allevare i conigli è facile Guida Allevamento Conigli

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1 UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PERUGIA FACOLTA’ DI AGRARIA DISPENSE DI CONIGLICOLTURA Marcella BERNARDINI BATTAGLINI Cesare CASTELLLINI
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tutto sull'allevamento del coniglio da carne

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  • 1UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA

    FACOLTA DI AGRARIA

    DISPENSE DI CONIGLICOLTURA

    Marcella BERNARDINI BATTAGLINI

    Cesare CASTELLLINI

  • 2Capitolo Titolo pag

    1.1 Introduzione 4

    1.2 Origine e domesticazione del coniglio 4

    1.3 Coniglicoltura a livello europeo e mondiale 5

    1.4 La coniglicoltura italiana 6

    2.1 Caratteristiche e sistematica della specie 11

    3.1 Anatomia e fisiologia: conformazione e struttura corporea 14

    3.2 Pelliccia 16

    3.3 Sistema scheletrico 17

    3.4 Anatomia e fisiologia apparto digerente 19

    3.4.1 Funzionamento dei diversi organi 20

    3.4.2 La ciecotrofia 22

    3.4.3 Comportamento alimentare 22

    3.5 Anatomia e fisiologia dellapparato riproduttore femminile 24

    3.6 Anatomia e fisiologia dellapparato riproduttore maschile 29

    3.7 Fisiologia post-ovulatoria 34

    3.8 Inseminazione artificiale 35

    3.8.1 Fattori legati al maschio 36

    3.8.2 Fattori legati alla femmina 37

    3.8.3 Tecnologia di condizionamento del seme 39

    4.0 Sistema immunitario 42

    5.0 Benessere, stress e loro effetti sulla produzione 45

    6.1 Lattazione e fattori di crescita pre e post-svezzamento 47

    6.2 Svezzamento e crescita dei coniglietti a pagina

    48

    6.3 Fattori che influenzano la crescita e la composizione corporea 48

    6.5 Caratteristiche della carcassa a pagina

    50

    6.6 Caratteristiche della carne 51

    7 Richiami di genetica 58

  • 37.1 Caratteri qualitativi 58

    7.2 Caratteri quantitativi 60

    7.3 Sistemi di selezione applicati in alcuni paesi 63

    7.4 Formazione e classificazione delle razze domestiche 64

    7.5 Descrizione delle principali razze 66

    7.6 Ibridi commerciali 67

    8. Alimentazione 69

    8.1 Fabbisogni degli animali e valore nutritivo degli alimenti 69

    8.2 Razionamento 76

    9 Ricoveri e attrezzature 80

    9.1 Ambiente e fattori che lo condizionano 81

    9.2 Gestione dell'allevamento 86

    10 Cenni di patologia 89

    10.1 Il danno sanitario 89

    10.2 Patologie della riproduzione 89

    10.3 Patologie intestinali 90

    10.4 Patologie respiratorie 92

    10.5 Malattie della pelle e zoonosi 92

    10.6 Mixomatosi 955

    10.7 Malattia emorragica virale-MEV 97

    10.8 Conduzione igienica dell'allevamento ed interventi profilattici 97

    Bibliografia 99

  • 41.1. INTRODUZIONE

    Linteresse per lallevamento intensivo delconiglio risale agli inizi degli anni 70, quandoper far fronte ad un fabbisogno carneocrescente, stante la impossibilit di coprirlo conla carne bovina, si intensific lallevamento diquelle specie che per brevit del ciclo produttivoe buona conversione degli alimenti erano ingrado di fornire un prodotto competitivo.

    Dieci anni prima il processo aveva interessato ilpollo da carne che aveva consentito unadiffusione capillare del consumo di proteineanimali.

    Per ragioni analoghe il coniglio uscito dallabassa corte inserendosi in aziendespecializzate, di consistenza pi o meno ampiama comunque basate su sistemi e tecnichemirate al suo sfruttamento intensivo, ai fini dellaproduzione di carne.

    cos che dal 1970 ad oggi la produzionenazionale annua passata da 94.200 a 300.000t ed il consumo pro capite da 1,93 a circa 4,5kg. Sono prevedibili ulteriori aumenti perch ilconsumatore si dimostra sempre pi attento allequalit dietetiche delle derrate che acquista esotto tale aspetto la carne di coniglio non temeconfronti.

    Ma sono anche altri i motivi che giustificanolinteresse per questa specie: la sua elevataprolificit, la buona utilizzazione dei foraggi edelle proteine contenute in alimenti ricchi difibra, la capacit di fissare il 20% delle proteinealimentari sotto forma di carne commestibile,considerando anche lalimento consumato dairiproduttori. Tra le altre specie solo il pollo dacarne fornisce un miglior rendimento proteico(22-23%) mentre per il suino il valore si attestasul 16-18% e per il bovino sull8-12%.

    Il costo energetico, espresso in kcal alimentarinecessarie per produrre 1 g di carne, ancorapi vantaggioso, considerata la pi elevataproduttivit dei conigli rispetto, ad es., a ovini ebovini (105 kcal/g coniglio; 427 ovini da carne;442 bovini).

    Un altro punto a favore del coniglio la bassacompetitivit con luomo per le fonti alimentari,dal momento che la razione pu esserecostituita per oltre 1/3 da farina di medica;pertanto la produzione di carne di coniglio puessere interessante anche per quei Paesi chedevono importare cereali.

    1.2. ORIGINE DEL CONIGLIO E SUADOMESTICAZIONE

    Il coniglio (Oryctolagus cuniculus) unmammifero molto primitivo conosciuto sin dallapreistoria; si pensa infatti che comparve sulla

    terra verso la met dellera terziaria. La suaorigine incerta: secondo i pi, proverrebbedallAsia centrale e da qui sarebbe emigrato inEuropa durante lera glaciale, quando i freddinordici lo avrebbero spinto alla ricerca di climipi favorevoli, come quelli del sud dellaPenisola Iberica e del nord Africa. Fu appunto inqueste terre che lo scoprirono i Fenici quando,con le loro spedizioni, raggiunsero verso il 1000a.C. la Spagna. Hisfania significa infatti terradei conigli e deriverebbe dalla parola I-shafan-im, poi latinizzata. La parola ebraica shafanriportata nella Bibbia significa colui che sinasconde, ma quasi certamente si riferisce aduna piccola marmotta, il daman di Siria, o Hyraxsyriacus, che scava nascondigli tra le rocce delLibano, visto che non esistono conigli nel Sinaio in Palestina.

    Sembra che il coniglio non fosse conosciuto daiGreci, mentre i Romani apprezzavano molto lasua carne e, analogamente agli spagnoli,preparavano con i feti o con i neonati un piattoconosciuto come laurices.

    Sono numerose le testimonianze di quel temposul coniglio: Catullo denomin la penisolaIberica Cunicolosa celtiberia, mentre le isoleBaleari, note come Cunicularie insulae, furonosegnalate da Plinio per i danni ivi procurati dalconiglio, che richiesero lintervento delle legionidellimperatore Augusto per il contenimentodella specie. Nelle monete ispano romane diAdriano il coniglio appare come uno dei simbolidellIberia. Furono i Romani a disseminare ilconiglio in tutto il loro impero e fu Varrone aproporre di proteggerlo nei leporaria, ovvero inspazi recintati da muri destinati a contenerelepri ed altre specie selvatiche. I leporariarappresentarono il primo passo verso legarenne, che si svilupparono nel Medioevo eche in Francia costituivano un diritto signorile.

    La domesticazione si fa risalire alla fine delMedioevo e se ne attribuisce il meritosoprattutto ai monaci che, apprezzando molto lacarne di coniglio, allevavano gli animali ingabbia per una loro pi facile cattura; avevanoanche labitudine di consumare i lauricesdurante la quaresima perch, a loro avviso,erano cibi acquatici.

    Nel XVI secolo lallevamento era diffuso inFrancia, Italia, Fiandre e Inghilterra. Nel 1606Olivier de Serres parla di tre tipi di conigli:selvatico, di garenna, e domestico e cioallevato in gabbia. Allinizio del XIX secolo, dopolabolizione dei privilegi signorili e quindi dellagarenna, lallevamento in gabbia si diffuse intutta lEuropa occidentale e dagli europei fuintrodotto in tutto il mondo raggiungendolAustralia e la Nuova Zelanda.

    Gli allevamenti di allora erano costituiti dapoche femmine riproduttrici, che producevano2-3 nidiate l'anno. Lalimentazione eraassicurata soprattutto da foraggi verdi raccolti

  • 5giornalmente, che in inverno venivano integraticon fieno, cereali e sottoprodotti. Oltre allacarne si attribuiva valore anche alla pelliccia e alpelo.

    A partire dal XIX secolo, ma soprattutto dagliinizi del XX, grazie allallevamento confinato, lerazze si moltiplicarono a seguito della selezionee diffusione di forme mutate pi adatte alla vitadomestica. Gli allevatori si riunirono in clubs e letecniche di allevamento vennero razionalizzate:migliore igiene, sistemazione dei riproduttori ingabbie individuali, alimentazione sempre a basedi foraggi e cereali ma con rapporti pirispondenti alle esigenze degli animali. Durantelultima guerra mondiale lallevamento delconiglio si svilupp in tutta lEuropa e anche inGiappone, per sopperire alla penuria di carneproveniente dalle grandi specie. Nel corso deglianni 50 si verific una forte regressione inGiappone e nei Paesi dellEuropa del nord, chesi accontentavano della carne bovina congelataproveniente dallemisfero sud, diversamente daquanto avvenne nei Paesi latini, checontinuarono a prediligere la carne di coniglioanche perch sapevano cucinarla.

    Alla fine degli anni 50 la Coniglicoltura subcambiamenti ben pi sostanziali: furonointrodotte dagli Stati Uniti razze specializzateper la produzione di carne, con cuscinettiplantari pi spessi per un migliore adattamentoal fondo grigliato delle gabbie metalliche, cherappresentavano ormai la struttura diallevamento pi comune. Il clima dellItaliasettentrionale e della Francia, meno clemente diquello della California, impose lintroduzionedelle gabbie in ricoveri chiusi, con conseguentenecessit di risolvere i problemi di aerazione edi illuminazione. Le tecniche di gestionesubirono notevoli modifiche, con risparmio deitempi necessari per la pulizia e lasomministrazione di alimenti ed acqua, epossibilit di dedicare pi attenzione aglianimali. I ritmi riproduttivi si intensificarono e ladurata dellallattamento scese dalle 8 alle 4settimane; anche let di macellazione siridusse sensibilmente. Le razze tradizionalipersero la loro importanza a vantaggio di quelleintrodotte dagli Stati Uniti (Bianca di NuovaZelanda e Californiana) che furono moltomigliorate e vennero anche utilizzate,soprattutto dai francesi, per produrre gli ibridi iquali, alla fine degli anni 70, varcarono i confinidella Francia verso lItalia, la Spagna, il Belgio ela Germania Federale.

    Allo stato attuale il coniglio viene allevatoessenzialmente per produrre carne cheproviene in gran parte dagli allevamentiintensivi, anche se quelli tradizionali sonoancora molto diffusi e rivestono unimportanzanotevole soprattutto in alcuni Paesi in via disviluppo ove rappresentano unimportante fontedi reddito.

    1.3. LA CONIGLICOLTURA A LIVELLOMONDIALE E COMUNITARIO

    Una rassegna del 1996 sulla produzione di 186Paesi, differenzia tre tipi di aziende:

    di piccole dimensioni, con meno di 8femmine riproduttrici, con produzionedestinata allautoconsumo e conutilizzazione degli alimenti semplicidisponibili;

    di medie dimensioni, con un numero difemmine compreso tra 8 e 100, conproduzione destinata sia allautoconsumoche al mercato e con alimentazione in partebasata su mangimi completi;

    grandi aziende, con pi di 100 fattrici,orientate verso la commercializzazione ditutto il prodotto e verso luso di soli mangimiindustriali.

    Nella tabella 1 sono stati riportati solo i dati chesi riferiscono ai 17 Paesi che si collocano aiprimi posti.

    I sei Paesi che producono oltre 100.000 t/annodi carne concorrono per il 58% alla produzionemondiale; essi sono, nellordine, Italia, Francia,Ucraina, Cina, Spagna e Russia. Se invece siconsiderano i 17 Paesi che producono oltre20.000 t/anno, il loro apporto alla produzionemondiale sale all80%. Ai 6 gi menzionati siaggiungono: Indonesia, Nigeria, Egitto, USA,Germania, Bielorussia, Belgio, Polonia,Marocco, Portogallo, Repubbliche Ceche.

    Globalmente lEuropa occidentale produce il43% del totale, quella orientale il 24% e lAsiadellestremo oriente il 14%; lAfricasettentrionale, centrale e meridionale fornisconodal 5 al 10% della produzione mondiale.

    Un trend analogo si riscontra facendoriferimento al numero di fattrici: i sette Paesicon pi di 3.000.000 di femmine incidono per il52% sul totale, mentre considerando i 16 Paesicon oltre 1.000.000 di femmine lincidenza saleal 75%. La percentuale di fattrici per grandiRegioni mondiali presenta minori oscillazionirispetto alle produzioni: 30% nellEuropaoccidentale, 21% in quella orientale, 20%nellAsia dellestremo oriente; lAfrica del Nordpossiede il 9% di femmine ma produce solo il5% di carne, a causa della bassa produttivit.Questultima si diversifica come segue: 36 kgcarne/fattrice/anno nellEuropa occidentale,27,5 kg in quella orientale, 17,5 kg nellAsiaorientale, 14 kg nel Nord Africa. Se il numero difattrici viene riferito a 1000 abitanti si evidenziala ben nota importanza del coniglio nei PaesidellEuropa mediterranea. Seguendo questocriterio i due Paesi che occupano i primi postisono Malta e Cipro, mentre Italia, Spagna,Francia e Portogallo si collocano tra i primi 9Paesi.

  • 6La produzione mondiale di carne di coniglio stimata pari a 1.600.000 t di carcasse l'anno,prodotte da 64.000.000 di femmine. Il numero difemmine /1000 abitanti 12.

    La produzione di carne di coniglio riveste unanotevole importanza nelleconomia di moltiPaesi in via di sviluppo (Nigeria, Egitto, Ghana.Isole del Capo Verde, Sri-lanka, Marocco, etc.)e in alcuni Paesi dellEuropa orientale (Ucraina,Cecoslovacchia, Bielorussia, RepubblicheCeche, etc.). LAfrica del Nord, lEuropaorientale e lAfrica meridionale sahariana sonole tre Regioni dove la produzione cunicolaraggiunge o supera l1% della PLV nazionale; alivello mondiale pari allo 0,25%.

    Il consumo, riferito ad abitante, conferma laltapopolarit della carne di coniglio nei PaesidellEuropa latina e limitrofi: Malta, Italia, Cipro,Spagna sono i 4 maggiori consumatori; Francia,Belgio, Lussemburgo e Portogallo si inserisconotra i 10 principali consumatori. Il consumo altoanche nei Paesi dellEuropa orientale (Ucraina,Bielorussia, Repubbliche Ceche,Cecoslovacchia) o in alcune isole africane oamericane con influenza latina (Martinica,Guadalupe, Isole del Capo Verde, etc.). NeiPaesi dellEuropa occidentale il consumo annuo di 2 kg/ab., in quelli dellEuropa orientale di 1kg/ab. e nel nord Africa di 0,5 kg/ab. La mediamondiale di 0,3 kg/ab.

    Lesportazione dominata da 3 Paesi: Cina,Ungheria, Belgio. Anche Polonia, Francia,Olanda, Danimarca, Repubbliche Ceche e USAesportano discrete quantit. Limportazione invece dominata da 5 Paesi: Italia, Belgio,Francia, Regno Unito, Germania, ma ancheOlanda, Spagna, Svizzera, USA, Canada eGiappone figurano tra gli importatori.

    Belgio, Francia e Olanda sonocontemporaneamente grandi importatori edesportatori.

    Per quanto concerne le strutture produttive, leaziende tradizionali sono predominantinellAmerica centrale (75%), nel Medio Oriente(70%), nel Nord Africa (65%), nellAfricameridionale sahariana (58%), nellEuropaorientale (56%) e nellAsia centrale. Da questeaziende proviene il 40% della carne prodotta nelmondo, che si ottiene dal 58,3% delle fattricipresenti. Le aziende di dimensioni intermediesono molto numerose nellAmerica del Norddove il coniglio viene allevato soprattutto perhobby, nellAsia orientale (la Cina una grandeesportatrice) e nel Sud America, dove il coniglio consumato da minoranze etniche. Questeaziende producono il 33% del totale. Le aziendedi tipo commerciale sono molto comuninellEuropa e in Oceania.

    Se si fa riferimento alleconomia nazionale, laproduzione cunicola risulta relativamente pi

    importante in molti Paesi in via di sviluppo chein Europa.

    Da quanto detto emerge chiaramentelimportanza che ancora rivestono gliallevamenti tradizionali nella produzione dicarne di coniglio, anche se la loro produttivit molto bassa: 17,3 kg di carne/fattrice/annorispetto ai 28,8 kg e ai 54,3 kg prodotti negliallevamenti di dimensioni intermedie e in quellicommerciali, rispettivamente.

    Nellambito della UE la situazione quellariportata nella tabella 2. Va peraltro sottolineatoche dal 1989 al 1994 la produzione ha subitouna diminuzione annuale mediamente pari allo0,69%, con bilanci sempre negativi (tabella 3). Ilprimato delle esportazioni stato mantenutodallUngheria fino al 1993, passando nel 1994alla Cina che ha contribuito col 47% del totale. Ilprimo Paese importatore lItalia, seguita dallaFrancia, che occupa il primo posto comeesportatore. La esportazione comunitariarappresenta comunque solo il 7% di quellamondiale. Il consumo, pari a 1,7 kg, diminuitodi circa l1% allanno; lautosufficienza si attestata in media sul 95%. Per quantoconcerne la produzione, il 43,5% del totalespetta allItalia, il 25% alla Francia e il 16% allaSpagna.

    1.4. LA CONIGLICOLTURA ITALIANA

    La coniglicoltura italiana, grazie ai sostanzialimiglioramenti di tipo strutturale e gestionalerealizzati negli ultimi anni, occupa un segmentomolto importante nellambito delle carni bianchee sta incontrando sempre pi il gradimento delconsumatore anche per il costante aumento diprodotti porzionati e lavorati.

    Con 260.000 t/anno di carne prodotta e100.000.000 di capi allevati la coniglicolturarappresenta il 4 settore della zootecnianazionale coprendo ben il 9% della PLVzootecnica.

  • 7Carne prodotta t 230.000Conigli prodotti n 100.000.000

    Fattrici in produzione 3.700.000Fattrici allevamenti intensivi 1.200.000

    Fattrici allevamenti rurali 2.500.000Addetti 10.000

    Importazione t 2.250Disponibilit 232.180Esportazione 70

    Consumo pro capite kg 4,1Autoapprovvigionamento % 98.8

    Mangime prodotto dallindustria t 670.000Costo di produzione della carni /kg 2.800

    Prezzo medio mercato diVerona 2000 3200

    Anche in termini di consumo pro capite,facendo riferimento a tutte le altre specie diinteresse zootecnico, i conigli si collocano alquarto posto dopo pollame, suini e bovini, con4,1 kg.

    Il progressivo e continuo incremento delleproduzioni ha risposto pi cheproporzionalmente allaumento dei consumi ed pertanto migliorato il grado diautoapprovigionamento (vedi grafico).

    Le potenzialit del comparto sono comunquenotevoli considerata la notevoleframmentazione delle imprese e il fatto che lapolitica di marketing solo ai primi passi.

    La mancanza di coesione allinterno del mondoproduttivo da attribuire alla forte disparit nellaconsistenza numerica degli allevamenti e alladiversa capacit imprenditoriale degli allevatori.

    Ne deriva una produzione poco omogenea neltempo e nello spazio, che non risponde aprecisi standard qualitativi riconosciuti in tutto ilPaese.

    Prima di individuare possibili soluzioni ad unsiffatto stato di cose opportuno ricordare chein Italia sono presenti circa 8000 allevamenti, il90% dei quali di tipo intensivo, la cuiconsistenza numerica di almeno 500 fattriciche, in alcune regioni (Veneto, Piemonte, EmiliaRomagna, Marche e Puglia) raggiunge le 5.000unit.

    Il restante 10% costituito da aziende con unnumero ridotto di fattrici (fino a 100) e con largoimpiego di manodopera familiare. Spesso sitratta di allevamenti di tipo amatoriale cherivestono una notevole importanza per laconservazione delle razze pure e la tutela del

    loro patrimonio genetico, ma con scarsaincidenza sulla produzione di carne.

    Le caratteristiche del prodotto commercializzatosi differenziano sensibilmente passando dalnord al sud della penisola: nellItaliasettentrionale il peso di macellazione si aggirasui 2,6 2,8 kg, con punte di 3 kg in Piemonte;nel centro il peso scende a 2,4- 2,5 kg, mentrenel sud si macellano conigli di circa 2 kg.

    Il Nord Italia (Piemonte, Lombardia, EmiliaRomagna, Veneto e Friuli) si caratterizza per lapresenza di grandi aziende (400 1000 fattrici)e per un elevato livello tecnico. Negliallevamenti frequente lalimentazioneautomatica, linseminazione artificiale ed pressoch generalizzata la ciclizzazione;l'allevatore un vero e proprio imprenditore.Nonostante la presenza di alcune formecooperativistiche, lassociazionismo pressoch inesistente. La redditivit di questeaziende sicuramente elevata, anche se ilmercato non sempre gratifica gli sforzi profusi.

    NellItalia Centrale si riscontra un tessuto dimedi e grandi allevamenti nelle Marche e nelLazio; in Toscana, Umbria e Abruzzo invecepresente un numero elevato di piccoliallevamenti (< 50 fattrici) anche se nonmancano i grandi complessi.

    NellItalia meridionale sono presenti piccoli emedi allevamenti ma anche aziende con oltre500 fattrici, che dispongono di un macelloproprio. La coniglicoltura in espansionesoprattutto grazie ad interventi Europei asostegno dell'occupazione.

    Pi in dettaglio, la situazione italiana quella diseguito specificata:

    Veneto: si colloca al primo posto, con circa400.000 fattrici, allevate in aziende di medie egrandi dimensioni, con una produzione di circa

    Andamento delle produzioni e dei consumi

    0

    50

    100

    150

    200

    250

    1973

    1975

    1977

    1979

    1981

    1983

    1985

    1987

    1989

    1991

    1993

    1995

    1997

    1999

    anni

    tx 1

    000

    produzioneconsumo

  • 850.000 t/anno che viene commercializzata nelcentro e sud dItalia. La provincia di Treviso,con 150.000 fattrici distribuite in 400 allevamenti la pi importante. Le dimensioni medieaziendali sono molto elevate (circa 600 fattriciper allevamento). Negli ultimi anni le strutture dimacellazione si sono andate concentrando.

    Lombardia: si caratterizza per la presenza digrossi allevamenti nel bresciano, ma anche diun grande numero di piccole aziende. Letecniche produttive sono allavanguardia, laproduzione di circa 15.000 t/anno.

    Piemonte: ha una produzione di 20.000 t/anno.Il mercato di riferimento Cuneo (prezzo circa150 /kg pi alto di Verona). La struttura dimacellazione molto frazionata, con macelliche lavorano 4-5.000 conigli/settimana. laseconda regione italiana per la coniglicolturaintensiva.

    Friuli Venezia Giulia: lo sviluppo del comparto stato notevole negli ultimi anni ed ora laregione conta 100 allevamenti e circa 50.000fattrici. presente una discreta formacooperativistica. Le province pi interessatesono Udine e Pordenone, mentre quelle menocoinvolte sono Gorizia e Trieste. Il livelloprofessionale degli allevatori superiore aquello medio e gli allevamenti sonotecnicamente allavanguardia.

    Emilia Romagna: si colloca al 3 posto epresenta allevamenti di grandi dimensionisoprattutto nelle province di Forl, Bologna eModena. Sono numerose anche le medie epiccole imprese. La regione sede di uno deimercati pi importanti per la quotazione delconiglio vivo, quello di Forl, che si tiene ogniluned e influenza le vendite del centro e sudItalia.

    Lazio: nella provincia di Latina si trovano i pigrandi allevamenti del centro Italia. Laproduzione destinata a Napoli, oltre che allacapitale. Anche il Lazio dispone di allevamentiben condotti, con tecnologie molto valide.

    Toscana e Umbria: sono regioni per lo picaratterizzate da piccoli medi allevamenti. Nonmancano per le grosse realt produttive.

    Marche: regione con una coniglicolturadinamica ed in forte crescita. Gli allevamentisono di medie dimensioni, con una marcatapresenza di strutture cooperativistiche, sia diproduzione sia di macellazione.

    Campania: la regione pi importante del sudItalia anche se la sua produzione non in gradodi soddisfare gli elevati fabbisogni. Si stima in16 kg/abitante il consumo di carne di coniglio,con punte di 40 kg/abitante nellisola di Ischia.Gli allevamenti sono per lo pi di piccoledimensioni nel napoletano, mentre si stanno

    diffondendo strutture pi ampie ed organizzatesoprattutto in provincia di Avellino. Il coniglioprodotto pesa 2-2,2 kg. La coniglicolturatradizionale molto diffusa cos come quellahobbista.

    Puglia: il settore rappresenta una realtimportante, ma neppure in questo caso laproduzione sufficiente a coprire i fabbisogni.

    Calabria: la coniglicoltura di tipo tradizionale esolo recentemente sono sorti allevamentiintensivi ben organizzati.

    Sicilia: accanto alla coniglicoltura tradizionalestanno sorgendo allevamenti di grandidimensioni. I macelli scarseggiano e i pochifunzionanti sono a carattere aziendale. Percoprire i fabbisogni deve importare conigli daaltre regioni.

    Sardegna: nellultimo decennio sono sortiallevamenti di medie dimensioni (200-400fattrici), ma la coniglicoltura tradizionale ancora molto diffusa.

    Nel complesso la distribuzione della produzionein ambito nazionale vede al primo posto lItaliasettentrionale col 55%, seguita da quellacentrale col 32,5%, dallItalia meridionale conl11% e da quella insulare con l1,5%.

    Le regioni che si collocano ai primi 9 posti, per ilnumero di fattrici presenti, sono nellordine:Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte,Lombardia, Marche, Toscana, Lazio, Campania,Abruzzo. Un andamento analogo si ottienefacendo riferimento al consumo di mangimi perconigli, che per il 55,4 del totale si concentranelle regioni Veneto (25,4%), Piemonte(11,3%), Emilia-Romagna (9,4%) e Lombardia(9,3%). Il peso vivo medio dei conigli allamacellazione variabile: 2,8-3 kg in Piemonte,2,5-2,6 kg in Veneto e in Lombardia, 2,4-2,5 kgnellItalia centrale, 1,8-2 in Campania e nelLazio.

  • 9Tabella 1 - Dati tecnici ed economici sulla produzione di carne di coniglio nei 17 Paesi del mondo il cuiapporto pi rilevante

    Paese Produzionet 000

    Esportazionet 000

    Importazionet 000

    Femminen x 103

    Consumokg/ab/anno

    Femmine/Ab. (103)

    Valore$/103PLV

    Italia 300 0,65 23,0 7376 5,587 126,81 0,923Francia 150 4,00 10,0 3916 2,756 69,19 0,423Ucraina 150 0,20 0,0 4958 2,886 95,53 3,252Cina 120 40,00 0,0 6061 0,069 5,25 0,938Spagna 120 0,50 3,5 3864 3,152 99,02 0,803Russia 100 0,00 0,0 4246 0,673 28,59 0,602Indonesia 50 0,10 0,0 2698 0,273 14,78 1,415Nigeria 50 0,00 1,0 2107 0,455 18,79 5,275Egitto 38 0,00 0,0 3235 0,696 59,24 3,996USA 35 2,00 3,0 2422 0,142 9,56 0,020Germania 30 0,00 6,5 1458 0,461 18,41 0,058Bielorussia 30 0,00 0,0 1341 2,913 130,22 2,683Belgio 25 10,30 11,0 553 2,612 56,21 0,434Polonia 25 6,00 0,0 867 0,497 22,67 1,281Marocco 20 0,00 0,0 992 0,779 38,66 2,465Portogallo 20 0,00 0,5 702 1,938 66,39 1,084Rep. Ceche 20 2,50 0,0 597 1,699 57,98 2,529da Colin e Lebas, 1996 - 6 Congr. Mond. Conigl.

    Tabella 2 - Produzione e consumo di carne di coniglio nei Paesi UE

    Paesi Produzionetotale

    t

    Produzioneper abitante

    Kg

    Consumototale

    t

    Consumopro-capite

    Kg

    Importazioni

    t

    Esportazioni

    t

    Saldo

    t

    Fattrici

    n x 103Germania 30.000 0,37 35.000 0,44 5000 0 -5000 1800Belgio 20.000 1,9 26.100 2,5 8.500 2.400 -6.100 480Danimarca 1.500 0,3 1.000 0,2 0 500 500 65Spagna 100.000 2,5 100.500 2,5 1.500 1.000 -500 3000Francia 150.000 2,5 157.000 2,6 11.500 4.500 -7000 4000GranBretagna

    8.000 0,13 15.000 0,25 7.000 0 -7.000 300

    Grecia 7.000 0,7 7.000 0,7 0 0 0 270Irlanda 1.000 0,28 800 0,23 0 200 200 50Italia 260.000 4,3 282.500 4,7 22.500 500 -22000 6800Lussemburgo 400 1,25 960 0,6 460 0 -460 10Olanda 9.500 0,63 9.450 0,63 3.700 3.750 50 210Portogallo 2.000 2 2.00 2 200 0 -200 550

    TOTALE UE 589.400 1,66 637.310 1,79 60.360 12.850 -47510 17.535

  • 10Tabella 3 - Importazioni ed esportazioni di carni di coniglio allinterno della UE (t/anno)

    Stati

    Importazioni 1989 1990 1991 1992 1993 1994

    Italia 18.427 17.944 15.930 15.887 13.362 8.600Germania 2.728 2.289 3.398 4.339 4.975 7.156Francia 13.215 9.687 4.542 6.051 5.491 6.322Olanda 600 675 290 163 5.388 5.285Gran Bretagna 2.215 2.277 608 562 732 1.428Belgio/Lux 1.854 1.531 929 2.139 1.756 1.160Totale CE 12 39.579 34.559 25.810 29.288 31.746 29.997Totale CE 15 30.024

    EsportazioniFrancia 2.342 1.935 1.742 1.367 1.267 1.036Italia 59 58 131 126 110 147Olanda 129 2.732 2.679 2.146 2.099 1.990Totale CE 12 2.853 2.732 2.679 2.146 2.099 1.990

    Tabella 4 - Andamento delle produzioni, dei consumi e dei prezzi di conigli e mangimi

    Anno coniglivivi/kg

    coniglimacellati

    /kg

    prezzomacellato/ vivo

    mangime perconigli

    /kg

    Prezzo con.vivi/mangime

    Consumo

    tx103

    Produzione

    tx103

    Consumopro capite

    kg1970 605 1016 1,67 94 6.5 103 94 1,931975 1054 1635 1,55 130 8,1 167 139 3,011980 1918 3641 1,89 209 9,2 205 183 3,641985 2753 5693 2,06 390 7,0 224 207 3,921990 2997 6531 2,17 360 8,3 232 213 4,001995 3242 6730 2,08 405 8,0 241 228 4,182000 3199 7200 2,25 440 7,3 242 230 4,20

  • 11

    2.1. CARATTERISTICHE SISTEMATICHEDELLA SPECIE

    Il coniglio un Mammifero appartenenteallordine dei Lagomorfi (Roditori Duplici-dentati), famiglia dei Leporidi, sottofamiglia deiLeporini, genere Oryctolagus, speciecuniculus.Le principali caratteristiche dei Leporidi sono leseguenti:

    - non posseggono ghiandole sudoripare, fattaeccezione per larea plantare;.

    - le narici si aprono in una zona glabra, a formadi Y, detta rhinarium;

    - il labbro superiore presenta una fenditura chelo attraversa dallalto in basso, denominataphiltrum. La pelle prossimale, per contrazionedella sua muscolatura, pu ricoprire lasottostante zona glabra e obliterare le narici;

    - la mano ha cinque dita, con forte sviluppo delterzo e riduzione del primo mentre il piede hasolo quattro dita;

    - la dentatura comprende, sulla mascella, duepaia di incisivi (i posteriori meno sviluppati),tre coppie di premolari e tre di molari. Sullamandibola invece sono presenti: una coppiadi incisivi, due coppie di premolari e tre dimolari. Mancando i canini resta uno spaziovuoto, detto diastema. Gli incisivi sonotagliati obliquamente a scalpello e sono assairesistenti; i premolari e i molari hanno formaprismatica e presentano una superficie durae rugosa. Tutti i denti sono ad accrescimentocontinuo, che particolarmente intenso negliincisivi: 104-106 mm/anno nei superiori, 122-

    128 mm/anno negli inferiori. Questo giustificalattitudine alla rosura con conseguentelogorio dei denti;

    - i padiglioni auricolari sono molto sviluppati;

    - la fisiologia digestiva caratterizzata dalfenomeno della ciecotrofia che consiste nellaproduzione e reingestione di un tipo diexcreta, elaborato dal cieco. Il fenomeno,scoperto dal veterinario Morot nel 1882, fuconfermato da Drane nel 1895 nelle lepri. Lefeci dure che si rinvengono sul pavimentodella gabbia sono generalmente emessedurante il giorno mentre nelle ore notturnelanimale espelle pallottole rotondeggianti,con diametro compreso tra 2 e 12 mm, moltoumide, circondate da muco e riunite ingrappoli. Il coniglio le afferra con le labbraalla loro uscita dallapertura anale e leinghiotte senza masticarle. Al mattino essepossono rappresentare fino a delcontenuto gastrico. Tale processo consenteallanimale di sfruttare al massimo i principinutritivi e lacqua degli alimenti, garantendonela sopravvivenza anche in condizioniprecarie;

    - la ovulazione provocata dal coito.

    Le principali caratteristiche differenziali traconiglio e lepre; sono quelle di seguito elencate:

    Coniglio: 44 cromosomi, orecchie generalmentepi corte della testa, iride di colore bruno scuro,muscoli volontari bianchi, zampe posteriori pilunghe delle anteriori, assenza di cuscinettoplantare, area di spostamento limitata, conraggio di 500-600 m, ricovero naturale scavatonel terreno anche profondamente, gravidanza di30-32 giorni, nidiate di 4-12 piccoli che nascononudi, con palpebre chiuse e incapaci di spostarsi(prole inetta), allattamento 4-6 settimane. unanimale che non batte ampi territori e, sespaventato, fugge anche pi rapidamente dellalepre; la velocit massima per brevi tratti di 38km/ora.

    Lepre: 48 cromosomi, orecchie pi lunghe dellatesta, iride giallastra, zampe posteriori molto pilunghe delle anteriori, unghie del piede confenditura, muscoli volontari rossi, gravidanza di40 giorni, con possibilit di superfetazione,ovvero contrarre una nuova gravidanza durantela precedente gestazione, prole ricoperta di peli,con occhi aperti e capace di spostarsi. unanimale solitario che resta in coppia evagabonda in un ampio territorio. Grazie alnotevole sviluppo degli arti posteriori pueffettuare balzi di circa 4 m raggiungendovelocit fino a 80 km/h.

    Il coniglio selvatico un vegetariano polifago chesi nutre di piante erbacee, steli, radici e grani.Durante linverno rode le scorze succulente deigiovani alberi arrampicandosi anche sullebranche pi basse. Beve poco, ricavandolacqua dai vegetali freschi, che ne hanno

  • 12unelevata quantit endogena e sono spessocoperti di rugiada. un animale con ritminictemerali e con abitudini crepuscolari; i suoimezzi di difesa sono occultazione, mimetismo,udito spiccato, elevata capacit riproduttiva,perfetta conoscenza del territorio prescelto.

    per questo che preferisce vivere in zonesemicoperte o scoperte che gli consentono unadifesa attiva con spostamenti a zig-zag lungopercorsi costanti, senza essere costretto aimprovvisare la fuga. Predilige i terreni secchi edemarca il suo territorio strofinando il mento(provvisto di ghiandole odoripare) contro alberi oasperit del terreno, che servono come punto diriferimento e indicano la delimitazione. Durante ilgiorno si riposa sotto la copertura dei cespugli o,pi frequentemente, nella sua tana, la quale sicompone di pi gallerie disposte quasi ad angoloretto che vanno a sboccare in una camera diabitazione, restringendosi in prossimit del suoimbocco; alcune gallerie si aprono allesterno.

    Nelle garenne molto popolate le gallerie scavatedai diversi animali comunicano tra di loro (vedischema 1). Gli escrementi vengono depostiallesterno in un luogo prestabilito (2). Lefemmine, in prossimit del parto, costruisconouna tana pi profonda e a cul di sacco, aqualche centinaio di metri dalla tana comune (3).Per preparare il nido trasportano e poiammassano nella tana, paglia, fieno, fogliesecche e peli che si strappano dal petto e dalventre.

    La gestazione dura 30-32 giorni e dopo il parto lamadre mangia la placenta e le membrane fetalirecidendo il cordone ombelicale. I piccolitroveranno nel nido un rifugio caldo e morbido,indispensabile per la loro sopravvivenza (proleinetta). Nei primi 18 giorni la loro alimentazione

    esclusivamente a base di latte materno malallattamento pu protrarsi per oltre 6 settimane.La madre abbandona la nidiata durante il giornoper evitare che il suo odore attiri i predatori echiude lapertura della tana con terra. Lachiusura diviene sempre pi debole via via che ipiccoli crescono e verso le tre settimane di et latana non viene pi chiusa, ma la madre rimanenelle sue vicinanze. Lallattamento avviene nelleprime ore della sera o della mattina,generalmente 1-2 volte al giorno. I maschipossono uccidere la prole per accoppiarsi con lafemmina e si battono accanitamente per il suopossesso fino a castrarsi morsicandosi i testicoli.Tanta aggressivit contrasta con iltemperamento pavido ed emotivo del maschio,quando non preda degli istinti sessuali.

    Il coniglio un animale molto resistente allecondizioni avverse, perch la protezione dellapelliccia e i suoi meccanismi digestivi gliconsentono di vivere anche in ambienti freddi ecarenti di risorse alimentari e idriche. Neiconfronti dellacqua, ad esempio, riesce aricavarne elevate quantit dagli alimentiproducendo escrementi molto disidratati ed orinaconcentrata.

    un animale timido, schivo e diffidente versoindividui delle altre specie. invece moltosocievole con i suoi consimili e forma clanfamiliari entro i quali la gerarchia e lordinesociale rivestono unimportanza fondamentale.Nellambito di ciascun gruppo si stabilisconorelazioni sociali regolate dalla emissione diferomoni, la cui azione si pu esplicare inmaniera diversa in relazione agli organi recettori,anche se la via pi comune di comunicazione quella olfattiva. Le ghiandole situate sul mento eai lati dellapertura anale producono sostanzecon odori peculiari e quelli dei vari individui delclan si mescolano originando un odore di gruppoche tiene lontani gli intrusi della stessa specieestranei al clan. I maschi emettono odori piintensi rispetto alle femmine, ad indicare il loropredominio su di esse, ma esistono differenzeanche tra maschi che esprimono il grado didominanza. Lodore rappresenta anche unmezzo di attrazione sessuale. La gerarchiasociale implica la presenza di un maschiodominante che funge da capo e sottomette tuttoil clan; si forma poi una piramide discendentenella quale gli uni sottostanno agli altri. Ladominanza marcata dalla intensit deiferomoni e dalla aggressivit sessuale: i coniglidominanti battono con forza i loro piedi al suoloallontanando i competitori. I fenomeni gerarchicisi sviluppano a partire dalla pubert ed aquesta et che conviene individuare ed isolare iriproduttori, per evitare che si verifichino le lottecruente che, come gi detto, possono culminarenella castrazione.

    Anche nel coniglio domestico le abitudini varianoin rapporto allora della giornata. In generale, ilperiodo di massima attivit corrisponde al

  • 13crepuscolo e alla notte, quello di minima attivitalle ore mattutine.

    A titolo esemplificativo si riporta quanto scaturitoda alcune osservazioni che hanno consentito diquantificare i tempi dedicati alle diverse attivitgiornaliere: riposo 16 ore; ingestione di alimenti5 ore; pulizia e cura della pelliccia 2 ore;lattazione e movimenti vari 1 ora.

    Riposo: le coniglie lattanti trascorrono i 2/3 dellaloro giornata riposandosi; il riposo pu essereraccolto, con posizione simmetrica, immobilit,orecchie semi-rigide e occhi aperti, oppurerilassato, con posizione asimmetrica,semidistesa, orecchie rilassate, occhisemichiusi. La seconda forma molto pi rara esi verifica con frequenza dopo il tramonto odurante le ore pi calde della giornata.

    Ingestione di alimenti: il tempo dedicato allaingestione di acqua minimo in confronto aquello richiesto per il cibo, che viene masticatocon molta cura. I periodi di alimentazione piattiva sono quelli tra le 1 e le 4, poi tra le 18 e le20 e tra le 22 e le 24. In un esperimentocondotto su conigli di 4-5 kg, la quantit dimangime ingerito oscillava tra 133 e 252 g, confrequenza variabile da 23 a 33 volte; ogni presaera di 6-9 g. I conigli si sono avvicinatiall'abbeveratoio da 13 a 18 volte, con presevariabili da 13 a 19 g. Lacqua ingerita oscillavatra 134 e 294 ml.

    Pulizia e cura della pelliccia: comprende sia imovimenti che lanimale effettua per mantenerein ordine il suo pelo, che la leccatura dellezampe e delle orecchie, il raschiamentodelladdome, lo strofinio delle orecchie con lezampe. Le operazioni di pulizia si svolgono informa minuziosa e precisa e ad esse vienededicata buona parte della notte.

    Allattamento: le poppate avvengonoprevalentemente di notte, senza un orario fisso.Il loro numero in media di 2. Su 76osservazioni eseguite, 60 poppate si sonoverificate tra le 21 e le 7, con una durataindividuale da 3 a 8 minuti (media 7 minuti).

    Movimenti vari: sono poco frequenti e irregolari;comprendono: osservazione, spostamenti,trasporto di materiale, depilazione, minzione,defecazione.

  • 14

    3.1. ANATOMIA E FISIOLOGIA:CONFORMAZIONE E STRUTTURACORPOREA

    Il corpo del coniglio simmetrico, allungato, concapo piccolo e grandi padiglioni auricolari, conarti posteriori molto pi sviluppati di quellianteriori. Il corpo totalmente coperto di pelo,che pu presentarsi con diverse tonalit dicolore, sebbene nel coniglio selvaticopredominino i colori mimetici (bruno, grigiastro).

    Il capo tronco conico e presenta una boccamolto mobile, con una fenditura sul labbrosuperiore, che consente di vedere gli incisivi.Sulla sommit del labbro sono situate le narici,disposte obliquamente nel rhynarium. Il muso molto mobile, coperto di pelo corto e fino; unaserie di peli sensitivi lunghi e divergenti, inseritisulle guance, completa la configurazionedellestremit facciale. Lateralmente sidistaccano due prominenze a forma di borse enel bordo del mento sono collocate dueghiandole esterne.

    Gli occhi sono grandi, vivaci e talora sporgenti; lafronte spaziosa e piana; i padiglioni auricolarihanno un grande sviluppo, sono situatisimmetricamente sulla sommit del capoformando un angolo a V, presentano una base

    carnosa e sono ricoperti di pelo corto e fino. Alleorecchie, che sono mobili, spetta il compitofondamentale di indicare agli animalilapprossimarsi di un pericolo e nei periodi dicaldo contribuiscono alla termoregolazione,perch presentano un grande sviluppovascolare.

    Il collo del coniglio molto corto, talvoltainapparente, e inferiormente pu presentare unaduplicatura cutanea, detta giogaia.

    In condizione di riposo il corpo presenta unaforma raccolta e arrotondata, con un profilo pi omeno convesso. Il dorso molto corto e ingenerale poco evidente. La regione lombare allungata, ampia e flessibile e termina con unagroppa corta e raccolta, alla cui estremit siimpianta la coda. Laddome molto pisviluppato del torace, come in tutti gli erbivori, eporta le mammelle disposte, in numero di 8, indoppia fila. Lestremit posteriore presenta lano,gli orifizi sessuali e le ghiandole perianali.

    Gli arti anteriori sono brevi, dotati di grandemobilit e terminano con una mano piccola,

    munita di 5 dita, armate di robuste unghie.

    La zampe posteriori sono molto forti e adatte percompiere passi lunghi e per gli spostamenti azig-zag. Il piede molto compatto e fermo,

  • 15contornato completamente di pelo; presenta 4dita ed privo di cuscinetto plantare.

    Nella fase di riposo gli animali adottano unaposizione plantigrada, durante la locomozionedigitigrada.

    Le diverse razze si differenzianomorfologicamente in rapporto alla struttura, chepu essere brevilinea (conigli nani), mesolinea(conigli da carne), longilinea (tipo lepre); anchela taglia pu oscillare a seconda che trattasi dirazze giganti (6-8 kg), medie (3,5-5 kg), piccole(1,2-2,5 kg) o nane (< 1 kg).

  • 16

    3.2 PELLICCIA

    Quando i coniglietti nascono sono nudi; entrobreve tempo il loro corpo si riveste di una finecopertura di pelo che verso i 12-15 giorni di et estesa a tutto il corpo.

    La pelliccia dei neonati pu avere un colorediverso da quella degli adulti, come si verificanelle razze Californiana e Argentata diChampagne, i cui piccoli alla nascita sonogrigiastri e neri, rispettivamente.

    La qualit della pelliccia esprime lo stato disalute dellanimale. In condizioni ottimali il pelo fino, pulito, liscio e brillante; passando la manocontropelo esso riacquista rapidamente la suaposizione.

    Macroscopicamente la pelliccia appare formatada due tipi di peli ma ad un esame pi attento lastessa risulta costituita da 5 tipi di peli:

    - giarra tipici, lunghi 30-40 mm, molto numerosi(in certe razze sono prevalenti), robusti eresistenti, con una zona midollare moltosviluppata ricca di pigmenti;

    - giarra con base a spirale, lunghi 20-30 mm,pi radi dei precedenti, con una porzionebasale fine e spiralata, che conferisce loro unaspetto cotonoso (simile alla borra);

    - sostegno, poco numerosi, assai robusti emolto lunghi (28-45 mm) tanto da sporgere insuperficie. Hanno funzione di sostegno e diprotezione;

    - borra, corti 20-25 mm e fini; sono abbondantinei giovani e in inverno. Sono poco pigmentatianche perch sono molto sottili;

    - borra con punta visibile, pi robusti eresistenti dei precedenti, con un diametromaggiore (pi ricchi di pigmento) e con unaspetto cotonoso; misurano 20-35 mm.

    La pelle del coniglio molto resistente,caratteristica che aumenta con let e che pispiccata nel maschio.

    A partire da 3 mesi di vita il pelo sottoposto acicli di rinnovamento che si denominano mute, lequali si verificano durante i periodi pi caldidellanno e comportano la caduta della borra,che si riforma soprattutto in autunno. La mutaavviene lentamente ed evidenziabile attraversole irregolarit della pelliccia e il facile distacco diciuffi di peli. Quando il pelo viene ricostituito ilconiglio ha bisogno di proteine ricche diaminoacidi solforati; gli animali sono meno vivacie alcune funzioni fisiologiche risultano depresse(< fertilit). Sulla muta esplicano la loro influenzafattori genetici, alimentari e ambientali.

    Il colore della pelliccia varia secondo le razze. Sipossono avere tinte uniformi (bianco, nero, fulvo,etc.) , oppure colori diversi distribuiti sullo stesso

    pelo (Argentato di Champagne, Cincilla, Leprebelga) o, infine, colorazioni diverse localizzate inparticolari zone del corpo (Californiano,Olandese, piccolo Russo).

  • 17

    3.3 SISTEMA SCHELETRICO

    Lo scheletro della testa o teschio un vero eproprio astuccio, rigido e resistente, formato daossa piatte saldate o inamovibili, fatta eccezioneper la mandibola. Si distingue un cranio neurale(cavit o scatola cranica) e un cranio viscerale(faccia).

    Fanno parte del cranio neurale loccipitale, losfenoide e letmoide, ossa impari e mediane; itemporali, i parietali e i frontali, pari e simmetrici.

    Loccipitale losso pi aborale e si articola con

    la prima vertebra o atlante.

    Lo sfenoide forma la maggior parte delpavimento della scatola cranica.

    Letmoide ha una posizione profonda e delimitaanteriormente il neuro cranio con la sua laminacribrosa, mentre partecipa alla formazione delsetto nasale con la sua lamina perpendicolare.

    I temporali sono formati da una lamina chedelimita lateralmente la scatola cranica e da unaporzione petrosa che racchiude lorganodelludito.

    I parietali chiudono dorsalmente il cranio neuralee si saldano posteriormente con loccipitale eanteriormente con i frontali; questi ultimi

    delimitano in parte le orbite e presentano nel lorospessore ampie cavit (seni).

    Il cranio viscerale comprende le ossa nasali,incisive, zigomatiche, lacrimali, mascellari,palatine, pterigoidee, tutte pari e simmetriche; ilvomere, la mandibola e lo ioide, impari emediane. A tali ossa devono aggiungersi ifrontali e letmoide che appartengono sia alcranio neurale che a quello viscerale.

    La porzione supero-anteriore delimitata dalleossa nasali, quella laterale dai lacrimali chechiudono le orbite e dai mascellari che sicollegano posteriormente con le ossa parietali

    per formare larco zigomatico. I mascellariportano sul loro margine ventrale gli alveoli ovesi impiantano i denti premolari e molari;anteriormente si articolano con i premascellari oincisivi, ove si inseriscono i denti incisivi.

    Inferiormente il cranio viscerale contiene partedella porzione anteriore delletmoide e le ossapalatine che fondendosi formano il palato duro.

    La mandibola, unico osso mobile della faccia, hala forma di una V aperta allindietro e porta glialveoli per i denti incisivi, premolari e molari.

    Tra incisivi e premolari vi uno spazio liberodenominato diastema.

  • 18Il vomere va a formare il setto nasale insieme alprolungamento orale delletmoide e al settocartilagineo.

    Lo ioide un insieme di ossicini situati nellospazio mandibolare, che sostengono organiprofondi come la lingua, il faringe e la laringe.

    La colonna vertebrale costituita da un insiemedi ossa metameriche, le vertebre, che sisuddividono in:

    Cervicali (n. 7), piccole e articolate,. La primavertebra, o atlante, ha il corpo assai ridottoperch saldato per la maggior parte con quellodella seconda; inoltre dotata di processitrasversi molto estesi. La seconda vertebra, oepistrofeo, ha invece un corpo molto allungato.

    Toraciche o dorsali (n. 12 o 13); hanno unprocesso spinoso assai sviluppato e portanofaccette articolari per linserzione delle costole.

    Lombari (n. 7), oltre ad un processo spinososviluppato e robusto, hanno processi trasversiassai espansi. Sono molto mobili.

    Sacrali (n. 4), sono saldate a formare lossosacro.

    Caudali o coccigee (n. 16), le prime presentanoun orifizio vertebrale; a partire dalla 5a siatrofizzano progressivamente, riducendosi apiccoli cilindri pieni che vanno a formare unacatena lineare appuntita.

    Le costole (12 o 13) sono ossa allungate,incurvate, con la convessit rivolta versolesterno. Il loro numero corrisponde a quellodelle vertebre dorsali, con le quali si articolanomediante un processo, o testa. Distalmente siprolungano in una cartilagine che si articola inapposite depressioni dello sterno. Solo le prime7 costole sono vere o sternali, le altre, dettespurie, sono saldate con le estremit cartilagineee collegate alle vere mediante tessutoconnettivo. Le ultime 3 sono del tutto fluttuanti.Lo sterno un osso impari, mediano, che chiudeventralmente la gabbia toracica. costituito dasegmenti distinti, saldati insieme, e comprendeuna porzione anteriore o manubrio ed unaposteriore o processo xifoideo, con omonimacartilagine.

    ll cinto scapolare ha una clavicola rudimentale.La scapola, invece, un osso piatto, di formatriangolare, che si articola distalmente mediantela cavit glenoidale con la testa dellomero.

    Lomero un osso lungo, dotato di ampiamobilit grazie a un legamento capsulare;distalmente si articola con le ossadellavambraccio (radio e ulna), concorrendo aformare larticolazione del gomito.

    Il radio ha una forma cilindroide e distalmente saldato allulna, osso pi irregolare con unprocesso detto olecrano, che sovrastaprossimalmente il radio.

    Il carpo formato da 9 elementi, disposti in 2file, le ossa metacarpali sono 5, come le dita, lequali presentano 3 falangi ad eccezione delpollice che ne ha 2. Tra metacarpo e falangi siinseriscono le ossa sesamoidee.

    Il cinto pelvico deriva dallunione dellosso sacrocon il coxale.

    Il coxale, pari e simmetrico, formato da 3 ossa,lileo, lischio e il pube; le ultime due si unisconoper sinfisi sul piano mediano con lecorrispondenti del lato opposto. Lileo ilsegmento pi ampio, ha una forma triangolarecon la base libera rivolta verso lavanti e lalto.Presenta una tuberosit interna o sacrale ed unaesterna o dellanca, la quale ultima determina lacaratteristica sporgenza che va appunto sotto ilnome di anca.

    Il pube si trova ventralmente allileo eanteriormente allischio, il quale rappresentaquindi losso pi caudale del coxale. Le 3 ossadelimitano la cavit dellacetabolo, che accogliela testa del femore.

    Il femore, base scheletrica della coscia, moltolungo e robusto.

    Le ossa della gamba sono la tibia e il perone ofibula, la prima lunga e tozza, il secondo sottile eridotto. In corrispondenza della parte anterioredistale del femore si colloca la rotula o patella: ilcomplesso dellarticolazione femoro-tibio-peronale-rotulea forma il ginocchio.

    Alla gamba fa seguito la regione del garretto cheha per base scheletrica le ossa del tarso, moltograndi e in numero di 6; tra esse si evidenzianolastragalo e il calcaneo.

    Le ossa metatarsali sono 5, ma il 5 praticamente atrofizzato; le dita sono 4, ciascunacon 3 falangi.

  • 19

    3.4 ANATOMIA E FISIOLOGIADELLAPPARATO DIGERENTE

    Lattivit digestiva del coniglio presenta alcunepeculiarit che gli consentono di utilizzare al

    massimo gli alimenti vegetali di cui si nutre, chesono spesso assai poveri di principi nutritivi. Unmezzo efficace per raggiungere questo obiettivo rappresentato dal fenomeno della ciecotrofia,che presuppone la produzione e reingestione diun tipo di excreta, con presenza di due ciclidigestivi.

    Il coniglio, essendo un roditore, ingeriscelentamente gli alimenti, assumendoli in bolipiccoli e frequenti. Anche la triturazione moltometicolosa per consentire alle particelle deglutitedi venire attaccate pi facilmente dai succhidigestivi.

    Lapparato digerente formato da un lungocondotto, munito di dilatazioni e restringimenti,che percorre in senso cranio-caudale il corpodellanimale, iniziando con lapertura boccale eterminando con quella anale.

    Il diaframma lo divide in due porzioni: una pre-diaframmatica ed una post-diaframmatica.

    Fanno parte della prima la bocca, la faringe elesofago; della seconda una piccola parte diesofago, lo stomaco e lintestino (tenue e

    crasso). Nella cavit addominale si trovanoinoltre due grosse ghiandole annesseallintestino, il fegato e il pancreas.

    La bocca, adibita alla prensione e allamasticazione, dispone degli elementi necessariper tali compiti: labbra, denti, lingua e palato. Il

    labbro inferiore arrotondato e quello superiorepresenta la caratteristica fenditura; laperturaboccale piccola ma dotata di grande mobilit. Identi sono adatti a rodere e triturare alimentitalora molto duri e sono a crescita continua percompensare lusura cui sono sottoposti. Moltocaratteristici sono gli incisivi, tagliatiobliquamente a scalpello e assai resistenti, cheformano nella mascella una doppia coppia, laposteriore delle quali pi piccola. Mancano icanini per cui resta uno spazio interdentariodopo il quale si impiantano i premolari e i molari,che presentano una superficie dura e rugosa. Ladentatura composta di 28 elementi, distribuitisecondo la seguente formula:

    2 0 3 3i ----- c ----- p.m. ------m. ------- 1 0 2 3

    La lingua grande e dotata di bottoni gustativi epapille; le ghiandole salivari (parotidi,sottomascellari e sottolinguali) sono voluminose.Il palato presenta una porzione dura a festoni, ed

  • 20una molle o velo palatino che separa la boccadalla faringe.

    La faringe o retrobocca un organo cavocomune alle vie digerenti e respiratorie. Sullasua parte anteriore si aprono le coane e listmodelle fauci; lateralmente le trombe di Eustachio.Ventralmente si rinviene lapertura dellesofago eal di sotto di essa quella della laringe. Nellafaringe sono presenti le tonsille.

    Lesofago un condotto che percorre il collo (alato della trachea) e la cavit toracicaattraversando poi il diaframma fino a sboccarenello stomaco.

    Lo stomaco un organo voluminoso a forma diborsa, che pu contenere 90-100 g di unamescolanza di alimenti pi o meno pastosi.Comprende due parti: il sacco cardiale o fundus,prossimo allingresso, privo di ghiandole e conpareti sottili, e lantro pilorico con mucosaghiandolare e pareti molto pi spesse.Attraverso il piloro comunica con lintestino, chesi divide in tenue e crasso.

    Lintestino tenue misura circa 3 m di lunghezza e0,9 cm di larghezza; il suo contenuto (20-40 g) liquido, soprattutto nella prima porzione.Comprende a sua volta il duodeno (piuttostolungo), il digiuno e lileo. Questultimo sboccanellintestino crasso con una apertura, protettadalla valvola ileo ciecale.

    Anche lintestino crasso si divide in tre parti:cieco, colon e retto.

    Il cieco lungo da 30 a 50 cm ed ha un diametrodi 3-4 cm, contiene una pasta omogenea col

    20% di sostanza secca e termina con unaappendice tubulare chiusa lunga 13 cm. unorgano fondamentale per il coniglio come denotail suo grande sviluppo; disposto a spirale epresenta caratteristiche bozzellature. Da unpunto di vista strutturale si differenzia in treporzioni: il corpo, lappendice e il sacco rotondo;le ultime due sono molto ricche di organi linfatici.In prossimit dello sbocco dellintestino tenue nelcieco si rinviene anche lingresso del colon,cosicch il cieco appare come un diverticolo,lungo lasse intestino tenue-colon; nonostanteci rappresenta un luogo di passaggio obbligatoove il contenuto circola dalla base verso la punta

    per tornare verso la base, scendendo lungo lepareti. Al cieco segue il colon, lungo circa 1,5 m,il quale si divide in due parti ben distinte: colonprossimale con pronunciate bozzellature (50-55cm), e colon distale con pareti lisce (90-95 cm).

    Pi in dettaglio le porzioni che lo compongonosono 5:

    ampolla ciecale, a forma di cupola convessa, ricca di noduli linfatici e funziona da valvolatra tenue colon e cieco;

    parte iniziale del colon prossimale, lungacirca 6 cm, si caratterizza per le sue grossebozzellature; struttura e contenuto sono similia quelli del cieco per cui nellalimentoproseguono i processi fermentativi;

    parte restante del colon prossimale, conbozzellature pi ridotte, mucosa costituita daun epitelio cilindrico e sottomucosa ricca dighiandole ramificate;

    fusus coli di appena qualche mm ecorrispondente al passaggio tra lepiteliocilindrico e quello cubico; povero dighiandole ramificate;

    colon distale, allungato e con aspetto lineare,ha una mucosa formata da cellule cubiche ericca di ghiandole mucipare.

    Il retto lungo 10-15 cm ed assume un aspettoa rosario per la presenza delle pallottole fecali.Lo sfintere anale presenta ai lati due ghiandole,la cui secrezione giuoca un ruolo fondamentalenel comportamento sociale della specie.

    Il fegato la pi grossa ghiandola dellorganismoed situata nella cavit addominale, a ridossodel diaframma. Ha un colore rosso bruno, molto friabile e presenta una superficie anterioreconvessa a contatto con il diaframma ed unaposteriore leggermente concava, a contatto conlo stomaco e le anse intestinali. Sulla facciaposteriore si trova lilo attraverso il qualepenetrano ed escono i vasi ed esce il condottoescretore. Il suo corpo suddiviso in 4 lobi.Funzionalmente, come ghiandola annessaallintestino, produce la bile ma nelleconomiagenerale dellorganismo svolge importantissimefunzioni, quali quella glicogenetica. Le vie biliarisono rappresentate dai condotti epatico e cistico,che si riuniscono nel condotto coledoco. Ilcondotto cistico fa capo alla vescichetta biliare ocistifellea.

    Il pancreas la seconda ghiandolaextraparietale annessa al duodeno; elabora unsecreto che si riversa nel duodeno mediante ildotto pancreatico.

    3.4.1 FUNZIONAMENTO DEI DIVERSIORGANI

    0% 10%

    20%

    30%

    40%

    50%

    60%

    70%

    80%

    90%

    100%

    Cavallo

    Coniglio

    Polig.

    stomacotenueciecocolon

  • 21La bocca svolge tre funzioni: prensione deglialimenti; masticazione; insalivazione.

    La prensione degli alimenti si effettua mediantemovimenti labiali e con intervento diretto degliincisivi superiori; gli alimenti ingeriti vengonofinemente sminuzzati nel vestibolo della cavitorale per azione degli incisivi. Sono gli incisiviinferiori a tagliare il cibo mentre i superioriservono come base di appoggio (incudine). Lamasticazione avviene mediante spostamentitrasversali e laterali della mandibola, la quale munita di unarticolazione monocondila. Questimovimenti sono necessari perch la linee molaridella mandibola sono pi ravvicinate di quelledella mascella. Come gi visto, tutti i denti hannoradici aperte che ne consentono laccrescimentocontinuo; la ingestione di alimenti duri stimola illoro sviluppo. La masticazione molto rapida esi attua con movimenti di scarsa ampiezza. Glialimenti, triturati dagli incisivi, vengono spintidalla lingua verso i molari che li macinano conmovimenti laterali. La lingua interviene nellospostamento e rimescolamento del cibo pi chenella prensione, perch nei roditori non fuoriesceallesterno. Simultaneamente alla masticazionesi attua la insalivazione e il bolo alimentare siimpregna di ptialina.

    Nello stomaco gli alimenti deglutiti subiscono iprimi processi digestivi; il contenuto gastrico rappresentato dal bolo alimentare, dallacqua edai ciecotrofi, con predominio degli uni sugli altria seconda dellora della giornata.

    I due settori dello stomaco svolgono compiti bendefiniti; la zona cardiale o fundus funge dariserva, mentre lantro pilorico ha funzionisecretorie. I ciecotrofi ingeriti rimangono intattiper un certo tempo, protetti dalla pellicola dimuco che li riveste; successivamente i singoliacidi si dividono, si reidratano e aumentano divolume disintegrandosi lentamente. Lo stomaconon ha mai un contenuto omogeneo perch iciecotrofi si accumulano nella zona cardiale.Lumidit del contenuto gastrico oscilla tra l81 el83%, il pH tra 1,5 e 2. Il tempo di digestionegastrica piuttosto lungo ma varia in funzionedei componenti. Lantro pilorico lascia passarepiccole quantit di cibo rimanendo sempresemipieno ed assicurando cos la regolazionedel transito verso lintestino. Nella zona cardialesi mantiene una certa attivit microbicagiustificando la presenza dopo il pasto dicospicue quantit di acido lattico. I ciecotrofi,grazie allazione tampone della mucina,conservano lattivit microbica per circa 6 ore, altermine delle quali si liberano gli acidi grassivolatili, le proteine, le vitamine e i mineraliprodotti. A questo punto passano nella zonapilorica per subire la digestione gastrica insiemeal restante alimento. Lo stomaco secernepepsina e acido cloridrico e alberga una certamicroflora che, anche se non abbondante, molto regolare: i microaerofili predominanodurante la lattazione, gli anaerobi stretti negli

    animali adulti. Il succo gastrico ne inibisce losviluppo.

    Lintestino una zona molto importante ai finidigestivi per la presenza dei succhi enterico epancreatico e della bile. Le ghiandole dellamucosa duodenale secernono un liquidovischioso ricco di bicarbonati (pH circa 7,5), cheneutralizza lacidit del chimo il quale vi giungecon un pH di 1,8- 2,2.

    Le attivit enzimatiche presentano un forteaumento a partire dal 24 giorno di vita delconiglietto come conseguenza dellalimentosolido ingerito che stimola la biosintesi di amilasie di tripsina.

    La bile viene secreta in quantit cospicua; lacidobiliare quantitativamente pi importante ilcolico, ma presente anche lacido lattico. Nelduodeno il chimo, diluito dalle sue secrezioni,raggiunge un contenuto idrico del 90-95%; inquesta zona talvolta si riscontra anche del gas,conseguente alle fermentazioni gastriche. Neldigiuno inizia la disidratazione e lacqua scendeall86-88% raggiungendo nellileo l80-85%; il pHoscilla tra 7,5 e 8,0.

    Il cieco presenta contrazioni regolari che varianoda 10 a 15 ogni 10; durante il pasto la frequenzapu raddoppiare mentre si annulla subito dopo. Imovimenti del cieco producono unaomogeneizzazione del materiale, che vi sosta untempo considerevole subendo modifiche del suocontenuto di tipo biochimico e biologico; il pHoscilla tra 5 e 6,4 e il livello di sostanza secca trail 20 e il 25%. Le secrezioni enzimatiche sono discarsa entit ma continuano ad agire alcunienzimi intestinali; unica secrezione quelladellappendice vermiforme che consiste in unfluido alcalino e isotonico con pH 7,8-8,0.

    La microflora ciecale molto abbondante ed costituita da una serie di germi che colonizzanolorgano. Il coniglietto quando nasce ne sprovvisto ma gi nel primo giorno di vitaacquisisce i primi germi per contatto con il pelodel nido e con i capezzoli della madre.

    La popolazione batterica varia con let. Fino a14 d di vita si riscontrano Enterococchi eClostridi (C. tertium). Tra 14 e 21 d subentrano iColiformi ma si verifica anche limpianto, informa stabile e dominante, degli anaerobiobbligati Gram- del genere Bacteroides.

    Dopo lo svezzamento sono sempre iBacteroides a dominare (>107/g di contenuto),ma subentrano popolazioni sottodominanti efluttuanti costituite da anaerobi facoltativi(coliformi, bacilli) e obbligati (clostridi).

    La microflora ciecale del coniglio si caratterizzaquindi per lassenza di lattobacilli e stafilococchie per la presenza di una flora di barriera(Bacteroides), che si impianta precocemente esvolge un ruolo fondamentale sullo stato

  • 22sanitario e sul rendimento produttivo deglianimali.

    Su questa base Morisse ha definito dei valoriche caratterizzano le condizioni fisiologiche equelle patologiche del coniglio ovvero:

    I Bacteroides infatti attaccano la cellulosaproducendo acidi grassi volatili (AGV) che, seraggiungono livelli adeguati, conferiscono alcontenuto ciecale un pH sfavorevole allosviluppo dei germi potenzialmente patogeni.

    Condizione pH NH3mol/g

    AGV%

    AGV tot.mol/g

    Colibacillin.

    Acetico Propionico ButirricoFisiologica 5,8-6,0 20 655 61 275 805 103

    Patologica > 6,5 30 655 153 173 355 >106

    Lintestino crasso la sede di formazione dellefeci e di riassorbimento dellacqua; il prodottoche vi entra perde quasi il 40% dellacqua chepossedeva.

    La motilit dei tratti ileo, cieco e colon strettamente collegata; sembra infatti che lamaggior parte delle contrazioni del cieco sianoprecedute da unattivit peristaltica dellileo eantiperistaltica del colon prossimale e che lamotilit del cieco sia seguita da una forte motilitdel colon.

    Il retto svolge il compito di frammentare le feciriassorbendo una grande quantit di acqua: ilcontenuto vi entra con il 50-56% di umidit e viesce con il 15-18%. Le pallottole fecali dureprodotte da questo tratto vengono espulseritmicamente dallano.

    Lapparato gastroenterico ripiegato due voltesu se stesso e lintestino tenue in particolareforma varie curvature a gomito presentando sololultimo tratto rettilineo.

    3.4.2 LA CIECOTROFIA

    La fisiologia della digestione del coniglio dominata dal fenomeno della ciecotrofia. Si parladi ciecotrofia e non di coprofagia in quantolanimale non ingerisce le feci ma il materialeelaborato dal cieco, che pu essere consideratoun vero e proprio alimento. Il processo consisteappunto nella produzione e assunzione di un tipodi excreta con peculiari caratteristiche fisiche echimiche, il ciecotrofo, che lanimale, a partiredalla 3a settimana di vita, espelle e recuperadirettamente dallano e, dopo insalivazione,deglutisce senza masticare; le vere feci invecevengono lasciate cadere al suolo. Il coniglio,quindi, partendo dai residui del cibo che ha gisubito la digestione gastrica ed enterica preparaun nuovo alimento.

    Ripercorrendo le varie tappe della digestione sipu affermare che le particelle alimentarigiungono rapidamente nello stomaco overestano da 3 a 6 ore senza subire rilevantitrasformazioni chimiche. Il contenuto gastricopassa nel tenue poco alla volta e viene diluitodalla bile, dalle secrezioni enteriche e dal succo

    pancreatico. I principi degradati vengonoassorbiti mentre la parte rimanente, dopo unsoggiorno di circa unora e mezza, giunge nelcieco ove sosta da 2 a 12 ore per subire ladegradazione da parte dellabbondante florabatterica ivi presente. Gli acidi grassi volatiliderivati dalla fermentazione della cellulosaentrano in circolo mentre il contenuto ciecalepassa nel colon: esso costituito per met circadalle particelle non degradate e per laltra metdai corpi batterici, che si sono sviluppati a spesedei residui alimentari giunti nellorgano. A questopunto inizia loriginalit del coniglio: il duplicefunzionamento del colon prossimale. Se ilcontenuto ciecale arriva in questo tratto alliniziodella mattinata subisce poche trasformazionibiochimiche; la parete del colon secerne mucoche riveste le pallottole via via formatesi, che siaggregano in grappoli allungati costituendo iciecotrofi. Se vi giunge in altri momenti dellagiornata nel colon si verificano movimenti di

    peristalsi e di antiperistalsi, i primi dei qualiconsentono la normale evacuazione delcontenuto mentre gli altri lo respingono verso ilcieco.

    la frazione liquida contenente le sostanzesolubili e le piccole particelle (< 0,1 mm) cheviene rinviata per la maggior parte nel cieco,mentre la frazione solida contenente soprattuttole particelle grossolane (> 0,3 mm) proseguirverso il colon distale dove si formeranno le fecidure, dopo assorbimento di acqua e minerali. La

    3-6 h

    1-2 h

    2-12 h

    AGV

    acqua

    Digestione: ciclo convenzionalesera-notte

  • 22

    cellulosa, quindi, viene preferenzialmenteincorporata nelle feci dure; se per durante laloro produzione le particelle grossolane presentinel colon difettano, si verifica un forte reflusso dimateriale fine verso il cieco, con conseguenteaumento del tempo di soggiorno e riduzionedella velocit di transito. Tali condizionifavoriscono lo sviluppo dei batteri proteolitici chetraggono energia dagli aminoacidi producendoNH3. Per quanto invece concerne i batteri chericavano energia dagli zuccheri fermentescibili, siviene a creare una forte competizione tra quelliche producono AGV e quelli che sintetizzanoproteine a partire dallammoniaca. Ne deriva unaccumulo di NH3 che, oltre ad essere tossica perse stessa, alza il pH favorendo lo sviluppo deibatteri patogeni, a loro volta produttori di tossine.

    Il ciecotrofo si presenta sotto forma di 5-10piccole sfere riunite a grappolo e circondate daun sottile strato di muco; si differenzia dalle fecinon solo per la destinazione e la consistenza maanche per le caratteristiche nutrizionali.Chimicamente, rispetto alle feci, nettamentepi ricco di proteine, aminoacidi essenziali,vitamine, minerali ed acqua, mentre pi poverodi fibra grezza, come indicano i dati di seguitoriportati.

    Composizione delle feci e dei ciecotrofi: valorimedi ed estremi ottenuti con 10 diversi alimenti

    Feci Ciecotrofi

    X Estremi X Estremi

    %

    Umidit 41,7 34-52 72,9 21-37

    Sostanza secca 58,3 48-66 27,1 18-37

    % s.s.

    Proteine 13,1 9-25 29,5 21-37

    Fibra grezza 37,8 22-54 22,0 14-33

    Lipidi 2,6 1,3-5,3 2,4 1,0-4,6

    Minerali 8,9 3,1-14,4 10,8 6,4-10,8

    Estrattivi inazotati 37,7 28-49 35,1 29-43

    Lattivit del cieco viene da alcuni paragonata aquella del rumine (pseudoruminazione) perlanalogia di obiettivi nutrizionali dei due sistemibiologici: arricchimento extralimentare diproteine e aminoacidi, di vitamine del complessoB, utilizzazione dellazoto ureico, fermentazionedella cellulosa con formazione di acidi grassivolatili.

    Il transito digestivo nel coniglio, se si considera ilriciclaggio di una parte dellalimento (da una aquattro volte), dura da 18 a 30 ore (in media 20ore).

    La ciecotrofia, quindi, riveste una notevoleimportanza sul piano applicativo consentendo: -di ricavare dalla fibra il 30% della energiametabolizzabile necessaria alle funzioni vitali; - diintegrare la razione con proteine di elevatovalore biologico (circa il 20% rispetto a quellealimentari), con vitamine, minerali ed acqua.

    pertanto opportuno che lallevatore adotti tuttigli accorgimenti di natura alimentare, ambientalee gestionale atti a favorire questo processo. Tra ifattori alimentari rivestono una grandeimportanza il livello, la natura e la forma fisicadella fibra. Il transito digestivo infatti tanto pirapido quanto pi elevato il contenuto di fibra epi grossolane sono le particelle. Se lalimentone contiene poche e se le stesse sono moltodigeribili il reflusso verso il cieco notevole e ilsuo contenuto simpoverisce dei principi nutritivinecessari allo sviluppo armonico dellapopolazione batterica, con il rischio che sisviluppino dei germi patogeni.

    Nei conigli alimentati a volont la ciecotrofia siverifica dopo il picco di ingestione, in quellirazionati, dopo il pasto; nei primi dipende anchedal fotoperiodo.

    Nel caso di stress, acustici, termici o di altranatura (persone o animali estranei, manualit,etc.), la ipersecrezione di adrenalina rallenta lamotilit intestinale favorendo le turbe digestive.

    La ciecotrofia inizia a circa 3 settimane di et,quando i coniglietti cominciano a consumarelalimento solido.

    3.4.3. COMPORTAMENTO ALIMENTARE

    I coniglietti vengono allattati una volta al giornoper 2-3 min; in rari casi due volte. Nella terzasettimana cominciano a muoversi e a ingerirequalche grammo di alimento solido e un po di

    AGV

    Digestione: formazione ciecotrofomattina presto

    Funzionamento cieco-colon

    ciecotrofiafeci dure

    ileo

    cieco

    colonprox.

    Particelle > 300 m; movimenti peristalticiLiquido e particelle fini

  • 23acqua. Nei giorni successivi le modifichecomportamentali sono notevoli: le assunzionisolide e liquide diventano numerose e sialternano pi o meno irregolarmente nel corsodella giornata. A sei settimane il tempo dedicatoai pasti supera le 3 ore, poi decresce scendendoal di sotto delle 2 ore. Distribuzione delleassunzioni ed entit delle stesse (cibo ed acqua)variano in funzione dellora della giornata: lequantit ingerite sono molto superiori nei periodidi buio; con laumentare dellet si accentua ilcarattere notturno e si allunga il periodo di riposomattutino. Anche la temperatura ambientaleesercita la sua influenza; quando aumentadiminuisce il numero di prese solide e liquide: 37pasti solidi di 5,7 g a 10 C, 27 di 4,4 g a 30C;relativamente allacqua, la quantit ingerita ognivolta passa da 11,4 a 16,2 g. Se lacqua mancadel tutto il consumo di sostanza secca si annulladopo 24 h, il coniglio sopravvive 4-8 giorni, ma ilsuo peso si riduce del 20-30% in una settimana.Se manca il cibo la sopravvivenza raggiunge 3-4settimane ma lingestione di acqua aumenta di4-6 volte in pochi giorni.

  • 24

    3.5 ANATOMIA E FISIOLOGIADELLAPPARATO RIPRODUTTOREFEMMINILE

    Lapparato genitale della coniglia consta di 2ovaie, di 2 ovidutti, di 1 utero doppio, di 1 vaginae di 1 vulva.

    Le ovaie o gonadi femminili sono organiintraddominali adibiti alla produzione degli ovuli ealla secrezione degli ormoni che necondizionano la formazione e la funzionalit.Hanno una forma ellittica, un colore giallo chiaro,una superficie irregolare, un peso massimo di800 mg e una lunghezza di 1-1,5 cm.

    Gli ovidutti, o tube uterine, sono condotti sottili,ad andamento flessuoso, lunghi da 10 a 16 cm ecomprendono 3 porzioni:

    il padiglione o infundibolo, molto sviluppato,che si apre nella cavit addominale sottolovaia ricoprendola parzialmente senzacontinuit. destinato ad accogliere lovuloal momento della deiscenza del follicolo;

    lampolla il sito di fecondazione ed provvista di numerose cellule ciliate, chefavoriscono lavanzamento dei gameti;

    listmo un condotto molto pi stretto,tappezzato di cellule secretrici e menodotato di cellule ciliate.

    Lutero formato da due condotti coniformiseparati, lunghi 10-12 cm, che si unisconoposteriormente in un solo corpo senza peraltrocomunicare tra di loro. Presentano infatti 2 collidistinti, di circa 2 cm, che si aprono nella vagina.Le corna uterine ricevono le uova, che siimpiantano nella loro mucosa se sono statefecondate.

    La vagina lunga 6-8 cm ed ha una mucosapercorsa da pliche longitudinali; nel suo primoterzo si apre il meato urinario. Al momento dellaeiaculazione riceve gli spermatozoi. Il vestibolovaginale, lungo 2-3 cm, presenta le ghiandoleprepuziali e si continua con la vulva, delimitatada 2 paia di labbra (le esterne grandi, le internesottili), con un clitoride molto sviluppato (2-3 cm).

    Lovaia pu essere assimilata ad una ghiandolaa vescicole chiuse (follicoli), dapprimasprofondate nello spessore dellorgano e infinesporgenti sulla superficie. Ciascuna ovaiacomprende una porzione profonda o midollare,ricca di vasi sanguigni e linfatici, di nervi e ditessuto connettivo, ed una zona corticale esternache contiene i follicoli oofori e le cellule nutrici.

    La successione delle fasi che conducono da unacellula primordiale ad una cellula uovo atta adessere fecondata, prende il nome di oogenesi. Ilnumero di oogoni costante fin dalla nascita.

    Loogenesi inizia con una fase di moltiplicazione,caratterizzata da una serie di intense divisionidelle cellule germinali embrionali, che determinala loro differenziazione in oociti primari (diploidi).Subito dopo la nascita i medesimi subiscono unadivisione meiotica divenendo aploidi. A questopunto inizia la fase di accrescimento: gli oocitiprimari aumentano di volume circondandosi dicellule nutritive appiattite e vanno a formare, al13 d di et, i follicoli primordiali (0.085 mm).Questi a loro volta si accrescono fino araggiungere una diametro di 0,20 mm, verso 2mesi e mezzo di vita. Durante la crescita lecellule nutritive divengono cuboidi e colonnari,formando una membrana, detta granulosa.Successivamente lepitelio si stratificadifferenziando una teca interna benvascolarizzata ed una esterna ricca di tessutoconnettivo e di fibre muscolari. Tra la membranavitellina e lo strato pi interno di cellule dellagranulosa (corona radiata) si accumula unostrato di muco-polisaccaridi o zona pellucida ilcui compito quello di proteggere lovulo dalleaggressioni meccaniche e di intervenire anchenel meccanismo della fecondazione.

    Laccrescimento del follicolo comprende quindidue fasi: nella prima loocita subisce una crescitamolto rapida fin quasi a raggiungere il volumedefinitivo; nella seconda fase invece il follicoloa crescere rapidamente determinando laformazione di una cavit che si riempie di liquidorappresentato essenzialmente da -estradiolo.Loocita si dispone eccentricamente restandoancorato alla granulosa mediante un ammassodi cellule epiteliali (cumulo proligero od ooforo)che lo avvolge completamente. Questocomplesso prende il nome di follicolo di Graaf.

    Via via che la cavit si ingrandisce il follicolo siavvicina alla zona superficiale dellovaia ove simantiene in condizioni preovulatorie.

    Quando poi si instaurano le condizioni neuro-ormonali favorevoli completa la sua maturazionee, a seguito della rottura della parete follicolare,fuoriesce insieme con la corona radiata, con ilcumulo ooforo e con lestradiolo.

    Avvenuta la deiscenza, nellantro si forma unapiccola emorragia seguita dalla formazione di uncoagulo che viene invaso da gittate proliferativea spese della teca interna e dei vasi sanguigni. Ilcomplesso si arricchisce di un pigmento lipoide(luteina) assumendo un caratteristico coloregiallo, da cui il nome di corpo luteo. Se lovulonon stato fecondato il corpo luteo (spurio ofalso) scompare dopo 16-18 giorni; in casocontrario resta attivo per tutta

  • 25

    la gestazione, alla fine della quale degenera e sitrasforma in un residuo cicatriziale (corpusalbicans) che col tempo scompare. Il ricorrentesusseguirsi dello sviluppo follicolare edellovulazione, seguiti dalla formazione delcorpo luteo, costituisce i cicli ovarici che sonosotto il controllo degli estrogeni e delprogesterone.

    I primi sono responsabili del calore o estro e ditutte quelle modifiche che si verificano a livellodei condotti genitali per favorire la discesa degli

    ovuli e la risalita degli spermatozoi.

    Il progesterone invece induce quei cambiamentinecessari per limpianto e la nutrizionedellembrione (quiescenza e fase secretoriadellutero). In realt esiste un sinergismo diazione tra estrogeni e progesterone neldeterminare quelle manifestazioni che, perpraticit, vengono attribuiti ad un solo ormone.Come noto, nella maggior parte dei mammiferidomestici lovulazione avviene a intervalliregolari nei periodi di calore o estro e lintervallotra 2 estri rappresenta la durata del ciclo estrale.

    La coniglia, invece, non presenta cicli regolaricon comparsa di calori nel corso dei qualilovulazione avviene spontaneamente. Lafemmina viene considerata in estro pi o menopermanente e lovulazione si verifica inconcomitanza con laccoppiamento: si definiscein estro se accetta il maschio; in diestro se lorifiuta. Numerose osservazioni hannoevidenziato lalternanza di periodi di estro e didiestro, ma difficile prevederne la durata eindividuare tutti i fattori ambientali e ormonali cheli influenzano.

    stato comunque accertato che il 90% dellefemmine con vulva rossa accettano il maschio eovulano, mentre questi eventi si verificano solonel 10% delle coniglie con vulva bianca. Il coloredella vulva quindi un buon indicatore dellestroed esprime la recettivit della femmina,confermata dalla posizione di lordosi cheassume in presenza del maschio.

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    ng/m

    L pseudogravidanzapseudogravidanzagravidanzagravidanza

  • 26La coniglia pu restare in estro parecchi giorniconsecutivi; successivamente i follicoli che nonhanno raggiunto lo stadio finale di maturazione

    regrediscono e vengono rimpiazzati da nuovifollicoli, che restano qualche giorno allo stadiopreovulatorio prima di regredire anchessi. Lecondizioni di estro e laccettazione del maschiopossono verificarsi anche durante la gestazione,soprattutto nella seconda met; laccoppiamentonon ha conseguenze negative sui feti e non mai seguito da una nuova gravidanza, come siverifica nella lepre (superfetazione).

    Normalmente lovulazione indotta dagli stimoliassociati al coito. Il riflesso ovulatorio si esplicaattraverso 2 vie: la via nervosa o afferente chetrasmette lo stimolo al sistema nervoso centrale;la via umorale o efferente che trasferisce lordineallovaia.

    Il messaggio erotico non comunque il soloresponsabile del fenomeno, dal momento chelovulazione si verifica anche anestetizzandovagina e vulva. La sede di destinazione lipotalamo (campo copulocettivo) che integralinformazione con altri messaggi interni (livello disteroidi) ed esterni (olfattivi, gustativi, visivi,uditivi); nella femmina pluripara questo insiemeviene confrontato con gli elementi contenuti nellamemoria.

    Lipotalamo libera allora picogrammi diReleasing Factor (GnRH) che attraverso ilcircolo sanguigno raggiunge lipofisi anteriorestimolando il rilascio da parte delle cellulebasofile delle gonadotropine FSH e LH. La primadetermina la maturazione finale del follicolo (1,2-1,5 mm), con formazione di un ovulo aploide;sembra inoltre che influenzi il riflesso ovulatorioamplificando lazione dellLH. Laumento dellivello plasmatico di FSH evidente nel 2 mindopo il coito, ma il valore massimo vieneraggiunto tra 50 min e 2 ore dallo stesso.

    LLH responsabile dellovulazione, che avviene10-12 ore dopo laccoppiamento per deiscenzadel follicolo di Graaf. Stimola inoltre la

    produzione di estradiolo, progesterone, 20 di-idrossiprogesterone e prostaglandine.

    Il GnRH induce anche la liberazione di ossitocinache favorisce lovulazione; questo ormone secreto dallipotalamo, ma viene depositato nellaneuro ipofisi.

    Dopo 4-5 ore dal coito il livello di LH tornato alvalore minimo, mentre tra le 16 e le 22 ore siriscontra un altro picco di FSH, che induce la

    formazione di nuovi follicoli cavitari, pronti per lesuccessive ovulazioni.

    Nellipotalamo esistono 2 centri di controllo dellegonadotropine: la regione mammillare ogeneratore tonico; la zona basale, i nucleiarcuati ventro mediali e leminenza mediana, ogeneratori fasici.Lipotalamo produce molte endorfine che nonesplicano azione diretta sulla ipofisi, come iReleasing Factors, ma modulano le secrezioniormonali in loco. Cos, un elevato livello diendorfine, conseguente a condizioni di stress,interferisce sulla produzione di GnRH e quindi di

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    LHFSH

    ratto

    IPO TA LAM O

    ipofisi anteriore

    GnRH

    FSH LH

    follicolo

    m aturazione

    ovulazione

    crescita

    lutein izzazione

    luteolisi

    progesteroneestrogeni

    conig lio

    O VAIO

  • 27gonadotropine. Sempre lipotalamo producedopamina che funge da fattore inibente neiconfronti della prolattina, prodotta dalle celluleacidofile delladenoipofisi, che ne controllaautonomamente la liberazione.

    La prolattina indispensabile per la lattogenesi,ma se presente ad alti livelli pregiudica lefunzioni riproduttive, perch riduce la sensibilit

    della ipofisi al GnRH, con conseguente minorrilascio di gonadotropine. Sembra che la suaazione si esplichi anche in sede ovarica coninterferenze sul numero dei recettori specifici perlLH, nonch sui processi di maturazione edeiscenza del follicolo. Lormone infatti inibirebbelattivit dellenzima (PA = plasminogen activator)che trasforma il plasminogeno in plasmina,responsabile della degenerazione edecomposizione dellepitelio follicolare e deldisfacimento del sottostante connettivo. Glieffetti negativi della prolattina continuano amanifestarsi durante la gravidanza, conincremento della mortalit embrionale tardiva.

    Si ricorda per inciso che gli ormoni di naturaproteica (FSH, LH, prolattina, ossitocina)vengono immagazzinati nei tessuti che liproducono e sono liberati quando si rendononecessari. I loro recettori si trovano nellemembrane delle cellule bersaglio perch non

    riescono a penetrare allinterno a causa del loroelevato peso molecolare (>10.000). LLH, adesempio, giunto nel corpo luteo si lega alrecettore di membrana, il complesso stimolalenzima adenil-ciclasi a convertire lATP inAMPc, il quale fornisce energia per la sintesiproteica.

    Gli ormoni steroidei, invece, entrano in circolo

    appena prodotti legandosi a specifiche proteine:CBG (corticosteroid-binding globuline), che fissai corticosteroidi e il progesterone; SHBG (sexhormone-binding globuline), che si attaccaallestradiolo e al testosterone. Il legame originauna forma inattiva che limita la diffusionedellormone ma lo protegge dalla degradazioneed eliminazione; una piccola quantit dicomposto resta comunque in forma libera.Raggiunto lorgano bersaglio gli steroidi, grazieal basso peso molecolare (circa 300), entranonelle cellule ove si legano al recettoreintracellulare. Il complesso raggiunge il nucleo, icromosomi producono RNA messaggero chelascia il nucleo e stimola il reticoloendoplasmatico a sintetizzare la proteinanecessaria allattivazione dellormone.

    Non sempre il recettore specifico presente inun solo organo; lestradiolo, ad esempio, harecettori sia nellutero che nella vagina.

    Sviluppo e regressione follicolareSviluppo e regressione follicolare

    LH

    tunica albuginea

    teca esterna

    teca interna

    capillari artero-venosi

    epitelio superficiale

    strato di granulosa

    oocita

    fluidofollicolare

    LHLH

    colesterolo

    cAMPprogesterone

    androgeni

    5-androgeni

    cellula della teca cellula della granulosa FSHFSH

    LHLH

    cAMP

    colesterolo

    progesterone

    androgeni

    5-androgeni

    ESTROG

    InibizioneAumento

    utero

    pubertFSH

    PGE, F2

  • 28Un cenno a parte meritano le prostaglandine(F2 ed E2) che sono sostanze di tuttaltranatura, essendo costituite da acidi grassi insaturia 20C, con un anello ciclo-pentano tra C8 e C12.Il loro precursore lacido arachidonico. Nonhanno una sola localizzazione e spessomanifestano in loco la loro azione; non

    corrispondono quindi alla classica definizione diormoni.

    Le prostaglandine prodotte dallovaia, dallutero edalle blastocisti regolano importanti processiriproduttivi e precisamente: ovulazione,fecondazione, sviluppo embrionale, impianto,parto, lattogenesi.

    Nella ovulazione contribuiscono alla dissoluzionedel connettivo follicolare della zona ove siverifica la deiscenza; favoriscono inoltre laliberazione di LH.

    Leffetto positivo della PGF2 sulla fecondazione invece dovuto alla migliore efficienza ditrasporto degli spermatozoi nei condotti genitalifemminili; aumentano infatti la contrattilit,esplicano attivit collagenolitica nella cervice,provocano occlusioni funzionali.

    Le prostaglandine secrete dallutero e dalleblastocisti favoriscono limpianto, modificando lapermeabilit dello stroma interessato. Allaprostaglandina F2, prodotta dallutero vuoto,viene attribuita unazione luteolitica.

    Lo stesso corpo luteo sintetizza prostaglandine econtiene enzimi per la trasformazione dellaPGE2 in PGF2.

    La PGF2 induce il parto sia esplicando azioneluteolitica, sia favorendo le contrazioni uterine.

    Anche il miglioramento della lattogenesi pu

    dipendere dalla luteolisi, che riduce linteferenzadel progesterone; non si pu escludere unainfluenza diretta delle prostaglandine sullaliberazione di prolattina.

    LATTAZIONE:LATTAZIONE: ruolo della prolattinaruolo della prolattina

    FSH

    LH

    < crescita follicolare

    < recettori LH

    < progesterone > mortalit fetale tardiva

    Asse ipotalamo-ipofisi parto (atttudini materne)

  • 29

    3.6 ANATOMIA E FISIOLOGIADELLAPPARATO RIPRODUTTOREMASCHILE

    Lapparato genitale maschile costituito daitesticoli, dalle vie genitali, dalle ghiandoleaccessorie e dallorgano copulatore.

    I testicoli, nellanimale pubere, sono voluminosi(1,5-2 g), ovoidali e molto allungati (3-3,5 x 1-1,5cm); durante laccoppiamento appaiono tumefattie sporgenti.

    Alla nascita sono situati nella cavit addominalee discendono nella borsa scrotale verso i 2 mesidi et. Successivamente possono risalirvi (ripososessuale, stress) per poi ridiscendere, grazieallazione del muscolo cremastere (speciealternativamente esorchide o enorchide).

    I testicoli sono divisi in logge monolobularicontenenti i tubuli seminiferi, nel cui epitelio sonolocalizzate le cellule del Sertoli e le cellulegerminali. Le prime, oltre a costituire una matricedi sostegno per le seconde, forniscono lesostanze nutritive necessarie per la lorodifferenziazione e moltiplicazione. Il tessuto

  • 30interstiziale invece formato dalle cellule diLeydig che sono adibite alla biosintesi esecrezione degli steroidi androgeni,

    indispensabili per il normale svolgimento dellaspermatogenesi.

    I tubuli seminiferi sono dapprima contorti,assumono poi un andamento rettilineo e vannoinfine a formare la rete testis con sbocco neicanalicoli efferenti.

    Le vie genitali iniziano allinterno del testicolo coni tubuli retti e proseguono con lepididimo, che molto voluminoso e aderisce alla gonade con latesta e il corpo, mentre la coda se ne distaccacollegandosi al fondo del sacco scrotale. Lacoda il sito di deposito degli spermatozoi. Faseguito il canale deferente lungo 12-15 cm erelativamente ispessito. Molto flessuoso a livellodel testicolo, dopo un decorso in direzionecraniale descrive una curva ad uncino percontornare luretere e portarsi caudalmente aldisopra