20262 - Chapeau Settembre 09(1)

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RIVISTA MENSILE DI ATTUALITÀ MODA CULTURA COPIA GRATUITA - Anno 5 - N. 9 - Settembre 2009 - Tiratura copie 20.000 Storie di paranormale Cafè Chantant e un pò di varietà Santa Inquisizione Venezia 2009 Baaria - La porta del vento di Giuseppe Tornatore Venezia 2009 Baaria - La porta del vento di Giuseppe Tornatore MENICHELLI MENICHELLI
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    12-Jun-2015
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MENICHELLI

MENICHELLI

RIVISTA MENSILE DI ATTUALIT MODA CULTURA

COPIA GRATUITA - Anno 5 - N. 9 - Settembre 2009 - Tiratura copie 20.000

Venezia 2009 Baaria - La porta del vento di Giuseppe Tornatore

Storie di paranormale

Santa Inquisizione

Caf Chantant e un p di variet

Direttore Responsabile Mara Parmegiani Comitato scientifico Gino Falleri, Nino Marazzita, Simonetta Matone, Carlo Giovannelli, Rosario Sorrentino, Emilio Albertario, Anna Mura Sommella Segreteria di Redazione Marco Alfonsi Nicoletta Di Benedetto Marina Bertucci Servizi fotografici di redazione Laura Camia, Giancarlo Sirolesi Collaborano Alessia Ardesi, Marco Alfonsi, Costanza Ceroli, Isabella De Martini, Nicoletta Di Benedetto, Andrea Di Capoterra, Cristina Guerra, Rita Lena, Elisabetta Leoni, Nino Marazzita, Siderio, Josephine Alessio Fotografo: Maurizio Righi Via Piero Aloisi, 29 - 00158 Roma Tel. 06.4500746 - Fax 06.4503358 www.chapeau.biz Aut. Trib. di Roma n. 529/2005 del 29/12/2005 Edizioni e Stampa Rotoform s.r.l. Via Ardeatina Km. 20,400 - S. Palomba (RM) Ideazione grafica ed impaginazione Monica Proietti Settore Pubblicit Direzione: 00158 Roma - via Piero Aloisi, 29 Tel. 06.4500746 - Fax 06.4503358 e-mail: [email protected]

Le geografia del gusto tra mondializzazione e radici locali. Laccelerazione di trasferimenti e scambi di persone, beni e informazione porta ad una inesorabile uniformazione culturale che appare evidente in tutti i settori. Alimenti e bevande costituiscono aspetti essenziali della vita materiale e culturale delle societ umane. Lo scopo di mangiare e bere, oltre che ristorare, anche un mezzo per rispettare i valori ai quali siamo legati. Tutte le religioni hanno sempre predicato, o al contrario proibito, il consumo di determinati alimenti o di certe bevande dal forte valore simbolico. Dai fattori complessi e ricchi di connessioni della diffusione degli alimenti e delle bevande nata una geografia, anchessa complessa e mobile nel tempo. Ad esempio, il consumo della pasta cucinata allitaliana o della pizza sono in grande espansione ovunque nel mondo compresi i Paesi poveri o quelli fermati culturalmente per molto tempo, come la Russia o la Cina. Un discorso a parte merita lhamburger, originario dellEuropa settentrionale e diventato piatto nazionale degli Stati Uniti. Oggi, grazie ad una postazione informatica, la banca dati on-line www.culturagastronomica.it, realizzata dal BAICAR Sistema Cultura insieme allUniversit di Bologna e allIstituto per i Beni Culturali dellEmilia Romagna, sar possibile consultare, per la prima volta, i luoghi e le fonti della Cultura Gastronomica Italiana. Uno strumento indispensabile per chi si occupa di cucina in termini professionali; un contenitore pieno di notizie e curiosit gastronomiche, che permette di disegnare itinerari del gusto; un patrimonio che, grazie alla ricchezza delle produzioni alimentari, sta diventando una delle motivazioni turistiche fonti del viaggio in Italia. Mara Parmegiani

DolcevitaCanale SKY 906

La responsabilit legale del contenuto degli articoli e dei contributi di tipo pubblicitario a carico dei singoli autori. La collaborazione al mensile Chapeau da ritenersi del tutto gratuita e pertanto non retribuita, salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright. vietata la riproduzione, anche parziale, di testi, grafici, immagini e contributi pubblicitari realizzati da Chapeau.

IN QUESTO

numeroMODA

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La magia di Baaria

LA MAGIA DI BAARIA

Moda

Roma by Night

Facebook

Santa Inquisizione

FACEBOOK

Lincenso

Maria Callas

Caff Chantant

LINCENSO

Tunguska

MARIA CALLAS

Trentanni di moda di Camillo Bona

I must dellAutunno

CAFF CHANTANT

Craig Warwick

Libri - Eventi - Mostre

Ricetta e Oroscopo del mese

LA MAGIA DI BAARIABaaria un suono antico, una formula magica, una chiave. La sola in grado di aprire lo scrigno arrugginito in cui si nasconde il senso del mio film pi personale. Una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie. Una leggenda affollata di eroi. Queste le parole di Giuseppe Tornatore per commentare il suo ultimo film Baaria, una sorta di Amarcord, che apre il 2 settembre in concorso la 66 edizione del Festival del Cinema di Venezia. Che si sa di questo film? Molto poco. Esattamente un anno fa Tornatore, sul set a Tunisi, aveva parlato di una storia che attraversa il Novecento, soprattutto tra gli anni 30 e i 70, raccontando la storia damore di Mannina e Giuseppe, dei loro padri e dei loro figli, tre generazioni che vediamo crescere nellItalia di quegli anni. Non un film autobiografico - aveva detto allora Tornatore - ma un film personale, quello che si avvicina di pi al Nuovo Cinema Paradiso. C nostalgia, anche malinconia e la risata che ti porta a riflettere, ci ricorda che la passione politica e civile stata per tutti noi qualche cosa di positivo, ma Baaria, aggiunge-, anche il nome di un paese siciliano, dove la vita degli uomini si dipana lungo il corso principale. Poche centinaia di metri, tutto sommato. Ma percorrendole avanti e indietro per anni, puoi imparare ci che il mondo intero non sapr mai insegnarti. Il film, prodotto da Medusa (oltre 20 mln di Euro), girato prima nella vera Bagheria, in Sicilia, e poi in quella ricostruita senza badare a spese da Maurizio Sabatini in una vecchia fabbrica di Ben Arous, sobborgo di Tunisi. Un impegno notevole. Sono stati rifatti i quattrocento metri di corso re Umberto, la strada principale di Bagheria, duecento metri di strade secondarie con centoquattro ambienti diversi, tra i quali la chiesa, con il suo piazzale sul quale si affaccia il Gran Bar, i tabacchi, il barbiere, il cinema Vittoria e la macelleria. Insomma un set tre volte pi grande di quello di Gangs of New York fatto per Scorsese a Cinecitt. Una scenografia resa poi anche pi complessa dallo scorrere degli anni con tutte le relative trasformazioni delle location: come, ad esempio, il mercato del pesce diventato lufficio delle Poste. Al film hanno partecipato 20.000 comparse e 200 attori. Tra questi: Nicole Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri, Salvo Ficarra, Valentino Picone, Gaetano Aronica, Alfio Sorbello, Luigi Lo Cascio, Enrico Lo Verso, Nino Frassica, Laura Chiatti, Michele Placido, Vincenzo Salemme, Giorgio Faletti, Corrado Fortuna, Paolo Briguglia, Leo Gullotta, Beppe Fiorello, Luigi Maria Burruano, Franco Scaldati, Aldo Baglio, Monica Bellucci, Donatella Finocchiaro, Marcello Mazzarella, Raoul Bova, Gabriele Lavia e Sebastiano Lo Monaco. La musica del nuovo film di Tornatore firmata ancora una volta da Ennio Morricone. Infine, tra le curiosit di questa mega-produzione anche quella che per la prima volta in un film italiano ci sar una doppia lingua: sar distribuito in dialetto

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di Bagheria in Sicilia, mentre nel resto del mondo in italiano sporcato di siciliano. Gi nel 1995 Tornatore era stato protagonista alla Mostra di Venezia, presente sia col documentario sulla sua Sicilia Lo schermo a tre punte, sia col lungometraggio in concorso L'uomo delle stelle, con Sergio Castellitto, film che vinse il Gran Premio Speciale della Giuria presieduta da Guglielmo Biraghi (e successivamente il David di Donatello e il Nastro dArgento per la miglior regia). Diciannove anni fa invece vinceva lOscar per Nuovo Cinema Paradiso. Lanno prima il film era uscito nelledizione definitiva voluta da Cristaldi, conquistando il pubblico e la critica e poi ottenendo il Grand Prix speciale della giuria a Cannes e, lanno successivo appunto, lOscar come miglior film straniero. Le musiche del film che vedeva protagonista un

indimenticabile

Philippe Noiret, furono

anche allepoca composte da Ennio Morricone in collaborazione con il figlio Andrea che proprio per il il tema damore venne premiato nel 1990 con il British Academy of Film and Television Arts (BAFTA).

Andrea di Capoterra

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LALTA MODA SIn tempi di crisi anche lAlta Moda si adegua. Come stato per Parigi, la tendenza quella di limitare le spese, ed evitare di organizzare eventi costosi, allestimenti e location faraoniche. stata Raffaella Curiel a precorrere i tempi, presentando la sua collezione fuori AltaRoma con un pranzo allHotel Inghilterra. Lorenzo Riva ha scelto una suite dellhotel Exedra come passerella per le sue creazioni autunno-inverno 2010, cos come Gianni Calignano che ha sfilato allHotel Regina Baglioni, cos come Tony Word. Anche Sarli ha pensato ad un dfil pi intimo annunciando che aprir le porte del suo atelier di Via Gregoriana per la prossima stagione. Gattinoni ha deciso che da gennaio far sfilare le modelle allinterno della sua maison, perch ritiene eccessivo pagare 250 mila euro per una sfilata per AltaRoma senza ritorno di immagine e buyers. quindi auspicabile, come consiglia anche Renato Balestra, il ritorno ad unimmagine globale ed unitaria dellAlta Moda romana. Magari come fece il marchese Giovanni Battista Giorgini che nel 1951 riun nella sua Villa Torrigiani, a Firenze, le grandi sartorie italiane alla presenza di giornalisti stranieri, assenti alle attuali sfilate romane. M.P .

RAFFAELLA CURIEL

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CEGLIE IL PRIVLORENZO RIVA

GIANNI CALIGNANO

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TONY WORD

FAUSTO SARLI

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GATTINONI

RENATO BALESTRA

Foto di Maurizio Righi

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ROMA

by

NIGHTPatrizia Pellegrino alla limonaia di villa Torlonia

a cura di Giancarlo Sirolesi

Gina Lollobrigida alla sua personale fotografica con il Sindaco Alemanno Festa grande alla Maison per l'inaugurazione del locale sul Tevere

Alice Tatucchi - rappresentante italiana di miss Mondo in Sudafrica

Premio dellOsservatorio Parlamentare Europeo a Fausto Sarli per il Costante impegno nel campo della Moda alla presenza di tutta la Stampa

Al Parco S. Sebastianoi il concerto per M. Jackson

Maria Mons con il marito Salvatore Paravia

Fedele Confalonieri in sorridente compagnia

Un brindisi tra amiche: Roberta Beta, Irene Bozzi e Nadia Bengala

Festa di compleanno della ricercartice Florence Malisan

Manuela Arcuri consegna il premio Forchetta d'0ro a Sandro Ferrone e a Salvatore Scarfone

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Ingrid Muccitelli alla festa di Amici

Loredana Cannata veleggia a bordo della nuova barca di Span

Enrico Brignano premiato al Liceo Visconti alla 30edizione Il nubifragio a Roma

Marco Carta com le amiche di Amici Performance di ballerini a Piazza del Popolo

Renato Balestra, al termine della sfilata, riceve la targa dell'Osservatorio Parlamentare Europeo per il suo impegno nel campo della moda

Demetra Hampton al Ku-ra Ku-ra

Zeudi Araya con il suo Massimo Spano alla presentazione del libro di Silvia Paoli

Monica Riva firma il poster ricordo della serata

Nancy Brilli alla presentzione del libro di Silvia Paoli Benedicta Boccoli con Bice Minori, costumista di tanti spettacoli teatrali importanti Angela Melillo al Castello di Lunghezza per la presentazione di una linea di jeans

Michele Placido al premio Via MarguttaFederica Balestra e Silvana Augero titolare di una importante scuola di indossatrici

Brindisi di Balestra con limprenditrice della ristorazione Daniela Amadei

Un Centurione tatuato a Piazza di Spagna

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Il fenomeno facebbook ha un valore stimato di 15 miliardi di dollari! Inoltre a leggere i dati sui contatti, il divario impressionante: Myspace vanta 81 milioni di utenti nel mondo, Linkedin 36 milioni, Twitter solo sei milioni, mentre Facebook ne conta ben 200 milioni, di cui circa 5,5 milioni in Italia. Facebook nacque con lo scopo di ritrovare vecchi compagni di universit e poi di mantenere i contatti tra gli studenti di tutto il mondo. Il nome deriva infatti dagli annuari dei college americani, in cui allinizio dellanno accademico vengono pubblicate le foto di ogni singolo membro per essere distribuiti ai nuovi studenti e al personale della facolt al fine di far conoscere le persone del campus. Insomma un vecchio strumento di conoscenza stato ripreso, portato su Internet e trasformato in un mezzo di comunicazione mondiale di semplice utilizzo, accessibile a tutti gratuitamente. Appena Facebook entr in scena sul web, nel giro di pochissimo tempo si diffuse in modo capillare coinvolgendo numerose universit. Il sito nacque il 4 febbraio 2004 e per la fine del mese pi di met degli studenti di Harvard era registrata al servizio; nel giro di due mesi il sito coinvolse le Universit di Stanford, la Columbia e la Yale University, il MIT, lUniversit e il college di Boston. E questa espansione prosegu inarrestabile fino ad uscire dai confini statunitensi e interessare scuole superiori e aziende di tutto il mondo. In un solo anno dal settembre 2006 al settembre 2007 il network passato dalla sessantesima alla settima posizione nella graduatoria dei siti pi visitati. E attualmente il sito numero uno per foto negli Stati Uniti, con oltre 60 milioni di immagini caricate settimanalmente. In Italia lanno scorso c stato un vero e proprio boom di Facebook con un incremento annuo per numero di visitatori del 961%! Abbiamo detto che il sito totalmente gratuito per gli utenti, perch trae guadagno dalla pubblicit. Ed semplice: per iscriversi basta inserire il proprio indirizzo e-mail e una password. Una volta dentro si pu cominciare a cercare amici, entrare in contatto con amici di amici, definire il proprio profilo con foto e liste di interessi personali e/o hobbies, scegliere a quale e quante reti aggregarsi: ne esistono infatti molte organizzate ad esempio per citt, posto di lavoro, scuola e religione. Se inizialmente questo social network si diffuso tra gli studenti, cio tra quanti avevano

il nuovo volto dellamiciz

Non n il primo n lultimo. Non il primo perch prima di tutti nato Classmates.com; non lultimo perch di recente emerso Twitter. Parliamo ovviamente di social network, quei ritrovi mediatici di amici vecchi e nuovi che tanto vanno di moda adesso. Su di tutti spicca, per numero di contatti, Facebook, nato nel 2004 dallinventiva di un diciannovenne Mark Zuckerberg, allepoca studente dellUniversit di Harvard, aiutato da alcuni suoi compagni di classe. La sua capillare diffusione ha messo in luce una rivoluzione sociale e comunicativa in atto, cio un nuovo bisogno di relazionarsi e di comunicare. Classmates.com abbiamo detto il nonno dei social network. Fu creato nel 1995 da un ingegnere della Boeing che voleva rintracciare un suo vecchio compagno di classe nelle Filippine. Da l fu un susseguirsi di sistemi simili con finalit analoghe: nel 1997 un avvocato lanci SixDegrees, fondato sulla teoria dei sei gradi di separazione, ovvero per raggiungere una persona c bisogno al massimo di cinque intermediari. Nel 2002 nacque Friendster per creare una lista di contatti partendo dagli amici degli amici; nel 2003 furono elaborati Linkedin per i contatti professionali e Myspace per costruire pagine personalizzate aperte a tutti. Nel 2004 fu il turno di Facebook e nel 2006 lultima creatura del web, Twitter, che tanto spazio ha avuto proprio di recente per far conoscere al mondo quanto accadeva in Iran, allindomani del discusso voto presidenziale. Sarebbe troppo lungo descrivere tutti i social network attualmente attivi. Ma per capire quanto, su tutti, Facebook sia diventato dominante basti citare qualche cifra: se Myspace stato comprato da Murdoch per 580 milioni di dollari, Face-

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book:pi o meno 18 anni, ora sta coinvolgendo persone intorno ai 25 anni o pi, dunque non pi studenti. In effetti Facebook quanto di pi trasversale possa esistere in rete e non solo. Infatti ha incuriosito e attratto centinaia di migliaia di persone mai iscritte prima a simili servizi, e molto spesso anche a digiuno di concetti new-mediatici. Si in sostanza avviato per una qualche ragione ancora difficile da decifrare un passaparola inter-generazionale che ha innescato un circolo vizioso stuzzicando la curiosit di tutti. Ma qual la differenza tra Facebook e gli altri social network? Innanzitutto la semplicit per cui, grazie ad una interfaccia immediata, chiunque pu riallacciare contatti lontani nel tempo. Ma anche, e soprattutto, il fatto che Facebook abbia un modo infallibile per riallacciare amicizie: appena un utente carica una foto nel suo spazio, il sistema invita ad identificare anche altri soggetti eventualmente presenti su quella foto. Ogni fotografia cos sottoposta al vaglio degli amici, degli amici degli amici, degli amici degli amici degli amici, dove ognuno riconosce qualcunaltro e lo invita ad entrare nella rete di relazioni. Unarma per a doppio taglio: se da un lato infatti pi facile trovare compagni e amici persi nel tempo, dallaltro molti si ritrovano sul sito senza neppure saperlo. Facebook non il luogo dellanonimato e dellidentit falsa. Sul sito ognuno si deve presentare con il proprio nome e cognome, con il proprio volto reale. Ma, come si fa in una nuova conoscenza vis vis dove si cerca di dare il meglio di s allinterlocutore, anche su Facebook scatta lo stesso meccanismo, e cos si sceglie la foto migliore, quella che si pensa ci rappresenti meglio, dia meglio lidea della nostra personalit o quantomeno di ci che vogliamo comunicare. Accanto alle foto poi ognuno racconta chi , che fa, qual la sua professione, quali sono i suoi gusti, il suo stato civile, anche la sua religione e il suo orientamento sessuale. D insomma informazioni generiche, ma utili a stabilire i primi contatti. Infine su questo profilo si avvia la conversazione a cui possono partecipare tutti gli utenti della stessa rete, oppure si pu avviare una conversazione privata tra due persone. Il profilo non definito una volta per tutte, perch si possono aggiungere nuovi elementi, come foto, valutazioni, commenti, giudizi, pareri. Ogni elemento aggiunto, che pu peraltro essere commentato dagli amici, costituisce un pezzo dellidentit dellutente, con il rischio per di costruire unimmagine pi pubblica che reale. Secondo le statistiche ogni mese vengono caricate su Facebook 700 milioni di immagini, tanto che attualmente se ne contano circa 10 miliardi, quattro milioni di video e 15 milioni tra note, link e post vari. I commenti vengono poi pubblicati sulla propria bacheca accessibile a tutti uno dietro laltro. Ma, come abbiamo accennato, sul social network si pu anche avviare una conversazione privata, escludendo gli amici, anche se il confine tra pubblico e privato spesso labile. La protezione del mezzo, la lontananza del soggetto permettono di dichiarare cose di se stessi che altrimenti non si rivelerebbero, con il rischio di ritrovarsi per stretti in un ingranaggio da cui difficile uscire. Molti allora hanno cominciato a stabilire nuove regole per laccettazione degli amici. C chi pi conservatore, non fa cio ulteriori aggiunte alla propria rete online gi strutturata; e chi invece aperto a nuovi contatti, anzi li cerca, in unottica di integrazione tra mondo telematico e mondo reale. I social network sono un privilegiato elemento di studio dei sociologi interessati alla rete relazionale che si instaura sul web. E proprio un sociologo dellUniversit di Harvard, Nicholas Christakis, uno dei massimi esperti di social network, ha riscontrato che anche nelle amicizie online vale il principio chi si somiglia, si piglia. Questo vuol dire che, non solo nella vita reale, ma anche sul web si lega pi facilmente con chi pi affine per sesso, et, provenienza etnica ed estrazione sociale. Tra gli elementi che pi determinano coesione ci sono indubbiamente i gusti musicali, seguiti dalle letture e dalle preferenze cinematografiche. E pur vero che in rete i gruppi sono pi eterogenei e le donne soprattutto sono aperte alle conoscenze pi stravaganti. Ma in genere cos. E questo principio vale anche per le foto: i sorridenti si attraggono tra di loro, cos come i musoni, gli alternativi, i malinconici tra di loro. Potremmo definire Facebook pi che il libro delle facce, il libro della doppia faccia, non tanto per una presunta falsit degli utenti. Costruire unimmagine di s che possa piacere agli altri un meccanismo comune a tutti, dentro e fuori la rete, quanto piuttosto per i risvolti subdoli e a volte negativi che il sistema stesso nasconde. Pu infatti diventare una sorta di droga mediatica perch nel momento in cui si entra nella rete, essa stessa (e il termine lo conferma) ti cattura in un vortice di contatti, relazioni, scambi che possono occuparti per ore. E quello che gli esperti inglesi chiamano friendship addiction, cio una specie di dipendenza da amici. Se mediamente si dedica ai social network almeno trenta minuti al giorno, c chi invece vi passa interi pomeriggi, quando non intere giornate. Le sollecitazioni sono costanti e continue per gli utenti, quando non proprio pressanti, tanto che molti, quando non sono connessi, presentano i sintomi della sindrome da astinenza: ansia, depressione, sudorazione, paura per non sapere cosa sta succedendo in quel momento sul network. Tornare davanti al computer la scelta inevitabile. Ma ci sono pure molti che, superata la fase di entusiasmo dovuta alla curiosit del mezzo nuovo di comunicazione, arrivano a maturare un vero e proprio rigetto. C chi invece, forse grazie ad una gestione pi equilibrata, semplicemente si assesta su un livello accettabile di comunicazione, paragonabile a una telefonata con gli amici per scambiare quattro chiacchiere.

izia

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Ma perch si va su Facebook? A quali bisogni risponde visto che ha raccolto un cos ampio consenso in pochissimo tempo? C chi sostiene che permetta ai suoi utenti di sentirsi parte di una rete di relazioni che hanno un volto e una storia quotidiana alla quale si pu partecipare con un click. (Antonio Spadaro, da I quaderni della Civilt Cattolica). In poche parole risponde alle esigenze di semplificazione dei rapporti umani: non si spreca tempo a cercare perch le amicizie ti vengono letteralmente incontro, non si deve fare la fatica di uscire di casa anche quando non va, meno costoso di una telefonata, ma soddisfa di pi perch fa sentire meno isolati, meno impegnativo perch, come serve un click per avviare la conversazione, basta un click per interromperla. Certo, il rischio di creare rapporti superficiali ed effimeri molto alto. In genere in questo tipo di relazioni non si cerca la profondit di pensiero e di anima, ma una sorta di comprensione reciproca di fronte ad una solitudine interiore difficile da sopportare. Si rischia, in sostanza, di confondere il bisogno di conoscenza e di amicizia, fuori dalla ristretta cerchia familiare e amicale gi consolidata nella vita reale, con un istinto di esibizionismo e di narcisismo, con una forma di vanit nonch di riconoscimento del proprio valore solo attraverso lo specchio della presenza altrui. Avere molti amici e su Facebook si va da un numero medio per utente di 120 contatti a 500, fino a migliaia di amici (il limite massimo 5.000) significa essere socialmente pi attraenti. Andando avanti per si pu arrivare a scoprire la vacuit dellintero meccanismo, anche perch spesso si perde gran parte del tempo a cercare una frase originale per fare colpo invece che essere ci che si . C chi sostiene per che chi investe in questi legami, riesce ad ottenere pi informazioni e pi contatti rispetto a chi si chiude nei rapporti conosciuti. E in fondo nulla impedisce a un legame debole di diventare un legame forte (Eugenio Spagnuolo, sociologo). Ma una conseguenza possibile quella di perdere il contatto con la vita

reale, e per questo c chi suggerisce di utilizzare Facebook soprattutto per rinsaldare relazioni che hanno gi una vita autonoma fuori dal web, ritornando del resto alla sua finalit iniziale, di ritrovare cio compagni di classe e amici dinfanzia appartenenti alla vita offline. Ci sono altre insidie che si nascondono dietro la facciata della globalit comunicativa. In rete si trovano amici vecchi e nuovi, si possono rintracciare ex, si possono trovare nuovi fidanzati, ma si pu anche scoprire che il proprio matrimonio finito senza saperlo; si possono scoprire tradimenti, non importa se solo mediatici o reali; si pu scoprire che la foto di una persona, che ci piace e che decidiamo di conoscere fisicamente, era molto meglio della realt; si pu scoprire che lamico del cuore non considera lamicizia allo stesso modo; si pu diventare verbalmente pi violenti perch protetti dal mezzo; si possono rubare identit per punire la fidanzata che ti ha lasciato e far finire le sue foto su un sito pornografico; si possono adescare minorenni senza che queste/i si rendano conto del pericolo; si possono conoscere maniaci senza che questo sia emerso sul suo profilo pubblico. Di contro attraverso i social network si possono far emergere le difficolt dei paesi dove vige un regime autoritario e dove linformazione strettamente controllata (lultimo caso, lo abbiamo citato, quello dellIran); i medici possono conoscere leffetto dei farmaci e possono mettere a punto nuove terapie scambiandosi notizie utili tra un capo allaltro del pianeta; si pu utilizzare il web per la propria campagna elettorale, come ha fatto Barak Obama, attuale presidente degli Stati Uniti, che si avvalso abbondantemente di Facebook per mantenere i contatti con i suoi elettori. E forse la sua vittoria dovuta anche a questo. C un altro aspetto di Facebook che non viene considerato, ma che ha determinato in questi anni alcune polemiche: la tutela della privacy. Secondo infatti le condizioni di iscrizione al sito, i contenuti pubblicati dagli iscritti, come fotografie, commenti, video, diventano di propriet del sito stesso, che si arroga il diritto di rivenderli e trasmetterli a terzi, di conservarli anche dopo la cancellazione del profilo degli utenti. Ci significa che qualsiasi cosa si inserisce in Facebook diventa di Facebook che pu farne quello che vuole. I dati, anche quando vengono cancellati pubblicamente, restano sotto forma di copia nella memoria del network che pu cos ripescarli a suo piacimento. Inoltre, secondo la policy di Facebook, non esiste alcun controllo su chi-pu-vedere-cosa; il copyright di tutto ci che vi pubblicato ricade sotto la totale giurisdizione del sito; e non garantita la sicurezza delle applicazioni, n quella dei dati n tantomeno la privacy. Ma su questo, almeno in Italia, si

intervenuti: il nostro codice di protezione dei dati personali prevede per lutente il diritto di sapere a chi vanno i propri dati, come verranno trattati, di vietarne la pubblicazione e anche di rendere definitiva la propria cancellazione dal sito su esplicita richiesta. In conclusione Facebook di sicuro uno degli aspetti dello stesso progresso scientifico che ha creato il telefono, il cinema, la televisione e ogni mezzo di comunicazione. E in quanto tale non pu considerarsi un punto di arrivo, n un superamento delle precedenti forme di comunicazione. Qualsiasi forma nuova integra infatti in s quella vecchia e la sublima su un piano superiore. Cos sono anche i social network. E proprio per questo non vanno n demonizzati a priori, ma neppure esaltati. Certo il fenomeno Facebook ha messo in evidenza un bisogno di relazione e di socializzazione che forse non era mai apparso con tutta questa forza, anche se resta il problema della qualit della relazione stessa. A guardar bene per la vera novit di Facebook stata quella di aver trasformato Internet in una rete di persone, e non pi solo di pagine e contenuti, incarnando lutopia della vicinanza sempre e comunque, della conoscenza sempre e comunque, dellannullamento della solitudine, della condivisione delle emozioni. Eppure proprio in questo sempre e comunque si rischia laridit, perch il nostro sentire interiore, in quanto tale, va prima di tutto vissuto e compreso, non necessariamente condiviso. Comunicando ogni cosa, finiamo per aver bisogno di conferme continue per capire chi siamo e cosa sentiamo (Sherry Turkle, sociologa del MIT di Boston). Come a dire che ci riconosciamo solo tramite gli altri e mai attraverso noi stessi. E in questo modo anche la nostra personalit diventa mediatica, perch mediata dalla relazione e non esistente indipendentemente da essa.

Cristina Guerra Giornalista RAI 1

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Biopsicosomaticaquando il conflitto non risolto scatena la malattiaza dellindividuo, ma tutto avviene al di fuori della nostra conoscenza, in quanto come spiega Badard, una volta isolato il gruppo di neuroni, il resto del cervello non ha pi accesso alle informazioni che provengono da quel gruppo di cellule. Un meccanismo evolutivo: gli avvenimenti ai quali luomo si dovuto adattare hanno indotto nel cervello un cambiamento o la creazione di nuove connessioni o tessuti cerebrali, che hanno portato a nuovi comportamenti in grado di risolvere, ogni volta, un determinato avvenimento-problema. Il Risentito, la problematica vissuta e non risolta, diventa quindi, su un piano diverso, il motore del processo di adattamento, relativamente al Risentito, cio a come si vissuto un avvenimento. Quindi dice Badard - non la situazione, ma ci che si risente e questo Risentito scaturisce da una memoria incosciente e biologica ereditata dal suo albero genealogico (genitori e anche nonni). Il cervello crea un programma cellulare (una memoria incosciente) a partire da una situazione emozionale non conclusa (memoria cosciente). Se lantenato, a suo tempo, non era riuscito a risolverlo, lha lasciato in eredit a noi come sequenza emotiva non conclusa o conflitto. A noi la possibilit di chiudere la stessa sequenza emotiva. Al momento del concepimento ereditiamo dai nostri genitori una serie di memorie, che, a loro volta, hanno ricevuto dalla loro linea familiare. Tra questi elementi, che si applicano in maniera automatica (la corporatura, il colore degli occhi, dei capelli ecc.), ci saranno anche tutte le risposte comportamentali. Quando nel corso della nostra vita, dice ancora Badard, - si ha un conflitto dello stesso tipo a cui collegato il medesimo risentito, la memoria si riattiva e, se poi viviamo ancora una volta lo stesso conflitto, scatter lapplicazione del programma collegato alla memoria, che il cervello applicher al tessuto o al comportamento. Da quel momento conclude - sono soltanto fotocopie: diamo sempre la stessa risposta. Il primo conflitto, che riattiva la memoria, detto programmante, il secondo, che la applica, detto scatenante. Ecco come, nasce la malattia o come pu cominciare un comportamento anomalo. Rita Lena

Tutte le malattie sono programmi biologici di sopravvivenza, la risposta del nostro cervello a una situazione emozionale incompiuta. In queste poche parole sta tutto il significato della Biopsicosomatica o il Senso Bio-Etologico delle malattie e del comportamento, che affronta le grandi leggi biologiche che presiedono linsorgere e la scomparsa della malattia. Malattia, che secondo il suo fondatore Jean Claude Badard, ricercatore, formatore, esperto in psicosomatica e psicogenealogia, al di l delle cause, malattia psicosomatica, o di reazione biologica, che coinvolge lunit fondamentale dellessere vivente. Unit, composta di quattro realt inseparabili: organica, cerebrale, psichica, energetica e che si esprime attraverso la psiche, le emozioni, il corpo, i comportamenti, la malattia. Partendo dal credo fondamentale della biopsicosomatica, secondo il quale ogni cellula del corpo umano sotto il controllo del cervello e ogni parte stratificata del cervello indissolubilmente legata allaltra, per cui non esiste alcuna cellula del corpo che sfugga al controllo della psiche conscia o inconscia, non si sfugge al fatto che gran parte delle malattie hanno una origine psicosomatica. Dellinfluenza della psiche nei processi di malattia e di guarigione si cominci a parlare negli anni 50 con Henry Laborit e i suoi famosi esperimenti sui topi in gabbia sottoposti a condizioni di stress. Laborit disse che quando viviamo un problema e non possiamo risolverlo, non possiamo n fuggire, n combattere, ci ammaliamo. nellinibizione allazione, dunque, che ci si ammala perch il cervello non pu dare risposte liberatorie. Per Laborit, una volta compreso che ogni azione inefficace, luomo si inibisce e sfoga questa sua inibizione con malattie psicosomatiche. Badard va pi a fondo e distingue: poich il cervello gestisce tutte le funzioni, esso non pu occuparsi solo di questo problema. Allora, delegher la gestione del conflitto ad uno specifico gruppo di neuroni, isoler tale gruppo di cellule nervose che devono prendersi in carico il controllo dello stress. Questo, secondo Badard, ha tutta una serie di effetti, il pi importante che questi neuroni gestiscono un tessuto ed anche un comportamento che potranno subire una modificazione. Che cosa porta il nostro cervello ad isolare un certo gruppo di neuroni? Non lavvenimento in quanto tale, ma ci che noi proviamo in riferimento ad esso. Arriviamo dunque al nostro RI-SENTITO, a ci che lavvenimento provoca dentro di me, nel mio profondo. Si tratta di un meccanismo non casuale che garantisce la sopravviven-

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IL MITO DELLE STREGHE EIl mito della strega cavalca i secoli, e giunge sino a noi, nella forma che ci data dalla tradizione popolare: essere soprannaturale, o donna reale dotata di poteri straordinari, che pratica la magia nera e dirige i suoi eccezionali poteri a danno di altre persone. Il grande nemico delle streghe era la Santa Inquisizione, che nei loro cosidetti interrogatori sotto torture inducevano o estorcevano le cosidette confessioni. Le principali torture, erano la corda, la garrotta, la ruota, la frusta, la lapi-

dazione, la forca delleretico, gli stivali, limpalazione. La pi comune, restava la tortura della corda, una delle torture pi semplici, e quindi pi praticate. Da una trave pendeva una corda. La vittima veniva lasciata cadere coi polsi legati dietro la schiena, da una certa altezza, producendole slogature alle braccia e alle spalle. Fra tutte, la pi crudele delle torture era la forca delleretico, uno strumento che veniva conficcato nello sterno e sotto il mento, con le estremit acuminate, cos da bloccare allaccusata ogni movimento, permettendole solo di sussurrare le proprie confessioni. Unaltra tortura assai applicata era quella del cavalletto: un tavolo che si inarcava e dove limputato, legato mani e piedi, si trovava ad un certo punto con le membra violentemente stirate. In questa scomoda posizione spesso gli era inflitta anche la tortura dellacqua,

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E LA SANTA INQUISIZIONEossia il carnefice gli versava nella bocca acqua fino a fargli gonfiare a dismisura laddome, quindi gli aiutanti del carnefice gli saltavano sul ventre per svuotarlo. La candela stregata e il filo dacqua erano riservate alle inquisite per stregoneria. Nella prima, la poveretta era legata supina su un tavolo, con una candela tra i denti tenuta in posizione eretta da speciali cinghie. Accesa la candela, la strega riceveva sul viso la cera bollente in liquefazione fino a quando la fiamma raggiungeva le labbra. Nella seconda, limputata veniva collocata nuda sotto un sottile getto di acqua gelata e lasciata cos per ore. Alcuni inquisitori domenicani si specializzarono in esorcismi, diventando abilissimi a ripulire i corpi e le anime invasi dai demoni. Il rituale cattolico per esorcizzare era complicato, fatto di formule, preghiere, aspersioni di acqua benedetta e unzioni con olio santo; spesso inutile, perch i demoni o erano in numero enorme, oppure erano talmente potenti da resistere ad ogni tentativo di stanarli. Il pi famoso esorcista italiano fu il frate Girolamo Menghi che divenne, ancora giovane, lesorcista ufficiale della diocesi attorno a Bologna, dove si verificavano spesso casi di possessione. Raccolse le sue esperienze nel Compendio de larte esorcistica, trattato di demonologia che parlava della natura del demonio, dei misfatti delle streghe e dei rimedi per contrastare i malefici; ed anche nel Flagellum daemonum, manuale pratico che insegnava in che modo interrogare i demoni per ottenerne informazioni. Il libro divenne il fedele compagno degli esorcisti. Nel 1609 nel convento di Aix en Provence due giovani suore, Madeline de Demandoix Palud e Louise Capeau, manifestarono sintomi di invasamento. Madeline, da ragazzina, era andata al convitto delle Orsoline, dove aveva avuto per confessore il prete Louis Gaufridi, del quale si era innamoraStampa raffigurante la morte sul rogo di Urban Grandier

ta; ai parenti la ragazza aveva confessato di essere diventata lamante del sacerdote a tredici anni. Per evitare lo scandalo, i familiari avevano messo tutto a tacere e mandato la ragazza ad Aix. Col tempo Madeline e Louise ebbero sintomi sempre pi violenti, durante i quali dissero di essere invasate dai demoni mandati da Gaufridi. Furono chiamati in aiuto due frati, padre Michaelis, inquisitore ed esorcista, e padre Domptius, un domenicano specializzato nello scacciare i demoni pi ostinati; lesorcismo non ebbe alcun risultato. Si chiese allora larresto di padre Gaufridi, che le monache accusavano di pratiche sataniche; il sacerdote fu imprigionato ed invano si proclam innocente. Torturato ripetutamente, egli infine ammise tutto ci che gli inquisitori volevano sentirsi dire. Al processo ritratt, dicendo di aver confessato solo a causa delle torture, ma non fu creduto e nel 1611 fu mandato al rogo. Sempre in un convento si svolse la vicenda che ebbe maggior risonanza tra i processi per stregoneria: quella del 1634 a Loudun. La badessa delle Orsoline, suor Jeanne des Anges, cominci con i soliti sintomi di invasamento, durante i quali accusava il curato della citt, Urbain Grandier. Il prelato era un uomo di grande fascino e cultura, dal carattere passionale, al quale la veste talare non impediva indiscrete avventure con fanciulle e signore della buona societ. Fu proprio questa sua fama di libertino e di grande amatore ad attirare suor Jeanne; la donna concep una passione morbosa ed unilaterale per il sacerdote, che non aveva mai visto di persona, tanto da ammalarsi. Alla morte del confessore del convento, Jeanne colse la palla al balzo ed invit Grandier a prendere il posto di direttore spirituale delle monache. Per il sacerdote, che in citt conduceva vita allegra e mondana, rifiut con un cortese biglietto. Da allora suor Jean-

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Grandier una vecchia ruggine, mand un commissario reale con pieni poteri, il signor di Laubardemont, che nel 1630 aveva ricevuto un encomio per aver fatto giustiziare centoventi streghe; questi prese subito per buone le accuse delle indemoniate, alcune delle quali erano sue parenti, ed arrest il sacerdote. Portato davanti alle ossesse, diedero in urla terribili, contorcimenti e convulsioni; il demonio Asmodeo rivel, per bocca di suor Jeanne, che Grandier era segnato dal marchio diabolico, punto che il diavolo aveva segnato e reso insensibile. Il poveretto fu spogliato e rasato, poi il chirurgo lo sottopose alla prova degli spilli; furono individuati due punti in cui egli non sentiva dolore. Al processo testimoni il demonio Asmodeo in persona, che per bocca della suora rivel che Grandier aveva firmato con lui un patto: il foglio fu presentato da suor Jeanne ed acquisito agli atne cominci a diffondere la persecuzione del fantasma di Grandier che le appariva di notte, sollecitandola con carezze sensuali, insolenti ed impudiche. I digiuni e le preghiere non furono di alcun giovamento, quindi fu chiamato un esorcista, che tent invano di liberare la monaca. I demoni che urlavano bestemmie attraverso la bocca della monaca insistevano tutti a dire di essere mandati da Grandier. A poco a poco, anche altre monache furono invasate. Per far cessare lo scandalo il cardinale Richelieu, che aveva con ti del processo. Grandier non ebbe pi scampo; egli sub la tortura regolare ed anche la straordinaria; nonostante i tormenti, si proclam sempre innocente, respinse ogni accusa e fu bruciato mentre chiedeva perdono a Dio per i suoi aguzzini. La responsabile di tutto, suor Jeanne, con le mani segnate da stimmate isteriche autoindotte, venne considerata in odor di santit; nel 1638 la sua camicia, che si sosteneva avesse propriet miracolose, fu posta addosso alla regina Anna, moglie di Luigi XIII, durante il parto, per assicurare al neonato Luigi XIV lunga vita e felicit. La monaca mor serenamente alcuni anni dopo. Nel 1679 il re LuigiUrbain Grandier in un'antica stampa

XIV istitu un tribunale speciale contro lelo mo, i delitti di stregoneria, paralallInquisipresieduto zione e segretissiproprio da de La Reynie, chiamato la Camera Ardente, perch i giudici si riunivano in una stanza con i muri ricoperti di veli neri ed illuminata da grossi ceri; non cera appello

Il re di Francia Luigi XIV, detto il Re Sole

alla sentenza di questo tribunale, perch gli imputati erano sempre arrestati in base a solidissime prove; durante il suo periodo di attivit fece giustiziare oltre cinquanta sacerdoti per stregoneria. Alcuni confessarono di aver celebrato messe erotiche sul corpo nudo di una fanciulla, altri di aver sacrificato bambini durante messe nere; uno addirittura, padre Tournet, di aver celebrato una messa per far abortire una giovane da lui violentata e messa incinta: il rito blasfemo era stato cos sanguinario ed orribile che la povera ragazza era morta di spavento.

Mara Parmegiani

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La gommaresina, che stilla da un albero delle burseracee e che cresce in Somalia e nellArabia Meridionale, era anticamente bruciata nelle cerimonie religiose e in alcune civilt per raggiungere lo stato di estasi. il profumo pi antico. La sua origine misteriosa anche se menzionato da Confucio in alcuni dei suoi aforismi - VI secolo a.C. - Il suo acquisto un lusso, allo stesso livello delloro nella simbologia dei Re Magi. Lincenso entr rapidamente nei riti degli egizi che associarono il suo profumo allimmortalit. Durante le feste in onore di Iside, il bue sacrificato era riempito di canfora e incenso e nelle processioni religiose centinaia di bambini reggevano vasi colmi di incenso, mirra e zafferano. Il suo uso stato introdotto nel rituale romano con il culto di Bacco. Si versava sullara prima di porvi la vittima sacrificale per coprirne il fetore. Ma anche perch nelle cerimonie funebri il fumo, che saliva verso lalto, sprigionato dalle grosse lacrime di incenso solidificato, era ritenuto il veicolo pi adatto per trasmettere lofferta alla divinit. Il suo aroma odoroso indispensabile nei riti sacri, aveva il compito di portare lanima in cielo, accompagnata dalle preghiere dei vivi. Attirava il favore degli dei. Si dice che per il funerale di Poppea, Nerone avesse bruciato pi incenso di quello prodotto dallArabia in un intero anno. Ma entrava anche nel culto domestico dellantica Roma. Non mancava giorno in cui non se ne facesse offerta allares-familiares facendolo ardere in bracieri di varia grandezza. Gi nel II millenio a.C. con lutilizzo del dromedario si era costituita una vera e propria via dellincenso. Una lunghissima via carovaniera, con circa 70 tappe collegava i centri di raccolta con Gaza sulla costa mediterranea. Di l prendeva mille rivoli. Luso dellincenso nel rituale cristiano, nel culto pubblico, nelle devozioni private si ha a partire dalla seconda met del secolo IV d.C.. Verso lanno Mille il suo utilizzo nella Chiesa cattolica pi o meno uguale a quello odierno: lincensazione dellaltare, delle reliquie, della Sacra Specie, per le immagini sacre. Lincensiere un semplice recipiente in argento, bronzo o rame, con il braciere per il fuoco, chiuso con un coperchio a fori per luscita del fumo, appeso a funicelle sostenuto a mano. Persiste-

r nei secoli, nella liturgia cattolica, anche se oggi lincenso sostituito da surrogati pi economici come le bacche di cipresso. Il suo fumo rappresenta propiziazione, purificazione, atto di preghiera. E oggi come allora viene usato come omaggio ai nostri morti. Quando il buddismo nel 538 d.C. fu introdotto in Giappone, dalla Cina, fu introdotto anche luso dellincenso nella storia giapponese. Nel decimo secolo divenne popolare una gara in cui i partecipanti dovevano indovinare varie miscele di incenso mescolate insieme. Nel mondo islamico usato come fumigazione deodorante e purificante e nellArte damare persiana si narra come le fresche spose, inesperte, ricorressero ad oli profumati per il corpo e ad incensi odorosi nella casa, per il primo incontro con lamato. Si legge nelle Mille e una notte: Dincenso puro profumer i miei seni e tutto il mio ventre, affinch la mia pelle possa fondere pi soavemente sotto la tua bocca, o pupilla dei miei occhi. Nel XVI secolo i maghi gettavano incenso e semi di gelsomino in calderoni bollenti interpretando il futuro attraverso il fumo. Va ricordato luso di bruciare incenso a protezione delle streghe, specialmente nellEuropa centrale, nella notte detta del Walpurgis la vigilia del 1 maggio quando si credeva che la funesta potenza di quelle fosse al colmo. Verso la fine del secolo XI il fanatico Hassan-iben-Sabbbh - il vecchio della montagna - istitu la Setta degli Assassini. Gli iniziati venivano intossicati con i fumi di incenso e Hashish che faceva assaporare loro il futuro paradiso, fugando la morte, rendendoli invincibili. Sulla scia dei viaggi degli hippis il suo uso si diffuse in tutto loccidente, trascendendo ben presto dal giovanile alternativo dei primi tempi. Grani e bastoncini di incenso si usano ancora oggi per disperdere o neutralizzare forze malefiche. Non raro sentire nelle abitazioni profumo dincenso bruciato per allontanare, si crede, influenze negative. Forse un legame con gli antichi riti magici, con le pratiche religiose che si armonizzano ancora con il nostro io pi profondo e ci rendono dolcemente schiavi di un culto magico, antico quanto il tempo. Costanza Cerioli

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MARIA CALLAS UNA DONNA CON IL SENSO DELLA SCENA

Maria Anna Sophie Cecilia Kalogeropoulos nasce a New York da genitori greci il 2 dicembre del 1923. A sedici anni, rientrata in Grecia viene ammessa al Conservatorio Nazionale di Atene e prende lezioni di pianoforte che le daranno in seguito la possibilit di studiare tutti i suoi ruoli senza laiuto di un maestro collaboratore. Nel 1942 canta Tosca per la prima volta in greco. Nel 47 accetta linvito dellArena di Verona per cantare la Gioconda. Pochi giorni dopo incontra Giovanni Battista Meneghini, facoltoso industriale italiano amante dellopera. Diventer suo marito e suo agente. Nel 1948 a Firenze la Callas canta per la prima volta Norma, lopera pi cantata nella sua carriera. Ed proprio con questopera che il 2 gennaio del 1958 al Teatro dellOpera di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica e di tutta la societ romana, Maria adducendo un improvviso malore, dopo il primo atto, esce di scena. Nel 49 la Callas sostituisce lindisposta Margherita Carosio nella parte di Elvira ne I Puritani alla Fenice di Venezia. la svolta decisiva nella sua carriera. Con una misteriosa cura dimagrante riesce a perdere qua-

si 60 chili. Un tremendo sforzo di volont che la rende sottile, accurata e piena di fascino, capace di trasformare ogni sua apparizione in un evento. Precisa e pignola nel privato al punto che infiocchettava, maniacalmente la biancheria prima di riporla. Aveva cambiato vita frequentando grandi intellettuali come Zeffirelli, Visconti e Pasolini. Il 23 luglio 1958 salpa da Montecarlo lo yacht Cristina dellarmatore greco Onassis, per una crociera con illustri ospiti del jet-set internazionale. Sullo yacht ci sono Onassis con la moglie Tina Livanos, figlia del pi grande armatore greco, lex premier inglese Winston Churchill e consorte, Maria Callas con il marito e personalit della politica e della finanza. Maria allepoca ha 36 anni ed la cantante lirica pi famosa del mondo. Lui Aristotele, greco come la Callas, ha 53 anni ed uno degli uomini pi ricchi della terra. Il matrimonio della Callas con Meneghini si incrin sul galeotto panfilo bianco anche perch il marito, che non parlava inglese tendeva ad isolarsi intimidito anche dalla presenza di Churchill. Quando scesero a Costantinopoli, il Patriarca nel discorso di circostanza, ad Onassis e alla Callas

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disse: quando voi sarete uniti potrete fare grandi cose per il nostro paese. Il giorno dopo Maria confess al marito di amare Onassis. Lui aveva gi scoperto teneri biglietti con frasi damore ripetute allinfinito. Non passa neanche un mese ed un fotografo scopre i due in un romantico ristorante milanese, tete--tete. Le foto fanno subito il giro del mondo. Maria Callas a questo punto deve sciogliere il suo matrimonio con Meneghini. Lamore che provava per lui era stato logorato dal tempo. Se lei era follemente innamorata e pensava di sposare Onassis si cap subito che questultimo non la pensava come lei. Infatti dopo due anni di convivenza le attenzioni di Aristotele erano gi sopite. La Callas che si sentiva trascurata, veniva umiliata anche in pubblico dallarmatore. Nel 1964 Zeffirelli la persuade a tornare allopera al Covent Garden in un memorabile allestimento de la Tosca. Per una decina di anni cant con una voce ineguagliabile, purissima, meravigliosamente estesa, di grande potenza. Dominava la scena con un naturale istinto da attrice, anche se era cos miope da non scorgere sul podio il direttore dorchestra. A chi le chiedeva come facesse a cambiare timbro di voce rispondeva: non sarebbe orribile sentire qualcuno che esprime la variet dei sentimenti senza mai cambiare tono di voce?. Intanto Onassis inizia a frequentare i Kennedy corteggiando la principessa Lee Redsville, sorella di Jackie, per introdursi nella famiglia pi importante del mondo. Nel 1965 Maria si impegna per cinque rappresentazioni della Norma a Parigi. Si sente stanca ma non vuole annullarle. Il 25 Maggio termina la scena del secondo atto praticamente in coma con la scena finale eliminata. Nel luglio dello stesso anno ha in programma quattro rappresentazioni della Tosca al Covent Garden. Si ritira, dietro suggerimento medico, dopo aver deciso di cantare una sola volta al Gal Reale. Sar questa lultima rappresentazione della sua carriera. John Kennedy muore nel 1963 e nel 1968 Aristotele organizza una nuova crociera con Jackie, senza la Callas. Nellottobre dello stesso anno Maria apprende dai giornali dello sfarzoso matrimonio

di Onassis con lex first lady degli Stati Uniti. Le nozze si celebrano il 20 ottobre nella cappella di famiglia nellIsola di Skorpios, il luogo preferito da Maria per le sue preghiere. La cantante si isola e va rapidamente incontro al declino, dopo aver sopportato i commenti ironici della stampa scandalistica. Nel 1970 Pier Paolo Pasolini chiama Maria Callas ad interpretare nella versione cinematografica Medea. Nellintrigo damore di un racconto filosofico la cantante, che aveva gi interpretato lopera omonima alla Scala, si cala anima e corpo nel personaggio. La terribile maga infanticida affascina la Callas che la interpreta magistralmente afferrandone il senso di fatalit e orrore. Poi il tenore Di Stefano la persuade ad intraprendere con lui un tour mondiale di concerti per raccogliere fondi per le cure mediche della figlia. Dietro la coppia artistica, che rappresenta levento del secolo, scoppia una grande passione. Trascorsero, amandosi tre anni, in giro per il mondo con 50 concerti passando da una nazione allaltra in alberghi lussuosissimi. Come Medea sulla scena, Maria quando amava, era possessiva, invadente, affamata e gelosa. Di una gelosia feroce e cieca. Voleva il divorzio di Di Stefano malgrado la sua tragedia familiare con una figlia di 19 anni malata di tumore. Da donna innamorata, desiderosa di rendere pubblica la sua relazione con il tenore tenne una conferenza stampa per parlare dei suoi grandi amori: il marito, Onassis e Di Stefano. Lui per evitare i pettegolezzi fece venire immediatamente la moglie a New York. Ormai qualcosa tra di loro si era incrinato per sempre. Maria ritorn a Parigi e, soffrendo di insonnia, cominci a far uso di sonniferi in dosi massicce. Tanto acclamata ed osannata, calc i pi importanti palcoscenici del mondo, quanto triste e solitaria fu la sua fine avvenuta nella sua casa di Parigi nel 1977. Morir in circostanze mai chiarite. Ufficialmente per una crisi cardiaca ma la depressione e luso di tranquillanti lasciano il dubbio che si sia lasciata morire a nemmeno 54 anni. Marco Alfonsi

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CAF CHANTANT EClo de Mrode in abito da scena

L800 lepoca delle calze nere, delle sottogonne fruscianti, dellalta borghesia, del bel mondo e del demi-monde. La modernit passa per Parigi, capitale europea del divertimento e si svolge soprattutto di notte. Le regine sono Cle de Merode e, Emilienne dAlenon, soprannominata le pi appetibili tette, amica, non tanto segreta, di Leopoldo II del Belgio, la Bella Otero e la sua nemica Liane de Pougy. Si cena da Maxim, si va alle corse o al Moulin Rouge dove si ammirano sciantose aureolate di aigrettes, avvolte nella morbidezza delle piume di struzzo, dai lunghi strascichi che spazzano il marciapiede. Il mondo dei caf chantant incise profondamente sul costume: frequentato da aristocratici, ufficiali del regno, vecchi danarosi e figli di pap; divenne ritrovo di intrattenimento e specchio dei gusti e dei sogni di un tempo. Per ottenere una notte damore da una regina il ricco rampollo doveva attingere abbondantemente al patrimonio familiare. Ma il piacere e la pubblicit dellevento valeva di certo la spesa. Scian-

tose come Lina Cavalieri, Anna Fougez, Lola Montez si qualificheranno per numeri decisamente os per lepoca. La Otero cominci la sua carriera a 14 anni. Mandava in delirio le folle agitandosi al ritmo delle nacchere. AllEden di New York arrivano per lei enormi cesti di fiori, spesso con un diamante nel cuore di ogni rosa. Abitava a Parigi con 18 persone di servizio e coltivava la passione per il gioco ed i gioielli. Con il suo celebre collier di smeraldi e rubini e londeggiare sinuoso del suo corpo si offriva alla folla che lattendeva osannante alluscita dei teatri. Riusc a possedere nientemeno che il collier di Eugenia di Montiyo, moglie di Napoleone e il diadema di Maria Antonietta. Suscit passione reali. Lamore di Leopoldo, Eodardo VII e Nicola di Russia che la present agli amici, nuda, su un vassoio dargento. Lina Cavalieri inizi a 14 anni la sua carriera artistica come cantante in un teatro di variet romano con un cachet da una lira a sera. Dimostr subito del talento; dopo aver conquistato il pubblico romano pass a Parigi, trionfando alle Folies Bergres e

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UN P DI VARIET

1477 - L. De Pougy

poi a New York, per interpretare opere liriche e si qualific come la prima Miss Universo. Certo il materiale non mancava e imprevedibili furono anche i suoi colpi di testa. A Pietroburgo, durante le giornate della Rivoluzione Russa, il suo impresario le raccomand caldamente, data la situazione incandescente, di non entrare in scena con i suoi inseparabili gioielli; quando si alz il sipario del primo atto della Traviata, apparve interamente coperta dalla sua leggendaria collezione. Nella sua vita entr anche un Marajah che, dopo una serata allEmpire di Londra, le chiese la mano, offrendole la corona del suo principato. Talmente pazzo damore che, al suo rifiuto, tent anche di rapirla. Ci fu anche chi, blasonato di antico lignaggio, si spacci per autista e pur di avvicinarla, guid per due mesi la sua macchina. Scomparve poi nel nulla, ma non senza lasciare sul sedile dellauto una focosa dichiarazione damore ed un gioiello di grande valore. Unaltra storica sciantosa fu Nan La Blanche che passeggi, per scommessa, nuda sotto il mantello e fece follie per i boulervards

parigini. Se a Parigi impera il Moulin Rouge a Napoli c il Salone Margherita, inaugurato la sera del 15 novembre 1890. Dame in pelliccia e abito lungo, scintillo di gioielli, uomini in frac con gardenie agli occhielli, ufficiali in alta uniforme e con il ballo a piedi nudi di Edith Miroir, fu subito un successo. Si deve a Maria Ciampi linvenzione della mossa mutuata dalla gestualit popolare, premiata dalla volgarit della peccaminosa figura femminile. I teatri in Italia avevano tre ordini di posti da un baiocco, due e tre, a seconda dellaltezza della sedia rispetto agli attori. Era privilegiata la posizione pi alta che consentiva il lancio di scorze darancia, bruscolini e lupini. Oggi il variet, dopo Tot, Aldo Fabrizi, Renato Rascel, sopravvive grazie a Gigi Proietti, Paolo Poli, Bergonzoli, Gene Gnocchi ed altri ancora.

M.P .

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Tunguskafu una cometa ad abbattere 80 milioni di alberinel 2003. Dato che il motore principale della navetta combina insieme ossigeno liquido con idrogeno, ogni lancio produce pi di 300 tonnellate di acqua che va a depositarsi nellalta atmosfera. Capito questo, agli scienziati rimaneva per ancora poco chiaro, come una coda di vapore acqueo potesse diffondersi nel raggio di 1000 chilometri e viaggiare a pi di 8000 chilometri verso i poli. Ora Michael Kelley e colleghi hanno cercato di spiegare questo fenomeno proponendo la teoria della cosidetta turbolenza bidimensionale. Il fenomeno avviene quando i fluidi, invece di muoversi liberamente in tre dimensioni, sono vincolati da un campo magnetico, con il risultato che si muovono molto pi velocemente in due dimensioni. Gli scienziati spiegano, cos, che il vapore acqueo intrappolato in uno strato a due dimensioni viene incanalato velocemente verso i poli e spazzato via su grandi distanze. Una fisica totalmente e inaspettatamente nuova, ha commentato Michael Kelley, che avendo scoperto un meccanismo per il trasporto di acqua su grandi distanze, che produce le nubi nottilucenti, ipotizza che il magico cielo delle notti del dopo Tunguska potrebbero spiegarsi con la grande quantit di acqua rilasciata nellalta atmosfera. Acqua appartenente ad una cometa, afferma, che ha perso il ghiaccio esterno della sua chioma prima di impattare nellatmosfera terrestre. come riesumare e risolvere i misteri di un cold case di 100 anni fa, ha commentato Kelley. Rita Lena

Tunguska, 30 giugno 1908: cosa accadde? Secondo uno studio pubblicato sullultimo numero della Geophysical Research Letter ad abbattere 80 milioni di alberi della foresta siberiana fu una cometa e non un grosso meteorite o un asteroide come si pensato negli ultimi 100 anni. Quel giorno poco dopo le 7 del mattino, ora locale, qualcosa esplose a 8 chilometri sopra la taig siberiana vicino al fiume Tunguska, distruggendo ogni forma di vegetazione e di vita per un raggio di 2150 chilometri quadrati. Quel che accadde in quella zona di cos terribile da provocare un boato, che fu udito a oltre 1200 chilometri e che provoc onde di pressione cos anomale da appassionare gli scienziati che parteciparono al congresso della British Metereological Society del 1908, rimase fino al 1927 un mistero. Solo in quellanno, con la prima missione sul posto condotta dallo scienziato russo L. Kulik, fu possibile associare il forte boato, la pressione e il lampo di luce dellesplosione, con lo spettacolo che si present ai suoi occhi: pi di 2000 chilometri quadrati di foresta siberiana abbattuta al suolo e per 1000 chilometri quadrati, intorno allepicentro, tutti gli alberi carbonizzati. Da allora, fino a questi anni, sono state tante le ipotesi e le teorie che gli studiosi di tutto il mondo hanno formulato per spiegare la causa dellevento e tra le tante risposte che si sono dati, oggi nato un nuovo dibattito intorno a quella tragedia della natura. Al centro di questo dibattito le nubi che si formano ai poli dopo i lanci dello Shuttle. Le stesse nubi che furono viste la notte dopo levento di Tunguska; forse uno dei pochi dati certi raccolti nei giorni che seguirono lesplosione. Furono notate, infatti, nei luminosi cieli notturni di tanti luoghi lontani da Tunguska, in particolare, in Inghilterra, delle nuvole lucentissime, dette nubi nottilucenti che si formavano nellalta atmosfera terrestre (mesosfera), oltre gli 85 chilometri di altezza e si vedevano a grande distanza quando venivano illuminate dalla luce del Sole. Queste stesse nubi, costituite prevalentemente da acqua ghiacciata, sono state notate nelle regioni polari da molti ricercatori, dopo i lanci dello space Shuttle Discovery nel 1997 e Endeavour

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I TRENTANNI DI MODA DI CAMILLO BONATrentanni di moda. Di haute couture. Di abiti che fanno sognare. Ha iniziato da piccolo, Camillo. Nella sartoria della madre. La osservava cucire e riproduceva in miniatura, per le bambole, i vestiti che lei realizzava per le clienti. Alle medie faceva gli schizzi sul diario di scuola, poi ha frequentato lAccademia Coefia. Da allora ha trasformato la sua passione in lavoro. La collezione per festeggiare i suoi trentanni di attivit insolita. Non si ispira ad un mood preciso. Ha disegnato abiti che interpretano la sua immagine di femminilit: un incontro perfetto tra raffinatezza e semplicit. Ha scelto tessuti ricercati, chiffon, mikado di seta, organza ma anche naturali, come la rafia e il lino. Li ha accostati nella creazione di ogni capo, con effetti e richiami agli anni 20 e 30. Per i colori ha attinto tra il bei-

ge, le gradazioni e sfumature dei rosa, il color carne, il rame e il panna. E li ha impreziositi con ricami, perline, Swarovsky. Fil rouge di questa special edition, come di tutte le creazioni by Camillo Bona, una ormai rara acribia per i dettagli e lesclusivit: orli rigorosamente fatti a mano, perle, jais e pietre dure cucite singolarmente, alta sartorialit (il centro operativo a Monterotondo, mentre il delizioso Atelier nel cuore di Roma). Originali ed importanti gli accessori, creati da Aniello Galderisi. Collane, realizzate in un filo unico di quattro metri, che sembrano sottili sciarpe da girare pi volte intorno al collo o che possono diventare bracciali, rigorosamente in pendant con la collezione. Un eccellente esempio di Alta Moda Italiana. Alessia Ardesi

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I MUST DELLAUTUNNOINVERNO 2009/2010REMINISCENZE GUERRIERE:Bustini in pelle, borchie, frange di nappa, intarsi di pelliccia e vite strizzate, robe bustier per amazzoni stilizzate.

DRAPPEGGI E ORLI:Robe manteau con drappeggi trompe-loeil e tridimensionali, trionfi di pliss e morbide pieghe su abiti, gonne, camicie e capi spalla.

PELLICCIA INTARSIATA:Pelliccia utilizzata anche per borse, stole, colli ad anello e collari da sovrapporre ai capi spalla o da indossare con cinture alte in vita.

STIVALI ALLE COSCE E ALLANCA:Boots altissimi, oltre il ginocchio, anche fino allanca, con plateau e tacchi a spillo. Ma anche con cinture e cinturini.

PELLE A GOGO:Pelle per body suit, giacche, trench, abiti seconda pelle e bustier.

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Alessia Ardesi

a chiesa spirituale era in via Lee High Rd nel Lewisham, una minuscola chiesa che non aveva niente di particolare in s. Cerano quattro stanze. La nostra era la prima, ci mettemmo seduti: odorava di umido ed era molto fredda. Ricordati, se te lo chiedono, hai 17 anni, mi ricord mia zia. Ci saremmo messi nei guai, se fossero sensitivi dovrebbero sapere la mia et, pensai. Alle 19.30 la sessione inizi. Nella stanza cera una luce blu accesa, noi dovevamo sederci tutti in cerchio, spettava ad Henry, il capo della chiesa, a dare lezioni. Eravamo dieci e dovevamo meditare tutti insieme per almeno 15 minuti. Quando si spense la luce blu, tutti smisero lentamente di meditare. Per me, quel giorno, fu difficile, meditare: ero rimasto seduto con gli occhi aperti per tutto il tempo. Poi, uno alla volta, iniziammo a riferire ad Henry cosa avevamo percepito e visto durante la meditazione. Una persona aveva visto un mazzo di fiori pieno di colori; un altro, una persona reduce dalla guerra che cercava la sorella, ma nessuno sapeva chi fosse. Unaltra signora aveva visto dei colori e percepimmo che ci sarebbe stato un cambiamento per qualcuno nella sua famiglia. Era felice perch aveva visto sua madre che era morta 5 anni prima. Era arrivato il mio turno, ma io non avevo visto nulla, guardai intensamente Henry che mi sorrise, quando accadde una cosa strana. Iniziai a vedere immagini: era come guardare un film, davanti a me ballava attorno alla stanza una donna con i capelli rossi. Cera della musica, la gente rideva e potevo sentir dire Bella. Poi cammin verso una delle signore che erano sedute a capo del cerchio nella stanza, e la baci sulla guancia. Bella disse di nuovo e poi spar. Henry mi chiese di nuovo Beh, vedi niente. Riuscivo a sentire che gli altri nella stanza non mi volevano perch ero troppo giovane ed erano tutti molto pi grandi di me. Io dissi ad Henry cosa avevo visto e cosa aveva detto la signora dai capelli rossi, che pensavo fosse collegata alla signora seduta sulla prima sedia. La signora non poteva accettare questo e con le lacrime agli occhi spieg che sua madre era stata una ballerina a Parigi e che la chiamava Bella. Visto che era giovane e che la ricordava per i suoi capelli rossi, ci spieg che Bella era una parola italiana, sua madre era, infatti, per met italiana. Mia zia era emozionata per me. Era la prima volta che partecipavo ed ero gi stato notato, and verso Henry ed iniziarono a parlare di me. Puoi tornare la settimana prossima, ma sarai messo nel prossimo cerchio mi disse. Quella notte non dormii bene. Billy e gli altri erano arrabbiati con me

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perch ero andato alla chiesa spirituale. Non puoi imparare a modo loro. Devi imparare da solo a modo tuo, non ti servono loro, mi dissero tutti. Ma mia zia aveva gi fissato laltro appuntamento per il seguente marted. Quando arriv il giorno alle 19.30, mi ritrovai seduto in una stanza diversa, sempre maleodorante di umido, ma con laria cos secca che non riuscivo quasi a respirare. Entr Henry, e si and a sedere nel posto di capotavola. Accese la luce blu, e tutti cominciarono a meditare per 15 minuti. Io trovavo difficile chiudere gli occhi, rimasi allora seduto a guardare Henry e dopo 5 minuti vidi un uomo dietro di lui, era alto quasi due metri ed indossava abiti indiani ed aveva della pittura da guerra sul viso. Pass sul tavolo e venne verso di me e usando la mano destra, mi chiuse gli occhi con due dita. Era una sensazione strana, allinizio avevo un p paura, ma poi mi attravers una sensazione di calma. La luce blu si spense e sentii la voce di Henry Quando siete pronti aprite gli occhi. Aprii gli occhi e mi poggiai allo schienale della sedia in silenzio. Come era gi successo, uno ad uno cominciarono a raccontare cosa avevano visto. Venne il mio turno: Io non ho percepito nulla dissi, e ci guardammo in faccia. Dalle loro espressioni capii che pensavano che ero troppo giovane per essere l. Mia zia mi fissava, sapeva che io avevo visto qualcosa. Sono sicuro che hai visto qualcosa disse Henry guardandomi incredulo. Gli raccontai la storia dellindiano che avevo visto dietro di lui. La stanza si riemp di risate Ecco cosa meriti per non aver chiuso gli occhi mi disse uno di loro. Bene disse Henry alzandosi dalla sedia, pronto ad andarsene In tutti questi anni di lavoro qui in questa chiesa, la prima volta che qualcuno vede il mio angelo custode. E si, un indiano rosso. Henry mi tir da parte e mi disse che non ero un chiaroveggente, ma sentiva che io ero un misto dei sei sensi, ma con qualcosa in pi, sentiva che ero un sensitivo e che riuscivo a vedere nel passato e nel futuro. Ma sent, anche, che la chiesa spirituale non era per me e che gli altri mi vedevano un p come una sfida. Mi invit a tornare il seguente marted, ma io non ci tornai pi e mia zia, quella settimana, torn in Nuova

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Zelanda. Lei mi aveva aiutato a capire che ero diverso dagli altri, e che avrei impiegato degli anni per capire il dono che avevo e migliorarlo. Questo fu linizio, sapevo che avrei dovuto camminare da solo su questo sentiero e mi iscrissi alla biblioteca locale, iniziai a leggere dei libri sul soprannaturale, la telepatia, la chiaroveggenza e sullessere sensitivo. Cerano due sezioni, per i bambini e per gli adulti. Avevo circa 15 anni e dovevo chiedere il permesso per entrare nella sezione per adulti e per veder i libri che cerano. Un amico di famiglia che lavorava nella biblioteca mi aiut a prendere i libri. Limportante, diceva, era che io non parlassi e che non portassi via nessun libro, visto che non avevo raggiunto let per affittarli. Andavo ogni giorno, finivo un libro e ne iniziavo un altro. Mia madre pensava che ero molto bravo ad andare a studiare in biblioteca. Ma in realt, sapeva ben poco cosa io stessi studiando. Ero catturato da quello che leggevo: questo era il mio mondo, pensai, cerano cos tante persone come me li fuori, ed ero solo uno dei tanti. Trovai anche un libro che parlava di storie di spiriti che avevano occupato case e persone e che erano aggressive verso di loro e verso le loro famiglie. Storie che mi spaventavano. I miei angeli non erano cos, mi aiutavano in molti modi, non ho mai avuto problemi e non mi hanno mai ferito. Tornai a casa e mi chiesi, cosa sarebbe successo se questo fosse accaduto alla mia famiglia, tutte quelle storie mi giravano per la mente. Entrai lentamente in una sorta di depressione, non potevo dormire n mangiare, mi stavo indebolendo molto. I miei genitori chiamarono il dottore di famiglia perch pensavano che ero diventato matto davvero. Volle sapere perch mi sentivo cos, quale era il problema. Non era mio padre che mi dava tutto ed era il mio miglior amico, non era lui il problema. Gli dissi dei miei angeli e che avevo letto un libro dove la gente veniva attaccata da loro. La mia stanza divent fredda e potevo sentire voci che dicevano, No, noi no. Billy era sullarmadio ed inizi a ridere di me. Cosa c? mi chiese il dottore guardando in su, nella stessa direzione in cui stavo guardando. Puntai il dito, ma

sapevo che non poteva vedere Billy, perch Billy era seduto dallaltra parte dellarmadio. Poi arrivarono le domande, come Puoi vedere i morti, Quante persone sono nella stanza con noi e Cosa ti stanno dicendo. Il dottore mi prese per mano e mi fece sedere vicino a lui Non c nessuno qui mi disse tutto nella tua testa. stata la prima volta che non volevo vedere i miei angeli, volevo, anzi, che se ne andassero. Poi una bellissima signora indiana che indossava un abito verde e oro entr nella stanza, aveva i capelli tirati tutti in dietro e stava sorridendo, mi accorsi che le mancava un dente. Si mise seduta accanto al dottore e gli diede un bacio sulla fronte. Che c? mi chiese, poteva vedere dal mio viso che avevo visto qualcosa. C una signora seduta accanto a te gli dissi. Lei mi sorrise: Digli che sono sua madre. Gli diedi il messaggio e gli riferi che lei era felice perch non era sola nellaldil, anche se non aveva ben capito cosa le fosse successo accadde cos velocemente ripet pi volte la donna. Era cos giovane e non aveva avuto il tempo da passare con lui. Il dottore si alz e lasci la stanza. Dopo un p torn quello che tu hai un dono, gli angeli che hai attorno a te non sono cattivi. Guard mia madre che stava sulla porta e lei annu. Mia madre era una persona stupenda, mi disse, stringendomi la mano. Dopo quel giorno non lessi pi libri su questa materia, volevo imparare da solo tutto quello che mi accadeva. Mi ero ammalato, e visto che gli angeli, anche se a me tenevano, se ne erano andati via per qualcun altro che aveva pi bisogno di me, dovetti abituarmi a vivere una vita diversa. Era difficile avere a che fare con le persone vere ed avere conversazioni su cose normali. Mi mancava il loro amore e laffetto e la sensazione di sentirmi sicuro, ero perso nel mio stesso mondo. Questo and avanti per circa un anno. Non vidi n sentii pi Billy. I miei fratelli e sorelle spesso parlano di quei tempi e del mio amico Billy. Avevano vissuto le mie esperienze, ma erano cose che li spaventavano troppo per parlarne allora. Guardando nel passato, avrei voluto scoprire chi fosse Billy, da dove venisse, non era della mia famiglia, forse aveva a che fare con la casa in cui vivevo. Molti anni dopo una chiaroveggente fece una lettura per mia sorella e le disse di dirmi che Billy mi salutava con affetto. Traduzione di Rita Lena [email protected]

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I GIOIELLI DI DORGALIPrestigiosa produzione del piccolo centro di Dorgali nel Nuorese, in Sardegna, rappresentano lespressione pi originale del sentimento artistico isolano. Lorigine della tradizione artigianale orafa sarda si perde nella leggenda. Di certo si ha notizia, in tempi recenti, di un certo orafo, Anneddu Berritta, alto poco pi di 80 centimetri, morto quasi centenario nella prima met dell800. Creava opere meravigliose fondendo loro nel crogiolo in un angolo del suo sottoscala. La produzione riguardava non solo capolavori custoditi nelle numerose chiese isolane ma anche oggetti di oreficeria destinati alla sposa chiamati su dono, il dono di matrimonio offerto dalluomo alla futura moglie. Consisteva in: Sa loriga de rodedda, orecchini a forma di ruota, o sa loriga de prudone, orecchini a grappolo duva e sa zoiga un monile da pettorale, a cui si aggiungeva sispilla e conca, una spilla da indossare sul fazzoletto, la fede sarda, il rosario con medaglia e sisprugadents, un oggetto a forma di cavallino stilizzato o un animale fantastico come lunicorno, la cui punta acuminata serviva come stuzzicadenti, mentre la parte opposta terminava a palettina e serviva per la pulizia delle orecchie. Se lo sposo era molto ricco si aggiungevano a questi doni i bottoni in filigrana doro per la bianca camicia del costume da matrimonio e sa nuschera un portaprofumi, entro il quale si mettevano fiori di lavanda, spesso realizzato in argento. Le dimensioni degli oggetti variavano a seconda delle possibilit economiche dello sposo, e dalla tecnica impiegata per la lavorazione della filigrana. Oggi la produzione va dal recupero delle antiche forme al gioiello moderno. Per il primo si impiega ancora loro a 500 dal caratteristico colore rosso, con la tecnica della filigrana a motivi di foglie e rosette, gli altri, rivisitati e arricchiti da perle e pietre preziose, con oro a 750, conferiscono al gioiello una nuova freschezza. Costanza Cerioli Magia, mistero e grandi emozioni, tramandati dalla cultura aborigena, sono diventati per una sera protagonisti a Firenze grazie a Luca Faccenda, direttore Artistico di National Gallery Firenze, che a Villa Bardini ha contribuito a rafforzare il legame tra spettacolo, cultura e solidariet presentando il libro Sogni australiani Dreamtime Stories. Fortemente voluto da National Gallery. Il testo racconta il Tempo dei sogni dei Djabugay, popolo aborigeno che vive nell'estremo nord del Queensland. Il libro illustrato dai disegni dei bimbi Djabugay in 3 lingue italiano, inglese e Djabugay e ha lo scopo di preservare la loro lingua e condividere le loro leggende con altre culture. Parte dei ricavati dalla vendita di questo tomo che Faccenda ha di recente presentato anche nel corso della sua rubrica cultura in onda ogni settimana allinterno del Maurizio Costanzo Show - saranno usati per sostenere l'educazione dei bambini Djabugay e parte andr ai paesi terremotati dellAbruzzo. Nicoletta Di Benedetto

TRATTAMENTO VISO POST-VACANZEAl rientro dalle vacanze la pelle e in particolar modo la pelle del viso, che per tutto il periodo estivo stata esposta al sole e ai raggi U.V., deve essere rigenerata e idratata per evitare il formarsi di macchie e rughe. Cominciamo con un trattamento per rinnovare lepidermide del viso, quindi unaccurata detersione e lapplicazione di una lozione tonificante, e un peeling che favorisce leliminazione delle cellule morte. Lestetista procede con la pulizia profonda del tessuto, con spremitura dei punti neri ed eliminazione delle impurit superficiali. Si esegue un massaggio dolce sul viso, collo e decollet con una crema specifica adatta al tessuto epidermico. Una maschera ad azione dermopurificante e zuccherina render poi i tessuti pi ricettivi e migliorer lirrorazione sanguigna. Si asportano i residui di prodotto con una spugna inumidita e si conclude il trattamento con lapplicazione di una crema idratante e un gel ricco di acido ialuronico che si occuper quindi di mantenere il grado di idratazione, turgidit, plasticit e viscosit del tessuto concludendo al meglio con un trucco acqua e sapone e dando importanza principalmente alla bocca o con un rossetto con un alto concentrato di idratazione o un gloss fruttato. Tiziano Melara

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La RICETTA DEL MESE a cura di ROSANNA VAUDETTI CONDUTTRICE SU SKY DELLA DOMENICA DI ALICE

CHAMPIGNON IN PASTELLA ALLA BIRRAIngredienti: (dose per 4 persone) 250 gr champignon piccoli 100 gr farina 4 cucchiai di groviera grattugiata fine 1 cucchiaino di senape delicata di Digione 1,5 dl birra chiara 1 cucchiaio di olio di oliva pepe macinato fresco sale olio per friggere Preparazione: Mondare i funghi e tenerli da parte. In una ciotola mescolare la farina, il groviera, la senape, un pizzico di sale e qualche buona macinata di pepe. Aggiungere gradatamente lolio e quindi la birra, mescolando bene con un mestolo di legno, fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. In una padella capiente, scaldare bene lolio, immergere gli champignon nella pastella e friggere pochi pezzi per volta, per circa 3 minuti o sino a quando non sono ben dorati, girandoli anche dallaltro lato a met cottura. Scolare e sgocciolare lolio in eccesso su di un vassoio ricoperto di carta assorbente. VERGINEIl segno della Vergine (23 agosto 22 settembre) dominato dal pianeta Mercurio da cui gli deriva una intelligenza particolare; appartiene alla triade dei segni di terra e per questo portato a trarre risultati concreti dalle sue azioni. Infatti, la Vergine, non lascia mai a met le sue opere e lo fa con il massimo della seriet. E considerato il segno pi preciso e affidabile dello Zodiaco, caratteristica che lo fa apparire puntiglioso e troppo critico. Le osservazioni che spesso muove verso i suoi familiari e gli amici, ma soprattutto nei confronti del partner sono dettate dal forte senso di responsabilit che fa parte del suo carattere. una persona che pesa tutto quello che fa, raramente si muove distinto, per questo tra le attivit professionali scelte dai nati sotto questo segno prevale la professione medica. Nel campo sentimentale e degli affetti la Vergine pu apparire fredda e distante perch vive il rapporto amoroso pi cerebrale che passionale. E considerato anche il segno poco portato ai tradimenti e meno romantico dello zodiaco. I nati sotto questo segno non sono gelosi ma se vengono traditi non perdonano, anzi si vendicano. Il segno della Vergine privilegia tra i metalli il rame e loro e tra i minerali il diamante; ama il colore verde simbolo della sensualit e dellaccettazione; come fiore la gardenia, soprattutto per il profumo, perch infonde serenit e benessere, e il giacinto e lacacia. Il numero fortunato lotto che rappresenta la fiducia.Siderio

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