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    08-Mar-2016
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L'Agenda Imprese di Scelta Civica - Con Monti per l'Italia

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  • AGENDA IMPRESE

    12 proposte su fisco, credito e investimenti

    1. Dimezzamento dellIrap sulle imprese, partendo dal monte salari

    2. Rafforzamento del credito di imposta per ricerca e innovazioni di prodotto e di processo; misure per un suo efficace utilizzo.

    3. Salari e produttivit.

    4. Riproposizione della Legge Sabatini su base nazionale.

    5. Ridefinizione dei settori energivori che beneficiano di prezzi agevolati dellenergia

    6. Misure per lo sviluppo delle Reti di impresa.

    7. Estensione deduzioni IRPEF per ristrutturazioni, inclusione di arredi e

    mobili; estensione deduzioni per riqualificazioni energetiche.

    8. 30 miliardi alle imprese creditrici verso la pubblica amministrazione.

    9. Credito e finanza: sviluppo del credito e della finanza di medio-lungo termine attraverso la costituzione di private equity funds e credit funds.

    10. Infrastrutture.

    11. Un contesto pi competitivo e trasparente: liberalizzazioni, semplificazione e trasparenza della pubblica amministrazione.

    12. Export e internazionalizzazione. Per riportare lItalia su un sentiero di crescita necessario dare un forte impulso al sistema produttivo e alla competitivit dellindustria manifatturiera italiana. Scelta Civica propone un incisivo piano per le imprese che si articola in dodici punti. Il piano coerente con quanto gi previsto nel programma macroeconomico di Con Monti per LItalia presentato nei giorni scorsi, ma declina nello specifico alcune delle misure previste in quel piano a livello aggregato e generale. Come spiegato nel programma macroeconomico, le risorse verrebbero dalla riduzione della spesa pubblica corrente primaria di quattro punti rispetto al prodotto interno lordo nel corso della legislatura; per quel che riguarda il punto 8, le risorse verranno dal piano di dismissioni dei beni dello Stato.

  • !1) Dimezzamento dell Irap sulle imprese, partendo dal monte salari. Proponiamo una progressiva ma drastica riduzione dellIrap nellarco della legislatura. La decurtazione ridurr il gettito Irap di circa 11,2 miliardi durante larco della legislatura; si tratter quindi in pratica di un dimezzamento del peso Irap sul settore privato. Partiremo dalleliminazione del monte salari dalla base imponibile Irap, rimuovendo un ostacolo importante alle assunzioni e alla crescita delle imprese. Priorit sar data alle piccole e medie imprese e alle imprese che assumono giovani sotto i 30 anni.

    2) Rafforzamento del credito di imposta per ricerca e innovazioni di prodotto e di processo; misure per un suo efficace utilizzo. Rafforzeremo e renderemo strutturale il credito dimposta per ricerca e innovazioni di prodotto e di processo, con lobiettivo di stanziare 470 milioni gi nel 2013 e ulteriori 800 milioni nel 2014. Il credito di imposta verr poi rinnovato negli anni successivi della legislatura.

    Prevediamo inoltre misure per rendere il credito di imposta pi efficace:

    i) linclusione di alcune voci di spesa strettamente connesse alle attivit di ricerca (come i costi per i brevetti e, nel settore tessile, abbigliamento e calzaturiero, le spese per la realizzazione di prototipi e campionari);

    ii) un accantonamento in percentuale dello stanziamento annuo previsto per il credito di imposta a favore delle piccole e medie imprese innovative che maggiormente investono in R&S. Tali imprese verranno definite come quelle che impieghino almeno il 30% del personale in attivit di ricerca e innovazione e investano almeno il 30% del proprio giro di affari (riferito al fatturato e/o costi operativi) in tale attivit; lallocazione dello stanziamento favorir inoltre settori pi innovativi, definiti secondo la classificazione ATECO;

    iii) al fine di evitare sprechi nellutilizzo del credito di imposta, prevediamo la possibilit di controlli ex post a campione come strumento di verifica e monitoraggio.

    3) Salari e produttivit. Intendiamo rinnovare anche oltre il 2014 le misure per favorire il decentramento della contrattazione del lavoro, rendendo stabile la dotazione finanziaria per la defiscalizzazione decisa per il 2013. Il sistema degli incentivi dovr essere specificatamente indirizzato a intese dirette a migliorare in modo verificabile la produttivit e a ridurre il costo unitario del lavoro

    4) Intendiamo riproporre la Legge Sabatini su base nazionale per rilanciare gli investimenti in macchinari. Fornendo un contributo in conto interessi per lacquisto di macchinari produttivi, la legge Sabatini offre un supporto significativo alle imprese. Il pivot finanziario della nuova Sabatini potrebbe essere la Cassa Depositi e Prestiti.

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  • 5) Ridefinizione dei settori energivori che beneficiano di prezzi agevolati

    dellenergia, utilizzando come criterio non pi solo il consumo assoluto di energia bens anche quello dellintensit duso della stessa. Ci consentir di far rientrare tra i settori energivori anche il tessile, finora considerato non energivoro e perci penalizzato nella competizione internazionale da alti costi energetici.

    6) Misure per lo sviluppo delle Reti di impresa. Le reti di impresa sono uno strumento essenziale per lo sviluppo e la competitivit delle PMI italiane nel mondo. Le reti consentono di mettere in comune know-how e competenze, di scambiare prestazioni, creare filiere produttive, effettuare investimenti strategici in innovazione, superando i limiti derivanti dalla dimensione dimpresa. Proponiamo due misure specifiche per dare impulso alle reti di impresa: i) estensione anche allIRAP dellagevolazione fiscale consistente nella sospensione dimposta degli utili desercizio destinati al fondo patrimoniale comune; ii) introduzione di forme di deducibilit dallIrap degli oneri associati allutilizzo di forme di finanziamento innovative comuni alle reti come ad esempio i bond di rete.

    7) Estensione deduzioni IRPEF per le ristrutturazioni, con linclusione di arredi e

    mobili; estensione deduzioni per riqualificazioni energetiche. Al fine anche di favorire una ripresa delledilizia, proponiamo di estendere fino a giugno 2015 le deduzioni per ristrutturazioni, includendo anche le spese per arredi e per mobili. Estenderemo inoltre almeno fino a dicembre 2014 le deduzioni per riqualificazioni energetiche.

    8) Prevediamo di accelerare lo smaltimento dello stock di debiti della pubblica amministrazione verso imprese fornitrici per un ammontare non inferiore a 30 miliardi nel corso della legislatura. Le risorse verranno dal nostro piano di dismissione progressiva di beni immobili e mobili dello Stato per 130 miliardi. Ci avverr principalmente tramite la costituzione di un veicolo ad hoc con il contributo della Cassa Depositi e Prestiti nel quale far confluire i beni in dismissione. Inoltre ci faremo promotori di un'azione a tutela delle imprese creditrici che consister nellaccertamento in tempi rapidi dei debiti contratti dalle amministrazioni pubbliche e del valore effettivo dei beni immobili che possono essere dismessi. Ci implicher apposite azioni di attento monitoraggio.

    9) Credito e finanza. Intendiamo promuovere lo sviluppo del credito e della

    finanza di medio-lungo termine agevolando la costituzione di private equity funds e credit funds. Ci consentir alle PMI di ottenere finanziamenti per investimenti di medio-lungo termine che puntino allincremento delle dimensioni e della produttivit, allinternazionalizzazione e ai processi di innovazione

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    Il Decreto Sviluppo del governo Monti ha introdotto strumenti finanziari utili come i mini corporate bonds. Tuttavia le dimensioni delle PMI sono spesso troppo limitate per rendere appetibile lacquisto di questi strumenti da parte dei principali investitori, quali gli investitori istituzionali. La creazione di fondi di private equity e fondi di credito (credit funds) pu risolvere questo problema. Prevediamo quindi forti incentivi agli investitori istituzionali italiani perch investano nei fondi di private equity e nei credit funds; prevediamo anche lampliamento del mandato del Fondo Italiano di Investimenti e della Cassa Depositi e Prestiti affinch possano agire da pietre angolari per la costituzione di questi nuovi fondi, in virtuose partnership tra pubblico e privato sulla falsariga della Business Finance Partnership attuata nel Regno Unito; proponiamo inoltre la semplificazione delle procedure di istituzione dei fondi. Al fine di favorire invece la nascita di start-up, e per il potenziamento delle reti di incubatori, prevediamo incentivi alla creazione di reti di business angels. Sempre in tema di start-up, proponiamo di emendare le norme del Decreto Sviluppo in modo da estendere i loro benefici anche a imprese in cui la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto siano in capo a societ di capitale di rischio (venture capital).

    10) Infrastrutture. Negli ultimi 10 anni le risorse stanziate per gli investimenti pubblici si sono dimezzate, calando dai circa 60 miliardi di euro nel 2003 ai 30 miliardi stimati per il 2012. Il crollo degli investimenti pubblici ha comportato un costo pesante per le imprese italiane in termini di carenza e di scarsa qualit di infrastrutture sul territorio, vitali per la loro attivit produttiva. Intendiamo invertire questa tendenza, attuando un incremento progressivo ma costante delle risorse stanziate per investimenti pubblici. Esso comporterebbe nellarco della legislatura un aumento di investimenti pubblici di circa 14,5 miliardi di euro, ripartiti tra amministrazioni centrali e amministrazioni locali.

    11) Un contesto pi competitivo e trasparente: liberalizzazioni, semplificazione,

    trasparenza della PA. i) Intendiamo proseguire il programma di apertura dei mercati dei prodotti e dei servizi mediante il ricorso periodico alla legge annuale sulla co