CC1ACAOR Chiese N.calcedoniane

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    A. JOOS (CC1ACAOR) (edizione 2010)CHIESE CRISTIANE OGGI: UN PANORAMA ECUMENICO.

    SITUAZIONE E PROSPETTIVE OGGI

    PARTE I. LE CHIESE DORIENTE

    SEZIONE A.LE (ANTICHE) CHIESE (NON

    CALCEDONENSI) DORIENTE

    INTRODUZIONE. IL SUPERAMENTO DEI

    CONTRASTI DI CALCEDONIA

    Gli appellativi possono essere diversi ma queste Chiese vogliono essere riconosciute come

    originarie e presenti dallinizio nel mondo delloriente 1. Il problema fondamentale rimane quellocristologico, nei sviluppi dottrinali impostati dai 7 concili ecumenici del primo millennio. In vista di

    una riconciliazione con le tradizioni antiche orientali, la soluzione maggiore quella di riconoscere

    lassenza di errore dogmatico nellintuito non calcedonense di queste tradizioni ecclesiali 2. Tale

    posizione stata confermata da diversi responsabili della Chiesa cattolica di comunione romana,

    particolarmente nel 15 centenario del concilio di Calcedonia 3. Con il concilio di Calcedonia, siamo

    1 Cfr R. G. Robertson, The Eastern Christian Churches, Roma 1993; D. Attwater, The Christian Churches of the East, Milwaukee Wisconsin

    196; H.-D. Dopman, Il Cristo dOriente, Genova 1994, pp. 281-302.2 J. Willebrands, Commentaire sur la Dclaration commune du Pape Paul VI et du Patriarche Ignace Jacoub III, in Information Service, 1972,

    n 17, p. 6: d) Outre l'importance immdiate que ce point de la dclaration commune revt pour les deux Eglises en question - etindirectement aussi pour les autres Eglises orthodoxes non-chalcdoniennes - il est d'une grande importance de principe. Nous avons en

    effet ici un exemple concret qui claire les affirmations connues du pape Jean dans son discours d'ouverture du Concile, reprises ensuite par

    la Constitution conciliaire Gaudium et Spes (cf. N. 44): Autre est la substance de l'antique doctrine du depositum fidei et autre la manire

    de l'noncer, videmment dans une pleine adhrence au sens et la pense ( eodem sensu eademque sententia).3 J. Willebrands, Commentaire sur la Dclaration commune du Pape Paul VI et du Patriarche Ignace Jacoub III, in Information Service, 1972,

    n 17, pp. 4-5: Dans les relations de lEglise catholique avec ces anciennes Eglises cest--dire l'Eglise armnienne orthodoxe, l'Eglise

    syrienne orthodoxe, auxquelles se rattache l'Eglise orthodoxe en Inde, puis l'Eglise copte orthodoxe d'Egypte et l'Eglise d'Ethiopie - dans

    toutes ces Eglises je vois aussi un exemple, un signe de ce que j'ai dit, c'est--dire que le rtablissement de l'unit est avant tout l'oeuvre de

    la grce divine. La sparation entre elles et les autres chrtiens a dur pendant quinze sicles. Rares et plutt isols ont t les contacts

    pendant cette longue priode et ils n'ont jamais conduit un effort continu vers l'unit. Il me semble presque miraculeux que depuis le II

    Concile du Vatican nos relations avec ces Eglises se sont dveloppes si rapidement et intensment et dans un esprit si sincre et fraternel

    que tout ceci manifeste la prsence du Christ parmi nous.... Dj, en 1951, le Pape Pie XII, dans la commmoraison du quinzime centenaire

    du Concile de Chalcdoine, affirmait dans l'Encyclique Sempiternus Rex que l'opposition, au moins chez certains, au Concile de

    Chalcdoine concernait plutt les paroles que la substance de la doctrine de la foi. Il prcisait: mme maintenant certaines communauts enEgypte, en Ethiopie, en Syrie, en Armnie et ailleurs, dans la dfinition de la doctrine sur l'Incarnation du Seigneur, semblent ne s'carter

    qu'en parole de la doctrine exacte (verbis praecipue a recto tramite deflectere videntur:Act. Ap. Sed. 43, 1951, 636).

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    al centro di un confronto che prender delle tonalit estremamente polemiche tra 'non

    calcedonensi' e 'calcedonensi'. Tra i vari autori ortodossi russi di maggiore spicco, Vl. Solov'v

    sembra essere il teologo che meglio comprese ed interpret le ragioni profonde del contrasto

    come confronto iniziale tra messaggio cristiano e contesto inter-religioso dell'oriente, e

    particolarmente nella priorit radicale riconosciuta in oriente allintento divino su quello umano 1.

    La questione inderogabile, per il nostro teologo appare essere la legittimazione cristiana comevalore riconosciuto da parte delle altre religioni dell'umanit: come riconoscimento, cio, della

    originalit e della specificit cristiana. Ecco che pu essere intuito il nodo centrale della

    prospettiva 'orientale' sulla presentazione meditata della rivelazione: quello della 'incarnazionalit'

    dove n il divino n l'umano vengono menomati, l'uno a discapito dell'altro...

    LA DISCUSSIONE DOTTRINALE PRIMA DI CALCEDONIA

    La ricerca storica contemporanea, dagli scritti pervenutici 2, riconsidera il confronto tra

    Nestorio (cos come viene presentata dai suoi avversari) con Cirillo di Alessandria. Secondo questo

    modello, la cristologia di Nestorio conterrebbe le seguenti tesi: a) affermazione dei due figli inCristo, il Logos divino e luomo Ges: b) riproposizione delladozionismo di Paolo di Samosata,

    con la considerazione di Ges semplice uomo e tempio della divinit; c) presentazione

    dellunione del Logos con luomo Ges come puramente estrinseca, morale, per grazia. Nestorio

    neg sempre e recisamente la fondatezza di queste accuse. Egli era, invece, preoccupato di

    salvaguardare lintegrit della natura umana, compromessa dallapollinarismo, e di rivendicare la

    pienezza. contro gli alessandrini che la riducevano a un mero strumento passivo del Logos. In

    secondo luogo egli ribad sia la distinzione delle propriet delle due nature, sia la loro unit,

    rifiutando laccusa di predicare due Cristi. Present, poi, lunit delle due nature in Cristo non col

    termine hnosis ma con quello di synapheia (= congiunzione), per evitare il pericolo dellamescolanza. Parlando anche di unione per compiacenza, non intendeva essere adozionista,bensi sottolineare la volontariet dellunione del Logos con la sua natura umana. Per esprimere,

    infine, la distinzione e allo stesso tempo lunit della divinit e dellumanit nel Cristo, egli

    adoper il linguaggio tipico della scuola antiochena:uomo assunto dal Logos, che vi abita come in

    un tempo. Dal suo punto di vista, quindi. Nestorio non poteva accettare la formula cirilliana della

    mia physis, che gli appariva insufficiente ed esposta allerrore apollinarista. Egli comunque

    ritenne lunit ontologica della persona di Cristo, che esternamente si manifestava con un solo

    1 . / Vl. Solov'v, / La grande controverse et la politique chrtienne, 1967 /

    Paris 1953, . 30 / S. 231: (NB Questo brano non appare nella versione russa ulteriore . / Vl. Solov'v, / La grande controverse et la politique chrtienne, 1967 / Paris 1953, . 37-86)): In den Religionen des

    Ostens tritt die tiefste Unterordnung des menschlichen Prinzips unter das gttliche zutage; doch war diese Unterordnung nur eine passive,

    da das menschliche Prinzip der Freiheit und Selbstndigkeit beraubt war. Anderseits fand der Westen, dem es beschieden war, das reine

    Prinzip der Freiheit zur hchsten Entwicklung zu fhren, nicht den Weg zum lebendigen Gott und vermochte nur den unbekannten Gott

    anzubeten (Acta Apostolorum XVII, 23). Nur ein Volk der Alten Welt -das hebrische- vereinigte in seiner Religiositt das lebendige und

    intensive Gefhl seiner unzerreissbaren Verbindung mit Gott und eine hohe Energie des menschlichen Prinzips, das sich seiner sittlichen

    Freiheit bewusst war. Diese in der Religiongeschichte der Alten Welt einzig dastehende Vereinigung erklrt es auch, warum die positive

    Offenbarung sich ihr nationales Organ im hebrischen Volke gewhlt hat.2 Cfr 1) Alcune lettere, omelie e frammenti del periodo della controversia e il tardivo Libro di Eraclide, composto tra il 449 e il 451 e

    testimone forse di una certa evoluzione del suo pensiero: 2) Per le interpretazioni ancora divergenti che di Nestorio danno gli studiosi della

    cristologia patristica. soprattutto dopo la rivalutazione di Nestorio iniziata dal Loofs agli inizi del nostro secolo e continuata dalle ricerche

    dello Scipioni: 3) Per limportante intervento del canone 14 del concilio ecumenico costantinopolitano II del 553, che anatematizza chiunque

    rimprovera al concilio di Efeso di aver condannato Nestorio senza sufficiente giudizio e discussione; cfr Cirillo di Alessa ndria, Perch Cristo

    uno, traduzione. introduzione e note a cura di L. Leoni, Citta Nuova, Roma 1983, etiam A. Grillmeier, Ges il Cristo nella fede della Chiesa,1/1-2: Dallet apostolica al concilio di Galcedonia (451), Queriniana. Brescia 1982, etiam A. Franzen, Breve storia della Chiesa, Queriniana,

    Brescia 1991v, etiam L. I. Scipioni, Nestorio e il concilio di Efeso, Storia, dogma, critica, Vita e Pensiero, Milano 1974.

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    prospon, in cui confluivano le due nature. Nel Libro di EraclideNestorio sembra accettare anche

    una certa communicatio idiomatum, da lui rifiutata esplicitamente nella risposta alla seconda

    lettera di Cirillo.

    IL CONFRONTO CON CIRILLO DALESSANDRIA

    Il grande oppositore e accusatore di Nestorio fu Cirillo, dal 412 vescovo della sua citt. Di

    formazione teologica alessandrina, non riusciva ad accettare la cristologia divisiva degli

    antiocheni. Si possono ridurre a tre le affermazione pi rilevanti del pensiero cristologica di Cirillo,

    radice della sua posizione antinestoriana. Cirillo. fedele alla cristologia alessandrina del logos-

    sarx, pur affermando lintegrit della natura, d per lassoluta precedenza al Logos divino, lunico