti che si stavano diffondendo in quel periodo. Secondo Lutero infatti il matrimonio aveva s unorigine divina, ma era stato istituito non ai fini della salvezza bens in relazione allordine naturale dei rapporti umani e dunque non era un sacramento. La riforma luterana leg il matrimonio al diritto civile, tanto che la regolamentazione e la registrazione divenne compito dello Stato, almeno di quello in cui il sovrano aveva scelto la confessione riformata (secondo il principio del cuius regio eius religio). Lutero ammetteva in alcuni casi il divorzio e giudic illeggittimo tutto ci che si opponeva allunione delluomo e della donna, compreso il celibato imposto a preti e suore. Una concezione che la Chiesa non poteva accettare. Con il Concilio di Trento dunque il mondo ecumenico non solo condann le tesi protestanti, ma riafferm con pi forza i principi gi stabiliti nel XIII secolo, vigenti negli stati di confessione cattolica: matrimonio come sacramento, celebrazione davanti al parroco e a testimoni, obbligo di registrare lunione in un libro conservato nella parrocchia, divieto di coabitazione fuori dal matrimonio. Il Concilio si pose pure il problema dei matrimoni clandestini, celebrati tra consenzienti ma di nascosto per sfuggire evidentemente al rifiuto delle famiglie. A questo proposito i Padri (sia pure non allunanimit) affermarono che sono veri matrimoni solo quelli celebrati con il consenso degli sposi, ma nel rispetto delle forme di pubblicit richieste, pena lannullamento; al tempo stesso affermarono pure che non poteva essere causa di nullit del matrimonio il mancato consenso dei genitori. LEuropa si divise in due: nei paesi protestanti si afferm il matrimonio civile, soprattutto in Germania dove si indebol fortemente il ruolo delle chiese cristiane e il matrimonio religioso venne ridotto ad una cerimonia privata; nei paesi cattolici invece rest di competenza del diritto canonico almeno fino alla Rivoluzione Francese. La Francia non accolse le decisioni del Concilio e per ancora due secoli le ordinanze reali richiesero ai giovani sposi lesplicito consenso dei genitori e fu equiparato a un rapimento (punito anche con la pena di morte) il matrimonio clandestino. Solo nel 1792 un decreto, pur ribadendo che il matrimonio era materia di diritto civile, abol il consenso dei genitori e introdusse il divorzio. Successivamente il codice napoleonico, che si estese poi in gran parte dellEuropa, ristabil il potere del padre sui figli e del marito sulla moglie, ma non tocc il principio del matrimonio civile. Proprio a questo principio si richiam lEuropa del XIX secolo e anche in Italia venne introdotto nel 1865. Poi i patti Lateranensi del 1929 raggiunsero il compromesso inserendo il doppio regime: il riconoscimento cio degli effetti civili ai matrimoni religiosi, celebrati secondo il rito cattolico. Al giorno doggi le cose sono molto cambiate e continuano a cambiare. Innanzitutto il matrimonio non pi una tappa obbligata nella vita di una persona, a differenza di quanto avveniva in passato. E per quanto sia sempre concepito come un sacramento, almeno da chi credente, non vi pi una visione rigida del vincolo coniugale. Lintroduzione dellistituto legale del divorzio permette di sciogliere lunione almeno da un punto di vista civile, quando il mutuo consenso e la reciproca fiducia, nonch il sentimento damore, finito o comunque viene percepito come tale. Dalla seconda guerra mondiale ad oggi infatti il numero dei divorzi au-

mentato fortemente in occidente, cos come sono aumentate le convivenze, i single per scelta, i bambini nati fuori dal matrimonio. E emerso un sistema che viene definito monogamia seriale, cio il matrimonio non pi un patto a vita, ma un contratto che pu essere interrotto da entrambe le parti. Ma tante altre sono state le variazioni avvenute allinterno del matrimonio nel XX secolo: diversamente da quanto accadeva nellOttocento, la donna ora ad ottenere laffidamento dei figli nell80% dei casi di divorzio; entrambi i coniugi hanno il dovere formale di dare sostegno alla famiglia e non pi solo luomo; i figli nati fuori dal matrimonio hanno gli stessi diritti di quelli cosiddetti legittimi; lo stupro e la coercizione fisica contro la moglie non pi ammessa ed punita legalmente; le propriet acquisite dopo il matrimonio appartengono ad entrambi. Persiste nel mondo occidentale il concetto che il matrimonio deve essere monogamico, a differenza del mondo orientale islamico, dove invece ammessa la poligamia come segno di ricchezza e potere. Oggi dunque il matrimonio cambiato perch sono cambiati i

rapporti di base. Non ci si accontenta pi di stare con una persona con cui non si va daccordo, non si concepisce pi il dovere di stare insieme anche se si diventati estranei luno allaltro, si ritiene unipocrisia tenere in piedi il matrimonio quando lamore, la complicit e lintesa non c pi. La donna stessa, il cui ruolo profondamente cambiato, non accetta pi di sostenere su di s la maggior parte degli oneri della vita coniugale, ma pretende una divisione equa dei compiti, cosa a cui molti uomini ancora non sanno adeguarsi. La mancanza di reciprocit allontana i coniugi che non vogliono pi avvilirsi in un amore non condiviso. Proprio il sentimento ha un posto forte nelle nuove coppie che non vogliono dominare e possedere lAltro, ma piuttosto vivere quel tipo di relazione dove entrambi si possono sentire amati, capiti, protetti, consolati, perdonati. Ognuno d e riceve, tutti e due allo stesso modo. Sintetizza bene il concetto il sociologo Adorno: ci ama soltanto colui con il quale possiamo mostrarci deboli senza provocarne la forza. Cristina Guerra Giornalista RAI

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I PRIMI CENTO ANNI DI RITA LEVI MONTALCINIArrivare a 100 anni un premio per me. Il segreto? Non pensare a se stessi, ma agli altri e lavorare con passione. una delle frasi pronunciate da Rita Levi Montalcini festeggiata allIstituto Superiore di Sanit per i suoi 100 anni, qualche giorno prima del suo compleanno, il 22 aprile. Un fiume di parole che hanno interpretato lininterrotto fluire dei ricordi e delle riflessioni di quella che stata una lunga vita fatta di lavoro. Unesistenza guidata dal pensare non convenzionale, ha sottolineato Ferruccio Fazio, sottosegretario alla Salute intervenuto alla cerimonia. Lessenza della ricerca e del progresso, come ha aggiunto il sottosegretario, quella serendipity che spesso assiste gli scienziati che, mentre cercano qualcosa, fanno scoperte fondamentali, come fu per la penicillina. Serendipity non vuol dire solo fortuna, vuol dire, soprattutto, acume, curiosit e saper capire che dietro linsolito, ci pu essere un mondo da indagare. E cos stato anche per Rita Levi Montalcini,ha sottolineato. Laureatasi nel 1936 ha conquistato il premio Nobel per la Medicina nel 1986 per la scoperta del fattore di crescita NGF (Nerve Growth Factor), una molecola, ha spiegato la Montalcini, scoperta perch ho capito che quello che stavo osservando non rientrava nella norma. LNGF ha aperto la strada agli studi della biologia molecolare, ad un nuovo approccio diagnostico che misura lequilibrio delle vie metaboliche, quelle che portano le informazioni tra cellula e cellula ed ha, infine, rivoluzionato, come ha sottolineato Fazio, anche la progettazione dei farmaci, non solo centrati sullefficacia generale del principio attivo, ma disegnati per riparare pezzi di circuiti metabolici alterati. Dopo la cerimonia di apertura, il premio Nobel stata omaggiata dai ricordi dei suoi amici, dei suoi collaboratori e dei suoi allievi che hanno voluto lasciare testimonianza della loro stima e del loro affetto per Rita, come confidenzialmente la chiamano, in un volume che raccoglie i loro pensieri, molti dei quali sono stati letti dall'attore Paolo Triestino. Ne emerge il ritratto di una donna coraggiosa, coerente, piena di passione per il suo lavoro, gentile, elegante e che ha sempre saputo ascoltare i giovani. Un ritratto che Enrico Garaci, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanit, conferma. Erano gli anni ottanta - ha detto - ed erano passati gi diversi anni dal suo rientro in Italia. Il suo soggiorno allIstituto Superiore di Sanit era ormai concluso e la sua affermazione come ricercatrice di fama internazionale e la sua carriera al CNR erano sempre pi in ascesa. Ma il ricordo che ho di lei non si limita a quello di un ottima ricercatrice e di una creativa della scienza. Era impossibile incontrare Rita Levi Montalcini e non scorgere una donna dagli occhi luminosi, curiosa della vita e del mondo, animata ogni volta che nella discussione si intrecciava letica con la scienza. Dopo tanti interventi che mi hanno celebrato - ha detto ancora Rita Levi Montalcini - difficile prendere la parola. Sono commossa e sorpresa da tale accoglienza. In realt, non credo di essere nata per fare la scienziata, il mio grande desiderio che solo ora, alla fine della mia vita ho potuto esaudire, sempre stato quello di aiutare chi ne aveva pi bisogno. Penso allAfri-

ca, alle donne e agli uomini sfruttati ancora oggi. Ininterrotte le parole che pi volte hanno riproposto pensieri e convinzioni, come quello che nella vita a contare veramente sono i valori e non importa quanto si vive, ma quali sono i messaggi che si lasciano. Non mancata l'autoironia, quando, accorgendosi di parlare, forse, un p troppo ha detto che fortunatamente non soffre di Alzheimer e che il suo cervello, arricchito dallesperienza scientifica ed umana, funziona meglio ora che quando aveva 20 anni se non milludo, ha aggiunto. E a proposito dei suoi inizi come ricercatrice, ha ricordato che in fondo le leggi razziali lhanno aiutata perch segregata nella mia stanza ho potuto lavorare, ha detto. Ed infine, ringraziando tutti e soprattutto lISS per lonore che le ha accordato dedicandole una targa nellaula conferenze dei premi Nobel, ha voluto anche elogiare il suo paese, nel quale ritornata a lavorare nel 1963, e gli italiani, un popolo pieno di intuito e di fantasia. Un capitale umano enorme. Auguro a tutti i giovani di avere la mia stessa fortuna ed ha, cos, salutato il pubblico. Rita Lena

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IL FUTURO HA CE

Il Futurismo stato una corrente artistica italiana nata nel febbraio del 1909, con Filippo Tommaso Marinetti. Pubblicizzata nelle Cronache letterarie del quotidiano bolognese, La gazzetta dellEmilia, vide ladesione di Boccioni, Carr, Russolo, Severini, Balla, Depero, l'architetto Sant'Elia, il cineasta e fotografo Bragaglia. Nello stesso periodo, movimenti artistici influenzati dal futurismo si svilupparono in altri Paesi, soprattutto in Russia, dove alla base non cera, per, un concetto bellicoso come quello dei futuristi, ma unutopica idea di pace e libert, sia individuale (dellartista), sia collettiva (del mondo). I suoi fondamenti sono in grado di abbracciare praticamente ogni forma despressione artistica: dalla letteratura alla pittura e alla scrittura, dalla musica alla fotografia, dal cinema alla cucina, al teatro, alla moda e cos via. Esprimevano la tendenza e la sintesi, labbreviazione e la stilizzazione, fino alla

deformazione espressiva per lasciare emergere l'anima delle cose. Le guerre, la trasformazione sociale dei popoli, i grandi cambiamenti politici, e le nuove scoperte tecnologiche e di comunicazione come il telegrafo senza fili, la radio e gli aeroplani; arrivarono a cambiare completamente la percezione delle distanze e del tempo, avvicinando fra loro i continenti. Le catene di montaggio abbattevano i tempi di produzione, le automobili aumentavano ogni giorno, le strade iniziarono a riempirsi di luce artificiale, si avvertiva questa nuova sensazione di futuro e velocit, sia nel tempo impiegato per produrre o arriva-

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ENTO ANNI

DEPERO FORTUNATO. panciotto futurista, anni 20 re ad una destinazione, sia nei nuovi spazi che potevano essere percorsi, sia nelle nuove possibilit di comunicazione. I futuristi compresero immediatamente il ruolo che i trasporti avrebbero assunto successivamente nella vita delle citt. Nei progetti di questo periodo si cercano nuovi sviluppi pensando ad una citt in perenne mutamento, agile e mobile in ogni sua parte, un continuo cantiere in costruzione, le cui abitazioni sono impregnate di dinamicit, prive di una simmetria classicamente intesa. Il mondo va verso il futuro e non si deve pi arrestarlo. Faro della pittura italiana del XX, Giacomo Balla pu essere considerato il primo punto di riferimento per alcuni dei membri del Movimento futurista; allinizio del novecento il suo studio frequentato da Boccioni e Severini, ai quali trasmette le nozioni delle pittura divisionista acquisita durante un soggiorno a Parigi nel 1900. La modernit del Futurismo di Giacomo Balla: figure in realt statiche che sembrano muoversi, oppure immagini modificate dalla percezione del Umberto Boccioni, Forme uniche della continuit nello spazio (1913) nostro cervello, che sembrano illusioni ottiche. Con Fortunato Depero (1892-1960) si apre la seconda fase del Futurismo, che, dopo la morte di Boccioni e SantElia, in tempo di guerra, tenta di superare la crisi apertasi al suo interno. Il tentativo di ... ricostruire lUniverso rallegrandolo, cio ricreandolo integralmente ... Si estende alla progettazione e produzione di una vasta gamma di oggetti ed arredi. Nasce il giocattolo futurista, il vestito trasformabile ed altri congegni che ripropongono ancora in definitiva il mito della macchina. Diaghilev, impresario e coreografo dei Balletti Russi, che visit il suo studio, gli commission scene e costumi plastici per Il canto dellusignolo con musiche di Stravinskij; fu anche un antesignano, nel settembre del 1928 a New York, molto attivo nel settore della pubblicit, oltrech della scenografia teatrale. Nel 1919 apr a Rovereto la Casa dArte Depero nella quale venivano prodotti oggetti darte applicata, tarsie in panno e collages. Nel 1925 rappresent lItalia allEsposizione Internazionale di Parigi insieme a Prampolini e Balla.

Marco Alfonsi

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UOCCHIO

E MALOCCHIO I PREZZ Z LE INFLUENZE DELLOC C" di solito magro e pallido, ha il naso ricurvo, e occhi grandi che ricordano quelli del rospo e che egli tende a coprire con un paio di occhiali: com noto, il rospo ha il dono della jettatura, tanto che uccide un usignolo con il solo sguardo. Quando incontrate una persona come quella che ho descritto, guardatevene: quasi sicuramente si tratta di uno jettatore. Se costui vi ha scorto per primo, il male fatto e non c rimedio: chinate il capo e aspettate. In caso contrario, se non avete ancora incontrato lo sguardo, presentategli il dito medio teso e le altre dita piegate: il maleficio sar scongiurato. Non occorre dire che se portate addosso corni di giada o di corallo non avete bisogno di tutte queste precauzioni. Corna, cornetti, amuleti, gobbetti, ferri di cavallo, e molte altre forme di superstizioni sul terreno di gioco: la scaramanzia la regina del calcio e da sempre Napoli detiene anche questo singolare record nel campo delle prevenzioni. La verit che nei calciatori impera la paura che, a parte la preparazione atletica e i recenti sviluppi degli schemi tattici, esistono anche episodi importanti legati al caso, alla sfortuna e al malocchio. Un caso sconcertante di un pericoloso jettatore, il principe di Ventignano di Napoli, narrato da Ernesto De Martino, che aveva appreso la vera storia del pericoloso personaggio, il principe X, dalla biografia tracciata dal Dumas. De Martino, nel suo libro: Sud e magia (Feltrinelli, Milano 1977), racconta: Come la tradizione vuole il principe inaugura la serie delle sciagure fin da quando viene al mondo 1824 -; la madre rende lanima nel partorirlo, la nutrice cui affidato perde il latte, il padre rimosso dalla carica di ambasciatore in Toscana. Questa attivit jettatoria seguir il principe per tutto il corso della sua lunga vita. Il giorno in cui il principe entr in seminario, tutti i ragazzi della sua classe furono colpiti da tosse convulsiva; nel corso dei suoi studi sopravanzava i compagni e guadagnava sempre il

GLI JETTATORI TERRIBILI Lo jettatore un essere moralmente perduto; dal suo sguardo emanerebbero le influenze perniciose, di invidia e cattiveria, che determinano quelle alterazioni che colpiscono, nellanima e nel corpo, la povera vittima. Un individuo cos pericoloso come lo jettatore che, con il solo sguardo, causa tante disgrazie, sicuramente da evitare. LIDENTIKIT DELLO JETTATORE, secondo la tradizione popolare, ci insegna come riconoscerlo. E arcigno, cattivo, solitario, taciturno, spesso magro, pallido o di colorito giallognolo, leggermente curvo e con gli occhi leggermente sporgenti, con sopracciglia folte e unite. Alessandro Dumas nel suo libro "Le surnaturel et les dieux d'aprs les maladies mentales" ce ne d un approfondito ritratto:

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IO ZZEMOLO E FINOCCHIO CCHIO MALVAGIOpremio, tranne una volta che fu secondo, ma allora il compagno a cui era toccato il primo premio inciamp nel primo gradino del p a l c o , mentre si recava a ricevere la sua corona e si ruppe una gamba. N si salvarono i frati del convento di Camaldoli quando il principe entr a fare il suo noviziato, poich il giorno dopo il suo ingresso apparve l'ordinanza della Repubblica Partenopea che sopprimeva le comunit religiose. Abbandonato il proposito di darsi alla vita religiosa... inaugur la sua vita mondana recandosi per la prima volta al San Carlo: quella sera stessa il teatro prese fuoco. Invitato ad una festa da una certa contessa, tutto volse al peggio: gran temporale che imped di restare in giardino, crollo di un lampadario, stecca della prima donna del S. Carlo che abbandon la sala sentendosi dominata da una forza nefasta superiore al suo talento, e cos via.... Il genero, che da scapolo era stato un libertino, non pot consumare il matrimonio con la figlia del nobile per effetto della benedizione paterna impartita alla coppia. Altre disgrazie sulla sua via furono lo scoppio della Rivoluzione quando giunse a Parigi e la morte di Papa Pio VII, tre giorni dopo averlo incontrato per strada. Ma non basta. Durante un suo viaggio in Inghilterra naufrag la nave che lo accoglieva e identica sorte tocc alla nave accorsa a soccorrere i naufraghi. Alessandro Dumas, che scrisse la biografia del principe, per paura e scaramanzia, non volle citarne neppure il nome e lo present anonimo come Principe X.Canonico De Iorio

Uno jettaRe Ferdinando II tore storico si dice fosse il marchese Bonifacio. Nel 1529, arrabbiato con Carlo V che regal il suo feudo a Giovanni dUrbino. Pare che riuscisse con i suoi influssi a far morire questultimo, ragion per cu Carlo V ci ripens e gli restitu il feudo. Un altrettanto famoso jettatore fu Alfonso di Spagna, che in vita ne fece di cotte e di crude jellando il prossimo. Raggiunse lapoteosi del portasfiga nel 1923, quando nel corso di una visita a Napoli un cannone esplose uccidendo tutti i soldati che gli stavano tributando gli onori militari. Chi temeva il malocchio dei frati era re Ferdinando I che rifiut per quindici anni linsistenza del Canonico De Iorio, presunto jettatore, che voleva offrirgli in omaggio un suo libro. Finalmente il Re cedette e il 3 gennaio del 1823 accett dincontrarlo: il mattino seguente Ferdinando mor per un collasso. Il suo successore, Ferdinando II eredit questa superstizione supportata poi, per gli scaramantici, dal fatto che avendo incontrato due frati alluscita della Reggia di Caserta affront un viaggio disastroso per assistere alle nozze del Duca di Calabria con Maria Sofia Amalia di Baviera dove incontr tempeste di neve e tormente al punto di rientrare a Napoli con una lettiga e morire gridando mi hanno jettato. Mara Parmegiani

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IL PIACERE DELLA CIOCCO CURIOSIT STORICHE E VIR ARTIGIANALELa passione per il cioccolato ha radici antichissime. Gi 1000 anni prima di Cristo gli Aztechi coltivavano la pianta del cacao i cui semi costituivano una bevanda piccante ed energetica. La leggenda vuole che sia stato proprio il dio Quetzalcoatl a farne dono ai mortali, che in suo onore chiamarono il seme chocolati: nome rimasto sostanzialmente immutato nel tempo, in quasi le 300 lingue del mondo. I semi di questa pianta erano talmente preziosi da essere usati come moneta per pagare i tributi al loro imperatore. Dopo la tostatura i semi erano polverizzati, mescolati con del peperoncino, diluiti con del liquido, sbattuti fino a diventare una crema spumosa. Servita in contenitori doro costituiva il pasto giornaliero di Montezuma che riusciva a berne fino a cinquanta tazze, accompagnandola con focacce di pane di mais. Come il sovrano anche i dignitari e i mercanti, dopo un lauto banchetto a base di mais, tacchino, fagioli, peperoncini e pomodori, gustavano grandi quantit di cioccolati servita in enormi zucche. Ben sapendo che bastava una sola tazza per eliminare la fatica e stimolare le forze fisiche e mentali. Le vittorie della Spagna nel Nuovo Mondo, grazie anche al conquistatore Fernando Cortez, ebbero come conseguenza lintroduzione di nuovi cibi come il peperone, il pomodoro ed i semi del cacao, alimenti che si integrarono ben presto nella cucina spagnola. Dovette passare pi di un secolo, principalmente per merito di Anna dAustria, infanta di Spagna sposa di Luigi XII di Francia, perch il cacao definito un miscuglio liquido marroncino, giungesse nel 600 in Francia. Diluito non pi con acqua, ma con il latte, prese il nuovo nome di Cioccolatte. Era preparato con un vero e proprio cerimoniale, spesso da un cameriere moro, come quello del Cardinale Mazzarino, che vantava uno stage di quattordici mesi in Italia per apprenderne larte. Entusiasm la corte e divenne il cibo preferito del re Luigi XIV, delle sue concubine e della regina Maria Teresa. Divenne cos indispensabile anche per la regina Maria Antonietta che viaggiava sempre con il suo cioccolatiere al seguito. Incoraggiate dal fatto che la Facolt di Medicina di Parigi ne avesse concesso il placet, non fu disdegnato neanche da Madame de Pompadour e da Madame du Barry, favorite di Luigi XV che, su suggerimento della maga Voisin, ne faceva uso, la prima per stimolare i propri ardori, la seconda per gli amanti, perch fossero allaltezza dei suoi temperamenti ardenti. I Gesuiti, golosissimi consumatori di cioccolata, commerciarono il cacao tra lAmerica latina e lEuropa, dando cos il via libera alluso della cioccolata in Chiesa in quanto lordinanza di papa Pio V stabiliva che i liquidi non infrangono il digiuno. Ma si poteva definire la densa cioccolata un liquido? Rompe il digiuno? Il cardinale Brancaccio, golosissimo di cioccolato cui aveva dedicato una lunga ode nel 1667, sciolse la controversia dichiarando:La cioccolata non n bevanda n tantomeno cibo ma, bens un accidente. Permise di conseguenza alle dame spagnole, che usavano sorbire tazze di cioccolata dopo la messa, di continuare a farlo senza commettere il peccato di non osser-

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OLATA IRTUOSISMOvare il digiuno. Ostacol, per questo consenso, la decisione del Vescovo di Chiapa che nel 1630, stufo di assistere durante la Messa alle grandi bevute di cioccolata dei suoi fedeli, ne viet luso pena la scomunica. Proibizione amara in quanto un fedele lo uccise versando del veleno proprio nella sua tazza di cioccolata. Linfatuazione dei gesuiti per il cioccolatte si scontr anche con il parere contrario degli ambienti cattolici e di altri ordini religiosi. I Domenicani, tradizionali rivali della Compagnia di Ges, sostenuti da Padre Girolamo Semenzi professore di Teologia allUniversit di Pavia, presero posizione su luso e labuso di questa bevanda, mettendo in guardia contro i pericoli che la cioccolata poteva causare riscaldando in eccesso il sangue. Nonostante i giudizi contrari la cioccolata inizi la sua trionfale ascesa, accompagnandosi allevolversi e al modificarsi degli stili di vita conviviali. Proprio in Spagna si inizia a manipolare il cioccolato, ma si deve alla corte di Toscana laggiunta di ingredienti come le scorse fresche de cedrati e de limoncelli e lodore gentilissimo del gelsomino, che mescolato con la cannella, la vaniglia, lambra e col muschio, d un sentire stupendo a coloro che di cioccolato si dilettano. Le dosi erano un segreto di Stato che Cosimo de Medici gelosamente conservava insieme al recipe misterioso, tenuto nascosto nella cassaforte della Fonderia di Palazzo Pitti, con lordine per il suo Archiatra, confidente e cortigiano devoto, di non divulgare i segreti che rallegravano lipocondriaco e taciturno principe. Madame dAulnoy osserv che le donne spagnole erano molto magre e ne dedusse che: Non esiste nulla di pi bruciante della cioccolata che esse bevono in grande quantit. Inoltre, aggiungono avventatamente del pepe e altri condimenti che le consumano letteralmente. Ben presto per iniziarono a circolare strane voci, culminanti in uno dei pettegolezzi pi belli della marchesa de Svign che, nel 1671, raccomandava alla figlia di non abusare della bevanda in quanto la marchesa di Coetlogon prese tanta cioccolata durante la gravidanza che si sgrav con un neonato nero come il diavolo, che mor subito. Ma allo stesso tempo la marchesa quarantanovenne, presumibilmente vicino alla menopausa, parla delle qualit corroboranti della cioccolata, della sua attivit afrodisiaca e del rimedio per contrastare sintomi e depressioni di questo periodo. Lescamotage pi divertente per eludere la proibizione alle donne di consumare alcolici, lo trovarono giovani maestri cioccolatieri che produssero praline ripiene con acquavite stravecchia, facilitando cos il consumo di alcool e cioccolato e salvando, allepoca, la rispettabilit delle golose dame. Ad introdurre luso del cacao in Italia fu, nel 1606, il commerciante fiorentino Antonio Carletti, che raggiunse un immediato successo nel mondo dellaristocrazia, anche se Federico III di Prussia ne condann luso proibendolo nel proprio Regno. La sua diffusione in Piemonte si deve al duca Emanuele Filiberto di Savoia, generale degli eserciti spagnoli sotto Carlo V, che nel 1678 concesse il primo brevetto di Casa Savoia autorizzando Gi Battista Ari ad esercitare larte del cioccolatiere e a vendere pubblicamente cioccolata in bevanda per anni sei prossimi dalla data della presente. Si svilupp, di conseguenza, un raffinatissimo lavoro artigianale del cacao, portando Torino, verso la fine del XVII secolo, ad esserne considerata la Capitale, anche se nei paesi in cui era permesso restava appannaggio dei soli ricchi per il prezzo elevato. Londra nel 1657 si aggiudic il primato dellapertura della prima Chocolate house, dove la costosa bevanda era servita in cioccolatiere dargento, capo-

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lavori di lusso e raffinatezza. Due elementi molto diversi tra loro hanno caratterizzato il Settecento: lapertura della scienza e la galanteria. E il periodo di transizione della Moda tra Barocco e Rococ e, anche se la Francia tende a decadere politicamente, la corte di Luigi XV influenza un nuovo stile di vita, pi agile e spregiudicato, rispetto a quello formale. Le dame dellalta societ, delicate e disappetenti, tra lagitarsi di ventagli e bisbigliati pettegolezzi sulle novit della moda, vanno pazze per la nuova bevanda esotica, il brodo indiano, in pratica la cioccolata. Il cioccolato visse il suo massimo splendore verso la fine del 700 grazie ai veneziani e ai fiorentini che contribuirono alla sua diffusione, trovando nel marchese De Sade uno dei pi grandi estimatori; Carlo Goldoni ne celebra le qualit scrivendo viva viva la cioccolata e colui che lha inventata, mentre il Parini consigliava al suo giovin signore il brun cioccolatte... Voltaire ne consumava circa 12 tazze, tra le 5 del mattino e le 3 del pomeriggio; Giacomo Casanova, dopo aver spazzolato cacciagione, tartufi e vini della Sassonia, consumava cioccolata apprezzandone le presunte propriet afrodisiache. Tesi condivisa, pi tardi, anche dal sommo Vate Gabriele DAnnunzio che si concedeva dei cioccolatini fondenti prima di ogni rendez-vous. Goethe, che lamava follemente, era solito regalare cioccolatini e fiori per fare breccia sulla donna desiderata. Sulla nascita dei cioccolatini si fanno diverse congetture. Forse fu conseguenza di un incidente avvenuto nella cucina del duca Plessis-Traslin: un piatto di mandorle cadute per terra e una casseruola piena di zucchero caramellato rovesciatasi sopra, diedero lidea al capocuoco di fare di questo casuale impasto un dolce da presentare in tavola, ricoperto di cioccolata, a dimensione di boccone. Sembra, tuttavia, che la patria dei primi cioccolatini fu Torino: bocconcini dalle dimensioni di una ghianda, fatti a mano da un blocco di pasta di cioccolato, ai quali furono dati il nome di givu. E, ancora, il primo spunto di decorazione degli stessi potrebbe essere stato dato a Franois Cailler, creatore allinizio dell800 della prima tavoletta di cioccolata, dalle impronte impresse dalle zampe dei gatti sui mattoncini molli messi ad essiccare in modo artigianale sul terrazzo. Linvenzione dei gianduiotti, invece, una storia tutta italiana. Questa squisita pasta di cioccolato e nocciole piemontesi ridotte in polvere fu escogitata a seguito del blocco commerciale voluto da Napoleone per indebolire gli inglesi: il cacao, il cui costo era divenuto altissimo, fu allora diluito

con le nocciole. I famosi cioccolatini a forma di spicchio, fatti a mano, uno ad uno, furono immessi sul mercato dalla Caffarel Prochet nel 1865. Vittorio Emanuele II, conquistatore di donne e goloso di cibi, dopo un pasto a base di piatti piemontesi, ricchi di cacciagione, non rinunciava alla torta Principe di Piemonte decorata con cioccolato fondente grattugiato di cui era ghiotto. Lo stesso Mussolini che ne apprezzava il gusto, dopo aver visitato nel 1923 gli stabilimenti della Perugina, rispose al saluto del Consigliere Delegato, dottor Buitoni: vi dico e vi autorizzo a ripeterlo che il vostro Cioccolato veramente squisito!. Il tabacco pu uccidere, la cioccolata no, asserisce il presidente cubano Fidel Castro che ha dichiarato il suo pentimento come ex fumatore di sigari: Fanno male alla salute, molto meglio un pezzo di cioccolato. A questo piacere non rinuncia neanche la regina Elisabetta dInghilterra che ha una passione estrema per il gelato al cioccolato e alla menta e per i cioccolatini Terrys Twilight mentre suo marito, Filippo dEdimburgo, non sa trattenersi davanti a un souffl al cioccolato. Secondo il medico Nicolas Audry (1720), la cioccolata era utile per lalito e per la voce, guariva addirittura dalla tisi. Oggi si sostiene che combatterla carie e lipertensione, previene linsorgere della trombosi, favorisce la concentrazione e il buon umore. Di certo le propriet curative di questa bevanda erano gi note nel 700 e lo testimonia un libro di spese di un convento pugliese che annota lacquisto di cioccolata per due monache afflitte. Luso di questo cibo aiuta nello sport ed razione supplementare nellEsercito Italiano per i piloti dellAeronautica. La razione di cioccolato per le truppe americane in Italia nella 2 Guerra Mondiale, insieme alle prime calze di nylon, costitu merce di scambio per un momento di passione con le segnorine. Il 6 ottobre 1999, per celebrare i 10 anni della caduta del Muro, a Berlino fu costruita una parete di cioccolato di 12 metri con un duplice scopo: abbatterla a spallate e festeggiare, mangiandosela fino allultima scheggia. Oggi travolti dai ritmi frenetici della vita moderna spesso dimentichiamo che mangiare la cioccolata pu essere unesperienza sensuale e appagante, forse il miglior preludio ad una notte damore. M.P .

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La cioccolata un alimento cos noto, una presenza talmente scontata nella vita di tutti i giorni, che ai pi non viene neanche in mente di chiedersi da dove venga, chi labbia introdotta e come si sia diffusa. Quando mettiamo in bocca un cioccolatino, ci predisponiamo ad assaporare una sensazione di piacevole vellutatezza e cremosit frutto di un ciclo di lavorazione lungo e complesso, strettamente legato alla esecuzione a regola darte. Capolavori di maestri cioccolatieri, la cui unicit stata suggellata con un nome. Ma cosa sarebbe un cioccolatino senza un degno contenitore? Sin dalla seconda met dellOttocento, la scatola ha costituito per le aziende produttrici di cioccolatini un efficace ed immediato mezzo di comunicazione veicolando con questo sistema il Marchio, la formula, il nome. Queste scatole hanno affascinato i golosi di mezzo mondo dallalto degli scaffali delle drogherie fin dal loro apparire. Tangibili resoconti delle tendenze della moda, testimonianze dei tempi passati, di ci che si amava gustare ed ammirare. Funzionali contenitori rilevarono, nel decoro, eventi speciali e fauste ricorrenze reali. Sotto legida di Re Umberto I, che concedeva ad alcune ditte meritevoli la facolt di innalzare lo Stemma Reale sullinsegna della fabbrica con i diplomi di S.M. La Regina Madre, gli stemmi erano riportati con orgoglio anche sulle scatole. Gli stessi reali usavano offrire piccole scatole di chicche di cioccolato per

DOLCI MESSAGGI

le feste di compleanno, come quelle setificate con leffige di Mafalda e Jolanda di Savoia. Passioni storiche per linvenzione pi golosa del mondo che ha trovato anche a pretesto, nei vari Paesi e nel tempo, le nozze tra il principe Umberto di Savoia e Maria Jos, del re di Spagna e di Baldovino del Belgio, di Carlo dInghilterra con Diana, e tutte le fauste ricorrenze della Corte inglese. Uno degli esempi pi fortunati di pubblicit del cioccolato risale alla Caffarel che nel 1880 confezionava gli spicchi di cioccolata in scatole di cartone abbellite da volute, motivi floreali, tratti decorativi pi o meno elaborati. Si affacciano cos le prime forme di rclame con la pubblicit esterna: il cartello, la locandina e il manifesto diventano i principali veicoli della comunicazione di massa. Scatole realizzate con estrema semplicit tipografica che si adegueranno via via agli stili di vita. Partendo dallo stile floreal liberty, basato sul messaggio di identificazione/immedesimazione di un modello vincente, assumeranno caratteristiche lussuose nella realizzazione in porcellana, seta e velluto. Il viaggio nel mondo delle scatole dei cioccolatini inizia a cavallo tra la fine dellOttocento e linizio del Novecento attraverso le immagini su di loro rappresentate, evocatrici di ricordi per una passione storica che certo non passa di moda. Sullo sfondo di questepoca va di moda lo stile orientale, con i fumoir e i salotti turchi con decorazioni di palme. La Caffarel si adegua e propone, nel 1905, una confezione di gianduiotti in linea con le nuove tendenze esotiche. Con lingresso nel nuovo secolo la campagna pubblicitaria non trascura le conquiste italiane, lo testimonia una scatola di latta del 1912 Tripoli Italia che mostra su una faccia un soldato italiano che insegue un negretto il quale fugge con una scatola della Perugina tra le mani. Con gli anni dieci dello scorso secolo si amplia la gamma delle forme e dei materiali, compaiono le prime scatole in metallo, cartone e legno, la pubblicit investe nei calendarietti, nelle cartoline Postali e nei bigliettini augurali. Scatole e carteggi rari che oggi fanno parte del collezionismo. Le campagne pubblicitarie si susseguono e la Perugina affida nel 1922 a Federico Seneca, uno straordinario creatore artistico, la realizzazione di una scatola di cioccolatini. Si ispirer al quadro di Francesco Hayez Il bacio: una coppia di innamorati sotto il cielo stellato che caratterizza ancora oggi i Baci Perugina nei quali anche inserito un cartiglio con poetiche variazioni sul tema del bacio. La cioccolata coinvolse anche Mussolini che il 23 ottobre 1923, in visita allo stabilimento Perugina di Fontivegge, chiuse il suo discorso con la frase Vi dico e vi autorizzo a ripeterlo, che il vostro cioccolato veramente squisito. Queste parole, pronunciate dal capo

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del Governo e del Fascismo, diventano lo slogan in un cartello disegnato da Seneca. Curioso il lancio della cioccolata energetica il pollo: una tavoletta di cioccolato Luisa (dal nome di Luisa Spagnoli), il cui valore nutritivo equivaleva esattamente a quello di un pollo. Il primo concorso a premi promosso dalla pubblicit veicol anche lacquisto in massa di una radio. Le dodici puntate dei Tre Moschettieri erano abbinate al concorso, indetto dalla Perugina, con linvito ai radio ascoltatori ad indovinare il numero di cartoline che sarebbero state mandate alle aziende con il parere Qual il cioccolatino che vi piace di pi. In premio: una Balilla, dodici radiofonografi Phonola, cinquecento cassette di specialit Buitoni e cinquecento scatole di cioccolatini . Il successo di questa iniziativa spinse la Perugina ad inserire nel prodotto cento figurine, da collezionare e raccogliere in un album, abbinato a premi che arrivarono a far vincere una Fiat Topolino oltre che centinaia di migliaia di scatole di cioccolatini. Ne scatur, grazie alla prima grande campagna multimediale, una febbre moschettiera con laffannosa caccia allintrovabile feroce Saladino. Tra il 1930 e il 1940 limpegno pubblicitario si intensifica con nuove strategie. Le aziende propongono scatole di lusso realizzate con tessuti preziosi, spesso dipinti a mano, talmente raffinate da essere utilizzate poi come portafazzolettini o portagioie. Nel 1937 prende il via un altro concorso, questa vota legato ad eventi sportivi. Con il periodo post-bellico degli anni 50 assistiamo ad un recupero di immagini storiche, riproduzioni di paesaggi o, pi distensive immagini floreali da appendere come quadro. La novit lavvento della televisione e con lei un nuovo modo di veicolare la pubblicit. Basta per questo pensare al successo di Carosello ed al suo impatto dirompente sulle abitudini degli italiani. Si ritorna gradatamente ad un recupero del lusso ed interessante notare la differenza di prezzo tra una scatola normale ed una di seta: nel 1959 una scatola di cartone di cioccolatini da 250 grammi era venduta al pubblico a L. 1.100; rivestita in stoffa a L. 2.250. Il livello creativo sale e negli anni 60 sulle confezioni di Majani si affacciano raffinate composizioni di fiori, la Ferrero immette sul mercato prodotti con le nocciole del Piemonte e i cioccolatini parlano di sentimenti. Un vero linguaggio che passa attraverso il simbolismo di una scatola per parlare damore, di compleanni, feste del pap e della mamma, testimoniato con le scatole a forma di cuore e in scatole-libro con le liriche damore di Montale. Prende piede la nuova proposta di evidenziare il prodotto sulla confezione. Le scatole di cioccolatini, non pi lega-

te alle ricorrenze, diventano piccole e graficamente dimpatto per un consumo pi veloce. Gli investimenti pubblicitari puntano sulluomo ed ecco allora i cioccolatini al liquore dellICAM in una scatola seriosa e, pi tardi, la cravatta colorata della Ferrero. Una campagna giovane quella degli anni 70 che esprime sulle scatole la nuova effervescenza e la voglia di vivere della Beat generation e dei figli dei fiori. Gli anni 80 si caratterizzeranno con proposte pi essenziali e raffinate. La Pejrano da il via alla sua collezione firmata: contenitori dalle forme originali, materiali insoliti, accostamenti preziosi, diventeranno, quando il loro prodotto sar finito, complemento dellarredamento. Negli anni 90 assistiamo ad una produzione a larga diffusione, a prezzi contenuti. La comunicazione punta sulla forma come il Tubo della Perugina e la Piramide trasparente della Ferrero. Ovali, rettangolari, quadrate o rotonde, minuscole o di grandi dimensioni le scatole ci raccontano il passato, il gusto, le tendenze. Purtroppo il patrimonio di molte aziende andato distrutto da eventi naturali o per cause belliche ma i pezzi raccolti nello spazio di poco pi di un secolo, sono in grado di ricucire, con il filo della memoria, i momenti dolci della nostra vita. Scatole che dopo aver concluso la loro missione di portatrici di affetto e di passione, quando riemergono da un mondo come il nostro, che ha cambiato valori e regole, sanno restituire il fascino del vissuto che altrimenti non avrebbe meritato memoria.

Costanza Cerioli

Perugia Manifesto pubblicitario di Federico Seneca, (1929)

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CRAIG WARWICKLANGELO SULLAUTOBUSStavo viaggiando sulla linea 122 per andare a casa di mia sorella a sud di Londra, mi aveva invitato a cena per presentarmi il suo nuovo fidanzato che, avendo sentito parlare delle mie facolt di sensitivo, voleva farmi qualche domanda. Stavo seduto e, immerso nei miei pensieri, guardavo distrattamente fuori dal finestrino la gente che saliva e scendeva dallautobus. Ad un certo punto mi resi conto, che malgrado il bus fosse molto affollato, il posto accanto a me era rimasto stranamente vuoto. Iniziai a sentirmi a disagio. Forse mando cattivo odore, pensai, con apprensione, sono vestito in modo strano oppure, i miei capelli sono fuori posto. I miei pensieri si accavallavano ansiosamente e cominciai a sbirciare il riflesso del mio viso nel vetro del finestrino, alla ricerca di qualcosa di strano. Mentre cercavo di capire cosa stesse accadendo, notai un signore anziano alla fermata dellautobus, che faceva un gesto con la mano per fermarlo. Sal sul mezzo e si sedette accanto a me, Questo il mio posto preferito disse sistemandosi la cravatta. Era vestito bene: pantaloni neri, giacca sportiva, scarpe lucide e un buon profumo di borotalco. Sotto i suoi occhi blu pastello un sorriso largo che lo faceva sembrare una persona felice. Vado a bere una cosa con gli amici, non li vedo da tre mesi, ultimamente non sono stato bene, mi disse passandosi un fazzoletto sugli occhi come per asciugarli. Mia moglie malata e depressa, sta sempre a letto. Non riesce ad alzarsi. Non sapevo cosa dire, Ha consultato un dottore? gli chiesi. Poi inizi a comportarsi stranamente come fosse confuso. Ci risiamo - pensai - eccone un altro che vuole parlare e scaricarsi dei suoi problemi. Inizi a piangere E tutta colpa mia, sono io la causa di tutto. Parlava ad alta voce e i passeggeri cominciarono a fissarci. Mia figlia - inizi a raccontare - ha due bimbi, ha lasciato suo marito per un altro uomo che non mi piaceva: troppo giovane per lei. Capii che ero quasi arrivato alla mia fermata e dovevo scendere, ma lui sorprendendomi disse: No, tu non scendi qui, hai altre quattro fermate. E mi diede una pacca sulla gamba. Aveva ragione, mi chiesi come faceva a saperlo se non lavevo mai visto prima. Poi cominci a raccontare di certe monete. Mia moglie disse - ha in mano due monete irlandesi, gliele ho lasciate io. Quando dovevo prendere una decisione facevo testa o croce: croce voleva dire s, che seguivo il mio istinto, e testa voleva dire no. Tutti i passeggeri sullautobus ci stavano guardando e ridevano divertiti. Ad un certo punto si alz, Ecco, qui scendo io, vado in quel pub a bere una cosa con i miei amici e stringendomi la mano, aggiunse: Di a loro che sar a casa alle 20.30 e che porter delle patatine. Scese e passando sotto il finestrino buss gentilmente sul vetro e mi disse: sto bene, d a loro che sto bene e che rimango con gli amici a bere una cosa. Cera silenzio sullautobus e tutti gli occhi erano puntati su di me, non avevo idea di chi stesse parlando, poi scesi dallautobus e mincamminai verso casa di mia sorella. La trovai fuori, in giardino, con i suoi amici, tra questi una giovane donna di circa 35 anni, alta con capelli neri e corti. Sei in ritardo come sempre, scherz, questa Kim disse presentandomi la sua amica. Stringendole la mano ebbi una strana sensazione, notai che aveva gli stessi occhi delluomo sullautobus. Mia sorella not lo sguardo sul mio viso Che c? mi chiese e, poi, rivolgendosi a Kim Te lho detto che avrebbe capito subito il tuo problema. Ma io non avevo capito il suo problema, piuttosto stavo pensando alluomo dellautobus e quello che mi aveva detto. Hai due bambini e vivi con un uomo pi giovane di te le chiesi. Kim, infastidita, si allontan, intanto avevo sentito che intorno a lei cerano tante barriere sentimentali. Racconta, racconta, la incalzava mia sorella vedrai che lui riuscir a vedere di pi. Kim si sedette sul muro fuori la casa e mia sorella and dentro a prepararci qualcosa da bere. Si, ho due figlie, disse, mentre giocava con le sue mani ma il mio fidanzato mi ha lasciato un paio di mesi f, ed ora mi ritrovo da sola. Intanto mia sorella, tornata fuori, ci porgeva le bevande. Cin cin e bevemmo le nostre aranciate. Posai il bicchiere e cominciai a raccontare la storia delluomo sullautobus. Ovunque lui vada ha unavventura, mi interruppe mia sorella, andiamo dentro a cenare cos puoi finire la tua storia, disse invitandoci a rientrare. Ci sedemmo intorno al tavolo e mia sorella mi invit ad andare avanti con il racconto delluomo dellautobus. Intanto versava la salsa sul suo ottimo arrosto. Iniziai a descrivere luomo dellautobus e di nuovo sentivo che cera una connessione con Kim, lamica di mia sorella. Ricordai che luomo mi aveva raccontato di sua moglie malata, che era preoccupato per lei e delle due monete irlandesi. Sentendo queste parole a Kim caddero contemporaneamente il coltello e la forchetta dalle mani, si copr la bocca con la mano e chiese: Le monete, cosa ha detto delle monete? Mia sorella cap che doveva rimanere in silenzio. Continuai a raccontare delle monete e del fatto che sua moglie doveva prendere unimportante decisione e, quindi, tirare in aria le monete e leggerne il responso: Croce si, Testa no. Cosaltro ha detto? Dov andato?, mi chiese Kim Ha detto che andava ad incontrare i suoi amici al pub Crown e che sarebbe tornato a casa per le 20.30 circa. Kim stava tremando, Ha detto anche che avrebbe portato a casa delle patatine, chiese. Chi era? chiese mia sorella, che non stava capendo nulla. Era mio padre rispose Kim piangendo Quello era il pub dove andava sempre a bere. A questo punto Kim mi chiese di andare a casa sua, proprio dietro langolo, l avrei trovato sua madre. La donna era seduta sul letto. Stava l da tre mesi e non aveva intenzione di muoversi. Mamma - le disse Kim - apri le mani. La madre apr le mani: cerano le due monete irlandesi delle quali mi aveva parlato luomo dellautobus. Mamma, Craig ha qualcosa da dirti e si sedette accanto alla madre. La donna non era vecchia, poteva avere 54 anni circa, non di pi, ma sembrava pi anziana, forse perch non usciva mai. La sua pelle era grigia e i capelli avevano bisogno di una spazzolata. Ma potevo sentire la sua sofferenza e la sua tristezza. Iniziai, di nuovo, a raccontare la storia dellautobus, quando finii, nella stanza era caduto il silenzio. Anche mia sorella era ammutolita.Era tuo marito?, le chiesi, senza pensare a cosa sarebbe successo dopo. La madre mi url di uscire, Kim cercava di calmarla, mia sorella era gi mezzo fuori dalla porta. Kim ci chiam nella stanza accanto per spiegarci cosa stava accadendo.Quelluomo era mio padre. Lui prendeva sempre quellautobus e il pub dove ha detto di andare era quello dove era solito recarsi a bere. Sospir profondamente e prosegu: Tornava sempre a casa alle 20.30 con una busta di patatine per mia madre. Guardai mia sorella che stava cercando di accendersi nervosamente la decima sigaretta. Kim continu mia madre deve fare una scelta, vendere la casa perch abbiamo troppi soldi da pagare. Io e mio padre non ci siamo parlati per oltre un anno ma, quando morto, ero con lui. Quelluomo era un angelo, ecco perch la gente sullautobus mi guardava ridendo: non potevano veder con chi parlavo. Il pensiero mi imbarazzava, ma Kim fu felice di aver ricevuto un messaggio da suo padre e di aver saputo che stava bene e al sicuro. Non ha mai messo profumo mi spieg - usava solo tanto borotalco. Un particolare che mi fece capire che aveva creduto a quanto gli avevo raccontato. Sua madre volle incontrarmi e dopo qualche giorno tir le monetine in aria e la risposta fu si. Bisognava vendere la casa ed andare avanti. Si alz dal letto ed inizi di nuovo a vivere, a risolvere i problemi e a passare il suo tempo con la famiglia. Dal libro Non facile essere Craig Warwick [email protected] Trasled Rita Lena

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LA RESPONSABILIT PER PERDITA O DANNEGGIAMENTO DEI BAGAGLI NEL CONTRATTO DI TRASPORTO AEREOCon larrivo della bella stagione molti di Voi si recheranno nei vari luoghi di villeggiatura anche servendosi, a volte, di voli aerei. La scorsa estate stata contrassegnata, in molti casi, dalla brutta sorpresa per il viaggiatore che si visto privato del proprio bagaglio al momento dellarrivo nellaeroporto di destinazione. Dopo liniziale scoramento, il consumatore deve essere messo nelle condizioni di conoscere gli strumenti di tutela e le eventuali inziative giudiziarie da poter azionare. La materia in oggetto disciplinata principalmente dal Codice Civile nonch dalla normativa comunitaria e in ultimo dal Codice della Navigazione. Allatto dellimbarco, contestualmente al check-in, il viaggiatore deposita il suo bagaglio alla compagnia aerea, la quale, tenuta, in caso di smarrimento, al risarcimento del danno se non prova che lo stesso stato determinato da cause a lui non riconducibili come previsto dallarticolo 1218 c.c. nonch dallarticolo 951 del codice della navigazione. In buona sostanza la compagnia aerea responsabile del danno derivante dalla perdita di bagagli consegnati, nonch, del loro deterioramento per il solo fatto che tali circostanze si verifichino poi alla consegna. Il passeggero pu far valere i propri diritti di risarcimento alla condizione che la compagnia aerea prenda conoscenza della perdita del bagaglio stesso ovvero quando il bagaglio consegnato non sia giunto a destinazione entro 21 giorni dalla scadenza prevista. La responsabilit del vettore in caso di distruzione, perdita o deterioramento limitato alla somma di circa Euro 1.165,00 circa per passeggero salvo che lo stesso abbia espressamente dichiarato, prima dellimbarco, un valore molto superiore dei beni custoditi, il tutto dietro pagamento di una tassa supplementare connessa allassicurazione del bagaglio in questione. Tale tariffa messa a disposizione dei passeggeri che ne fanno richiesta. In tal caso loperatore aereo sar tenuto al risarcimento fino alla concorrenza della somma dichiarata. Il passeggero il cui bagaglio sia andato smarrito, ha altres diritto al rimborso delle spese sostenute in considerazione dellavvenuto smarrimento, spese per il vestiario ed effetti personali che devono essere documentati. Nel caso in cui avvengano le sfortunate circostanze, in base alla convenzione di Montreal, il passeggero che subisce danneggiamento al bagaglio deve presentare reclamo alla compagnia aerea direttamente, mentre in caso di ritardo nella riconsegna, il reclamo deve essere inoltrato entro 31 giorni dalla data in cui i bagagli sono stati riconsegnati. Il diritto al risarcimento dei danni soggiace alla prescrizione di due anni dal giorno di arrivo a destinazione dellaereo, purch, come detto, sia stato presentato reclamo alla compagnia aerea. Mettetevi quindi tranquillamente in viaggio e, in caso di perdita o ritardo nella consegna dei bagagli, non perdete la calma, il diritto dalla Vostra parte. Avv. Cristian Coppotelli [email protected]

CI METTO LA FIRMA!La gavetta dei giornalisti famosiDi Mariano SabatiniQuali sono le doti di un buon giornalista e gli errori da evitare? Come si realizza l'intervista perfetta? Come si scrive un attacco irresistibile? Quali sono i testi da leggere e rileggere, e i modelli da seguire? Queste sono alcune delle domande rivolte da Mariano Sabatini ai pi brillanti giornalisti del nostro Paese, che ricordano i propri esordi e l'inevitabile gavetta, e svelano i segreti del mestiere in risposta a un questionario agile e di sicura presa. Basate sul divertente meccanismo delle "interviste doppie", e in questo caso plurime, le domande si ripetono per tutti pi o meno uguali ma ricevono risposte sempre diverse. I maggiori giornalisti italiani rievocano gli anni in cui respiravano la polvere delle redazioni. La fatica di una gavetta spezzaschiena non retribuita - il cosiddetto "abusivato" - senza "corte" n vacanze, i giri degli ospedali, la caccia ai disastri, la cura dei fatti periferici che spesso nascondono "fattacci". Un libro per i moltissimi aspiranti gionalisti, sui luoghi comuni e i miti del mestiere, raccontati dalle stelle del giornalismo nostrano.

COSA FACEVANO QUANDO NON ERANO NESSUNO

Aliberti editore

IL FUTURISMO E LA MODATrattare di Futurismo e Moda uno squisito escamotage per attraversare il costume della societ. I futuristi fecero della moda un fondamentale campo di indagine per rompere i vecchi equilibri e superare le passatiste e soffocanti tradizioni borghesi. E primi fra tutti favorirono lincessante divenire della moda, sollecitandone il suo continuo rinnovamento. Attribuivano al modo di vestire il compito di rispecchiare la dinamicit, lenergia e la velocit caratteristiche dei tempi moderni. Il loro obiettivo era realizzare il rapporto arte-vita nel quotidiano. Labito rientrava nellambito della ricostruzione futurista dellUniverso e linteresse per la moda nacque con il Movimento. Coinvolse Marinetti, Balla, Depero, Crali, Thayaht, Diulgheroff, Rizzo, Nizzoli, Corona, De Sanctis, Delle Site. Ma anche, e a vario titolo, Dal Monte, Volt, Mazza, Carli, Boccioni, Corra e Severini, per una produzione di proposte e riflessioni che oggi, dal casual allhaute couture, ritroviamo nel nostro guardaroba e nel nostro modo di vestire quotidiano. Costanza Cerioli

ECCO LOTUS ELISE ED EXIGE 2010: STESSE PRESTAZIONI, MENO EMISSIONINellepoca dellauto politically correct, tutti si devono adeguare allimperativo ormai categorico di dare una verniciata verde ai propri prodotti. Anche chi per tradizione fabbrica da decenni splendide sportive senza compromessi, concentrati di guida pura, da godere al meglio tra i cordoli di un bellautodromo. Anche Lotus. cos che nascono la Elise e la Exige 2010: tutto immutato, nella forma e nella sostanza. Una sola, fondamentale modifica, sbandierata con inconsueto orgoglio dal piccolo costruttore britannico: il deciso taglio dei consumi e delle emissioni delle due biposto di Hethel. Grazie ad una serie di leggeri affinamenti allerogazione dei motori, al comportamento degli organi di trasmissione e alla profilatura aerodinamica dei suoi modelli, Lotus riuscita a tagliare del 9% le emissioni di CO2, la famigerata anidride carbonica. Secondo la casa britannica, stata la Elise S, che costituisce il gradino dingresso nel mondo Lotus, a beneficiare dei miglioramenti pi significativi per quanto riguarda le percorrenze sul ciclo combinato: il suo consumo dichiarato scende da 8,3 a 7,6 l/100 km e le emissioni di CO2 passano da 196 a 179 g/km. Come a dire: signori, non pi tempo di gozzovigliare senza guardare cosa ci succede intorno. Iniziamo a darci una regolata. Tutti. Fabio Sciarra

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La voglia di primavera si f sempre pi sentire: voglia di abbandonare abiti e giacche pesanti, cieli cupi e piovosi, per abbracciare tonalit pi vivaci e colori sgargianti correndo incontro ad unestate solare. Lo sguardo il protagonista indiscusso, un make up femminile e grintoso allo stesso tempo, creato per una donna che desidera il meglio. Quindi un inno allo