Anna Maria Di Nocera Psicopedagogista Dirigente Scolastico ... · formazione di determinate...

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Anna Maria Di Nocera

Psicopedagogista

Dirigente Scolastico

Referente regionale formazione

Ufficio III USR CAMPANIA1

La formazione in servizio un ambiente di apprendimento

continuo.

Il Piano Nazionale per la Formazione

(D.M. n.797 del 19 ottobre 2016)

definisce le priorit e le risorse finanziarie

per il triennio 2016/2019.

PRIORITA

Competenze di sistema

Competenze per una scuola inclusiva

Competenze per lo sviluppo professionale del docenteper il 21secolo

LINGUE STRANIERE

COMPETENZE DIGITALI

SCUOLA E LAVORO

INTEGRAZIONE E CITTADINANZA

INCLUSIONE E DISABILITA

PREVENZIONE DEL DISAGIO

AUTONOMIA DIDATTICA E ORGANIZZATIVA

VALUTAZIONE E MIGLIORAMENTO

DIDATTICA PER COMPETENZE E INNOVAZIONE METODOLOGICA

http://www.google.it/url?url=http://www.prevenzioneandrologica.it/&rct=j&frm=1&q=&esrc=s&sa=U&ved=0ahUKEwjYx6zjsNrPAhVJtBoKHZMWDUsQwW4IGjAC&usg=AFQjCNGLaTw6AqmtejAsZCsUsAkIo8n8LQhttp://www.lineefuture.it/wp-content/uploads/2015/11/Montemurlo.-La-scuola-primaria-di-via-Morecci.jpghttp://cla.unipd.it/wp-content/uploads/2015/02/docente.jpg

nuove risorse digitali e loro impatto sulla didattica

gestione della classe e problematiche relazionali

valutazione didattica e valutazione di sistema

bisogni educativi speciali

contrasto alla dispersione scolastica

inclusione sociale e dinamiche interculturali

orientamento e alternanza scuola-lavoro

buone pratiche didattiche disciplinari

1. Parole-chiave e significato

2. Elementi di Pedagogia speciale

3. La classificazione della disabilit

4. Il campo normativo di riferimento

5. Le novit della legge n. 107/2015 e del Decreto legislativo n. 66/2017

6. Funzioni e compiti del DS per linclusione

7. La valutazione della qualit dellinclusione

SCHEMA PER LO SVILUPPO

5

1. Parole-chiave e significato

Nel contesto scolastico italiano, quattro terminicompaiono in sequenza nel dibattito culturale escandiscono tre diverse fasi della storia dellapedagogia speciale: assistenzialismo, inserimento,integrazione e inclusione.

6

Assistenzialismo

1947 - 1962

Inserimento

1962 - 1980

Integrazione

1990

Inclusione

dal 2010

Scuole speciali

Inserimento nelle scuole di

tutti

Inserimento nelle classi

comuni

Strumenti idonei per la piena integrazione

sociale

Ambiente accoglienteAttenzione ai bisogni

di tutti7

ASSISTENZIALISMO

Il termine ASSISTENZIALISMO rimanda ad unidea della disabilit concepita come invalidit e dunque destinataria di tutele civili e sociali.

I disabili sono equiparati, infatti, agli invalidi civili.

8

INSERIMENTO

Il termine INSERIMENTO riguarda laspetto giuridico per il quale il soggetto disabile al centro di interessi soggettivi in quanto portatore degli stessi diritti e aspirazioni di tutti, quali che siano le condizioni bio-psico-fisiche, sociali e culturali.

9

INTEGRAZIONE

Il termine INTEGRAZIONE rappresenta un importante passo avanti dal punto di vista didattico ed educativo, determinato dalla consapevolezza che non basta inserire gli alunni con disabilit nelle classi normali per garantire loro unautentica accoglienza, ma necessario agire mediante un percorso individualizzato, che tenga conto delle esigenze e delle potenzialit soggettive.

10

INCLUSIONE

Molto pi recente ladozione del termine INCLUSIONEche comporta un allargamento semantico del concetto di accoglienza. Nato nellambito degli studi sociologici, come nuova categoria concettuale per interpretare i processi di evoluzione delle societ occidentali, si sviluppato in relazione alla rapida trasformazione delle societ moderne, alla globalizzazione, allapertura e alla mobilit del sistema sociale.Si basa non sulla misurazione della distanza da un preteso standard di adeguatezza, ma sul riconoscimento della piena partecipazione alla vita scolastica da parte di

tutti e richiede di:

impostare processi di apprendimento

realizzabili

superare le barriere potenziali allapprendimento e alla valutazione

rispondere ai diversi bisogni di apprendimento

degli alunni

11

2. Elementi di pedagogia speciale

12

Anna Maria Di Nocera

Psicopedagogista

Dirigente Scolastico

Referente regionale formazione

Ufficio III USR CAMPANIA

La Pedagogia specialecostituisce un ramo articolatodel sapere educativo cheapplica il metodo scientificoallo studio delle problematichedei soggetti con bisognispeciali connessi a elementi didisagio, devianza, marginalit odisabilit che impediscono ilpieno sviluppo e la pienaespressione del potenzialeumano.

La pedagogia specialecontribuisce a cogliere,interpretare e portare asoluzione educativa iproblemi specifici, alla luce diuna teoria delleducazioneche si fonda sulriconoscimento del soggettodisabile come persona dotatadi una propria dignit e diuna indiscussa individualitche vanno rispettate evalorizzate.

13

Il fondatore: Jean-Marc Gaspard Itard

Jean-Marc Gaspard Itard (1775-1838) considerato il fondatore della Pedagogia specialepoich fu di questo pedagogista francese del XIXsecolo lidea dell'educabilit dellindividuo anchein presenza di forti disabilit e dellimportanzadella mediazione sociale nella crescita psicofisicadella persona.

Emblematico il caso del famosobambino di dodici anni, Victor, vissuto tragli animali in una foresta del centro suddella Francia che, grazie allopera di Itard,medico chirurgo in una scuola disordomuti ed esperto in problematichespeciali, riusc ad essere riabilitato. Itarddimostr che era il difetto disocializzazione ad aver creato lhandicap.

14

Tutto ci port Itard a criticare quella che chiamava la metafisica delle idee innate e a credere piuttosto nella forza dellesperienza educativa.

Mise in discussione il modello dellosservazione che tende a giudicare e a classificare:

Accorsero in massa, lo si guard senza osservarlo, lo si giudic senza conoscerlo e poi non se ne parl pi.

15

Lattivismo pedagogico

La Pedagogia della scuola attiva, prevalentemente distampo deweyano, ha il merito di aver posto lallievo alcentro di qualunque itinerario formativo, garantendolincontro tra le dimensioni di sviluppo della persona e isaperi.

Tale ampia prospettiva, nata da unapprofondita riflessionesui problemi educativi, mira ad un intervento didattico chesi propone di perseguire obiettivi formativi partendo dallapersona, dai suoi bisogni e motivazioni, e di rendere gliobiettivi disciplinari funzionali al perseguimento di quelliformativi, per loro natura trasversale alle diverse aree delsapere.

16

Secondo lo psicologo sovietico Vygotskijlo sviluppo cognitivo avviene allinterno di un contesto

sociale, storicamente e culturalmente definito.La cultura nella quale si vive e le interazioni con

persone pi competenti sono parte integrante dello sviluppo cognitivo.

La crescita mentale in gran parte determinata dagli strumenti culturali trasmessi da altre

persone.

Ne deriva che lapprendimento si basa sullo sforzo attivo del soggetto che agisce in un contesto di

interazione e di collaborazione.

17

Vygotskij e la zona di sviluppo prossimale

Il concetto di zona di sviluppo prossimale (ZSP) fondamentale

per spiegare come lapprendimento del bambino disabile

necessiti dellaiuto degli altri.

La ZSP definita come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e

il livello di sviluppo potenziale, che pu essere raggiunto con

l'aiuto di altre persone, che siano adulti o pari con un livello di

competenza maggiore.

18

La pedagogia speciale in Italia

Maria Montessori (1870 1952) sperimente afferm che i bisogni educativi specialivanno affrontati anche dal punto di vistapedagogico e psicologico e non solo medico.Nacquero, grazie alla sua opera, le primescuole magistrali ortofreniche.

Dopo una prima fase di studi e disperimentazioni la pedagogista dimostrcome le metodologie dedicate ai soggettisvantaggiati fossero in realt valide per tutti.

19

I punti fondamentali della pedagogia attivadi Maria Montessori

1. Importanza delleducazione sensomotoria per lo sviluppo della personalit del bambino disabile e delle sue capacitcognitive;

2. Individualizzazione del percorso di apprendimento: le attivit devono esserecentrate sulle caratteristiche del bambino;

3. Utilizzo di materiali didattici specifici e adeguati (materiale auto-correttivo per lo sviluppo dei diversi tipi di sensorialit : visivo, uditivo, tattile, olfattivo e gustativo);

4. Socializzazione del bambino attraversoattivit di cooperazione con altri bambini per la cura dello spazio di vita.

20

Con Montessori nasce una

nuova visione dell'infanzia e dei

suoi bisogni educativi.

La sua pedagogia speciale si

propone , con modalit ben

definite, in sinergia con i

trattamenti educativi,

riabilitativi, rieducativi, di

accompagnare il bambino nel

recupero e nellattivazione del

potenziale evolutivo inibito o

arrestato.

21

Maria Montessori definiva

sensitivi quei periodi dello

sviluppo in cui il bambino guidato

da particolari spinte interiori, verso

alcune attivit che si rivelano

particolarmente adatte alla

formazione di determinate

competenze.

22

http://www.google.it/url?sa=i&rct=j&q=&esrc=s&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjohJ7v2JbPAhWMDSwKHbjODDoQjRwIBw&url=http://www.xn--cos-8la.com/cose-la-scuola-montessoriana/&bvm=bv.133178914,d.bGg&psig=AFQjCNGx4sOCr-ZSrCfliO9SQ5XjhLSLOw&ust=1474211728767329

Una definizione possibile

Pi recentemente, Dario Ianes, fondatore, condirettore del Centro StudiErikson e docente di Pedagogia dellinclusione, Il Bisogno EducativoSpeciale qualsiasi difficolt evolutiva, in ambito educativo e/oapprenditivo, espressa in uno o pi dei nei vari ambiti della salutesecondo il modello ICF dellOrganizzazione Mondiale della Sanit.

Il processo di insegnamento-apprendimento deve essere sempresensibile alle differenze individuali, conoscerle, riconoscerle, cercarle,valorizzarle, stimolarle.

Tali dimensioni sono cos delineate da Dario Ianes: riconoscimento delle differenze e conoscenza dei bisogni educativi

speciali; progettualit individualizzata e aperta alla vita adulta; efficacia relazionale e cognitiva; collaborazione tra compagni di classe.

23

Un sentiero percorribile

"Dove c' una volont c' un sentiero". La prospettiva dell'integrazione, del riconoscimento dei diritti ai pi deboli, del non ammettere la segregazione, l'umiliazione, la separazione, parte sempre da una volont.

Cos riferisce Andra Canevaro, professore ordinario di Pedagogia speciale allUniversit di Bologna, Rettore dellUniversit di Bologna per gli alunni disabili, nelle sue opere recenti che hanno fatto di lui una figura di riferimento riconosciuta a livello internazionale nel campo della pedagogia speciale e della disabilit.

24

3. La classificazione delle disabilit

25

Anna Maria Di Nocera

Psicopedagogista

Dirigente Scolastico

Referente regionale formazione

Ufficio III USR CAMPANIA

La presenza di alunni con bisogni educativi speciali rinvia ad una categoriamolto ampia di problematiche, comprendente difficolt di apprendimento,psicologiche, comportamentali e relazionali, ma anche forme di svantaggiosociale e differenze linguistiche e culturali.

In una classe, gli alunni con diagnosi medica rappresentano, infatti, solo lapunta di un iceberg la cui base, sommersa, nasconde ben altri bisogni, nonvisibili nellimmediatezza.

Licegerg delle difficolt

Il paradigma medico tradizionale

Il paradigma medico tradizionale si fonda su un approccioindividualista poich considera la disabilit un problemadella persona, causato direttamente da malattie, traumi oaltre condizioni di salute che necessitavano di assistenzamedica sottoforma di trattamento individuale da parte diprofessionisti. Tale approccio ritiene che un danno a caricodel sistema nervoso centrale o della struttura fisicadellindividuo provochi una condizione di malattia econsidera la gestione della disabilit esclusivamente comecura della malattia o adattamento ad essa attraverso uncambiamento comportamentale, intendendo il trattamentocome riparazione del danno.

27

Il primo tentativo

Il primo tentativo di classificare le varie patologie di disabilit risale al 1952,quando lAssociazione Americana di Psichiatria pubblic il ManualeDiagnostico Statistico delle disabilit che rappresenta il primo documentoufficiale dei disturbi mentali, contenente la descrizione di tutte le categoriediagnostiche.

Il "Manuale diagnostico e statistico per malattie mentali" elencava 112malattie mentali e tentava di ordinarle utilizzando cinque assi descrittivi:

I sindromi (disturbi transitori)

II disturbi di personalit (strutturali)

III condizioni mediche generali del paziente

IV problemi psicologici ed ambientali (stressor)

V valutazione globale del soggetto

28

Nel 1980 lOMS fornisce la Classificazione Internazionaledelle Menomazioni, Disabilit e Handicaps, allo scopo digiungere ad un sistema unanimemente condiviso perfavorire la comunicazione fra sanitari, operatori sociali ededucativi.

Essa rappresenta il primo manuale pubblicato dallOMS cheindica le fasi della malattia, affiancando alla dimensionemedica quella sociale.

Il secondo tentativo

29

Menomazione

Riguarda organi e/o apparati funzionali

Ogni perdita o anomalia fisica, funzionale, psichica

Disabilit

Rappresenta un limite posto alla persona

Ogni limitazione, dovuta alla menomazione, nello svolgimento di attivit,

secondo parametri ritenuti normali.

Handicap

Si manifesta nellinterazione con

lambiente

Ogni situazione che limita o impedisce alla persona

disabile di svolgere le funzioni correlate allet e

al ruolo.

30

Il paradigma sociale della disabilit

Il paradigma sociale della disabilit vede la questioneprincipalmente come un problema creato dalla societ.Pertanto, secondo tale modello la disabilit non unacaratteristica di un individuo ma il frutto di una complessainterazione di condizioni, molte delle quali createdallambiente sociale. La gestione del problema, dunque,richiede azioni sociali ed responsabilit collettivaimplementare le modifiche ambientali necessarie per lapiena integrazione del soggetto diversamente abile, ossiaper favorirne la partecipazione in tutte le aree della vitasociale.

31

LICF recepisce pienamente il modello sociale della disabilit,

considerando la persona non soltanto dal punto di vista

sanitario, ma promuovendone un approccio globale, attento

alle potenzialit complessive, alle varie risorse del soggetto,

tenendo ben presente che il contesto personale, naturale,

sociale e culturale incide decisamente sulla possibilit che tali

risorse hanno di esprimersi.

32

Il principale aspetto innovativo della classificazione

emerge chiaramente nel titolo: Classificazione Internazionale

del Funzionamento, della Disabilit e della Salute.

A differenza delle precedenti classificazioni, dove veniva dato

ampio spazio alla descrizione delle malattie dellindividuo,

ricorrendo a termini quali malattia, menomazione ed handicap,

nellultima classificazione lOMS fa riferimento a termini che

analizzano la salute dellindividuo in chiave positiva cio in

riferimento al funzionamento. In questo senso, essa fornisce

unampia analisi dello stato di salute degli individui e,

focalizzando lattenzione sulla correlazione fra salute e

ambiente, evidenzia non solo come le persone convivono con

la loro patologia, ma anche cosa possibile fare per migliorare

la qualit della loro vita.

Aspetti innovativi della classificazione ICF

33

Altri punti salienti possono essere cos sintetizzati:

1. ogni persona pu subire delle limitazioni nelle proprie attivit

a causa di una menomazione strutturale o funzionale;

2. ogni persona diversamente abile, e non soltanto quelli che

tradizionalmente si definivano portatori di handicap;

3. ognuno, infatti, sia per motivi intrapsichici, che fisici ed

organico-relazionali, oltre che sociali, educativi e culturali, pu

trovare oggettivi ostacoli e limitazioni nella estrinsecazione

delle azioni e delle decisioni personali;

4. non si parla pi, dunque, di handicap o svantaggio

esistenziale, ma di diversa partecipazione sociale, in

quanto ci si riferisce alle restrizioni che una persona subisce

in tutte le aree o gli aspetti della propria vita, a causa

dellinterazione fra le proprie menomazioni, le attivit che

decide di svolgere ed i fattori contestuali.

34

La concettualizzazione dellICF, nellesaminare lo

stato di salute e di funzionamento della persona,

indaga sette aree di riferimento che consentono

una lettura globale della situazione.

Esse sono:

1. Condizioni fisiche

2. Funzioni corporee

3. Strutture corporee

4. Attivit personali

5. Partecipazione sociale

6. Fattori contestuali ambientali

7. Fattori contestuali personali

35

36

CONDIZIONI FISICHEATTIVITA PERSONALI

CONTESTO PERSONALE

PARTECIPAZIONE SOCIALE

STRUTTURE CORPOREE

CONTESTO AMBIENTALE

FUNZIONICORPOREE

http://www.google.it/url?sa=i&rct=j&q=immagini+ritratto+di+bambini&source=images&cd=&cad=rja&docid=XJ7tLvly7_GmMM&tbnid=7rHREoNPR4T6aM:&ved=0CAUQjRw&url=http://it.123rf.com/photo_15193360_ritratto-di-giovani-bambini-asiatici-scrivere-sulla-carta-girato-a-casa.html&ei=OSHCUeSDOMrePamUgIAP&bvm=bv.48175248,d.ZWU&psig=AFQjCNHwGq-9rhZSa9iAJ2liWsFEqWM3dw&ust=1371763355129680

37

malattie croniche (diabete, allergie,ecc.)

malattie acute (stati febbrili persistenti, sinusiti/otiti gravi, ecc.)

ospedalizzazioni

lesioni

fragilit

anomalie cromosomiche

ecc.

38

problemi comportamentali

scarsa autostima

scarsa autoefficacia

stili attributivi distorti

problemi emozionali

mancanza di motivazione

difficolt nellidentit e nella percezione

di s

ecc.

39

mancanza di arti

anomalie in varie parti

anatomiche

altre anomalie strutturali

40

problemi cognitivi (difficolt attentive,

mnemoniche, ecc.

difficolt sensoriali

difficolt motorie

ecc.

41

capacit di apprendimento

utilizzazione delle

conoscenze

organizzazione delle azioni

comunicazione/linguaggi

capacit di relazione

autonomia personale

ecc.

42

difficolt dintegrazione

difficolt nel rivestire

vari ruoli nei contesti

della vita extrascolastica;

ecc.

43

famiglia con problemi

pregiudizi culturali

difficolt

socioeconomiche

ambienti deprivati o

devianti

mancanza di servizi

scarsa disponibilit

degli insegnanti

materiali di

apprendimento

inadeguati.

ecc.

4. Il campo normativo di riferimento

44

Anna Maria Di Nocera

Psicopedagogista

Dirigente Scolastico

Referente regionale formazione

Ufficio III USR CAMPANIA

La Costituzione della Repubblica italiana faobbligo allo Stato di rimuovere gli ostacoli che sifrappongono al pieno sviluppo della persona,favorendo la scolarizzazione, attraversolattuazione del diritto allo studio e del dirittoalleducazione.

Gli articoli da 1 a 12

consentono di delineare un modello di societ che pone al centro la persona.

Lart.3 uno dei pi importanti in quantosancisce luguaglianza sostanziale dei cittadini.

45

http://www.quirinale.it/uffici/archiviostorico/archiviostorico.htm

Il nuovo concetto di assistenza

Laffermazione dei principi costituzionali comporta, per la prima volta nelnostro Paese, la piena tutela giuridica di ogni persona, indipendentementedalla situazione di vita.

Nasce un nuovo concetto di assistenza sul piano economico, sanitario elavorativo, che determina degli effetti di grande rilevanza sociale se siconsidera che:

vengono emanate precise disposizioni di legge a favore di determinatecategorie di handicap (sordi, ciechi, altre categorie);

si stabiliscono provvidenze economiche in risposta ai bisogni e alleesigenze della famiglia con soggetto disabile;

si verifica una crescita di classi differenziali e scuole speciali, sia pure inuna logica di separazione e di frammentariet di interventi;

si procede ad una categorizzazione dellhandicap nel senso che i soggettidisabili vengono distribuiti in categorie distinte, in base al tipo di disabilit oalla causa che lha determinata.

46

Linserimento nelle classi differenziali

In realt possiamo dire che solo con la Legge n.1859 del 1962, istitutiva della scuola media unica, possibile parlare di nascita ufficiale delle classidifferenziali, come precisa lart. 12:

Possono essere istituite classi differenziali peralunni disadattati scolastici.

47

Alla logica della separazione, che isolava la categoria dei cosiddetti

anormali in scuole speciali, segue la logica dellinserimento che

prevede liscrizione dei portatori di handicap nelle scuole comuni; ma

siamo ancora ben lontani dal processo dellintegrazione.

Limitata affermazione del principio dellinserimentonelle classi comuni

La legge n. 118/1971 stabilisce che L'istruzionedell'obbligo deve avvenire nelle classi normali dellascuola pubblica, salvi i casi in cui i soggetti sianoaffetti da gravi deficienze intellettive o damenomazioni fisiche di tale gravit da impedire orendere molto difficoltoso l'apprendimento ol'inserimento nelle predette classi normali.

48

Dallinserimento allinclusione

Quadro normativo di sintesi

49

E con la Legge del 4 agosto 1977, n. 517,"Norme sulla valutazione degli alunni e sull'abolizione degli esami di riparazione nonch altre norme di modifica dell'ordinamento scolastico, che nasce il concetto di integrazione e il diritto alla frequenza scolastica di tutti i portatori di handicap.

Questa legge rappresenta, infatti, il punto di riferimento pi importante per la legittimazione del diritto di frequentare le scuole comuni da parte dei disabili.

I punti salienti si possono cos sintetizzare:

innovazioni sul piano metodologico e didattico;

integrazione specialistica attraverso il servizio socio - psico pedagogico;

abolizione delle classi differenziali.

50

La legge n. 517/1977

Lintegrazione nella scuola

Le leggi n517/1977 per la scuola elementare e

media e n 270/1982 per la scuola materna

delineano per la prima volta gli elementi giuridici

necessari per un intervento finalizzato allintegrazione

educativa, avvalendosi anche di specialisti esterni.

51

Il percorso normativo dellintegrazione viene sostenuto dallasentenza della Corte Costituzionale n 215/1987 che afferma ilpieno diritto di qualsiasi studente in situazione di handicap dipoter frequentare non solo le scuole materne e dellobbligo,ma anche le scuole secondarie di II grado, per noninterrompere il processo di apprendimento e quindi gliinterventi educativi rivolti al recupero, al sostegno e alpotenziamento delle capacit delladolescente portatore didisabilit.

52

Dalla legislazione scolastica alla legislazione

socio sanitaria

Nellambito della legislazione socio sanitaria , si impone, per

lorganicit degli interventi che rende obbligatori, la Legge 5

febbraio 1992, n. 104, definita Legge Quadro per lAssistenza,

lIntegrazione sociale e i Diritti delle Persone Handicappate, la

quale recepisce tutti gli orientamenti delle discipline psico -

pedagogiche e mediche, ribadendo la responsabilit sociale

nellassicurare a tutti i cittadini lo sviluppo completo e la massima

autonomia, per svolgere un ruolo attivo e responsabile nel contesto

di vita.

Legge 5 febbraio 1992, n. 104

Legge Quadro per lAssistenza, lIntegrazione sociale

e i Diritti delle Persone Handicappate,

53

Il Decreto del Presidente della Repubblica del 1994,definito Atto di indirizzo e coordinamento relativo aicompiti delle Unit sanitarie locali in materia di personehandicappate prevede:

1. la nomina di docenti specializzati;

2. lelaborazione di una documentazione specifica :

54

descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psicofisico dellalunno disabile;

diagnosi funzionale

descrizione delle difficolt e dello sviluppo potenziale dellalunno disabile;

profilo dinamico-funzionale

descrizione analitica degli interventi educativi, didattici e riabilitativi da attuare.

piano educativo individualizzato

55

Nella Diagnosi Funzionale, come prevista dalla legge n.104/1992, domina unimpostazione di tipo clinico-medico, in quanto composta dallanamnesifisiologica patologica, tenendo conto delle potenzialit registrabili nei

seguenti assi di sviluppo:

Assi di sviluppo

Cognitivo

Affettivo-relazionale

Linguistico

Sensoriale

Motorio-prassico

Della comunicazio

ne

Dellautono-mia

Dellappren-dimento

Neuro-psicologico

La legge n. 53/03 pone ulteriori riflessioni sulla tematica dell'integrazione.

Inserendosi nel nuovo assetto delineato dallautonomia, essa evidenzia alcuni

principi ispiratori molto interessanti anche per laccoglienza e la piena

valorizzazione delle persone con difficolt: la personalizzazione dei percorsi,

la differenziazione degli interventi, la flessibilit.

La funzione globale della scuola non quella di fornire una quantit crescente

di conoscenze, quanto piuttosto quella di favorire la crescita e la

valorizzazione della persona, nel rispetto dei ritmi dellet evolutiva, delle

differenze e dellidentit di ciascuno.

I curricoli scolastici diventano piani di studio personalizzati; compito dei

docenti individuare obiettivi formativi adatti e significativi per i singoli allievi,

al fine di garantire la trasformazione delle capacit individuali in reali e

documentate competenze. 56

La legge di riforma n. 53/2003riconoscimento a tutti gli studenti della personalizzazione dellapprendimento

Negli ultimi ventanni le iniziative e gli interventi di caratterelegislativo, sociale e pedagogico in favore delle personedisabili hanno assunto unimportanza sempre maggiore.

Le trasformazioni culturali hanno contribuito a produrre unamaturazione critica nel campo della pedagogia speciale che,dallo studio delle tecniche e dei metodi speciali, nel giro dipochi anni passata allo studio dei bisogni specifici e allaprogettazione di risposte che si collocano nella prospettivadellinclusione sociale.

57

LO SVILUPPO DELLA DIMENSIONE INCLUSIVA

a cura di Anna Maria Di Nocera 58

Nelle classi si trovano molti alunni con difficolt di apprendimento e nello

sviluppo di competenze.

In questa grande categoria possiamo includere varie problematiche:

disturbi specifici dellapprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia);

disturbo da deficit attentivo con o senza iperattivit;

difficolt visuo-spaziali;

difficolt motorie;

disprassia evolutiva;

ritardo mentale o rallentamenti nello sviluppo;

difficolt di linguaggio o nella fonazione.

La complessit del gruppo classe

La legge sui disturbi specifici di apprendimento,n. 170 del 8/10/2010, indubbiamente undocumento innovativo che ha determinato unradicale cambiamento del contesto operativo perla gestione dei DSA nella scuola italiana.

Rappresenta un punto di svolta poich apre undiverso canale di cura educativa, concretizzando iprincipi di personalizzazione dei percorsi di studioenunciati nella Legge n. 53/2003, nellaprospettiva della presa in carico dellalunnocon BES da parte di ciascun docente curricolare edi tutto il team di docenti coinvolto.

La Legge 170 dell8 ottobre 2010

59

DSA lacronimo con cui si indicano i disturbi nell'apprendimento di

alcune abilit specifiche che, soprattutto a livello scolastico, determinano

molteplici difficolt nellacquisizione di competenze necessarie nella

lettura, nella scrittura e/o nel far di conto.

La caratteristica di questi disturbi che sono presenti in soggetti di

intelligenza nella norma, le cui caratteristiche fisiche e mentali non

sono compromesse.

I soggetti affetti da tali disturbi hanno anche una buona capacit di

imparare, ma presentano limiti in aree specifiche di apprendimento con

conseguenti disagio personale e penalizzazioni scolastiche.

60

La denominazione disturbo specificodellapprendimento dovuta al fatto chetali problematiche riguardano unospecifico dominio di abilit, in modosignificativo ma circoscritto, lasciandoinalterato il funzionamento intellettivogenerale.

Sulle cause dei D.S.A. si molto discusso in questi ultimi anni. Le

ricerche pi recenti sullargomento confermano lipotesi di unorigine

costituzionale dei D.S.A.:

una base genetica e biologica d la predisposizione al disturbo, anche

se ancora non ne sono stati precisati i meccanismi esatti.

Su di essa contribuisce in modo significativo lambiente (inteso anche

come contesto affettivo e socio-culturale dei genitori), nellamplificare o

contenere il disturbo.

In particolare i momenti di maggior rischio risultano essere i passaggi da

un ordine di scuola allaltro, quando il bambino deve adattarsi a

contesti diversi.

61

Aspecifiche

La struttura specifica compromessa allinterno di un quadro pi complesso

Specifiche

La struttura compromessa solo quella della funzione inefficiente

CAUSE ENDOGENE

CAUSE ESOGENE

Difficolt familiari

Deprivazione sociale

Problemi relazionali

Svantaggio culturale

Difficolt con gli insegnanti

I DSA:

non sono facilmente pronosticabili prima dellet scolare;

accompagnano il soggetto nel corso del suo sviluppo;

non sono guaribili, ma le conseguenze funzionali simodificano attraverso adeguate misure rieducative edidattiche;

spesso sono accompagnati da manifestazioni psicologiche erelazionali disturbate;

spesso sono associati a disturbi dellattenzione e dellattivit.

I disturbi specifici di apprendimento pi noti sono:

1. dislessia;

2. disgrafia;

3. disortografia;

4. discalculia;

5. defict di comprensione del testo.

Tali disturbi possono essere presenti anche congiuntamente e si ipotizza che abbiano la medesima origine di tipo neuropsicologico, probabilmente di carattere ereditario.

65

Nella maggior parte dei casi, questi Disturbi sono associati, cio un bambino che generalmente fatica a leggere, presenta difficolt anche nella scrittura, nel calcolo, nella comprensione del testo,

caratterizzando quello che viene definito

DISTURBO MISTO DI APPRENDIMENTO

66

La legge citata identifica di fatto un percorso di segnalazione del disturbo che prevede che la scuola, nel caso di persistenti

difficolt, trasmetta apposita comunicazione alla famiglia.

Si individuano, pertanto, precisi doveri per gli insegnanti.E compito delle scuole, di ogni ordine e grado, comprese le scuole dellinfanzia,

attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti.

L'esito di tali attivit non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA. 67

La decisione di rivolgersi ai servizi sanitari per ottenere un inquadramento diagnostico ovviamente affidata alla famiglia, la

quale poi ne comunica alla scuola lesito. la famiglia lunico titolare del diritto di far valutare un

bambino/ragazzo da uno specialista.

68

La diagnosi effettuata nellambito dei trattamenti specialistici gi assicurati dal S.S.N.

La diagnosi comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente.

69

La scuola ha il compito di applicare STRUMENTI COMPENSATIVI E MISURE DISPENSATIVE, mirate a valorizzare le caratteristiche dei diversi stili di

apprendimento e dei diversi stili cognitivi, realizzando le condizioni per una

DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA E PERSONALIZZATA

70

Le attivit di recupero individualizzato, le modalit didattiche personalizzate, nonch gli strumenti compensativi e le misure dispensative vanno esplicitate e documentate dalla scuola, al fine di assicurare uno strumento utile alla continuit didattica e alla condivisione con la famiglia delle iniziative intraprese.

A questo riguardo, occorre predisporre, nelle forme ritenute idonee e in tempi che non superino il primo trimestre scolastico, un documento che dovr contenere almeno le seguenti voci, articolato per le discipline coinvolte dal disturbo:

dati anagrafici dellalunno;

tipologia di disturbo;

attivit didattiche individualizzate;

attivit didattiche personalizzate;

strumenti compensativi utilizzati;

misure dispensative adottate;

forme di verifica e valutazione personalizzate.

Documentazione dei percorsi didattici

71

Tale documentazione pu acquisire la forma del Piano Didattico Personalizzato.

La complessit del gruppo-classe

Accanto a questi alunni con aspetti patologicinellapprendimento e nello sviluppo troviamo anchealunni che hanno soltanto un apprendimentodifficile, rallentato, uno scarso rendimento scolasticoo con varie difficolt emozionali: timidezza, collera,ansia, inibizione, depressione.

Forme pi complesse di difficolt sono invece quelleriferibili alla dimensione psichica: disturbi dellapersonalit, psicosi, disturbi dellattaccamento oaltre condizioni psichiatriche.

Pi frequenti sono le difficolt comportamentali: dalsemplice comportamento aggressivo, ad attiautolesionistici, bullismo, disturbi delcomportamento alimentare, disturbi della condotta,delinquenza, uso di droghe, ecc.

72

Bisogni educativi: quali sono?

ormai universalmente riconosciuto che il bambino nasce, non solo

naturalmente curioso, cio portato a conoscere il mondo, ma anche

naturalmente portato a sviluppare le sue capacit, i suoi atteggiamenti,

le sue conoscenze. Non solo il bambino piccolo pone domande per

sapere, ma portato a svolgere tutte quelle attivit che producono lo

sviluppo delle sue capacit, siano esse quelle motorie che quelle

comunicative, espressive, linguistiche, cognitive, estetiche, ecc. ne

costituiscono un esempio:

a cura di Anna Maria Di Nocera 74

COME NASCE IL BISOGNO EDUCATIVO SPECIALE

In qualsiasi momento della vita, possono capitaredelle difficolt di varia natura che, intervenendo

nel processo di crescita, determinano un impedimento, trasformando il bisogno educativo normale in un Bisogno Educativo Speciale.

Tali bisogni, dunque, non sono riferibili solo a soggetti in possesso di diagnosi medica, ma possono riguardare ogni alunno in qualsiasi momento del percorso scolastico.

Bisogno Educativo

speciale

Bisogno Educativo

normale

75

Bisogni

Educativi

Speciali

cultura scientifica

anglosassone

La terminologia BES ha origine nella cultura scientifica anglosassone in quanto gi nella norma del 1996

veniva definito un bambino con bisogni educativi speciali quello con difficolt di apprendimento per il

quale si richiedono interventi di educazione speciale. Con Atti successivi, la legislazione inglese ha

ulteriormente approfondito il concetto di BES, specificando che un bambino ha una difficolt di

apprendimento quando:

1. Ha una difficolt significativamente maggiore

nellapprendere rispetto alla maggioranza

dei bambini della stessa et.

2. Ha una disabilit che gli impedisce o lo danneggia

nelluso delle risorse educative fornite ai bambini della

stessa et.

3. nellet della scuola dellobbligo

Le origini inglesi dellacronimo BES

Direttiva MIUR 27.12.2012Strumenti dintervento per alunni con BES

e organizzazione territoriale per linclusione

scolastica

. La Direttiva ridefinisce e completa

il tradizionale approccio

allintegrazione scolastica, basato

sulla certificazione della disabilit,

estendendo il campo di intervento e di

responsabilit di tutta la comunit

educante allintera area dei Bisogni

Educativi Speciali (BES),

comprendente: svantaggio sociale e

culturale, disturbi specifici di

apprendimento e/o disturbi evolutivi

specifici, difficolt derivanti dalla non

conoscenza della cultura e della

lingua italiana per lappartenenza a

culture diverse.77

Macroaera dei BES e sottocategorie

La macro-area dei BES comprende tre grandi sotto-categorie: disabilit, disturbi

evolutivi specifici, svantaggio socio-economico, linguistico, e culturale.

Nella prima categoria, quella della disabilit, sono inclusi gli studenti diversamente

abili certificati ai sensi della L. 104/92. Essi hanno diritto alle misure previste dalla stessa

legge quadro, compreso il docente specializzato sul sostegno.

Nella seconda categoria, comprendente i disturbi evolutivi specifici, sono inclusi gli

studenti con problematiche non certificabili ai sensi della L. 104/92 che non danno

diritto, ad esempio, al docente di sostegno. Rientrano in questa categoria

i Disturbi Specifici dellApprendimento (DSA) [dislessia, disortografia, disgrafia,

discalculia] che richiedono la certificazione medica e sono oggetto di importanti

interventi didattico-educativi esplicitati nella L. 170/2010.

78

Le sottocategorie dei BES La terza categoria dellarea dei BES comprende lo svantaggio socio-economico,

linguistico e culturale. Trattasi di una categoria molto ampia e meno definita

rispetto a quelle precedentemente considerate sul piano sia normativo sia didattico-

educativo, in quanto include disagi di natura emozionale,

relazionale/comportamentale, motivazionale, traumatica. Comprende, inoltre,

difficolt legate allambito sociale ed economico (povert, situazioni precarie di vita,

deprivazione culturale.) e difficolt di natura linguistica e culturale (stranieri, di

recente immigrazione).

Tali tipologie di Bes vanno individuate sulla base di elementi oggettivi (segnalazione

degli operatori dei servizi sociali, di ben fondate considerazioni pedagogico-

didattiche da parte dei docenti).

79

C.M. n. 8 del 6 marzo 2013 Strumenti di intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per linclusione scolastica

Il documento offre pi dettagliate indicazioni sulla gestione delle diverseproblematiche dellinclusivit concepita come categoria concettuale moltoampia, caratterizzata da diversificate esigenze educative e didattiche.

La circolare stabilisce quanto segue: I casi di disabilit e di DSA rimangono soggetti a obbligo di certificazione;

Viene richiamato, per gli anni terminali, la data del 31 marzo come limite per lapresentazione della certificazione da parte delle famiglie;

Lo svantaggio socio-economico, linguistico e culturale va individuato sullabase di elementi oggettivi .

80

a cura di Anna Maria Di Nocera 81

Lidentificazione precoce

Nelle more del rilascio della certificazione di DSA da parte di una strutturapubblica, si raccomanda di adottare preventivamente le misure previstedalla Legge 170/2010

Per altri BES, in assenza di certificazione clinica o di diagnosi, il Consiglio diclasse, sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche, decide se equando necessaria la personalizzazione della didattica, motivandoopportunamente e verbalizzando, le decisioni assunte.

I percorsi personalizzati vanno attivati per il tempo necessario alsuperamento del bisogno.

A differenza delle situazioni di disturbo documentate da diagnosi, le misuredispensative avranno carattere transitorio e attinente aspetti didattici,privilegiando strategie educative e didattiche attraverso percorsipersonalizzati.

82

- Legge 104/1992

- Diagnosi funzionale

- PEI

- Curricolo differenziato e semplificato

Disabilit

- Legge 170/2010

- Diagnosi funzionale

- PDP

- Misure dispensative e azioni compensative

Disturbi specifici

evolutivi

- D. M. 27 dicembre 2012

- Assenza di diagnosi

- PDP limitato nel tempo

- Misure dispensative e azionicompensative

Svantaggio socio-

economico,

linguistico, culturale

BE

SInclusione

Piena attuazione dellautonomia scolastica di cui allart. 21 della

legge n. 59/1997

Piena attuazione del principio dellinclusione che non si limita alle

persone con disabilit (legge 104/1994) ma si estende a tutti gli

interventi rivolti agli alunni con BES (legge 170/2010)

Nuova geografia disegnata dagli Ambiti Territoriali di cui al comma 66, art. 1, della legge n. 107/2015

Esperienze positive realizzate dalle scuole sedi

di CTS e CTI

87

Linclusione e il P.T.O.F.

Nel documento dellidentit pedagogica della scuola opportuno evidenziare:

- limpegno programmatico per linclusione;

- i criteri e le procedure per lutilizzo funzionale delle risorse;

- limpegno per azioni di formazione e prevenzione.

Nel PTOF della scuola andranno indicate tutte le strategie organizzative, gestionali, operative funzionali e quelle mirate a rilevare, monitorare e valutare il grado di inclusione della scuola per migliorarlo nel tempo.

88

Organizzazionea livello di singola istituzione scolastica

Costituzione del Gruppo di Lavoro per l'Inclusione (GLI);

Elaborazione del Piano per l'Inclusione;

Rilevazione e monitoraggio del grado di inclusione della scuola.

Le novit del Decreto attuativo

D. Lgs. n. 66/2017

89

I commi 180, 181 e 184 della legge n. 107/2015 contengono la previsione di alcune importanti misure per gli studenti con disabilit: agevolazioni nel pagamento delle tasse scolastiche, correlate al reddito delle famiglie;per il pagamento dei trasporti e della mensa scolastica;per lacquisto dei libri di testo e sussidi.

90

Il decreto mira a rafforzare linclusione scolastica degli alunni portatori di disabilit, attraverso il coinvolgimento di tutte le componenti scolastiche. Tale obiettivo affidato a molteplici strategie fra cui, innanzitutto:

la ridefinizione dei compiti dello Stato e degli enti locali;

listituzione dellOsservatorio permanente per linclusione;

la nuova documentazione;

la domanda di accertamento;

la formazione dei docenti.

Obiettivi

91

Lart. 1 stabilisce che Linclusione riguarda le bambine e i

bambini, le alunne e gli alunni, le studentesse e gli studenti.

Risponde ai differenti bisogni educativi e si realizza attraverso

strategie educative finalizzate allo sviluppo delle potenzialit

di ciascuno nel rispetto del diritto allautodeterminazione

allaccomodamento ragionevole, nella prospettiva della

migliore qualit della vita.

Linclusione

92

Riguardo alle competenze dello Stato, il D. Lgs. n. 66/2017 introduce notevoli innovazioni.

Infatti lo Stato provvede a

- assegnare i docenti di sostegno

- assegnare il personale, ATA tenendo conto anche del numero degli studenti disabili

- assegnare nellambito dellorganico ATA i collaboratori scolastici per lo svolgimento di compiti di assistenza materiale, tenendo conto delle differenze di genere;

- assegnare risorse economiche sulla base degli studenti disabili accolti.

I compiti dello Stato

93

Presso il MIUR istituito lOsservatorio permanente per linclusione scolastica, presieduto dal Ministro e composto da rappresentanti delle Associazioni delle persone con disabilit , da studenti e altro soggetti pubblici e privati.

Lorgano ha comiti di monitoraggio, analisi e proposta su leggi e norme, attivit e sperimentazione nel campo dellinclusione.

LOsservatorio permanente per linclusione scolastica

94

La domanda per l'accertamento della disabilit in et evolutiva, di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, come modificata dal decreto, presentata all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS). A tal fine le commissioni mediche per laccertamento della disabilit si arricchiscono di nuove professionalit fra cui quella di un medico legale e di due medici specialisti scelti fra quelli in pediatria e neuropsichiatria infantile.

La novit pi significativa al riguardo sar lutilizzo, a fini dellaccertamento e della gestione dello studente con disabilit, del modello bio-psico-sociale della Classificazione Internazionale del Funzionamento,

della Disabilit e della Salute (ICF), adottata dall'Organizzazione Mondiale della Sanit (OMS).

La domanda di accertamento

95

Il decreto legislativo n.66/2017 introduce notevoli modifiche nelle modalit di certificazione.

Allesito della visita, la Commissione medica redige un profilo di funzionamento che ricomprende la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale.

Il Profilo di funzionamento costituisce il documento propedeutico necessario alla predisposizione del Progetto Individuale e

del PEI.

Il Profilo di funzionamento

Il Progetto Individuale

Linclusione si realizza attraverso la definizione del progetto individuale tra tutti gli enti che devono poter collaborare per la crescita e la formazione degli studenti: scuola, famiglia, altri enti, pubblici e privati. operanti sul territorio.

Il documento costituisce una novit in materia di inclusione e riguarda linsieme delle misure che lente locale deve assicurare al soggetto disabile. Il documento redatto dai Servizi sociali in collaborazione con le famiglie, sulla base del Profilo di funzionamento.

96

Il PEI

La struttura del documento non cambia ma tiene conto delle novit introdotte dalla 107/2015. In particolare:

tiene contro della certificazione di disabilit e del profilo di funzionamento;

definisce gli strumenti per leffettivo svolgimento dellalternanza scuola-lavoro;

nel passaggio tra i gradi di istruzione assicurata linterlocuzione tra i documenti della scuola di provenienza e quelli della scuola di destinazione.

97

Il Piano per lInclusione

98

Il Piano per lInclusione definisce i necessari interventieducativi, coordina le risorse della scuola i processi diaccoglienza e nei limiti delle risorse finanziarie,professionali e strumentali disponibili.

Deve contenere la formulazione di unipotesi globale diutilizzo funzionale delle risorse specifiche, istituzionali enon, per incrementare il livello di inclusivit generale dellascuola nellanno successivo.

Continuit

99

In materia di continuit del progetto educativo e didattico, il decreto stabilisce che la tale elemento qualificante garantito dal personale della scuola, dal PEI e dal Piano per l0incusione.

Il Dirigente scolastico propone ai docenti dellorganico dellautonomia di svolgere anche attivit di sostegno, purch in possesso di specializzazione. Ai docenti con contratto a tempo indeterminato, anche su richiesta della famiglia, possono essere proposti ulteriori contratti nella.s. successivo, per garantire continuit educativa e didattica.

Organizzazione istituzionale

Al fine di coordinare le politiche di inclusione, stato rinnovato lassetto dei Gruppi per linclusione previsti dalla legge n. 104/1992.

Presso ogni Ufficio scolastico regionale (USR) istituito il Gruppo di lavoro interistituzionaleregionale (GLIR) con compiti di: consulenza e proposta all'USR per la definizione, l'attuazione e la verifica degli accordi di programma per linclusione.

100

101

Per ciascuno degli ambiti territoriali di cui all'articolo 1, comma 66, della legge 13 luglio 2015, n. 107, istituito il Gruppo per l'inclusione territoriale (GIT) che rivestir un ruolo decisivo nellindividuazione delle risorse per il sostegno didattico dei soggetti portatori di disabilit.

COMPOSIZIONE1 Dirigente tecnico3 dirigenti scolastici dellAmbito2 docenti infanzia e primo ciclo1 docente secondo ciclo

Organizzazione istituzionale

La formazione dei docenti

Un elemento fondamentale del decreto riguarda la formazione iniziale universitaria specifica degli insegnanti per il sostegno della scuola dellinfanzia e primaria che sar caratterizzata da un aumento dei Crediti Formativi nella Didattica Inclusiva e nella Pedagogia Speciale; in particolare si passer dagli attuali 60 a 120.

102

Il Dirigente Scolastico dispone:

la verificare della documentazione consegnata dai genitori affinch sia conforme alle disposizioni vigenti;

il trattamento della documentazione acquisita nel rispetto della normativa sulla privacy.

Provvedimenti amministrativi

103

Lart. 4 del D. Lgs. n. 66/2017 prevede espressamente la valutazione della qualit dellinclusione realizzata dalla scuola autonoma.

Tale ambito di valutazione parte integrante del procedimento previsto dallart. 6 del DPR n. 80/2013 .

La valutazione prodotta dallINVALSI sulla base delle rilevazioni predisposte dallOsservatorio per linclusione scolastica.

104

La valutazione della qualit dellinclusione

Gli indicatori di riferimento sono:-livello di inclusivit del PTOF;-realizzazione di percorsi personalizzati, individualizzati e differenziati;-livello di coinvolgimento interno;-valorizzazione delle competenze professionali;-condivisione delle famiglie e gli operatori;-accessibilit e fruibilit di risorse, attrezzature, strutture.

Il Collegio dei docenti svolge il fondamentale ruolo di programmazione e verifica didattica:

delibera il Piano per l'Inclusivit(PAI);

inserisce nel PTOF:- limpegno programmatico per

l'inclusione- criteri e procedure di utilizzo delle

risorse professionali presenti- l'impegno a partecipare ad azioni

di formazione specifiche.

Ruolo del Collegio dei docenti

Le funzioni del Dirigente scolastico afferiscono a due aree di competenza:

Il ruolo di leader educativo, organizzativo e relazionale;

Il ruolo di garante dei diritti allo studio, alla salute, alla cittadinanza degli studenti con bisogni speciali.

Funzioni e compiti del Dirigente scolastico per

linclusione

106

Il ruolo di leader educativo

Linclusione scolastica un valorefondativo del PTOF, un assunto culturalee richiede unincisiva leadershipeducativa che si manifestaprioritariamente attraverso:

la predisposizione dellatto diindirizzo al Collegio dei docenti;

la promozione e la cura di iniziative eprogetti per linclusione, da attuarsidi concerto con le varie componentiscolastiche;

la sensibilizzazione e la promozione dicompetenze indispensabili peroperare in un contesto inclusivo;

ladozione di efficaci modalit divalutazione dei processi pi che delleperformance.

107

Il ruolo di garante

Il ruolo di garante rende il Dirigente Scolastico promotore di fondamentali azioni di government per la ricognizione delle risorse e la programmazione delle raccordo interistituzionale, quali, ad esempio:

la diffusione della cultura dellinclusione e della presa in carico complessiva dellalunno da parte del sistema scolastico;

lattivazione di azioni di orientamento per assicurare il passaggio dello studente nel successivo grado di istruzione;

la promozione di interventi volti ad individuare e rimuovere eventuali barriere architettoniche o senso-percettive.

108

109

Ruolo del Consiglio di classe

Il Consiglio di classea) individua in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una

personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative Tali tipologie di BES dovranno essere rilevate sulla base di elementi oggettivi (come ad es. una segnalazione degli operatori dei servizi sociali), ovvero di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche... NB: verbalizzando accuratamente

b) redige il Piano Didattico Personalizzato.

DIDATTICA SPECIALE

Io al centro del mondo

110

Funzioni del docente

111

Un gruppo non semplicemente un insieme di persone vicinetra loro, ma un insieme di persone, in interazione psico-sociale, che occupano ruoli specifici, con lobiettivo direalizzare fini o interessi comuni.

Vari sono i criteri utilizzati per la costituzione dei gruppi, inrelazione alle diverse esigenze educative: i , da adottare durante lo svolgimento di percorsieducativi pi complessi, consentono di differenziare gliobiettivi, i contenuti e di prevedere pi approcci ad unamedesima tematica in relazione al livello conoscitivo degliallievi di ciascun gruppo; i , preferibilinel corso di attivit che richiedono collaborazione e scambio diesperienze, rendono possibili forti dinamiche di tutorage e discambio.

112

IL COOPERATIVE LEARNING (apprendimento cooperativo)

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LA DIDATTICA DEL LABORATORIO

Le mappe concettuali consentono il collegamento logico degli elementi di

conoscenza via via costruiti.

Il presupposto scientifico dato dagli studi realizzati dal ricercatore

statunitense Ausubel, in particolare dalla nozione di apprendimento

significativo, contrapposta a quella dellapprendimento meccanico. Per

imparare in modo significativo, gli individui devono poter collegare la nuova informazione a concetti e

proposizioni rilevanti gi posseduti.

Nell'apprendimento meccanico, invece, la nuova acquisizione non trova alcun

collegamento con la struttura cognitiva e richiede da parte dellallievo

procedimenti meramente ripetitivi per memorizzarla.

LE MAPPE CONCETTUALI E LE STRATEGIE DI ADATTAMENTO DELLA DIDATTICA

La didattica

metacognitiva

Favorisce lefficacia del

processo apprenditivo in

quanto interviene sia sulle

conoscenze del proprio

funzionamento cognitivo

(compito, strategie,

applicazione), sia sulle abilit di

previsione, di pianificazione, di

monitoraggio e di

autovalutazione, elevando il

livello di consapevolezza

dellalunno e migliorando le sue

prestazioni.

Costituisce una dimensione mentale che va oltre la cognizione, in quanto favorisce la consapevolezza del proprio processo mentale. Sviluppa la capacit di controllo, organizzazione e modifica del proprio apprendimento in base ai fini che ci si prefigge di conseguire.

Occorre sottolineare la responsabilit educativa di tutto il personale della scuola e la necessit di una formazione puntuale e specifica finalizzata a garantire azioni corrette ed efficaci, in accordo con gli Enti Locali, lASL e le famiglie.

Il contributo di tutto il personale scolastico fondamentale per la quotidianit delle azioni da compiere, gli interventi da adottare e i progetti da realizzare, per risposte precise ad esigenze educative individuali.

116

LA PARTECIPAZIONE DI TUTTE LE COMPONENTI SCOLASTICHE

NON ESISTONO GRANDI SCOPERTE NE UN REALE PROGRESSO FINCHE SULLA TERRA ESISTE UN BAMBINO INFELICE

ALBERT EINSTEIN

117