Chapeau GENNAIO 2011 Web

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RIVISTA MENSILE DI ATTUALITà MODA CULTURA - COPIA GRATUITA - ANNO 7 - N. 1 GENNAIO/FEBBRAIO 2011 - TIRATURA COPIE 20.000 SPECIALE: Donne del Risorgmento
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Rivista di Moda

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Rivista Mensile di attualit Moda cultuRa - coPia GRatuita - anno 7 - n. 1 Gennaio/FebbRaio 2011 - tiRatuRa coPie 20.000

Donne del Risorgmento1

SPECIALE:

Direttore Responsabile Mara Parmegiani Comitato scientifico Gino Falleri Vice Presidente ordine dei giornalisti, On. Paola Pelino, Avv. Nino Marazzita, Giudice Simonetta Matone, Principe Carlo Giovannelli, Dott. Emilio Albertario, Segreteria di Redazione Marco Alfonsi Nicoletta Di Benedetto Marina Bertucci Servizi fotografici di redazione Laura Camia, Giancarlo Sirolesi Collaborano Helne Blignaut, Marco Alfonsi, Costanza Ceroli, Isabella De Martini, Nicoletta Di Benedetto, Andrea Di Capoterra, Cristina Guerra, Rita Lena, Nino Marazzita, Gaetano Costa, Siderio, Josephine Alessio Valentina Cardile Fotografo: Maurizio Righi Via Piero Aloisi, 29 - 00158 Roma Tel. 06.4500746 - Fax 06.4503358 www.chapeau.biz Aut. Trib. di Roma n. 529/2005 del 29/12/2005 Edizioni e Stampa Rotoform s.r.l. Via Ardeatina Km. 20,400 - S. Palomba (RM) Ideazione grafica ed impaginazione Daniele Furini Settore Pubblicit Direzione: 00158 Roma - via Piero Aloisi, 29 Tel. 06.4500746 - Fax 06.4503358 e-mail: [email protected] In Copertina Il Quarto Stato: Pelizza da VolpedoLa responsabilit legale del contenuto degli articoli e dei contributi di tipo pubblicitario a carico dei singoli autori. La collaborazione al mensile Chapeau da ritenersi del tutto gratuita e pertanto non retribuita, salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright. vietata la riproduzione, anche parziale, di testi, grafici, immagini e contributi pubblicitari realizzati da Chapeau.

I delitti in famiglia uccidono pi della mafiaA fare del delitto in famiglia il primo indiziato nella cause di morte in Italia non sono solo i fatti, ma il rapporto Eures-Ansa 2009 che, in riferimento allanno precedente, piazza il Nord in testa alla classifica, con 70 vittime donne, pari al 47.6 per cento delle 147 uccise nel 2008 in Italia (44 nel Sud e 33 al Centro). Non solo, perch disgregando i dati a livello regionale, la Lombardia a detenere il triste record dei femminicidi (il 70 per cento consumato in famiglia): seguono Toscana e Puglia. Ma qual il movente? Amori delusi, traditi, soffocanti, sfondi passionali, che sfiorano il 30 per cento del totale, spiega lo psicologo Marinelli; forti difficolt a comunicare, a stabilire relazioni affettive, ad esprimere o a comprendere stati emotivi, il tutto inserito in una sorta di deserto emozionale. In alcuni casi si registra una sostanziale incapacit ad assumersi qualsiasi responsabilit rispetto alle conseguenze delle proprie azioni e spesso questa carenza porta ad una serie di dipendenze: dal denaro, che costituisce il raggiungimento di uno status sociale elevato; dal successo, che diventa uno scopo culturale, dallabuso di sostanze stupefacenti e alcool, visti come strumenti di potere, fine a se stessi, nei confronti della societ e del gruppo dei pari. Come in tutti i casi di omicidio, ancor pi se particolarmente efferati e ambientati in uno sfondo in cui si intrecciano personaggi ambigui, con personalit sfaccettate, lattenzione e la curiosit di conoscere tutti i risvolti della vicenda sembra quasi una puntata di una soap opera e talvolta il confine tra realt e fantasia molto sottile, in quanto la continua esposizione a messaggi mediatici comporta una sorta di alterazione della percezione individuale e sfocia spesso in false convinzioni. Tra questi giovani non raro incontrare soggetti che esibiscono comportamenti molto rischiosi per la vita, disturbi pi o meno gravi del rapporto con la realt, isolamento con atteggiamenti antisociali e disturbi del controllo degli impulsi, sessuali e non. Forse il preoccupante aumento di manifestazioni di violenza della societ post-moderna pu essere attribuito alla drammatica evaporazione del senso del limite e dei tradizionali valori etici per cui lindividuo tende sempre di pi a essere valutato soprattutto in base al successo ottenuto e ai risultati conseguiti, indipendentemente dai mezzi utilizzati. Ma forse pi che di dipendenza dovremmo parlare di solitudine derivante dai new media, di vita virtuale che ti prende e ti allontana da quella reale.

Mara Parmegiani

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ARTE DEL RINASCIMENTO CINEMA Everibodys Fine Ricetta - Oroscopo Libro del mese

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INDICENATA PER UNIRE 150 Ann. Unit dItalia DONNE DEL RISORGIMENTO

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ANITA GARIBALDI Unindomita Amazzone LA CONTESSA DI CASTIGLIONE Virginia Elisabetta Oldoini ANTONIETTA DE PACE

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GIUSEPPA BOLOGNARA

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NOI CREDEVAMO

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MODA Saldi che passione! BENTORNATO BON TON

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ROMA BY NIGHT

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Nata per Unire

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Nata per Unire

1861 - 2011150 ANNIVERSARIO UNIT DITALIA

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Passione patriottica

un dato ormai acquisito che la moda, e non solo quella dei grandi creatori che producono idee-oggetto per pochi fortunati, rappresenti una espressone culturale ed una testimonianza sociale dellepoca in cui si manifesta. Lo studio storicizzato dei modi di vestire non si limita quindi ad offrirci una visione del gusto di unepoca, ma diviene una chiave di lettura per la conoscenza complessiva dei rapporti tra economia e societ, tra societ ed individuo. Ladozione a livello di massa di un nuovo tessuto, la scelta di un nuovo tipo di accessorio, limposizione di una nuova linea o di un nuovo tipo femminile, costituiscono dei fenomeni complessi che vanno ad incidere su campi eterogenei come

letica, la psicologia e perfino la politica. Un Viaggio nella moda dellOttocento rivela limportanza del costume e della moda come patrimonio dinformazioni sulla storia sociale ed economica di unepoca, e come proiezione simbolica di comportamenti pubblici e privati. questa la filosofia per valorizzare un periodo storico. Un periodo in cui le signore attendevano con ansia i figurini da Parigi per leggere le indiscrezioni delle toelette delle grandi dame francesi, anche se risalta il ruolo di primo piano che il Piemonte ebbe nella realizzazione dellUnit dItalia di cui proprio questanno si celebra il 150 anniversario. NellOttocento i costumi richiedevano per la donna un comportamento consono soprattutto al rango della nobilt a cui apparteneva, attraverso un modo di vita improntato alla famiglia ed alla casa. Di lei si doveva dire poco negli ambienti dei piccoli paesi. Niente lodi e niente biasimi. Ma non era sempre cos. Spesso la gente individuava in alcune nobildonne un carattere ribelle, di comando, di vera conduttrice delleconomia del ceppo familiare. Senza dimenticare che molte di loro ebbero una educazione elevata, nellistruzione e nelleducazione musicale. Erano i primi segni inequivocabili dellemancipazione femminile che poco tempo dopo avrebbero segnato unepoca. Da ricordare, in Italia, il lancio, nellaccesa atmosfera che precede i moti del 1848, di Donna che, con animo virile combatt valorosamente nelle Cinque un vestito nazio- Giornate di Milano: essa indossa la fascia tricolore a bandoliera (o adarmacollo) su un semplice abito con giacca scura di foggia militaresca e imbraccia il fucile.

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oggetto del sarcasmo dellaustriaco conte Hbner che, rimasto a Milano durante le Cinque giornate, ne riconosce tuttavia il fascino. Per quanto riguarda le donne del Risorgimento meridionale, c pervenuta oralmente tutta una serie di aneddotica dove emerge un tipo di donna virile, per usare un termine allora di moda, che non disdegnava di invadere campi a lei ritenuti non congegnali, come i conflitti politici e militari, in barba ai principi di allora sulla presunta inferiorit biologica della donna. Un valido contributo politico, nel periodo risorgimentale, fu ricoperto proprio dalle donne: aristocratiche e altoborghesi che, approfittando di occasioni mondane, non disdegnavano di nascondere, tra le acconciature dei capelli e il fondo dei mutandoni, corrispondenze minute deLaura Beatrice Mancini Oliva (Napoli 1821 - Fiesole 1869). stinate ad altri Stati, affinch nale che, per riannodarsi alla tradizione, passassero tranquillamente dovrebbe utilizzare stoffe italiane. Lidea le dogane; e da madri, mogli, di adottare un modo di vestire che stimo- sorelle dei patrioti, coinvolte lasse slanci liberali e patriottici, durante nelle azioni cospirative. Svolil dominio austriaco, inizialmente si era sero con alto senso di coraglimitato al cappello, su iniziativa sponta- gio compiti di ricercatrici di nea di gruppi di giovani che si riunivano armi e munizioni, adoperannei caff milanesi (della Peppina, vici- dosi anche nel reclutamento no al Duomo e della Cecchina, quasi di volontari. Assicuravano ai di fronte al Teatro della Scala); poi, con loro congiunti, ricercati dai Borboni, un sicuro nascondiglio e per i priun tam-tam, si era diffuso in Piemonte e gionieri la delicata opera del loro riscatto con la vendita spesso dellintenel Napoletano. Emblematica la proibi- ro patrimonio familiare. Molte patirono il carcere per cospirazione e fazione di cappelli piumati, ispirati ai moti voreggiamento a seguito di dure condanne. calabresi, firmati con decreto austriaco Nel 1859 la poetessa napoletana, Laura del 15 febbraio 1848 dal barone Beatrice Oliva che aveva guardato Torresani Lanzenfeld. con grande entusiasmo alla poMa gi nel 1848 si parlava di litica di Cavour e alla guerra di vestito o costume allitaliaCrimea del 1856, volle che na come dimostrazione uno dei suoi figli fosse il priantipolitica. Il costume mo ad arruolarsi, mentre lei allitaliana o alla lombarda cominviava versi di incitamento a Vittorio parve sui giornali di moda ed fu Ventaglio in avorio e carta (c. 1848) con scena raffigurante Emanuele e a Garibaldi. soldati e dame piemontesi col tricolore. Una forma di propaganda senzadare troppo nellocchio ai reazionari.

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Passione patriottica

Le donne del Sud ancora una volta, si sono volute distinguere, salutando i loro uomini che partivano, lanciando al loro passaggio fiori e grida augurali. Donne senza nome, che hanno operato personalmente o che hanno sostenuto i loro congiunti. Consegnavano munizioni e acquavite e anche una vistosa bandiera tricolore ornata dello scudo sabaudo, in cui i bordi e la croce erano ottenuti con i galloni argentati in uso per i costumi albanesi femminili. Donne che aprirono i loro salotti al nuovo spirito libertario. Salotti autorevoli come quello della contessa Maffei a Milano, Bianca De Simoni Rubizzo a Novara, o quello di Giuditta Sidoli. A Genova fa salotto dopposizione Luisa Nina Schiaffino

Giustiniani, fuggendo poi a Parigi dove accoglie, nella sua casa, gli esuli Confalonieri, Pellico e il giovane Cavour. Svolgono nuovi ruoli, come infermiere; fondano asili per gli orfani; combattono cavalcando come, a Milano, Cristina Trivulzio o sulle barricate come Teresa Durazzo Doria o Anita Ribeiro Garibaldi a Roma, oppure sostengono con la loro fede, destini di esilio e di prigionia, consegnando alla storia e al futuro dellItalia, un patrimonio di valori morali e civili che accompagner il faticoso percorso dellUnit. Nel 1848 la litografia facilita la diffusione dei ventagli patriottici che poi, tornato Radetzky, si camuffano in modo innocente e le signore li sfoggiano con stecche tricolori o con ritratti di Carlo Alberto con il motto Italia libera, Dio lo vuole. Perch la bandiera, con i suoi colori, pi che rappresentare un segno dinastico o militare era anche il simbolo di ideali di libert e indipendenza che si andavano formando non solo in Italia, ma anche in altre nazioni. Ideali soffocati dal Congresso di Vienna e dalla Restaurazione. Fu dunque negli atti risorgimentali, che caratterizzarono i primi decenni dell800, che il Tricolore divent lemblema della lotta e della libert. Cos per i moti mazziniani e per le imprese dei fratelli Bandiera. Il sentimento racchiuso nella bandiera italiana segner la Prima Guerra dIndipendenza quando Carlo Alberto adotter il vessillo insieme allo scudo dei Savoia e cos quando, nel 1861, fu proclamato il Regno dItalia, la bandiera, per consuetudine, continu ad essere quella del 1848. La sera del 6 Febbraio, 1847 nel corso della 22.a rappresentazione del Macbeth di Giuseppe Verdi la famosissima ballerina Fanny Cerrito

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fece la sua entrata in scena portando un velo bianco, rosso e verde. Lentusiasmo che questa comparsa suscit nel pubblico fu enorme, in un batter docchio le signore che erano nei palchi estrassero dai loro vestiti dei fazzoletti bianchi, rossi e verdi e li intrecciarono in modo da formare dei festoni tricolori lungo la linea dei palchi. Gli applausi si fecero sempre pi insistenti accompagnati da grida inneggianti allItalia. La storia del Risorgimento povera di eroine, ma sarebbe sbagliato non riconoscere i meriti di Virginia Oldoini Contessa di Castiglione. Fallite le trattative con la Francia, Camillo Benso Conte di Cavour, Ministro di Umberto Re di Savoia, affida a questa bella donna il compito politico di portare lalleanza della Francia allItalia. Lorgoglio stuzzicato e il gusto del potere lanciarono la bella contessa allassalto dellImperatore dei francesi. Gli abiti sontuosi, realizzati per lei dal sarto Worth, mettevano in evidenza il suo seno privo di busto, vanto della contessa e invidia delle ne-

miche. Abbinati al colore della lingerie, contribuirono a sedurre Napoleone che, particolarmente sensibile alla bellezze muliebre, non chiedeva di meglio, che saggiare anche quella splendida della Contessa di Castiglione. Il risultato fu un accordo importante per casa Savoia che, con i patti di Plombires del 22 luglio del 1858, potr estendere il suo potere in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. In cambio Nizza e Savoia -venduta allo straniero, dir Garibaldi - e un patto matrimoniale tra la figlia di Vittorio Emanuele ed il Principe Napoleone, cugino dellimperatore. Ma il nero era il colore pi usato: era il colore della guerra, della povert del lutto. Contrasto evidente con la dolce vita di coloro cui fu dato trascorrerla tra il lusso e lo splendore dei saloni sfolgoranti di luci e gli smaglianti, esaltanti, colori degli abiti delle signore dellalta societ. Mara Parmegiani

Il Quarto Stato - 1901- Olio su tela - Giuseppe Pellizza da Volpedo

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Donne delRisorgimentoFemminista ante litteram

Cristina di Belgioglioso

Aristocratica, intellettuale, femminista ante litteram, animata da una passione civile, patriota per vocazione e convincimento, preoccupata del benessere di chi la circondava (soprattutto gli umili), Cristina di Belgioioso sub critiche dure perch anticipava i tempi, provocando scandalo. Coraggiosa e irrequieta, dotata di indiscutibili qualit manageriali (in unepoca nella quale le donne svolgevano ruoli subalterni), colta e raffinata, amica di artisti e governanti, fu nemica, per tutta la vita delloppressore austriaco. Nacque a Milano nel 1808 da unillustre famiglia aristocratica, i Trivulzio, sposando nel 1824 Emilio Barbiano dEste di Belgioioso con una cerimonia in grande stile. La storia della principessa segnata da una salute debolissima (fin da bambina soffriva di epilessia) lottando con la sifilide, trasmessa dal marito Emilio. Malattia che la costrinse, per tutta la vita, a sottoporsi a cure mediche, studiandone lei stessa le cause e gli antidoti. Tutto ci non le impedir di distinguersi nei principali eventi del nostro Risorgimento al pari dei compagni uomini. Fu tra le adepte del Giardino, lassociazione carbonara femminile, dove tre era il numero sacro che moltiplicato per tre dava il numero delle affiliate che componevano lassemblea rituale. Questi gruppi femminili partecipavano allazione risorgimentale. La Maestra Giardiniera si distingueva portando uno stiletto tra calza e giarrettiera e, dopo le Cinque Giornate di Milano del marzo 1848, il cappello allErnani, divenuto assai popolare dopo la rappresentazione dellopera omonima. Donna coraggiosa e impetuosa svolse un ruolo importante nel Risorgimento italiano: esule a Parigi, sensibilizz lopinione pubblica (soprattutto intellettuali e artisti che frequentavano il suo salotto)

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sulla drammatica situazione italiana e sulla lotta disperata dei patrioti. Poi rientrata in Italia partecip, armi in pugno, al comando di duecento volontari da lei stessa arruolati alle Cinque Giornate di Milano; organizz e diresse lassistenza ai feriti durante la Repubblica Romana insieme con Enrichetta di Lorenzo, compagna di Pisacane, la marchesa Giulia Paolucci e lamericana Margaret Fuller; pubblic e diresse giornali che diffondevano le idee risorgimentali; in un paese lombardo costru case e scuole per il popolo. Fu anche unanticipatrice del femminismo. In un saggio pubblicato nel 1866 descrisse la condizione delle donne e propose obiettivi e soluzioni, trentanni prima che le suffragette infiammassero laltra met del cielo, invocando parit di diritti con luniverso maschile. Dedic tutta la sua vita - che fu affascinante e avventurosa - a combattere contro i soprusi e pregiudizi.

Mara Parmegiani

Abito tessuto con i colori del nostro tricolore indossato, nel 1862 da una nobildonna calabrese, per i festeggiamenti dellunit dItalia. Musei Capitolini collezione Mara Parmegiani

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Il Salotto di

Clara MaffeiElena Clara Maria Antonia Carrara-Spinelli nacque a Bergamo il 13 marzo del 1814 e mor a Milano il 13 luglio del 1886. A diciotto anni and sposa al conte Andrea Maffei, pi anziano di lei, celebre poeta e traduttore, ma uomo immaturo e superficiale. Matrimonio che si sciolse legalmente nel 1846, dopo 14 anni di unione, ma rest legata al marito da un rapporto di fraternaRitratto della contessa Clara Maffei

amicizia. Fu nel 1835 che la loro casa cominci ad accogliere,

soprattutto per merito della padrona di casa e delle amiche che, vicendevolmente le segnalavano ospiti illustri, personaggi di spicco del mondo artistico e letterario milanese, ma anche doltralpe. E quando nel 1842, i coniugi si trasferirono a palazzo Belgioioso, il salotto di Clara, intelligente e colta si fa portavoce dellinsofferenza milanese per il dominio asburgico sposando la causa del liberalismo lombardo e sostenendo la cospirazione antiaustriaca. Nel suo salotto passarono letterati, politici, patrioti, giornalisti, scrittori, come Zanardelli, Visconti, Venosta, Nievo, Boito, Praga, Mantegazza, Tenca, Tarchetti, Capuana, De Sanctis. I moti del Risorgimento scuotevano Milano: il caff della Peppina e il caff della Cecchina si guadagnarono la nomea di quartier generale delle dimostrazioni; le donne, Clara compresa, assistevano i feriti, procurando loro cibo e medicinali; i martinitt correvano da una parte allaltra di Milano a recapitare ordini e messaggi; i farmacisti fabbricavano polvere da sparo, mentre i colleghi oculisti si sistemavano in cima ai campanili per spiare le mosse del nemico.

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Lappartamento di Clara un via vai di esponenti gruppo damici che sapevano apprezzarla. politici vicini a Mazzini, che in quei giorni conci- Grazie a Garibaldi e allintervento degli eserciti tati decidono le sorti del paese. Nella sua casa: Specchi di Venezia, quadri a olio dellHayez, incisioni del Casamatta e ritratti damici insigni adornano le pareti. Nel suo salotto, per quasi mezzo secolo, si avvicenderanno glingegni pi brilpiemontese e francese, i milanesi poterono finalmente esporre su finestre e balconi la bandiera tricolore. E il 5 giugno 1859: la Lombardia annessa al Piemonte, e per le strade c chi esulta al grido di Viva il Re, viva lo Statuto, viva lItalia!. Nel salotto di

lanti dellOttocento, come DAzeglio, Carcano, casa Maffei, si balla la Marsigliese e si discute (in Grossi, Verdi (che le fu amico per tutta la vita), francese) dellimmediato futuro, spicca una fotoGiusti, Prati, Cattaneo, Tenca, giornalista, fonda- grafia con firma autografa di Napoleone III, che tore e direttore della rivista Il Crepuscolo, con il quale Clara ebbe unintensa amicizia che non tard a mutarsi in lunga e salda relazione amorosa, ma anche Listz e De Balzac, che cos la descrisse: La contessa era piccola, ma si sarebbe cercata invano una figura pi elegante, pi snella e pi morbida...e non era meno riccamente dotata sotto laspetto dellintelligenza e dello spirito. Aveva la battuta pronta, e sapeva raccontare con una grazia e un fascino infiniti. Fatta per brillare in pubblico, per attirare gli uomini pi raffinati, passava volentieri le sue serate in casa, circondata da un ristretto ha voluto cos ringraziare la contessa per limpegno dimostrato. Impegno politico e civile che consacrer Clara Maffei come una delle principali protagoniste del Risorgimento italiano. Donna discreta e riservata, ma intelligente, colta e decisa, Clara Maffei dimostr pubblicamente il valore politico delle donne del tempo, contribuendo a disegnare una pagina importante della nostra storia nazionale: il Risorgimento. Cos recita la lapide posta a Milano in via Bigli per ricordare linstancabile madrina dellUnit dItalia.

M. P. 13

Anita GaribaldiUNINDOMITAIndomita, combattiva, ribelle. Affascinante, bella, con lunghi capelli neri. Alta, col volto ovale, dai grandi occhi neri e i seni prosperosi. Cos descrive Garibaldi nelle sue Memorie la giovane Anita, mezza portoghese e mezza indiana, conosciuta in Brasile dove era giunto nella speranza di realizzare i suoi ideali di libert, combattendo per la causa repubblicana contro le truppe imperiali brasiliane. Leroe dei due mondi si innamor di lei appena la vide. Decise in quello stesso istante che doveva essere sua. Glielo disse spavaldamente in italiano, perch non conosceva bene il portoghese. Ma questo non spavent Anita, che fu ancora pi attratta da quel trentaduenne uomo italiano. Anita, il nome fu scelto da Garibaldi. Al secolo Ana (il nome completo Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva), nata nel 1821 a Morrinhos (Brasile), era chiamata con il diminutivo Aninhas. Garibaldi lo tradusse in italiano con Anita. E da allora cos sempre stata conosciuta. Per dieci anni fu la sua donna, la sua amante, la madre dei suoi quattro figli (una per mor ad appena due anni), ma soprattutto fu la compagna di tutte le

AMAZZONEsue battaglie. Di Garibaldi, Anita spos s luomo, ma anche tutti i suoi ideali. Forte di caratttere, decisa e coraggiosa, combatt non solo con gli uomini, ma come gli uomini e spesso fu anche esempio, sprone per i soldati a non lasciarsi vincere dallo sconforto. Di spirito libero, condivise la lotta contro limperialismo brasiliano per la libert del suo popolo, e non solo. Fu arrestata una volta e riusc a fuggire; la seconda volta non fu catturata per un pelo perch scapp a cavallo per i boschi con in braccio il figlio di appena 12 giorni! Era infatti unesperta cavallerizza. Si disse che insegn a Garibaldi a cavalcare, ma forse lo aiut solo a migliorare le sue capacit ippiche. I due si conobbero a Laguna, un piccolo porto brasiliano. Appena si videro, in qualche modo si riconobbero:restammo entrambi a guardarci reciprocamente come due persone che non si vedono la prima volta - scrisse Garibaldi - e che cercano nei lineamenti luna dellaltra qualche cosa che agevoli una reminiscenza , che appartenga al sogno. Ma di sogno non si trattava. Non si lasciarono mai pi. Lei, appena diciottenne, era gi sposata da quattro anni

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con un calzolaio. Non lo disse subito a Garibaldi perch di fatto si sentiva una donna libera. Del resto il matrimonio si era rivelato un disastro. Il marito di Anita era violento, vile, autoritario, costantemente ubriaco, la segregava in casa. Non era certo il tipo di Anita. A un certo punto si arruol con gli imperialisti, ma allarrivo dei rivoluzionari di Garibaldi, scapp e di lui non si seppe pi nulla. Nonostante i buoni propositi, la rivoluzione brasiliana fu un insuccesso, una vera e propria disfatta. La stessa popolazione non sempre fu riconoscente nei confronti delleroe. Alla fine gli imperialisti ebbero la meglio. Anita e Garibaldi fuggirono a Montevideo, in Uruguay, dove si sposarono. L rimasero sette anni, in cui nacquero gli altri tre figli, e vi condussero una vita relativamente tranquilla, con pochi mezzi, non certo agiata. Anita era abituata alle difficolt ed era indifferente agli agi e alle ricchezze. Garibaldi mantenne la famiglia impartendo lezioni di inglese e matematica. Ma non era sufficiente. Cos quando venne chiamato a difendere lUruguay dalle mire espansionistiche del Brasile, accett, Fu nominato colonnello e alla famiglia fu data una migliore posizione economica. In realt anche in Uruguay non riusc a fare molto. Montevideo rimase sotto assedio per otto anni. E quando, ad appena due anni, mor la figlia Rosita per unepidemia di scarlattina, Anita impazz dal dolore. Bisognava andar via di l. Dopo un po arrivarono notizie delle prime rivoluzioni europee. Garibaldi aveva gi i suoi contatti. E cos decisero di partire per lEuropa. Anita si imbarc per prima con i figlie e and a Nizza dalla suocera. Garibaldi la raggiunse qualche mese pi tardi. Poi da l andarono a Genova. Era il 1948. Gi lanno dopo i due erano di nuovo sul campo di battaglia a difendere Roma e la neo proclamata Repubblica Romana dagli attacchi dellesercito francese e austriaco che volevano ripristinare il potere papale. La resistenza fu eroica, ma

le forze avversarie erano nettamente superiori, per capacit e per numero. I garibaldini fuggirono, sparpagliandosi in strade diverse. Una fuga storicamente chiamata trafila. Garibaldi e Anita scapparono attraverso montagne e fiumi, a piedi o a cavallo. Fu unodissea. Anita era di nuovo incinta, al quinto mese di gravidanza. La marcia forzata la prostr troppo, le sue condizioni di salute peggioravano a vista docchio. Aveva fame e sete e aveva la febbre alta. Perse conoscenza. Garibaldi e i suoi amici la trasportarono in una cascina a Mandriole di Ravenna. Chiamarono un medico, ma quando arriv Anita era gi morta. E con lei il suo bambino. Aveva solo 28 anni (4 agosto 1949).Nel posare la mia donna in letto racconta Garibaldi scoprii sul suo volto la fisionaomia della morte. Le presi il polsopi non batteva! Avevo davanti a me la madre dei miei figli chio tanto amavo! Cadavere! Garibaldi non voleva abbandonarla, ma con la morte nel cuore fu costretto a seppellirla velocemente sotto la sabbia e a riprendere la fuga per non essere catturato dalla polizia papalina e dalle truppe austriache. Dopo sei giorni un gruppo di ragazzini per caso scopr la salma di Anita. Venne riconosciuta come la donna che accompagnava Garibaldi e sepolta in un cimitero. Il suo corpo verr poi riesumato ben sette volte. Dieci anni pi tardi Garibaldi fece trasferire le sue spoglie a Nizza. Ma nel 1932 furono definitivamente poste nel basamento del monumento equestre eretto in suo onore sul Gianicolo, a Roma. Garibaldi prosegu la sua missione. Lo doveva non solo a se stesso, ma anche a lei che non si era mai fermata di fronte a nulla. Prima esule a New York, quando torn sostenne il regno sabaudo, tratt con il Conte di Cavour, arruol i mille garibaldini con le camicie rosse e il 5 maggio 1860 part da Genova verso Marsala, in Sicilia. Da qui inizi lunit dItalia.

Cristina Guerra RAI TG1

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Virginia Elisabetta

OLDOINI

La Contessa di CastiglioneSoprannominata Nicchia(per il suo modo di rannicchiarsi), Virginia era bellissima e intelligente: alta, bionda, occhi verdi profondi e vellutati. Col tempo si sarebbe conquistata la fama di donna pi bella dItalia e dEuropa e sarebbe riuscita a far risaltare il suo fascino con abiti audaci, strani, a volte spettacolari, che non indossava mai pi di una volta. Adorava i colori lilla, indaco, malva e violetto. Ci che ha sempre colpito gli storici come la contessa riuscisse a combinare unindole passionale con un atteggiamento di lucida freddezza. Difficile dire se am mai veramente qualcuno. Non ancora diciassettenne spos il conte Francesco Verasis di Castiglione Tinella e di Costigliole dAsti, cugino di Camillo Benso di Cavour che non rimase mai indifferente alla sua bellezza e alla sua singolare vocazione allintrigo. Fu cos che decise di ricorrere a lei per sedurre Napoleone III e avvicinarlo alla causa risorgimentale. Il Conte di Cavour sapeva benissimo che senza laiuto della Francia, nessuna indipendenza dallAustria sarebbe stata possibile. N si sarebbe potuto eliminare lo Stato

Pontificio che ancora occupava tutto il centro Italia. Fu dunque lui a proporle una missione alla corte francese di Napoleone III, per perorare presso limperatore lalleanza franco-piemontese. Voi brillerete a Parigi come attualmente brillate a Torino. Avrete Napoleone ai vostri piedi. Egli far ci che vorrete. : Cercate di riuscire, cara cugina, con il mezzo che pi vi sembrer adatto, ma riuscite! Il tessitore dellunit italiana scrive poco dopo: Una bella contessa

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stata arruolata nella diplomazia piemontese. Io lho invitata a civettare, se le riesce, a sedurre limperatore. Ieri con discrezione ha cominciato la sua missione, al concerto delle Tuileries. E la contessa, una grande donna che sapeva far cadere ai suoi piedi gli uomini incantati dalla sua bellezza, sapeva a trattare di politica e di affari con estrema naturalezza, che aveva la conoscenza delle lingue, part alla conquista di Parigi e dellImperatore. Il suo ingresso nella corte parigina fu spettacolare, esaltato da abiti e acconciature destinate a rivoluzionare la moda femminile. Virginia fu per due anni protagonista della vita mondana e sociale, ma anche politica e diplomatica, della capitale francese. E naturalmente Napoleone III non resistette al fascino di questa Mata Hari del Risorgimento.

Dopo mezzora damore nella camera azzurra del castello di Compigne, la missione di Virginia era compiuta. E fu cos che divenne una delle poche donne in grado di svolgere una funzione politica nel Risorgimento, non solo con linfluenza personale sullimperatore Napoleone III, ma per linsieme di rapporti con gli ambienti della corte e per la trasmissione di preziose informazioni allambasciatore piemontese Nigra. Virginia Oldoini fu al centro delle complesse relazioni diplomatiche che in quel momento legavano lItalia alla Francia, culminate nellinvito a Cavour a partecipare al congresso di Parigi del 1856, di cui le viene attribuita parte del merito. Fino alla seconda guerra dindipendenza, che rappresent il capolavoro dellazione diplomatica di Cavour, la contessa continu a lavorare come agente del Regno Piemontese, poi tra alterne fortune, ma ormai irrimediabilmente passata di moda nel bel mondo, si divider tra lItalia e la Francia, per stabilirsi definitivamente a Parigi. Avr ancora un ruolo politico durante la guerra franco-prussiana, adoperando le proprie vastissime credenziali per mitigare le pretese dei vincitori ai danni della Francia. Molti anni dopo mentre faceva salotto, ammirando una camicia da notte verde acqua custodita gelosamente in unampolla di cristallo, diceva agli ospiti che era quella la vera bandiera italiana! Alla sua morte i servizi segreti sabaudi bruciarono tutti i documenti che la riguardavano, lasciandosi per sfuggire lettere, diari e memoriali, grazie ai quali si potuta ricostruire una pagina di storia italiana.

M. P.

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Antonietta

DE PACELa Rivoluzionaria GallipolinaTra le donne che hanno fatto lItalia accanto agli uomini, un posto di riguardo spetta sicuramente ad Antonietta De Pace che il 7 settembre 1860 sfilo al fianco di Giuseppe Garibaldi, insieme ad Emma Ferretti, nel momento del trionfale ingresso delleroe dei due mondi a Napoli. Antonietta De Pace nasce a Gallipoli, il 2 febbraio 1818, da una famiglia ricca e nobile. Il padre banchiere e la madre di origini aristocratiche. Bella e fiera, non tollera le ingiustizie sociali e la sua anima generosa si rivela gi a tredici anni quando si rende conto delle condizioni di vita durissime dei contadini che lavorano nelle campagne di Ugento: la malaria, il tifo, la tubercolosi sono le malattie pi diffuse dovute alla presenza delle paludi infette, dalla mancanza di acqua potabile sostituita dallacqua putrescente delle cisterne, dalle condizioni igieniche precarie aggravate dallalimentazione insufficiente. Lanima di Antonietta sensibile contro quelle che le sembrano terribili sventure aggravate dallingiustizia sociale e, ancora adolescente, viene a contatto con un altro episodio che la porter ad intervenire in prima persona in difesa dei deboli e degli oppressi:una donna, Tonina, detta la donna del Pilone vive come una belva ferita a causa del marito che la costringe a stare fuori da casa dove lei si costruita un riparo con tavole e canne e spesso la bastona selvaggiamente, dandole da mangiare i propri rifiuti che lei non riesce a masticare poich senza denti. Antonietta le regala vestiti, del cibo ed un temperino per tagliuzzare il cibo e poterlo ingoiare. Con quel coltello per, la donna aggredisce ed uccide il marito. Antonietta ne rimane sconvolta e decide di studiare Legge per poter lottare contro la miseria morale ed economica della societ a lei contemporanea ed in particolar modo per dare voce a tanti derelitti, donne, bambini, privi di mezzi di sussistenza ed incapaci di reagire dinanzi allingiustizia sociale. Ma il destino cospira contro di lei e suo padre muore consumato da una malattia misteriosa, lasciando la famiglia nella dolorosa scoperta della rovina finanziaria. In realt tutto stato architettato dalla mente diabolica di un figlio adottivo nonch segretario del padre in combutta con lamministratore dei beni della famiglia De Pace. Nel 1830 iniziarono i tentativi rivoluzionari della Giovane Italia che culminarono con la tragica morte dei fratelli Bandiera in Calabria, nel 1844. Nel 1848. Antonietta sulle barricate, travestita da uomo, al fianco di Giuseppe Libertini e con una repressione durissima: viene arrestato anche il cognato Valentino che, condotto nel terribile carcere in celle fetide, buie e senzaria, muore per collasso cardiaco invocando laria. Antonietta non si d per vinta; sotto lo pseudonimo di Emilia Sforza Loredano mantiene i collegamenti tra i mazziniani di Puglia e quelli delle altre regioni italiane, si affilia ad un gruppo mazziniano che fa capo al tarantino Nicola Mignogna e cospira contro i Borboni fino al momento del suo arresto, avvenuto nel 1855. La coraggiosa donna viene segregata per 15 giorni, in uno stanzino di un metro quadrato costretta a non riposare e a non muoversi neanche per i propri bisogni dal crudele commissario Campagna che, per non ottiene da lei alcuna confessione. Tradotta in un tetro carcere femminile, per quasi due anni, sottoposta a ben 46 udienze che si concludono con la scarcerazione essendo tre giudici su sei, contrari alla pena di morte. Esce dallesperienza prostrata nellanimo e nel fisico ma nellottobre del 1858, la ritroviamo intenta a raccogliere fondi, armi ed adesioni per Garibaldi, diffondendo il giornale rivoluzionario Lordine, stringendo amicizia con altre celebri e coraggiose donne tanto da dare vita, a Napoli, ad un circolo caratterizzato dalla presenza femminile. Limpresa dei Mille vicina, Antonietta si reca a Salerno dove Marciano presiede un comitato dazione per la liberazione del Regno e dove Garibaldi giunge poco dopo, affermando, dopo aver saputo della dura esperienza di Antonietta de Pace: Sono felice di essere venuto a spezzare le catene ad un popolo generoso, il cui governo non aveva rispetto nemmeno delle donne! Nel 1862 con le sue nobili e valorose compagne di battaglia, si impegna a raccogliere fondi per la terza guerra di indipendenza. Garibaldi scrive ancora: Grazie a voi, grazie alle nobili vostre amiche. Degno del vostro cuore il generoso sussidio mandato ai miei compagni. Voi donne, interpreti della divinit presso luomo, molto gi avete fatto per lItalia: molto ancora dovete operare per lavvenire. Molto confido nelle donne di Napoli. Vi accludo rispettosi ed affettuosi saluti. Gli anni seguenti sono quelli della spinosa questione pontificia; Roma ed il papa non possono essere toccati senza incorrere nellira e nelle armi dei francesi di Napoleone III. Nellagosto del 1891 Antonietta per lultima volta nella sua Gallipoli dove partecipa con gioia ma anche con la mestizia di un presagio di morte, alla pesca notturna nelle acque prospicienti al castello. Lanno successivo si ammala ed il 4 Aprile del 1893, spira tra le braccia delladorato marito, nella residenza estiva di Portici, vicino a Napoli.

Costanza Cerioli

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Giuseppa

BOLOGNARAPatriota CatanesePeppa, olio su tela (1865) di Giuseppe Sciuti

L8 aprile del 1860 scoppiarono a Catania gravi tumulti a cui fecero eco Palermo e Messina. Tremila catanesi armati scesero in piazza al grido viva Palermo, viva lunit dItalia, viva Vittorio Emanuele II. Ci furono scontri tremendi tra gli insorti e le truppe borboniche e i Siciliani si infiammarono per lo sbarco a Marsala di Garibaldi, con le sue camicie rosse. I patrioti si annidavano in tutte le case mentre le milizie borboniche si erano barricate nella piazza dellUniversit. A questo punto entra in scena Giuseppina, una coraggiosa popolana analfabeta originaria di Barcellona Pozzo di Gotto, nata nel 1826 o nel 1841, figlia dignoti o frutto di avventure amorose. Si dice che avesse il volto devastato dal vaiolo e che era legata ad un suo compagno di avventure, il giovanissimo Vanni Lintrepida donna, che per i catanesi fu e rimarr sempre Peppa, a cannunra: rimane una delle figure pi care dellinsurrezione del 31 maggio. Allalba le campane delle chiese del Borgo suonarono a distesa: la rivolta comincia. Altri rintocchi fanno eco dalla chiesa del Carmine. I borbonici sono allerta: I mille insorti adunati a Mascalucia scendono in citt. Al Borgo il primo contatto con i cavalleggeri borbonici. Partono le prime fucilate mentre bandiere tricolori spuntano sui balconi. La cavalleria indietreggia precipitosamente fino a piazza Universit e salta dietro le barricate attorno alle quali presto si accender una lotta accanita. Ecco, ora, inserirsi nella lotta lintrepida popolana Peppa I napoletani, colti di sorpresa tra le vie della Loggetta e Mancini, ripararono dietro le barricate tra lUniversit e il Municipio, lasciando su via Euplio Reina diversi caduti e un pezzo di artiglieria, di cui gli insorti non riuscivano ad impossessarsi per i continui colpi di archibugio, ma che Peppa riusc a tirare a se avvalendosi di un cappio ottenuto da una robusta fune, trascinandolo alle

spalle delle truppe borboniche. Spargendo della polvere pirica sul cannone attese la carica della fanteria borbonica; dando fuoco alle polveri, procurando tanti feriti che, storditi, si lanciarono alla carica, sicuri di riguadagnare il pezzo perduto. I rivoluzionari per ebbero paura e abbandonarono le armi, lasciando il terreno di combattimento. Ma Giuseppa Bolognara rest impavida, al suo posto, e con grande sangue freddo improvvis uno stratagemma, dando nuova prova del suo meraviglioso coraggio. Diede fuoco alla carica con grave danno degli assalitori e riusc a mettersi in salvo. Le epiche gesta dellamazzone risorgimentale furono riportate anche dai giornali stranieri e, per i suoi atti di eroismo, Beppa la cannoniera ebbe assegnata dal Governo italiano la medaglia dargento al valore militare e una pensione di 9 ducati mensili dal Comune di Catania; pensione che, pi tardi, come risulta dai documenti, fu tramutata in una gratifica, per una sola volta, di 216 ducati. In seguito le fu assegnato il compito di vivandiera della Guardia Nazionale e prese parte allespugnazione di Siracusa vestendo, da quel momento, abiti maschili. Leroina pass il resto della sua vita comportandosi eroicamente nel nuovo ruolo assunto, felice di poter fumare la pipa, giocare a tresette nelle bettole, e bere un bicchierotto di vino paesano. Caduta nelle mani degli usurai mor tra il 1884 e il 1900.

Marco Alfonsi

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noi credevamo

Come allora, cos oggi un senso di rassegnazione nichilista. Il passato ritorna.

Giovani meridionali, antiborbonici e circoli intellettuali di esuli patrioti a Parigi e a Londra aspirano a quello che poi verr denominato Risorgimento, ma che ora appare come mero terrorismo per combattere e incrinare la forte repressione esercitata sul popolo dai Savoia. Il romanticismo nobiliare non sente (non sente?) le plebi rivoltose, i salotti aristocratici non sentono (non sentono?) le esecuzioni in piazza, e pure risuonano, echeggiano e sono alte nellaria le note delle sonate di Bellini. Echeggiano le imboscate sullAspromonte, splendono le baie italiane e scintillano, risuonano sordi i tonfi delle prigioni cavernose. Mazzini, Crispi: il Risorgimento destrutturato da Martine e de Cataldo somiglia ad uno sceneggiato o a un romanzo di fantascienza. Presentato al Festival di Venezia 2010, nelle sale in versione ridotta. E un affresco cupo che fa intuire ascoltare, sentire il sussurro del complotto, linganno della politica, il peso insostenibile e pesantissimo del dominio sociale. Questo teatro in cui si rappresenta le scena antico, vecchio, dalle stoffe consumato, con le macchie alle pareti, ma da esso si leva un coro possente dove emerge sopra tutti gli altri Tony Servillo. Tutto il film immerso in un senso di destino avverso, di ideali disillusi, di violenta rassegnazione nichilista. Una sensazione familiare, attuale.

Italia Francia 2010 Regia di M. Martone Cast: G. Di Cataldo Luigi Lo Cascio Tony Servillo Luca Zingaretti Distribuzione: 01 Genere: storico

Valentina Cardile

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SALDI CHE PASSIONE!

GENNAIOMESE DI SALDI

Gennaio mese di saldi, mese di buoni affari: nei negozi di tutte le citt dItalia le vetrine vantano prezzi super-scontati su ogni genere di capo di abbigliamento, accessorio e oggetto di design. Abbiamo atteso, abbiamo osservato mille volte quel capo, quel paio di scarpe, abbiamo resistito gi sapendo che il prezzo non facilmente raggiungibile dal nostro portafoglio sarebbe immancabilmente calato. Loggetto dei nostri sogni fortunatamente ci ha atteso ed eccolo di nuovo nella sua veste abbordabile. Entriamo finalmente nel negozio, lo af-

ferriamo, ma qualcosa ci invita alla prudenza; siamo sicuri che si tratta proprio di quello che avevamo inseguito? E il prezzo originale corrisponde davvero a quello che avevamo gi notato? E lo sconto davvero quello che sui giganteschi cartelli promozionali ci promettevano? Meglio, controllare! Meglio non farsi incantare dalle sirene Comunque, per i patiti dello shopping scontato, per quelli che amano frequentare tutto lanno gli outlet, qualche consiglio pu essere gradito: meglio limitarsi allacquisto di qualcosa che davvero ci

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sia utile, che abbiamo davvero desiderato, di qualcosa che poi non metteremo nel dimenticatoio con altri sprechi. Se proprio non sappiamo rinunciare, meglio allora scegliere una borsa, un accessorio che per sua natura sia destinato a durare nel tempo e che resista al vertiginoso mutare delle mode. Meglio scegliere un classico come il pull-over o il cardigan, il trench impermeabile, la sacca da viaggio, la valigia per le vacanze, la cartella da lavoro. Sarebbe opportuno non avventurarsi in capi dabbigliamento stravaganti che potrebbero poi farci pentire daverli comprati. Le stravaganze spesso arrivano dai famosi fondi

di magazzino, rutilanti, accattivanti sperando di rivedere la luce grazie alla nostra euforia del risparmio. Le stravaganze, in genere, si accompagnano a quella robetta che non vuole mai nessuno e che, giusto durante i saldi, trova pronta la nostra debolezza.

Hlne Blignaut

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BENTORNATOCera una volta il Bon Ton, cerano i grandi couturier della moda che dettavano stili e stilemi, quei tessuti, quelle geometrie, quei grafismi che sapevano far elegante una donna e un uomo.

TON

BON

Cerano le grandi firme che creavano architetture perfette, curatissime in ogni minimo dettaglio. Cerano le sarte e le sartine che sapevano confezionare magnificamente tailleurs, camicie, pantaloni e giacche. Che amavano lavorare sullo sbieco e con le pieghe, che erano maniache delle fodere, dei bottoni e delle asole rifinite a mano, dei ganci, delle spalline, degli orli fatti a mano, delle etichette ben cucite allinterno del capo.

Poi, esplose lattitudine alla creativit libera con drastici deragliamenti da tutto ci che era rigore: mode divertenti, supersexy, casuali, grunge, militari, animalier, luccicanti, brillanti, doro e dargento; mode strappate, lacerate, osate fino allinverosimile, ma con il vantaggio di una reale libert dinterpretazione della propria immagine. Nel senso che ciascuno

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finalmente poteva davvero vestirsi come meglio gli pareva senza essere additato, tacciato di ineleganza. Al contario, pi creativo era il look e pi modaiolo appariva. Ma che cera di male? Anzi! Solo che quellinevitabile rappresentazione del s che labito aveva smarrito ormai ogni armonia e qualcuno temeva per sempre Poi, una schiarita, unimprovvisa voglia di quiete, di ritorno alla calma, un nuovo desiderio di linee esatte, di contro-riforma ed ecco magicamente spuntare allorizzonte i classici tubini, le giacche piccole e ben tagliate, i cappottini dritti e in misura, le camicie semplici possibilmente bianche, i pantaloni a sigaretta. Ecco la nuova stagione del Bon Ton con un debito fortunatamente mai saldato con quel Monsieur De Givenchy che seppe rendere magnifico il corpo lungo e spigoloso di Audrey Hepburn. Un ritorno che non una scimmiottatura di unaltra epoca, che non nostalgia: semplicemente voglia di eleganza e di sobriet.

C.V

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Roma by nightGiancarlo Sirolesi26

Abiti da assaporare, il calendario realizzato dallassociazione Creazione e Immagine corredato da ricette che celebrano la tradizione gastronomica italiana

Un evento imperdibile per i professionisti del circolo del golf di Fioranello per le grandi gare di Natale.

GRANDE SUCCESSO DELLA MODA ITALIANA IN BRASILE

a cura di

Il bellissimo evento a Brasilia con il riconoscimento dellOPE al nostro ambasciatore Gherardo la Francesca e la sfilata di abiti vintage.

Il dinamico autore Luca Mangione in piena attivit

Mattia Poggi, Valeria Monetti e Mara Parmegiani, conduttori in prima serata su SKY Arturo 138

Denny Mendez e lautore Alfonso Stagno in pausa

Il prof. Giuseppe Mennini e Mara Parmegiani al Gilda per la sfilata di Charlottemborg Pet Moda, noblesse obblige

La contessa Patrizia de Black

La duchessa Silvana Augero

La principessa Olimpia Colonna e il principe Guglielmo Giovannelli

La principessa Boncompagni Ludovisi

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Arte

LALTRO RINASCIMENTODI LUCAS CRANACH ALLA GALLERIA BORGHESEE in mostra alla Galleria Borghese, fino al 13 febbraio, una singolare esposizione che mette a confronto due visoni del tutto opposte del Rinascimento. Da una parte le opere dellartista tedesco Lucas Cranach (1472-1553), esposte per la prima volta in Italia, e dallaltra la ricca produzione degli artisti locali, classici, come Lorenzo Lotto, Giovanni Bellini, Raffaello. Latmosfera delle opere dellalgido artista tedesco, caposcuola della pittura rinascimentale del Nord Europa, cupa ed in netto contrasto con la luminosit delle opere dei nostri pittori. Le differenze tra i due stili sono cos evidenti che, percorrendo le Sale che ospitano la mostra, non si fa fatica a classificarle al primo colpo docchio. Le opere sono divise per temi, sei sezioni che descrivono i ritratti, il potere delle donne, la sensualit femminile, lartista di corte, la fede. Lultima sezione dedicata alle stampe. Le 45 opere, eseguite ad olio di cui dieci con la tecnica xilografica, provengono dalle maggiori collezioni pubbliche e private di tutta Europa. Il percorso espositivo parte da Venere e Amore che reca il favo di miele, dipinto da nel 1531. Una figura longilinea, nuda con un cappello in testa, appoggiata ad un tronco dalbero, con un puttino con un favo di miele in mano. Il singolare ritratto, si rif alliconografia dei grandi pittori italiani, ma allo stesso tempo unopera innovativa, infatti, lautore considerato un modernizzatore della pittura fiamminga dipingendo donne nude e seminude, sia in situazioni sacre sia profane, dando sempre alla figura femminile una forma allungata, privandola quasi della struttura ossea. Lartista tedesco ricordato anche come lartista della riforma luterana perch fu grande amico di Martin Lutero. Info: Museo della Galleria Borghese Tel. 06 32810

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CINEMA

STANNO TUTTI BENE EVERYBODYS FINEUSA/ Italia 2009 Regia e Sceneggiatura di Kirk Jones Cast: Robert De Niro Drew Barrymore Distribuzione: MedusaConsiderata la delicatezza sensibile ed effimera dello sguardo spaesato, fisso, incredulo che traspariva dagli spessi occhiali da presbite dellinimitabile Mastroianni mentre ci sussurava, confortando soprattutto se stesso, che STANNO TUTTI BENE e a tutti noi pareva di aver udito male, pareva ci avesse intimato: GUARDATE CHE NON VERO, STANNO TUTTI MALE, considerata, dicevo, questa effimera delicatezza, eravamo sulle spine nellosservare come Kirk Jones si sarebbe destreggiato in equilibrio in questo difficile remake. Eppure, lautunnale amarcordiano viaggio di un anziano dal cuore troppo grande, troppo triste, troppo malato, troppo carico di speranza, troppo facile da deludere scorre con tranquillit e rassicurante decisione. Il film tocca le corde della stretta del cuore, del bisogno umano, della speranza ben (mal) risposta, del padre e del figlio, del sogno americano e della carriera, della conquista dei figli con regali tangibili. Di conseguenza il film riflette sul capitalismo e i suoi limiti dimostrando quanto la crisi della societ economica moderna possa trovare un sostituto solo SE e QUANDO parta dalla sincerit. Sincerit che Robert De Niro, limitando le smorfie e non scivolando nel patetismo, prima ricerca, poi domanda, poi insegue, poi pretende ed infine ottiene. La corda giusta della sincerit contrapposta al pericolante capitalismo va certamente a somigliare al Melodramma Familiare, ma con esso egli utilizza il simbolo della famiglia per specificare quanto le ambizioni sociologiche siano risibili. Everybodys fine, si pu finalmente dire, forse, con buona pace di Mastroianni.

Valentina Cardile

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CAPRICORNOIl Capricorno inizia il 2011 con una stagione di radicali cambiamenti che durer molto tempo. Un periodo in cui avrete bisogno di affidarvi pi alla razionalit che ai sentimenti come avete erroneamente fatto finora. Le posizioni planetarie sono favorevoli in quanto il Capricorno, segno cardinale come lAriete, beneficier del positivo ingresso di Giove nel suo segno amico con un forte impulso positivo gi nelle prime settimane dellanno. Soprattutto per le donne Capricorno che vedranno finalmente coronato il proprio sogno damore. Chi non ha una relazione stabile, molto presto far un incontro importante quindi attenzione, perch chi non abituato a relazioni fisse e durature, forse questa volta dovr rivedere il proprio punto di vista! Saranno favoriti i viaggi, anche lunghi, e avranno buona sorte tutte quelle scelte che potranno comportare un mutamento importante nelle vostre abitudini, tali da portare significativi cambiamenti tanto nel settore sentimentale come in quello professionale. DENARO Se lo vorrete, il 2011 potrebbe essere lanno ideale per crearvi, un futuro su misura per voi, che dovrete soltanto trovare il coraggio di fare quel passo in pi e investire quanto necessario, con un occhio particolare al settore immobiliare e alle opportunit che vi offre per una soluzione abitativa finalmente stabile. Siderio

...il libro del Mese!Rubare un mestiere impegnativo. Ci vuole gente seria, mica come voi. Voi al massimo potete andare a lavorare. Marcello Mastroianni - I soliti ignoti Il libro La giustizia umana, i magistrati, gli avvocati, gli imputati, le parti in causa, i processi sono tra gli argomenti maggiormente presi di mira dalla satira, dallopinione pubblica, dai pensatori di ogni epoca. Da maestri della risata come Woddy Allen, a filosofi come Thoma Hobbes, passando per personaggi politici come Otto von Bismarck e cantanti come Bob Dylan, ecco unampia scelta di aforismi, citazioni e battute fulminanti sul tema. Un libro per imparare, ridere e riflettere.Prezzo: 6,90 euro Pagine: 141

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