Alias supplemento del Manifesto 14/05/2011

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SABATO 14 MAGGIO 2011

SUPPLEMENTO SETTIMANALE DE IL MANIFESTO

ANNO 14 N. 19

Chi ha paura del lupo?Viviamo unepoca formata da tante culture che si mescolano, in cui non deve dare apprensione larrivo dei migranti, semmai lassenza di strateghi dei sistemi. Incontro con Michele Rak, teorico dei linguaggi darte e del mutamento culturale, per parlare di abe e realt a partire da Cappuccetto rosso sangue, lultimo lm di Catherine HardwickeEGITTO, AHMAD FOAD NIGM ULTRAVISTA: MARIANO TOMATIS TELEFONI BIANCHI UNGHERESI CHIPS&SALSA ULTRASUONI: IL BIS FINITO ON-U SOUND STORY TALPALIBRI: PEDRIALI-PASOLINI GALGUT KINCAID DUFFY PAMUK FINKIELKRAUT NARD CARIFI/PUGNO/MARCHESINI AGASSI

EGITTO INTERVISTA AL POETA AHMAD FOAD NIGM, 80 ANNI

2011, la nostra prima rivoluzioneAspettate finch sar completata, sar una leggenda da raccontare! Gente senza il coltellino per sminuzzar cipolle ha affrontato un gigantesco sistema di sicurezza di stato, che si sbriciolato. Tutti ora credono nei giovani, sono andati in 30 a Tahrir, sono diventati 1 milione, sono ancora lGraffiti di Magdj El Saeef in via Mohammed Mahmud, al Cairo. Rapper nel centro del Cairo e foto in piazza Tahrir. Foto di Giuseppe Acconcia

di Giuseppe Acconcia

heikh Imam cantava: Nei nostri campi c chi come noi lavora con le mani/le birrerie vicine alle industrie e le prigioni al posto dei giardini/lascia (sicurezza di stato) i tuoi segugi per strada e chiudici nelle tue prigioni/non lasciarci dormire nei nostri letti/dormiremo in prigione e non nei nostri letti/domanda di noi nei giorni della Rivoluzione/labbiamo fatta e a noi basta/sappiamo chi ci ha feriti e conosciamo noi stessi/lavoratori, contadini, studenti, il nostro orologio suona e iniziamo/imbocchiamo una strada senza ritorno perch lonore vicino ai nostri occhi. Ahmad Foad Nigm, ottantenne poeta vernacoliere egiziano, scrisse questi versi dopo la Rivoluzione

S

del 1952. Pensa di scrivere di nuovo, guarda le immagini dei moti egiziani scorrere sullo schermo e racconta, rinato nel fisico e nello spirito. Lesercito inglese ha aperto lEgitto allEuropa e spronato il popolo a liberarsi dalloccupazione. Nonostante negli anni 40 fossero nati partiti e movimenti politici, solo lesercito egiziano seppe usare questo sentimento. Il primo ministro Ali Maher and dal re Farouk perch accettasse le sue dimissioni. Il re firm, ma lo richiam poco dopo per siglare un nuovo documento. La prima volta la sua mano tremava. La comparsa di Nasser allinterno dellesercito e la sua allenza con i socialisti cambi ogni cosa in Egitto. E Sadat, talento dignoranza, stato il portavoce dellesercito. La Rivoluzione del 1952 fu contro la borghesia feudale. Da quel momento, lesercito dovette vedersela con i comunisti:

gli operai di Mahalla vennero fucilati in pubblico per questo. Dopo di che, lesercito ha dovuto confrontarsi con gli islamisti. Ha sempre cercato di mantenere buone relazioni con Stati Uniti e Fratelli musulmani da una parte, sovietici e comunisti egiziani dallaltra. Cos facendo, lesercito ha vanificato gli sforzi rivoluzionari del 1952. Nigm entusiasta, questa non una rivoluzione militare. Il 2011 sar ricordato come lanno della prima Rivoluzione in Egitto, sono felice e orgoglioso per questo. Lintera popolazione scesa in piazza. Aspettate finch sar completata, sar una leggenda da raccontare! Gente senza il coltellino per sminuzzare la cipolla ha affrontato un gigantesco sistema di sicurezza di stato, che si sbriciolato. Tutti ora credono nei giovani, sono andati in trenta a Tahrir e sono diventati un milione. E ancora sono l. Questa abilit di spingere la gente in piazza non ha un colore politico. Ha fatto pi Wael Ghonim con la sua pagina Facebook "Siamo tutti Khaled Sayd" che comunisti e Fratelli musulmani. Gli egiziani hanno fatto la Rivoluzione contro un regime potente e corrotto. Quanti sono morti? Non sappiamo quanti, sappiamo solo di chi morto davanti alle telecamere. Chi fumava colla ora pulisce i marciapiedi. Foad Nigm era in piazza Tahrir il 2 febbraio, durante la battaglia dei cammelli. La folla lo ha circondato e cos lentamente ha lasciato la rivolta. Pi volte in prigione negli anni di Nasser, Sadat e Mubarak, autore anche dei magnifici testi delle canzoni di Abdel Kalim Afez. Quanto avevamo bisogno di

questo? riprende Foad dopo una pausa di aneddoti su Oum Khultum Gi nel 1919 i cuori degli egiziani cantavano, era tempo di lamentarsi per loccupazione e la povert. E arrivarono Sayd Derwish con il suo teatro, gli scrittori Tawfiq Hakim, Taha Hussein, Habbas Mahmud El Aqqad, e i musicisti Mohammed El Qasabji, Mohammed Fawzi, Belik Amdi. La Rivoluzione del 1952 stato il secondo atto delle rivolte del 1919, che furono tradite da politici come Saad Zaghloul e dallimpero inglese. Ma naque lEgitto come nazione: il Parlamento, il sistema dellinformazione, musica e letteratura. La cultura egiziana cambi definitivamente. Shawki ha stravolto le parole di Abdel Taieb Mutanabi (poeta che visse nel X secolo in Iraq, Egitto e Siria), di Abu Ala Al Maarri e le sue Resalat Al Ghufran, che ispirarono La Divina Commedia. Il poeta egiziano continua ricordando alcuni episodi dei moti del 1952, che lo videro protagonista. Abbiamo iniziato a manifestare prima dellesercito dopo la II guerra mondiale. Grandi cose iniziarono con le manifestazioni. Restavamo di notte fuori dalla moschea di Al Azhar, avremmo dato il nostro sangue per liberarci dagli inglesi. Un uomo si un a noi, brandiva un fornelletto a petrolio, alzava la fiamma e urlava: "Andate via o vi do fuoco". Un giorno lesercito inglese spar in piazza Ismailia (ora Tahrir) contro la folla. Mor un uomo. Lo prendemmo con il sangue che scorreva, lo tenevamo in alto. Conducemmo il suo corpo fino al palazzo del re Farouk. Un ragazzo prese una bandiera egiziana da un negozio di radio e avvolse il cadavere. "Il popolo vuole il re": urlava la folla. Nagim Pasha usc fuori e disse che il re era ad Alessandria. La folla allora grid: "il popolo non vuole il re". Qualche giorno dopo, tornammo alla moschea di Al Azhar e trovammo la porta chiusa e i soldati in uniforme bianca

2) ALIAS N. 19 - 14 MAGGIO 2011

per il caldo. Degli studenti allora urlarono: "Soldato aiutaci, chi vende il suo paese un infedele". E i giovani soldati applaudirono. Sembra che ora accada lo stesso, una sorta di controrivoluzione guidata dallesercito in accordo con i Fratelli musulmani. Il Consiglio delle Forze armate vorrebbe fermare tutto, ma i giovani ufficiali non lo permetteranno, sono pi vicini ai rivoluzionari di quanto si pensi. Lesercito resta un ordine antidemocratico, ma noi siamo un esercito nellesercito! Mentre i Fratelli musulmani sono stati distrutti dalla prigione, sono esausti, pensano alla via verso il Paradiso. Nonostante la cancellazione della grande Fiera del libro, che si tiene al Cairo tutti gli anni nel mese di marzo, piccoli editori hanno improvvisato affollatissime fiere di quartiere, come a Zbakeya, Attaba. Giovani autori, come Youssef Rakha e Mahmoud Atef, scrivono brevi racconti e poesie sulla Rivoluzione, Foad Nigm ha ispirato questa nuova generazione di artisti, ma il linguaggio e i mezzi sono completamente cambiati. in corso un nuovo 1952, che avr degli effetti indefinibili sulla cultura egiziana. Magdy El Saeef, disegnatore di graffiti era in giro per il Cairo con Omar Mustafa e Mohammed

Fami (detto Mufa) per colorare le mura di via Mohammed Mahmud, di Bab el louk, Champollion e perfino Dokki. Alcune scritte: pane, il pugno chiuso, 25 gennaio sono Khaled Sayd. Giravamo bardati con i nostri spray e le nostre giubbe dalle mille tasche. Ma alcuni graffiti sono stati gi cancellati. Secondo Magdy c

una grande differenza tra i rivoluzionari del 52 e quelli del 2011. Questa volta abbiamo ottenuto un risultato. I giovani che erano in piazza non sono quelli del 1952. Sono ispirati da internet, hanno orizzonti diversi, hanno sviluppato un nuovo senso dellumorismo. E tutto successo cos velocemente e senza legami pratici con la vec-

sti, i liberali o la correttezza machiavellica dei Fratelli musulmani, che fino allultimo momento hanno discusso con Suleiman, a ispirare questi giovani. E allora cosa? Anche i tanti film che vengono da oltreoceano. Magdy consapevole che questo solo un primo passo verso il pluralismo. Il nostro lavoro solo allinizio, anche la societ civile, gli editori e le aziende hanno fatto parte di questo sistema corrotto. E per questo il mio prossimo lavoro ispirato alla Microfisica del potere di Michel Foucault. Come cambia luomo che vive le rivolte? Come si supera uno stato di polizia che lascia votare la gente su decisioni predeterminate? Come si passa da uno stato di resa a intravedere la possibilit del cambiamento?. Per Magdy il tempo di disegnare e raccontare. Come lui, giovani teatranti tengono spettacoli per strada o leggono le loro storie nella libreria Merit in via Qasr El Nil e al Centro Al Hanager. Sono compagnie indipendenti come Sabeel (fontana pubblica), Hala (stato della mente), SooTafahom (incomprensione), Hawasa (allucinazione), Nas (gente) e Ana El-Hikaya (la storia sono io). Raccontano la Rivoluzione attraverso le testimonianze di chi era in piazza usando canzoni, poesie, mimo e danza. Mustafa Sayd, giovane oudista della scuola classica, spera che questi movimenti si trasformino in nuova linfa per la musica araba. Ma sembra scettico. Le scuole persiana, turca, iraqena e egiziana sono dialetti di un unico sistema musicale. A partire dagli anni 40, hanno preso dallOccidente non solo mezzi tecnici, ma larmonia verticale. E cos dopo i grandi classici Azuri Arun, Mohammed Qasabji e Abdu El Hamuli fino a Ryad Sambati e Saliba Qatrib negli anni 40, la musica araba stata schiacciata dal sistema occidentale e ha perso larmonia lineare che la catterizzava, diventando melodia. rimasto poco del passato e il mezzo popolare di espressione non solo loud, ma il rap dei giovani di Alessandria e dei quartieri poveri del Cairo. I rapper riempiono le loro canzoni di temi sociali usando il dialetto mischiato a parole straniere. Ahmad Mikki per tutti, chiede la libert per lEgitto riferendosi agli incindenti nella partita Egitto-Algeria in Sudan nel 2010. Ma il numero di nuovi rapper infinito: gli Arabian Knights di Non siamo i tuoi prigionieri, Mc Amin di Mansoura e gli Y crew di Alessandria. Rommel B e Priesto parlano dellintegrazione delle donne arabe allestero, mentre gli Egy Rap school si soffermano sulle ragazze egiziane vestite alloccidentale e in Stop al governo hanno incitato alla Rivoluzione per i diritti ben prima del 25 gennaio. Amr Ahah riprende le canzoni popolari dei matrimoni, genere Adaweya degli anni 70, parlando degli attacchi ai centri commerciali durante le rivolte. Parliamo di Rivoluzione, era un sogno/labbiachia generazione. La sorpresa di mo disegnato con la nostra rabKifaya nel 2005 e delle manifestaiobia/ venuta perch il cieco dittani contro la corruzione e per linditore usa il potere/manifestiamo pendenza della magistratura del contro le loro povere idee, le loro 2007 hanno preparato i moti del ingiustizie, la finta faccia dietro la 2011. Ma la sopresa di Mubarak e bandiera dellIslam/vediamo i voldi tutta la classe politica stata ti delle manifestazioni, ascoltiagrande perch consideravano tutmo le loro voci e non aspettiamo to questo come un cadavere. E laiuto degli americani: canta non sono stati neppure i comuniHossem El Hosseini.

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ALIAS N. 19 - 14 MAGGIO 2011 (3

CULT

INSOSTENIBILE

ca nazionale e ha pubblicato da poco per Lupetti La letteratura di Mediopolis, non ha dubbi: Perch fa paura, e perch domina il rosso, un colore angosciante. Oltre, aggiunge, ad avere un finale falsato dal buonismo ottocentesco e falsabile in tutte le maniere. Che rapporto tra cultura mediale e tradizioni narrative? La cultura mediale lavora e rilavora qualsiasi frammento di queste tradizioni. Le altera mescolando colori e lupi, nonne e falsi cacciatori salvifici. Tanto i ruoli possibili sono sempre quelli: qualche parente da mescolare con qualche bestia, qualche colore allusivo di qualche violenza. Serve a tutti i tipi di rappresentazione, soprattutto in questi tempi di riciclaggio. Eppure ci sono un mucchio di storie del presente da raccontare prima che il presente si dissolva come si dissolto il tardoseicento di Perrault. Ecco per un nuovo film Non mi meraviglio dei film in uscita, anche se non al centro dei miei interessi perch non aggiungono molto al mio lavoro sullo studio del mutamento, perch un film cristallizza le storie; sono pi importanti in tal senso le mamme che narrando le cambiano; le donne che narrano perch hanno fisiologicamente bisogno di un racconto, qualcosa che inizia e finisce, perch molto pi degli uomini avvertono i mutamenti, il declino delle parabole anche fisiche. Che tempi sono per le fiabe? Tempi pi fluidi, confusi e creativi che mai. Cultura , soprattutto oggi, capacit di percepire il cambiamento. Viviamo unepoca formata da tantissime culture che si mescolano, in cui non deve dare apprensione larrivo dei migranti, ma semmai lassenza di strateghi dei sistemi La storia di Cappuccetto, dunque, non poi cos attuale No, a meno che non la si voglia riciclare per le terribili storie di cronaca. Ma queste hanno materiali sufficienti per nuovi racconti. Se ci fossero buoni narratori e non solo padri e madre spaventati. Non c bisogno di far finta di essere colti fautori della tradizione letteraria per raccontare dei delitti. Non c neppure bisogno di far finta che siano accaduti in altri tempi e addirittura nei tempi intenzionalmente remoti della fiaba cortigiana. Per conto mio possono tutti scrivere di tutto perch lo fanno gi e la mescolanza delle culture impedisce sia di riflettere sul testo originale sia di riflettere sul quotidiano che qualche volta ci opprime. La letteratura, anche quella remota, stata sempre piegata alle esigenze del narratore. Comunque la buona Cappuccetto non centra pi, centriamo noi in una cultura in cui avvengono le stesse cose e le bambine non stanno ad ascoltare le nostre raccomandazioni. Il suo nome viene fatto perch si fa riferimento al Lettore Bambino che si serve delle poche istruzioni ricevute appunto da maestre, mamme e crudeli scrittori di fiabe e al quale vanno venduti tutti questi prodotti. * Michele Rak nel Comitato scientifico del III Festival Internazionale della Fiaba che si svolge a Campodimele (Latina) in mezzo al Parco degli Aurunci, dal 25 al 27 maggio, diretto da Giuseppe Errico.

LETALE

RIVOLTANTE

SOPORIFERO

COSI COSI

BELLO

MAGICO

CLASSICO

BEASTLYDI DANIEL BARNZ; CON MARY-KATE OLSEN, ALEX PETTYFER. USA 2011

INTERVISTA MICHELE RAK

0RED

Versione moderna della favola La bella e la bestia. Un ricco e bellissimo ragazzo di Manhattan, Kyle, umilia pubblicamente una giovane compagna di scuola, Kendra, apparentemente insignificante. Kyle non sa per che Kendra in realt una strega: diventa cos vittima di un incantesimo che gli sfigurer il viso rendendolo simile a una bestia. Lunica possibilit di salvezza che Kyle, entro due anni, trovi il vero amore.

Bambine deviantiLe vie oscure della fiaba emergono anche nellultimo Cappuccetto rosso sangue di Catherine Hardwicke dopo aver preso direzioni edulcorate, moralistiche, cronachistiche, didattiche, spesso pilotate rispetto alla lettura dei bambinidi Silvia Verolihe il regista di Cappuccetto Rosso Sangue versione cinematografica 2011 della fiaba di Perrault sia una donna, non stupisce. E ancora meno che si tratti della stessa regista della saga gotica Twilight, Catherine Hardwicke, a occuparsi di questa fiaba nera per eccellenza. La storia che spaventa da sempre, con una morale lampante, senza unevoluzione sociale delleroina, perlomeno nella sua versione originale barocca dove non c riscatto per nonna e nipote, n cacciatori o tagliaboschi a praticare tagli cesarei al lupo. Di bambine che deviano dal percorso in realt la Hardwick si era occupata ancora prima di raccontarci della famiglia di vampiri e della Bella (che porta il nome, forse non a caso, di altra creatura fiabesca concepita, con la Bestia, nel 700, ma rintracciabile ancora prima, in racconti del 500 e anche nel mito di Amore e Psiche). Nel 2003 la regista ha girato infatti Thirteen (scritto con la Nikki Reed che interpreta Rosalie Hale in Twilight), dove ladolescente Tracy infrange molte regole, si scontra con totem e tab e male gliene incoglie. Donne, dunque. Che vivono storie esemplari e le raccontano. Donne le vecchine, abbinate a gatti e focolari, le prime a tramandare e spaventare stuoli di nipoti. Donna italiana la drammaturga Anna Bonacci, classe 1892, che pubblic con lo pseudonimo maschile di Igor Velasco Le

DI ROBERT SCHWENTKE; CON BRUCE WILLIS, JOHN MALKOVICH. USA 2011

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Il titolo un acronimo che sta per: Retired Extremely Dangerous (pensionato ed estremamente pericoloso), ispirato alla graphic novel di Warren Ellis, riproposta dal regista tedesco in chiave piuttosto comica. Frank Moses, un ex agente della Cia vive una vita tranquilla fino al giorno in cui un assassino si presenta alla sua porta. Moses ricompone allora la sua vecchia squadra, in un ultimo disperato tentativo di sopravvivenza, con Morgan Freeman, John Malkovich e Helen Mirren, tutto un programma. Ma ci sono anche Richard Dreyfuss e Ernst Borgnine.

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CON GLI OCCHI DELL'ASSASSINODI GUILLEM MORALES; CON BELEN RUEDA, LLUS HOMAR. SPAGNA 2010

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Diretto da Guillem Morales e prodotto da Guillermo Del Toro Los ojos de Julia racconta la storia di una ragazza che a causa di una malattia degenerativa sta perdendo progressivamente la vista. Quando sua sorella Sara, affetta dalla stessa patologia, viene ritrovata impiccata, Julia rifiuta di credere che si sia suicidata, e decide di intraprendere un'indagine personale che la porter a scoprire delle verit inquietanti sugli ultimi giorni di vita della ragazza. Ma la sua vista si affievolisce sempre di pi e il tempo a disposizione poco.

SEGUE A PAG 10

favole insidiose dove diede prima ed eccellente (specie visto lanno di pubblicazione: il 1926) lettura psicoanalitica dei pi noti personaggi della letteratura per linfanzia. Donna (e ottimo Mago e carissima amica per Salman Rushdie) era Angela Carter, nata nel maggio 1940, autrice della Camera di Sangue, ri-scrittura irridente e sovversiva di 10 fiabe (da Barbabl a La Bella e la Bestia) e ne cur ladattamento cinematografico con Neil Jordan (che ha diretto Intervista col Vampiro, e col gotico e le metamorfosi neanche lui scherza), dando vita a In compagnia dei Lupi, ottimo, bizzarro film, riduttivamente definito horror, del 1984. Vi spiccava come interprete della Nonna nientemeno che Angela Lansbury: la Signora in Giallo per la bambina in rosso. La Hardwick, per essere allaltezza, ha dovuto schierare Julie Christie, come Nonna di Amanda Sayfried-Cappuccetto. Come dichiarato dalla stessa Angela Carter in unintervista con John Haffenden nel 1984, i racconti della raccolta non sono fiabe per adulti, espressione bacchettona delledizione americana del libro, ma storie in cui stato usato il contenuto latente delle fiabe della tradizione per usarlo come incipit di nuovi racconti. Si dice latente e Freud in fabula, peggio del lupo stesso. La lettura freudiana di Cappuccetto Rosso piana come la trama della prima edizione seicentesca della storia che inizia con limperativo non andare, prosegue con linfrazione del comandamento e finisce con la punizione. Cappuccetto Rosso, come

scrisse Perrault, si spogli, si infil sione per lanimale. dentro il letto col lupo il quale, dopo Michele Rak (*), il teorico dei linlatroce e parodiabile allinfinito guaggi darte e del mutamento cultucommedia di quanto innaturalmenrale, che, negli anni in cui la Carter e te grandi siano occhi, braccia, orecJordan lavoravano alla Compagnia chie e infine bocca, della pretesa dei lupi, ha tradotto dal napoletano nonna, la divora senza appello. barocco il Cunto de li Cunti di GiamFreud e freudiani non dovettero battista Basile (il maggior testo di rifeneanche darsi un gran daffare di rimento dei Racconti di Perrault), nelfronte a una morale che Perrault, la sua Breve storia illustrata della fianel 1695, dett in questi termini: i ba barocca sostiene che a differenza ragazzi e le ragazze giovani e belli di quanto accade con Cenerentola, non devono dare ascolto alla gente inutile provare a inseguire Cappucche si incontra nelle pericolose stracetto Rosso, perch lei si sempre inde e piazze della citt moderna. A filata nel letto con Qualcuno con cui parte collegare, senza neanche tannon dovrebbe stare. E morta l, in to sforzo, il cappuccio rosso al santutti i sensi. A differenza di altre collegue mestruale della giovinetta che ghe immaginarie (la Bella Addormendiventa donna (ma Perrault nel 600 tata, ma anche Alice, Lolita e Zazie, si mette in guardia tanto jeunes filles veda la prefazione di Bartezzaghi al che jeunes enfants, dunque il fattore fumetto di Oubrerie dedicato alleroimestruazioni centra fino a un certo na di Queneau e Malle) non le conpunto) il compito pi arduo degli cesso neanche un pisolino decente; e esegeti stato semmai quello di ridire che in questi casi, come sostiene pulire la storia dalle infinite sediRak, dormire s pericoloso, ma mentazioni, edulcorazioni e devianquando ti svegli la vita cambiata. E ze frutto della tradizione orale, molinterrogato sul perch, la storia tanto to spesso femminile. Tutte le mamcontinui ad affascinare e produrre vame hanno prima glissato e poi ignorianti, Michele Rak, che dirige lOsserrato che Cappuccetto si sveste per vatorio europeo sulla lettura e la ricercoricarsi col lupo, hanno cambiato il men della merenda del cestino, il tragitto della bambina, il male invalidante della nonna, la localizzazione di casa sua, il carattere di Cappuccetto e soprattutto il finale della storia, dove variano figura del salvatore e cause della morte del lupo (dal colpo darma da fuoco, alla caduta dal letto, dallannegamento nel fiume allostruzione intestinale o emorragia post taglio per mano del guardiacaccia di turno). Senza contare le varianti Carter, dato che lei dichiara, come visto, che di nuove versioni non si tratta: ma di nuove storie brevi, bellissime e rococ (scrivere short stories, ha detto sempre lei, come comporre musica da camera. Di sangue), dove c addirittura un Lupo-Alice, un Cappuccetto che diventa lupo, e in generale molta compas-

4) ALIAS N. 19 - 14 MAGGIO 2011

di Luigi Calabr

i risiamo! I numeri sono fatti cos: gli dai una frazione e si prendono l'algoritmo. Non puoi ignorarli e non puoi perderli di vista. Hai voglia a dividerli e a sottrarli, loro si sommano, si moltiplicano, si portano appresso uno zero e ti invadono, ingaggiano una virgola e ti fanno nero!. Ci vuole l'abilit di Mariano Tomatis, che torna nell'agone con I numeri assassini (ed. Kowalski, 2010), per mettere la briglia a queste isole razionali immerse nel caos liquido del caso bifido. Solo lui sa spiegare perch una macchina per cucire incontra un ombrello su un tavolo operatorio. Solo lui, per citare qualche caso esposto nel libro, sa trovare il minimo comun denominatore tra mamme trigonometriche, carcerati dagli algoritmi sincopati, sfinteri anali che imbrogliano la macchina della verit, martiri aritmetici, telefonate che uccidono e numeri che impallano il cervello passando, magari, per il mostro di Firenze. I matematici bisogna lasciarli stare, ne sanno sempre una pi del diavolo. Tu credi di conoscerli e quelli si rivoltano all'improvviso e diventano Amoricaldi, qualcuno ha svelato il futuro alla vigilia di un duello d'amore che lo vedr soccombere, qualcun altro ha smascherato la scacchiera, ma Tomatis, che se provi a confonderlo diventa uno stimato tomista, trasforma in finissimo gioco intellettuale gli arabeschi del rumine dei numeri, rilegge alla luce di parabole ed ellissi celebri scene del crimine dondolando sul filo di lana dell'ironia, suggerendo e nascondendo per puro divertimento. Ma allora la matematica fa divertire perch, ordinando il disordine, spera di controllare il caos? Vuole proteggerci dall'irrazionale? Ha una funzione consolatoria? Di certo l'astrazione matematica l'unico sistema per affrontare e esorcizzare l'orrore della follia umana. Solo una cosa sappiamo: nessuno, dopo aver letto I numeri assassini, potr dire: Per me algebra!. O forse s. O forse no. Mariano Tomatis un divulgatocise regole matematiche, eppure re scientifico si occupa del lato ogni partita espressione unica e iroscuro della matematica e delle ripetibile dellarbitrio di ciascun sue applicazioni ai campi pi insoligiocatore. proprio nel contesto luti. Con una laurea in Informatica e dico che il rigore dei numeri si conuna cattedra presso il Circolo Amicilia con gli aspetti pi imprevedibici della Magia di Torino, dove inseli e irrazionali della realt; ecco pergna storia e tecniche dellillusionich nei miei libri uso spesso il giosmo, Tomatis gioca su uno scivoloco come strumento di divulgazioso crinale: quello tra la razionalit ne. dei calcolatori e lirrazionalit della magia e dellocculto. Ma sentiamo A proposito del tuo libro La il diretto interessato. magia dei numeri stato scritto che si pu leggere sia Come si coniugano discipline come un testo di matematica, tanto diverse? sia come un manuale di gioParlando di gioco, usi la parola giuchi di prestigio. Ti riferisci a sta. Il gioco si colloca sullintersezioqualcosa del genere? ne tra la razionalit delle regole e la Esattamente. La parapsicologia usa libert delle azioni. Pensa agli scaci numeri per studiare i poteri della chi: ogni mossa deve rispettare premente, i dischi volanti e per valutare la fondatezza delle ipotesi numerologiche; al contempo, gli stessi numeri vengono usati dagli illusionisti per riprodurre i fenomeni paranormali. Quello che nasce dallincontro tra mondi cos diversi talmente curioso che ho pensato di dedicargli un libro. Ma per non scrivere un testo solo teorico, ho pensa-

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Incontro con un ricercatore che si occupa del lato oscuro della matematica e delle sue applicazioni ai campi pi insoliti: illusionismo, ufo, paranormale, criminologia... INTERVISTA MARIANO TOMATIS

Mamme trigonometriche e martiri dellaritmeticaLA DROGA FATTA IN CASA ANCHE DALLO SCERIFFO L'ultimo spacciatore arrestato nientemeno che uno sceriffo. Tommy Adams, 31 anni, eletto fortunosamente l'anno scorso (il vecchio sceriffo, corrotto, si era suicidato) stato colto infatti una settimana fa con le mani nel sacco a vendere, e consumare, metamfetamina. Ma i suoi 446 concittadini di Ellsinore non hanno fatto una piega. Per la tradizionale diffidenza verso chi indossa la stella, ma anche perch da quelle parti la metamfetamina di casa. Il Missouri diventato infatti la capitale della produzione della nuova droga, con decine e decine di laboratori sequestrati, e con migliaia di consumatori abituali. Spesso del resto le due figure si sovrappongono, come nel caso dello sceriffo Adams, perch la metamfetamina un prodotto casalingo. Bastano pochi ingredienti, tra cui ad esempio il Sudafed, popolarissimo rimedio per il raffreddore in vendita in qualsiasi supermercato, ed fatta. Cos in Missouri, come in Tennessee o in Kansas, nelle zone rurali del Midwest e del Sud dove la crisi ha colpito duro, e ancora persiste, molti hanno finito per arrangiare in garage un piccolo laboratorio e arrotondare cos il misero salario mensile. Per poi trasformarsi, in poche settimane in produttore consumatore. Al contrario degli sciroppi alla codeina, di moda anche in Italia negli anni '70, la metamfetamina devastante. E a Ellsinore molti ora dicono che qualche sospetto c'era stato su Adams, vista la sua magrezza improvvisa, o i suoi denti marci. Ma avevano preferito tacere, visto che lo sceriffo non era certo l'unico, in citt o nella contea, con quei sintomi. Ed anche per questo uso diffuso che la battaglia contro la diffusione della metamfetamina ha avuto ben poco successo. Gli arresti, o i sequestri di laboratori casalinghi (in Tennessee nel 2010 ne sono stati chiusi 2100) sono all'ordine del giorno ma il consumo non cala. Non sapendo pi dove sbattere la testa, adesso in molti Stati si cerca di intervenire all'origine. Ovvero rendere obbligatoria la ricetta del medico per l'acquisto del Sudafed. Proposte di legge in tal senso sono state presentate in numerosi Stati. Ma spesso, come successo in Arkansas, in Kentucky e in West Virginia, senza successo. Perch i produttori, ma anche i consumatori sono insorti e hanno bloccato i provvedimenti. Solo in due Stati, Mississippi e Oregon, oggi obbligatoria la ricetta per qualsiasi medicina che contenga la pseudofedrina. I risultati sono stati ottimi e immediati. In Mississippi negli otto mesi dopo l'approvazione della nuova legge, il numero dei laboratori sequestrati si pi che dimezzato, passando da 607 a 203. Ma finch, come a Ellisnore, tutti conoscono per nome e cognome i produttori consumatori, e non dicono nulla, ci sar poco da fare. E forse per intervenire davvero sulle cause bisognerebbe fare qualcosa di pi, per chi vive nelle desolate e povere campagne del Midwest americano.

to di proporre una serie di esperimenti pratici attraverso cui stupire i propri amici, che mettono allopera semplici ma potenti principi matematici. di nuovo un gioco (di prestigio, questa volta) a traghettare il lettore dai freddi numeri al sulfureo mondo dellocculto. Sono dellidea che apprendimento e divertimento non siano inconciliabili, e che la buona divulgazione debba renderli un tuttuno. Va in questa direzione la tua attivit di divulgazione presso le scuole. In che modo i tuoi giochi di prestigio possono dare un supporto allattivit didattica? Uno dei maggiori stimoli allapprendimento il senso della meraviglia. Proporre eventi insoliti o apparentemente impossibili colloca chi osserva in una situazione di instabilit. Ogni cosa che vola il modello del mondo che ci siamo costruiti, ci spinge a risolvere la situazione cercando una spiegazione logica e razionale. Lo stupore pu dunque accendere una scintilla e agire sullistinto allindagine e allo studio. I moderni teorici dellillusionismo descrivono la loro disciplina come una forma di ingegneria della meraviglia. Quando questa messa al servizio della didattica,

pu davvero risvegliare dal torpore gli studenti, e indurli ad approfondire materie verso cui erano del tutto indifferenti. Il tuo libro affronta luso dei numeri per risolvere i crimini. La matematica funziona davvero in ambito investigativo? Il mio libro una raccolta di casi celebri nel corso dei quali i numeri sono stati usati nelle indagini investigative: dal caso Cogne al Mostro di Firenze, dallattentato a Kennedy a quello alle Torri Gemelle. Parlando dei principi matematici adoperati nellambito di casi reali, metto in luce le potenzialit ma soprattutto i limiti di questi metodi. La ragione ovvia: il crimine un fenomeno caotico e irrazionale, ed molto difficile individuare degli schemi precisi. Pur trattandosi di un saggio divulgativo, il libro pieno di enigmi e indovinelli. Il gioco pertinente anche a

questo ambito? S, la sfida che contrappone il criminale e chi cerca di catturarlo pu essere paragonata a un drammatico gioco tra guardie e ladri; le sue regole sono caotiche e apparentemente irrazionali, ma i bravi matematici si distinguono per la capacit di individuare schemi dove sembra non ce ne siano. Negli anni 70, il primo a usare con successo unequazione per trovare un serial killer individu la residenza dellassassino con alcuni calcoli geometrici. La sua indagine partiva da un presupposto filosofico amato da Borges: luomo una pedina nel grande gioco degli scacchi che la vita. Scoprendo le regole che descrivono i movimenti di un criminale possibile ricostruirne le mosse e addirittura prevederle. Registrando su una mappa i luoghi dove il killer aveva ucciso e facendo una serie di ipotesi sulle regole seguite durante i suoi attacchi, il matematico scopr

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Immagini tratte da I numeri assassini (ed. Kowalski, 2010) di Mariano Tomatis

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VENTENNIOIn alto a sinistra, Irazema Dilian in Fuga a due voci di Carlo Ludovico Bragaglia (42), foto a destra: Mariella Lotti (Foto Ghergo). Le stelle: Doris Duranti (foto E. Greme), Neda Naldi (foto Ampelio Ciolfi), Luisella Beghi (foto Pasquale De Antonis), Umberto Melnati (foto F. Bertazzini)

di Alessandro Cappabianca

e Western indica lavanzata verso ovest dei pionieri americani, immortalata da un numero di film cos sterminato da aver dato luogo alle mitologie e alle convenzioni di un vero e proprio genere, in Eastern. La commedia ungherese sulle scene italiane fra le due guerre di Antonella Ottai (ed. Bulzoni Roma, 2010), il neologismo Eastern sta soprattutto a indicare il movimento verso est, in particolare verso lUngheria, dellimmaginario di alcuni paesi occidentali, movimento che in pratica quasi sempre si concretizza nellesodo fisico opposto, verso ovest, degli autori ungheresi, molti dei quali costretti allesilio dalle necessit di lavoro o dalle vicissitudini politiche. Nel caso della Ottai, il sottotitolo un po inganna, nel senso che, contrariamente alla prassi, sembra promettere assai meno di quanto il libro, nella sua ricchezza, effettivamente offre. Non si tratta solo di scene, ma anche di schermi, non solo italiani, ma anche hollywoodiani. I debiti di giganti come Ernst Lubitsch e Billy Wilder verso la drammaturgia ungherese vi sono rigorosamente annotati. Per esemgrande teatro napoletano di pio, nota la Ottai, il soggetto di VoEduardo De Filippo. gliamo vivere (To Be or Not To Be), Ecco lUngheria, dunque - la girato da Lubitsch nel 42, contiecommedia ungherese, la letteratune gi buona parte delle battute ra, anche il romanzo, se solo si del film, ed dovuto al commediopensa al clamoroso successo intergrafo ungherese Menhyert Lennazionale di quei Ragazzi della via gyel, mentre troviamo Alexander Pl , che un giovanissimo Ferenc Korda come producer, Vinzenz Molnar aveva gi pubblicato nel Korda come scenografo e Miklos 1908. LUngheria e Budapest BuRzsa come collaboratore alle mudapest come luogo di sogni e di siche (tutti oriundi ungheresi). trasgressioni, cui per non viene Ma si potrebbe continuare a (quasi) mai meno qualche sorta di lungo con questo gioco delle attrilieto fine (magari sotto forma di buzioni, le cui scoperte, spesso sormatrimonio): luogo per eccellenza prendenti, preferiamo lasciare al teatrale, di scambi, travestimenti, lettore tanto che il lavoro di Antoequivoci e barbe finte, senza il quanella Ottai potrebbe anche essere le non solo si capirebbe poco del utilizzato per mettere in crisi certe costume scenico italiano in epoca nostre radicate convinzioni di critifascista, n del cosiddetto cineci cinematografici, secondo le quama dei telefoni bianchi, ma anli primo, anche se non certo uniche della commedia musicale e /o co, responsabile della riuscita di sofisticata hollywoodiana. un film il regista: impossibile traQuanto allItalia, la Ottai scrive: scurare lapporto degli sceneggiaDurante il regime fascista nel cotori, soprattutto nella commedia, stume italiano si verifica un fenodi fronte a certe battute folgoranti, meno peculiare di cui responsatipo Nessuno perfetto! in A bile soprattutto il mondo dello qualcuno piace caldo (anche di spettacolo e, in qualche misura, la questa, la Ottai ricostruisce la stoletteratura di grande consumo: ria) o alla raffica di gag che Ferenc lUngheria ma sarebbe meglio diMolnar, nella commedia Uno, re Budapest, citt che uno "stato due, tre!.., metteva a disposizione nello stato" popola limmaginadel film di Billy Wilder. rio nazionale di narrazioni che inDi famiglia ebrea ungherese vestono soprattutto la vita metroper parte di padre e abruzzese per politana e i suoi caratteri di moderparte di madre, la Ottai ha gi menit. Le trame che in qualche moscolato tradizioni diverse, nella do provengono dalla capitale mafattispecie culinarie, in un suo ligiara o "trafficano" con questa, gabretto intitolato Il croccante e i pirantiscono al pubblico la leggereznoli, edito da Sellerio, dove aveva za degli intrecci e le ambientazioalternato in scrittura sapientissini ungheresi diventano prima in tema, sotto la modesta apparenza atro e in seguito nel cinema, una di un libro di cucina, raffinate ripratica diffusa che perdura fino alcette e intensi momenti desistenla fine della seconda guerra monza. ampiamente noto, daltra diale: dialoghi brillanti e abiti alla parte, il suo interesse non solo acmoda, favole sentimentali e oggetcademico per la commedia, appliti di design si producono sulla scecato alla valorizzazione critica del na in forma di operetta, di rivista,

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in stato darresto da due spettrali agenti della Polizia Celeste non portato davanti al Signore (che nel film rappresentato solo dal disegno di un grande Occhio), ma negli uffici del Commissariato (non molto diversi da quelli che frequentava in terra), dove dovr attendere di essere interrogato assieme ad altri suicidi, mentre un angelo/brigadiere, in divisa, ma con tanto di ali, legge annoiato il Paradise-Midi. Anche il Commissario ha le ali, impegolato in dispute burocratiche con il rappresentante degli Inferi e non trova i timbri per vistare i documenti che si accumulano sulla sua scrivania. Nella sala dattesa, Liliom riconosce un arrotino (Antonin Artaud) che era passato accanto a lui e gli aveva parlato poco prima della fallita rapina, e si rende conto che si trattava del suo Angelo Custode, seguendo i cui consigli si sarebbe potuto salvare. Nel pieno del fallimento duna vita, qualcosa comunque lo salver lo stesso. Un filmato, risalente alla mattina del 17 luglio, ore 8 e 40, proiettato sullo schermo del cielo, sembra dimostrare solo la sua violenza, anche fisica, nei confronti della moglie che lo amava

LIBRI EASTERN. LA COMMEDIA UNGHERESE SULLE SCENE ITALIANE

I telefoni bianchi, made in Budapestdi commedie e quindi, con lavvento del sonoro, anche sullo schermo ed soprattutto come film che conseguono una propria tipologia di riferimento, ottimizzando lo standard del racconto in una produzione che conta un numero cospicuo di opere. La leggerezza degli intrecci e i dialoghi brillanti, trasposti in un milieu tutto sommato provinciale come quello italiano dallora, ben si prestavano a configurare quelluniverso di trasgressioni a buon mercato che il fascismo non poteva ammettere avessero luogo nel costume nazionale adulteri, divorzi, incontri sentimentali eterodossi, affari disinvolti, anche se traslati in riso, potevano essere ammessi solo in quanto appartenenti a un altrove deterritorializzato e deterritorializzante, a un non-luogo in parte moderno in parte esotico, che una citt come Budapest ben si prestava a incarnare e che le imitazioni nostrane spesso si limitavano a evocare solo nominalmente. Il messaggio soggiacente rivolto agli italiani era in fondo questo: nel nostro paese si lavora e si seri per divertirvi, c lUngheria (immaginaria). Occorre precisare, per, che linflusso ungherese acquista ben altro spessore a contatto con personalit registiche pi forti o con un universo pi fortemente strutturato come quello di Hollywood. Ha la possibilit di emergere, allora, quello che potremmo chiamare il versante serio del riso e addirittura il suo rapporto con la morte. Il rapporto tra il mondo dei vivi e quello dei morti va ben oltre i confini del genere comico, naturalmente, investendo soprattutto il genere horror e quello fantastico, ma risulta anche il pezzo forte di molte commedie, cos come di molte pices tra dramma e commedia, che volentieri mettono in scena, in forma pi o meno burlesca, il Giudizio cui lanima sottoposta al suo arrivo di fronte alle autorit superiori (o infere). Pensiamo a film come La leggenda di Liliom (nelle sue diverse versioni, tratte dalla commedia di Ferenc Molnar) o come Il cielo pu attendere (dalla pice di un altro ungherese, Bs Fekete). Rispetto a Liliom, la Ottai scrive: La pice... propone un universo raddoppiato e insegue il suo eroe nel soggiorno ultraterreno, perch leggenda vuole che il cielo conceda ai suicidi loccasione di tornare un giorno sulla terra per compiere una buona azione che risarcisca le malefatte del passato. Il motivo non nuovo e il termine leggenda, inserito nel titolo, autorizza le soluzioni fantastiche della storia; in effetti esistono miti magiari alla quale anche altri autori contemporanei fanno riferimento sui rapporti fra mondo dei vivi e mondo dei morti, in particolare uno secondo il quale le genitrici defunte vegliano le sorti delle figlie in et di marito. Molnr per modifica il mito originario: il mondo celeste che accoglie Liliom non luniverso tellurico delle Madri regolato dagli istinti e dalle passioni primordiali, ma si presenta invece come il mondo dei Padri e della Legge, burocratico e anaffettivo, perfettamente speculare alla giustizia austroungarica che gi aveva determinato negativamente le vicende terrene di Liliom. Nella bella versione filmica del 34, girata in Francia da un Fritz Lang in fuga dalla Germania nazista e in attesa di trasferirsi negli Stati Uniti, sono particolarmente evidenti le corrispondenze tra la burocrazia celeste e quella terrena. Appena morto, Liliom (Charles Boyer) viene preso in custodia e trasportato in cielo quasi

ma in cielo esiste la possibilit di sostituire la colonna sonora delle parole effettivamente pronunciate, con quella dei pensieri e allora il comportamento di Liliom trova spiegazione, se non giustificazione: egli picchiava sua moglie e contemporaneamente se ne vergognava. Lo faceva sentendosi inadeguato a corrispondere al suo affetto e alla sua devozione. Lo faceva per disprezzo verso se stesso. Bench egli stesso stenti a crederlo, lo faceva per amore. Nel cinema del Paradiso, dunque, possibile leggere i pensieri, le motivazioni profonde, oltre levidenza dei gesti e dei comportamenti esteriori. Liliom per non rinuncia a essere se stesso, non diventa un pentito. Non rinuncia, per esempio, a strizzare locchio a una piacente dattilografa/angelo, che sta battendo a macchina la sua deposizione e che, del resto, sembra gradire le sue attenzioni. Questo pu servire a introdurre il discorso su Il cielo pu attendere (versione Lubitsch, 1943), di cui Antonella Ottai ha scritto: Anche Il cielo pu attendere un film pervaso di nostalgia, in vista per di abbandoni pi definitivi: Lubitsch ha fatto gi i propri conti con la lontananza dai luoghi originari e deve ora piuttosto elaborare lutti che non sono inscritti nellordine della distanza, ma che sono il portato della dimensione del tempo. In questa prospettiva la commedia di Bs Fekete non gli offre solo la memoria di un mondo antico con vecchi signori intemperanti e sanguigni signorotti di campagna, ma il paradigma della seduzione senza altro dolore che non sia quello di non goderne pi. Il film certamente preso nella dimensione del tempo, non senza qualche eccesso di nostalgia ma limpenitente libertino Don Ameche, appena scampato alle fiamme eterne grazie allindulgenza di un Giudice (Diavolo) comprensivo, non perde il vizio neppure in cielo, e decide di seguire lanima di una graziosa ragazza che invece, condannata, sta scendendo

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con lascensore ai piani sotterranei. Quanto al Cielo: pu attendere. Si molto parlato del famoso tocco di Lubitsch, nozione che sembra mettere senza dubbio di per s un particolare accento sulla leggerezza la leggerezza del tocco, tanto per richiamare il titolo di uno spiritoso film di Francesco Calogero; ma intanto un tocco che si affina man mano, a partire da una certa grossolanit (che disturbava Lotte Eisner), fino alle schermaglie dialettiche della commedia sofisticata classica, e poi, si tratta di qualcosa che tende ad aggirare, con una malizia che qualcuno ha definito diabolica, i divieti e gli interdetti della censura. Lubitsch non rinuncia mai, neppure in piena vigenza del codice Hays, a parlare di certe cose, ma lo fa con unabilit tale da ridurre i censori alla disperazione (Si sa cosa vuole dire, ma non si pu dimostrarlo). Si pensi a La vedova allegra. Loperetta di Lehar si da sempre collocata nellimmaginario collettivo come lepitome della gaiezza viennese, ma Lehar era ungherese di nascita! Comunque, mentre la versione di Eric von Stroheim (1925) sar nel mirino dei bigotti, nonch proibita in molti paesi europei (compresa lItalia), quella di Ernst Lubitsch (1934), alla cui sceneggiatura aveva collaborato lungherese Ernest Vajda, scivoler indenne tra le pi strette maglie censorie, sotto la mallevadoria del divertimento pi scintillante (e in apparenza innocuo), senza risultare per questo meno corrosiva sul piano dellironia e della satira. In realt, nel gag lubitschiano si concentra e si condensa fulmineamente, nel giro di due, tre inquadrature, unintera situazione piccante, senza che magari venga mai mostrato nulla che possa dirsi, in s, davvero tale. Facciamo un solo esempio, tratto proprio dalla Vedova allegra. Nel regno di Marshovia (invisibile sulla carta dEuropa, senza laiuto di una lente dingrandimento, ma che occupa allincirca la posizione dellUngheria), il re e la regina, preoccupati che il denaro della ricca vedova Sonia (trasferitasi a Parigi) finisca in mani straniere, discutono nella loro camera da letto su quale sia il personaggio pi adatto da spedire nella capitale francese per sedurre (e sposare) la vedova. Vengono passati in rassegna parecchi candidati, sui quali la regina esprime dubbi e riserve. Poi, il re esce dalla camera, per recarsi al Consiglio della Corona. La mdp inquadra la porta della camera (chiusa) dallanticamera. Nellordine: 1) la porta si apre, il re esce, richiudendosela alle spalle, e scompare fuori campo; 2) riconosciamo il conte Danilo (Maurice Chevalier) di guardia nellanticamera. Quando il re se ne

Un saggio di Antonella Ottai sul tocco ungherese che rese meno provinciale il cinema del ventennio, pi piccanti le commedie sofisticate di Hollywood, e pi estremi Lubitsch e WilderDue o tre cose che so del comunismo ABIEZIONE Nella notte dei tempi la terra emersa dalle acque era una cosa sola (che i geologi di poi chiamarono Pangea), amministrata in due parti distinte dallImpero del Bene e dallImpero del Male. A seguito di una secolare lotta pacifica (che gli storici odierni chiamano infatti Guerra Fredda) prevalse infine lImpero del Bene. I vincitori non devastarono militarmente i territori sottomessi, preferendo favorire la deriva morale dei vinti. I capi delle regioni e degli stati, dei governi e delle opposizioni, dei partiti e dei sindacati dellImpero del Male si ridussero allegramente alla amministrazione del potere secondo le regole dei vincitori. E fiumi di sudditi vinti, avviliti dalla vilt dei capi, si ridussero tristemente in schiavit dei vincitori, gli uomini coltivando i loro campi, costruendo le loro citt, lavando le loro macchine, le donne anche pulendo le loro case, assistendo i loro vecchi, prostituendosi nelle loro strade. Finch, perdurando insostenibilmente labiezione dellintera progenie umana, il cuore della terra si spezz ed ebbe inizio la deriva materiale dei continenti, che dura tuttora. APPARENZA Era un uomo cauto, insicuro, crudele, nottambulo, alto un metro e sessanta, Stalin. La misura geometrica getta una luce sinistra sui fotografi e sui cineasti, che ritraendolo inginocchiati lo facevano apparire come un padre appare ai bambini. MAO TSE-TUNG Mao Tse-tung in giovent guid le operazioni di guerriglia al modo degli eroi di Sul bordo dellacqua, il classico romanzo del banditismo sociale cinese. In vecchiaia istig la guerrigliera e banditesca Grande Rivoluzione Culturale Proletaria. LOUIS ALTHUSSER Lultima volta che venne in Italia, Louis Althusser, fu per partecipare a un seminario sulla Comune di Parigi che avevo organizzato nella citt di Terni. In pubblico afferm: Il comunismo gi qui e adesso. Quei ragazzi che giocano al sole (e punt l'indice oltre la finestra) e noi che discutiamo allombra (e ci raccolse in un cerchio), allegramente in assenza di rapporti mercantili, non siamo gi isole di comunismo? In privato sussurr: Machiavelli era cos (e sollev la mano piegata a tettuccio finch poteva), Marx cos (e labbass sotto il tavolo, invertendone langolo con lavambraccio). Un pugno di giorni dopo soffoc distrattamente la moglie comunista. Mor prima dinvecchiare Louis, finito di scrivere Lavenir dure longtemps, quel libro che inizia con la parola Probabilmente e finisce con la parola vivere. www.pasqualemisuraca.com

andato, entra dalla regina, chiudendosi anche lui la porta alle spalle; 3) vediamo tornare il re, che ha dimenticato la sciabola, e rientra in camera per prenderla; 4) lo vediamo riuscire con la sciabola, ma non riesce ad allacciarla al fianco. Si rende conto che non la sua sciabola, e rientra insospettito. Nel giro di quattro micro-azio-

ni, svolte attraverso una sola inquadratura fissa (la porta che si apre e si chiude), Lubitsch ci fa dunque capire che il re becco, e il fascino di Danilo non ha risparmiato neppure la regina. Ma cosa abbiamo visto, in fondo? Una porta, alternativamente aperta e chiusa, una sciabola che non si allaccia (il re molto pi corpulento del capitano). Il dramma potrebbe forse scoppiare in seguito? Neppure, perch le mura del palazzo hanno orecchie, bisogna evitare lo scandalo e fingere di chiacchierare del pi e del meno finch non si impone lidea, in tutta la sua semplice evidenza: Danilo sar mandato a Parigi, unico seduttore allaltezza del delicato compito (la regina pu testimoniarlo). Una volta a Parigi, si presenta lunico, vero intoppo, sul quale in fondo si basa tutta la vicenda della Vedova allegra (a partire da Lehar). Ogni piano rischia di saltare, perch Danilo si innamora veramente della Vedova (Jeannette MacDonald), e la sua sincerit, per una volta, ha la sfortuna di coincidere con linteresse finanziario di Marshovia. Come distinguere allora circuito erotico e circolazione mo-

netaria, tanto pi che le due cose (specie in Lubitsch) sono troppo spesso tuttaltro che chiaramente discernibili? Occorrer un sovrappi di messa in scena. Non nei salottini privati di Maxim, Sonia cadr tra le braccia di Danilo, ma in una prigione appositamente attrezzata, dove lui stato rinchiuso, e lei va a visitarlo, mentre viene introdotto profumo nella cella, si ode un suono di violini zigani, compaiono in una nicchia del muro due bicchieri, una bottiglia di champagne, e perfino due vere nuziali. Non c nulla da fare, in Lubitsch anche una prigione somiglierebbe a Chez Maxim, se non fosse per il prete, venuto non a confortare un condannato ma a celebrare un matrimonio.

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di Silvia Bencivelli

taliani, popolo di fighetti. Che se non hanno il golfino griffato si sentono un po gi. E se si sentono un po gi vanno in farmacia a prendersi una pilloletta. Ma vogliono griffata anche quella. Cos spendiamo un sacco di soldi in farmaci col brand mentre i cosiddetti generici restano a languire sul bancone del farmacista. Del resto, hanno un packaging grigiastro e un nome ancor pi grigio, perci solo pochi individui bislacchi li preferiscono a quelli di marca, giusto qualche intellettuale di sinistra e un paio di fanatici del no-logo. Il risultato che, per una complicata legge di mercato, pur essendo meno richiesti stanno cominciando a costare di pi. E se non costano di pi a noi personalmente, pesano di pi sui conti dello Stato. Cio, di nuovo sui nostri. Fighetti e autolesionisti, gli italiani. Proviamo a capirci qualcosa. I farmaci generici sono farmaci che hanno lo stesso principio attivo

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dei farmaci griffati (cio la stessa molecola terapeutica, che poi il motivo per cui li prendiamo), e vengono immessi in commercio quando il brevetto dellazienda farmaceutica sul principio attivo scaduto. Quindi possono essere prodotti anche da altre aziende a un prezzo pi basso, oppure dalla stessa ditta ma con meno vezzi. Invece di chiamarsi Mocciolin o Dormiben o Viaidolor, si chiamano con il nome scientifico (ibuprofene, lansoprazolo, amoxicillina) che sempre meno accattivante. E al contrario dei farmaci prt ingoier, sono confezionati in scatole con su scritta la lista degli ingredienti, il prezzo, la scadenza e nientaltro. Laltro, per, il fratello griffato, rimane sul commercio anche a brevetto scaduto, per cui per il cliente si pone lalternativa tra quello bello col solito nome rassicurante e uno che dicono uguale, ma vestito da brutto anatroccolo e ha un nome difficile da leggere. Trattandosi di popolo di fighetti, litaliano sceglie il primo e se necessario paga la differenza: le Regioni infatti ci mettono un rimborso fino a coprire del tutto il costo del generico, quello che

manca per arrivare al prezzo del griffato ce lo mette il consumatore. Che in genere sgancia i soldi e non ci pensa pi. Ma se proprio ci pensa pu farsi venire qualche strano dubbio sugli altri componenti del farmaco e mettere in giro strane voci. Esattamente come per i vestiti di marca, per cui c sempre uno che dice che ah, per, si sente che lana di buona qualit, anche per i farmaci senza brand c chi avanza sospetti sulla chimica dellintera pasticca. Peccato che siano tutte baggianate, secondo Silvio Garattini, fondatore e direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri: Non ci sono differenze significative tra farmaci con e senza brand che possano modificare le risposte terapeutiche. Il principio attivo identico e gli eccipienti sono spesso gli stessi. La dissoluzione delle compresse deve essere analoga e i livelli nel sangue devono essere sovrapponibili. Se tutto ci viene controllato difficile che siano prodotti diversi. D'altra parte vengono utilizzati in tutto il mondo. Solo in Italia si fanno storie. Infatti da noi la quota di farmaci generici

intorno al 12 per cento del totale, nel resto dEuropa in media del 50 per cento. Va anche detto che qui i farmaci di cui esiste il generico sono una percentuale abbastanza bassa del totale, ma forse la ragione quella descritta nella riga precedente. Peccato, eh. Perch i farmaci senza griffe costano meno. Introdotti dieci anni fa, hanno permesso allo stato di risparmiare un sacco di soldi: si tratta di circa 625 milioni di euro solo nel 2010, mica bruscolini. Se venissero usati di pi, diciamo se venissero usati nel modo migliore possibile, ci sarebbero altri 800 milioni di euro di risparmio. per questo che i dottori sarebbero chiamati a incoraggiarne il consumo. Solo che a volte sono loro stessi, i medici, i primi ad avere pregiudizi e timori infondati e a spingere per il consumo dei farmaci di marca. E poi, se anche sono tranquilli sulla composizione chimica del farmaco, ne fanno una ragione di praticit: difficile lasciare la solita, cara vecchia scatola griffata per una scatola tutta bianca, dicono. difficile, soprattutto per gli anziani e per i malati

Come mai gli italiani preferiscono le pi costose medicine di marca a quelle equivalenti? Tra strategie di comunicazione fallite, pregiudizi dei consumatori e connivenze dei medici, il perch di una rivoluzione mancata

SALUTE PUBBLICA: TRA CONSUMO E MARKETING

No logo no farmaci e addio generico

cronici che prendono diversi medicinali al giorno, adattarsi a medicine pi anonime, che si confondo tra loro. Si rischia che la terapia sia seguita peggio, con pi difficolt. Meglio il farmaco col brand, sostengono, perch sempre lui, rassicurante ed gi ben impresso nella memoria dei pazienti. Ed ecco che il volume di vendite del generico si abbassa, o non si alza, e i costi per lazienda che lo produce non possono essere compressi oltre un certo limite. Poi arriva lAifa, lagenzia del farmaco, che con una mossa a sorpresa a met aprile decide di ridurre il rimborso da parte dello Stato di una quota compresa tra il 10 e il 40 per cento, con lintenzione di risparmiare circa 600 milioni di euro allanno. Ma se lo stato paga una quota minore del prezzo del farmaco, chi che paga il resto? Il consumatore, no? Lidea era che le aziende farmaceutiche avrebbero abbassato il prezzo del generico, per mantenere costante il prezzo al consumatore e per avvicinare i prezzi a quelli degli altri Paesi europei. Per promuovere i generici ci vuole concorrenza ed logico che il Servizio sanitario nazionale rimborsi solo i farmaci che costano meno, spiega Garattini. Ma, oh, guarda caso non ancora successo. Cos intanto i consumatori hanno speso di pi e ci sono Regioni che ci hanno messo soldi di tasca loro (come la solita Toscana) e associazioni che hanno protestato scrivendo persino al presidente Napolitano. Intanto alcune aziende farmaceutiche hanno effettivamente abbassato i prezzi su alcuni prodotti: ma siccome i tempi e lentit di questo riallineamento non sono stati fissati, ogni azienda si sta comportando come crede e come le conviene. Assogenerici (lAssociazione dei produttori di medicinali equivalenti) ha obiettato che il taglio richiesto (600 milioni di euro, appunto) al di l delle possibilit di mercato e che, nonostante questo, molte aziende si stanno adeguando. Il problema che, poich il generico non si vende, non sempre possibile proporre un prezzo inferiore. Tanto varrebbe toglierlo dal mercato, dicono. Nel frattempo, al consumatore pu capitare di andare in farmacia e di trovare novit sul prezzo dei farmaci no-logo. Fino ad arrivare al paradosso per cui questo prezzo superiore a quello che sosterrebbe per il farmaco griffato, che, se ancora coperto dal brevetto, viene rimborsato dallo Stato. Allora ecco che il consumatore e il suo medico, furbi, si sposteranno sul farmaco col brand, il volume di vendita dei generici si abbasser ancora, cos come la sua reputazione, e alla fine tutti avremo speso di pi. Il consumatore non se ne accorger subito, ma il suo sistema sanitario s. E gli unici a guadagnarci saranno i produttori che continueranno a vendere farmaci griffati finch il brevetto valido. Poi ne inventeranno un altro, lo ribrevetteranno e cos via. Allora, come ci dobbiamo comportare con quei fighetti dei nostri connazionali? Grandi consumatori di farmaci ma anche di griffe, potremmo cominciare a notare che loperazione di marketing del generico stata davvero pessima. Il brand no-brand, il logo no-logo, in italiano, non avrebbe dovuto essere la parola generico. Per noi una cosa generica una cosa approssimativa, vaga, indeterminata: vatti a fidare di qualcosa di generico, soprattutto se stiamo parlando di salute. Che poi il nome, come il colore e la confezione, contribuiscono anche a quelleffetto placebo fondamentale in ogni atto terapeutico. Purtroppo si utilizzata la traduzione italiana del termine inglese spiega Garattini che in italiano, effettivamente, non suona bene. Si poi tentato di introdurre il termine farmaci equivalenti, ma forse un po' tardi. E comunque, bello slancio di creativit anche quello. Con quei fighetti degli italiani chiss se funzioner. www.effecinque.org

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LINTERVISTA

di Bruno Di Marino

Basta uno spot e la pillola va gidi S.B.

sattamente come per golfini e profumi, anche le medicine hanno la loro pubblicit. E funziona. Da quello in aereo col mal di testa a quella che al mattino dopo va meglio. Poi ci sono prodotti non farmaceutici che vengono venduti con indicazioni e posologia per malattie immaginarie: la pasta di riso per i non celiaci, lo yogurt che fa bene al cuore e allintestino, lacqua che (accidenti che sorpresa) fa fare pip. Ma per i farmaci non da banco, quelli per cui serve la ricetta, la pubblicit diretta al consumatore non consentita. Per ora. Perch, come spiega Maria Font, vicedirettore di Dialogosui Farmaci.it, le cose potrebbero presto cambiare: la Commissione Europea sta proponendo una direttiva che permetter la pubblicit dei farmaci camuffata da informazione al cittadino. Ma se a farla sar lindustria farmaceutica, faccio fatica a pensare che si tratter davvero di uninformazione imparziale. Come chiedere alloste se il vino buono. Ma che cosa prevede la direttiva? La proposta, che gi stata approvata dal Parlamento europeo, stata modificata nel tempo e adesso dice che sar possibile solo sui siti internet delle aziende farmaceutiche, su mezzi stampati non meglio precisati (ma che esclude giornali e riviste) e solo se si limita alle informazioni contenute sulla scheda tecnica del prodotto. Ma chi controller? Internet il regno del senza controllo. Verosimilmente, pi che un controllo a priori sar un controllo a posteriori con un meccanismo di sanzioni che per non sempre funziona: a volte conviene pagare la multa piuttosto che ritirare una pubblicit o un prodotto dal mercato. Ma perch la pubblicit dei farmaci ci preoccupa? In alcuni Stati concessa... Il problema che con la pubblicit, il consumo dei farmaci in generale aumenta. Lo si visto bene in Nuova Zelanda (mentre negli Stati Uniti, lunico altro Paese dove ammessa, il provvedimento pi vecchio). E non solo aumenta in generale: si visto che il pubblico fa pressing sui medici per avere proprio quel farmaco l. Nel caso di condizioni come lipertensione, questo spinge a saltare le prime misure che si dovrebbero prendere, quelle comportamentali, e anticipa linizio della terapia farmacologica. E non si riesce a dimostrare che la pubblicit aumenti la consapevolezza sulla salute e che spinga le persone a farsi visitare. Tra laltro anche per i medici esiste la pubblicit, e anche su loro funziona. Solo che i medici hanno la presunzione di potersi difendere. Beh, la pubblicit diretta ai medici, per, accompagnata davvero a uninformazione scientifica, che loro sanno leggere. Non del tutto vero. Lo si visto con il Vioxx, un antinfiammatorio che ebbe un lancio imponente da parte dellindustria e poi fu ritirato dal mercato perch aumentava il rischio cardiovascolare. Lavori indipendenti avevano gi dimostrato questo rischio, a fronte di pochi vantaggi significativi, eppure i medici lo hanno prescritto a tonnellate ed stato un grande successo commerciale. Lo stesso per la terapia ormonale sostitutiva per le donne in menopausa. Malgrado le evidenze non supportino i presunti vantaggi (anzi: malgrado si dimostri che ci sono rischi importanti) ci sono ancora medici che la prescrivono. Qualcuno forse lo fa in buona fede, visto che escono articoli che promuovono la terapie e che, stato dimostrato di recente, sono spesso scritti da medici con conflitto di interesse. E poi a volte sono i giornalisti a fare, pi o meno in buona fede, pubblicit... Sono forme di marketing anche quegli articoli di giornale in cui si parla del nuovo farmaco o di una certa malattia. E anche se non citano il nome commerciale del farmaco contribuiscono al ricorso compulsivo ai farmaci, alla medicalizzazione dei disagi. Ma anche per i farmaci esistono le mode? Certo. Per i farmaci e per tutto quello che viene venduto come terapia: le cosiddette alternative, ma anche gli alimenti con presunte propriet terapeutiche come lo yogurt contro il colesterolo. E per tutto c una pubblicit.

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SADNESS IS A BLESSINGSvezia, 2011, 640, musica: Lykke Li, regia: Tarik Saleh, fonte: Youtube.com

Un ristorante di lusso con i commensali come impietriti ai loro tavoli. La cantautrice di Ystad sta cenando con un uomo di una certa et (Stellan Skarsgr), anche lui dallo sguardo congelato. solo un prologo muto. Non appena il brano ha inizio, la seducente Lykke Li comincia a danzare per il locale mentre i clienti continuano a cenare ignorandola. La donna esprime, silenziosamente e con le sue movenze sensuali, una follia sociale o sentimentale: la protesta contro un mondo imprigionato dalle convenzioni e dai formalismi o semplicemente un mal damore verso luomo che gli siede di fronte. Prima che la musica termini, lui la stringe a s facendola ritornare gradualmente alla ragione, ma il senso di inquietudine creato da Tarik Saleh ancora molto forte. Un lavoro di cristallina raffinatezza, interessante anche per come mescola la base musicale con il suono ambientale evitando la banalit del playback: il risultato pi vicino ad un video di arte contemporanea che a un clip. Ottima la fotografia di Carl Nilsson.

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SUBURBSCanada, 2010, 5, musica: Arcade Fire, regia: Spike Jonze, fonte: Youtube.com

Girato ad Austin, in Texas, il videoclip segue le vite di un gruppo di teenager della periferia: i loro passatempi con la bicicletta o anche pi pericolosi come sparare con fucili ad aria compressa, fino alle tragiche conseguenze di una violenza notturna. Jonze ci restituisce una visione di questo pezzo di States quasi bellica, con un controllo da parte della polizia al limite della militarizzazione. Il video composto da estratti di Scenes from the Suburbs, un corto di 30 presentato alla Berlinale 2011. Lunico rimando agli Arcade Fire nel cameo del duo di musicisti del Quebeq, Win Butler e Rgine Chassange, nei panni dei poliziotti.

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TWIN FLAMESUk, 2010, 320, musica: Klaxons, regia: Saam Farahmand, fonte: Vimeo

Un altro gioiellino firmato da Farahmand per il gruppo inglese: stavolta il regista si inventa una sorta di orgia con i corpi di ragazzi e ragazze che si fondono tra loro dando vita a creature di mostruosa e sublime bellezza dove non c distinzione tra maschile e femminile. I giovani si baciano, si penetrano in senso letterale, inscenando una composizione coreografica pervasa da un erotismo congelato e post-human. Tra loro vi sono anche gli stessi membri dei Klaxons. Troppo esplicito per essere trasmesso dai canali tv questo clip di Twin Flames il singolo incluso nellalbum Echoes era destinato fin da subito a diventare un cult, visibile solo in rete.

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TAKE A BOWUsa, 1994, 430, musica: Madonna, regia: Michael Haussman, fonte: Mtv Classic

Nel campionario di Madonna non poteva mancare il caliente immaginario della corrida spagnola, con la sua simbologia di eros e tanatos. In un elegante color seppia la popstar appare cantando, mentre Haussman illustra le varie fasi della sfida: dalla vestizione del torero allinizio dellincontro. La cantante, rossetto calcato sulle labbra e veletta sul viso, assiste ammirata allo spettacolo. Stacco: ora la donna e il torero si amano tra le lenzuola. Ma queste immagini appartengono al passato; il presente il lyp sinch del refrain, interpretato da Madonna mentre si dimena in lingerie sul letto, strusciandosi davanti allo schermo televisivo che trasmette le immagini della corrida. Luomo le ha spezzato il cuore e, forse, lha piantata in asso. Altri ci vedono unallusione allo stupro. Cinismo e machismo del matador (interpretato dal vero torero Emilio Muoz) che affronta la donna alla stessa maniera del toro. Forse un po scontato nello svolgimento narrativo, ma allegorico e glamour quanto basta.

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ALIAS N. 19 - 14 MAGGIO 2011 (9

SEGUE DA PAG 4

SINTONIEfilippo brunamonti a.catacchio mariuccia ciotta giulia da. vallan marco giusti cristina piccino roberto silvestri silvana silvestri

IL FILM

SEGUE DA PAGINA 5

IL MERCANTE DI STOFFEDI ANTONIO BAIOCCO; CON SEBASTIANO SOMMA, EMANUELA GARUCCIO. ITALIA 2011

UOMINI SENZA LEGGEDI RACHID BOUCHAREB; CON SAMI BOUAJILA, JAMEL DEBBOUZE, ROSCHDY ZEM. FRANCIA 2010

da quale casella era partito per colpire le sue vittime, individuandone il domicilio. Perch il titolo Numeri assassini?. I numeri sono davvero cos pericolosi? Se fossi solo un matematico mi sarei limitato a raccontare i casi in cui i numeri vennero usati per risolvere i crimini. Da prestigiatore, mi sono divertito a confondere le acque con un capitolo in puro stile hard boiled, dedicato ai numeri che uccidono. Film, romanzi e leggende metropolitane parlano da sempre di numeri letali. Il primo numero a uccidere fu la radice quadrata di due. Allepoca di Pitagora si conoscevano solo i numeri razionali. Quando Ippaso scopr che la radice di due era irrazionale e lo rivel pubblicamente, viol una delle regole della scuola pitagorica: venne esiliato e mor durante un naufragio. Qualcuno disse che gli di lo avevano punito per la sua scoperta. Pi di recente, Georg Cantor fin in un ospedale psichiatrico studiando un numero chiamato alef; trattandosi di una quantit che fa riferimento allinfinito, c chi ritenne la sua follia una punizione divina. Per non parlare della leggenda metropolitana sul numero telefonico che uccide tramite un ultrasuono letale! Ultimamente si fa un gran parlare del 2012 e di una profezia maya sulla fine del mondo: un altro numero che uccide? lultimo di una serie di numeri che abbaiano... ma non mordono! In realt, studiando la cultura dei Maya, e in particolare la loro matematica, si scopre che la sua leggenda ha molti punti in comune con il timore covato per lanno 2000. Se dovessimo usare la numerazione maya, la data del 21 dicembre 2012 si scriverebbe 13.0.0.0.0. La febbre per la fine del mondo nasce dallabbondanza di zeri! Tutte le altre paure, relative a cataclismi, terremoti e catastrofi, sono la solita minestra riscaldata, buona per tutte le date tonde. Allargomento ho dedicato il mio libro 2012 in gioco la fine del mondo (Iacobelli 2010), un saggio storico che mescola alla divulgazione una serie di scherzi crudeli con cui terrorizzare i propri amici convincendoli che il mondo finir davvero; credo che lironia sia il migliore antidoto alla paura! Quali sono i progetti matemagici su cui stai lavorando? Ho da poco completato la decifrazione e la mappatura di un testo del Seicento che si intitola Il Laberinto. Si tratta di un curioso libro interattivo che consente di presentare un sofisticato gioco di lettura del pensiero. Il trucco si basa su un ingegnoso trucco matematico, mai scoperto prima. Si tratta di una specie di Ipad seicentesco, decorato da xilografie da cliccare idealmente per passare da una pagina allaltra. Con gli studenti di informatica sar interessante analizzare il grafo che lo fa funzionare, e lo stimolo partir da una classica domanda da esoterismo pop: in che modo un uomo pot concepire un libro che funziona come un sito web, 400 anni prima della nascita di Internet?

ENNIO & CO.di Gabrielle Lucantonio

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Due italiani, Marco e Luisa, arrivando nel sud del Marocco e scoprono, in un vecchio villaggio abbandonato, un medaglione che apparteneva ad una giovane araba negli anni Trenta. Il prezioso monile riporta alloggi la storia di Alessandro, un mercante italiano di stoffe che si spinge sino in Marocco per lavoro e, durante uno dei suoi viaggi nel sud del Paese, incontra Najiba e se ne innamora. Il prezzo da pagare alto soprattutto per la donna.

UN PERFETTO GENTILUOMODI ROBERT PULCINI - SHARI SPRINGER BERMAN, CON KEVIN KLINE, KATIE HOLMES. USA FRANCIA 2010

paese assegnata a un paesino ancora pi sperduto. Quando il fidanzato la lascia per una ricca ragazza del suo stesso ambiente, lei si lascia andare a un rapporto con un giovane muratore e per non perdere il posto per lo scandalo, decide di sposarlo. Film di maturazione e crescita di speciale spessore, dove Isabella Ragonese interpreta un intenso ritratto femminile. (s.s.)

I MALAVOGLIADI PASQUALE SCIMECA; CON NACER BEN HAMMOUDA, VINCENZO ALBANESE. ITALIA 2010

Quarant'anni anni di storia algerina, kolossal dal fraseggio e stile narrativo mediterraneospettacolare. Attraverso le drammatiche avventure di tre fratelli patrioti - due partigiani e un malandrino manager di boxe - racconta la cacciata degli algerini dalle proprie terre, gli eccidi, la nascita del Mna, Movimento nazionale algerino, del Fln, dell'Aln, il suo braccio armato; il movimento di massa indipendentista, che parallelamente agiva in patria e in Francia negli anni 50; il Toussaint rouge e La mano rossa, cio il doppio gioco terroristico che insanguin madrepatria e colonia, fino alla vittoria, nel 1962, della bandiera bianca e verde, con la stella e la mezza luna rosse nel centro. Fu quel drappo, clandestino fino al 1962, a scatenare la battaglia di Algeri. Un film che supera decenni di rimozioni, omert e manicheismi storici. Bouchareb, tra i registi beur, i francesi di origine maghrebina, sempre stato il pi cosmopolita, il meno concentrato sulle sole radici arabe. (r.s.)

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Un uomo che frequenta spesso le vedove benestanti nell'Upper East Side di New York, prende un drammaturgo esordiente sotto la sua ala. Il film tratto dal romanzo The Extra Man di Jonathan Ames.

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RESTLESSDI GUS VAN SANT; CON MIA WASIKOWSKA, HENRY HOPPER. USA 2011

la storia di una adolescente malata terminale che si innamora di un ragazzo che ha perso i genitori in un incidente stradale. Il terzo interprete il fantasma di un giovane pilota giapponese kamikaze della seconda guerra mondiale (Ryo Kase).

COME LACQUA PER GLI ELEFANTIDI FRANCIS LAWRENCE, CON REESE WHITERSPOON, ROBERT PATTINSON, USA 2010

Nel clima della crisi del 29 si muove Jacob che dovrebbe laurearsi in veterinaria, invece i genitori schiattano in un incidente, la banca gli ruba la casa ipotecata e lui si ritrova homeless. Non gli resta che saltare su un treno per andare lontano in cerca di una nuova vita. E salta su quello del circo Benzini. Viene reclutato come veterinario tuttofare. Diciamolo subito: il film non sta in piedi, anche se ci sono momenti esilaranti. I soliti esperti ci dicono che il bestseller da cui tratto, Acqua per elefanti di Sara Gruen, nonostante grondi melassa sia meglio del film. Ci vuole poco. (a.ca.)

la realt che cerca Scimeca nella messinscena astratta del suo realismo, qui fotografata accordandosi al sentimento di esasperazione dei personaggi. Gli attori sono quasi tutti alla loro prima esperienza cinematografica, Alfio il ragazzo tunisino, che si chiama Nacer Ben Hammouda, arrivato in Sicilia davvero su un barcone e per sei anni non ha avuto permesso di soggiorno. Padron 'Ntoni pescatore e come lui altri protagonisti, solo 'Ntoni, Antonio Ciurca, ha gi lavorato con Scimeca e cos Vincenzo Albanese. Eccoci dunque tra la Provvidenza, la barca di questi Malavoglia, che galleggia sospesa come in un film di Vigo, e poi la camorra, l'amore, le tracce disseminate di un'iconografia del sud. Nella quale la memoria, che il riferimento centrale nel cinema del regista siciliano, ci appare come uno strumento di consapevolezza, e l'arma migliore per non farsi sorprendere dal presente. infatti con la contaminazioni, di conoscenze e di saperi che la famiglia vincer la sua lotta. Un rap trionfante che inietta la conoscenza antica dei nonni alle sonorit sintetiche di 'Ntoni. La ricchezza dell'incontro. (c.pi.)

IL FESTIVALSTORIAGORIZIA, GIARDINI PUBBLICI DI CORSO VERDI, 20 - 22 MAGGIO

Si apre venerd 20 maggio la settima edizione di Storia a cura di Adriano e Federico Ossola, dedicata alla guerra come ispirazione per il cinema, con lincontro dellesperto di arti marziali Stephen Turnbull consulente speciale del film 47 Ronin che avr come protagonista Keanu Reeves. Il festival avr 130 ospiti internazionali, 60 eventi, percorsi guidati, bibliotenda. Questanno partecipano studiosi di strategia e tecnica militare, i narratori della guerra e i costruttori di pace come Dario Fo protagonista di una conversazione sulla pace con Chiara Frugoni e Massimo Cirri. Tra gli eventi un focus sulla Russia con lintervista al pronipote di Tolstoj direttore della casa museo di Jasnaja Poljana, lezione magistrale di Gian Enrico Rusconi fra Cavour e Bismarck, lintervista a Daniel Goldhagen, premio Il romanzo della storia 2011. Accanto ai percorsi dedicati alla guerra, il festival dedicher un importante spazio ai 150 Anni dellunit dItalia. (s.s.)

IL CONCORSOLECCE CITT PUBBLICACONCORSO DI IDEE, SCADENZA 7 LUGLIO

NOTIZIE DEGLI SCAVIDI EMIDIO GRECO; CON GIUSEPPE BATTISTON, AMBRA ANGIOLINI. ITALIA 2011

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MACHETEDI ETHAN MANIQUIS, ROBERT RODRIGUEZ; CON DENNY TREJO, ROBERT DE NIRO. USA 2010

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Pastiche b movie di Roberto Rodriguez, un perfetto intervento sullo stato delle cose in America oggi visto da occhi ispanici: le leggi razziste dell'Arizona obbligano a riesumare dagli archivi il clima rivoluzionario dei film explotation anni 70. Esageratamente comico e violento, melodrammatico e aggressivo, di climax incalzante nel cercare di farci comprendere il genocidio continuo di Citt Juarez un film d'azione e di guerra. Da una parte un cartello di poteri forti, trafficanti di droga, vigilantes assassini, poliziotti conniventi, media asserviti e governatori ricattabili, dallaltra una Rete popolare di lavoratori ispanici che hanno alzato la testa e che riescono a rispondere con la lotta hacker di massa guidate da un leader travestito da Mito, Machete, ex poliziotto incorruttibile che diventer il re dei bassifondi di Austin. (r.s.)

Lo spaesamento che si avverte nel film giustificato dalla distanza con cui stato realizzato, da un racconto di Franco Lucentini letto nel 1964. Ci fa muovere in una citt del tutto onirica, ci rende partecipi dello spaesamento del protagonista (memorabile Giuseppe Battiston) chiuso in un suo mondo di certezze, catatonico tuttofare in una casa di appuntamenti tenuta in pugno da una madama caratteriale (Iaia Forte), abitata con languore Ambra Angiolini uscita qui definitivamente dall'adolescenza. Fino a convergere nelle rovine della Villa Adriana che abbaglia e certamente ci stanno comunicando qualcosa, se solo fossimo capaci di risvegli. (s.c.)

Promosso dallAssociazione di cittadinanza attiva (www.lecce2.0dodici.it) fondata da Carlo Salvemini, il concorso vuole attivare una riflessione per proporre ripensamenti su luoghi critici sullo spazio pubblico urbano. Il gruppo di progettazione deve creare un rapporto forte e diretto con lo spazio e il tema da progettare, con un numero minimo di associazioni locali, entit commerciali e cittadini che aderiscono al progetto. Il concorso aperto alle professioni, ma anche a chiunque voglia esprimere le proprie idee, privilegiati i gruppi multidisciplinari capaci di favorire lo scambio culturale. La presentazione (massimo 5 cartelle, pi manifesto, video o plastico) avverr in forma pubblica (10 minuti di tempo) con successivo incontro collettivo. La giuria: Angela Barbanente assessore regionale al territorio, Giandomenico Amendola ordinario di sociologia urbana, Antonio De Luca scultore, Carlo Infante docente di performingMedia, Stefania Mandurino imprenditrice, Maria Valeria Mininni architetto, Franco Ungaro direttore Koreja. (s.s.)

LA MOSTRAFLORACULTROMA, I CASALI DEL PINO, VIA ANDREASSI 30, LA STORTA. 13 - 15 MAGGIO, DALLE 10 AL TRAMONTO

TATANKADI GIUSEPPE GAGLIARDI; CON CLEMENTE RUSSO, RADE SERBEDJA. ITALIA 2011

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IL PRIMO INCARICODI GIORGIA CECERE; CON ISABELLA RAGONESE, FRANCESCO CHIARELLO. ITALIA 2010

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Bellesordio di Giorgia Cecere gi sceneggiatrice per Amelio e Winspeare (Sangue vivo e Il miracolo). Una maestra del sud negli anni cinquanta lascia il

Tratto da La Bellezza e l'Inferno di Roberto Saviano racconta la storia di un ragazzo che scopre il pugilato ed evita cos di finire su una brutta strada. Interpreta la storia di Michele il pugile Clemente Russo medaglia dargento alle Olimpiadi di Pechino. Una prima parte dazione sangue e cuore, una seconda in cui si toccano aspetti e location diverse, tali che fanno sbandare un po la tenuta ferma del racconto, portandolo su terreni anche un po pleonastici (ad esempio con linserimento di figure femminili che sembrano aggiunte come una spruzzata di prezzemolo). Eccellenti tutti gli interpreti, una sorpresa il nostro campione. (s.s.)

Seconda edizione di Floracult creazione di Ilaria Venturini Fendi e Antonella Fornai presso i Casali del Pino alla Storta nel Parco di Veio. Si potranno ammirare (e comprare) i prodotti scelti da pi di cento vivaisti e avvicinarsi a temi come il riuso di materiali, lartigianato, le arti visive, leditoria specializzata, ecologia e architettura ambientale, visite guitate al Parco. Le novit di questanno: le collezioni di rose antiche, trenta variet di gelsomini, una collezione di clematidi, le plumerie provenienti dallAustralia, Thailandia e Centro America, i gelsi, i meli e i mandorli antichi dalla Sicilia, 400 variet di salvia da fiore. Tra i tanti incontri oggi alle ore 15 Paola Maugeri terr un laboratorio di compostaggio per produrre da soli correttamente una compostiera da balcone, Renato Pavia terr lezioni di giardinaggio, sculture di Van de Put, Stanza dei colori di Patrizia Savarese, Stanza delle farfalle. Navetta Atac gratuita dalla Storta. Biglietto 8 euro, gratuito per bambini fino a 6 anni, 5 euro da 6 a 12 anni. (s.s.)

Laboratorio di composizione con Franco Piersanti. A parte qualche eccezione (Guido Chiesa, Matteo Garrone, Dario Argento, Paolo Sorrentino, Claudio Cuppelino, Louis Nero, Ermanno Olmi, ecc.), i registi, spesso musicalmente ignoranti, utilizzano solamente una parte delle potenzialit offerte dalle colonne sonore. Le prendono quindi sottogamba, chiamando molto spesso lultimo compositore alla moda (senza fare nomi), per chiedergli al massimo di sottolineare alcune situazioni nel loro film. La musica non quasi mai considerata una componente fondamentale della narrazione filmica, come dimostrano invece grandi film (vedi lincredibile colonna sonora del Mestiere delle armi di Olmi, realizzata da Fabio Vacchi o quella pi recente, da Teho Teardo per Rasputin di Louis Nero), un elemento importante quanto il movimento di macchina, il montaggio, la recitazione dellattore o la struttura della sceneggiatura. LAccademia Filarmonica Romana, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, organizza un laboratorio di composizione dal titolo La musica per il cinema tenuto dal bravo e raffinato Franco Piersanti (Il Caimano e Habemus Papam di Moretti) dal 13 al 18 giugno 2011 nella Sala Casella, in via Flaminia 118, a Roma. Il corso completamente gratuito e aperto a tutti i musicisti, senza limiti di et e di nazionalit. Finalit del corso affinare la tecnica che presiede al meccanismo di una specifica drammaturgia filmico-musicale. La classe di regia del Centro Sperimentale di Cinematografia fornir un cortometraggio che sar oggetto di prova compositiva da parte dei corsisti. Previa selezione dei lavori da parte del compositore romano, il 23 settembre 2011, sempre nella storica sede di via Flaminia, si terr un concerto pubblico con lesecuzione delle partiture prescelte. una piccola opportunit per i musicisti per capire come applicare la musica a un film, lavorando con un vero maestro del genere. La novit del laboratorio sta proprio nel prendere un cortometraggio fornito dalla classe di regia del Centro Sperimentale di Cinematografia e di dare ai giovani compositori la possibilit di lavorare su un film vergine. Ma i registi? Nulla di nuovo, danno un cortometraggio montato da musicare, senza avere pensato davvero alla musica prima. Speriamo che questa iniziativa tuttavia innovativa per unistituzione come il Centro Sperimentale di Cinematografia sia un primo passo per costringere le diverse scuole esistenti in Italia, pubbliche e private che siano, a considerare la partitura musicale una componente essenziale del film, e a istituire accanto ai corsi annuali, biennali o triennali per attori, direttori della fotografia, sceneggiatori o scenografi, dei corsi annuali, biennali o triennali per compositori di musica applicata al cinema che potrebbero allora imparare a lavorare con gli altri creativi (e viceversa le altre professionalit, dalla scrittura al montaggio, potrebbero conoscere meglio e avvalersi di pi dellelemento musicale e sonoro). volere troppo?

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Michael Jackson raffigurato da Andy Warhol

di Francesco Adinolfi

FENOMENI PER MOLTI GRUPPI ORMAI SOLO UN ASTUTO PROLUNGAMENTO DELLO SHOW

La morte del bis

tutto spiegato (o quasi) in Encores of the Great Pianists, un libro del 1975 curato da Raymond Lewenthal, il pianista Usa. Racconta i i bis pi noti della storia e i pi eseguiti in ambito classico. La prefazione dell'artista illuminante: Nella mia analisi e dopo aver ascoltato una gran quantit di concerti ho capito che i bis hanno tutti alcune cose in comune: sono sorprendenti, affascinanti, divertenti, toccanti. E soprattutto non sono mai noiosi. Peccato non sia pi cos. Il bis, almeno nel pop e nel rock, ormai tutto fuorch sorprendente. il terminal di arrivo di un concerto, il momento di raccolta dei pezzi pi attesi, delle hit, l'ultimo tentativo di ingraziarsi il pubblico sperando che torni a a casa sazio e felice. E il bis, oggi, sempre gi scritto, inciso a fuoco in una scaletta. Gi stabilito, fissato. la nota alta con cui chiudere una performance. A prescindere da tutto e tutti. Glen Matlock, bassista originario dei Sex Pistols (prima dell'arrivo di Sid Vicious), autore delle musiche di Anarchy in the Uk, God Save the Queen e Pretty Vacant (qui anche del testo, a parte piccoli ritocchi di Johnny Rotten) stato di recente in tour in Italia con il suo gruppo, i Philistines. Dal vivo la band esegue come da copione l'intero album e poi, nel bis, arriva Pretty Vacant, il pezzo che storicamente pi identifica Matlock e quello che tutti, ovunque, gli richiedono. L'unico che in quell'ora e passa di concerto, tutti vogliono ascoltare. Ci sta in questo caso il collocamento del bis in un ambito finale dello show, segna quasi un distacco emotivo dai Pistols e un omaggio sentito ai fan del suo ex gruppo; quello che per salta subito agli occhi la regola confermata: i pezzi pi anelati e attesi vanno sempre a finire nel bis. Chi ha avuto la fortuna di arraffare a fine concerto una scaletta lasciata su un palco, se ne deve essere reso conto per forza: i bis sono tutti gi previsti, scritti. Rappresentano lultima fermata di uno show, quella che non si salta mai, caschi il mondo. Chi scrive frequenta da anni club, sale da concerto e stadi. Un tempo il bis bisognava guadagnarselo. In prima battuta lartista. Era figlio della casualit, legato a sensazioni, a serate speciali. Era il momento supremo di un concerto, la ricompensa offerta dall'artista a un pubblico cos emotivamente coinvolto; a un pubblico che chiedeva, pretendeva e a cui l'artista - travolto da cotanta esuberanza - si concedeva pi di una volta; magari anche solo per uscire indenne dalla sera-

ALIAS N. 19 - 14 MAGGIO 2011 (11

Un tempo bisognava meritarselo. Era casuale, inatteso, dipendeva dagli esiti di un concerto. Oggi prevedibile, scontato e gi scritto nelle scalette dei gruppi a prescindere da come si svolger levento. Contiene, inoltre, i pezzi pi noti di una band che spesso lo utilizza per chiudere in bellezza la serata

ta. E attenzione: qui non si sta negando il diritto a una sosta, a un'interruzione; al contrario una pausa a met show serve a rinfrancare l'artista e a restituircelo vispo per l'ora successiva. Ma che il bis abbia ormai tacitamente rimpiazzato la pausa, questo no, non funziona. unaltra cosa, non un bis. E lo riconosci, nella sua nuova incarnazione, quando sta per arrivare. Lo capisci perch i Rem non hanno ancora eseguito Losing My Religion o perch Lady Gaga ha lasciato fuori Bad Romance. Proprio Michael Stipe (Rem) prefigur negli anni Ottanta l'alba dei nuovi bis; non a caso ai concerti ripeteva spesso: Non scorticatevi le mani. Per quanto forte o piano applaudiate noi in ogni caso tra cinque minuti torniamo sul palco. Traduzione: comunque sia andato il concerto, il bis ce l'avrete lo stesso. Ovviamente ogni ambito di suono ha la sua ritualit e aspettativa culturale. Un concerto rock non assomiglier mai a un concerto jazz, e una esibizione di classica non sar mai come una performance di folk. Alcuni generi (classica, jazz) presuppongono, inoltre, un pubblico comodamente seduto. Se poi nel prosieguo dell'esecuzione l'artista si guadagner/meriter una sta