Are you art? - 1° numero - Marzo 2015

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Numero 1, Marzo 2015 PASSIONE SEMPLICITÀ DIFFONDERE ARTE CONFRONTO CHIAREZZA RISPETTO CONDIVIDERE

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Debut of Are you art, the first art magazine entirely made by bloggers! Follow your art! Esordio di Are you art, il primo notiziario sull'arte interamente fatto dai blogger! Segui la tua arte!

Transcript of Are you art? - 1° numero - Marzo 2015

  • Numero 1, Marzo 2015

    PASSIONE

    SEMPLICIT

    DIFFONDERE

    ARTE

    CONFRONTO

    CHIAREZZA

    RISPETTO

    CONDIVIDERE

  • ARTESPLORANDO

    Perch la cultura non un concetto astratto, lontano dalla vita

    quotidiana. La cultura determina i nostri gusti, il nostro stile di

    vita, mitiga l'individualismo che ci fa dimenticare il bene co-

    mune, orienta verso la solidariet.

    E forse pu creare un terreno comune su cui costruire un nuo-

    vo modello di sviluppo.

    Per questo e per tanti altri motivi, ho ritenuto importante crea-

    re questo spazio in cui si parla liberamente di arte, in cui si

    scopre, si conosce, ci si confronta.

    Buona lettura a tutti.

    C. C.

    Cultura e arte, antidoto al degrado morale

    Guardando le notizie di que-

    sto da poco cominciato 2015,

    mi sono posto un quesito: nel

    mezzo di una crisi economi-

    ca, religiosa e politica deva-

    stante a cosa pu servire

    parlare e scrivere di arte, di

    paesaggio, di bellezza?

    A cosa pu servire un noti-

    ziario come questo nel mon-

    do d'oggi?

    Si perdono posti di lavoro,

    cresce la disoccupazione

    giovanile, gli italiani comin-

    ciano a risparmiare perfino

    sui generi alimentari e Are

    you art? parla d'arte!

    A questi dubbi io risponderei

    leggendo dallelenco delle

    spese sostenute da politici e

    politicanti negli innumerevoli

    scandali emersi negli ultimi

    anni: aperitivi, cene in disco-

    teca, auto, arredi per la casa,

    abbonamenti alle partite...

    neppure un euro per la cultu-

    ra, per lacquisto di un abbo-

    namento al teatro, una tesse-

    ra del Fai o per un libro.

    La cultura sembra assente

    dalla vita di questi politici e

    allora viene da pensare che

    laddove manca la cultura

    sembra farsi largo la corru-

    zione, il malaffare e che tanto

    pi oggi sembra indispensa-

    bile scrivere di arte anche

    come antidoto al degrado

    morale.

    A cosa pu

    servire un

    notiziario come

    questo nel

    mondo

    d'oggi?

    Sono Cristian, classe 1983, laureato in restauro e conservazione dei beni culturali, mi piace

    l'arte, la musica, la pittura. Da sempre la vera passione della mia vita la storia dell'arte e oggi

    cerco di diffonderla anche attraverso questo notiziario, fondato insieme ad altri blogger con cui

    condivido questa passione!

    artesplorando.blogspot.it [email protected]

  • MICHELANGELO BUONARROTI TORNATO

    La differenza fra statua e scultura

    Io non ho mai scolpito statue.

    Le statue stanno ferme, im-

    mobili sui loro piedistalli a

    sputar sentenze. Ti guardano

    dallalto verso il basso e at-

    traversano i secoli senza dire

    niente di nuovo, senza la-

    sciare ai posteri lamore di

    chi le ha create.

    Ho sempre preferito fare

    sculture. Hanno racchiuso in

    s tutto il senso del movi-

    mento e non rimangono mai

    immobili per pi di qualche

    secondo. Se osservate da

    diverse angolazioni, le

    espressioni dei loro volti

    cambiano e possono a volte

    sorridere, altre imbronciarsi

    oppure divenire giocose.

    Parlano direttamente al cuore

    e anche se non proferiscono

    parola, proclamano a tutti i

    loro sentimenti mettendo a

    nudo lanimo di chi le ha

    create.

    Adesso sapete che differen-

    za intercorre fra una statua e

    una scultura. Se andate in un

    qualsiasi museo non perdete

    tempo guardando le statue,

    ma correte subito verso le

    sculture perch attendono

    con ansia di raccontarvi le

    loro meravigliose storie di

    vita vissuta.

    A. B.

    Io non ho mai

    scolpito

    statue...Ho

    sempre

    preferito fare

    sculture

    Antonietta Bandelloni, da sempre appassionata di arte ma soprattutto di Michelangelo e delle

    sue opere. Scrive per passione, per lavoro e per evadere dalla quotidianit. Casa sua invasa

    dai libri, dai tubetti di colore e dalla vivacit di due piccole birbanti.

    michelangelobuonarrotietornato.com [email protected]

  • WWW.ALESSANDRAARTALE.IT

    sgressioni alliconografia

    tradizionale.

    Un quadro che diventa il ma-

    nifesto del realismo neo cubi-

    sta. Come Picasso in Guerni-

    ca, cos Guttuso nella scena

    pi drammatica della vita di

    Cristo, ritrae le atrocit della

    guerra che aveva messo in

    ginocchio lItalia e tutto il con-

    tinente, le fa sue, le vuole

    gridare al mondo intero. E

    quelluomo sulla croce diven-

    ta, e in quel momento storico

    ancora di pi, il simbolo uni-

    versale delle sofferenze uma-

    ne. Sofferenze che sono di

    tutti, dalla nuda Maddalena e

    con le labbra troppo rosse

    che lo piange disperata ai

    due ladroni sulla croce, con i

    corpi straziati dal dolore che

    sembrano riflettersi nello

    sguardo allucinato del caval-

    lo.

    I colori vibranti, forti e taglien-

    ti come lame - i rossi e i neri

    e i bianchi - vivono in unin-

    tensit espressiva che non si

    spegne neanche nel paese

    sullo sfondo, rassicurante e

    allapparenza pieno di pace,

    perch deserto, non c pi

    nessuno.

    Ancora un quadro politico,

    Loccupazione delle terre

    incolte del 1949, con gli stes-

    si colori accesi e la bandiera

    rossa che sventola in primo

    piano ne un esempio: per

    Guttuso larte diventa davve-

    ro un mezzo per smuovere le

    coscienze di chi sempre

    stato in silenzio, per far vale-

    re i diritti di chi non ne ha mai

    avuti. Ecco perch fonda,

    due anni prima, il Fronte

    Nuovo delle Arti, avanguardia

    artistica legata al partito co-

    munista e dichiaratamente

    legata a temi di impegno

    sociale senza cadere per

    nella facile demagogia.

    (continua nella pagina se-

    guente)

    Guttuso: impegno politico e Sicilia

    La sua pittura una forma di

    libert, di impegno morale e

    politico, di toccante amore

    per la sua Sicilia, cos fulgida

    di colori, di suoni e di bellez-

    za luminosa. Renato Guttuso

    vuole raccontare la vita con

    realismo e lo fa in maniera

    raffinata e intensa. Fu davve-

    ro un grande e controverso

    maestro, tenace difensore

    dellarte figurativa, tanto che,

    dotato di una vasta cultura e

    di una straordinaria abilit

    tecnica, rielabora criticamen-

    te larte europea, da Czan-

    ne agli impressionisti, per

    approdare a Picasso: eviden-

    ti sono gli elementi che rive-

    de da quel pilastro dellarte

    del Novecento che fu Guerni-

    ca, dipinta dallartista spa-

    gnolo nel 1937. E a lui certa-

    mente guarda tre anni dopo

    quando dipinge la Crocefis-

    sione, un quadro che fece

    scalpore e di cui si discusse

    molto, soprattutto per le tra-

    Cactus sul golfo di Palermo

    Renato

    Guttuso vuole

    raccontare la

    vita con

    realismo e lo fa

    in maniera

    raffinata e

    intensa.

    Crocefissione - 1940

    Loccupazione delle terre incolte - 1949

    Alessandra Artale, storica dellarte, giornalista, scrittrice e blogger, laureata allUniversit di Ge-

    nova tanti anni fa. Il mio peggior difetto lessere maniaca della precisione, la mia maggior virt

    lessere maniaca della precisione. Larte sempre stata la mia passione, fin da piccola. Non mi

    piace larte contemporanea, amo invece quella antica. Il mio cuore per Tiziano e Caravaggio,

    ma c posto anche per qualcun altro.

    www.alessandraartale.it [email protected]

  • confonde il cervello in quel

    florilegio di merci e di perso-

    ne. Confusione dei prodotti in

    vendita, dai gomitoli di salsic-

    ce alle frattaglie, dai pomodo-

    ri ai pesci, fino al quarto di

    bue appeso a un gancio.

    Confusione dei colori: il bian-

    co delle uova, il verde di cico-

    ria e sedani, il rosso dei po-

    modori e delle arance, il gri-

    gio argento dei pesci e il rosa

    dei tranci di pesce spada, il

    vestito bianco della donna, il

    giallo del maglione delluomo.

    Ma Guttuso e la Sicilia sono

    una cosa sola ed ecco nel

    1974 la Vuccira: un enorme

    (tre metri per tre) fotogramma

    del mercato storico di Paler-

    mo, con i suoi odori forti di

    carne e di pesce, i suoi profu-

    mi di verdure e di aromi, i

    suoi colori e le sue urla in un

    vicolo strettissimo pieno di

    vita.

    Vuccira in siciliano vuol dire

    confusione, e la confusione

    palpabile, si sente a pelle e ti

    Guttuso e la

    Sicilia sono

    una cosa sola

    La Vucciria - 1974

    E ancora il bianco della ca-

    micia delluomo dietro e di

    nuovo il nero della signora

    con il sacchetto della spesa.

    Vita, persone, odori, sapori e

    colori di Sicilia, in un caos

    miscelato alla perfezione.

    Ogni volta che guardi quel

    grande quadrato scopri

    qualche particolare nuovo

    che ti sorprende.

    E per questo saperti regala-

    re una sorpresa sempre

    nuova, ringrazi Guttuso.

    A. A.

  • APPUNTI DARTE

    un albergo.

    Alla prima mostra del gruppo

    degli "Independantes", di cui

    erano originariamente com-

    presi Degas, Renoir,

    Czanne, Morisot, Pissarro,

    Guillaumin, Sisley; nell'ele-

    gante edificio dato in affitto

    da Nadar; Monet consegn

    proprio il paesaggio su Le

    Havre.

    Il catalogo delle opere fu

    accuratamente realizzato da

    Edmond Renoir ( fratello del

    pittore ), il quale trovando

    banale il titolo dell'opera di

    Monet ( e a dire il vero un po'

    tutte le sue opere ), opt per

    il titolo " Impressione, sole

    nascente."

    Il dipinto rappresenta-

    va un'alba sul porto di Le

    Havre.

    Le Havre era allora una citt

    in pieno sviluppo, mondana,

    con signori e dame elegante-

    mente vestiti e attiva con la

    sua ferrovia e il porto, centro

    di vacanze e regate.

    "Un disco di color arancione

    brillante con vividi riflessi

    dello stesso colore che si

    spargevano in tutte le direzio-

    ni, come diagonali tracciate

    con tocchi rapidi. Era un di-

    pinto semplice ed accattivan-

    te".

    Il caldo arancione del sole si

    rifletteva nel mare blu-verde

    ove si trovavano barche che

    ritornavano dalla pesca not-

    turna su un cielo grigio-blu;

    un'atmosfera poetica volta

    tutta a cogliere il momento.

    Per il dipinto il pittore si ispir

    ai sublimi paesaggi di Joseph

    Turner ( 1775-1851 ) e in

    particolare a " L'Incendio del

    Palazzo del Parlamento

    " ( 1835 ),di grande effetto.

    Come si sa, l'Eposizione

    ebbe molte critiche e poca

    duttilit da parte dei visitatori

    che ritenevano incomprensi-

    bile e non finita l'arte di quel

    gruppo.

    Ci che pochi sanno che "

    Impressione, sole nascente

    " non il quadro in questio-

    ne. Infatti quello che vediamo

    noi oggi un tramonto, non

    un'alba. Bisogna ricordare

    che Claude Monet era solito

    rappresentare lo stesso sog-

    getto in ore diverse del gior-

    no. Il "vero" potrebbe far par-

    te di una collezione privata.

    (continua nella pagina se-

    guente)

    " Impressione, sole nascente " di Monet

    " Ah, eccolo, eccolo! Escla-

    m dinanzi al n 98.Che cosa

    rappresenta questa tela ?

    Guardate il catalogo.

    Impressione, sole nascente.

    Impressione, ne ero sicuro.

    Ci dev'essere dell'impressio-

    ne, l dentro. E che libert,

    che disinvoltura nell'esecu-

    zione!

    La carta da parati allo stato

    embrionale ancor pi cura-

    ta di questo dipinto."

    ( Louis Leroy su " Le Chiari-

    vari ", 25 Aprile 1874 )

    Cos il critico francese Louis

    Leroy ( 1812-1885 ), immagi-

    nando un ipotetico dialogo tra

    due visitatori, descrisse l'ope-

    ra pi famosa di Monet,

    esposta per la prima volta il

    venticinque Aprile 1874,

    in boulevard des Capucines,

    presso lo studio del fotogra-

    fo Nadar ( 1820-1910 ), insie-

    me ad altri dipinti di quel

    gruppo cos originale e mi-

    sconosciuto che prese il no-

    me proprio da quell'opera

    cos aspramente criticata, e

    con cui diventarono in breve

    tempo universalmente noti e

    apprezzati.

    Nella primavera del 1874,

    Claude Monet ( 1840-1926 ),

    giovane bello e di agiata fa-

    miglia, tornava da Le Havre,

    citt della sua infanzia, por-

    tando con s una tela che

    aveva dipinto dalla finestra di

    Ci che pochi

    sanno

    che Impressione

    , sole nascente

    non il quadro in

    questione.

    " Impressione,sole nascente " ( 1872 ),

    C.Monet

    Mi chiamo Michela, nata a Roma nel 1984,dove conseguito la maturit classica. Questa mi ha

    dato la possibilit di ampliare fortemente le passioni che nutrivo fin da piccola, in particolar mo-

    do la letteratura ( soprattutto francese), l'arte, biografie e storia.

    appuntario.blogspot.it [email protected]

  • ne d'arte fu messa all'asta e il

    quadro fu venduto a Georges

    De Bellio ( 1828-1894 ),altro

    collezionista, per duecento-

    dieci franchi.

    Dal 1938 risiede al Muse

    Marmottan di Parigi.

    Con questo grande capolavo-

    ro si cominciava a stagliare in

    quegli anni un nuovo modo di

    vedere l'arte e con essa le

    luci, i colori, le sfumatu-

    re...ma anche la vita : era

    l'alba dell'impressionismo.

    M. P.

    " Ho dipinto la Senna in tutta

    la mia vita, a tutte le ore del

    giorno, in tutti i periodi

    dell'anno, da Parigi fino al

    mare [...] Argentuil, Poissy,

    Vtheuil, Giverny, Rouen, Le

    Havre."

    Il dipinto che fece anch'esso

    il suo scandalo per l'originali-

    t artistica fu in seguito ac-

    quistato dal ricco collezioni-

    sta Ernest Hosched ( 1837-

    1891 ),amico dell'artista per

    ottocento franchi.

    Con la bancarotta di Hosche-

    d, nel 1877, la sua collezio-

    Con questo

    grande

    capolavoro si

    cominciava a

    stagliare in

    quegli anni un

    nuovo modo di

    vedere l'arte

    " L'Incendio al Parlamento " ( 1835 ),J.Turner

  • ARTE PER BIMBI CURIOSI

    Raynor e Mayla

    nenti dellart nouveau, un

    movimento artistico che non

    riguarda solo la pittura, ma

    anche architettura e arreda-

    mento e che si ispira princi-

    palmente alla natura, reinter-

    pretandone gli elementi strut-

    turali.

    Ci che rende lopera di Klimt

    cos originale e riconoscibile

    (soprattutto per quanto ri-

    guarda i lavori che ho preso

    in considerazione qui) lor-

    namento, il decoro: le linee

    sono eleganti e morbide, le

    forme geometriche si ripeto-

    no con armonia, alternandosi

    a segni pi delicati e i colori

    sono accostati con sapienza.

    Per quanto riguarda le simili-

    tudini con il cartone animato,

    si possono notare alcuni det-

    tagli ripresi integralmente

    dalloriginale, basti notare il

    vestito di re Raynor, la cui

    fantasia pressoch identica

    a quella dellabito che trovia-

    mo ne Il bacio, o la mise di

    regina Mayla, che ricalca

    quella de Lattesa, anche

    per quanto riguarda accon-

    ciatura e copricapo.

    Il personaggio di Gargona

    identico all'Hygieia e ripren-

    de, inoltre, le acconciature

    che troviamo in un particolare

    del Fregio di Beethoven. La

    perfida Panthea , invece, un

    mix tra Emilie Floge e la

    figura spettrale di Morte e

    vita.

    I capelli fuxia di Mia e le cri-

    niere dei vari unicorni sono

    decorati con pietre colorate o

    fiori, dettagli che troviamo

    spesso nelle capigliature

    delle donne di Klimt, come

    Nuda veritas, Le forze osti-

    li (sempre dal Fregio di

    Beethoven), Le tre et della

    donna e Serpenti dacqua.

    (continua nella pagina se-

    guente)

    Quando Mia incontra Klimt

    Ultimamente, M. (mia figlia

    seienne) segue un cartone

    animato che, a mio avviso,

    veramente originale, non

    tanto per la storia (che co-

    munque simpatica e poeti-

    ca), ma, in particolare, per

    lispirazione del disegno.

    La serie si intitola Mia and

    me e tratta di una dodicenne

    rimasta orfana (Mia, appunto)

    che ha ereditato un vecchio

    libro sugli unicorni e un brac-

    cialetto. Grazie a questi og-

    getti, Mia pu magicamente

    avere accesso al mondo pa-

    rallelo di Centopia e parlare

    con gli unicorni che la popo-

    lano, non pi con le sue fat-

    tezze di teenager, bens co-

    me elfo. Ed a questo punto

    fatato della storia che avvie-

    ne lintreccio tra live action e

    animazione, i cui motivi sono

    ispirati allopera di Gustav

    Klimt.

    Ho colto subito loccasione di

    parlare a M. di questo artista

    meraviglioso, mostrandole le

    immagini ispiratrici, aiutan-

    dola a trovare i punti in co-

    mune tra pittura e cartone

    animato e fornendole infor-

    mazioni semplici e stringate

    sui dipinti e sul loro autore.

    M. ne rimasta affascinata.

    Non poteva essere altrimen-

    ti

    Ecco a voi Klimt e Mia!

    Klimt stato un artista vien-

    nese, uno dei massimi espo-

    Ci che rende

    lopera di Klimt

    cos originale e

    riconoscibile

    lornamento, il

    decoro

    Didascalia dell'immagine o della foto-

    grafia

    Sono Monica, mamma full, full, full-time di due bimbi pestiferi e meravigliosi. Diplomata al liceo

    artistico, successivamente ho intrapreso un percorso universitario che con l'arte non ha niente

    in comune. Amo condividere la mia passione per l'arte con i miei figli, nonostante siano ancora

    piccoli. Perch non mai troppo presto per imparare.

    arteperbimbicuriosi.altervista.org [email protected]

  • Sicuramente i bimbi, lasciati

    tranquilli a studiare e compa-

    rare le immagini, saranno in

    grado di trovare molte altre

    similitudini che a me sono

    sfuggite! Concludo con unul-

    tima opera darte, quella

    che ha magistralmente crea-

    to M. ispirandosi ai riccioli di

    Klimt (parole sue). E anche

    queste sono soddisfazioni

    M. F.

    ...i bimbi,

    lasciati

    tranquilli a

    studiare e

    comparare le

    immagini,

    saranno in

    grado di

    trovare molte

    altre

    similitudini

    Panthea e Gargona

    Klimt-Hygeia

    Panthea e Gargona

    Mia

    M. ispirata da Klimt

  • ARTE A SCUOLA PRESENTA ...

    I ritratti di Picasso

    Lo stile di Picasso nei ritratti

    inconfondibile: le figure si

    scompongono e si ricompon-

    gono nei suoi quadri sconvol-

    gendo tutti i canoni e le pro-

    porzioni del volto secondo lo

    stile cubista. Quando gli stu-

    denti hanno copiato le opere

    di Picasso non si sono preoc-

    cupati di rispettare le propor-

    zioni del quadro, ma hanno

    disegnato liberamente, la-

    sciandosi ispirare dallimma-

    gine. Lesperienza di dise-

    gnare un volto fuori dalle

    regole convenzionali ci ha

    fatto ragionare sul concetto di

    bello e di brutto per appro-

    fondire altri aspetti del ritratto

    come quelli di significativo,

    espressivo, comunicativo.

    Per realizzare questo lavoro

    abbiamo dapprima preparato

    un fondo a collage, incollan-

    do pezzi di giornale su un

    foglio bianco. Successiva-

    mente stato tracciato il di-

    segno a mano libera con un

    pennarello nero copiandolo

    direttamente da unopera di

    Picasso. I colori sono stati

    applicati successivamente

    con i pastelli a olio, imitando

    lopera originale.

    M. P.

    Lesperienza

    di disegnare

    un volto fuori

    dalle regole

    convenzionali

    ci ha fatto

    ragionare

    Sono Miriam Paternoster, insegnante di Arte e Immagine presso la Scuola Secondaria di Primo

    Grado. Dal 2008 lavoro a questo blog, pubblicando e condividendo i lavori fatti a scuola e le

    lezioni ideate per la scuola: da allora questo sito diventato un luogo dove scambiare nuove

    idee, confrontare lezioni, sperimentare tecniche e creazioni. Arte a scuola, scritto in italiano

    ed inglese, unoccasione per incontrare insegnanti e studenti di tutto il mondo e per promuo-

    vere la creativit in classe e nella vita.

    arteascuola.com [email protected]

  • LETTEREARTE

    Lavandare

    Nel campo mezzo grigio e mezzo nero

    resta un aratro senza buoi, che pare

    dimenticato tra il vapor leggiero.

    E cadenzato dalla gora viene

    lo sciabordare delle lavandare

    con tonfi spessi e lunghe cantilene.

    Il vento soffia e nevica la frasca,

    e tu non torni ancora al tuo paese!

    Quando partisti, come son rimasta!

    Come l'aratro in mezzo alla maggese.

    (continua nella pagina seguente)

    Pascoli e Van Gogh: Solitudini

    Agli amanti della letteratura

    capita, talvolta, di imbattersi

    in un testo che richiama alla

    mente un dipinto o, vicever-

    sa, che, ammirando un'opera

    d'arte, essa appaia come la

    perfetta traduzione visiva di

    un romanzo o di una poesia.

    Io l'ho provato pi di una

    volta: il mito ovidiano di Apol-

    lo e Dafne tradotto nel mar-

    mo dal Bernini, l'Olympia di

    Manet come descrizione del-

    la Margherita Gautier prota-

    gonista de La signora delle

    camelie... ma uno dei pi

    sorprendenti riconoscimenti

    di poesia nell'arte arriva da

    un dipinto realizzato da Vin-

    cent Van Gogh nel 1890, dal

    titolo Campo innevato con un

    aratro, che sembra la trasfi-

    gurazione in tratti e colore di

    uno dei componimenti pi

    celebri di Giovanni Pascoli,

    Lavandare.

    ...uno dei pi

    sorprendenti

    riconoscimenti

    di poesia

    nell'arte arriva

    da un dipinto

    realizzato da

    Vincent Van

    Gogh .

    Vincent Van Gogh, Campo innevato con un aratro (1890), Van Gogh Museum di

    Amsterdam

    Mi chiamo Cristina, ho studiato lettere e filologia classiche, ma al grande amore per la letteratura

    si unisce da sempre la passione per larte. Dal connubio dei miei interessi, nato, nel febbraio

    2013, il blog Athenae Noctua, in cui confluiscono interventi dedicati ai libri, alle opere darte, al

    teatro, al cinema e allattualit e non di rado mi trovo a fondere insieme spunti provenienti da tutti

    questi mondi.

    athenaenoctua2013.blogspot.it [email protected]

  • impressionismo fatto di tratti

    frammentari, non diversa-

    mente da quanto fa l'artista

    olandese con le sue immagini

    composte di virgole veloci.

    Tanto lontani geograficamen-

    te, tanto vicini appaiono nella

    solitudine queste due grandi

    figure della cultura di fine

    Ottocento (Van Gogh morir

    nello stesso 1890, Pascoli,

    nato solo tre anni dopo, so-

    pravvivr fino al 1912). I loro

    frammenti esprimono le affini

    sensibilit, la difficolt a rap-

    portarsi con un mondo che

    sembra tendere continue

    minacce... e allora solo la

    natura, gli alberi, i campi, gli

    uccelli, i fiori, elementi ricor-

    renti nella poesia dell'uno e

    nei dipinti dell'altro, possono

    offrire un conforto o, se la

    consolazione non appare

    possibile, un'immagine che

    traduca un disagio in un lin-

    guaggio pi diretto e sponta-

    neo di quello di una ragione

    assente o introvabile.

    C. M.

    La descrizione di questo ab-

    bandono, nell'oggetto lascia-

    to in un campo, la terra mez-

    za rivoltata e il freddo che

    cade sull'ultima strofa sem-

    brano la perfetta didascalia

    del dipinto di Van Gogh . In

    esso troviamo la stessa at-

    mosfera gelida, i trattini di

    colore nel cielo che suggeri-

    scono la presenza del vapor

    leggiero e, a met, eviden-

    ziato dall'isolamento come

    quel dimenticato che balza

    all'attenzione del lettore gra-

    zie all'enjambement fra i ver-

    si 2 e 3, un aratro abbando-

    nato, senza qualcuno che lo

    manovri, come per una fuga

    improvvisa. Lavandare, un

    testo incluso in Myricae fin

    dalla prima edizione, si data

    al 1891, un solo anno dopo la

    realizzazione del quadro di

    Amsterdam. In entrambi co-

    gliamo un senso di freddezza

    e di solitudine che in Van

    Gogh accentuato dalle tinte

    azzurre e verdognole, mentre

    nei versi di Pascoli almeno

    in parte mitigato dalla ventata

    sonora che arriva da lontano

    a suggerire la presenza di

    una realt sicura e confortan-

    te. La nota prevalente di My-

    ricae la costante simbiosi

    fra le immagini e i suoni della

    quotidianit (spesso legati

    alla natura) e il soggetto che

    li percepisce, alla ricerca di

    un'armonia che il poeta di

    San Mauro rende con un

    Tanto lontani

    geograficamente,

    tanto vicini

    appaiono nella

    solitudine queste

    due grandi figure

    della cultura di

    fine Ottocento

  • THE ART POST BLOG

    sala riunione del Gran Consi-

    glio.

    Il primo nucleo della Basilica

    Palladiana era costituito dal

    Palazzo della Ragione, sede

    delle magistrature pubbliche

    cittadine e di botteghe al pia-

    no terra, che venne realizza-

    to tra il 1449 e il 1460, recu-

    perando alcuni edifici pubblici

    medievali esistenti.

    La tradizione attribuisce al

    maestro Domenico da Vene-

    zia la progettazione dellam-

    pio salone superiore con

    copertura lignea a carena di

    nave rovesciata rivestita da

    lastre di piombo.

    Nel 1481 iniziarono i lavori

    per circondare tre lati del

    palazzo con un loggiato,

    mentre nel 1495 venne rea-

    lizzato da Pietro Lombardo lo

    scalone daccesso al loggiato

    superiore.

    Nel 1496 il crollo dellangolo

    sud-ovest delle logge diede

    vita ad un acceso dibattito

    sulla ricostruzione che coin-

    volse i pi importanti architet-

    ti del tempo: Jacopo Sansovi-

    no, Sebastiano Serlio, Miche-

    le Sanmicheli e Giulio Roma-

    no.

    Lapprovazione del progetto

    del Palladio, nel maggio del

    1549, segn la consacrazio-

    ne artistica dellarchitetto che

    propose una soluzione inno-

    vativa.

    Andrea Palladio avvolse le

    vecchie mura delledificio con

    un portico a due piani e ca-

    ratterizzato da colonne di

    marmo, rendendo la struttura

    in grado di tener conto dei

    necessari allineamenti con le

    aperture e i varchi delledifi-

    cio quattrocentesco preesi-

    stente.

    (continua nella pagina se-

    guente)

    La Basilica Palladiana

    Basilica Palladiana, Vicen-

    za. Il numero di visitatori alla

    mostraTutankhamon, Cara-

    vaggio, Van Gogh. La sera e

    i notturni dagli Egizi al Nove-

    cento impressionante e se

    anche voi andrete a vedere

    la mostra di Vicenza o state

    pensando di farlo, non potre-

    te evitare di farvi stregare da

    questa citt ricca di storia e

    di bellezze.

    La mostra ospitata allinter-

    no della Basilica Palladiana,

    che il pi importante monu-

    mento storico di Vicenza e

    che ha una storia che vale la

    pena conoscere.

    La Basilica Palladiana ledi-

    ficio simbolo di Vicenza.

    Progettata dallarchitetto An-

    drea Palladio ( 1508 1580),

    che considerato il pi im-

    portante architetto veneto del

    Cinquecento, lopera venne

    completata nel 1614 e rap-

    presenta la consacrazione

    dello stile palladiano, ovvero

    il recupero del linguaggio

    dellarchitettura classica sen-

    za dimenticare le esigenze

    funzionali che unedificio de-

    ve possedere.

    Nel 1549 il Consiglio dei

    Cento, lorgano di governo di

    Vicenza, affid a Palladio

    lincarico per la ricostruzione

    del vecchio Palazzo della

    Ragione, che in origine era

    un grande edificio gotico in

    mattoni e che serviva come

    La Basilica

    Palladiana

    ledificio

    simbolo di

    Vicenza.

    Io non racconto una mostra, ma le storie che racconta una mostra. Non spiego la storia dellarte,

    ma narro le storie di cui parla larte. Nel mio blog ci sono dettagli, frammenti, curiosit, piccole

    storie contenute in grandi capolavori, realizzati da uomini e donne di grande talento. Divertiti e

    fatti ispirare.

    www.theartpostblog.com [email protected]

  • Premio dellUnione Europea per il Patrimonio culturale Con-

    corso Europa Nostra 2014 per la conservazione del patrimo-

    nio culturale.

    Dal 2014, inoltre, accessibile anche la Terrazza della Basili-

    ca da cui si gode una vista impareggiabile sulla citt di Vicen-

    za.

    C. S.

    Lidea del Palladio si basa su

    una struttura fatta di arcate

    sovrapposte e in cui lele-

    mento dominante un arco

    affiancato da due aperture

    laterali rettangolari e di lar-

    ghezza variabile, per com-

    pensare la differenza di lar-

    ghezza delle campate.

    Questa struttura detta

    serliana, derivando il nome

    dallarchitetto Sebastiano

    Serlio (1475 1554/1555) il

    quale aveva descritto questa

    tipologia architettonica, e

    conosciuta fin dallantichit,

    nel suo Trattato di Archiettu-

    ra.

    Con questa struttura il Palla-

    dio riesce ad inglobare il vec-

    chio edificio a due piani, re-

    golarizzandone la forma e

    creando una struttura nuova

    ma ispirata allo stile classico.

    Fu Palladio stesso a dare

    alledificio il nome di

    Basilica, dato che nel XVI

    secolo il termine basilica

    non indicava una chiesa, ma

    piuttosto unaula di incontro o

    con una funzione civile.

    Ledificio imponente, ma

    solo al suo interno che si

    riescono a percepire le enor-

    mi dimensioni del loggiato e

    soprattutto della sala al primo

    piano, dove attualmente si

    svolgono le mostre tempora-

    nee.

    La Basilica Palladiana stata

    inserita dallUnesco nella lista

    dei beni patrimonio delluma-

    nit nel 1994 e nel 2014

    diventata Monumento Nazio-

    nale.

    Tra il 2007 al 2012 la Basilica

    stata oggetto di un impor-

    tante restauro architettonico,

    per la conservazione della

    struttura e per rendere ledifi-

    cio funzionale.

    Il 5 ottobre 2012 stata ria-

    perta al pubblico e allinter-

    vento conservativo stato

    assegnato a Vienna il

    Fu Palladio

    stesso a dare

    alledificio il

    nome di

    Basilica

  • SVIRGOLETTATE - PENNELLATE DI CURIOSIT DAL MONDO DELL'ARTE

    detta la Madonna dellinsala-

    ta, custodita presso la Chiesa

    dei Cappuccini di Recanati.

    Gi, Recanati, il paese pro-

    tetto dai Conti Leopardi, il cui

    massimo esponente, Giaco-

    mo, tra i padri fondatori

    della letteratura moderna che

    fa capo al XIX secolo, pare

    abbia ospitato anche Cara-

    vaggio, che qui potrebbe

    aver lasciato una sua opera.

    La storia dellattribuzione del

    dipinto a Caravaggio inizia

    quasi un secolo fa, quando il

    recanatese Patrizi, studioso

    di criminologia, si occup pi

    volte della figura del Cara-

    vaggio, affascinato da

    quellevento che lo vide pro-

    tagonista della morte di Ra-

    nuccio Tommasoni.

    In visione di ci, il Patrizi, si

    imbatt casualmente, il 25

    luglio del 1912, (un periodo

    ricordiamolo, in cui linteresse

    per larte correlato alla risco-

    perta del patrimonio artistico

    ancora da scoprire, era alla-

    pice), in un dipinto presente

    nella chiesa dei Cappuccini

    del suo paese. E analizzan-

    do il colore, i soggetti, la resa

    pittorica e volgendo uno

    sguardo dinsieme a quella

    che era stata la vita del pitto-

    re per eccellenza, in un arti-

    colo del 1916, si decise ad

    attribuire questopera a Cara-

    vaggio, definendola un Ripo-

    so nella fuga in Egitto. E poi-

    ch la sacra Famiglia inten-

    ta a preparare una cena im-

    provvisata con della verdura

    selvatica, denomin il dipinto

    Madonna dellinsalata.

    Tenete ben a mente questa

    denominazione, perch ci

    ritorneremo pi tardi. Conti-

    nuando il nostro percorso,

    lopera sub vari restauri: nel

    1916, a poche settimane

    dallarticolo, il dipinto fu re-

    staurato in qualit di opera

    del Caravaggio (il che atte-

    sta una convinzione del so-

    praintendente delle Gallerie

    delle Marche ad accettare

    lattribuzione) dal restaurato-

    re De Bacci Venuti, che fer-

    m il colore risollevato, evi-

    tando che questo cadesse;

    nuovamente nel 2008, cos

    da rimuovere le vecchie ver-

    nici, ossidate nel secolo cor-

    rente. Questo, ha permesso

    che la tela acquisisse mag-

    giore leggibilit e luminosit,

    per cui ghiotta si resa loc-

    casione di avviare una pi

    approfondita indagine storico

    archivistica, che ha permes-

    so di appurare che il dipinto

    presente nella chiesa del

    convento dei Cappuccini di

    Recanati a partire dalla fine

    dellOttocento.

    (continua nella pagina se-

    guente)

    La Madonna dell'Insalata di Recanati: Caravaggio o non Caravaggio?

    Degli artisti pi celeberrimi

    della storia dellarte, non

    sempre possibile delinear-

    ne una precisa e sicura cro-

    nologia del loro operato: mol-

    to spesso accade che venga

    ripresa in considerazione

    unopera darte snobbata o

    semplicemente non cono-

    sciuta, diroccata in qualche

    chiesa periferica o palazzo

    privato, che venendo attribui-

    ta allartista per stile pi vici-

    no, finisce addirittura per

    svelare un lato poco cono-

    sciuto di questo.

    Ricordo a tal proposito le tele

    del Tintoretto e del Veronese

    site presso la Pinacoteca di

    Bari, protagoniste dei restauri

    del 1914-15 e del 2010, che

    testimoniano una meraviglio-

    sa collaborazione non solo

    commerciale ma anche arti-

    stica tra il Veneto e la Puglia,

    o il dipinto dei SS. Quattro

    Coronati un tempo sito

    nellormai demolita SantAn-

    drea in Vincis, attribuito non

    a caso per qualche tempo al

    Caravaggio.

    E a proposito del Caravag-

    gio, contestualizzandolo alla

    premessa fatta, diviene im-

    portante analizzare e scredi-

    tare per quanto ci possibile,

    lalone di mistero che aleggia

    intorno ad un dipinto attribui-

    to a questo sin dal lonta-

    no1916, che io, semplice-

    mente perch ingordo della

    sua arte, voglio credere suo:

    La fuga in Egitto, altrimenti

    La storia

    dellattribuzione

    del dipinto a

    Caravaggio

    inizia quasi un

    secolo fa

    Antonio Dario Fiorini, storico dell'arte e blogger. Il suo miglior pregio la curiosit; il suo peggior

    difetto: la curiosit. Laureatosi presso l'Universit degli Studi Roma Tre, ama l'arte moderna e

    contemporanea, provando una particolare predilezione per Caravaggio, Otto Dix, Ernst Ludwig

    Kirchner e Henri Matisse.

    svirgolettate.blogspot.it [email protected]

  • nale presso il quale il Caravaggio aveva dimorato durante i

    miserevoli anni del suo soggiorno a Roma: proprio questo

    cardinale, veniva chiamato dal Caravaggio Monsignor Insala-

    ta, a causa della natura del cibo troppo frugale che il prelato

    gli somministrava.

    Beh per se lallusione fosse da prendere come valida, allora

    il dipinto apparterrebbe agli inizi della carriera del Caravaggio

    e non potrebbe essere la pala di Tolentino del 1603, che pos-

    siamo addurre appartenere al periodo maturo; inoltre la prove-

    nienza sarebbe da individuarsi nella corte pontificia romana e

    non nella periferia marchigiana. Non posso esprimermi, non

    ho prove certe per potermi schierare da questa o da quellaltra

    parte.

    Certo , che tutti gli indizi parrebbero confermare il dipinto al

    Caravaggio. E pure la critica daccordo in questo, quasi

    allunanimit: in pieno contrasto con la teoria del prof. Barto-

    lozzi, il noto storico dellarte Vittorio Sgarbi convinto infatti

    che la pala sia da attribuirsi ad Alessandro Turchi, conosciuto

    come lOrbetto, solo per il fatto che il pittore sarebbe un se-

    guace di Caravaggio e avrebbe vissuto i luoghi marchigiani

    durante il suo operato.

    Per cui alla visione di quanto detto, sorrido allidea che qual-

    cuno come Sgarbi debba per forza andare controcorrente

    anche l dove c levidenza. nella natura dello storico

    dellarte dire la sua: per qualcuno vige addirittura la regola

    giusto o sbagliato purch se ne parli.

    Una visione opinabile, certo, che non vuole intaccare assolu-

    tamente la professionalit dellemerito, ma spinge senza dubbi

    a considerare come valida lidea che, nel caso suddetto,

    quanto affermato dallo storico dellarte e politico si debba ne-

    cessariamente vedere come una mezza castroneria.

    A. D. F.

    Ora, converrete che se il

    dipinto del XVII secolo, per

    ben due secoli stato sito

    necessariamente presso un

    altro edificio, per cui si ten-

    tato di individuare la chiesa o

    il palazzo di provenienza

    dellopera. E a tal punto, il

    professor Bartolozzi, storico

    dellarte che tenta di vedere

    nella Madonna dellInsalata

    unopera dellartista lombar-

    do, ha avanzato una ipotesi

    di degno spessore che po-

    trebbe individuare lignota

    provenienza.

    Pare che al Caravaggio fu

    commissionata fra la fine del

    1603 e gli inizi del 1604, la

    pala daltare da collocare nel

    Convento dei Cappuccini di

    Tolentino e cos fu fatto; do-

    cumenti certi lo attestano.

    Adesso sopraggiunge la tesi

    del professor Bartolozzi: a

    suo dire da ritenersi possi-

    bile che il dipinto, dopo la

    soppressione del convento di

    Tolentino avvenuta nel 1866,

    sia passato a quello di Reca-

    nati, in sostituzione della pala

    del Calcagni defraudata pro-

    prio nel 1866 nella cappella

    di San Giuseppe, dove ap-

    punto fu collocato il Caravag-

    gio o presunto tale.

    Ebbene a questo punto, ri-

    cordate che vi avevo chiesto

    di tener a mente la denomi-

    nazione ufficiosa del dipinto?

    Bene, da una relazione del

    giugno 1916, del Soprinten-

    dente alle Gallerie del Lazio

    e degli Abruzzi, Federico

    Hermanin, in cui riferisce alla

    Direzione Generale per le

    Antichit e Belle Arti lo stato

    del dipinto, si evince una

    curiosit che non affatto

    irrilevante. A detta dellHer-

    manin, i cespi dinsalata porti

    dalla Vergine al Bambino,

    che poi li lava nel catino,

    potrebbero rivelare unallu-

    sione furbesca a Monsignor

    Pucci di Recanati, un cardi-

    tutti gli indizi

    parrebbero

    confermare il

    dipinto al

    Caravaggio

  • LIMBRATTAC-ARTE

    dipinto, una scultura o una

    fotografia ma hai paura di

    compiere un errore. Eccoti

    allora dieci consigli che ti

    aiuteranno a scegliere un

    artista le cui quotazioni po-

    trebbero rivalutarsi nel corso

    degli anni.

    Devo partire innanzitutto da

    una breve ma fondamentale

    premessa indispensabile per

    contenere il pi possibile le

    polemiche che ogni volta si

    scatenano quando si parla di

    questo argomento.

    Ti dico inoltre fin da subito

    che in un solo articolo non

    potr esaurire largomento,

    sul quale per altro si sono gi

    consumate le penne di deci-

    ne di giornalisti, critici o ad-

    detti ai lavori. Scriver co-

    munque presto altri post le-

    gati a quello che stai per leg-

    gere. Ma ora partiamo:

    Larte una cosa, il merca-

    to unaltra

    Proprio cos, arte e mercato

    sono due entit differenti e

    separate anche se stretta-

    mente legate e connesse fra

    loro. come parlare di uno

    sport, il calcio per esempio,

    ma di due partite differenti

    che si giocano su due campi

    differenti per due competizio-

    ni differenti. Se valutiamo il

    valore artistico di unopera, lo

    stile di un artista e la sua

    importanza culturale, stiamo

    giocando una partita, se ana-

    lizziamo il valore economico

    di un dipinto o di una scultu-

    ra, ne stiamo giocando unal-

    tra.

    Questo vuol dire che arte e

    mercato non si incontrano

    mai? No, a volte si incontra-

    no anche, ma nella maggior

    parte dei casi c un forte

    sfasamento e il mercato si

    comporta un po come un

    cavallo impazzito: corre

    avanti rispetto a certi artisti

    mentre ne lascia indietro altri

    e questo comportamento fa

    arrabbiare tanti nostalgici

    amanti della vecchia buona e

    bella arte.

    Facciamo qualche esempio

    per essere pi chiari. Chi

    sono gli artisti che pi di tutti

    negli ultimi anni sono stati

    bersaglio di aspre critiche e

    fulcro di polemiche sistemati-

    che (spesso anche conscia-

    mente cercate)? Sicuramente

    i nomi principali, per citare i

    pi famosi, sono Damien

    Hirst e Jeff Koons. Il primo

    stato forse un precursore

    nellaver utilizzato

    (consapevolmente e con una

    strategia precisa) ci che si

    chiama personal branding nel

    mondo dellarte. Il secondo

    detiene il record per lopera

    di un artista vivente pi paga-

    ta in asta (58 milioni di $).

    (continua nella pagina se-

    guente)

    Investire in arte: 10 buoni consigli per non sbagliare

    Investire in arte una forma

    molto redditizia per far frutta-

    re una parte dei propri rispar-

    mi. vero che ci sono diversi

    livelli di volatilit, ma le per-

    formance non sono affatto

    da scartare. Per larte con-

    temporanea per esempio,

    possono arrivare anche

    a picchi del 50%. Restando

    con i piedi per terra, studi pi

    o meno recenti indicano

    un rendimento medio annuo

    che va dal 14% al 17%.

    Con questi numeri non

    difficile capire come mai in

    molti si stanno lanciando su

    questo mercato

    per diversificare il proprio

    portfolio investimenti. Il pro-

    blema che come vero che

    si possono ottenere bei gua-

    dagni, altrettanto vero ed

    molto pi facile fare acquisti

    sbagliati e ritrovarsi dopo

    qualche anno con qualcosa

    che praticamente non ha pi

    alcun valore.

    Questo succede soprattutto

    quando si passa allazione

    senza una reale conoscenza

    del vasto universo dellarte,

    un mondo affascinante ma

    che per quanto riguarda il

    mercato guidato da ben

    poche regole certe e verifica-

    bili.

    Probabilmente anche tu vuoi

    diversificare il tuo portfolio

    investimenti e puntare su un

    Larte una

    cosa, il

    mercato

    unaltra

    Copywriter, blogger e web marketer con una grande passione per l'arte e per il suo mercato.

    Quando lavoro scrivo, quando non lavoro scrivo, leggo, viaggio e giro per mostre, musei e fiere

    cercando di divertirmi: perch l'arte una cosa seria, come la vita, per questo va presa con il

    sorriso.

    www.emettiladaparte.com [email protected]

  • sperare di aver sotto il brac-

    cio un dipinto che in futuro si

    rivaluter. Cominciamo:

    1. Qual la galleria o il

    mercante che segue e

    gestisce il suo lavoro?

    Eh si, la prima domanda non

    ha nulla a che vedere n con

    lartista tanto meno che con

    la sua arte. Ti sembra stra-

    no? Ti ricordo che stiamo

    parlando di mercato e il mer-

    cato lo fa il gallerista, non

    lartista. Come esistono av-

    vocati pi potenti e influenti

    degli altri, politici pi potenti e

    influenti degli altri, blogger,

    giornalisti, imprenditori, ecc.

    pi potenti e influenti degli

    altri, cos nel mondo dellarte

    ci sono galleristi pi potenti e

    influenti degli altri. Sono loro

    che, insieme ad altri perso-

    naggi, muovono le reti del

    sistema e a volte sono cos

    famosi da diventare brand

    pi importanti degli stessi

    artisti che gestiscono: Larry

    Gagosian, David Zwir-

    ner, Iwan Wirth per citarne

    qualcuno.

    Stando con i piedi per terra,

    senza andare a scomodare

    certe vette, anche a livelli

    inferiori ci sono galleristi che

    fanno bene il proprio lavoro e

    altri che lo fanno meno bene.

    Dietro alle alte quotazioni di

    un artista, si nasconde un

    lungo e dispendioso lavoro,

    sia a livello di tempo che a

    livello di denaro. Non tutti

    sono in grado o hanno le

    capacit, le conoscenze e i

    contatti (fattore essenziale

    per avere successo in questo

    mondo) per portarlo a termi-

    ne. Ricordatevi che dietro

    agli impressionisti cera Paul

    Durand Ruel e dietro

    a Picasso e Czanne cera

    un grande mercante co-

    me Ambroise Vollard. Quindi

    insieme allartista, e in alcuni

    casi ancor prima dellartista,

    Pu un cagnolone gigante,

    metallizzato, consapevol-

    mente kitsch, costare pi di

    unopera di Gerhard Richter,

    per citare un altro artista vi-

    vente, o di Salvador Dal e

    di Lucio Fontana, per citare

    due nomi di artisti storicizza-

    ti?

    Ebbene s, pu, sempre per

    lo stesso motivo: larte una

    cosa, il mercato unaltra. Lo

    ripeto nuovamente perch

    deve entrare bene in testa a

    chi si vuole avvicinare a que-

    sto mondo senza trovarsi di

    fronte a brutte sorprese.

    Il mercato ha delle regole

    proprie e si muove secondo

    principi propri che a volte non

    hanno nulla a che vedere con

    quelli della storia dellarte.

    Quindi se ci si avvicina allar-

    te con lintenzione di fare un

    investimento sono le regole

    del mercato che bisognereb-

    be cercare di capire e segui-

    re, non la piacevolezza

    dellopera tanto meno il pro-

    prio gusto personale. Ovvia-

    mente fra i tanti possibili in-

    vestimenti si pu scegliere

    lartista che pi tocca le no-

    stre corde, ma, come ho gi

    scritto in un precedente post,

    se si compra sperando in una

    futura rivalutazione dellopera

    non bisognerebbe mai farsi

    guidare dallemozio-

    ne: godere larte con il cuore

    ma comprarla con la testa.

    Come investire in arte: 10

    consigli per scegliere lo-

    pera giusta

    Veniamo finalmente al succo

    di questo post. Se ti stai avvi-

    cinando al mondo dellarte

    con lintenzione di fare un

    buon investimento eccoti 10

    domande che faresti bene a

    porti quando ti trovi davanti a

    unopera che ti affascina pri-

    ma di decidere di tirar fuori il

    tuo libretto degli assegni e

    stiamo

    parlando di

    mercato e il

    mercato lo fa

    il gallerista,

    non lartista

    scegliete il mercante giusto. In

    Italia le gallerie pi forti sono

    Massimo De Carlo, Gi Marco-

    ni, Lia Rumma, Massimo Mini-

    ni, Franco Noero per citarne

    solo alcune. Ci sono poi tantis-

    sime altre gallerie meno forti

    ma che fanno un ottimo lavoro

    e vendono artisti interessanti.

    (continua nella pagina seguen-

    te)

  • Cruz in America, mentre in

    Italia si devono citare

    la Collezione Miuccia Prada,

    quella di Giuliano Gori e

    quella del Conte Panza di

    Biumo.

    4. Quale ruolo ha allinter-

    no della storia dellarte?

    Allinterno del vasto mondo

    della storia dellarte, ci sono

    artisti importanti, alcuni indi-

    spensabili e altri che non

    hanno lasciato il segno. Se

    cancellassimo Czanne, non

    capiremmo pi Picasso e

    senza Picasso crollerebbe

    tutto il castello della storia

    dellarte del Novecento. La

    stessa cosa vale per Lucio

    Fontana, per Andy Warhol e

    per tanti altri. Il mercato

    spesso non va di pari passo

    con la storia dellarte e, so-

    prattutto avvicinandoci ai

    giorni nostri, ci sono impor-

    tanti e gi storicizzati artisti

    che hanno ancora delle quo-

    tazioni raggiungibili. In que-

    sto momento gli artisti del

    dopoguerra (Vedova, Afro,

    Manzoni, Fontana, Castella-

    ni) hanno gi valutazioni inar-

    rivabili per i pi ed in atto la

    riscoperta degli artisti cineti-

    ci e di quelli dellarte analiti-

    ca. Una volta che anche loro

    arriveranno a determinate

    vette, il mercato passer ai

    movimenti dei decenni suc-

    cessivi. Negli anni 90 per

    esempio, hanno lavorato

    artisti come Alessandro Pes-

    soli, Marco Cingolani e Stefa-

    no Arienti le cui quotazioni

    non hanno ancora raggiunto

    quelle del coetaneo Maurizio

    Cattelan. La cosa che si do-

    vrebbe fare anticipare i

    tempi e comprare gli artisti

    prima che vadano di moda e

    che vengano inglobati dal

    mercato: per riuscire a fare

    questo per, bisogna iniziare

    a familiarizzare con linguaggi

    a cui non siamo ancora abi-

    tuati e che spesso possono

    risultare di difficile compren-

    sione.

    (continua nella pagina se-

    guente)

    2. In quali mostre o musei

    sono stati o sono espo-

    sti i suoi lavori?

    Finalmente parliamo dellarti-

    sta o meglio ancora del

    suo Curriculum. Se doveste

    assumere un collaboratore

    come lo scegliereste? Ovvia-

    mente dando unocchiata alle

    sue esperienze passate e

    alle aziende per cui ha lavo-

    rato. Nel caso di un artista le

    esperienze sono date dai

    premi vinti, dalle mostre e

    soprattutto dai musei in cui le

    sue opere sono esposte. Un

    tempo gli artisti raggiungeva-

    no questo riconoscimento a

    fine carriera. Oggi le cose

    sono cambiate e spesso gli

    artisti entrano nei musei mol-

    to prima e ottengono il rico-

    noscimento economico fin da

    giovani. Avere unopera allin-

    terno di un museo, oltre che

    essere un riconoscimento

    ufficiale, espone il nome

    dellartista agli occhi del mon-

    do e lo rende quindi pi desi-

    derabile. Consiglio: cercate

    artisti esposti nei musei ma

    con prezzi ancora abbordabili

    e diffidate di quelli che costa-

    no gi cifre stellari ma che

    nei musei entrano solo pa-

    gando il biglietto.

    3. Chi lo colleziona?

    Una volta cerano Papi, nobili

    e aristocratici. Oggi ci sono

    capitani dindustria, banchieri

    e imprenditori. Cambiano i

    ruoli, cambiano i modi, ma la

    musica non cambia. Entrare

    a far parte di certe collezioni

    garanzia di successo. Pen-

    sate agli artisti della Young

    British Art collezionati dal

    magnate della pubblici-

    t Charles Saatchi e che oggi

    hanno raggiunto cifre da ca-

    pogiro. Altre collezioni im-

    portanti sono quella

    dei coniugi Rubell e quella

    diRosa e Carlos De la

  • 8. Quella che sto per acquistare unopera di un periodo

    significativo?

    Quasi tutti gli artisti hanno avuto nel corso della vita, periodi di

    grande fermento creativo affiancati a periodi meno produttivi.

    Di solito il ciclo produttivo di un artista diviso da una fase in

    cui inventa un nuovo linguaggio, seguito da una seconda

    fase in cui la novit si afferma e quindi finisce di essere una

    novit. Infine arriver la fase in cui lartista, ormai affermato, si

    attester sulla stanca ripetizione di uno schema ormai di suc-

    cesso. Ovviamente la prima fase quella pi cercata e pagata

    dal mercato. Non tutti i Picasso costano milioni di euro. Quelli

    del periodo rosa, del periodo blu o le opere cubiste sono quel-

    le che raggiungono quotazioni spaventose. I Picasso dellulti-

    mo periodo non si avvicineranno nemmeno ai record price

    pazzeschi dellartista. Cos come una Piazza dItalia di De

    Chirico degli anni 50 non coster come una del primo decen-

    nio del 900 o un Castellani degli anni 2000 non coster come

    uno degli anni 60. Attenzione per, perch non per tutti gli

    artisti il periodo migliore quello giovanile, ci sono pittori che

    hanno raggiunto il massimo dellespressivit in et senile o

    altri per cui lanno di creazione di un opera non fa la differenza

    ma conta solo la qualit.

    (continua nella pagina seguente)

    5. Ha raccolto le sue ope-

    re in un catalogo gene-

    rale?

    Per un artista avere il catalo-

    go generale garanzia di

    sicurezza. Serve a far ordine

    nella sua produzione, a certi-

    ficare quali opere sono vere

    e a dare un messaggio di

    seriet che poi si trasferisce

    al mercato. Una delle cose

    che ha fatto esplodere il mer-

    cato di Alighiero Boetti qual-

    che anno fa stata la pubbli-

    cazione del catalogo ragiona-

    to delle sue opere.

    6. I suoi lavori sono imme-

    diatamente riconoscibi-

    li?

    Avere uno stile unico e incon-

    fondibile porta sicuramente

    valore al lavoro di un artista,

    soprattutto quando questo

    vuol dire anche utilizzare un

    linguaggio nuovo o dire cose

    che nessuno ha mai detto.

    Artisti con stili propri sono

    quelli che poi diventano pi

    facilmente icone e quindi pi

    desiderabili dai grandi colle-

    zionisti. Unopera di Andy

    Warhol, come una di Francis

    Bacon, come una di Lucio

    Fontana, come una di Luigi

    Ontani ecc. le si possono

    riconoscere a chilometri di

    distanza. Avere una loro ope-

    ra appesa in un salotto

    garanzia di prestigio per chi

    la possiede.

    7. Le sue opere girano

    allinterno di un merca-

    to locale, nazionale o

    internazionale?

    Qui anche inutile spendere

    troppe parole, una legge

    delleconomia: pi la richiesta

    aumenta, pi aumentano i

    prezzi. intuitivo e automati-

    co che un artista venduto nel

    mondo ha pi richiesta di un

    altro venduto solamente dalla

    galleria del paese.

    Avere uno

    stile unico e

    inconfondibile

    porta

    sicuramente

    valore al

    lavoro di un

    artista

  • no con i nomi che fanno ottimi risultati in asta.

    Adesso sei pronto anche tu a comprare la tua prima opera e

    a investire in arte. Ovviamente non necessario che un

    artista possegga tutti i requisiti che ho elencato qui sopra

    per essere un investimento, soprattutto se stiamo parlando

    di un artista giovane.

    Queste vogliono essere solo delle linee guida ma il discorso

    ovviamente non si esaurisce qui, ci sono tante variabili che

    influenzano le quotazioni di un artista soprattutto in un mer-

    cato in cui c poca chiarezza e trasparenza. Matthew Carey

    -Williams, curatore della galleria White Cube di Londra ha

    dichiarato provocatoriamente Oggi larte un super busi-

    ness. Dopo il traffico di droga e la prostituzione, il pi gran-

    de mercato senza regole del mondo.

    Prima di lanciarti in un acquisto azzardato sarebbe meglio

    quindi iniziare a visitare musei, mostre, fiere nazionali e in-

    ternazionali e dare unocchiata ai nomi che girano. La cosa

    ancora pi saggia quella di farsi consigliare da un addetto

    ai lavori, ma occhio anche in questo caso a scegliere quello

    giusto, alcuni sono solo dei bravi imbonitori.

    N. S.

    9. Com la qualit dello-

    pera che sto per acqui-

    stare?

    La qualit appunto. Penso

    sia chiaro che un artista non

    dipinge solo capolavori. Tutti

    noi abbiamo giornate no, in

    cui niente ci esce come vor-

    remmo e altre in cui tutto

    sembra invece facile. Per un

    artista uguale: ci sono gior-

    nate in cui dipinge capolavo-

    ri, altre in cui i quadri sono

    poco riusciti, altre ancora in

    cui non ha alcuna ispirazione

    ed costretto a creare opere

    giusto per accontentare il

    mercato e altre giornate an-

    cora in cui il risultato del suo

    lavoro ci che lambiente

    chiama con il sinonimo di

    crosta. Ovviamente i capo-

    lavori costano pi delle altre

    opere, ma sono anche quelli

    che si rivalutano meglio nel

    tempo e che si far meno

    fatica a vendere quando si

    vorr monetizzare linvesti-

    mento. Nel mondo dellarte a

    volte meglio ricordarsi del

    proverbio: chi pi spende

    meno spende.

    10. Quale critico si occu-

    pato della sua opera?

    Questultima regola ero inde-

    ciso se inserirla o meno. Un

    tempo la voce di un critico

    avrebbe potuto lanciare ver-

    so le stelle la carriera e le

    quotazioni di un artista. Oggi

    anche una critica importante

    non smuove in sostanza

    niente dal punto di vista delle

    quotazioni. C in compenso

    una nuova figura che qualche

    influenza in pi ce lha ed

    quella del curatore. Negli

    ultimi anni le scelte fatte da

    alcune importanti istituzioni

    museali rispetto a mostre ed

    esposizioni spesso coincido-

    Prima di

    lanciarti in un

    acquisto

    azzardato

    sarebbe

    meglio quindi

    iniziare a

    visitare

    musei,

    mostre, fiere

  • [email protected]

    issuu.com/areyouart

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    Numero 1, Marzo 2015

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