Accademia Volley - 20 anni di pallavolo a Benevento

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Libro celebrativo del ventennale della fondazione dell'Accademia Volley Benevento, curato da Michele Ruscello, Dante Ruscello, Massimo Pedicini e Renato Melillo nel 2006

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  • www.accademiavolley.it

    www.beachvolleycup.it

  • 320 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    Nella vita tutto ha un inizio e una fine, ma cercare di lasciare un segno tangibile per evitare che sidimentichi ci che con fatica ed impegno tante persone hanno realizzato credo sia un dovere.Ecco spiegato il perch di questo libro.Spesso mi stato chiesto come sia riuscito a portare avanti, partendo dal nulla, una societ sportivaper tanti anni. La risposta pu essere riassunta in tre semplici punti:

    1) ho una moglie, Lorella, con cui condivido tutto e che stata la vera forza dellAccademia per tantianni. Pochissimi sanno che alla fine degli anni 80 ebbi delle proposte molto consistenti, dal punto divista economico, per svolgere le mansioni di giocatore e/o di allenatore in regione. Quando tornavoa casa e le proponevo leventualit di accettarne una, il dialogo sembrava un copione teatrale:Lorella: E lAccademia che fine fa?. Michele: Purtroppo non credo possa continuare. Lorella:Allora non se ne parla proprio. Quante atlete sono state ospitate da lei anche per mesi e trattatecome figlie. Quante cene ha organizzato a casa. Quante volte ha dovuto fare da confidente alleragazze. Quante volte ha dovuto subire i miei nervosismi. Quante volte.. potrei continuare ancoraper molto.

    2) lAccademia una famiglia.3) tutte le persone che sono entrate a far parte dellAccademia hanno dovuto accettare due regole: la-

    micizia sacra; educazione e rispetto per tutti.E proprio perch lAccademia non rappresentata da una sola persona ma da una squadra, abbiamodeciso di far raccontare ai veri protagonisti la storia di questi, spero, primi 20 anni di attivit.Infine, non so se il mio lavoro mi consentir di continuare a guidare lAccademia anche perch, dopoi quasi 50 anni della mia vita trascorsi nello sport, sono molto stanco di essere quasi preso in giro dachi vede solamente in una societ sportiva (penso sia chiaro il riferimento alla 1 squadra di calcio cit-tadina) lo sviluppo dello sport beneventano invece di provvedere a ideare e a realizzare un progettoche preveda lo sviluppo delle attivit motorie, lincremento di tutte le discipline e il potenziamento dellacultura sportiva. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto nellAccademia e che si sono sacrificati con piacere e con pas-sione a titolo gratuito alla crescita di questa societ e spero che insieme si possa raggiungere il tantoagognato traguardo della serie A nella pallavolo a Benevento. In ogni caso, di una cosa andr semprefiero: lAccademia Volley ha offerto un notevole contribuito alla citt di Benevento.Buona lettura a tutti.

    Michele Ruscello

    Prefazione

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    Io cero venti anni fa quando nasceva lAccademia Volley periniziativa di grandi appassionati della pallavolo. Certo non diedi grande importanza allavvenimento a queltempo perch quando si costituisce una nuova societ lanovit lunica cosa che ti incuriosisce.Poi con il passare del tempo il sodalizio ha acquistato spesso-re sul piano tecnico ed operativo ma soprattutto, cosa asso-lutamente determinante in ogni sport, ha cominciato ad ope-rare nel settore giovanile. E con risultati che il tempo ha fattoritenere assolutamente positivi.Dopo qualche anno, ricordo con soddisfazione, la fusione conla Kennedy che aveva un buon numero di atlete e tutte divalore.Poi i successi, tanti, e qualche delusione. Ma stato sempreil settore giovanile ad essere curato con grande attenzione edal quale le varie squadre hanno potuto attingere a piene mani.La mia attivit giornalistica mi ha successivamente portato a privilegiare altre discipline anche se hosempre seguito le prestazioni delle squadre sia pure dallesterno e per qualche verso, ben noto, anchedallinterno.E di certo ho seguito con interesse ed attenzione tutte le varie edizioni del Beach Volley che sonomigliorate nel tempo fino a diventare un vero e proprio evento atteso dagli appassionati ma anche dal-lintera comunit.Tutto bello, tutto coinvolgente e tutto interessante.Ma quello che doveroso mettere in evidenza lo spirito che anima tutta lAccademia Volley. E che,anzi, nel corso degli anni aumentato in maniera esponenziale.Nella societ tutti si sentono partecipi di un progetto e tutti intendono impegnarsi per realizzarlo e sepossibile migliorarlo. N alcun componente abbandonato a s stesso ma aiutato, incitato sia sul pianosportivo che nella vita di tutti i giorni.Laver saputo creare il gruppo , a mio giudizio, il merito pi grande di tutti coloro che nel corso di que-sti venti anni hanno saputo fare di una societ appena nata un punto di riferimento nel panorama san-nita, regionale e nazionale.E sar sicuramente questa caratteristica a consentire di continuare a diffondere lo sport della pallavo-lo nelle nostre zone, a fare sempre nuovi proseliti ed a consentire di raggiungere altri successi chesicuramente non mancheranno per lAccademia Volley.

    Gino CardoneIl Mattino

    Festeggiare il 20 compleanno di una societ sportiva sempre una occasione gioiosa che va oltre ilsemplice anniversario. Intanto c un dato che merita tutto il rispetto ed il plauso possibile: ed quello che in una realt globalmente non facile come quella beneventana, una societ sportiva ha avutola forza di andare avanti ininterrottamente per 20 anni, assicurando una straordinaria continuit chenon usuale nelle nostre zone. Basterebbe questa considerazione sulla continuit a dare prestigioallAccademia Volley Benevento, ed a fargli meritare lapprezzamento generale di tutta la collettivitsannita.Ma questa societ non si accontentata di vivere normalmente questi 20 anni, non si limitata adassicurare una presenza in qualche campionato per dare la possibilit a qualcuno di dare sfogo alla suapassione per la pallavolo. LAccademia andata ben oltre, mettendo a frutto alla grande i talenti delletante persone che hanno creato questa creatura, proponendosi come straordinaria realt per promuo-vere questa disciplina sportiva, e meritandosi sul campo il ruolo di leadership provinciale. E non affat-to un aspetto secondario, quello che gli amici dellAccademia abbiano iniziato la loro avventura nelmondo del volley, quando questa disciplina non aveva certo il seguito che vanta oggi grazie ai succes-si delle nazionali e delle squadre di club. Eppure hanno portato avanti con grande determinazione laloro passione per questo sport, dando un contributo straordinario e innegabile alla crescita di tutto ilmovimento nel Sannio. Evidentemente Michele Ruscello e company sono stati lungimiranti, e avevanoindividuato in anticipo rispetto ad altri che la pallavolo poteva diventare un fenomeno straordinario, aBenevento come in tutta Italia.Tra i meriti maggiori che vanno riconosciuti allo staff dellAccademia Volley, c quello di aver saputopuntualmente trovare formule nuove e innovative per dare continuo slancio alla loro attivit, metodo

    LAccademia Volley ha sempre ritenuto indispensabile e di vitale importanza il rapporto con la stampalocale e con i mezzi di comunicazione in genere. Pertanto, in ordine di anzianit di servizio,

    La STAMPA

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    che ha consentito di attirare intorno a questa realt sempre nuovi spon-sor e amici, davvero preziosi per assicurare quella continuit di cui abbia-mo parlato prima. Tra le formule nuove per promuovere la pallavolo csenza dubbio quella della Beach Volley Cup, che ha gi festeggiato ilsuo decennale, e che ormai rappresenta un occasione irrinunciabile delleprime settimane destate per i beneventani e i sanniti.Ma da parte di chi, come il sottoscritto lavora nel mondo dellinformazio-ne, c anche un motivo per cos dire egoistico per lodare lattivitdellAccademia Volley: ed quello della straordinaria importanza chetutto lo staff d alla comunicazione. Basta prendere il sito internet dellasociet per rendersi conto di che posto primario occupa questo settore,un sito curato e aggiornato quotidianamente, graficamente brillante,ricco di informazioni e di foto che facilitano tantissimo il nostro lavoro.Senza dimenticare le pubblicazioni che stanno caratterizzando gli ultimianni, o il giornalino che accompagna tutte le gare casalinghe della primasquadra, altri elementi preziosi per far conoscere questa splendida realtdello sport sannita.E poi non si pu non sottolineare i risultati sportivi che lAccademia ha raccolto in questi primi 20 annidella sua storia. Facendo sempre un passo alla volta, questa societ arrivata proprio lo scorso anno(per la seconda volta) in serie B1, in uno dei campionati pi prestigiosi e difficili del panorama nazio-nale, consolidando quella immagine di societ leader che questa squadra si meritata. Chi ha guidatolAccademia in questi decenni non ha mai preteso di fare il passo pi grande della gamba, non ha maicercato di forzare i tempi dello sport tentando di scalare attraverso scorciatoie le varie categorie (e que-sto vale anche per la promozione dello scorso anno!). Ecco perch sono convinto che con la lungimi-ranza che da sempre caratterizza lattivit dei dirigenti dellAccademia, in tempi piuttosto brevi si coro-ner quello che lobiettivo dichiarato di questo sodalizio, e cio arrivare alla serie A. Daltronde sem-bra proprio che, sia la societ che lintera citt, siano pronte e mature a fare questo salto nellolimpodel volley italiano.Un difetto dellAccademia? Beh, inevitabilmente ce ne sono. Cos come il sottoscritto spesso e volen-tieri sbaglia un articolo, a volta anche con clamorosi errori di ortografia, anche i dirigenti sportivi sonosoggetti alla fallibilit umana. Per quanto riguarda lAccademia penso sommessamente che ci possaessere una maggiore apertura verso le altre realt della pallavolo sannita. La societ beneventana, pro-prio perch rappresenta il vertice di tutto il movimento del volley della nostra provincia, potrebbe met-tere a disposizione delle altre squadre della provincia quelle giocatrici che oggi sono parcheggiate nellaseconda squadra, quella di serie C. Probabilmente sarebbe questo il miglior metodo per fare in modoche, in futuro, i migliori prodotti dei vivai di tutto il Sannio vadano a rinforzare la squadra pi rappre-sentativa, appunto quellAccademia che si trova ormai alle porte della serie A.

    Luca MaioIl Sannio Quotidiano

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    Venti anni di Accademia significa continuit, crescita,sviluppo. Caratteristiche che hanno sempre con-traddistinto la societ della famiglia Ruscello. Unarealt nata dal niente che pian piano riuscita ad atti-rare tanti ragazzi e tante ragazze che hanno iniziato adamare lo sport ed in modo particolare la pallavolo.Quando a Benevento si parla di Accademia si parla dipallavolo. E non pu essere diversamente, perch chiha dato vita a questa creatura lo ha fatto con lo stessosentimento di chi genera un bambino: con lamore.Quando c questo sentimento alla base di tutto, faci-le avvicinare quante pi persone a questo meravigliosoprogetto. Gli straordinari risultati che in questi anni haottenuto lAccademia sono il frutto di quanto statoseminato. Da questo prato ben seminato sono usciti ifiori pi belli della pallavolo sannita. Basta pensare aTeresa Agozzino, a Marianna Iadarola, a FlorianaBaccari, e agli ultimi germogli: Valentina Catillo,Annamaria Ferrone e tante altre. Certo, lAccademia non pu fermarsi qui, ma deveguardare avanti e lavorare sempre con grande umilt.Non bisogna commettere lerrore di accontentarsi perquanto stato fatto fino ad ora, ma, per il bene dellosport sannita, doveroso andare avanti continuando a seminare per produrre nuovi talenti.Come in ogni sport anche nella pallavolo le societ sannite non mirano sempre ad aprire i loro orizzon-ti e per questo, ogni volta che sono chiamato in causa per esprimere il mio pensiero, doveroso ricor-dare alle societ di non restare rinchiusi nel proprio orticello, ma di aprire i cancelli ad altre realt. Inuna citt come quella di Benevento, dove le risorse non sono tantissime, necessario avere una stret-ta collaborazione ed unire le forze, per questo mi permetto di suggerire allAccademia di aprire sempredi pi i propri orizzonti per continuare a far bene per tantissimi anni. In questi primi venti anni di vita non sono state sicuramente tutte rose e fiori per lAccademia, ma cisono state anche tante spine, come ad esempio la problematica degli impianti sportivi che da sempreaffligge non solo lAccademia, ma tutte le societ sportive del nostro territorio. E difficile andare avan-ti in queste condizioni, ma per il bene dello sport e per quello degli atleti, necessario fare di neces-sit virt cercando di superare gli ostacoli e di marciare diritto verso il traguardo che si desidera rag-giungere. Nella speranza che lAccademia continui la sua corsa, rivolgo a tutto il quadro dirigenziale, atutto lo staff tecnico e a tutte le atlete i migliori auguri per questo primo traguardo raggiunto e auspi-co di riuscire nei prossimi anni a realizzare un sogno: la serie A.

    Luca RomanoIl Sannio Quotidiano

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    Le due ultime pubblicazioni curate dallAccademia Volley

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    Ricordi...

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    Pino Lanni accanto al padre Giovanni, Gino De Nigris e Brounko Iliev Gavrilov ai tempi della Credital

    Simona DArgenio, Brounko Iliev Gavrilov, TeresaAgozzino, Paola Scarlato e Silvia DAnna

    Massimo Ruscello e Massimo Pedicini, attuali AddettoStampa e Direttore Sportivo dellAccademia Volley

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    Acirca 11 anni avevo il desiderio di diventare il giocatore di pallavo-lo pi bravo di Benevento e chiesi un parere a mio fratello Luigi perriuscire nel mio intento. La risposta fu immediata: vai al campo (il campo scuola CONI) e ini-zia a praticare latletica leggera. Rimasi molto perplesso anche perch non capivo il nesso tra atleticae pallavolo ma, avendo molta fiducia in lui, accettai il consiglio e ini-ziai a fare allenamento in quella per me non nuova disciplina: la avevoconosciuta dai 5 ai 10 anni nei Centri Olimpia del CONI con gli alloraistruttori Pio Bagnoli (docente di Educazione Fisica nonch mio zio) eFranco Lonardo (lattuale coordinatore dellUfficio Educazione FisicaSportiva del Centro Servizi Amministrativi di Benevento). Come una droga, anche latletica mi entr nel sangue e, quindi, daottobre ad aprile giocavo a pallavolo e da maggio a settembre prati-cavo latletica leggera. Quanti bei ricordi e quanti cari amici sono ancora legati a quegli anni. Lo sport mi ha dato praticamente tutto e, anche se oggi non si direb-be perch peso pi di 100 Kg., ho giocato discretamente a livello ago-nistico fino allet di Purtroppo, ho sofferto anche per le insufficienze strutturali e tecnicheche hanno accompagnato me e tutti i miei compagni nella vita sportiva. Quanti talenti sono andati persi a causa di queste carenze!Ero e sono convinto che nella nostra terra ci siano potenzialit incredibili, non solo in ambito sporti-vo, che molte volte non sono n sfruttate n valorizzate n, ancora pi grave, conosciute.Pertanto, con la giusta presunzione(*) che mi ha sempre contraddistinto, ho cercato di fare del miomeglio, nellambito ludico-motorio-sportivo, per provare a dare gioia e felicit, unitamente alla possi-bilit di praticare attivit agonistica di buon livello, ai tanti ragazzi e giovani di Benevento. questo lo scopo dellAccademia Volley.Cos, nel settembre del 1986, quando per lennesima volta non condivisi le decisioni degli allora mas-simi dirigenti della pallavolo beneventana, insieme a Gino De Nigris decisi di fondare lAccademiaVolley.Presidente fu nominata Lorella De Gennaro (mia moglie) e Vice Presidente Angela Molinaro (moglie diGino).Al potere pallavolistico provinciale non piacque questa decisione e ogni occasione era buona per crea-re difficolt di ogni genere. Basti pensare, ad esempio, che, in base a una convenzione stipulata traComune, Provincia e CONI di Benevento per lutilizzo delle palestre scolastiche, le societ neo affiliatenon potevano rientrare nella suddivisione degli orari di utilizzo delle strutture sportive e i primi alle-namenti li potemmo svolgere nei locali del garage di casa dei miei genitori a Via Calandra, nellattua-le parcheggio della Questura e nel cortile della ex caserma Guidoni.Gli inizi furono tremendi ma, come dice un detto popolare, Dio vede eprovvede. Una persona eccezionale per qualit morali, per cultura e per sag-gezza, ci guidava.Come un mago che estrae dal cilindro ogni meraviglia, lui, trami-te ragionamenti che solo una persona piena di amore paterno edi elevate capacit psicologiche e pedagogiche pu riuscire astimolare, ci faceva arrivare alle scelte pi giuste per superaretutte le avversit che incontravamo.Grazie ai suoi consigli, abbiamo letteralmente distrutto tuttii nostri avversari e detrattori conquistando stima e credibilitnon solo a Benevento ma anche al di fuori della Campania!Se oggi lAccademia Volley una realt importante dellaCampania lo si deve principalmente a lui, a Tonino De Nigris.Non finir mai di ringraziarti, Tonino, per tutto ci che mi hai inse-gnato. Sei stato come un padre per me e come tale ti porter sem-pre nel mio cuore.

    Michele Ruscello e lAccademia Volley

    (*) giusta presunzione la sicurezza di poter riuscire a raggiungere un obiettivo rispettando tre regole: convinzio-ne nelle proprie capacit, impegno costante, rispetto di se stesso e degli altri.

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    I primi pazzi che si tesserarono per lAccademia Volley furono (in rigoroso ordine alfabetico): TeresaAgozzino, Floriana Baccari, Fabiana e Tiziana Catalano, Annalisa DAgostino, Claudia e Silvia DAnna,Graziella Errico, Giustina Fini, Maria Piera Miele, Giovanni Barill, Cesare Cardone, Giuseppe Ciullo,Luca DAmelio, Angelo Errico, Marco Fasulo, Luca Germano, Walter Giorgione, Alessandro Iengo,Giovanni Miele, Gianmauro Polito, Ubaldo Porrino, Paolo Ricca, Marco Romano, Dante e VittorioRuscello, Guido Zollo. grazie a loro che oggi esiste lAccademia Volley. Immediatamente Gino De Nigris ide il nostro motto: SIAMO PICCOLI MA CRESCEREMO.Credo proprio che fu azzeccatissimo.Io e Gino eravamo complementari: lui era molto bravo nel management e io curavo laspetto tecnico.La prima cosa che inizi a creare fu il logo.

    Il primo logo dellAccademia Volley:

    Pens anche di realizzarne un secondo per la carta intestata:

    Prima bozza Seconda bozza

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    Ma la sua fantasia and oltre e, dopo uno stage di aggiornamento tecnico in Bulgaria e la nascita delsuo primogenito Tonino, disegn anche il primo logo del settore giovanile.

    A distanza di 20 anni credo proprio che lAccademia Volley abbia centrato il suo obiettivo.

    Molte volte sono oggetto di affettuoso scherno perch cerco di dimostrare con cifre le mie tesi, ma sonoun convinto assertore che i criteri di valutazione debbano essere quanto pi oggettivi possibile e inumeri, asettici per definizione, possono aiutare moltissimo in tal senso.A questo proposito, mi sento in dovere di ringraziare la Data Project (creata e amministrata da un caris-simo amico ex pallavolista di Salerno: Emilio Spirito) che mi ha fornito da sempre i software specifici,utilizzati in tutto il mondo, per la gestione e lo studio della prestazione sportiva pallavolistica e non.

    Grazie Emilio, lAccademia Volley, senza lausilio della Data Project, non avrebbe mai potuto raggiun-gere i risultati che ha ottenuto.Se la Data Project di Emilio Spirito stata vicina allAccademia Volley per linformatica, un altro dove-roso e sentito grazie lo devo a un carissimo amico e sportivo, Marco Del Vecchio, che ci ha sempre sup-portato per quanto attiene al materiale tecnico.Grazie Marco, il saperti sempre accanto a noi ci ha dato la forza per superare tanti momenti difficili.

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    Un esempio di come scoutizzavamo prima dei software della Data Project

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    Grazie anche agli ottimi rapporti di collaborazione e di interscambio di atlete con la quasi totalit dellesociet della provincia, in particolare negli ultimi quattro anni, i numeri del settore giovaniledellAccademia Volley parlano chiaro:

    La formazione dellAccademia Volley che vinse il titolo under 18 nel 1990.In piedi da sx: Michele Ruscello (All.), Giovanni Miele, Walter Giorgione, Vittorio Ruscello, Cesare Cardone, DanteRuscello, Gino De Nigris (2 All.).In basso da sx: Gianmauro Polito, Luca DAmelio, Angelo Errico, Ubaldo Porrino, Marco Fasulo, Guido Zollo.

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    In diciannove anni di attivit presi in considerazione (purtroppo non possibile risalire alla stagione86/87) lAccademia ha disputato ben 1.061 partite ufficiali di settore giovanile vincendone 734 e per-dendone 323.Campionati provinciali vinti:Su 85 campionati giovanili provinciali disputati, 54 nel settore femminile e 31 nel settore maschile,lAccademia ha portato a casa ben 40 titoli provinciali, 33 femminili e 7 maschili, senza considerare lat-tivit svolta nei primi anni sotto la denominazione del G.S. VV.F. G. Grippo. Ma a testimonianza dellacrescita della nostra societ si pu osservare come negli ultimi 13 anni (quindi dalla stagione 93/94, incui lAccademia decise di puntare con decisione sul settore femminile) lAccademia ha vinto 32 dei 42campionati provinciali femminili disputati con una percentuale di vittoria del 76%.

    Campionati regionali vinti:Tre i titoli regionali vinti dallAccademia Volley, due nella categoria under 17 femminile ed uno nellacategoria under 14. Dopo una lunghissima serie di fasi regionali i risultati di maggiore prestigio si sonoregistrati nelle ultime quattro stagioni con ben sette finalissime per il titolo disputate, una nel 2002/03con la prima qualifica-zione alle finali interre-gionali, due per annonelle tre successive sta-gioni. Diverse atleteconvocate in rappresen-tativa regionale e araduni interregionali.

    Grazie al beach volleyche lAccademia Volleypromuove da 11 anni,abbiamo avuto un atleta(Luca De Gennaro) aiCampionati del MondoUnder 18; lo stesso, incoppia con un altro atle-ta beneventano (OttavioUcci) ha ottenuto ilsecondo posto aiCampionati ItalianiUnder 21; ValentinaCatillo e Maria GiovannaCarcas, sono state con-vocate a collegiali nazio-nali; negli ultimi dueanni (da quando statoistituito) sono state duecoppie beneventane( r i s p e t t i v a m e n t e :Valentina Catillo e Maria Giovanna Carcas e Maria Giovanna Carcas e Sabrina Sparandeo) a rappresen-tare la Campania al Trofeo delle Regioni.Ma lattivit dellAccademia Volley stata anche uno stimolo per tutta la provincia.Nel 1994/1995 Benevento era il fanalino di coda della Campania per il rapporto numero/qualit disociet femminili partecipanti a campionati nazionali e di serie C regionale: lU.S.A. Airola militava inserie B2 e lAccademia Volley in serie C1.Oggi, con lAccademia Volley in B1, il Caff Monet di San Giorgio del Sannio in B2 e ben 3 squadre inserie C, seconda solamente a Napoli.Ai nastri di partenza della stagione agonistica 2005/2006 la Campania aveva le seguenti societ fem-minili:

    Napoli Benevento Salerno Caserta AvellinoA1 1 0 0 0 0B1 0 1 0 0 0B2 2 1 4 1 0C 18 3 4 1 0

    La formazione che vinse il primo titolo regionale under 17 nel 2004.In piedi da sx: Vittorio Ruscello, Stefania Villanacci, Mara Napolitano, Maria GiovannaCarcas, Sabrina Sparandeo, Valentina Catillo, Moira Giovino, Adriana Cappelluzzo,Salvatore Del Prete.In basso da sx: Anna Carbone, Ilaria Greco, Valentina Saccomanno, RositaSantosuosso, Luisa Carbone.

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    Inoltre, lAccademia stata protagonista delle uniche due edizioni del Gran Gal della PallavoloCampana: il primo anno lAccademia (seconda squadra campana) disput un incontro ad Ercolano conil Centro Ester (formazione di A1 vincitrice della Coppa CEV), il secondo anno con me allenatore di unarappresentativa campana composta da diverse atlete dellAccademia giocammo una partita con ilCentro Ester di A1. Questi eventi mi inorgogliscono immensamente ancora oggi perch lAccademiaVolley diede la possibilit a diverse ragazze di Benevento di giocare contro alcune tra le pi forti gio-catrici del mondo che militavano nel Centro Ester, due per tutte Keba Phipps e Maurizia Cacciatori.

    I Gran Gal della Pallavolo Campana

    Gran Gal della Pallavolo Campana 1997/98 Foto di gruppo

    I capitani Alessandra Zambelli e Simona D'Argenio al sorteggio di inizio gara.

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    La Rappresentativa campana del Gran Gal 1998/99 (si riconoscono con il n. 1 Teresa Agozzino, con il n. 11Floriana Baccari, con il n. 3 Simona DArgenio e lallenatore Michele Ruscello)

    Maurizia Cacciatori (Centro Ester Napoli), protagonista della partita femminile.

    Lyubo Ganev (Com Cavi Napoli), protagonista della partita maschile.

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    Le ciliegine sulla torta in quelle occasioni furono due importanti riconoscimenti per me e per il giova-nissimo Dante.

    Altra meravigliosa esperienza per le ragazze dellAccademia Volley stata, senza ombra di dubbio, lapartecipazione al 1 torneo internazionale giovanile di Nola

    La premiazione di Dante Ruscello tra i migliori dirigenti campani del 1998

    Una foto di gruppo con la rappresentativa pre juniores della Russia. Da sinistra: Agozzino, Cardone, Baccari, Ruscello, Ricci, Scognamiglio, Olivieri, Morelli e Nicchiniello

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    Da non dimenticare, poi, le numerose iniziative che negli anni abbiamo organizzato. Della BeachVolley Cup non voglio parlare . sotto gli occhi di tutti il capolavoro realizzato!La pubblicazione de La storia della pallavolo a Benevento ha dato la possibilit di far incontrare e farrivivere momenti esaltanti ad atleti/amici che hanno dato tanto lustro alla citt di Benevento. Tale etanta stata lemozione che abbiamo provato quella sera che da allora ogni anno si rinnova lappun-tamento.Altro aspetto che vorrei mettere in risalto la voglia di affidare i nostri ragazzi ad allenatori seri e qua-lificati. Un esempio per tutti Brounko GavrilovLavvento di Brounko, lorso buono, ciha fatto fare il vero salto di qualit. La sua professionalit, la sua seriet, lasua completa dedizione al lavoro e airagazzi sono stati un esempio per tuttinoi che abbiamo avuto la fortuna divivere insieme a lui due anni meravi-gliosi. Ricordo ancora quando, quasi condispiacere, Brounko comunic a me e aGino che aveva avuto la proposta diallenare la nazionale maschile bulgara eche ci chiedeva di essere autorizzato arescindere il contratto che lo legavaallAccademia Volley.La notizia che anche un pizzico diBenevento sarebbe andato in giro per ilmondo ci inorgogl tantissimo e conimmensa gioia mista al rammarico diperdere un vero amico (ancora oggi cisentiamo telefonicamente) decidemmodi strappare il contratto di lavoro cheavevamo stipulato.

    Brounko Iliev Gavrilov

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    Quello con Brounko fu il primo contratto redatto dallAccademia Volley e, pertanto, giusto ricordarlo:

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    Lamicizia con Brounko ci permise anche di organizzare un altro evento.Le foto sottostanti ricordano alcuni protagonisti delle partite disputate a Molinara, a Benevento e inBulgaria con la nazionale veterani pallavolisti della Bulgaria.

    In piedi da sinistra: Borrillo, Ruscello, Amato, Lanni, Pedicini F., Pedicini M., Rillo, De NigrisIn basso da sinistra: Petriello, La Peccerella A., La Peccerella R., Degemmis, Varricchio, Di Peso

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    20 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    Ci sono stati anche momenti tristi nella vita dellAccademia. Quello che ha segnato una svolta statosenzaltro il giorno che decidemmo di interrompere lattivit nel settore maschile.Purtroppo, nel breve volgere di meno di 10 anni eravamo cresciuti troppo: eravamo in C1 con la squa-dra femminile e in C2 con la squadra maschile. Troppo per una societ giovane che non aveva nem-meno una palestra dove allenarsi. Solo grazie agli ottimi rapporti con i Vigili del Fuoco, per esempio,riorganizzammo il settore pallavolo del G.S.VV. F. G. Grippo e, oltre a creare un centro di avviamen-to alla pallavolo, potemmo usufruire della palestra per effettuare qualche allenamento con le primesquadre.

    Una foto dei ragazzi che iniziarono lavventura della rinata Grippo

    Foto di gruppo per i veterani sanniti ed i veterani della Bulgaria.

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    Pertanto, decidemmo, con la morte nel cuore, di riversare tutti i nostri sforzi nel settore femminile.Chiudo questo mio intervento con lultimo riconoscimento del lavoro svolto dallAccademia Volley: laFIPAV ha assegnato a poche societ della Campania, il Marchio di Qualit per il settore giovanile etra queste, naturalmente, presente lAccademia Volley Benevento

    I ricordi, le gioie, le incomprensioni .. sarebbe tanto lospazio necessario per raccontare tutto e, quindi, comescritto in prefazione, la parola a tutti i protagonisti.

    Michele Ruscello

    Da sx: Giorgio Agozzino, Antonio Castagna, LuigiCecere, Brounko Gavrilov, Nicola Majatico, Paolo Consales, Fabio Sorice.

    Da sx: Manuela Fiscarelli, Claudia Pannella, MariaGrazia Campanella, Brounko Gavrilov, Ilaria Delli Carri, Daniela DeGennaro, Teresa Lepore.

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    20 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    Lo scorso mese di ottobre sono stato sollecitato da Michele a descrivere cosa rappresentava per melAccademia Volley. Ho pensato che sarebbe stato molto facile. In realt mi sbagliavo. Salito sullaltalena dei sentimenti un insieme di suggestioni e di ricordi significativi hanno cominciatoad affollare la mia mente. Rincorrendosi e mischiandosi tra loro mi hanno impedito di rispettare lim-pegno assunto: Ti consegner il materiale a fine dicembre avevo promesso allamico Michele.Forse la nostalgia o i ricordi di quegli anni, oramai diventati una parte inseparabile della mia vita, stata il principale ostacolo per descrivere questa meravigliosa esperienza.Giunti quasi a fine febbraio, pur di rispettare limpegno, ho deciso che solo al cuore potevo affidare ilcompito di ricordare e di raccontare alcuni rilevanti episodi che mi legano allAccademia.

    La fiabaCome fanno gli eroi a raggiungere la loro meta, spesso celata in un mondo sconosciuto e molto lonta-no? Come fanno a rimanere fermi sulla loro intenzione, qualsiasi difficolt si palesi di fronte a loro? Non una questione di forza - ma di amore, dicono le fiabe. Spesso questi personaggi sono in grado disostenere tutto il peso delle avversit per raggiungere il loro scopo. Anche io e Michele nel 1986, quin-di ben venti anni fa, abbiamo sostenuto il peso di molte avversit che ostacolavano il nostro intento.Anche noi, con la forza dellamore che avevamo per i tanti ragazzi che si avvicinavano, dopo aver subi-to e combattuto contro alcune difficolt, abbiamo raggiunto la nostra meta.

    Linizio e la fine Cosa stata per me questa esperienza difficile spiegarlo. Ci sono, tuttavia, due precisi momenti chefissano linizio e la fine del mio concreto impegno con lAccademia Volley. Essi, ancora oggi, rappresen-tano le pi grandi gioie ed il pi grande dolore della mia vita. La nascita dei miei due figli: Tonino eFabrizio; la tragica morte di mio padre avvenuta nellaprile del 1993.

    I valori: famiglia e amiciziaChi legge queste pagine potr ben presto rendersi conto che due importanti valori hanno guidato mee Michele in questa avventura con lAccademia: lamicizia e la famiglia. Il coinvolgimento dellintera famiglia, lamore per la pallavolo per altro facilmente verificabile anche daalcune foto, sintetizza come limpegno fosse sempre sentito e condiviso da tutti i componenti. dai pigrandi ai pi piccoli.

    Gino De Nigris I miei ricordi. Le mie emozioni. I miei sogni

    Nella foto il pallone regalato da Michele alle 22,30. Dieci minuti dopo la nascita di Tonino.

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    Sui valori della famiglia e della amicizia si quindi basata la filosofia dellAccademia Volley. Un con-cetto sportivo che doveva prima unire le varie esperienze ed i singoli caratteri, poi farli parteciparein maniera convinta al nostro programma.Detto il perch, vediamo ora dove nasce lAccademia. su questo muretto del Viale Atlantici, di fronte ai campi da tennis, che nasce la nostra societ spor-tiva.

    Il muretto dove trascorrevamo il nostro tempo libero.

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    Sono proprio questi muretti, questi testimoni silenziosi, che nellestate dell86 hanno assistito alle este-nuanti discussioni che ci vedevano contrapposti allallora nomenklatura della pallavolo beneventana. Quellestate Lorella ed Angela, nostre mogli, stufe delle interminabili chiacchiere ci incoraggiarono afondare una nuova societ di pallavolo. Diventarono, cos, rispettivamente Presidente e Vice PresidentedellAccademia Volley. (Io e Michele, in realt, covavamo gi da tempo questidea. Avevamo per bisogno di un alibi per coin-volgerle e per giustificare le giornaliere e prolungate presenze in palestra).

    Il momento storico della pallavoloLa pallavolo proprio in quegli anni iniziava ad imporsi allattenzione del grande pubblico e cominciavaa diventare uno sport molto praticato. Uno degli artefici di questo miracolo era sicuramente largenti-no Julio Velasco allora allenatore della nazionale italiana. Il lavoro di questo allenatore avrebbe difatticonsentito alla nostra nazionale di essere in assoluto la pi forte del mondo. Si immagini che solo qual-che anno prima ai Campionati del Mondo che si svolsero a Roma (1978), lItalia giunse seconda per-dendo la finale contro la Russia. Poich in semifinale aveva sconfitto limbattibile Cuba, tra gli addettiai lavori inizi a circolare la voce che quel giorno due pi due aveva fatto cinque.

    LintenzioneAnche questa nuova regola matematica fece lentamente maturare in noi lidea di fondare una societsportiva. Avevamo una precisa intenzione: avvicinare quanti pi giovani possibile allo sport della pal-lavolo.Solo ora per, a distanza di anni e dopo un lungo percorso interiore, ho capito che la matematica noncentrava niente. Ogni cosa che accade nellUniverso nasce da unintenzione: buona o sbagliata che sia.Ai tuoi desideri seguono le tue intenzioni. Alle tue intenzioni la tua volont. Alla tua volont, le tueazioni. Alle tue azioni, il tuo destino affermano da millenni i Veda, antichi testi sacri orientali. La nascita dellAccademia, quindi, derivava da un livello molto pi profondo di quello che immaginava-mo. poich i nostri desideri e le nostre intenzioni erano strettamente correlati tra loro. Abbiamo pen-sato in grande e siamo andati con il pensiero oltre i problemi; oltre le difficolt e le sfide che si pre-sentavano come dei mostri davanti a noi.Abbiamo avuto sempre fiducia nel sogno e lo abbiamo realizzato con il giusto atteggiamento.

    Vita dura Nata in alternativa allaltra societ cittadina, fin dallinizio la vita dellAccademia stata difficile. La stra-da subito in salita. Non avevamo un campo decente dove allenarci. Basti pensare che uno dei campi di allenamento era il garage dei genitori di Michele. Qui si allenavanoVittorio e Dante Ruscello, Marco Romano, Giovanni Miele, Giovanni Barill, Walter Giorgione, CesareCardone, Ubaldo PorrinoAltri campi di allenamento erano lo spiazzale e lo stanzone della Caserma Guidoni. Qui iniziarono adallenarsi Tiziana e Fabiana Catalano, Annalisa DAgostino, Graziella Errico, Grazia Pietrantonio, GiustinaFini, Claudia e Silvia DAnna, Teresa Agozzino. Fin qui sembra tutto normale. Ma non cos. Occorre tenere conto che la nostra palestra misuravasolo 9mt x 6mt. Un campo di pallavolo, invece, misura pi del doppio. Ci significava allenarsi in un

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    campo non regolamentare. Vi immaginate un centometrista che si allena su una pista che misura cinquanta metri in meno ? Alcuni allenamenti, inoltre, li abbiamo svolti senza uno degli attrezzi fondamentali del nostro sport: larete. Quando non era limmaginazione a idealizzarla cera un filo che delimitava il campo. Vi immagi-nate i giocatori di basket che si allenano senza i canestri o, nel migliore dei casi, si allenano con uncanestro disegnato su un muro ? La nostra intenzione, tuttavia, unita al sacrificio ed al sostegno della famiglia, alla indiscussa com-petenza tecnica di Michele ed alla incondizionata fiducia che questi ragazzi avevano riposto in noi ciconsentirono prima di resistere, poi di superare momenti difficili, poi ancora, di raggiungere importan-ti traguardi.

    CertezzaC comunque un episodio ben preciso che ci ha fatto capire di essere sulla buona strada. Uno di queimomenti in cui abbiamo avvertito la netta sensazione che la nostra organizzazione, la nostra idea disociet sportiva, iniziava a materializzarsi. Sembra strano a dirlo ma questa sicurezza derivava da unafrase pronunciata in dialetto. Lepisodio risale al 1990. Quellanno decidemmo di acquistare un vecchio Ford Transit di propriet delsig. Adamo Nisco. Adamo, per chi non lo conosce, da circa trentacinque anni un vero amico della pal-lavolo locale. Uno di quelli che ha assistito a pi partite di pallavolo rispetto a tutti gli altri allenatoridella provincia messi insieme. Autonoleggiatore di Pietrelcina, fu scovato per la sua economicit dal Prof. Castracane. Venuto meno ilrapporto di collaborazione con i Vigili del Fuoco, fu lui che inizi ad accompagnare in trasferta le squa-dre della pallavolo: dal minivolley allUnder 14, dalle under 16 e 18 alla prima squadra.Quellanno io, Michele e Franco Petriello eravamo i dissidenti della pallavolo beneventana. E questo,dopo lesperienza di Battipaglia in serie B, ci spinse a militare nell88 nella squadra locale di Molinara. Qui, una fredda sera di Novembre, al termine di uno dei nostri allenamenti, a causa di un guasto alledocce della palestra fummo costretti a lavarci alla fontana esterna al Caseificio Quattro Torri. Mentreeravamo intenti a rinfrescarci tra lo stupore dei compagni di squadra e di alcuni amici dirigenti ci rag-giunse il nostro caro Claudio Colucci di Baselice. Claudio, mio caro amico, per la giusta causadellAccademia si era offerto di revisionare e verniciare con i colori sociali lautomezzo.Aveva inoltre incollato sulle fiancate laterali due grandi scritte: Accademia Volley.Poich per una societ dilettantistica liniziativa era considerata clamorosa, gli amici di Molinara gur-dando me e Michele esclamarono:Guagliuni! Siti proprio diavuli!

    ElitePer il salto di qualit, per il definitivo riconoscimento di aver messo su qualcosa di veramente impor-tante dobbiamo attendere solo qualche anno e due fortunate coincidenze: lingresso in societ di AnnioMaiatico; la sponsorizzazione della Credital Finanziamenti di Walter Santoro.Con lingresso di Annio entriamo subito nelle serie nazionali. Il suo contagioso entusiasmo e la disin-volta sicurezza nellaffrontare le situazioni pi difficili, ci consentono di mettere a segno un grandecolpo. Unaltra diavoleria come direbbero i nostri amici di Molinara. Tramite una pista bulgara, che altro non se non lamicizia con Eugeni Guentchev, un giocatorealle-natore bulgaro, riusciamo a convincere Brounko Gavrilov ad allenare la nostra squadra femminile cheallora militava nella C 2 regionale. Brounko Gavrilov, con un passato di grande atleta, lanno precedente aveva allenato il Battipaglia inserie A. Ancor prima era stato titolare della nazionale bulgara, una delle pi forti del mondo, ed avevapartecipato alle Olimpiadi di Monaco nel 1972, ai Campionati del Mondo e ai Campionati Europei. Dopo lesperienza con la nostra societ sportiva diventato allenatore della nazionale bulgara. Fino alloscorso anno Brounko ha calcato i parquet internazionali in occasione delle partite della World League.Un vero onore per noi e per la pallavolo sannita.Tutto ci non sarebbe stato possibile se non si fosse verificata unaltra circostanza di cui fu arteficeMassimo Pedicini. Massimo, proprio quellanno, riusc a convincere il generosissimo e disinteressatoWalter Santoro a sponsorizzare con la sua azienda, la Credital Finanziamenti, la nostra attivit. Con un attento piano di comunicazione, fatto non solo di manifesti, tute, magliette, cappelli, borsoni,felpe e divise sociali ma, soprattutto, di buone relazioni consolidate ormai da molti anni, la nostrasociet sportiva entra a pieno titolo tra le migliori della Campania. La nostra capillare organizzazioneviene riconosciuta dai vertici della pallavolo regionale.

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    Un grande merito (ancora non riconosciuto) In questa occasione voglio per ricordare un particolare ancora oggi inedito. Un merito che credo mi spetti di diritto perch fa parte della storia dellAccademia Volley e dei suoi tantisuccessi.Si tratta di questo. Tutti sono convinti che la famiglia Ruscello (da Gigi a Maria Grazia) si sia semprededicata al volley. Non cos!Tra loro cera un ragazzino che frequentava la terza media o forse il primo superiore. Primo di due fra-telli, viveva isolato e separato dalla pallavolo. Non prendeva parte alla realizzazione della giusta causadellAccademia Volley perch attratto dai nostri cugini-nemici del basket. Il personaggio di cui sto parlando Dante Ruscello. (Caro Dante. Ricordi il preciso momento in cui haidetto SI allAccademia ed hai legato per sempre la tua vita sportiva alla pallavolo?).In occasione delle partite giocate in casa eravamo soliti trascorrere in compagnia di mogli, fidanzate,figli, amici, il dopo partita presso il ristorante Pedicini che allora era gestito dal nostro amico Francesco. Una di quelle sere un gruppo di ragazzi dopo averci salutato si apprestava ad uscire dal ristorante. Traloro vidi Dante. Lo avvicinai. Gli chiesi come mai suo fratello Vittorio, sebbene con la divisa della suasquadra del cuore - la Juventus - gi sudava per lAccademia e lui ancora no. Ma io gioco a pallaca-nestro! esclam timidamente.La risposta non mi convinse. Erano ancora troppo distanti da lui le emozioni che coinvolgevano i suoigenitori, suo fratello ed i suoi zii.Non esitati a dirgli che la sua famiglia difficilmente si sarebbe adattata allo sport da lui praticato. Connoi, inoltre, avrebbe partecipato da protagonista alla grande sfida che io e suo zio Michele avevamoormai lanciato.Per queste ragioni gli chiesi di tradire, per noi, la pallacanestro. La settimana successiva, con la puntualit che tutti quelli che lo conoscono gli riconoscono, entravadefinitivamente a far parte dellAccademia Volley.

    IL SOGNONon posso che chiudere queste brevi note con una precisa e formale richiesta che rivolgo ai futuri diri-genti dellAccademia Volley. Ricordatevi sempre che uno dei sogni della fiaba iniziata nel 1986 prevede il raggiungimento della serie A.Quando ci avverr, lasciate libero un posto per me. Vorrei esserci!

    Gino De Nigris

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    Quando mio fratello mi ha chiesto di scrivere qualche pensiero sullAccademia Volley, la mia primareazione stata di disagio, quasi di disappunto. Una reazione interiore apparentemente inspiega-bile. La verit che mi costava fatica ritornare al passato perch avrei dovuto scavare tra i ricordi diun periodo felice della nostra vita familiare.E mi costa fatica anche in questo momento ritornare col pensiero a quegli anni in cui la nascitadellAccademia Volley aveva coinvolto tutta la famiglia.Nessuno di noi era quello che si suol definire uno sportivo, eppure improvvisamente, a tavola, abbia-mo cominciato a parlare di schiacciate, punti assegnati o tolti, tornei.La famiglia al completo mio padre in testa, prese labitudine di andare al Palazzetto quando disputava-no le partite in casa.. Dovevamo fare il tifo per lAccademia Volley!!!Era come una festa del sabato sera. E sono diventati come di famiglia, Michele, Franco, e di riflessoLorella e Maria Grazia. Lunico sport che amava mio padre era il pugilato e si infervorava solo quandoassisteva in TV ad incontri di boxe; le partite di calcio, cos come tutti gli altri sport, gli erano indiffe-renti. In quegli anni, invece, inspiegabilmente per noi, divenne il sostenitore pi accanito della squa-dra di pallavolo, dellAccademia appunto. Ne comprese i meccanismi, le regole, le dinamiche, dava sug-gerimenti e faceva proposte, stava trasferendo nel volley lo stesso entusiasmo che metteva in ogniaspetto della vita. Come dimenticare le telefonate interminabili fatte a qualsiasi ora del giorno e dellanotte tra Michele e mio fratello, la condivisione fraterna di successi o delusioni!Tutto era vissuto con leggerezza, con la consapevolezza di partecipare ad un progetto sportivo chediventava percorso di vita insieme.Ecco cosa ricordo di quegli anni, li rivedo come un periodo sereno della nostra vita familiare e li asso-cio indissolubilmente alla presenza di mio padre.

    Iole De Nigris

    Imiei contatti con l'Accademia Volley sono stati per cos dire "indiretti" nel senso che non ho mai fattoparte del team organizzativo, n tanto meno della squadra, ma per un lungo periodo ho seguito davicino le vicende della societ e le competizioni agonistiche prima come sorella, pi tardi come mamma.Non spetta a me sottolineare il ruolo educativo svolto dallo sport in genere e nello specifico dalla disci-plina che l'Accademia rappresenta. Ma sento di dire che per tanti, tantissimi ragazzi che si sono alle-nati ed hanno giocato nelle file dell'Accademia, guidata da Michele, da Brounko e da Gino la praticasportiva ha significato radicare valori importanti come l'amicizia, la lealt, il rispetto dell'avversario edelle regole e in tempi come i nostri non poco.L' Accademia stata per mio figlio, e penso di interpretare anche il pensiero di molte mamme,un'oc-casione di crescita. Giocando nella squadra ai tempi del mitico Brounko, l'ho visto trasformarsi. E' diventato pi aperto, haacquistato autostima e fiducia nelle proprie possibilit e anche questo non poco.Da quando con trepidazione assistevo ai campionati dell'Accademia Volley di anni ne sono passati tanti,ma se ritorno indietro nel tempo riesco ancora a ripescare ricordi ed emozioni. Il cuore a mille per unaschiacciata o un muro vincente, le mani gonfie ed arrossate per il gran battere, la voce diventata rocaper il forsennato gridare per incitare, per riprovare, per... insultare, non poche volte, i poveri arbitri.Quando ripenso a quegli anni mi accorgo che il nome dell'Accademia, prima ancora che alle competi-zioni ed all'agonismo si ricollega a momenti di grande serenit condivisi con tutta la mia famiglia e conaltri genitori. Insomma gli allenamenti e ancor pi le partite erano diventati appuntamenti piacevoli ela palestra e il palazzotto luoghi d'incontro.Sinceramente questo viaggio all'indietro ha suscitato in me tanta nostalgia e la nostalgia, si sa, ildesiderio intenso di persone e di cose lontane che hanno lasciato in noi solo segni positivi.Grazie Accademia.

    Maria De Nigris

    I familiari della prima Accademia

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    Raccontare in poche parole cosa per melAccademia mi risulta molto difficile, ma cercher difarlo nella maniera migliore.LAccademia una mia creatura, nel senso che ho gene-rato una figlia e, quasi contemporaneamente, anchequesta societ!Lho vista nascere, crescere e raggiungere il traguardodei 20 anni.In questi lunghi venti anni trascorsa la mia giovente, come una madre si sacrifica per i propri figli, allostesso modo io lho fatto per lAccademia.Ho rinunciato a tante cose che una ragazza di 26 anninon avrebbe mai fatto!!!!Ma io lho fatto ben volentieri per essere sempre al fian-co di Michele e sostenerlo sempre in ogni sua scelta.LAccademia mi ha regalato tanto: emozioni, gioie, sod-disfazioni, gratificazioni e adesso che con Mary sono acontatto con i cuccioli del Centro di Avviamento alloSport, anche tanto amore.Nel profondo del mio cuore conservo i ricordi pi belli eindelebili: dalle promozioni in serie D alle vittorie neicampionati giovanili, per finire alla bellissima avventuradei play off dellanno scorso.Il mio viaggio in questo mondo bellissimo non ancora finito.Spero un giorno, non molto lontano, che il sogno mio e di tutti quelli che fanno parte di questa societsi avveri e che mamma Lorella possa preparare, ancora una volta, una torta pi grande fatta di unalettera speciale: la A di Accademia, la A dellAmore che provo per mio marito, per mia figlia, per i mieinipoti Dante e Vittorio e per la mia Accademia.

    Lorella De Gennaro

    Nove lettere, una dietro laltra, una semplice parola,ACCADEMIA!Penso a quanto possa sembrare assurdo che dietro al suonodi queste sillabe si nasconda tutta una vitaEbbene si! Vivo e respiro Accademia da quando avevo 3anni.LAccademia per me qualcosa di conosciuto e di caldo, unacostante, qualcosa a cui non posso e non voglio rinuncia-re perch un sogno che vivo giorno per giorno.Tristezze, sorrisi, pianti e speranze attimi eterni, rari, irri-petibili, incisi nei ricordi per sempre.Anni ed esperienze camminano tenendosi per mano20 anni da conservare come pietre preziose20 anni da raccontare come una fiaba una fiaba con unfinale ancora molto lontano, una fiaba con un finale ancorada vivere, un finale con ununica lettera, la prima dellalfa-beto, la prima dellAccademia, la A.Sto raccontando di una semplice societ sportiva ma anchedi una grande famiglia, la mia famiglia e sono fiera di esser-ne figlia perch mi ha dato la possibilit di poter crederesempre in qualcosa, di avere dentro di me unisola felice. la prova evidente che dal nulla pu nascere tutto. In questi 20 anni stato necessario anche sacrificare altri spazi di vita e le difficolt, a partire da quel-le economiche per finire con le esigenze quotidiane, non sono mai mancate.Pu sembrare follia e forse lo ma non c niente di pi bello che vivere nella follia di amare! E poilAccademia un amore puro, vero non ti deluder mai e non ti tradir mai!Grazie allAccademia ho imparato i valori fondamentali della vita la famosa legge morale la sentodentro di me come il cielo stellato sopra di me il rispetto, la tolleranza e soprattutto ho imparato

    La mamma e la figlia dellAccademia: Lorella e Maria Grazia

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    a crescere e conoscere laltro da me.Lidea di avere una squadra e di esserne parte credo sia una grande realizzazione personale tu nonpuoi fare a meno del gruppo e il gruppo non pu fare a meno di te! Si pu vincere, ma si pu ancheperdere e le vittorie pi emozionanti arrivano sempre dopo le peggiori sconfitte! LAccademia stata sempre un importante punto di riferimentoin ogni mia situazione di difficolt miha offerto riparo! Mi ha regalato la possibilit di conoscere lamicizia e di non sentirmi mai sola. Mi per-mette di amare i bambini ed vero che ti aiutano ad essere contento senza motivo, a essere sempreoccupato in qualcosa e a pretendere con ogni tua forza quello che desideri.LAccademia non solo pallavolo, non solo una partita, linsieme di tanti piccoli pezzi che fa un capo-lavoro!Essendo figlia con la F maiuscola dellAccademia, figlia di Michele e Lorella, spesso ho dovuto affronta-re cattiveria e invidia, pregiudizi e offese di chi, purtroppo, invece di migliorare se stesso, giudica ilprossimo ho sofferto tante volte e ho versato molte lacrime ma tutto mi servito per crescere e for-mare il mio carattere e soprattutto mi ha aiutato a non dimenticare mai quello che veramente impor-tante nella vita.I miei ricordi pi belli sono sicuramente legati ai miei campionati giovanili c una partita che nondimenticher mai, la finale regionale dellultima under 19 giocata con la MIA vera squadra, quella concui sono cresciuta! Se non ricordo male, perdemmo la finale 3 a 1. Nonostante la sconfitta, ancorapenso alla grinta di Dora Sollo, nostra avversaria, che riusc in quellincontro, a trascinare uninterasquadra e a vincere il titolo regionale.Ecco, lAccademia mi ha insegnato anche ad ammirare lavversario e a vederlo come un modello daseguire!Il MIO gruppo ormai scomparso e, anche se ognuna di noi ha imboccato il proprio cammino e oggiprobabilmente abbiamo tutte opinioni e pensieri differenti, bello fare un viaggio nel passato e rive-dermi in coppia con Valeria Nicchiniello a cui ho alzato la mia prima palla veloce e con cui avevo unin-tesa perfetta. Alessandra Ricci palla alta a lei nei momenti delicati, era la mia sicurezza. Rita Olivieri,Laura Morelli, Imma Mignone, Margherita De Luca e tutte le altre, tante, sono una parte della miavita, quella pi spensierata e piena solo di pallavolo.E poi il mio esordio in B2 a 12 anni, il Gran Gal della pallavolo Campana a 14 anni, le trasferte, lecanzoni e tante risate.LAccademia mi lega, inoltre, pi di quanto gi lo sia, a mio padre e ai miei cugini, che per me sonofratelli maggiori. una sensazione stupenda, condividere un sogno, un obiettivo e lavorare insieme perrealizzarlo. Importanti per me sono state anche tutte le ragazze pi grandi che mi hanno sostenuto e consigliatonon solo pallavolisticamente ma in ogni campo della vita: Teresa Agozzino, Roxana Lagorio, FabiolaEsposito e cos viaCos come sono importanti le ragazze pi giovani che rappresentano il futuro della nostra pallavolo ecito Valentina Catillo per tutte.Voglio terminare, infine, ringraziando tutte le mie piccole donne under 14 che mi regalano ogni gior-no tanta gioia e vederle crescere e migliorare, non solo in ambito pallavolistico, per me una grandesoddisfazione. FORZA ACCADEMIA.

    Maria Grazia Ruscello

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    E impossibile!!! E praticamente impossibile racchiudere inpoche righe quello che rappresenta per me lAccademiaVolley molto ho del resto gi scritto nelle due precedenti pub-blicazioni sulla Storia della Pallavolo a Benevento e sul decen-nale della Beach Volley Cup.I filosofi dicono che non esiste ricetta per essere felici se nonquella di fare semplicemente ci che ti piace fare, ci che ti fastare bene e che ti fa provare emozioni positive. Basterebbegi questo per spiegare perch dedico tanto tempo e tanteenergie allAccademia e daltra parte ho imparato che soloquando hai motivazioni forti, hai grande dedizione e credi fer-mamente in quello che fai puoi raggiungere gli obiettivi che tiproponi. Con lAccademia sono cresciuto e dallAccademia hoavuto tanto! Grazie allAccademia sono diventato giornalistapubblicista, grazie allAccademia ho trovato loccasione perscoprire e coltivare la mia passione per linformatica fino a rea-lizzare nel 2000 il sito amatoriale della Beach Volley Cup, gra-zie al quale superai le selezioni del Master che mi ha poi intro-dotto nel mondo del lavoro. Grazie allAccademia ho conosciu-to tantissime persone e, tra queste, amici insostituibili come Massimo Pedicini, Renato Melillo, PasqualeMarzocco e tanti altri. Ricordo come se fosse ieri di una delle tante volte che nellestate 1992 andai atrovare Gino De Nigris in ufficio per sapere in anteprima le novit sullAccademia. Era la prima voltache ci si rivolgeva al mercato delle atlete professioniste e Gino era in contatto con una fortissima gio-catrice rumena, Rodica Popa, che avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di allenatrice-giocatrice. Alla fine nonse ne fece nulla ma ci che mi colp fu la insistenza con cui Gino riusc a contattarla dopo un lunghis-simo giro di telefonate quando sembrava davvero impossibile arrivare a lei. Ancora oggi, quando devocontattare qualcuno e non ho riferimenti, ripenso a Gino e a Rodica Popa.Grazie allAccademia ho superato i miei momenti di difficolt personali dedicandoLe tutto me stesso econcentrando su di Lei tutta la mia attenzione. Grazie allAccademia ho imparato a vincere ma anche esoprattutto a perdere. Mi piace sempre ricordare le sconfitte a testa alta e con il sorriso sulle labbra delcampionato di B1 99/2000 ma dal 18 giugno 2005 ho imparato anche a gioire per una sconfitta. Quelladi Taormina lho definita come la pi bella sconfitta che abbia mai subto e non ho mai ripensato a quel-la partita con rimpianti, tutti avevamo dato il massimo credendoci fino alla fine!!!Ma se devo dire grazie allAccademia il grazie va conseguentemente a Michele. Molti possono creare dalnulla una societ sportiva, superare difficolt e ottenere risultati, ma in pochi possono trasmettere ivalori e il modo di fare pallavolo con cui Michele ha forgiato lAccademia Volley, che non sono i valoridelle rilevazioni statistiche e degli scout ma i valori delle persone: la differenza la fanno sempre le per-sone!!! E allora auguri cara Accademia, e auguri a tutti quelli che si sentono parte di Te e che gioisco-no e soffrono insieme a Te!!! Spero di essere sempre allaltezza dei tuoi valori e dei tuoi obiettivi!!!Sar sincero, non ho scritto tutto quello che ho in animo, qualcosa me la sono riservata per il discor-so o il testo che scriver quando lAccademia Volley raggiunger la serie A!!! Non so come, non so quando, ma so per certo che quel giorno arriverA, perch tutti quelli che si sen-tono dellAccademia Volley lo vogliono e se il destino non sar daccordo ringrazier sempre il Cieloper avermi consentito di cullare questo bellissimo sogno!!!

    Il Direttore Sportivo: Dante Ruscello

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    ACCADEMIA Volley e me ne vanto Nella mia mente vagano tantissimi ricordi,anche se quasi ventanni, alla mia et, sono volatiin un baleno.Insomma, sollecitato da Michele, anche io raccon-to della mia bellissima esperienza, da giocatore,perch, e me ne vanto, sono stato giocatoredellAccademia pi di quindici anni fa, per smette-re perch non facevo pi parte dei programmi del-lallenatore (un po come Pippo Inzaghi) ed anchedue o tre anni fa quando il nuovo allenatore deimaschietti mi ha fatto rientrare nei programmisocietari; nellultima esperienza, al primo tocco hofatto doppia. Ho detto tutto.Ma gi mi sono preno-tato il regalo per i miei primi cinquantanni: sicco-me vanto una presenza in serie B (seconda serienazionale) ho strappato un contratto (verbale, mapur sempre un contratto, alla presenza di 15 testi-moni) per timbrare una presenza nel campionato2006-2007 (il prossimo) in serie B1.NellACCADEMIA Volley ritrovo la libert che pimi piace, perch si respira aria di pulito.Posso emettere comunicati (quando il pc funziona)del colore che pi mi piace, posso essere libero diinventarmi quello che nel mio cervello gira in talemomento. Insomma, unACCADEMIA capace di stimolare,chiunque recepisca il messaggio, in ogni senso.Michele raccatt bambini e ragazzi po ovunque,per creare qualcosa che assomigliasse ad unvivaio.Vorrei raccontare cosa succedeva negli spogliatoi, ma cosa ben diversa dagli spogliatoi dei tempi dellaGrippo. Separiamo le due epoche con il terremoto dell80.Dopo tale disastroso evento le borse sono gi dotate del ricambio ben piegato e stirato. Prima del ter-remoto, nella Grippo, era dobbligo non cambiare mai la divisa di gioco, e gi dopo un paio di giorna-te capirete del perch del cerchio sempre pi largo nei TEMPI.NellACCADEMIA fioccavano i 60, alla GRIPPO erano rare le promozioni a giugno.Nello spogliatoio della Mazzini prima, durante e dopo gli allenamenti della Grippo non mancava larissa giornaliera, di quelle che cementavano il gruppo. Mai successo nello spogliatoio dellACCADEMIA,anche se la palestra era la stessa.Del sesso, entrambi gli allenatori (Castracane e Ruscello) non ne parlavano; il primo non poteva argi-nare le tempeste di testosterone, il secondo ne sconsigliava luso due giorni prima della partita.Io dico solo che ad uccidere molti protagonisti dello sport stato labuso di alcool ed altre sostanze;mai il sesso ha fatto male.Insomma due epoche e due momenti troppo belli per essere raccontati freddamente.Per quando Giovanni Barill, che si batteva per giocare tutti insieme, loro, i giovani del vivaio, disseno e fu cacciato da Michele, dovetti accompagnarlo in sede (casa di Michele) per ricucire lo strappo.Dopo aver dato una grossa mano alla C2 e dopo una gigantografia sul Messaggio doggi, la meteorapallavolistica sparita, assorbita dal lavoro e dalla famiglia.Devo chiedere scusa alla nonna di Anna Albano, perch non sapevo che quella registrazione andavaintegralmente nelle case delle giocatrici. Mi divertivo a commentare in diretta le riprese di Dante e unadomenica, durante un turno di C2 femminile, seppi dellassenza di Carmela Caruso e la motivai con unadiagnosi molto femminile. Dante duplic integralmente il nastro (non ancora sapeva che video e audiopotevano separarsi) e davanti allasciugapanni, o camino, Anna Albano e la nonna si sorbirono gli sfottdella partita. Purtroppo per me, Carmela si arrabbi. Da quel momento lo sfott televisivo si chiamaSatira, per dire che uno pu scherzare anche pesantemente, per non bisogna arrabbiarsi, perch Satira.E passato tanto tempo da allora; oggi Simona Ventura pu prendere in giro ed offendere tutti, perchfa Satira.E vero che nellACCADEMIA c grande professionalit, cos come vero che ho visto crescere sempre

    LAddetto Stampa: Massimo Pedicini

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    pi le aspirazioni dei dirigenti, i quali non si sono mai fermati al primo successo. E quando Dante parladi serie A bisogna credergli veramente, perch pi che pazzo, convinto; e pi che convinto, convin-ce.Cos come convinto che la palestra Mazzini..................... E se ad ogni conclusione di discorso vanno i ringraziamenti, questi vanno a Michele per avermi dato untetto da dirigente (e per sopportare ancora le mie richieste di qualche partitella) ed avermi fatto cono-scere e crescere appresso a Dante (che di anni ne ha molti meno di me) con il quale ho condiviso, econdivido ancora, dei momenti che ritengo irripetibili.

    Massimo Pedicini

    Mi piace sottolineare che la fantasia, la creativit e lironia di Massimo, di cui tutti ne abbiamo fatto lespese, unitamente alla concretezza di Dante hanno fatto si che diverse idee ritenute irrealizzabili potes-sero essere tradotte in pratica. Tra le tante, la produzione dellAccademia News certamente una dellemigliori. Il top credo lo abbia raggiunto con il numero presentato in occasione della matematica vit-toria del campionato di C1 della stagione 1994/1995, riportato nelle pagine seguenti.

    Ma la creativit di Massimo andata ben oltre. Suoi sono tutti i loghi dellAccademia e tutte le inven-zioni grafiche.

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    il 24 febbraio 2006 ed io solo oggi, a distanza disei mesi da quando mi stato chiesto da MicheleRuscello, mi siedo e inizio a scrivere. Il motivo chenon sono molto bravo, anzi non so scrivere perniente, ma non si pu dire di no alla richiesta dicontribuire alla realizzazione di un libro che raccon-tasse la storia dellAccademia Volley in occasionedel suo ventesimo compleanno. Correva lanno del Signore 1200ops forse ho ini-ziato troppo da lontano. Diciamo allora che ricordodi aver conosciuto Michele Ruscello, fondatore einsostituibile colonna portante dellAccademiaVolley, nel 1970 in occasione dei Giochi dellaGiovent, quando ancora praticavo la ginnasticaartistica con il professore e grande maestro di vitaWiliam Simaldone a cui non posso non pensare, rin-graziandolo, ogni qualvolta si parli di sport e diquello che lo sport vale nella vita di una persona. Ame ha dato la possibilit di crescere nel rispetto dime stesso e degli altri, di fare i primi viaggi lontano da casa per diversi giorni, mi ha insegnato a starecon gli altri, mi ha insegnato quanto difficile vincere ma quanto pi difficile perdere, mi ha insegna-to che si pu fare tanto con seriet, buona volont e piacere nel fare le cose. Ritrovo poi Michele qual-che tempo dopo al Campo Coni di Benevento e ricordo che era gi diventato un fortissimo pallavolistae atleta versatilissimo, qualunque disciplina affrontasse era subito o il migliore o tra i migliori. Io avevoavuto un incidente alle caviglie e per rieducarle e rinforzarle dovevo fare soprattutto molta corsa e allo-ra un altro indimenticabile personaggio dello sport beneventano, il professore Eddy Mucci, non perseloccasione per farmi fare diverse gare provinciali e regionali di lancio del disco, getto del peso e per-sino di corsa campestre. Qualcuno si chieder perch nomino queste persone: le nomino perch sonocerto che Michele come loro: uomo di sport, nel vero e pieno senso della parola. Gli studi prima e il lavoro dopo non ci permisero di continuare a vederci per cui salto a pi pari agli annidella fondazione di questa nuova societ lAccademia Volley della quale mi parlava Michele nelle occa-sioni in cui ci incontravamo. Ma soprattutto vivevo la nascita e poi piano piano la crescita di questa creatura che diventava semprepi bella grazie ad un altro personaggio alla quale la societ deve moltissimo, lamico MassimoPedicini. Con Massimo proveniente da Reggio Calabria mi ritrovai per puro caso, dopo esser stato iostesso cinque anni a Torino, nello stesso Ufficio delle Ferrovie dello Stato a Benevento, dove ancora ciritroviamo tutte le mattine ormai da ventitr anni. Proprio Massimo una sera del 1992 venne a casamia con un giovanotto molto educato e garbato per parlarmi di un progetto che loro avevano in mente.Era Dante Ruscello, oggi validissimo e stimatissimo Direttore Sportivo dellAccademia, nipote di Micheleche con Massimo, aveva deciso di scrivere un volumetto che raccontasse della societ, dei dirigenti, deitecnici, degli atleti e dei risultati. Io, nel mio piccolo, avrei dovuto dargli una mano per la parte infor-matica de LAccademia della pallavolo 93/94. Mi piace ricordare che mia moglie aveva preparato una

    Il fotografo: Renato Melillo

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    20 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    cena a base di pesce pensando di fare cosa gradita anche al nuovo amico ed ospite e non solo a me eMassimo. Quella stessa sera scoprimmo che a Dante il pesce non piaceva; mangi pane e formaggioper non restare digiuno. Distratto dalla tranquilla serata, non mi sono accorto che quei due signori miavevano trasmesso la febbre e lamore per lAccademia Volley. Lanno successivo stato realizzato unsecondo volumetto LAccademia della Pallavolo 94/95 ed eccoci ininterrottamente ancora insieme nel2006. Ho conosciuto meglio nel tempo tutti i componenti della societ, dal Presidente al pi piccolodegli atleti del Centro di Avviamento allo Sport scoprendo in ognuno di loro delle qualit non solo spor-tive ma soprattutto umane non comuni. Seguendo le partite delle varie formazioni che di anno in annoraggiungevano nuovi importanti traguardi e frequentando di pi le palestre ho potuto apprezzato le-norme mole di lavoro e la mirabile opera, a volte non visibile dallesterno, di tutti: dirigenti, tecnici,atleti ed atlete, mogli, figli, amici, genitori, nonni. Oggi, pi di prima, non mi stancher mai di dire cheuna delle cose migliori della vita quella di fare qualcosa in cui credi, che ti piace fare e farlo con lepersone che si stimano. Nel frattempo nasce la Beach Volley Cup e anche in questo caso Michele,Massimo e Dante, mi hanno coinvolto al punto tale che ormai, e con sommo piacere, la maggior partedel mio tempo libero e del mio hobby preferito (devo confessare che fino ad oggi credo di avere scat-tato circa trentamila foto per lAccademia Volley) dedicata alla societ che tanti anni fa un simpaticoragazzone insieme a due amici fond e che oggi con questo libro festeggia i primi ventanni di storia. Non mi resta che dire che mi impegner per dare ancora il mio piccolo contributo per arrivare ai pros-simi appuntamenti importanti nel migliore dei modi.Concludo ringraziando tutti quelli che mi hanno ritenuto allaltezza di far parte di questa bella realtsportiva ed umana; della grandissima e bella famiglia Accademia.Grazie a mia moglie, la quale non mi ha mai creato problemi, anzi molte volte mi stata di valido aiuto.Grazie a chi ci ha permesso di arrivare a questo punto.Grazie a chi ancora dar una mano per continuare a far crescere lAccademia Volley nel rispetto delprossimo e delle regole.

    Renato Melillo

    LAccademia della Pallavolo 1993/94 LAccademia della Pallavolo 1994/95

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    20 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    Anna Ballini moglie di Massimo PediciniIl primo regalo che mi fece Massimo fu, sinceramente, una gros-sissima sorpresa.Ci incontravamo raramente, data la distanza che divide le nostredue citt, e una delle prime volte mi port un regalo; non ci tengoa regali costosi, preziosi o appariscenti. Massimo, per, ha supe-rato tutti i confini: un giorno, forse anche preannunciandolo, miport il suo primo regalo di fidanzamento. Io quasi emozionata, omeglio emozionata, ma da non darlo a vedere, aspettavo ansio-samente questo regalo. Massimo arriv a Roma e non vi dicodove, perch lo immaginate da soli.Ma quale anello o brillante Mi regal un adesivo della CreditalACCADEMIA dai colori da lui voluti e dal disegno che da qualcheparte del libro rivedrete.Massimo parlava di pallavolo e delle serate che passava in pale-stra ad allenarsi per poi continuare a casa nel raccogliere filmati,mi raccontava che la domenica stava a casa per preparare i pezzi per TV7.Io non ci credevo, conoscendo MassimoPer, prima di averlo sposato ho saggiato la veridicit dei suoi racconti, quando una domenica matti-na Dante tentava di doppiare una partita, perch doveva andare in TV. Io dormivo nel locale attiguo aquello di registrazione e sentivo che loro due si divertivano da matti, ma proprio da matti.Quindi gi prima di sposarmi ho capito che la mia suocera, pi che la mamma di Massimo, sarebbestata la pallavolo. Ed in questo riuscito a coinvolgermi (o obbligarmi?), perch dal primo anno diBeach Volley spedisco qualche pentola di pasta in piazza (oggi Accademia Beach Village). E se al mat-tino nel nostro letto ritrovo qualche manciata di sabbia, mi rincuora, perch vuol dire che rientrato Avete capito che mi accontento di poco; e se questo spiega come sono fatta, chiudo adesso, anche per-ch scrivere proprio non fa per me. Ma prima di farlo voglio ringraziare Michele e Dante per la lorodisponibilit ed estrema educazione, nel sopportare mio marito che rompe sempre.

    Anna

    Gilda Lepore moglie di Renato MelilloCarissimi amici dellAccademia, sono felice di poter intervenirealla realizzazione del libro per il 20 anniversario dellAccademiaVolley.E bene dire che mi sono avvicinata a questo gruppo solo da unadecina danni, grazie a mio marito Renato, che per la sua passio-ne per la fotografia e per linformatica, ha conosciuto personeleali, oneste e dedite al sacrificio, come Michele Ruscello, DanteRuscello, Massimo Pedicini e tanti altri. Inizialmente, devo con-fessarlo, non approvavo molto le assenze di mio marito da casa,per poter fotografare le squadre, per assistere alle partite di pal-lavolo, anche perch io non ho mai praticato nessuna attivitsportiva. Con il trascorrere del tempo, e dopo aver incontratotutti gli amici che ruotano intorno allAccademia, le atlete con illoro spirito di dedizione, la loro semplicit e la loro simpatia, hoiniziato ad essere tra il pubblico delle partite di campionato dispu-tate in casa, e non solo, lanno scorso infatti, sono andata anchioa Taormina per essere tra i tifosi della finale dei Play-off per lapromozione in B1; tanto stato il coinvolgimento che sono stataanchio sorpresa da tale decisione. La mia partecipazione si estesa anche alla manifestazione della Beach Volley Cup, che si svolge in Piazza Risorgimento, e anchein questo evento mi sento pienamente coinvolta, collaborando per quanto mi possibile, dati gli impe-gni di lavoro, alla sua realizzazione. Anche per me i giorni della Beach Volley Cup trascorrono veloce-mente allinsegna dellallegria, nonostante limpegno, a volte disumano che la manifestazione stessarichiede.In conclusione posso dire un grazie a Michele Ruscello & Co. per aver dato a me e alla mia famiglialopportunit di sentirsi comunque impegnati in qualcosa di piacevole e di sociale che solo lo sport pudare. Con laugurio che lAccademia Volley raggiunga obiettivi sempre pi prestigiosi vi saluto affettuo-samente.

    Gilda

    Ma come hanno vissuto i 20 anni di Accademia le mogli di questi pazzi?

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    20 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    Avere degli amici bello, ma io sono particolarmente orgoglioso di averne avuti cinque (Michele,Gino, Franco, Lorella, Angela). Furono loro che nel lontano 1986 mi chiesero se volevo essere ilsegretario dell ACCADEMIA VOLLEY societ di pallavolo da loro appena fondata. Dopo venti anni, ricor-do ancora oggi, come se fosse ieri, la sera in cui lamico fraterno Gino mi comunic la notizia, che ioaccettai subito. Con loro ed altri amici, ragazzi e ragazze ho condiviso dieci anni bellissimi della miavita condividendo gioie, dolori, vittorie e sconfitte. Ho avuto la possibilit di conoscere, nellambito dellapallavolo, personaggi famosi come Brounko Iliev Gavrilov da noi ingaggiato per allenare il settore gio-vanile e la prima squadra del settore femminile, e che poi in seguito lasci lACCADEMIA VOLLEY perandare ad allenare la squadra nazionale di pallavolo della Bulgaria. Allora, ricordo, in molte partite sonostato il dirigente accompagnatore della squadra maschile con cui vincemmo un campionato di serie D,di serie C2 e partecipammo al successivo campionato di C1. Per motivi di lavoro e specialmente di salu-te ho dovuto abbandonare con molto rammarico il mio compito di dirigente dell ACCADEMIA VOLLEY.Ma il mio sogno nella pallavolo continua vedendo giocare nelle squadre giovanili mia nipote SARAMIRANTE. GRAZIE ACCADEMIA.

    Maurizio Riccio

    Maurizio Riccio Uno dei primi dirigenti

    Maurizio Riccio con la nipotina Sara Mirante nellultima partitadel campionato di serie B1 femminile 2005/06

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    20 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    Come detto pi volte, lamicizia uno dei sentimenti che ha sempre sorretto lAccademia. Un Amicoche ci ha sempre sostenuto stato Franco Petriello.Con lui, io e Gino abbiamo affrontato mille battaglie e mille avversit e, grazie alla sua correttezza, allasua simpatia e alle sue molteplici competenze, abbiamo ottenuto tanto credito e molti successi.

    Lamico di sempre - Franco Petriello

    Gino De Nigris, Michele Ruscello, Franco Petriello

    Gruppo e tuta storica: Michele Ruscello, Franco Petriello, Massimo Pedicini e Gino De Nigris

    Franco Petriello

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    20 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    LAccademia da tempo una realt pallavolistica della Campania. Leggiamo i contributi delConsigliere Federale Guido Pasciari e degli ultimi due Referenti Tecnici RegionaliParlare dellAccademia Volley mi risulta sempli-ce e difficile allo stesso tempo. La nascita diquesta societ lho vissuta in prima persona ericordo ancora quando i giovanissimi MicheleRuscello e Gino De Nigris vennero a Napoli perdiscutere e chiedere suggerimenti sulle modalitdi affiliazione e per avere chiarimenti sui diritti esui doveri dei tesserati e delle Societ Sportive.Michele Ruscello lo conoscevo gi da tempo macapii subiti che quei due avrebbero fatto strada.Non pensavo, per, che lAccademia Volley sareb-be diventata una delle realt pi importanti dellaCampania pallavolistica.La seriet e limpegno che Gino De Nigris eMichele Ruscello hanno dimostrato nei primi anniunitamente alla perseveranza di Michele dal 1994in poi, hanno di fatto creato una societ seria ecompetente che ha portato lAccademia Volley adavere riconoscimenti sia in ambito regionale chenazionale.Da non dimenticare la valenza educativa e forma-tiva dellattivit svolta da questa societ che stata anche da traino e da stimolo per tutto ilmovimento pallavolistico beneventano e campa-no.Infine, lAccademia Volley non solo ha sempre col-laborato con la Federazione per la realizzazione ditanti eventi sportivi, ma si anche distinta per larealizzazione di manifestazioni vedi la beachVolley Cup che sono diventate un fiore alloc-chiello per tutta la Campania.In occasione di questi primi 20 anni, un soloaugurio AD MAIORAGuido Pasciari

    Guido Pasciari

    Guido Pasciari premia il capitano dellAccademia VolleyValentina Catillo in occasione della vittoria del titolo regionale U.17 Femminile 2004

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    20 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    LAccademia Volley compie venti anni e corre lobbligo di for-mulare auguri e complimenti allo staff dirigenziale ed a tuttii componenti di questa grande famiglia. Sono veramente onora-to di testimoniare, in poche righe, loperato di questa societche si fatta apprezzare per la qualit della pratica sportiva eper lo spessore dei progetti realizzati.La bacheca dell'Accademia ricca di titoli e trofei ma personal-mente, ritengo che il successo pi importante risiede nel carat-tere pedagogico della proposta sportiva. LAccademia ha saputoattrarre, negli anni, i ragazzi, con programmi mirati ed adegua-ti alle esigenze del mondo giovanile, creando occasioni di prota-gonismo con la prerogativa di far vivere lesperienza sportivacome allenamento alla vita attraverso il gioco, il divertimento edil sano agonismo. Laver considerato lo sport patrimonio di tuttie non privilegio di pochi, non ha negato alla societ sannita dimettersi in luce per i risultati in ambito agonistico e per efficien-za e qualit nellorganizzazione di grandi eventi. Volendo riper-correre gli anni trascorsi ci accorgeremmo che gran parte dellagiovent beneventana scesa sul parquet per giocare a Volleye questo grazie al lavoro di tutto il team dellAccademia masoprattutto allinfaticabile opera di promozione del professore Michele Ruscello. Personalmente mionoro dellamicizia di Michele da oltre trentanni e debbo sottolineare che sono stato colpito dalla lealtdelluomo e dalla competenza delleducatore, caratteristiche che ho potuto riscontrare, poi, nella suafamiglia e nei collaboratori da lui formati. Venti anni di storia sportiva devono essere celebrati in manie-ra solenne affinch restino impressi in modo indelebile nella memoria collettiva, ma rappresentanoanche una possibilit per ripartire, sorretti dalla passione e dallentusiasmo di sempre, verso nuovi tra-guardi.. A nome del Volley Irpino laugurio di un futuro sempre pi prestigioso e FORZA ACCADEMIAcontinua cos,i giovani hanno ancora bisogno di te!

    Con affetto prof. Giulio Filomena

    Buon compleanno ACCADEMIA

    Rosa DellInfante, Ilaria Bevere e Rosita Santosuosso, tre atlete arianesi che hanno vestito la magliadellAccademia.

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    20 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    La notizia del primo ventennale dellAccademiaBenevento mi ha colto un po di sorpresa. Il pas-sare del tempo per chi come noi frequenta le pale-stre sempre un po particolare, dal momento chela nostra unit di misura del tempo non il calenda-rio bens i campionati e le relative stagioni agonisti-che. La notizia, quindi, mi ha impressionato, attesoche non immaginavo che sono gi venti stagioni (o,se preferite, 20 campionati) che lAccademia riempiei miei pensieri. S, perch il mio primo grande pen-siero di allenatore dellAversa Volley, in termini dipreoccupazione, fu lAccademia di inizio anni 90,quello squadrone con il grande Brounko IlievGavrilov in panchina, con il quale incrociammo epi-che partite nei campionati di serie C/2 e C/1, gran-di avversari ma anche compagni di avventura perpermettere alle nostre due societ la scalata, riusci-ta ad entrambi, verso la pallavolo nazionale. Quantenotti a studiare le cassette delle beneventane neltentativo di batterle! Ma alla fine la grande gioia e lasottile soddisfazione di non aver mai perso partite dicampionato contro il grande BrounkoMa ad uncerto punto, sulla panchina dellAccademia si seduto un personaggio a me gi noto come giocato-re, con qualche problema di tenuta nervosa alquinto set (ti ricordi, Aversa-Cus Napoli di serie B,qualche decennio fa?), al secolo Michele Ruscello, unuomo mezzo allenatore e mezzo computer, con ilquale ricominciammo a duellare ma con risultati,ahim, pi a suo favore. Ed allora cominciai a studiarlo, ma anzich dai suoi schemi e dalle sue tatti-che rimasi (e sono tuttora) affascinato dalla grandissima umanit e dalla preparazione enciclopedica,una persona a cui puoi chiedere qualsiasi informazione tecnica certo di avere una risposta esauriente.Ed insieme a lui uno dei pi bei traguardi raggiunti in carriera nel Trofeo delle Regioni del 2000, sep-pur vittima delle sue riflessioni notturne. Insomma, per me lAccademia diventata un bel punto diriferimento cui rivolgersi per riconciliarsi con i veri valori dello sport e della pallavolo in particolare, gra-zie anche a questa splendida amicizia che si snocciola ormai da diversi anni con il mitico prof. Ruscello,unitamente alla sua famiglia, cane compreso, ai manicaretti di Lorella, ai nipotini ben cresciuti Dantee Vittorio ed a tutte le persone che li hanno circondati e di cui ho imparato ad apprezzare correttezzae lealt (lasciatemi citare Annio Maiatico, un gran signore del volley, e Teresa Agozzino, simbolo deltempo che non passa sottorete!).Insomma, buon compleanno a tutta lAccademia con una minaccia che anche un augurio: spero dipoter duellare con voi ancora per molti ventenni!!!!

    Pasquale dAniello

    LAccademia ha 20 anni!

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    20 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    Lattivit sportiva, anche se condotta a titolo di volonta-riato, soggetta a costi onerosi e solo tramite gli spon-sor possibile finanziarla. Un doveroso e sentito graziea tutte le aziende che ci hanno permesso di compiere 20anni di Accademia.Prima fra tutte la CO.IM. di Maurizio Forni. Sono 19 anniche ci aiuta!

    Oggetto: un valido motivo per sponsorizzareuna societ sportivaQualcuno direbbe che la domanda nasce spontanea,ma gi il fatto che se la ponga potrebbe costituire moti-vo di approfondimento ed occasione per avvicinarsi atale problematica.Va di prammatica considerato come lo sport rappresen-ti oggi un business a tutti gli effetti ed anche nelle seriecosiddette minori delle discipline con pi tifosi al segui-to (calcio, basket, volley) i costi sono diventati esorbi-tanti.A mio avviso, il motivo va ricercato nellassenza di programmazione o nellapprossimazione con la qualegli Organi di controllo del Settore hanno vigilato, o meglio, nella carenza di progettualit che incenti-vassero lo sport come fenomeno altamente educativo.Il disinteresse nellinvestire sui nostri giovani, la corsa allingaggio di ragazzi extracomunitari a bassocosto, ha da un lato depauperato la nascita di nuove promesse e comunque la crescita dei nostri atle-ti, dallaltro ha contribuito al ricorso da parte di societ militanti in serie minori, allingaggio di gioca-tori scartati dal palcoscenico nazionale per i motivi suesposti e comunque colpevoli dellesclusione dialtri atleti pi giovani ma non meno meritevoli. Questi senatori hanno di fatto impedito che giovaniatleti facessero le loro esperienze ed hanno contribuito a determinare una violenta impennata ai costidi esercizio delle societ sportive. Si aggiunga inoltre il disinteresse della Scuola, giustificato parzialmente dallinesistenza di struttureadeguate, pur non costituendo questo motivo di assoluzione, la latitanza delle Amministrazioni con lapessima gestione degli impianti, ove esistenti, la disabitudine o meglio il disinteresse, o forse ancormeglio la non conoscenza della normativa da parte della media e piccola impresa e delle Associazionidi categoria.A tal proposito sarebbe interessante sapere se lOrdine dei Dottori Commercialisti ha mai incentivatola clientela a contribuire allo sopravvivenza dello sport, senza scendere nello specifico delle motivazio-ni a sfondo sociologico, ma con la sola giustificazione adducibile, della detraibilit del contributo.Si potrebbe procedere con unanalisi dellattuale situazione dello sport nel nostro paese ed ancor pidel Mezzogiorno dItalia ma lo spazio concesso e largomento complesso, richiederebbero risposte cer-tamente pi articolate.Ed allora, fatta tale premessa, va chiarito perch un piccolo imprenditore decide di contribuire allatti-vit sportiva, nello specifico alla sopravvivenza dellAccademia Volley.

    Grazie agli sponsor...

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    20 ann i d i pa l lavo lo a Benevento

    Personalmente ho sempre seguito lo sport e mai avrei immaginato che il Volley sarebbe riuscito a coin-volgermi sul piano personale oltre che professionale; ma alla passione per lo sport in generale, rite-nendolo la migliore medicina per la prevenzione di malattie sociali, esperienza sul piano della com-petizione e del lavoro di gruppo finalizzato allingresso nel mondo del lavoro, momento di aggregazio-ne e di gioia per giovani e non pi giovani, si aggiunto il casuale incontro con il Prof. Michele Ruscello,amico dinfanzia, persona rispettabilissima, uomo di sport che con la sua passione e senza interessipersonali, ha saputo contagiare anche me.Alle mie mai celate perplessit iniziali ha fatto seguito laver consultato diversi esperti per ricevere larisposta al quesito che ogni esercizio commerciale, studio professionale, impresa, si pone: la detraibi-lit del contributo Vero che la passione vale certamente pi di risposte di natura fiscale, ma anche vero che se iGoverni che si sono succeduti hanno previsto facilitazioni a chi contribuisca alla crescita, anzi allasopravvivenza dello sport , lo avr fatto per due motivi di ordine pratico:individuare nuove fonti di finanziamento per lo sport in generale; incentivare un rapporto proficuo fra il mondo imprenditoriale e lo sport in una societ nella quale ilprimo ha bisogno del secondo per motivi di natura pubblicitaria ed il secondo del primo per la prose-cuzione dellattivit.Alla passione, alla detraibilit, alla visibilit della propria azienda, allenorme capacit pubblicitaria delfenomeno sportivo, va aggiunta la capacit con la quale lo staff dellAccademia Volley ha saputo coin-volgermi. Lentusiasmo e la saggezza di Michele e Co., lo spirito di abnegazione di questi Dirigenti e della dina-stia dei Ruscello al gran completo, il contributo impagabile ed insostituibile dei vari Renato e FabioMelillo, Massimo Pedicini e tanti altri che andrebbero citati e che senza alcun ritorno economico, profon-dono encomiabile impegno, lintuizione di Dante Ruscello nellaver individuato in manifestazioni quali ilBeach il desiderio dei nostri giovani ( e non solo dei giovani) di gustare la faccia bella e pulita dellosport, il contributo disinteressato del dott. Giuseppe Lamparelli, in proprio e per contodellAmministrazione Provinciale, limpegno e la simpatia del dott. Annio Maiatico, sono motivi pi chesufficienti per giustificare limpegno della CO.IM..E laugurio pi auspicabile dopo venti anni di collaborazione, a cinque dalle nozze dargento, una granfesta per i nostri primi 40 anni con lAccademia Volley e chiss che non si giunga anche alle nozzedoro.

    Maurizio Forni

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    Altro record di longevit - 12 anni - quello della OPEL di Guido Sparandeo.

    Il mio rapporto con l'Accademia Volley iniziato tantis-simi anni fa...talmente tanti che a pensarci mi sembraquasi impossibile. Ricordo che tutto cominci per caso,in maniera meccanica, come sempre avviene nei rap-porti di lavoro che intercorrono tra due realt aziendaliche si scambiano solo documenti contabili. Era, allora, l'inizio delle cosiddette sponsorizzazioni e laparola sponsor era ancora abbastanza ostile e incom-presa. Erano in molti ancora a chiedersi a cosa servisse essereuno sponsor. Sinceramente non mi sono mai fatto trop-pi problemi, avendo sempre pensato che incentivare losport, soprattutto a livello locale e giovanile, non pote-va altro che giovare all'immagine. Mi d'obbligo dire anche che sono stato fortunato alegare l'immagine della mia azienda all'AccademiaVolley, perch ho trovato in Michele Ruscello, DanteRuscello e in generale in tutti coloro che ne compongo-no l'organico, persone corrette dal punto di vista etico-morale, che hanno reso il connubio Sparandeo auto-Accademia Volley tanto duraturo. Nel tempo, poi, mi sono anche avvi-cinato alla pallavolo, questa voltacome tifoso, avendo per ironia dellasorte due figli pallavolisti.Ora il coinvolgimento totale. Sonocerto, per i rapporti di amicizia e distima che ormai intercorrono, di con-tinuare a supportare questa realtsportiva cos coinvolgente e impe-gnativa. Raccomando all'amico Michele, unaancora maggiore attenzione allemeravigliose realt locali (mi riferi-sco alle atlete giovanissime) affinchla pallavolo a Benevento possa spic-care il volo verso cime pi elevate.

    Guido Sparandeo

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    LAccademia Volley alla Opel Sparandeo.

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    Per anni in Campania lAccademia stata conosciuta, specialmente nel napoletano, come a Creditl.Infatti, Walter Santoro della Credital Finanziamenti, volle abbinare il proprio marchio alla den