ANNO III Tabaccologia · Tamang (Venezia), Roberto Tatarelli (Roma), Maria Teresa Tenconi (Pavia),...

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Tabaccologia 4 2005 www.tabaccologia.org ANNO III tobaccology Trimestrale a carattere scientifico per lo studio del tabacco, del tabagismo e patologie fumo-correlate Organo Ufficiale della Società Italiana di Tabaccologia-SITAB Official Journal of the Italian Society of Tobaccology Legge antifumo: un anno dopo • Snus Miss Mondo Italia smoke free • Interazioni fumo-farmaci Periodico trimestrale sped. ab. post. 45% L. 662/96 - Autor. D.C. Business - AN / Autorizzazione Tribunale di BO n° 7319 del 24/04/2003

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Tabaccologia4

2005

w w w.tabaccologia .orgANNO II I

t o b a c c o l o g y

Trimestrale a carattere scientifico per lo studio del tabacco, del tabagismo e patologie fumo-correlate

Organo Ufficialedella Societ Italianadi Tabaccologia-SITAB

Official Journalof the Italian Society

of Tobaccology

Legge antifumo: un anno dopo SnusMiss Mondo Italia smoke free Interazioni fumo-farmaci

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EDITORIALECoraggio sostenibile (G. Mangiaracina)

SPECIALELegge antifumo un anno dopo (AA. VV.)

ABSTRACT & COMMENTARY - le ultime dalla ricerca

FOCUS ONSul tabacco orale svedese (Snus), la riduzione dei danni da fumo e altre storie (M.R. Galanti)

ORIGINAL ARTICLEConcorsi di bellezza smoke-free: update di unindagine(S. Pacella Silvia, M. Caucci, G. Mangiaracina)

Il Centro Antifumo di ParmaStudio retrospettivo (2000-2005) su 549 fumatori(G. Giucastro, E. Marangio, A. Verduri, M. Del Donno)

REVIEWInterazioni tra fumo di tabacco e farmaci(V. Zag, M. Mura, S. Tripodi, A. Argiolas, M. De Bernardi di Valserra)

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Periodico trimestrale sped. ab. post. 45% L. 662/96 - Autor. D.C. Business - AN / Autorizzazione Tribunale di BO n 7319 del 24/04/2003 Finito di stampare nellaprile 2005. Tiratura: 10.000 copie.

TabaccologiaOrgano Ufficiale della SocietItaliana di Tabaccologia - SITAB

Direttore Responsabile: Gia-como Mangiaracina (Roma)

Direttore Scientifico: Gaeta-no Maria Fara (Roma)

CapoRedattori: Biagio Tinghino (Monza - MI)[email protected], Vincenzo Zag (Bologna)[email protected]

Comitato Scientifico-Redazionale:Christian Chiamulera(Verona), Mario Del Donno(Benevento), Marco Mura(Toronto - CDN), Claudio Poropat (Trieste), Bia-gio Tinghino (Monza), Vin-cenzo Zag (Bologna).

Comitato scientifico:Riccardo Bartoletti (Sondrio),Elena Calvi (Milano), Laura Car-rozzi (Pisa), Lorenzo Cima(Padova), Cristina Cinti(Bologna), Franco Salvati(Roma), Giuseppe Di Maria(Catania), Domenico Enea(Roma), Alessandro Gennai(Bologna), Auro Gombacci(Trieste), Maria Caterina Grassi(Roma), Paola Gremigni(Bologna), Maurizio Laezza(Bologna), Andrea Ledda(Chieti), Vincenzo Masullo(Roma), Flaminio Mormile(Roma), Stefano Nardini(Vittorio Veneto - BL), Marghe-rita Neri (Tradate - VA), Ema-nuele Passanante (Torino),Mario Polverino (Cava deiTirreni), Eugenio Sabato(Mesagne-BR), ElisabethTamang (Venezia), RobertoTatarelli (Roma), Maria TeresaTenconi (Pavia), StefanoVianel-

lo (Mirano - VE), AlessandroZanasi (Bologna), Pier GiorgioZuccaro (Roma), FrancescaZucchetta (Monza - MI).

Comitato scientifico d'onore:Presidente:Umberto Veronesi(IEO Milano-Italy).

Amanda Amos (University ofScotland, Edinburgh-UK), LucioCasali (Perugia University-Italy),Simon Chapman (Australia),Mario De Palma (FederazioneTBC-Italy), Carlo DiClemente(USA), Jean Francois Etter(Univ. Ginevra-Svizzera), KarlFagerstrom (Smokers Clinicand Fagerstrom Consulting-Sweden), M. Rosaria Galanti(Karolinska University HospitalStockholm-Sweden), CarloGiuntini (Pisa University-Italy),Martin Jarvis (University

College, London-UK), JacqueLe Houezec (NRST, Paris-France), Robert Molimard(Societ Francaise deTabacologie, Paris-France),Dario Olivieri (ParmaUniversity-Italy), FrancescoSchittulli (Lega Italiana per laLotta contro Tumori, Roma-Italy), Stephen Rennard,(Nebraska University, Omaha-USA).

Con il Patrocinio: Federazione Italiana contro

le Malattie Polmonari,Sociali e la Tubercolosi

Lega Italiana per la lottacontro i Tumori

Segreteria di redazione:Livia Laurentino ([email protected])c/o Suoni Comunicazioni

Via Venturoli 38/D - 40138Bologna tel./fax +39 051 304737

Art direction: Hotminds S.r.l.Via B. Bottau 640055 Castenaso (BO)

Impaginazione: Graph-X di Fabrizio Caniwww.graph-x.it

Ricerca iconografica: Zagor & Kano

Stampa:IdeostampaVia del Progresso s.n.61030 Calcinelli di Saltara (PU)

Pubblicit:Suoni Comunicazione([email protected])Via Venturoli 38/D40138 BolognaTel/Fax 051-304737

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Periodico trimestrale sped. ab. post. 45% L. 662/96 - Autor. D.C. Business - AN / Autorizzazione Tribunale di BO n 7319 del 24/04/2003 Finito di stampare nel dicembre 2005. Tiratura: 10.000 copie.

TabaccologiaOrgano Ufficiale della SocietItaliana di Tabaccologia - SITAB

Direttore Responsabile:Giacomo Mangiaracina (Roma)

Direttore Scientifico: Gaetano Maria Fara (Roma)

CapoRedattore: Vincenzo Zag (Bologna) [email protected] CapoRedattore: Biagio Tinghino (Monza) [email protected]

Comitato Scientifico-Redazionale:Christian Chiamulera(Verona), Mario Del Donno(Benevento), Marco Mura(Toronto - CDN), Claudio Poropat (Trieste),Biagio Tinghino (Monza),

Vincenzo Zag (Bologna).Comitato scientifico:Riccardo Bartoletti (Sondrio),Elena Calvi (Milano), Laura Car-rozzi (Pisa), Lorenzo Cima(Padova), Cristina Cinti(Bologna), Franco Salvati(Roma), Giuseppe Di Maria(Catania), Domenico Enea(Roma), Alessandro Gennai(Bologna), Auro Gombacci(Trieste), Maria Caterina Grassi(Roma), Paola Gremigni(Bologna), Maurizio Laezza(Bologna), Andrea Ledda(Chieti), Vincenzo Masullo(Roma), Flaminio Mormile(Roma), Stefano Nardini(Vittorio Veneto - BL), Marghe-rita Neri (Tradate - VA), Ema-nuele Passanante (Torino),Mario Polverino (Cava deiTirreni), Eugenio Sabato(Mesagne-BR), ElisabethTamang (Venezia), RobertoTatarelli (Roma), Maria Teresa

Tenconi (Pavia), Stefano Via-nello (Mirano - VE), AlessandroZanasi (Bologna), Pier GiorgioZuccaro (Roma), FrancescaZucchetta (Monza - MI).

Comitato scientifico d'onore:Presidente:Umberto Veronesi(IEO Milano-Italy).

Amanda Amos (University ofScotland, Edinburgh-UK), LucioCasali (Perugia University-Italy),Simon Chapman (Australia),Mario De Palma (FederazioneTBC-Italy), Carlo DiClemente(USA), Jean Francois Etter(Univ. Ginevra-Svizzera), KarlFagerstrom (Smokers Clinicand Fagerstrom Consulting-Sweden), M. Rosaria Galanti(Karolinska University HospitalStockholm-Sweden), CarloGiuntini (Pisa University-Italy),Martin Jarvis (University

College, London-UK), JacqueLe Houezec (NRST, Paris-France), Robert Molimard(Societ Francaise deTabacologie, Paris-France),Dario Olivieri (ParmaUniversity-Italy), FrancescoSchittulli (Lega Italiana per laLotta contro Tumori, Roma-Italy), Stephen Rennard,(Nebraska University, Omaha-USA).

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La rivista "TABACCOLOGIA" viene pubblicata con cadenza trimestrale. Pubblica gratuitamente articoli originali, rassegne e saggi su argo-menti inerenti il tabacco, il tabagismo e le patologie fumo-correlate. Il testo deve essere inviato via e-mail [email protected] o spedito in 2 copie cartacee e su dischetto con programma Word e salvato in formato RTF alla Segre-teria di Redazione. I lavori (articoli originali, reviews e saggi) devono essere redatti in lingua italiana oppure in inglese con traduzione initaliano e con sommario sempre in italiano e inglese. La prima pagina dovr contenere: a) il titolo del lavoro (in italiano e inglese) b) gliAutori del lavoro c) l'Istituto (o gli Istituti) di appartenenza d) il nome per esteso e l'indirizzo completo di numero telefonico fax e/o e-maildell'Autore per la corrispondenza. Gli articoli originali dovranno essere cos suddivisi: Abstract, Parole chiave (da 3 a 5), Introduzione,Materiali e Metodi, Discussione e Conclusione. Le voci bibliografiche dovranno essere elencate in ordine di citazione o in ordine alfabeti-co e indicare: i cognomi di tutti gli Autori (max 6), il titolo completo dell'articolo in lingua originale, l'indicazione della rivista abbreviatasecondo l'Index Medicus, l'anno di pubblicazione, il volume e le pagine (iniziale e finale) (per esempio: 3. Stanton WR, Oei TPS, Silva PA.Sociodemographic characteristics of adolescent smokers. Int. J. Addiction, 1994; 29: 913-925). I relativi abstract dovranno essere suddivi-si in: Premessa, Scopo, Metodi, Risultati, Conclusioni. La lunghezza (inclusa la Bibliografia, esclusi i grafici e le tabelle) non deve superarei 20.000 caratteri. Tabelle e figure: dovranno essere numerate consecutivamente sul retro e riportare la didascalia, numerate consecuti-vamente sul retro o riportare la didascalia se inviate via e-mail. Rassegne/reviews: devono sempre cominciare con una Introduzione eterminare con una Conclusione e Bibliografia. Possono anche essere divise in ulteriori sezioni con titoli a scelta dell'Autore. Il riassunto(italiano ed inglese) non necessita di suddivisione. La lunghezza complessiva della Rassegna non deve superare i 30.000 caratteri. Saggio articoli brevi: il testo non va necessariamente diviso in paragrafi e non richiesto sommario. Le lettere (della lunghezza massima di1.500 battute) possono essere inviate alla Redazione via e-mail ([email protected]). Per motivi di spazio, la Redazione siriserva di abbreviare le lettere troppo lunghe. Possono essere ammesse fino a 3 voci bibliografiche. Per quanto contenuto nel materialepubblicato dalla Rivista la responsabilit degli Autori. La Redazione della Rivista si riserva il diritto di pubblicare gli articoli e di appor-tarvi eventuali correzioni e di chiedere agli Autori la riduzione del testo o del materiale illustrativo.

Il materiale va inviato al seguente indirizzo: Segreteria di Redazione: Livia Laurentino ([email protected]) c/o Suoni Comu-nicazione, Via Venturoli 38/D, 40138 Bologna, tel./fax 051 304737La Rivista protetta da Copyright.Una dichiarazione firmata di trasferimento alla rivista dei diritti d'autore dovr essere allegato dagli Autori che inviano il testo e che avrvalidit solo in caso di pubblicazione del lavoro. Il materiale inviato alla Redazione non viene restituito.

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Desidero sottoscrivere labbonamento alla rivista Tabaccologia per lanno 2006 che sarinviata al seguente indirizzo:

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Avevamo ragione. IlTabacco (con la Tmaiuscola) unproblema talmente serio da richiedereuna mobilitazione generale al di l diogni forma di reazione individuale esociale, per posizione presa o per igno-ranza. Siamo ormai allinterno di un siste-ma precario, in bilico tra evidenza scien-tifica ed ipocrisia culturale. La denunciaserve a poco. Occorre la pazienza deisaggi, la temerariet di un rocciatore, ladisciplina di un samurai. Avevamo ragio-ne a prevedere la difficolt del nostro

posizionamento nel sistema, costrettiincessantemente a mediare tra istitu-zioni e Terzo Settore responsabile, trapoteri costituiti e poteri emergenti.Abbiamo dunque scommesso.

Una puntata audace, non azzardata,sostenuta da convinzioni ed evi-

denze, non da visioni profeti-

che. Ora lo possiamo pure dire: per avervoluto a tutti i costi una rivista per lag-giornamento continuo degli specialistidella malattia del secolo, di una dipen-denza che miete vittime alla streguadelle grandi epidemie del passato, peraver voluto QUESTA rivista, noi del consi-glio direttivo, ci siamo tassati. Abbiamospremuto la borsa a denti stretti, con rab-bia celata o palese, ma sempre rabbiaera, pure convinti di avere agito per unbene comune, anche se non riconosciu-to. Oggi osserviamo con una punta disoddisfazione (solo una punta, percarit) i primi frutti del lavoro pi fatico-so, di zappatura di un terreno avaro earido.

Non si pu fare a meno per di ricor-dare che nellarsura di questo contestosociale e persino scientifico, siamo statitutti testimoni di una scossa telluricaindotta, una legge fatta di poche righe,anzi impropriamente definita legge,perch semplicemente articolo, il 51della legge 3/2003 sulla Pubblica Ammi-nistrazione, entrato in vigore al principiodi questanno. Giunti alla fine del 2005,con un pugno di cifre che incoraggiano,ci sentiamo di dovere esprimere un gra-zie poderoso a chi il coraggio lo ha avuto.Questo coraggio, che in gergo chiamia-mo spina dorsale, o pi volgarmentepalle, il professor Girolamo Sirchia lo hadimostrato resistendo ad un sistema cor-rotto, disinformato, tronfio di insuccessispacciati per virt. Ne ha pagato lo scot-to, ma la norma rimasta ferma nelle sueintenzioni, pronta a far discutere ancora,democraticamente ineccepibile, checostringe i cosiddetti fumatori ad esse-re minoranza di fatto, con il loro 25% dipresenza nel territorio nazionale, e nonmaggioranza presunta. Il 5 novembre,Giornata Nazionale per i Diritti dei Nonfumatori, ha riproposto nei gruppi didiscussione internettiani la soddisfazio-ne di alcuni esponenti di quel 75% chedoveva subire e accettare situazioni di

CCoorraaggggiioo ssoosstteenniibbiilleeGiacomo Mangiaracina

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fatto e privilegi ingiusti concessi a sog-getti che oggi curiamo alla stessa stre-gua di un malato neuropsichiatrico.

E qui ci attendiamo la levata di scudidei colleghi specialisti del neurone edelle sinapsi. La pretesa di essere gli elet-ti per vocazione non ha alcun senso.Ricordiamoci che nella cura della dipen-denza alcolica ha fatto di pi AlcolistiAnonimi, dal 1939 ad oggi, che linteracategoria professionale del DSM IV.Quando bussavo alle loro porte neglianni Ottanta, non aprivano. Al Sert dipiazza delle Cinque Giornate a Roma, uncollega mi liquid ventanni fa con que-ste parole: Tabagismo? Qui diamoMetadone, roba pesante, altro che fumo.Oggi, il dott. Claudio Baldelli, dirigentedello stesso Sert, collabora con la Sitab.Ad onor del vero, sono stati gli pneumo-logi italiani a muoversi per primi, e que-sto merito se lo riconquistano annodopo anno con il loro impegno nelcampo, con difficolt oggettive, conscianche dei loro limiti nel trattare la com-plessit della dipendenza tabagica, maaperti allapprofondimento e al conse-guimento di nuove abilit (skills) profes-sionali, pronti a sedersi sui banchi perintegrare un counselling al trattamentocon Nicotina. Coraggiosi.

Anche il 24 settembre alle nostrespalle, ma le speranze sono avanti a noi.Il progetto INSPIRO decollato secondole regole. Una cinquantina di responsabi-li e coordinatori di altrettanti Centri Anti-fumo, tra i pochi a detenere esperienza ecompetenza nella cura del Tabagismo,hanno lavorato e prodotto il primo risul-tato, un documento finale che va lettocon attenzione.

Rappresenta lavvio di un altro percor-so di ricerca di modalit di lavoro condi-vise tra gli operatori dei servizi di 2 livel-lo. Il terreno per la Consensus spianato.Lappuntamento per tutti fissato permarzo 2006, unaltra pietra miliare nelpercorso delle strategie di controllo delTabacco, per capire meglio ci che servea raggiungere obiettivi concreti. E ciauguriamo che a quella data il governoabbia gi ratificato la FrameworkConvention sul Controllo del Tabacco(FCTC). Perch un fatto certo: sotto-porremo a valutazione ogni atto, ed inspecial modo quelli che comportino unimpegno di denaro pubblico, per distin-guere con maggiore chiarezza i modiappropriati di fare prevenzione e tera-pia, dagli interventi di facciata, chefanno tanto bene ai grandi dispensatoridi fumo. Il coraggio non ci mancherneppure questa volta.

Giacomo Mangiaracina([email protected])

Presidente SITAB

Tabagismo: Prevenzione e TerapiaTabagismo: Prevenzione e TerapiaLa ricerca, la formazione, le azioni concrete e condivise, la valorizzazione delle risorse, le prospettive

10 - 11 Marzo 2006ROMA, Hotel Villa Panphili

Prevenzione e Terapia del Tabagismo: Orientamenti, Azioni, Risultati Lo Stato dellArte e le Prospettive

Tabacco e comunicazioneTabacco e professioni sanitarieFumo e ambienteI soggetti e le azioniProgettualit ed esperienze a confronto

La riduzione del danno

Segreteria Scientifica

G. Tarsitani, G. MangiaracinaUniversit La Sapienza, Roma

Organizzazione

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LItalia uno deipochi paesi almondo che ha

adottato una legge che vieta il fumo neilocali pubblici. Molti altri paesi stannoprendendo in considerazione una leggesimile e guardano allItalia per compren-dere come un simile approccio possaessere attuato con efficacia anche neiloro paesi.

Per meglio comprendere gli intendi-menti ed i potenziali ostacoli allattua-zione della legge, il Centro Nazionale diEpidemiologia, Sorveglianza e Promozio-ne della Salute dellIstituto Superiore diSanit ha intrapreso uno studio 1) nelgennaio-aprile 2005 sul monitoraggiodellapplicazione della legge che vieta ilfumo nei locali pubblici. In un campionedi 34 ASL, lo studio si prefigge di:

1. descrivere conoscenze, attitudini ecomportamenti in relazione alla leggedei proprietari di locali pubblici, defini-ti come bar, pizzerie, pub, ristoranti; stimare ladesione alle disposizioni dilegge nei locali pubblici.

Il monitoraggio nei locali pubblicidurer un anno. In un primo momentosono stati selezionati in modo casuale,utilizzando lelenco telefonico (paginegialle), 50 locali (bar, ristoranti, pizzerie epub) in ogni ASL che ha partecipato allostudio, tra cui lASS1 Triestina. Per racco-gliere i dati si utilizzato un questionarioin due parti: una riempita dal gestore dellocale e laltra dal ricercatore della ASL,riguardante leventuale presenza difumatori nei locali nellorario di maggio-re affluenza della clientela, e registrandosia la presenza diretta di clienti fumatori

che le tracce eventualmente lasciate daquesti ultimi (livello visivo ed olfattivo difumo). Negli stessi locali, si realizzeranno3 successive rilevazioni di dati a distanzadi 6 mesi e 1 anno dal 10 gennaio 2005,con lobiettivo di poter stabilire una ten-denza degli aspetti pi importanti.

Ai dati nazionali abbiamo aggiuntola colonna con i dati locali dellASS trie-stina di cui eravamo in possesso. Loscopo un confronto tra il dato medioitaliano e quello triestino, con tutti ilimiti dovuti alla scarsa numerosit delcampione triestino ed alla selezione dicomodo (non casuale) delle 34 ASL delcampione nazionale. Tale confronto particolarmente interessante se, peripotesi di lavoro e per opinione comu-ne, considerassimo la nostra realt diTrieste come particolarmente ligia aleggi e regolamenti, e quindi potessi-mo farci unidea di quanto il dato italia-no sia pi o meno omogeneo nelle suediverse realt. E anche uno stimolo afare altrettanto nelle altre ASL attivenella ricerca.

I dati riportati, a meno che non siadiversamente specificato, si riferiscono alcampione nazionale gennaio-aprile2005.

Dati rilevati dal ricercatore Il 54% dei locali erano bar, il 34% risto-ranti, il 7% pizzerie e il 5% pub. Nel 95%dei locali visitati il cartello con lindica-zione di divieto di fumo era gi statoaffisso (100% a Trieste, confermando li-potesi dellintroduzione) e l1% di que-sti era dotato di zona fumatori inconformit alle nuove norme. Inoltredurante le visite nello 0,4% dei localisono state notate persone che fumava-no, nel 2,4 % era presente fumo ododore di fumo (rispettivamente 0% e0% a Trieste); non cerano posacenereallinterno dei locali.

I GestoriPrima della legge era fumatore il 46%(54% a Trieste). Dopo lentrata in vigoredella legge l80% ha dichiarato di aversmesso/ridotto vs il 68% a Trieste.

La legge dal punto di vistadei gestoriL 84% dei gestori intervistati ha ritenutoche il fumo passivo fosse una minacciaper la sua salute o per quella dei suoicollaboratori. L82% convinto che se lalegge che proibisce il fumo nei localipubblici venisse applicata correttamen-te, sicuramente o probabilmente i nonfumatori correrebbero meno rischi diavere malattie legate al fumo, come peresempio asma e bronchiti, e il 60% haritenuto che questa legge far fumare dimeno le persone o addirittura le farsmettere di fumare. Buono quindi il livel-lo di conoscenza.

A Trieste sembrano meno convinti deidanni pur essendo pi aderenti allalegge.

Riguardo alla clientela, il 68% deigestori ha dichiarato che prima del 10gennaio 2005, almeno la met dei loroclienti erano fumatori. La maggioranza(72%) ha riferito che nellora di punta nelloro locale, i non fumatori sembravanoinfastiditi dal fumo, e il 41% ha dichiara-to che, nel mese precedente lentrata invigore della legge, ha avuto qualchevolta o frequentemente delle lamenteleper la presenza di fumo nel locale daparte di clienti non fumatori.

A Trieste vengono riportati pi fuma-tori, meno fastidio ma eguali lamentele.

Quando stato loro chiesto in chemisura i loro clienti rispettano questalegge, il 92% dei gestori ha riportato chetutti la rispettano. Solo una minoranza(11%) ha dichiarato di aver dovuto chie-dere a qualche cliente di smettere di

SPECIALE Legge Antifumo un anno dopo

Riccardo Tominz, Claudio Poropat

Effetti della legge 3/03 sul divietodi fumo nei locali pubblici

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fumare, e ancora meno (2%) si vistoopporre un rifiuto da parte dei clienti sol-lecitati a spegnere la sigaretta.

Laderenza alla legge eguale nel cam-pione triestino, nonostante le difformitprecedentemente descritte.

In risposta alla domanda su quale stata lopinione generale dei loro clientirispetto alla legge fino a questo punto, il74% dei gestori ha dichiarato che lopi-nione dei loro clienti molto favorevoleo favorevole. da notare che solo il 6%ha riportato che i propri clienti eranocontrari.

Nel campione triestino c meno favo-re nei confronti del divieto, ma totaleladerenza alla legge.

La minoranza, pari al 16% dei gestoriintervistati, ha dichiarato che il locale stato ispezionato dalle forze dellordine

per controllare se ci fossero persone chefumavano.

Questo dato, e lancor minore percen-tuale nellestremit triestina, sembraindicare che lapplicazione della nuovalegge un dato di cultura condivisa,piuttosto che unimposizione.

Una delle principali preoccupazioni daparte dei gestori rispetto alla nuovalegge riguarda le possibili implicazionieconomiche negative, anche se un simi-le effetto non mai stato provato neglialtri paesi in cui tale legislazione statamessa in atto. Alla domanda se ritengo-no che, in seguito alla legge, vi siano statieffetti economici sulla loro attivit, solo il12% ha dichiarato di aver subito una per-dita significativa. A Trieste *, a febbraio,ben il 49% ha dichiarato una perditasignificativa ma alla seconda intervista di

giugno-luglio, tale percentuale era ridot-ta al 33%.

Questo proverebbe lesistenza di untimore eccessivo, poi ridimensionato, oun adattamento della clientela allenuove norme.

Conclusioni La maggior parte dei gestori intervistatiera consapevole degli effetti nocivi delfumo passivo e dei benefici potenzialidella legge per la salute della loro clien-tela.

Lentrata in vigore della legge sul fumosembra aver prodotto dei cambiamentidi rilievo. In primo luogo, nei locali visi-tati uninfima percentuale stava fuman-do, e persino lodore di fumo era pratica-mente assente.

Sembra che la maggior parte deifumatori si siano prontamente adeguatialla legge; pochi gestori riportano di averdovuto chiedere ai loro clienti di smette-re di fumare. E tutto ci sembra essersiverificato in assenza di sostanziali sforzidi applicazione delle sanzioni previstedalla legge, dal momento che la mino-ranza dei locali riporta di aver avuto uncontrollo da parte delle forze dellordine.

Probabilmente la maggiore preoccu-pazione dei gestori riguarda il potenzialedanno economico. Peraltro solo il 12%ha riportato perdite significative ed ilconfronto, pur connesso a molte variabi-li, con il dato triestino che presenta unavistosa diminuzione dopo tre mesi, ci fapensare a stime pessimistiche ma in viadi ridimensionamento da parte deigestori.

A breve distanza di tempo dalla diffu-sione di questo rapporto disporremo deirisultati della seconda rilevazione chepermetteranno di stabilire delle linee ditendenza e forniranno delle informazionipi precise sulla efficacia della leggeanti-fumo.

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Riccardo TominzUnit di Epidemiologia, Dip. di Prevenzione, ASS n1 Triestina

Claudio PoropatCentro per la prevenzione e cura del tabagismo, Dip. delle Dipendenze, ASS n1 Triestina

1) BEN, Bollettino Epidemiologico Nazionale. Studio sugli effetti della nuova legge che vieta il fumo nei locali pub-blici condotto in 34 ASL (gennaio-aprile 2005)

SPECIALE Legge Antifumo un anno dopo

CONFRONTO TRA I DATI DELL ITALIA E DELLA ASS1 TRIESTINA

Bar 54% 48%Ristoranti 34% 32%Pizzerie 7% 12%Pub 5% 8%SI affissione cartello divieto 95% 100%SI presenza zona fumatori 1% 0%SI fumo visibile e odore sigarette 2% 0%Presenza persone che fumavano 0.4% 0%

CONOSCENZA DANNI FUMO PASSIVORitiene che il fumo sia una minaccia 84% 58%La legge diminuisce malattie legate al fumo 82% 62%La legge fa fumare meno o smettere 60% ?

COMPORTAMENTO CLIENTI PRIMA DELLA LEGGEAlmeno la met dei loro clienti erano fumatori: lo ha dichiarato il 68% 90%

I non fumatori sembravano infastiditi dal fumo:lo ha dichiarato il 72% 59%

Lamentele per presenza di fumo 41% 40%

DOPO LAPPLICAZIONE DELLA LEGGEIn che misura i clienti rispettano legge 92% 94%Ho dovuto chiedere di smettere di fumare 11% 18%Rifiuto da parte del cliente 2% 2%

OPINIONE riportata dei CLIENTI sulla leggeFavorevole 74% 49% Contrari 6% 4%

CONTROLLI effettuati forze ordine 16% 6%

EFFETTI della legge sul comportamento fumo 80% 68%gestori (ridotto o smesso)

IMPLICAZIONI ECONOMICHEperdita significativa 12% 49% - 33%*

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SPECIALE Legge Antifumo un anno dopo

Il lavoro pubblicato da Gallus et al. suAnnals of Oncology il 7 novembre u.s.dimostra che il divieto di fumare neiluoghi e locali pubblici (inclusi aereoporti,stazini ferroviarie, ristoranti, bar, luoghi dilavoro) della penisola e stato univer-salmente accettato e non ha avuto con-seguenze negative sul business dei localistessi. Contemporaneamente il consumodi sigarette si e ridotto dell8%. Questostudio dimostra gli indubbi vantaggi diuna legislazione smoke-free sulla salutepubblica. Dopo lentrata in vigore dellalegge (10 gennaio 2005) gli studiosi dellIstituto di Ricerche Farmacologiche MarioNegri di Milano hanno condotto un sur-vey su 3114 uomini e donne di tutte le etasuperiori a 15 anni e rappesentativi dellediverse aree geografiche, fasce sociali,educazione e categorie lavorative delpaese. Gli Autori hanno quindi confronta-to i dati relativi al consumo di tabaccoottenuti da diversi altri studi di popo-lazione nazionale e dai dati provenientidirettamente dai venditori. Nel periodogennaio-aprile 2005 sono state venduti

28.3 milioni di tonnellate di sigarette, con-tro i 31.1 milioni di tonnellate dello stessoperiodo dellanno precedente. Questoequivale ad una diminuzione dell8,9%delle vendite, che ben si correla con il calodel 7.8% riportato dal survey condotto sulcampione di popolazione, sempre rispet-to allo stesso periodo (marzo-aprile) del2004. La diminuzione nel consumo disigarette sembra inoltre essere maggioretra i giovani (14-24 anni) con un calo del23%, e tra le donne (10.5%), anche sesarebbe necessario un campione di mag-giore dimensione per trarreuna conclusione definititva.Infine, a fronte del 10% diintervistati che dichiaravanodi essere andati spesso al riso-trante o al bar dopo lintro-duzione del divieto, solo il7.4% ha dichiarato di esserciandato meno spesso. Questiincoraggianti risultati hannoquindi avuto grande visibilitanella letteratura Inter-nazionale e non fanno che

confermare lefficacia ed anche la popo-larita della leglislazione smoke-free, giaprecedentemente riportata sulle paginedella nostra Rivista a proposito dei risul-tati osservati a New York.

Gallus S, Zuccaro P, Colombo P, Apolone G, Paci-fici R, Garattini S, La Vecchia C. Effects of newsmoking regulations in Italy. Annals of Onco-logy published online on November 7, 2005http://annonc.oxfordjournals.org/ , doi:10.1093/annonc/mdj070

Abergavenny Roger Dobson. Italys ban onsmoking in public places has led to 8% drop inconsumption. British Medical Journal 19November 2005 (Vol 331, No 7526) - bmj.com

Il divieto di fumo nei locali pubblici in Italia haridotto il consumo di sigarette dell'8%

La legge 3/2003, che ha introdotto il divie-to di fumare in tutti i luoghi chiusi dal 10gennaio 2005, ha scatenato, sin dallinizio,grandi passioni e discussioni senza fine trafavorevoli e contrari. Dibattiti televisivi,articoli e lettere sui giornali, forum su varisiti Internet e molto altro ancora.

Il pandemonio scatta per qualchegiorno prima della sua entrata in vigore, ecio in coincidenza con la pubblicazionedella circolare del 17 dicembre con laquale lallora Ministro della Salute, Prof.Sirchia, chiarisce i tanti punti dubbi rima-sti in sospeso fino a quel momento. Traquesti, il pi controverso attribuisce ai

gestori dei pubblici esercizi(bar, ristoranti, pub, discote-che, sale bingo ecc.) lobbligo di richiama-re formalmente i trasgressori allosservan-za del divieto e quello di segnalare, nelcaso tale richiamo rimanga inascoltato, illoro comportamento a pubblici ufficiali eagenti, ai quali competono la contesta-zione della violazione del divieto e la con-seguente redazione del verbale di con-travvenzione.

Apriti cielo! I gestori dei pubblici eser-cizi salgono immediatamente sulle barri-cate, dichiarando che mai e poi mai siappunteranno la stella di sceriffi antifu-

mo. Non possono sostituirsi alle forzedellordine e neanche mettersi in unaposizione di cos forte contrasto nei con-fronti dei clienti che devono essere servi-ti e non denunciati.

Girolamo Sirchia, di fronte ai propositidichiarati da Sergio Bill Presidente dellaFIPE di ricorrere al TAR, afferma che dietrole minacce c la Confcommercio che, inquanto azionista della BAT (British Ame-rican Tabacco), la cordata aziendale cheha rilevato lETI (Ente Tabacchi Italiano)con un investimento di pi di due miliar-

Legge antifumo: cronistoriadi un tentato golpe

Marco Mura

Cinzia Marini

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di di euro, molto preoccupata dalla pos-sibilit che una contrazione del mercatopossa costarle parecchi quattrini. Non sispiegherebbe altrimenti tanto accani-mento nei confronti di una legge cheincontra il favore degli stessi esercenti. evidente che lassociazione spinta dainteressi di lobby e per questa ragionecontinua a porre in essere unazione cosviolenta con ricorsi e atti di contrasto.Nonostante le vibrate proteste, il fatidicogiorno arriva, ma tutto sembra risolversinel migliore dei modi; la stragrande mag-gioranza dei fumatori si rassegna e si tra-sferisce a fumare allaperto e, nei rari casiin cui questo non avviene, i gestori deilocali pubblici, timorosi delle salatissimemulte previste, intervengono in mododeciso e perentorio.

Entro pochi giorni il nostro Paese irri-conoscibile e i fumatori stessi sembranosoddisfatti del rigore con cui la legge applicata e rispettata. Congratulazioniarrivano anche da molti paesi europei.

Nel mese di febbraio, la societ chegestisce il bar Lo Scaletto di Savona,presenta ricorso al Tar contro la contrav-venzione elevata dalla Polizia municipaleper 420 euro per aver omesso di farrispettare il divieto di fumare nel propriolocale.

Nel mese di aprile 2005 il Prof. Sirchiaviene sostituito da Francesco Storace, exgovernatore del Lazio e fresco di sconfit-ta elettorale, il quale, non appena nomi-nato, sottolinea che la gestione del suoprecedessore stata improntata a uneccessivo salutismo (!) e dichiara di voler-si impegnare pi sulle malattie che sullediete. Afferma che ci sono problemiurgenti da risolvere, quali il contratto deimedici e il costo dei farmaci. Pur non met-tendo in discussione la legge sul fumo, ilneoministro dichiara che gli stili di vita

non si impongono erincara la dose, propo-nendo una legge didefiscalizzazione perincentivare i gestori deilocali a realizzareambienti per fumatori.Dichiarazioni che nondestano stupore dalmomento che Storaceaveva bollato la leggeantifumo come una

grande ingiustizia perch fa sentire i cit-tadini colpevoli di un reato che nonhanno commesso.

Nei giorni successivi persino i fumato-ri, tra loro alcuni nomi molto noti, e pri-vati cittadini criticano le affermazioni diStorace e difendono loperato di Sirchia.Sandro Curzi, ex direttore di Liberazione,dichiara: Allinizio ero scettico, ma congrande fatica ho cominciato ad apprez-zare i ristoranti no smoking. PierluigiCastagnetti ha addirittura detto addioallamato sigaro e ammette: Senza ildivieto non ce lavrei fatta, mentre Fran-ca Rame recita s, ma il mea culpa: Qual-che sigaretta la fumo ma so che fa male.Uccide e spero che anche il ministro loricordi.

Che la musica sia cambiata apparesubito evidente. Molti quotidiani infattipubblicano la notizia che in Consiglio deiMinistri Storace, Fini e Calderoli (questul-timo, lo ricordiamo, medico) fumanoallegramente, mentre alla Camera deiDeputati, dopo una breve tregua durantela quale sono stati fatti sparire tutti i posa-cenere e sono state allestite aree perfumatori esterne, con la fine dellera Sir-chia, il consumo delle bionde ricomincia.

Ed eccoci ai due passetti indietro men-zionati nel titolo. Il 1 agosto il Tar delLazio pubblica la sentenza che, acco-gliendo il ricorso del bar di Savona, can-cella di fatto gli obblighi dei pubbliciesercenti previsti dalla circolare del 17dicembre. Permane esclusivamentequello di affiggere i cartelli di divieto congli estremi della norma e le sanzioni pre-viste. Gaudio e tripudio della FIPE, soddi-sfazione dei titolari dei pubblici esercizi ecosternazione di utenti e clienti. I soliche, dopo la sentenza del TAR, sarannochiamati a redarguire i fumatori irrispet-tosi e, se necessario, a sollecitare linter-

vento delle forze dellordine. Il Codaconsdichiara immediatamente che tale sen-tenza non modifica la responsabilit deigestori dei locali nei quali si fumi nono-stante i divieti. I non fumatori possonocomunque denunciare i gestori per con-corso nella contravvenzione a carico delfumatore e per omissione dolosa checonsente il compimento del reato. Inol-tre, i gestori potranno essere chiamati alrisarcimento dei danni, alla stregua dellarecente sentenza del Tribunale di Romache ha condannato il Ministero dellIstru-zione riconoscendo la sua responsabilitpoich ha omesso di impedire il fumo.

Nei mesi successivi i cittadini italianiche frequentano bar e ristoranti, manife-stando maggior senso civico di chi ligoverna, continuano a rispettare lalegge.

La stessa cosa non si pu dire di altriluoghi pubblici quali discoteche e ospe-dali e molti luoghi privati di lavoro, dove,a giudicare dalle segnalazioni che per-vengono allindirizzo [email protected] creato da Coda-cons, Societ di Tabaccologia, Gea Pro-getto Salute e Aria Pulita per tutelare idiritti dei Nonfumatori con informazionie suggerimenti, il rispetto della leggerisulta molto pi problematico e iresponsabili dei controlli in molti casipreferiscono far finta di nulla di fronte apalesi e ripetute violazioni.

In conclusione si pu affermare che ilnostro Paese ha fatto un enorme passoavanti con lapprovazione della legge3/2003, ma doveroso rilevare che lastrada da percorrere per poter vedere uncambiamento culturale ancora lunga ela sentenza del Tar non contribuisce cer-tamente a migliorare la situazione dalmomento che, i gestori del locali pubbli-ci, esenti ormai da ogni obbligo di vigi-lanza, non si preoccupano affatto delproblema fumo. Tutti noi abbiamo per-tanto il dovere e la responsabilit di vigi-lare e segnalare le violazioni alle autoritcompetenti ovunque si verifichino, affin-ch vivere in ambienti liberi dal fumodiventi per tutti (e al pi presto) unarealt quotidiana.

Cinzia MariniAssociazione Aria Pulita - Roma

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AAbbssttrraacctt && CCoommmmeennttaarryyle ultime dalla ricerca

A cura di C. Chiamulera, G. Forza, G. Invernizzi

no dei principalifattori patoge-netici della bron-chite cronica(BC) e dellabroncopneumo-patia cronica

ostruttiva (BPCO) la ridotta clearancemuco-ciliare, a cui contribuisce in manie-ra determinante il fumo di tabacco.Ricercatori del Dnipropetrovsk StateMedical Academy (Ucraina) hanno stu-diato la clearance muco-ciliare con ilmetodo dellindicatore al ferro da inalare;leliminazione dellindicatore con lescrea-to stata utilizzata come parametro diclearance. Un gruppo di pazienti ex-fumatori con BC (n=15, et 30.05.5) hapresentato una eliminazione significati-vamente inferiore dellindicatore, e quin-di una peggiore clearance, rispetto ad ungruppo di controlli sani (n=10, et28.43.1) (p

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La diagnosi di COPD rafforza la smoking cessationMalgorzata Czajkowska-Malinowska,1 Jan Zielinski.2 Diagnosis of COPD increases smoking cessationrate. ERJ september 2005; vol. 26, suppl. 49: abstract 1025, ERS Congress 2005.1Department of COPD and Respiratory Failure, Kujawy Pomorze Pulmonology Center, Bydgoszcz,Poland. 2 National Tuberculosis and Lung Disease Research Institute, Warsaw, Poland.

Lo scopo di questo studio stato quello di valutare gli effetti di ripetuti counselingantifumo in due gruppi di persone: fumatori con diagnosi recente di COPD e fumato-ri con normale funzionalit polmonare.Lo screening spirometrico stato effettuato in 2125 soggetti volontari ad alto rischioper COPD. Tra i 400 fumatori attuali del campione, in 169 stata riscontrata una limi-tazione al flusso aereo deponente una diagnosi di COPD (COPD group). I rimanenti231 presentavano una spirometria normale (C-gruppo). Entrambi i gruppi avevanoricevuto i consigli per smettere di fumare. Durante i 4 anni di follow-up stata ripetu-ta la spirometria ed stato valutato lo stato di fumatore una volta lanno. In quellaoccasione il consiglio di smettere di fumare stato ripetuto ad ogni fumatore.Durante il periodo di controllo 22 persone sono decedute: 16 nel gruppo COPD e 6 nel grup-po controllo. Tutti questi sono stati esclusi dallanalisi. I risultati sono descritti in tabella:

Le conclusioni in base ai risultati sono che il consiglio ripetuto di smettere di fumaredato ai fumatori a rischio per patologie importanti polmonari pi efficace nei fuma-tori con COPD che nei fumatori con normale funzionalit polmonare.Il presente articolo rafforza la validit del percorso seguito dagli pneumologi nellap-proccio alla disassuefazione dal fumo di tabacco dal momento che, seguendo le linee

guida AIPO, negli Ambulatori per il trattamento del tabagismo viene sempre effet-tuata una visita con test funzionale dellapparato respiratorio.

(Vincenzo Cilenti)

Difficolt nellidentificare e trattare la BPCO e nellattribuzione delrischio imputabile al fumo nella BPCOWilson D, Adams R, Appleton S, Ruffin R, North West Adelaide (Cohort) Study Team Chest. 2005;128:2035-2042.Health Observatory, University of Adelaide, Queen Elizabeth Hospital, Woodville Road, Woodville, Adelaide, South Australia

Gli interventi di sanit pubblica dipendono da una accurata identificazione di un target di popolazione, che varia aseconda dei criteri di diagnosi adottati. Un interessante studio dellUniversit di Adelaide, Australia, ha confrontato diver-

si criteri internazionali utilizzati per diagnosticare la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) nella popolazione gene-rale. La prevalenza dei casi di BPCO pu essere determinata da studi sul rischio attribuibile di fumare nella popolazione di pazien-ti affetti da BPCO (PAR). E stato valutato il PAR sia per i fumatori che per gli ex-fumatori. 2501 soggetti australiani di et pari a 18anni sono stati inclusi nello studio. La diagnosi e la severit di BPCO sono state determinate sulla base dei valori di FEV1/FVC e FEV1(% pred.) raccomandati da diverse autorit pneumologiche internazionali. I dati demografici, le abitudini di vita correlate alla salu-te e la qualit di vita sono stati raccolti mediante interviste telefoniche e questionari auto-somministrati. Il PAR di fumare (fumato-ri ed ex-fumatori) variava dal 51 al 70% a seconda dei criteri diagnostici utilizzati. La prevalenza della BPCO era del 5,4 usando i cri-teri ATS, del 3,5% secondo i criteri BTS, del 5,0% in base ai criteri ERS e del 5,4% secondo i criteri GOLD. In conclusione il rischio disviluppare BPCO in relazione al consumo di tabacco quantificabile tramite il PAR, ma questultimo identifica anche altri rischi,anche se non quantificabili. Lindividuazione dei casi di BPCO a livello dei servizi di medicina di base rimane difficoltosa a causa delrange di valori spirometrici eccessivamente vario e della frequente sottodiagnosi. (M.M.)

Lesposizione precoce alfumo di tabacco aumentail rischio di asmaTrude Duelien Skorge, Tomas M. L. Eagan, GeirEgil Eide, Amund Gulsvik and Per S. Bakke. TheAdult Incidence of Asthma and RespiratorySymptoms by Passive Smoking In Utero or inChildhood. American Journal of Respiratory andCritical Care Medicine Am J Respir Crit Care Med2005; 172: 61-6.

Il fumo passivo pre o postnataleaumenta di molto il rischio di asma osintomi respiratori in et adulta. Prece-denti studi avevano osservato gli effettidel fumo passivo precoce sulle malattierespiratorie in fasi pi tardive della vita,ma rimaneva poco chiaro se tale espo-sizione influenzasse di fatto il rischio dimalattia in et adulta. Il presente studionorvegese (University of Bergen), con-dotto su una coorte di 3.786 soggetti diet compresa tra i 15 e i 70 anni, ilprimo ad evidenziare questa vulnerabi-lit apportata dal fumo passivo in fasimolto precoci: in base alle frazioni attri-buibili stimate, quasi un quarto dei casiincidenti di asma dellet adulta (linci-denza di asma bronchiale negli adultiper il 17.3% era causata dal fumomaterno e per il 9.3% dal fumo dientrambi i genitori) potrebbe essereprevenuto se i bambini non venisseroesposti al fumo di tabacco nellambien-te in fase pre e postnatale.

(Vincenzo Zag)

QUIT RATE IN % OF TOTAL NUMBER OF SUBJECTS

subjects Age M / F Follow-up Follow-up Follow-up Follow-up

(No) (years) (%) 1 year 2 years 3 years 4 years

COPDgroup 153 57.09.3 66.3/33.7 18.6% 31.3% 39.6% 51.6%

C - group 225 51.57.9 56.7/43.3 8.3% 14.0% 21.5% 26.2%

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oonnFFooccuussFFooccuuss oonnTa b a c c o l o g i a 4 / 2 0 0 5

1. Harm reduction:discorso o prassi?A chi lavora nellambito del trattamentodelle tossicodipendenze lespressioneharm reduction (riduzione del danno) certamente familiare. Gi alla fine deglianni 80, e sullonda dellepidemia di infe-

zione da HIV (1) sisono identificaticollettivamentecon questo ter-mine interventi ilcui fine primarioera o la minimiz-zazione deldanno di salutein costanza delcomportamentodannoso (es:distribuzione disiringhe sterili incambio delleusate), o la sosti-tuzione del com-portamento dan-noso con un altromeno dannoso(es: terapie sosti-tutive a lungotermine conmetadone, som-minist raz ionecontrollata dieroina). Pur nel-l eterogeneitdegli interventiinvocati o prati-

cati, il minimo comun denominatore con-siste quindi nella rinuncia allestinzione delcomportamento primariamente dannoso,nei casi in cui al paziente risultasse difficileo impossibile liberarsene.

Nellambito delle misure di controllodel fumo di sigaretta il termine di usoassai pi recente (2). Nella mia memoriaesso si collega alla prima conferenzaeuropea della SRNT (Societ di Ricercasulla Nicotina e sul Tabacco) a Copenha-gen nel 1998. La discussione si centrallora sullopportunit/accettabilit diconsigliare terapie sostitutive a base dinicotina che fossero prolungate neltempo e/o utilizzate per ridurre il consu-mo di sigarette allorquando il fumatorenon riuscisse ad abbandonarlo del tutto.Da allora, il termine esploso fino a com-prendere, negli ultimi anni, tutte le stra-tegie ed i prodotti potenzialmente ingrado di ridurre lesposizione al fumo disigaretta (3). Mentre in America si trattain pratica di una molteplicit di prodotti(dalla sigaretta incombusta Eclipse allebibite a base di nicotina), in Europa sem-bra aggirarsi solamente lo spettro dellosnus, un particolare tipo di tabaccoorale di fabbricazione svedese, che verrdescritt pi avanti.

Il termine riduzione del danno ha sol-levato per diverse riserve (4), poichnella maggioranza dei casi questa ridu-zione teoricamente possibile, ma nonempiricamente rilevata. Come mai, eperch cosi difficile stabilire un fattoallapparenza cosi semplice?

Tanto per cominciare, per osservare lariduzione di un danno di salute, nonbasta sostituire un prodotto dannosocon uno meno dannoso, ma bisognaanche che sia minore la dannosita (adesempio cancerogenicit), e che la sosti-tuzione di una certa entit, raggiungaper cosi dire una massa critica. Peresempio, un forte fumatore che dimez-zasse il consumo di sigarette potrebberidurre apprezzabilmente il proprio

M. Rosaria Galanti

SSuull ttaabbaaccccoo oorraallee ssvveeddeessee ((SSnnuuss)),,llaa rriidduuzziioonnee ddeeii ddaannnnii ddaa ffuummoo ee aallttrree ssttoorriiee

Snus come tradizione: reclame per una delle piu antiche manifatture di tabacco orale svedese

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rischio di cancro del polmone (5), ma chesuccederebbe se la riduzione fosse diminore entit?

Per di pi, pesa nella memoria di tutti esulla coscienza di pochi lesempio illumi-nante delle sigarette cosiddette light,reclamizzate come metodi per ridurrelesposizione a componenti canceroge-ne della combustione, le quali nonhanno ridotto il rischio di tumore del pol-mone, ma probabilmente solamentecausato un a redistribuzione di formeistologiche Infatti, il fumatore con unaforte dipendenza da nicotina vieneindotto ad inalare pi profondamentequesto tipo di sigarette che non quelleregolari. (6)

Ma c dellaltro. Per osservare lauspi-cata riduzione del danno a livello dipopolazione, (che ci che pi interessanellottica della prevenzione) si devonoverificare altre due condizioni. Primo, lafrequenza del comportamento alterna-tivo deve essere sufficientemente alta, esostenuta nel tempo. Secondo, lintrodu-zione del comportamento alternativonon deve creare rischi collaterali. Unesempio di questo genere si avrebbe sepersone che non avrebbero altrimentiusato affatto prodotti a base di nicotinavenissero indotte al loro uso da una pro-paganda rassicurante o decisamentepromozionale. Unepidemia di dipen-denza da nicotina potrebbe cosi aprirele porte ad una successiva transizione aprodotti pi dannosi (teoria delgateway, cio porta dentrata) (7). Unaltro esempio si avrebbe qualora fuma-tori che avrebbero in futuro smesso difumare con altri mezzi venissero incorag-giate soltanto a ridurre il consumo, anzi-

ch a smettere toutcourt (ritardata cessa-zione).In conseguenza delleconsiderazioni di cuisopra, stato propo-sto di sostituire le-spressione harmreduction con quellepi caute di riskreduction o exposu-re reduction, cioriduzione del rischio,o meglio ancora ridu-zione dellesposizio-

ne al fumo (per esempio i prodotti, abase di tobacco o nicotina, suscettibilidi essere usati a questo scopo, sonostati collettivamente denominati dalloIOM, listituto di medicina americano ,PREPs, Potential Reducing ExposureProducts) (8)

Ci che rende la questione particolar-mente controversa il fatto che unapolicy pubblica che accettasse, o persinopromuovesse, forme alternative di uso dinicotina e tabacco toccherebbe non solole scelte di salute, ma comporterebbealtre importanti implicazioni, di caratteresoprattutto etico. Provo ad elencare lepi citate (9, 10):

Accettare di inserire prodotti a base ditabacco nellarsenale delle misure dicontrollo del fumo costituisce un segna-le educativo negativo per lopinionepubblica, segnale che potrebbe in segui-to minare la credibilit dei messaggi diprevenzione (non esistono forme ditabacco buono).

Propagandare tabacco orale comealternativa al fumo porta credito edanaro alla industria del tabacco, che notoriamente composta di individui cini-ci e non affidabili

Esistono forme di nicotina pulita, ilcui contenuto controllato e dichiarato,prive di altre sostanze cancerogene, chesono sottoutilizzate nelle terapie deltabagismo.

In ogni caso, i guadagni in termini diriduzione del fumo vanno pesati controle perdite in termini di aumento di dipen-denza da nicotina e ritardata cessazione

Tutte le riserve di cui sopra sono alcentro dellacceso dibattito scatenato dalcaso Svezia.

2. Svezia un esperi-mento naturale?

Nel 2003 (11) alcuni ricercatori ed attivi-sti di lotta al tabagismo caldeggiarono larimozione a livello europeo del veto dicommercializzare il tabacco orale Svede-se snus. Ma cos lo snus, e perch fatanto parlare di s?

Lo snus un prodotto per uso oralecostituito da tabacco finemente tritura-to, che viene venduto in due tipi di con-fezione-base: il tipo sfuso, vale a diresemplicemente pressato in una scatola,da cui il consumatore estrae una porzio-ne pizzicandola fra due dita, ed il tipo inbustina, in cui una dose standard vieneracchiusa in una bustina che ricordaquelle da t). Sul mercato svedese esisto-no molte varianti di questo prodotto. Ledifferenze principali consistono nellaquantit di tabacco in una scatola (fra 6 e50 gr), in una dose standard (da 0.3 ad 1gr) e nell aggiunta di modificatori digusto, per esempio alla liquirizia, allavaniglia, etc. Altri additivi dichiaraticomprendono: cloruro di sodio, acqua (ilprodotto va mantenuto umido), regola-tori di umidit e acidit. Per un approfon-dimento della variet di prodotti sul mer-cato svedese si pu consultare il sito delproduttore (www.gothiatek.com)

La presa di snus viene inserita fra il lab-bro superiore e la gengiva e tenuta inloco per un tempo variabile, general-mente fra i 30 e i 60 minuti, dopodichviene sputata ed eventualmente sostitui-ta da una nuova. In questo modo, il con-sumatore di snus pu autosomministrar-si nicotina virtualmente non-stop nellar-co della giornata.

Uno studio recente riporta che la dosedi nicotina estratta dallo snus in porzionidurante luso corrisponde al 20-45% delcontenuto iniziale del tabacco, mentre labio-disponibilit della nicotina estrattadallo snus, cio la quota che effettiva-mente passa nel circolo sanguigno, corri-sponde al 40-60% della dose estratta,con un picco di concentrazione plasmati-ca dopo 30 minuti (12).

Oltre alla nicotina, in ragione di 8-10mg /gr di tabacco, lo snus, come tutti iprodotti a base di tabacco, contiene unaquantit enorme di sostanze chimiche.

Foto1: Prodotti e consumatori tipici di snus

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Di particolare interesse le nitrosaminespecifiche (TSNA), un gruppo di sostanzederivanti dalla reazione dei nitriti con glialcaloidi specifici del tabacco, inclusa lanicotina. Alcune nitrosamine con pro-priet cancerogene sono presenti anchenello snus, ma a concentrazioni inferioria quelle rilevate in altri tipi di tabaccoorale (13)

Il tipo di snus venduto sciolto per usoorale la forma pi antica, tradizional-mente usata dalla popolazione maschilesvedese da pi di 200 anni, in particolareda lavoratori manuali nel nord della Sve-zia. Il tipo a porzioni stato inveceintrodotto nel mercato relativamente direcente, nella seconda met degli anni70, ma ha raggiunto una popolarit sor-prendente, e costituisce oggi pi del50% del mercato. Ci dovuto anche adunintensa attivit di marketing verso lenuove categorie di consumatori, cio igiovani e le donne. Infatti mentre lusodello snus tradizionale esteticamentenon attraente, le molto pi discrete emeno maleodoranti mini-porzioni, conlaggiunta di gusti morbidi (vaniglia,cassis, eucalyptus) minimizzano questiproblemi. Ci sono motivi di ritenere che isegmenti di mercato individuati abbianoreagito come da programma (14)

Lo snus anche molto pi accessibiledelle sigarette dal punto di vista delprezzo (una scatola da 24 gr costa circa2.6 Euro, contro i circa 3.7 Euro di un pac-chetto di sigarette ).

Dati nazionali, disponibili sistematica-mente a partire dagli anni la 80, dimo-strano un notevole aumento sia dellevendite di snus, sia della prevalenza diconsumatori nella popolazione (grafico2). In pratica, dopo un lungo periodo dilatenza dopo la seconda guerra mon-diale, in cui lo snus perse popolarit, si assisitito ad un continuo trend in aumen-to nella popolazione maschile. Fra ledonne, solo negli ultimi 5-7 anni si avuto un aumento delle consumatriciabituali, praticamente segregate fra ledonne di elevata istruzione. Parallela-mente, la prevalenza di fumatori giorna-lieri in Svezia diminuita drammatica-mente ed oggi fra le pi basse nei paesioccidentali (grafico 1), specie fra gliuomini (13% secondo uninchiesta nazio-nale del 2005). Da notare tuttavia che la

diminuzione di fumatori giornalieririguarda entrambi i sessi, tanto che se sitiene conto del consumo di tabacco tota-le gli uomini permangono ad un livellopi alto delle donne.

In Svezia, a partire dallinizio degli anni80 lincidenza del tumore maligno delpolmone fra gli uomini ha mostrato untrend in continua diminuzione, in accor-do con quanto poteva essere predetto inbase alla diminuzione di fumatori e allalatenza per la diminuzione del rischio(15). Fra le donne, il cancro polmonare invece ancora in aumento, anche qui inaccordo con il pi recente picco epide-mico di fumo di sigaretta nel sesso fem-minile.

3. Rischi di salutelegati alluso dellosnusIn contrasto con la diffusione del consu-mo sta una sorprendente scarsit diricerca sui danni delluso dello snus perla salute. Un gruppo di lavoro dello IARC(Agenzia Internazionale di Ricerca sulCancro) ha recentemente concluso (16)che tutte le forme di tabacco orale, inclu-so lo snus, sono in grado di causare can-cro nelluomo, ma gli studi epidemiologi-ci implicanti luso di tabacco svedesecome esposizione sono solo una mancia-ta. Le forme di cancro pi probabilmentecausate dallo snus includono il carcino-ma orale (17)

e quello del pancreas (18). Gli studi esi-stenti non sono concordi nellindicare unaumento del rischio di morbilit cardiova-scolare legato alluso di snus, mentre probabile che vi sia un aumento dellaletalit degli eventi coronarici acuti neiconsumatori di snus in confronto ai non-consumatori di tabacco (19, 20). Due studisvedesi (21, 22) presentano dati contra-stanti anche riguardo allo snus come pos-sibile fattore di rischio per diabete di tipoII (insulino-resistente), ma non esclusoche un consumo forte e prolungatoesponga ad un aumento di rischio.

Lo snus probabilmente responsabileanche di patologie orali non tumorali(retrazioni gengivali, parodontite) (23).Inoltre, nonostante basate su un solostudio (24), ci sono indicazioni che lusodello snus in gravidanza esponga a dimi-nuzione del peso alla nascita, a partopre-termine ed a rischio di pre-eclam-psia.

Gli studi svedesi, oltre che esserepochi, soffrono di unaltra limitazione, ecio che i consumatori esclusivi di snus,cio quelli che non hanno mai fumato,sono fin qui una minoranza. Solo negliultimi anni si accumulata una consi-stente schiera di esclusivi consumatori ditabacco orale, sui quali sar possibilecondurre studi appropriati in futuro. Glo-balmente, i danni per la salute conse-guenti alluso di snus sono fin qui davalutarsi inferiori ai danni causati dalfumo, in quanto mancano totalmente glieffetti legati allinalazione di sostanzecombuste.

Grafico 1: Prevalenza (%) di consumatori giornalieri di snus nella popolazione adulta svedese, rilevata in tre inchieste nazionali

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4. Snus come aiuto alla cessazione delfumo ?Combinando insieme le osservazioni dicui ai paragrafi precedenti, il gruppo diteorici dellharm reduction ha ipotizza-to che la diminuzione del fumo di siga-retta e dei danni relativi sia, almeno fragli uomini, in gran parte da attribuire alruolo compensatorio dello snus. In altreparole, lo snus avrebbe facilitato la cessa-zione o riduzione del fumo nella popola-zione svedese, sia direttamente, sosti-tuendo una forma deleteria di sommini-strazione della nicotina con una menodeleteria, sia indirettamente, cio favo-rendo la diffusione di nuove normesociali anti-fumo (25).

Uno studio svedese (26) ha per rileva-to due fatti importanti: primo, luso dellosnus sembra in effetti aumentare la pro-babilit di riuscire a smettere di fumaredi circa l80%; ma, secondo, la stragrandemaggioranza di ex fumatori con lungointervallo di astinenza ha smesso senzalaiuto dello snus. Questi due fatti, assie-me allosservazione di diminuzione dellaprevalenza di fumatrici fra le donne, frale quali luso dello snus fin qui statomolto raro, indicano che la proporzionedi cessazione del fumo attribuibile allosnus probabilmente modesta. Inoltre,negli anni in cui si assistito ad unaumento del consumo di snus in Sveziasono state messe in atto numerose misu-

re per il controllo della commercializza-zione, promozione e uso del fumo ditabacco, culminate nella legislazioneanti-tabacco, la Tobacco Act del 1993. Inconclusione, difficile stabilire quanto lariduzione dei fumatori sia da attribuireallo snus e quanto al ribaltamento dellanormativit rispetto al fumo cui si assi-stito negli ultimi 20 anni.

5. Snus = iniziazioneal tabacco = portadingresso al fumo?Unaltro importante argomento solleva-to dagli oppositori del progetto di libera-lizzazione del snus che la presenza diun ulteriore tipo di tabacco sul mercatopotrebbe avere come effetto quello diindurre giovani immuni al fumo a pro-vare e diventare dipendenti da questafonte alternativa di nicotina. Questoavrebbe il duplice svantaggio di aumen-tare i tassi di nicotinismo nella popola-zione giovanile e di eventualmente apri-re le porte ad una successiva transizionealluso di sigarette.

Il problema non pu essere eluso, manon neppure facile trovare evidenza asupporto o disconferma. I dati di popola-zione svedesi non sembrano confermarelipotesi di un effetto gateway poich laprevalenza del fumo in discesa, mentrela prevalenza di uso dello snus stabilefra i maschi e in ascesa fra le femmine

(27). Tuttavia, una quota consistente diragazzi alla fine della scuola dellobbligousa entrambi i prodotti in quantitapprezzabili. Studi americani sulluso deltabacco orale non hanno offerto imma-gini concordi su questo fenomeno (28,29). Cosa sarebbe successo ai giovani cheusano snus qualora questo non fossestato disponibile una domanda cui allostato attuale non dato di rispondere,perch mancano dati sperimentali oquasi sperimentali al riguardo.

6. Il mercato nongioca a dadi Come facile arguire, l alta temperaturadella discussione dovuta anche aglienormi interessi economici in gioco. Lacompagnia Swedish Match, il principaleproduttore svedese di snus, navigabenissimo in acque turbolente. Tanto permettere in chiaro dove stanno le sue pro-spettive di espansione, nell ultimo rap-porto economico della compagnia a fineanno 2004, la pagina di copertina mostrauna sorridente donna in carriera chetiene delicatamente fra il pollice e lindi-ce una porzione di snus. Dal rapporto(scaricabile anche in inglese dal sitowww. swedishmatch.com) si deducequanto segue:a. il modelloharm reduction viene spo-

sato in pieno dalla compagnia, cheriporta ampi stralci degli argomenti infavore della sostituzione di uso

Grafico 2: Prevalenza(%) di fumatori giornalieri nella popolazione adulta svedese

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Prof. Girolamo SirchiaMinistro della Salute

b. il mercato svedese pressoch saturo,e, vista limpermeabilit della legisla-zione europea, lespansione pu oggicome oggi solo avvenire sul mercatoamericano, che rappresenta il targetattuale per la commercializzazione sularga scala.

Si pu anche speculare che il merca-to americano, notoriamente pi vivacedi quello europeo, offre una dupliceopportunit alla Swedish Match. Dauna parte, vi laspetto commercialepuro e semplice: oltre 200 milioni dipotenziali consumatori, sbocco per laproduzione locale di tabacco, etc. Dal-laltra, la penetrazione sul mercatoamericano rappresenterebbe un tram-polino di lancio su mercati ancora pigiovani (es. paesi africani, dellest asia-

tico, etc), e un tramite altamente per-suasivo per una successiva regolamen-tazione del prodotto, condizione pri-maria per lammorbidimento della legi-slazione europea (30)

Domande aperteI modelli di harm reduction sono indefinitiva sfide, che sollevano interroga-tivi sia scientifici che etici, sia sul pianodella prevenzione che su quello del trat-tamento del tabagismo. vero, infatti,che il principio del primum non nocerepu essere considerato ambiverso: intro-durre un potenziale di rischio eticamentealtrettanto inaccettabile del sottrarre unpotenziale di riduzione del rischio. In que-sto senso, va forse sottolineato che gliaspetti da considerare nellassistenza al

fumatore in un contesto clinico nonsono gli stessi di quando si fanno scelteche hanno come target lintera popola-zione. Infine, non va dimenticato che lemodificazioni di comportamento a livel-lo di comunit sono multifattoriali,legate cio a modelli culturali, tradizioni,scelte politiche, economiche, e influenzemass-mediali. Auspicare lesportazionedi un prodotto come soluzione di pro-blemi legati ad un comportamento com-plesso come il fumare potrebbe rivelarsi,alla fine della storia, un grave peccato diingenuit.

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30. Gray N. Mixed feelings on snus. Lancet2005;366(9490):966-7.

M. Rosaria GalantiEpidemiologo, Unita di Prevenzione del Tabagismo

della Regione di Stoccolma e Karolinska Institutet

1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALEFluifort 2,7 g granulato2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA1 bustina da 5 g contiene: principio attivo: carbocisteina sale di lisina monoidrato paria 2,7 g di carbocisteina sale di lisina; per gli eccipienti, vedere 6.1.3. FORMA FARMACEUTICAGranulato4. INFORMAZIONI CLINICHE4.1 Indicazioni terapeutiche. Mucolitico, fluidificante nelle affezioni dellapparatorespiratorio acute e croniche.4.2 Posologia e modo di somministrazione. 1 sola bustina al giorno o secondo pre-scrizione medica. In considerazione delle caratteristiche farmacocinetiche e della ele-vata tollerabilit, la posologia consigliata pu essere mantenuta anche in pazienti coninsufficienza renale ed epatica. Durata del trattamento: Carbocisteina sale di lisinamonoidrato pu essere impiegata anche per periodi prolungati, in questo caso opportuno seguire i consigli del medico. Istruzioni per limpiego della bustina: scioglie-re il contenuto della bustina in circa mezzo bicchiere dacqua mescolando bene.4.3 Controindicazioni. Ipersensibilit al principio attivo o ad uno qualsiasi degli ecci-pienti. Ulcera gastroduodenale. Gravidanza ed allattamento. Pazienti di et pediatrica(al di sotto degli 11 anni).4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni dimpiego. Non sono noti fenome-ni di assuefazione o dipendenza. Fluifort 2,7 g granulato non influisce su diete ipoca-loriche o controllate e pu essere somministrato anche a pazienti diabetici. Fluifort 2,7g granulato non contiene glutine; pertanto pu essere somministrato a pazienti affet-ti da celiachia. Fluifort 2,7 g granulato contiene aspartame come dolcificante: talesostanza controindicata in soggetti affetti da fenilchetonuria.4.5 Interazioni con altri farmaci e altre forme di interazione. In studi clinici control-lati non sono state evidenziate interazioni con i pi comuni farmaci di impiego nel trat-tamento delle affezioni delle vie aeree superiori ed inferiori n con alimenti e con testdi laboratorio.4.6 Gravidanza e allattamento. Sebbene il principio attivo non risulti n teratogenon mutageno e non abbia mostrato effetti negativi sulla funzione riproduttiva nellani-male, Fluifort non deve essere somministrato in gravidanza (vedere 4.3). Poich nonsono disponibili dati relativi al passaggio di carbocisteina sale di lisina monoidrato nellatte materno, luso durante lallattamento controindicato (vedere 4.3).4.7 Effetti sulla capacit di guidare veicoli e sulluso di macchinari. Non sono statiriportati, n sono ipotizzabili, effetti negativi del farmaco sulla capacit di guidare vei-coli o usare macchinari.4.8 Effetti indesiderati. Lesperienza derivata dalla commercializzazione di Fluifortevidenzia che la comparsa di effetti indesiderati un evento molto raro. Basandosisulla stima di pazienti esposti, segnalazioni spontanee di reazioni avverse sono stateriportate in meno di un paziente ogni milione di pazienti esposti. Nella maggior partedei casi i sintomi hanno avuto carattere transitorio e si sono risolti con la sospensio-ne della terapia e, in alcuni casi, con trattamento farmacologico specifico. Le reazio-ni avverse riscontrate con Fluifort, tutte molto rare (incidenza 5760; topo e rattop.o. > 13500. Dosi non tossiche negli studi cronici: 3 mesi cane p.o. = 300 mg/kg/die;6 mesi ratto p.o. = 500 mg/kg/die). Studi di teratogenesi condotti su due specie ani-mali (ratto e coniglio) non hanno evidenziato anomalie di organogenesi. Studi di tos-sicit riproduttiva condotti nel ratto hanno dimostrato che Carbocisteina sale di lisinamonoidrato non interferisce sulla fertilit o riproduzione n sullo sviluppo embriofeta-le, n su quello post-natale. Il prodotto non correlato chimicamente con prodotti adattivit cancerogena ed risultato non mutageno nei test di genotossicit in vitroed in vivo.6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE6.1 Elenco degli eccipienti. Acido citrico, mannitolo, povidone, aroma naturale dicedro, aroma naturale di arancia, succo di arancia, aspartame.6.2 Incompatibilit. Nessuna.6.3 Periodo di validit. Tre anni.La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integrocorrettamente, conservato.6.4 Speciali precauzioni per la conservazione. Nessuna6.5 Natura e contenuto del contenitore. Bustine in carta/alluminio/politene.Confezione di 30 bustine da 5 g6.6 Istruzioni per luso e la manipolazione. Sciogliere il contenuto della bustina incirca mezzo bicchiere dacqua mescolando bene.7. TITOLARE DELLAUTORIZZAZIONE ALLIMMISSIONE IN COMMERCIODomp farmaceutici s.p.a - Via San Martino, 12 - Milano. Concessionario per lavendita: Domp s.p.a. - Via Campo di Pile - LAquila8. NUMERO DELLAUTORIZZAZIONE ALLIMMISSIONE IN COMMERCIOAIC n. 0238340569. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/ RINNOVO DELLAUTORIZZAZIONEData di rinnovo: giugno 200510. DATA DI REVISIONE DEL TESTOgiugno 2005

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

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Concorsi di bellezza smoke-free:update di unindagineSmoke-free beauty competitions: update of a survey

RiassuntoIntroduzione. In considerazione delle difficolt spesso riscontrate in ambito di Prevenzione del Tabagismo, si sono voluti esplorarenuovi linguaggi che permettano di veicolare messaggi di salute in grado di raggiungere contesti difficilmente permeabili, ben lon-tani dal concetto "austero" di Prevenzione spesso percepito. L'indagine, diretta alle finaliste di Miss Mondo, va ad integrare la prece-dente esplorazione degli atteggiamenti e delle abitudini delle finaliste di Miss Universo 2003 nei riguardi del fumo di tabacco. Materiali e metodi. Lindagine 2005 stata condotta attraverso il medesimo questionario usato nel 2003, direttamente somminis-trato, durante uno stage formativo, alle partecipanti alla finale del concorso Miss Mondo - Italia. Conclusioni. Il campione, ancora esiguo, arriva a superare i 100 soggetti, dimostrando poche variazioni rispetto ai dati precedenti,ma confermando una ridotta prevalenza di Tabagismo tra le giovani donne, nellambito dei concorsi di bellezza.

Parole chiave: massmedia, fumo di tabacco, adolescenza, prevenzione del tabacco.

AbstractIntroduction. Considering the difficulties in Tobacco prevention, we wanted to explore new forms of language in order to crea-te messages of health to reach different contexts of young people, far away from an "austerity" of perception in prevention. Thecurrent investigation (Miss World's finalists) is integrative to the previous research about attitudes and habits of the finalists ofbeauty competitions, started with the Italian editione of Miss Universe 2003, towards tobacco smoke. Methods. The 2005's survey was carried out by the same questionnaire used in 2003, directly gived to the finalists of Miss World- Italia, during a stage.Conclusions. The sample has still a small numerosity, just over 100 girls, and it demonstrates few variations in comparison withprevious figures. It confirms a smoller prevalence of tobacco consumpion among young women in beauty competitions.

Keywords: massmedia, tobacco consumption, adolescence, smoking prevention.

IntroduzioneSecondo lindagine Doxa commis-sionata dall Istituto Superiore diSanit (1), negli ultimi anni la situa-zione relativa al consumo di tabaccoin Italia sembrerebbe migliorata; gliattuali fumatori sarebbero il 25,6%della popolazione generale contro il26,2% del 2004 e il 27,6% del 2003.Sempre secondo i dati Doxa, 500mila fumatori avrebbero smesso nel-lultimo anno. La diminuzione sareb-

be superiore tra gli uomini (29,3%nel 2005, 30% nel 2004, 33,2% nel2003), ma anche nelle donne si regi-strerebbe un calo delle fumatricimeno appariscente (22,1% nel 2005,22,5% nel 2004 e nel 2003). Gli exfumatori sarebbero di conseguenzaaumentati, passando dal 17,9 al18,6% (25,2% maschi e 12,4% fem-mine), mentre i non fumatori rap-presenterebbero il 55,8% (45,5%uomini e 65,5% donne) della popo-lazione generale.

Quando parliamo di dati riferiti al con-sumo di tabacco, nonostante lo studioDoxa sia ritenuto del tutto attendibile dairicercatori dellISS, vi sempre una buonadose di scetticismo da parte degli specia-listi della materia, in funzione del fattoche le cifre del passato hanno mostratoincongruenze e discordanze, che merita-no ancora oggi la dovuta attenzione (2).Tuttavia, se riduzione oggettiva vi stata,il merito andrebbe attribuito alla maggio-re sensibilit dei vertici della Sanit Pub-blica e delle istituzioni preposte alla tute-

Pacella Silvia, Caucci MelissaGEA Progetto Salute - Area Psicologia

Mangiaracina GiacomoDipartimento di Scienze di Sanit Pubblica, 2 Facolt di Medicina, UniversitLa Sapienza; Societ Italiana di Tabaccologia.

Pacella Silvia, Caucci Melissa, Mangiaracina Giacomo

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la della Salute nel nostro Paese, che sisono tradotti in programmi di Controllodel Tabagismo, specie sul piano del tratta-mento (centri antifumo). Ma il merito dimaggiore rilevanza si deve attribuire allerecenti emanazioni legislative, in partico-lare lart. 51 della 3/2003 sulla PubblicaAmministrazione, entrata in vigore il 10gennaio 2005, che sta contribuendo inmodo significativo al cambiamento deicomportamenti sociali in materia diFumo, buona premessa alla divulgazionedi una cultura della prevenzione.

Bisogna tuttavia tenere conto che idati provenienti dai produttori del tabac-co, in particolare Altria Group e ReynoldsAmerican, continuano a registrare unaumento dei profitti, dimostrando che ladiminuzione del consumo di tabacconon sarebbe poi cos eclatante.

In relazione al quadro descritto imperativo impiegare le necessarie risor-se finalizzate alla prevenzione, la cui effi-cacia spesso non appare documentata.Le iniziative e i programmi di prevenzio-ne vengono proposte con sistematicaperiodicit. Nella sostanza possono esse-re cos riassunti:

Documento Conferenza diRoma del 13-15 novembre2003Il documento, stilato nellambito delConvegno su Tabacco, prevenzione e

comunicazione incentrate sui giovani siponeva lobiettivo fondamentale di adot-tare raccomandazioni che potessero gui-dare la Commissione europea nel defini-re i criteri per lelaborazione di futurecampagne.

Campagne EuropeeIn occasione della Giornata Mondialesenza Tabacco 2005, la CommissioneEuropea ha presentato la campagnaHELP - Per una vita senza tabacco, con trespot televisivi, trasmessi contempora-neamente in tutti i paesi membri dellUnione, per la sensibilizzazione sultabagismo e la creazione di un sito Inter-net: www.help-eu.com.(3) I tre spotHELP affrontano il tema della, preven-zione, della cessazione e del fumo passi-vo rivolgendosi i particolare ai ragazzi eai giovani adulti, considerati un gruppo arischio. HELP la seconda grande cam-pagna antifumo attivata in tutti gli statimembri dellUnione Europea, basatasugli esiti della precedente campagnaFeel-Free to Say NO, realizzata tra il2002 e il 2004 e che ha avuto 1 miliardodi contatti tra i giovani di tutta lUE . Lacampagna si fonda su una strategia dicomunicazione integrata che fa ricorsoalla pubblicit tradizionale, a spot televi-sivi, cinematografici e radiofonici, adinserzioni e cartelloni pubblicitari non-ch alle pubbliche relazioni e alle mani-

festazioni tradizionali. Un altro aspettodella campagna costituito da un sitoInternet in undici linguehttp://www.feel-free.info, che contieneanche collegamenti a centri a cui possi-bile telefonare e chiedere un supporto adistanza nella cura della dipendenzatabagica (Quit-Line).

Coalizioni nazionali e internazionaliLENSP (European Network for SmokingPrevention www.ensp.org), rete euro-pea per la prevenzione del Fumo, adesempio, riunisce 600 organizzazioniattive nel campo del controllo del Tabac-co con lo scopo di dare maggiore incisi-vit alle attivit a livello regionale, nazio-nale ed europeo, e di garantire una colla-borazione ed un intervento efficace aiprogetti in ambito politico, strategico eoperativo.

EnypatLa European Network on Young Peopleand Tobacco nata nel 1993 con lo scopodi sviluppare programmi per la preven-zione del fumo tra i giovani. Tra questispicca lo Smoke free class competition,che prevede una competizione fra classiin cui vince chi segue lo stile di vita pisano. Il progetto, lanciato per la primavolta nellanno scolastico 1997/98 su uncampione di 100.000 alunni appartenen-ti a diversi Paesi Europei, continua anco-ra oggi con il coinvolgimento di unnumero sempre crescente di Paesi e diclassi. Con questo ed altri programmiENYPAT riuscita sia ad instaurare unfelice rapporto di collaborazione tradiversi Paesi, sia a favorire la collabora-zione tra insegnanti, esperti del settore,ricercatori e politici.

Programmi scolasticiSe da un lato va riconosciuto limpegnoe il coinvolgimento delle scuole nellaprevenzione del tabagismo, dallaltrova detto che tali propositi mancano dialcuni elementi essenziali come i criteridi selezione dei programmi idonei inbase ad et e ordine scolastico e i crite-ri di selezione delle competenze adatte(operatori della salute esperti in Tabagi-smo) a veicolare i messaggi di preven-zione. La prevenzione, in altre parole,

Santa Maria di Leuca (LE): la finale del concorso di Miss Mondo - Italia (18/09/2005)

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deve essere condotta con criteri scien-tifici in grado di delineare programmi-tipo.

Programmi regionaliNumerose sono le iniziative a livelloregionale. LAssessorato Sanit dellaRegione Lombardia ha stilato nel 2000 leLinee-Guida per il controllo e la preven-zione del Tabagismo; nel Veneto, il Cen-tro di riferimento per la Prevenzione delTabagismo, guidato da ElisabethTamang, ha promosso lo Smoke FreeClass Competition su tutto il territorionazionale. Di sicuro interesse liniziativadella Regione Emilia Romagna di speri-mentare nuovi strumenti e metodi nelcampo della prevenzione e della promo-zione della salute (Playback Theatre,scrittura creativa, analisi immaginativa ediversi laboratori interattivi) per giunge-re a strategie adatte in particolar modoalle esigenze di giovani e docenti. Rimane tuttavia fondamentale aderirealla traccia segnata dalle Linee-Guidaregionali emanate con lo scopo di evita-re improvvisazioni che invalidano lap-proccio scientifico in Prevenzione adiscapito dellefficacia. I progetti di pre-venzione possono presentare oggettivedifficolt quando lobiettivo quello dimigliorare la salute individuale e collet-tiva. Uno degli ostacoli ad una preven-zione efficace linfluenza delle ondateemotive del contesto sociale. Infattilattenzione e lenfasi posta sulle temati-che da parte dei Media variabile. Aquesta incostanza siaffianca lirregolarit o lascarsit dei supporti inambito amministrativo edistituzionali, che mettonoin crisi la continuit degliinterventi. Per questo laprevenzione deve contaresulla qualit e la multidi-sciplinariet delle compe-tenze, e la sola informazio-ne certamente non bastaa cambiare atteggiamentie comportamenti. Le cam-pagne di prevenzione deltabagismo devono dun-que essere integrate inuna strategia globale4. Di fatto occorre contrasta-

Analisi del questionario Miss Mondo 2005 e Confronto con i dati Miss Universo 2003

re in una qualche maniera la promozioneincessante dei grandi produttori deltabacco verso i giovanissimi, che perl80% sperimentano il fumo prima dei 18anni. Rimane importante studiare e ana-lizzare le dinamiche affettivo-relazionaligiovanili, definendo con chiarezza gliobiettivi e gli indicatori di efficacia. Ccomunque bisogno di campagne peradulti e giovani, a cui si dovr parlarecome a degli adulti, utilizzando i mezzi dicomunicazione pi adeguati.

Nel tentativo di esplorare nuove vie, laSITAB ha cercato di permeare contestidel tutto nuovi e di veicolare messaggi disalute attraverso lutilizzo di linguaggialla portata di tutti, condivisi dai giovani,che si discostino il pi possibile dallim-magine austera e mutilante della pre-venzione. Lobiettivo migliorare la salu-te, la qualit di vita e la sua durata, ali-mentando una cultura della salute chenon sia frutto di moralismi e salutismi.

Da qui la ricerca di testimonial e di figu-re che in qualche modo abbiano un forteimpatto e grande presa sugli organi diinformazione e sul pubblico, in particola-re quello giovanile. Questo viaggio haportato ad avvicinarci al mondo delleste-tica (moda e bellezza)(5). Loccasione ci stata offerta da Miss Universo, e prose-guendo su questa linea siamo approdatia Miss Mondo e a Mr. Centocelle.

In questa sede descriveremo limpe-gno nel conseguire una serie di obiettivitra cui quelli gi citati:

sfruttare contesti che riscuotono mag-giore interesse da parte dei Media;

dare vita a messaggi in grado di rag-giungere un target di popolazione piampio e vario;

esplorare percorsi e linguaggi nuovirispetto a quelli tradizionali o conven-zionali.

Si dunque voluto proseguire con linda-gine iniziata in occasione del concorsoMiss Universo 2003, che si proponeva diindagare atteggiamenti, stili di vita econoscenze sul Tabagismo delle parteci-panti alla fase finale(6).

Materiali e metodiDurante il concorso Miss Mondo2005 si provveduto ad analizzare glistili di vita e le conoscenze delleragazze in merito al Tabagismo attra-verso la somministrazione dello stessoquestionario utilizzato nel 2003(6),composto da un totale di 20 domandedi cui alcune dicotomiche del tipo si-no e vero-falso, altre aperte per lecui risposte si provveduto allacostruzione di categorie di analisi, edaltre in cui veniva richiesto di indicarelimportanza di una serie di problema-tiche elencate. I dati raccolti sono statianalizzati dal punto di vista qualitati-vo.

Il campione esaminato delle finaliste diMiss Universo 2003 era composto da 50ragazze; quello di Miss Mondo stato di57 concorrenti.

Miss Universo2003

Miss Mondo2005 Totale

Et media 16 anni 15 anni 15,5 anni

2. A CHE ET?

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condotta nel 2003 pu farcicostruire delle ipotesi sulconsumo di tabacco allin-terno del mondo dellaModa, che merita una vigileconsiderazione poich,come sappiamo, insieme aquello dello Sport partico-larmente capace di cattura-re lattenzione e lemulazio-ne dei giovani.

Il 70% delle ragazze (40 su57) dichiara di aver provatoalmeno una volta a fumare,percentuale considerevol-mente superiore a quellaregistrata nel 2003 (64%)(fig. 1). Let media in cui ci avvenuto di 15 anni (d.s.= 2) (fig. 2) ed il contestodella sperimentazione quello gruppale (67%) (fig.3). Nella voce altro sonoincluse alcune rispostedegne di un commento: 2ragazze, infatti, hanno fuma-to la prima sigaretta propriodurante un concorso di bel-lezza; sconcertante poi ladichiarazione di una ragazzache ha provato per la primavolta grazie ad una sigaret-ta offertale da suo padre.Solo 11 ragazze su 29 (27%)hanno continuato a fumare(fig. 4), adducendo motiva-zioni prevalentemente lega-te alla condivisione amicalee allaccettazione da partedegli altri (per farmi nota-re); tra queste, inoltre, solo 2dichiarano di aver continua-to per piacere (fig. 5). Tracoloro che non hanno datoun seguito alla prova la moti-vazione prevalente legataalla salute e ai danni che ilfumo pu provocare (15 su

29), nonch allassenza di piacere nelfumare (8 su 29) (fig. 6).

Sebbene non rappresentativi, i daticomplessivi (cio sul campione totale di107 ragazze, 2003+2005) sin qui riportatisono sovrapponibili alla tendenza gene-rale ad attuare un comportamento

Risultati e discussioneLesigua numerosit del campione nonci permette di effettuare disaminescientifiche n di ottenere risultati sta-tisticamente significativi; si evidenziaper il fatto che siamo di fronte ad uncampione fortemente selezionato,derivante da numerose votazioni da

parte di pubblico e giurie e tratto da unambito particolare e chiuso (le ragazzesono state sottoposte al questionarioproprio perch partecipanti al concor-so). I dati ci offrono dunque lopportu-nit di esplorare un piccolo contestoche, considerando anche i risultatiottenuti dallanaloga indagine da noi

Miss Universo 2003 Miss Mondo 2005

Inquinamento Massima Medio-Grande

Elettromagnetismo Media Media

Tabagismo Media Medio-Grande

Tossicodipendenza Medio-Grande Medio-Grande

12. INDICA PER CIASCUNA DI QUESTE PROBLEMATICHE IL VALOREDI IMPORTANZA SOCIALE DA 1 A 5

O r i g i na l A r t i c l eTa b a c c o l o g i a 4 / 2 0 0 5

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esploratorio da parte dellamaggioranza degli adole-scenti nei confronti dellasigaretta (2 su 3 provano;nostro campion