20262 Chapeau Ottobre 09(1)

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2012 fine del mondo? LADY D testimonianza di un sensitivo RIVISTA MENSILE DI ATTUALITÀ MODA CULTURA COPIA GRATUITA - Anno 5 - N. 9 - Ottobre 2009 - Tiratura copie 20.000 MENICHELLI MENICHELLI
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  • 2012 fine del mondo?

    LADY D

    testimonianza di un sensitivo

    RIVISTA MENSILE DI ATTUALIT MODA CULTURA COPIA GRATUITA - Anno 5 - N. 9 - Ottobre 2009 - Tiratura copie 20.000

    MENICHELLI MENICHELLI

  • Direttore Responsabile

    Mara Parmegiani

    Comitato scientifico

    Gino Falleri, Nino Marazzita,

    Simonetta Matone, Carlo Giovannelli,

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    Marco Alfonsi

    Nicoletta Di Benedetto

    Marina Bertucci

    Servizi fotografici di redazione

    Laura Camia, Giancarlo Sirolesi

    Collaborano

    Alessia Ardesi,

    Marco Alfonsi, Costanza Ceroli,

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    Nicoletta Di Benedetto, Andrea Di Capoterra,

    Cristina Guerra, Rita Lena,

    Nino Marazzita,

    Siderio, Josephine Alessio

    Fotografo: Maurizio Righi

    Via Piero Aloisi, 29 - 00158 Roma

    Tel. 06.4500746 - Fax 06.4503358

    www.chapeau.biz

    Aut. Trib. di Roma n. 529/2005 del 29/12/2005

    Edizioni e Stampa

    Rotoform s.r.l.

    Via Ardeatina Km. 20,400 - S. Palomba (RM)

    Ideazione grafica ed impaginazione

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    La responsabilit legale del contenuto degli articoli e dei contributi di tipo pubblicitario a carico dei singoli autori. La collaborazione al mensile Chapeau da ritenersi del tuttogratuita e pertanto non retribuita, salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright. vietata la riproduzione, anche parziale, di testi, grafici, immagini e contributi pubblici-tari realizzati da Chapeau.

    Pubblico con infinito piacere la let-tera inviatami da una imprenditricedolciare dellAquila alla quale va tut-ta la nostra solidariet

    Caro direttore,

    Confesso che nei momenti di maggior

    scoraggiamento, e giuro ne capitano

    molti anche nella stessa giornata, da

    donna, madre, imprenditrice, cittadina

    comune solo il pensiero della mia cit-

    t cos sofferente, oserei dire agonizzante, mi danno la forza, il co-

    raggio, la grinta e quasi la rabbia per combattere, andare avanti,

    continuare a lottare a lavorare.

    Sentiamo tutti che non solo il nostro presente duro e difficile ma

    lo sar per molti molti anni anche il nostro futuro; solo gli ingenui

    possono pensare e credere al contrario: nulla ancora ripartito,

    poco stato fatto, siamo ancora nella pura e piena emergenza,

    abbiamo solo tanta forza e rassegnazione che fanno apparire agli

    altri, come gi superati tanti ostacoli.

    Lei sa bene da donna intelligente, quale sia la cruda realt e qua-

    li sono gli spot televisivi propagandistici, che fanno ben figurare

    una parte ma danneggiano la nostra gi grave situazione, di un

    popolo terremotato, stremato nelle forze, nelle menti e nei cuori,

    che ha invece ancora tanto bisogno della vera e sostanziale solida-

    riet dello Stato, degli enti delle altre regioni tutte e della stessa

    Europa.

    Mi sto sfogando e la prego di perdonarmi, ma quando si toccano

    certi argomenti siamo troppo scottati per riuscire a soprassedere

    con disinvoltura.

    Con simpatia, Spagnoli Maria Teresa

    DolcevitaCanale SKY 906

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    IN QUESTOnumeroLADY D

    LARMADIO DEI SOGNILARMADIO DEI SOGNI

    GIOACCHINO BELLI GIOACCHINO BELLI

    LADY D

    Lady D: Testimonianza di un sensitivo

    La posta di Graig

    Vintage di Mara Parmegiani

    Roma by Night

    Fine del mondo

    Il gran tour

    Giacomo Casanova

    Gioacchino Belli

    Joan Crawford

    Il fazzoletto

    Come si forma la madreperla

    Gene che fa dormire poco

    Medicina

    La saggezza della folla

    Un viaggio tra i profumi

    Libri - Eventi - Mostre

    Ricettae Oroscopo del mese

    IL FAZZOLETTO IL FAZZOLETTO

    GIACOMO CASANOVA GIACOMO CASANOVA

    FINE DEL MONDO FINE DEL MONDO

  • 4La prima volta che incontrai Giorgina Bru-ni, scrittrice, organizzatrice di importantieventi mondani e di spettacoli, anche miaagente, fu a Mayfair, a Londra. Giorginaera diventata un nome di spicco anche sulweb, in quanto fondatrice del magazineon-line Hot gossip UK. Loccasione, ri-cordo, fu una festa di beneficenza allaquale era presente chi veramente contavadella Londra bene, la crema della citt: at-tori, modelle, musicisti. Ho sentito che seiun bravo sensitivo, mi disse sussurrando-mi allorecchio mentre mi passava un bic-chiere di champagne. Ci dobbiamoincontrare e parlare, aggiunse con un lar-go sorriso che mi rincuor. Ti piacerebbefare un lavoretto stasera?, mi chiese ti-randomi per la mano e facendomi sederedietro un tavolo nascosto in un angolodella stanza. Dimmi hai un agente?, michiese. No, non in questo momento, ri-sposi. Bene, ora lo hai, disse ridendo, fe-lice di diventare il mio agente, brindammoe cominci la nostra amicizia. Ora cer-chiamo qualche cliente, disse guardan-dosi attorno. A quel tempo Giorgina stavascrivendo il suo primo libro. Una storia cheraccontava un atterraggio di un UFO avve-nuto negli anni 80 nella foresta di Rendle-

    sham in Gran Bretagna. Allora, lavoravo inun talk show radiofonico chiamato Il sa-lone del sensitivo per radio Liberty 963,gli ascoltatori potevano intervenire, farmidelle domande e io davo loro il mio consi-glio. La stazione radio Liberty 963 appar-teneva a Mohammed Al Fayed ilproprietario di Harrods, padre di Dodi AlFayed. Giorgina, mi disse che aveva senti-to di una fan molto famosa, che segui-va la mia trasmissione e che avevaespresso il desiderio di incontrarmi, manon mi disse di chi si trattava. Un giornomi diede un appuntamento a casa sua. Lacasa di Giorgina si trovava a Knightsbrid-ge, a pochi passi da Harrods ed io stavoandando da lei. Dovevamo parlare del miolavoro e su cosa lei aveva in serbo per me.Il suo appartamento era allultimo piano ele scale erano cos ripide da star male. Ar-rivai alla sua porta con il fiatone. Sonoio, dissi entrando e richiudendo la portaalle mie spalle. Giorgina mi salut e gri-dando tutta eccitata, mi disse: C qual-cuno che ti vuole incontrare. Quella fu laprima volta che incontrai Lady Diana. Erain piedi e mi tendeva la mano, Felice diincontrarti Craig, mi disse salutandomicon un abbraccio. Non ci potevo credere, i

    miei occhi avevano visto Lady D solo aqualche prima cinematografica, ma nonavevo mai stretto la sua mano. Era vestitacon jeans e una maglietta bianca. Era na-turale e molto bella. Si inform della miavita e del mio lavoro di sensitivo. Un lavo-ro che trovava molto interessante.Parlammo per circa mezzora, poi ci lasci.Ma prima di andarsene, con mia sorpresa,mi chiese se poteva incontrarmi di nuovo.Certamente risposi io. Quando Lady Dia-na usc, Giorgina chiuse la porta e batt lemani Fantastico disse e poi alz il telefo-no. Cosa fai?, le chiesi. Chiamo i gior-nali, pensa Lady D e Craig, il sensitivo, chesi incontrano e parlano. Diventerai famo-so. No, dissi abbassando il telefono.Non corretto, venuta da me per ave-re un consiglio. Non posso farle questo.Mi sentivo veramente male, non avrei po-tuto parlare con i giornali per farmi pub-blicit. Insomma, non potevo tradire lasua fiducia. Alla fine concordammo che lavisita di Lady Diana doveva rimanere unsegreto. La seconda volta che incontrai laprincipessa del Galles fu solo per pochi mi-nuti e sempre a casa di Giorgina. Volevasapere qualcosa sulla sua relazione conDodi e se lo avrebbe sposato. Io le dissiche potevo vedere un anello che confer-mava il loro rapporto, ma non vedevo unmatrimonio, anche se sentivo che sarebbestata con Dodi per sempre. Un giorno,mentre lavoravo alla Liberty Radio e ri-spondevo alle domande del pubblico, par-ticolarmente numeroso, tanto che le lineetelefoniche erano intasate, Sally, lospitedel programma, cos come era gi succes-so altre volte, apr il giornale che era sultavolo e prendendo spunto dallattualit,chiese Cosa ci puoi dire su Lady D? Chiu-si gli occhi e pensai alla foto di Lady Dianacon Dodi, e vidi una macchina bianca pas-sare a forte velocit e poi una luce abba-gliante. Rifer quanto avevo visto,rispondendo sconvolto e con grande tri-stezza alla domanda di Sally e aggiunsi:Deve stare attenta ad una macchina velo-ce e ad una luce abbagliante. A questopunto le nostre voci furono tagliate euna musica cominci a suonare. Jo, il pro-duttore entr nello studio dicendo: Nonpuoi parlare di Lady DSai il padre di Do-di il proprietario di questa emittente, Li-berty appartiene ad Harrods. Era moltopreoccupato del fatto che il capo, Mo-hammed Al Fayed, avesse potuto ascolta-re e poteva essersi risentito per quello cheavevo detto su Lady Diana e suo figlio. Non dimenticare che queste sono solodelle visioni, dissi, sperando di sbagliarmisu quello che avevo visto. Poi, non ci pen-sai pi e ritornai a casa, riflettendo sul fat-to che non era giusto che io potevo fareprevisioni per molta gente famosa e nonper lady Diana. A quel punto, non mi re-stava che seguire listinto e ci che sentivonel profondo: lasciare la radio e non ritor-nare a lavorare l. Era tempo che cambias-si e andassi via da Liberty radio 963. Sallycerc di farmi cambiare idea. Tu sei ungrande sensitivo - mi disse - e ti stai facen-

    LADY D: TESTIMONIANLADY D: TESTIMONIAN

  • do un nome. Altri avrebbero voluto fartilavorare con loro, nei loro programmi eavvicinandosi aggiunse Ma io ho sempredetto di no a tutti, perch lavoravi nel mioshow e non ti volevo perdere. Quello chemi stava dicendo era molto carino, ma iosentivo che era venuto il momento di an-dare. Cinque mesi dopo ero in Italia, quan-do accesi la televisione e ascoltai con lelacrime agli occhi lannuncio che Lady Dia-na era morta in un incidente di macchina.Secondo quanto riportato la causa dellin-cidente poteva essere una macchina bian-ca, molto veloce e con luci abbaglianti. Intutti questi anni molti chiaroveggenti esensitivi hanno dichiarato di essersi messiin contatto con Lady Diana. E facile dirlodopo, ma io sono stato il solo che non havoluto guadagnare sulla triste storia dellaprincipessa o, semplicemente diventarefamoso, anche se sono stato il primo adaver visto la macchina bianca e le luciabbaglianti. Non sono mai voluto andarein televisione a dire quello che avevo vi-sto e che avevo incontrato lady Diana, al-la quale avevo dato il mio consiglio. Il suosorriso, la sua gentilezza rimasta dentrodi me in tutto questo tempo. Qualche vol-ta mi meraviglio di quello che dissi a ladyD nel nostro ultimo incontro: che sarebbestata per sempre con Dodi, purtroppo, acausa di quel terribile incidente.

    Trasled Rita Lena

    I first meet Georgina Bruni at a fund raiserevent in London Mayfair anyone that wasanyone was there actors, musicians, mo-dels, the cream of London. Georgina wasa researcher into the unexplained and alsotrained a private investigator. Ive heardthat you a good psychic she whisperingin my ear passing me a glass of champa-gne we have to get together and chather cheeky smile made me feel at easewould you like to do some work tonightshe asked taking me by the hand and sit-ting me down at a table hidden in the cor-ner of the room. Now tell me do youhave a agent she wanted to now. No Idont at his moment I told her She lau-ghed Well you do now she was happyto make herself my agent then and there,we clinked glasses and our friendship be-gan now lets find you some clients. Atthe time Georgina was writing her firstbook you cant tell the people it wasabout a UFO landing in the 80s in Rendle-sham forest Great Britain. You can readmy story under the name Kane page 326-328 I was working on a Radio chat showcalled The Psychic Salon for liberty radio963, the listeners could call into the showand ask me questions and I would givethem my psychic advice. The radio stationwas owned by Harrods boss MohammedAl Fayed the father of Dodi Al Fayed. Ge-orgina was quick to point out to me thatshe had heard though her contacts that ihad a very famous fan that listened to my

    show and wanted to meet me, but at thattime she wasnt able to tell me who thisperson was? Georginas house was justpassed Harrods of Knightsbridge Londonand I had an appointment with her to talkabout my work and what she had in storefor me. Her apartment was on the top flo-or and the stairs were a nightmare toclimb. When I got to her door I was out ofbreath Its me I called out entering clo-sing the door behind me Im in the livingroom Georgina called out Theres so-meone I want you to meet her voice wasthrilled to tell me this. That was the first ti-me I meet Lady Diana. Lady D stood upand held out her hand pleased to meetyou Craig she said greeting me with ahug. I couldnt believe my eyes I had seenLady Diana before at some film premieresbut never got to shake her hand. She wasdressed in jeans and a white shirt effor-tless but very beautiful. She asked meabout myself and about my work as a psy-chic she found this work very interesting.We chatted for around After 30 minutesthen she had to leave, to my surprisedasked me if she could come and see meagain some time in the future. of course

    I said. When lady Diana left Georgina clo-sed the door and clapped her hands fan-tastic she said picking up the telephone.What are you doing I asked her. Imcalling the papers, this is a big story LadyDiana and top psychic Craig Warwick chat

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    NZA DI UN SENSITIVONZA DI UN SENSITIVO

  • 6together, it will make you famous No Isaid closing the telephone Its not cor-rect, she came here for some advice I ca-nt do this to her I felt bad if I was to talkto the newspaper just to make my name Icouldnt betray her trust. We both agreedto keep Lady D visit a secret? The secondtime Lady D only had a few minutes tospend with me again at the home of Ge-orgina. She wanted to know about her re-lationship with Dodi and would she marrythis man. I told her that I could see a ringthat confirmed her relationship but I coul-dnt see a wedding, and I felt that shewould be with Dodi forever! One day Iwas working at Liberty Radio doing thePsychic chat show and as always the pho-ne lines were jammed. There were manycallers to get through, and then like manytimes before Sally the host of the pro-gramme opened the daily newspaper thatwas on my desk and asked what can youtell us about Lady D I closed my eyes andtuned into the photo of Lady D on a boatwith Dodi, I could see a speeding whitecar passing me going a great speed andthen there were a flashing lights. This Itold and I was very troubled about what Isaw. She has to be careful of a fast carand a flashing light I said I felt a greatsadness. At this point we were cut off and

    music started to play over my voice. Jo theproducer off the show entered the roomsaying you cant talk about Lady Diyouknow his (Dodis) father owns the radiostation, Liberty is owned by Harrods. She was nervous that the big man Mo-hammed Al Fayed had listened and mighthave been offended with what I had saidabout his son and Lady Diana Dont for-get this was only prediction I said hopingthat I was going to be wrong about whatI had seen.. I didnt think any more aboutit and I went home and I thought that itwasnt fair that I was able to make predic-tions for other famous people, why notLady D? At this point I had to trust in whatI was feeling and my inner self was tellingme to leave and not to go back to work atthe radio station. It was time to move ona leave Liberty radio 963. Sally tried to getme to change my mind to stay on withher. You are a great psychic and you aremaking yourself a big name she said. Al-ready others want you to work with themon their shows she moved closer to me,but I tell them no because I get the mostcallers when you are on my show and I do-nt want to lose you. It was nice she wastelling me this, but I felt that it was timefor me to move on. 5 months after I wasin Italy when I turned on the TV like mil-

    lions of others and watched with tears inmy eyes as the news was announced thatLady Diana had been killed in a car acci-dent. A fast white car and flashing lightswere reported of being seen at the screen.In the past years so many clairvoyants andpsychics had told their stories about howthey have seen or have made contactedwith Lady D. This is easy to say after Imthe only one that hasnt tried to make mo-ney or ask for fame, even though I was thefirst too of had a prediction of a white carand flashing lights. I never wanted to gopublic or try to make any money in tellingthis story. I have never wanted to go pu-blic telling all that I had meet lady Dianaand had in the past giving her psychic ad-vice. Her smile and her kindness has sta-yed with me all this time. I havesometimes wondered if what I had toldLady D in our last meeting that would bewith Dodi forever was because of the caraccident. Jo the producer off the show en-tered the room saying you cant talkabout Lady Dyou know his (Dodis) fa-ther owns the radio station, Liberty is ow-ned by Harrods. She was nervous thatthe big man Mohammed Al fayed had li-stened and might have been offendedwith what I had said about his son and La-dy Diana Dont forget this was only pre-diction I said hoping that I was going tobe wrong about what I had seen.. I didntthink any more about it and I went homeand I thought that it wasnt fair that I wasable to make predictions for other famouspeople, why not Lady D?At this point I had to trust in what I wasfeeling and my inner self was telling me toleave and not to go back to work at theradio station. It was time to move on aleave Liberty radio 963. Sally tried to getme to change my mind to stay on withher. You are a great psychic and you aremaking yourself a big name she said. Al-ready others want you to work with themon their shows she moved closer to me,but I tell them no because I get the mostcallers when you are on my show and I do-nt want to lose you. It was nice she wastelling me this, but I felt that it was timefor me to move on. 5 months after I wasin Italy when I turned on the TV like mil-lions of others and watched with tears inmy eyes as the news was announced thatLady Diana had been killed in a car acci-dent. A fast white car and flashing lightswere reported of being seen at the screen.In the past years so many clairvoyants andpsychics had told their stories about howthey have seen or have made contactedwith Lady D. This is easy to say after Imthe only one that hasnt tried to make mo-ney or ask for fame, even though I was thefirst too of had a prediction of a white carand flashing lights. I never wanted to gopublic or try to make any money in tellingthis story. I have never wanted to go pu-blic telling all that I had meet lady Dianaand had in the past giving her psychic ad-vice. Her smile and her kindness has sta-yed with me all this time. I havesometimes wondered if what I had toldLady D in our last meeting that would bewith Dodi forever was because of the caraccident.

    Craig Warwick

  • 7Caro Craig, Vivo nella casa in cui entrambi i miei geni-tori sono morti. Mi chiedevo se, spostan-domi in un'altra abitazione pi grande,anche gli spiriti dei miei genitori mi segui-rebbero.

    Maria R

    Cara Maria R,Ti posso dire che non cambierai casa finoallinizio del 2010. Quanto al tuo desideriodi volere con te i tuoi genitori, almeno inspirito, ti consiglio di parlare con loro, chesono in grado di sentirti e ai quali potraichiedere se vogliono seguirti nella nuovacasa. Credo che ti seguiranno e che saraimolto felice nella tua nuova abitazione.

    Caro Craig,Ho un figlio di 2 anni e mi sono accortache continua a vedere qualcosa che simuove nella nostra casa e che io non pos-so vedere. Potrebbe essere un angelo edin questo caso che cosa posso fare e comeposso sapere se un angelo buono o cat-tivo.

    Vita (PA)

    Cara Vita,Tutti i bambini a questa et possono vede-re e sentire gli angeli e se questo fosse unangelo cattivo il tuo bambino sarebbe in-felice e piangerebbe quando gli si avvici-

    na. Ma se il bambino sorride significa che un angelo buono che lo protegge. Sentoche questo angelo appartiene alla tua fa-miglia e potrebbe essere una zia con lun-ghi capelli rossi ed occhi azzurri. Sento,anche, che non ha avuto figli ed per que-sto che sta vicino al tuo bambino.

    Caro Craig,Il 24 ottobre mi sposer. Credi che stiasposando l'uomo giusto? Io penso di ama-re ancora il mio precedente fidanzato.

    Francesca

    Cara Francesca,Stai facendo la cosa giusta. Questo uomoti ama moltissimo, pertanto, cerca di di-menticare il tuo precedente fidanzato cheti ha preso pi volte in giro e che ti ha usa-ta solo per soldi e come passatempo. Noncambier mai, pertanto chiudi questa sto-ria. Il tuo futuro marito un gran lavora-tore e vuole andare a vivere allestero ecredo che andrete a Londra insieme. Sce-glierai lui e quando ti guarderai indietro tisentirai sciocca ad aver pensato a questecose.

    Caro Craig, Che cosa un Orb? Roberto (VA)

    Caro Roberto Si dice che gli Orb appartengono agli spi-riti che sono rimasti volentieri tra noi, per-ch si sentono legati alla loro vitaprecedente o alle loro situazioni preceden-ti. Le ragioni potrebbero essere tante. Uncomportamento quasi ossessivo che li po-trebbe far diventare come un essere umano psicotico. Va detto, per, general-mente, la maggior parte di noi, quandomoriamo, procede volentieri ad un livellodiverso, che segue quello terreno, dovelesistenza spirituale tranquilla e buona.

    [email protected]

    LA POSTA DI CRAIG

  • 8L'ARMADIO

    Abito charleston, anni 20, in georgette rossa, perline e paillet-tes in argento, completo di scialle

    Abito da sposa anni 20, in organza cipria con orlo smerlatocon motivi a petalo e prezioso fermaglio in perline dargento

    Abito da spiaggia, 1930 completo di borsa, realizzato in setacon tecnica serigrafica

    Abito da sposa anni 50 taffet di seta, pizzo Sangallo e pointdesprit - Yves Saint Laurent -

    Dalla collezione storica di Mara Parmegiani, dalla fine 700 al 1980, esp

  • 9O DEI SOGNI

    Abito anni 50, in faille rosso e velluto nerro, con cappello - Christian Dior -

    Abito anni 50 in faille con ricami in cristallo - Sorelle Fontana -

    Abito da sposa, anni 60 in fibra mista operata epreziosi intarsi di pizzo stile Mary Quant

    Completo in seta rosa, anni 60 - con preziosi ricami amano in perle e canutiglie in tinta - Maria Antonelli -

    sposta ai Musei Capitolini di Roma, alcuni abiti del periodo 1920- 1960

  • ROMA by NIGHTa cura di Giancarlo Sirolesi

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    Lo staff di Capitani in mezzo al marein onda su Rai Due, festeggia al Gilda

    Debora Bettega, Emanuela Tittocchia e Paola Pessot a bordo

    della nuova 500

    Eleonora Abbagnato tra gli ospiti de La Maison

    Irena Bozzi festeggia il suo compleanno con le amiche

    Lino Patruni di ritorno dagli USA dopo lo strepitoso successo Jazz

    Gianni Rivera con la moglie Laura

    Demetra Hampton al Ku-ra-ku-ra

    Maria Rita Parsi giurata al Premio Poesia

    Circolo Canottieri Tevere vincitorI over 50

    Giorgio Grappelli presidente Metro e Roma

    Eleonora Abbagnato riscalda i muscoli

    Julia Roberts a Roma

    Serata di gala al salaria sport village conMaria Grazia Cucinotta accolta dal direttore

    Umberto Masci

  • Gocce di Curiel, un profumo creato per lAquila, in tiraturalimitata, da Celso Fadelli

    Anna Falchi in conferenza stampa

    Il cav. Mario Boselli, Presidente della Camera della Moda e Matteo Marzotto a Mittelmoda

    L'ottima forma di Franco Califano

    Il belissimo sorriso di Caterina Balivo

    Marco Mezzaroma e Mara Carfagna mangiano cinese

    Il riposo delle Winx

    La ressa ad aspettare luscita di Jennifer Lopez

    La sempre affascinante Jennifer Lopez

    Miss Roma Fabiana De Canale

    Miss Italia nel mondo Diana Curmei Il Presidente dellOsservatorio ParlamentareEuropeo, Giuseppe Catapano, premia il

    Med Festival di Agropoli

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  • te delluniverso. I Maya avevano tre calendari, due che potremmo definire ciclici e uno lineare. Per loro infatti il tempo costituito dacicli con eventi che si ripetono a intervalli pi o meno regolari. In questa concezione vi un principio e una fine per ogni cosa e un nuo-vo inizio, un rinnovamento, dopo ogni fine. Dunque, secondo i calendari ciclici, il tempo ricomincia sempre, come fosse un grande cer-chio. E infatti come ruote dentate erano rappresentati i due calendari ciclici: uno di 270 giorni chiamato Tzolkin, ovvero sacro, cheaveva principalmente un valore cerimoniale ed era utilizzato per compiere riti propiziatori che creassero unarmonia tra la Terra e il Cie-lo; e laltro di 365 giorni chiamato Haab, ovvero anno vago. Il terzo calendario, invece, quello lineare, detto Lungo Computo perch conta tutti i giorni fino al presente. In questo calendario, checomprende anche gli altri due, c solo un inizio e solo una fine: comincia con una data precisa, il 13 agosto 3113 a.C., che rappresen-ta anche linizio della loro civilt, e finisce il 21 dicembre 2012 d.C., che corrisponde alla fine della quinta era. In quel giorno, solstiziodinverno, ci sar lallineamento della Terra, del Sole, della costellazione delle Pleiadi e del centro della nostra galassia dove campeggiaun enorme buco nero. un calendario, dunque, che si basa sui rapporti cosmici, sulla distanza del nostro pianeta e dellintero sistemasolare dal centro della galassia e sui movimenti che il nostro sistema compie allinterno della Via Lattea. Secondo la cosmologia dei Ma-ya vi erano cinque grandi ere cosmiche, ognuna della durata di 5125 anni. Quattro sono gi trascorse, concludendosi in grandi catacli-smi: lera dellAcqua, dellAria, del Fuoco e della Terra. La quinta, lera dellOro, quella in cui vivevano i Maya e nella quale viviamoanche noi: lultima era di 5125 anni, iniziata nel 3113 a.C. e che terminer nel 2012 d.C. (secondo la traduzione nelle nostre date delcalcolo temporale dei Maya). Facciamo ora un passo indietro. Riprendiamo la lettera del sedicente politico norvegese. A un certo punto egli afferma che i segni del-la presenza aliena sono anche qui e spesso vedo la classe politica norvegese non essere quello che dice di essere. come se fossero con-trollati in ogni pensiero.. Ora secondo alcuni studiosi e, in particolare, secondo lantropologo Jos Arguelles - che scrisse Il fattoreMaya - i Maya in realt sarebbero venuti dallo spazio e sarebbero approdati sulla Terra per fornire un quadro completo di informa-zioni sulla funzione del nostro pianeta nel sistema solare. Poi, sempre secondo questa teoria, appena intuirono che si stava avvicinan-do un periodo di morte e distruzione (probabilmente le invasioni spagnole), fecero ritorno nello spazio abbandonando rapidamente lecitt e lasciandole inghiottire dalla giungla, forse per conservarne i segreti. E come sono venuti, starebbero facendo ritorno, ma noncome entit fisiche, bens entrando direttamente nel codice genetico di alcuni individui. Saranno quei personaggi a cui fa riferimentoil nostro politico norvegese? Sulla base di quanto sostiene lantropologo, i Maya starebbero per ritornare per consentire lallineamento, che accadr nel solstizio din-verno del 2012 e larmonizzazione con il Tutto Cosmico, cio la sincronizzazione della Terra e del sistema solare con una comunit ga-lattica pi ampia. I Maya a suo tempo sarebbero venuti proprio per suggerirci come fare, per tracciare il cammino, per darci gli strumenti

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    21 DICEMAPPUNTAMEN

    Se andate su internet a cercare qualche informazione sulla fine delmondo nel 2012, una delle prime cose che troverete una letteradi un sedicente politico norvegese che annuncia di volervi parlare ditutte le cose difficili che accadranno dal 2008 al 2012. E segueuna sequela di eventi che sfiorano il terrorismo psicologico: co-struzioni di bunker sotterranei, avvicinamento di un pianeta X cheimpatter la terra, segni di presenza aliena, selezione a monte di chisi salver e chi no, etc. Ci si pu credere o meno, ma non ci si pufermare allapparenza. Bisogna andare pi a fondo, bisogna cerca-re di capire quanto di vero, o almeno verosimile, ci sia. Da dove nasce la paura della fine del mondo proprio nel 2012? Adire il vero la paura della fine c sempre stata. Ciclicamente si te-me una data, gli si d un significato di chiusura o quantomeno distravolgimento assoluto del mondo conosciuto. La paura della finenasce forse dalla consapevolezza della nostra finitezza. La vita uma-na prima o poi finisce (almeno per chi non crede in una dimensio-ne ultraterrena) e di conseguenza anche il mondo prima o poi devefinire. E per quanto siamo sempre alla ricerca di uneternit irra-giungibile, il concetto della finitezza che ci perseguita e che con-diziona il nostro agire. Premesso questo e date per superate tutte le altre fini del mondo- visto che il mondo non finito affatto - cerchiamo di capire qual lorigine di questultima paura e perch sembri preoccupa-re tanto. Il tutto nasce da una profezia dei Maya, popolo esperto delle stellee del cosmo, ossessionato dal tempo e convinto che luomo sia par-

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    razione ininterrotta! Cosa assai improbabile. Ma cosa centrano questi teschi con la fine del mondo? La leggenda sostiene che i tredicimanufatti provengano direttamente dagli abitanti di Atlantide, che li avevano ricevuti dagli extraterrestri. E si sostiene che questi teschiavrebbero il potere di entrare in comunicazione con il cervello uma-no, tramite la capacit del quarzo di stimolare lamigdala, unareaencefalica a forma di mandorla che agisce sulle emozioni. Poichuna delle propriet principali del quarzo la sua capacit di riflette-re la luce con incidenze particolari, lamigdala verrebbe stimolataproprio attraverso linterazione con il nervo ottico. Questa capacitdei teschi di sollecitare stimolazioni sensoriali tramite lamigdala po-trebbe essere utile al momento cruciale del 21 dicembre 2012 percreare un alone potente di energia tale da trasmettere quella formu-la utile alla salvezza dellumanit. Oltre alla data trasmessa dai Maya, non vi nessunaltra profeziacos specifica e puntuale. Inoltre, da quanto abbiamo detto, quelladata, pi che LA fine del mondo, indicherebbe UNA fine del mondo,cio la fine di un determinato modo di vivere. Che poi questo passiattraverso cataclismi e distruzioni, non dato sapere. Sembrerebbe per che le grandi profezie, le grandi civilt antiche,alcune religioni o scuole misteriche, alcuni testi sacri siano proietta-ti verso il 2012. DallEgitto alla Cambogia e alla Bolivia, dalla Bibbiaai monumenti alchemici e alla mitologia ind, dal Libro dei Muta-menti (I-Ching) cinese del II sec a.C. alla New Age, in tutti si posso-no trovare dei segnali che indicano un cambiamento vicino, untempo giunto alla fine, una trasformazione prossima, e anche il ri-torno di un dio come salvatore dellumanit. Di tutti questi il pi inquietante il Codice Genesi, un libro di Mi-chael Drosnin, un giornalista investigativo, che sostiene di aver de-cifrato un codice divino nascosto nelle pagine della Bibbia e che

    MBRE 2012: NTO AL BUIO

    di comprensione. Se non lo faremo, se cio non ci allineeremo, se non entre-remo in sintonia con luniverso saremo distrutti, annientati. Questo significache luomo dovrebbe evolversi per sopravvivere, dovrebbe cambiare radical-mente la sua natura a tal punto da creare una nuova razza umana, dovreb-be armonizzare il maschile e il femminile che sono in noi, recuperandoproprio ci che luomo-maschio ha voluto reprimere per aggiudicarsi lege-monia sul mondo perch, se armonia deve esserci, una parte non pu e nondeve prevalere sullaltra. Questo dunque il punto di partenza, il fulcro di tutta lattuale teoria sullafine del mondo. Attorno a ci ruota tutto il resto, altre teorie che si muovo-no sul piano del profetico e altre che provengono dal mondo scientifico. Unadi queste profezie quella dei teschi di cristallo che legata sempre ai Ma-ya. Secondo questa leggenda, trasmessa oralmente, quando i tredici teschidi cristallo saranno ritrovati e riuniti, inizier un nuovo ciclo per il genereumano, un ciclo di grande conoscenza ed elevazione perch essi dice laleggenda contengono una formula potente in grado di salvare lumanit,ma solo se questa sufficientemente evoluta e integra moralmente.Questi teschi di cristallo, fatti con il quarzo (materiale molto duro, di pocoinferiore al diamante), in effetti esistono e sono stati scoperti a partire dalXIX secolo. Ora sono sparsi per il mondo, alcuni in musei o istituzioni pub-bliche, (uno ad esempio al British Museum), altri in mano a privati. Si dice che abbiano poteri particolari, che chi ne entrato in pos-sesso abbia assistito a fenomeni strani. C chi parla di aloni lumonosi, di spostamenti inspiegabili, di strani suoni, di guarigionimiracolose in presenza dei teschi. Chi li ha analizzati, ha rilevato che la loro fattura unica, difficile da riprodurre con i moderni siste-mi. Di uno di essi gli studiosi dicono che sia un oggetto impossibile perch il quarzo stato inciso e lavorato in senso contrario al-lasse naturale del cristallo, tecnica che permette s una migliore lavorazione dei dettagli, ma anche molto rischiosa per la compattezzadel materiale. Lunica spiegazione possibile per la realizzazione di questo particolare teschio richiederebbe circa trecento anni di lavo-

  • conterrebbe la profezia sulla fine del mondo. La cosa inquietante del CodiceGenesi che, dalla decriptazione della Bibbia attraverso un sistema specificodi lettura, emerso lomicidio del politico israeliano Rabin, il luogo, lanno eil nome dellassassino. Cos, allo stesso modo, si legge che la Terra verr fran-tumata, distrutta, io la far a pezzi. Secondo questa profezia una cometa col-pir la Terra nellanno ebraico 5772, che corrisponde proprio al nostro 2012. Lo stesso politico norvegese nella sua lettera parla di un pianeta X che si staavvicinando al nostro. E in effetti vi sarebbe un decimo pianeta del nostro si-stema solare, denominato Nibiru - supposto sulla base di discrepanze nellor-bita di Nettuno - che gli astronomi stanno cercando di individuare e che siprevede possa essere visibile ad occhio nudo nel 2011. Il suo avvicinamentoprovocherebbe eventi drammatici sulla Terra, e proprio per cercare di indivi-duarlo in tempo stato costruito un potentissimo telescopio. Fin qui le profezie. Ora tocca alla scienza dire la sua. Ma le notizie, a dire il ve-ro, non sono confortanti. A parte lavvicinamento del pianeta X, due fenome-ni molto importanti si starebbero verificando: il nostro pianeta starebberallentando sempre di pi il suo moto di rotazione attorno al proprio asse; diconseguenza si starebbe indebolendo il magnetismo terrestre, cosa che rendela Terra pi vulnerabile allattrazione gravitazionale esercitata dalla Luna e al-la possibilit di uninversione rapida dei poli magnetici (non geografici) coneffetti inimmaginabili. Il campo magnetico fondamentale per la vita sullaTerra, perch forma la magnetosfera, una sorta di scudo protettivo contro leradiazioni solari, che vengono incanalate in fasce che girano in modo innocuoattorno allatmosfera. Sembra per che si siano aperte delle fessure nella magnetosfera, una delle pi grandi si estenderebbe sullocea-no tra il Brasile e il Sudafrica: chiamata Anomalia dellAtlantico Meridionale. Un cambiamento o uno squarcio nel campo magneticopu interferire in modo rilevante sui nostri sistemi di comunicazione e di navigazione aerea e navale e sulle reti di alimentazione elet-trica. Non solo. Se si indebolisce il campo magnetico, il nostro pianeta pi facilmente soggetto alle tempeste solari con megaeruzio-ni di radiazioni, che dovrebbero raggiungere un massimo proprio nel 2012, con una potenza mai vista da 400 anni a questa parte. In tutto questo non bisogna dimenticare il famoso buco dellozono, un assottigliamento della concentrazione di ozono nella strato-sfera, un gas che ci protegge dalla radiazione ultravioletta, dannosa per luomo. La riduzione dellozono pu causare anche una par-ziale inibizione della fotosintesi delle piante e distruggere parti importanti del fitoplancton, base della catena alimentare marina,determinando cos uno scompenso notevole. Il buco si aperto poco pi a sud dellAnomalia dellAtlantico e la vicinanza dei due even-ti crea una sinergia sfavorevole alla salute umana e ambientale. Inoltre non c dubbio che la temperatura del nostro pianeta si stia al-zando. Eppure, al di l dei fenomeni ciclici (per cui nel corso della storia dellumanit, e anche prima di questa, ci sono stati periodi picaldi e periodi pi freddi), sembra che questo surriscaldamento non riguardi solo la Terra, ma anche altri pianeti. Secondo un geofisicorusso questo avviene perch lintero sistema solare sta entrando in una regione delluniverso con un contenuto di energia pi elevato:la cosiddetta Cintura Fotonica, ovvero una nube interstellare di energia. Questo si riflette inevitabilmente anche sul Sole e sulla sua at-tivit che diventa pi forte e pericolosa, nonch sui campi magnetici dei pianeti e sulle temperature globali. La conseguenza diretta, al-meno per la Terra, laumento della frequenza e dellintensit degli eventi climatici. C un altro dato da riferire per dovere di cronaca.Sono state raccolte prove attendibili secondo le quali ogni 62-65 milioni di anni si sono verificate regolarmente estinzioni di massa. Lul-tima avvenuta proprio 65 milioni di anni fa. Da un lato questo potrebbe far pensare che sia giunta anche la nostra ora, dallaltro chesiamo in ritardo e dunque qualcosa forse potrebbe essere cambiato. In un contesto di questo genere lindebolimento del pianeta, in-dotto da un comportamento indiscriminato delluomo, potrebbe aggravare la situazione soprattutto se tutto si concentrasse in unostesso periodo. Nella visione dei catastrofisti la Terra potrebbe essere colpita da comete o asteroidi, si potrebbero risvegliare i vulcaniaddormentati e, con i conseguenti tsunami e lo sciogliemento dei ghiacciai, potremmo subire una sorta di nuovo diluvio universale. Sipotr salvare solo chi vive sulle montagne e ha scorte a sufficienza per resistere un po di anni senza corrente e senza riscaldamento.Ma di fatto cosa realmente succeder non si sa. A scanso di equivoci, intanto, stata costruita in una montagna ghiacciata vicino al villaggio di Longyearbyen, in un arcipelago a po-chi chilometri dalle coste norvegesi, una banca mondiale delle sementi, una banca che contiene cio i semi di tutte le essenze vegetaliattualmente coltivate sulla Terra. Ufficialmente vuole essere una garanzia per affrontare le sfide future. Ma di quali sfide si tratti, nes-suno lo spiega. Secondo alcuni si tratta invece di un bunker per salvare i pochi sopravvissuti, tra cui gli stessi governanti che sanno quel-

    lo che accadr, ma non vogliono dirlo per non perdere il postoverso la salvezza. Cos il mondo si divide tra chi vede ovunque segnali negativi edistruttivi e chi invece spera in un rinnovamento totale che pos-sa migliorare la vita di ogni essere umano e aprire le porte a unanuova Et dellOro, intesa non in senso materiale, ma in sensopsichico e relazionale. Colpevolisti e innocentisti, ovvero pessi-misti e ottimisti. Nessuno di fatto ha la certezza di cosa accadr:in tutti e due i casi alcune teorie sembrano appartenere alla re-alt fantascientifica, ma di contro alcuni segnali, alcuni elemen-ti rendono verosimile lipotesi che presto potrebbe accaderequalcosa. Quanto questo qualcosa sia distrutivo o rigeneran-te non dato sapere. Non almeno ai comuni mortali. Da partenostra noi guardiamo a tutto ci con lindulgenza della speran-za. la cosa migliore che, al momento, ci sentiamo di fare.

    FONTE: 2012, LA FINE DEL MONDO? DI Roberto Giacobbo,ed. RAI-ERI Mondador

    Cristina Guerra giornalista TG1

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    Nel 700 non esisteva il turismo, viaggiare era rischioso sia per ilcattivo stato delle strade sia per i pericoli sempre presenti. Po-chissima era la gente che viaggiava e conosceva una lingua oltrela propria. Architetti e pittori italiani sceglievano di solito la Ger-mania per motivi di lavoro o di studio, ma un viaggio era in ognicaso una impresa notevole, appannaggio di persone ricche, im-prescindibile per leducazione dei giovani rampolli. Goethe, poeta, scrittore, genio multiforme che si esprime anchenel campo della riflessione filosofica e della ricerca scientifica,nasce a Francoforte sul Meno nel 1749, figlio di Johann Kaspar,consigliere imperiale di Katherina Elisabeth Textor, figlia dellexborgomastro della citt. Gi a quattro anni si avvicina al mito diFaust, grazie alla nonna che gli regala un teatro per le marionet-te. Studia la lingua italiana, il latino, il francese e lebraico, dedi-candosi anche al disegno e alla musica. Per Goethe i viaggi esercitarono una profonda influenza sulla suapersonalit, stimolando la sua produzione letteraria. Il viaggioera una specie di fuga, la necessit di scoprire lItalia classica del-la Magna Grecia e dei romani. Forte degli studi di legge a Strasburgo e a Lipsia, dove fu coin-volto dal movimento letterario dello Sturm und Drang, scelseper il suo soggiorno italiano nel 1786 il falso nome Jean PhilippeMoller, un anonimo commerciante di Lipsia.A Roma, la capitale che tanto am, Goethe convisse con molti ar-tisti tedeschi mossi dalla stessa attrazione nei confronti della cit-

    t e strinse unintensa eproficua amicizia con loscrittore Friedrich Schiller.Nel suo diario di viaggioin Italia e della Citt eter-na scriver: C una solaRoma al mondo, e io mi citrovo bene come un pescedentro lacqua, e vi gal-leggio cos come una palla di cannone gallegge-rebbe sul mercurio, men-tre in qualsiasi altroliquido essa colerebbe apicco. Niente offuscalorizzonte dei miei pen-sieri, fuorch il non potercondividere la mia felicitcon quelli che amo. Ora ilcielo stupendamente se-reno, solo al mattino e al-la sera scende su Roma un p di nebbia. Ma sui colli, ad Albano,a Castelgandolfo, a Frascati, dove la scorsa settimana trascorsitre giorni, laria costantemente pura e limpida. L, si pu stu-diare una natura differente; e di Napoli: E anche a me qui sem-bra di essere un altro. Dunque le cose sono due: o ero pazzoprima di giungere qui, oppure lo sono adesso. E vero, qui nonsi pu far qualche passo senza che ci simbatta in individui malvestiti persino solo di stracci, ma non per questo loro sono per-digiorno e fannulloni! Anzi, paradossalmente oserei dire che aNapoli il lavoro maggiore svolto dalle persone dei ceti bassi.Per Goethe, la natura, dominata da una forza creativa unitaria, soggetta a una continua metamorfosi guidata da una pro-grammata armonia che si rivela anche nel pi piccolo ente indi-viduale. La metamorfosi naturale va intesa come un divenirespirituale mosso da due tendenze opposte (concentrazione edespansione) e dalluniversale legge dellaccrescimento. Perquesto, nelle sue assidue osservazioni naturalistiche, Goethe cer-ca la traccia e la riprova della pianta originaria e dellanimaleoriginario. Secondo lo studioso inglese Matthew Arnold, Goethe uno de-gli spiriti pi elevati che abbiano mai calcato il suolo terrestre. Lesue opere hanno proposto una visuale nuova e un modo diversodi analizzare e interpretare la natura, la societ, la storia. Le suetragedie, i suoi romanzi, le sue liriche - Werther, Le affinit elet-tive, Elegie romane, Stella, Lapprendista stregone - testimonianodi una acuta introspezione psicologica.Johann Wolfgang von Goethe, considerato il pi grande poeta dilingua tedesca fu celebrato in vita come monumento vivente equando nel 1832, allet di 83 anni mor, di lui disse Hugo VonHoffmannsthal Oggi noi non abbiamo una nuova letteratura.Abbiamo Goethe insieme a pochi incerti tentativi.

    Costanza Cerioli

    IL GRAN TOURJOHANN WOLFGANG VON GOETHE

    Goethe Wartburg mit Mnch und Nonne (14.12.1807)

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    Giacomo Casanova nasce a Venezia il 2 aprile del 1725 da Zanet-ta Farusso, figlio illegittimo del patrizio Michele Grimani.A quattordici anni riceve gli ordini come abatino, studia al-lUniversit di Padova, dove probabilmente si addottor (1742)in diritto civile e canonico, in utroque jure, come egli stesso af-ferma, dopo aver preso gli Ordini minori (1741). Nello stesso an-no comp un primo viaggio a Corf dove ebbe le primeesperienze di libertinaggio. Nel 1743 dopo aver soggiornato aNapoli e in Calabria, torna a Roma presso il Cardinale Acquaviva,presso il quale rimane per circa due anni. Fu in questo periodoche Casanova matur labbandono degli studi ecclesiastici, an-che perch fu distolto dai primi amori. Nel 1745 a Venezia, pro-tetto dal senatore Matteo Giovanni Bragadin. Lascia Venezia nel1750 e gira per lEuropa, visita la Francia e a Lione si iscrive allamassoneria, torna a Venezia e nel 1755 viene imprigionato dallInquisizione e portato nel carcere dei Piombi con laccusa diappartenenza a sette segrete, praticare magia, libertinaggio e vi-lipendio alle istituzioni. Avventuriero, libertino, scrittore sostene-va, con una faccia di bronzo, di avere trecento anni, di possederela medicina universale, di essere in grado di fare tutto quel chevoleva con la natura, di essere capace di fondere i diamanti.Dopo quindici mesi di segregazione, la notte tra il 31 ottobre eil 1 novembre del 1756, fugge dai Piombi in modo rocambole-sco e si rifugia a Parigi. Riprende a viaggiare, spesso per piacerepersonale, qualche volta perch messo al bando. Visita le capita-li europee: Parigi, Vienna, Dresda, Berlino, Praga. di questo pe-riodo la sua conoscenza con Voltaire e la presentazione a

    Caterina la Grande. In Russia si regal, per il suo compleanno,una quattordicenne comprandola da un servo della gleba. Zaira,rivestita e amata a modo suo, fu anche picchiata secondo lusan-za russa e poi rivenduta per pochi rubli ad un settantenne. Nel1784, diventa segretario dellambasciatore veneziano, Foscarini.Lincarico dura poco, perch nel 1785 la morte dellambasciato-re lo spinge a cercarsi un nuovo protettore e quindi ad accettaredi diventare bibliotecario del conte di Waldstein che un annodopo lo assume, a Vienna, come bibliotecario nel suo castello diDux, dove rester fino al 4 giugno 1798, giorno della sua morte.Casanova era a volte anche ligio alle convenzioni, alle regole, eraun borghese nel senso migliore del termine. Inventava, abbelliva,nascondeva, impegnato fino allo spasimo a reinterpretare la vitaogni giorno, a speculare, giocare dazzardo, ma anche truffare,commerciare, occuparsi con successo di alta finanza per i gover-ni presso i quali trova momentaneo asilo. Fonda imprese com-merciali, giornali, introduce il gioco del lotto in Francia. Scrive epubblica numerose opere. Disegna i tarocchi. Casanova fu baro,spia, ateo, imbroglione (a Parigi tent di vendere la pietra filoso-fale ad una nobildonna), seduttore, saltimbanco, giocatore dazzardo. Oltre ad essere un grande viaggiatore contribu a dif-fondere numerosi usi e costumi in tutta Europa, perch in ogniluogo si adoper per introdurre le novit che aveva osservato neiluoghi gi visitati (giochi da tavolo, usanze, modi di fare ecc.).Molto spesso si tratt di modalit comunicative che gli procura-vano favori presso i nobili, ma anche nemici. Alto un metro e no-vanta aveva un colorito africano e due occhi vivaci che, pur

    GIACOMO CASAe le sue centose

  • essendo pieni di spiri-to, rivelavano semprela suscettibilit, lin-quietudine e il ranco-re che gli conferivanolaria feroce di chi pi facile mettere in

    collera che di buon umore, che sarebbe bello se non fosse brut-to! Provava unindicibile attrazione verso laltro sesso. Nelle me-morie parla di sedicenni, venticinquenni, ma non disdegnavaneanche le cinquantenni. Di se diceva: Ho molto amato anchela buona tavola e insieme tutte le cose che eccitano la curiosit.Il bilancio della sua vita sessuale-amorosa ci parla di quasi due-cento donne sedotte e di una mezza dozzina di figli avuti e spar-si per lEuropa. Questo nonostante il fatto che, comegli stessoraccontava, usava senza risparmi i preservativi che erano ...unarecente invenzione inglese. Casanova, che del sesso aveva fattouno strumento di autorealizzazione e affermazione di s, dicevadi usare il preservativo non solo per proteggersi dalle infezionima anche per mettere il bel sesso al sicuro da ogni timore. La suaredingote Anglaise era realizzata in sottile pelle di capra, fissa-ta con un cordoncino di seta, decorata a fiorellini. Gran partedella sua vita si svolse tra la tavola, le braccia delle donne e il ta-volo da gioco. Dormiva pochissimo. Le sue galoppate amatorie

    avevano delf a n t a s t i c o .Ogni impresastrana o auda-ce lo sti-molava, dalletruffe allam a r c h e s adUrf, cheaveva da po-co superato isettantanni -con la quale,nel suo rap-porto di su-blime pazziavisse un lungopomeriggio ealla quale fe-ce credere diaverla mes-sa incinta - allacrobaticadeflorazione

    di una gobba, dal duello dialettico con Voltairealla rappresentazione pratica delle 35 pose ama-

    torie suggerite dallAretino. Era insaziabile, al punto che quandoesagerava - e accadeva spesso - finiva con leiaculare sangue, co-sa che inorridiva le sue donne lasciando lui appagato e inorgo-glito Lultima notte, che passai intera, con la mia deliziosacontessa, fu molto triste; saremmo morti di dolore, senza le vo-lutt dellamore che ci consolarono. Nessuna notte venne maiimpiegata meglio di quella! Le lacrime del dolore e quelle dellamore si alternarono senza interruzione, e io rinnovai novevolte il sacrificio sullaltare del dio che ravvivava le mie forze ognivolta che il piacere le esauriva. Sangue e pianto bagnavano ilsantuario, tanto il sacrificatore quanto la vittima erano spossati,eppure i desideri dicevano: Ancora!. Dovemmo staccarci, im-ponendoci uno sforzo tanto penoso quanto era stata dolce lanostra unione di otto ore... Era di bocca buona, amava tutte: bel-le, brutte, vecchie, quello che capitava; anche se ebbe sempreuna predilezione per le lolite che collezion in grande misura (ini-zi ai misteri dellamore anche bambine di dodici e undici anni).Pare che le sue armi segrete fossero il cacao presente nellacioccolata e lo zinco contenuto nelle ostriche, delle quali fu smo-dato consumatore. Un universo di valenze eterogenee che ce lomostrano anche come un generoso, uomo di cultura e di gusto,uno dei pi grandi letterati del suo tempo. LEuropa del Settecen-to viene da lui osservata con un colpo docchio formidabile edavvincente, dalla prospettiva molteplice dei caff, dalle alcove aisalotti, dai tavoli da gioco alle logge massoniche, dove trascorre-va la sua vita en philosophe, cio da colto gaudente. Consumfino allultimo lavventura della sua esistenza in unepoca in cui lavita era una opera darte e si poteva farne, con vera gioia per lui,un capolavoro dei sensi. Fu virile fino in tarda et, anche se daiquarantanni in poi visse un lungo e doloroso declino fisico che siconcretizz in molte malattie, tra cui grossi disturbi alla vista.

    Annotazione nel registro dei decessi di Dux (Boemia) che registrala morte di Giacomo Casanova avvenuta il 4 giugno 1798.

    Mara ParmegianiStorica del costume

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    Adlaide de Gueidan al clavicembalo

    ANOVAedici donne

    Abitazione di Casanova a Venezia

  • Questa la storia der Tinea, er bullo de Trestevere.Il suo vero nome era Romeo Ottaviani ed era nato a Roma - ovvia-mente - e stava di casa a vicolo del Cinque. Era un giovanottone al-to e robusto, cresciuto in un rione che fu una fucina di bulli e quindine assorb il modo di essere e fu testimone di innumerevoli fatti disangue. Il delegato di pubblica sicurezza Ripandelli, per evitargli difinir male, lo raccomand per un lavoro alle Regie Poste e il nerbo-ruto Romeo divenne un fattorino alla sede di piazza San Silvestro.Ma una sera del 1898, finito il lavoro, in via Frattina simbatt in unenergumeno che picchiava una donna. Subito sintromise a difesadella ragazza Che je stai a fa a sta poveretta, lassela perde. Jefaccio quello che me pare e piace e tu impiccete de laffari tua sinnco questo - je mostr er cortello - te caccio fora le budella. Nella tradizione banditesca si diventava brigante per onore e sensodella giustizia. Cos Romeo assest due ceffoni al Malandrinone,protettore famoso e capo di una sessantina di papponi con i qualicontrollava una gran parte della prostituzione romana, si conquistlodio della malavita e laffetto della gente. La stampa rese noto lepisodio e fece del Tinea un nuovo eroe popo-lare, seguendolo in tutte le sue imprese e rendendolo famoso,detto lufficio reclami per i deboli. Tinea lavor come maschera inteatri e locali, un buttafuori che faceva paura a qualsiasi facinoroso.Una sera ci si provarono in dodici, con un agguato al quale Er Pi - disarmato in quel caso - dovette far fronte con la fuga; ma la suacorsa ebbe termine quando la fila degli assalitori si era quasi dirada-ta. Al primo che sopraggiunse dette un pugno che latterr, gli tol-se il coltello e si fece incontro agli altri: fece in tempo a ferirne solodue perch gli assalitori si dileguarono.Il coltello, con la sua diabolica ambivalenza, che, come ovvio, dastrumento pu tramutarsi in arma per eccellenza, stato il protago-nista di molti fatti di sangue in ogni epoca, con particolare valenzain Italia tra il 1600 ed i primi del 900 ed il primato, almeno per iduelli, spetta senza alcun dubbio alla citt di Roma.Da quer giorno casa del Tinea, a piazza Renzi, divent una specie diufficio reclami. Il soprannome Tinea gli era stato affibbiato per dar-gli origini importanti. Divenne Er Pi di Trestevere. Ormai tutti sape-vano che se avevano bisogno, lui sistemava le cose, e quandoesagerava si faceva un p di carcere e poi tornava allopera. Nellan-tico dialetto romanesco, il bullo viene a volte confuso col paino,che occasionalmente si era armato di coltello, ma che era un elegan-tone perdigiorno. Il bullo era di unaltra pasta, un vero e proprio fe-nomeno di costume, forte, arrogante, violento, fumantino,guascone, gran mangiatore e bevitore, disinteressato, protettore deipoveri e dei vessati, di parola donore, insomma er pi. Ebbe ter-reno fertile tra i rioni popolari di Roma, acerrimi nemici, Testaccio,Trastevere, Regola, Monti, Parione, Ponte e San Lorenzo. Il bullo pe-r non ruba, non sfrutta le donne anche se gli cascano ai piedi, ve-ste elegantissimo, pieno doro che ciclicamente deve impegnarequando a corto di bajocchi. Un tizio noto come Er Bassetto che Tinea aveva maltrattato in pri-gione - anche Er Pi si faceva dei mesi di galera ogni tanto - si ven-

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    "Un vecchio cortello dicede strada er z

    diventa n'fattaccio, di

  • dic facendogli un taglio sulla guancia mentre dormiva e losfregio era il massimo delle offese. Uscito dar Coeli, Er Picerc ostinatamente Er Bassetto ed evidentemente lo trov,perch fu rinvenuto morto per ununica coltellata, inferta congrande forza.A Roma esisteva una scuola di coltello dietro il Pantheon, a viadella Palombella, chiamata scuola della cicciata ove le puntedelle armi rimanevano scoperte solo minimamente ed il restodella lama veniva avvolto in spago (la sicura) per cui si potevacolpire solo la ciccia dellavversario. Anche quando erano in ga-lera i bulli si allenavano, colpendosi con gli scopettoni delle la-trine intinti nel bianco della calce delle sputacchiere in unasingolare scherma con tanto di arbitro e scommesse.Lospedale pi frequentato dai bulli era La Consolazione, inquanto trovandosi tra il Foro ed il Teatro Marcello, era croceviatra Trastevere e Monti e non lontano da Ponte a Ripa. I mediciredassero per diversi anni una statistica di ferimenti, omicidi,colpi da fendente o da stoccata.Una sera allinizio di aprile del 1910, una carrozzella trasportun ferito proprio allospedale della Consolazione, un giganteche aveva intriso col suo sangue tutta la tappezzeria della bot-ticella. Fu un infermiere a identificarlo nel Tinea, era stato feri-to a tradimento da un gobbetto noto come Sartoretto.Al funerale der Pi partecip tutta la Roma bulla, una gran fol-la di amici, nemici, curiosi, cronisti e poliziotti.Il Messaggero gli rese omaggio - dalle cronache di allora, ndn):Er Tinea non era un delinquente volgare. In altri tempi, in altri

    luoghi egli sarebbe stato un caporale di bravi, un piccolo capi-tano di ventura, un discreto capo brigante, pi abile e soprat-tutto pi coraggioso di Mugolino, di Leone, di Fioravanti, diTiburi. Gli aneddoti sulla vita di questuomo sono moltissimi: etutti valgono a provare la sua forza, la sua audacia, spinte finoalla temerit, e in pari tempo la sua generosit di fronte ai de-boli. Dove era lui, non ammetteva che ci fossero altri prepoten-ti: e guai a chi osava metterglisi di fronte, correva il rischio dimorire ammazzato o, per lo meno, era sicuro di rimanere parec-chio tempo allospedale, per farsi curare le ferite ricevute.I bulli incarnarono lanima di Roma, sonnolente allepoca papa-le, con la sua conflittualit tra libert ed amore per il papa Re.Costiturono il punto di riferimento del rione ove carente era lalegge e si cercava una giustizia immediata e severa.C da dire che allepopea dei bulli mise fine il Fascismo, conunaccanita persecuzione. Personaggi incredibili come Barbie-retto, Gramicetta, Augusto er fontaniere, Toto er pizzuto, Achil-le er gallo, Augusto er pittoretto, Silvestro er ciociaro, erBroccoleto, er Tarmato, er Carcina, Nino er boja, Ettorone del-lammazzatora, che rifiutavano categoricamente di usare la pi-stola chiamata con dispregio cacafoco e preferivano il coltelloovvero tajno o cerino, passarono lunghi periodi in carcere(Carceri nuove, San Michele prima e Regina Coeli dopo).Con la morte, Er Pi evit di essere testimone del declino delsuo mondo.

    M. P.

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    ceva a na spada ferisco e sbudello la gentezangue che caccio da quelle ferite diventa na lite". Giuseppe Gioacchino Belli

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    Joan Crawfordla personificazione del sogn

    Da star silenziosa a regina del camp,Joan Crawford e la sua incredibile car-riera durata ben 45 anni costituisco-no una vera e propria leggenda disopravvivenza professionale e con-tinua reinvenzione. Allo stessotempo diva gloriosa, tragica, di-sperata e speranzosa, la storia diJoan Crawford la personifica-zione del sogno americano.Non fu cosi da subito. Moltospesso le dive di Hollywooddi ieri e di oggi condividonouninfanzia difficile e tor-mentata. Fu cosi ancheper lei, nata Lucille LeSueur, minore di tre fra-

    telli e chiamatafamil iarmenteBillie, che iniziad appassionarsialla danza e matu-r il desiderio di di-ventare ballerina. Ilsogno si infranse pre-sto a causa di un inci-dente in giovane et(Lucille si tagli un piedecon il vetro di una botti-glia, recidendosi il muscoloe i tendini) che la rese semi-claudicante per tutta la vita.A scuola, dove era costrettaanche a lavorare per mante-nersi agli studi, secondo i suoi

  • 21

    biografi dovette subire gli abusi psicologici della preside, mentrea casa quelli del patrigno che spesso le faceva delle avance. Coni risparmi accumulati, continu gli studi di danza e nonostante ilsuo handicap divent campionessa di charleston, ottenendo uningaggio da 25 dollari in un locale di Chicago. La sua carriera nelmondo dello spettacolo inizi in piccoli cabaret destinati a unpubblico di passaggio. Il primo salto fu la promozione a ballerina di fila a Broadway, nel-la rivista musicale Innocent Eyes, e Lucille, che era costretta a la-vorare nei piccoli club per potersi mantenere, ebbe finalmente lasua prima occasione. Fu l infatti che venne notata da un talentscout che la present alla sua prima major, la Metro GoldwynMayer. Il primo passo a Hollywood era ormai compiuto anche sela battaglia era dura e la vita continuava tra alti e bassi. Il debut-to cinematografico avvenne in silenzio con piccole parti da con-trofigura e in ruoli minori, primo fra tutti quello in Pretty Ladies.Fu allora che Lucille assunse il definitivo nome darte di JoanCrawford. Il suo ingresso ufficiale tra le stelle del cinema se loguadagn 3 anni dopo il suo arrivo a Hollywood, nel 1928, gra-zie allirrefutabile prova del box office e alle lettere di fans, per ilfilm muto Le nostre sorelle di danza (Our Dancing Daughters).Da questo punto in poi Joan inizi la sua battaglia con i dirigen-ti degli studios per ottenere ruoli da protagonista in film in cuinon veniva mai considerata come prima scelta. Una battaglia chedur tutta la vita a prescindere dalla carriera in rapida ascesa,dalla fama ottenuta e dalla major per cui lavorava. Nonostante ledifficolt, e grazie al suo continuo reinventarsi Joan Crawfordriusc a creare una solida e variegata galleria di personaggi, nelcorso dei sui 45 anni di carriera, che spesso rispecchiava i tempie le tendenze dellindustria dellepoca. Negli anni 20 fu lepito-mo della cosiddetta flapper ovvero una di quelle ragazze, disin-volte ed emancipate, che indossavano gonne corte, portavano icapelli a caschetto, ascoltavano il jazz e mostravano il loro di-sprezzo per quello che allepoca era considerato un comporta-mento decoroso. Esuberante e irrequieta, nel 1929 spos l'attoreDouglas Fairbanks Jr., che contribu al suo inserimento nel mon-do della celluloide. Negli anni 30, durante la Grande Depressio-ne, la Crawford incarn le speranze della nazione con il suoicelebri ritratti della vivace ragazza della working class e di quel-la pi sofisticata e modaiola della upper class. Il vero grande successo arriv proprio nel 1932 grazie all interpretazione dellasensuale e spregiudicata dattilografa in Grand Hotel, accanto aGreta Garbo e John Barrymore, film vincitore di un premio Oscar.La Crawford impose cos un nuovo modello di donna, dolce efemminile, e allo stesso tempo indipendente e sfacciata, in unafortunata serie di commedie e melodrammi, spesso al fianco diClark Gable. Nel 1939 interpret un importante ruolo nella com-media Donne, diretto da George Cukor. Nel 1940 torn al fiancodi Clark Gable nel celeberrimo Lisola del diavolo. Nel 1945 vin-se un Oscar come migliore attrice con il film Il romanzo di Mil-dred, in cui imperson una donna divorziata alle prese con iproblemi delle sue due figlie: una che muore tragicamente e lal-tra che dimostra uno spietato arrivismo. Non pot per presen-ziare alla cerimonia di premiazione, perch costretta a letto dauna polmonite. Nel dopoguerra i suoi personaggi si fecero pi

    oscuri, Joan si avventurnel noir e nel dramma do-mestico, mentre negli anni50 si divise tra storie alta-mente drammatiche e filmin cui aveva ruoli decisa-mente pi camp, esagera-ti, quasi grotteschi. Furonogli anni in cui gir una se-rie di cortometraggi per latelevisione e alcuni film discarso successo a ecce-zione dello spregiu-dicato western Johnny Guitar del 1954 di NicholasRay, in cui interpret unaf-fascinante e impetuosaproprietaria di saloon. Ormai diva affermata, adott nel tempoquattro figli: Christina, Philip, al quale cambier il nome in Chri-stopher, Cathy e Cindy, che lei chiamer sempre le mie gemelli-ne. Nel frattempo aveva divorziato da Douglas Fairbanks Jr., e siera risposata altre tre volte: con gli attori Franchot Tone, PhilipTerry e con Alfred Steele, dirigente della Pepsi Cola, marchio peril quale la diva prest in pi occasioni il volto per spot pubblici-tari. Dopo la morte di questultimo nel 1959, entr a far partedella direzione della Pepsi; si occup di beneficenza e gir unaserie di cortometraggi per la televisione e alcuni film di scarsosuccesso. La tendenza al camp si accentu negli anni 60. del1962 il suo ultimo grande successo: il celeberrimo Che fine hafatto Baby Jane?, diretto da Robert Aldrich, e girato a fiancodella sua storica collega-rivale Bette Davis. Il successo della pelli-cola non si tradusse per in nuove promettenti proposte. Al con-trario, Joan fu costretta per motivi finanziari a iniziare il ciclo delcosiddetto Grand Guignol, mediocri film horror, lultimo dei qua-li fu Il mostro di Londra (Trog), girato in Inghilterra nel 1970. Ilsuo volto ha ispirato quello della strega Grimilde del film DisneyBiancaneve e i sette nani. Nel 1964 si riammal gravemente dipolmonite e non riusc a completare la lavorazione della pellico-la Piano... piano, dolce Carlotta, che lavrebbe rivista accantoalla Davis e fu sostituita da Olivia de Havilland. Mentre la sua car-riera volgeva al tramonto si ammal di cancro allo stomaco emor nel 1977 in completa solitudine nella sua casa di New York.Nel testamento disered la figlia Christine e il figlio Christopher(Per i motivi che loro sanno, scrisse) lasciando ogni sua sostan-za alle altre due figlie, Cindy e Cathy. Christine pubblic in segui-to uno spietato libro di memorie Mammina Cara, da cui tratto il celebre film interpretato da Faye Dunaway.

    Andrea di Capoterra

    no americano

  • Il fazzoletto, essenziale da quando Ciro, re di Persia, eman un

    editto che proibiva di pulirsi il naso con le mani, diviene prezio-

    so nel tempo.

    Opera di unarte minore, ha accompagnato con la sua evoluzio-

    ne laffermarsi o il tramontare delle mode, lavvicendarsi degli

    stili, il libero dispiegarsi del gusto.

    E una vita di secoli, narrata con il filo, ne fa un frammento di sto-

    ria: un viaggio alla riscoperta di secoli percorsi da rivoluzioni cul-

    turali, sociali ed artistiche di grande rilievo.

    Nel XVII secolo il fazzoletto diviene moda corrente nella societ

    francese. Gli uomini lo portavano in una tasca dellabito e le don-

    ne in sacchette sospese alla vita con un cordoncino reticule, che

    nascondevano sotto le gonne o il panier.

    Il popolino diceva di una persona che aveva fatto fortuna quan-

    do non si puliva pi il naso con il bordo della manica e ogni da-

    ma di censo doveva farne uso.

    Nel 500 i fazzoletti o drapiselli, realizzati in lino o tela di Reims,

    venivano profumati con una essenza solida conservata in conte-

    nitori di pelle a forma di volatile: gli augelletti di Cipro. Si profu-

    mavano i fazzoletti chiamati anche di Venere, perch si crede-

    va che i profumi avessero effetti curativi. Al loro fascino non

    sfugg, qualche secolo dopo, neanche Giuseppina Beauharnais,

    moglie di Napoleone. Forse per mascherare una bocca troppo

    larga e malsana, ad ogni accenno di risata portava un fazzoletto

    profumato alla bocca.

    Ma era anche un sollievo odorarlo quando la morsa del busto di-

    ventava insopportabile.

    I fazzoletti comparvero gi allnizio del XIV secolo negli inventa-

    ri di personaggi di rango con il nome di lacrimatoi. Quelli di

    Caterina d Medici erano orlati con merletti a motivi geometrici

    e ad ago dalle ricamatrici di Venezia.

    Tra le piccole regole di Baldassare Castiglione, cera anche

    quella che prima di sedersi a tavola ci si dovesse lavare le mani.

    Se sulla tavola era posto un solo bicchiere, prima di portarlo alla

    bocca, i commensali si dovevano pulire bene le labbra con il pro-

    filo del fazzoletto e bere dun solo fiato.

    Quelli maschili, salvo quelli destinati ad Enrico II che li preferiva

    di larga bordura, erano pi semplici. Venivano riposti talvolta in

    una borsa sospesa alla cintura insieme allorologio, assoluta no-

    vit creata da Peter Henlein di Norimberga, o dentro le tasche,

    nella parte alta delle calze. Una satira del 1512 spiega come faz-

    zoletti abilmente disposti nellapertura del farsetto potevano

    supplire alla mancanza

    della camicia, ma i tratta-

    ti di buone maniere del

    XVI secolo ne raccoman-

    dano in modo sempre

    pi pressante luso per

    soffiarsi il naso.

    Il fazzoletto sugger an-

    che una pettinatura se-

    ducente e di gran moda.

    Mademoiselle de Fonten-

    ges, la diciottenne favori-

    22

    Il Fazzoletto, un picco

  • ta del Re, durante una partita di caccia, cadde da cavallo perden-

    do la sua curiosa acconciatura tutta nastri e piume.

    Con gesto istintivo la Fontanges adoper, per raccogliere sulla

    nuca i suoi capelli, il fazzoletto che faceva parte dellabbiglia-

    mento per la caccia che di solito sventolava da una tasca latera-

    le. Da quel momento fu moda.

    Il perfezionamento dei telai meccanici e linvenzione, da parte

    dellinglese Hammond nel 1768 della macchina per fabbricare il

    tulle, chiamato fondo di Bruxelles, fece si che sul mercato si

    potessero trovare pizzi quasi perfetti a prezzi pi contenuti. Fece

    seguito, nel 1828 la prima macchina per ricamare e il 1840 salu-

    t i primi pizzi a macchina.

    I pi snob continuavano nondimeno a farne sfoggio nei salotti,

    nel corso di conversazioni, esibendo esemplari di raffinata fattu-

    ra.

    Verso la fine del 700, la cultura dellago e del filo aveva opera-

    to la rivoluzione delle apparenze e il fazzoletto non pi soltanto

    decorativo, era divenuto funzionale.

    Per le donne che non avevano adottato luso della borsetta, il

    fazzoletto, come il ventaglio, era un accessorio assolutamente in-

    dispensabile, da tenere in mano per la strada, durante la passeg-

    giata, in visita, in viaggio.

    Come pegno damore le ragazze ricamavano sui fazzoletti, con i

    propri capelli, le cifre dei loro innamorati o raffigurazioni allego-

    riche come il salice

    piangente, simbolo del-

    l'amore tenace, o colom-

    be in volo.

    Nel 1859 le popolane

    mettevano sui capelli

    fazzoletti tricolori sui

    quali spiccava una come-

    ta luminosa con la scritta

    Dio lo vuole.

    Le rivoluzionarie francesi

    se ne servirono per rac-

    cogliere sulla ghigliottina, il sangue di Luigi XVI.

    Ma al fazzoletto legato anche lamore: lo si lasciava cadere di-

    strattamente per incoraggiare il corteggiatore. In leggerissima

    seta colorata, rifinito da un alto bordo di pizzo valenciennes, di-

    venne indispensabile anche nel matrimonio.

    Nelle cresime, il libro delle preghiere era avvolto in un fazzoletto

    ricamato con margherite e spighe, entrambe simboli beneaugu-

    ranti. Il lutto era messo in evidenza nei fazzoletti, orlati quasi

    sempre di valenciennes, con ricami in grigio o nero.

    Oggi i fazzoletti, trasformati in foulard, firmati, coloratissimi e

    grandi si portano al collo; i piccoli nel taschino della giacca; i pi

    antichi e preziosi vengono incorniciati a testimonianza di presti-

    gio, di arte, di duro lavoro artigianale il pi delle volte realizzato

    dalle orfanelle presso Istituti di Opere Pie.

    Pavarotti lo usava quotidianamente, avvolto intorno al collo, tra

    le mani era imprescindibile quando cantava.

    Oggi il fast-food, lusa e getta si esteso anche al fazzoletto che

    adesso di carta; perch, come osserv una nobile giapponese:

    Non bello riporre nella borsetta ci che deve essere gettato.

    M. P.

    Storica della moda

    23

    colo passato di storia

  • 2424

    Come si forma la madreperla lo ha scoperto un gruppo di ricer-

    catori giapponesi che hanno individuato due proteine la cui fun-

    zione sarebbe essenziale proprio nel momento in cui le

    conchiglie a valve delle ostriche si stanno formando. Le due pro-

    teine si comportano come i vigili nel traffico: dirigono i cristalli

    di carbonato di calcio tutti nella stessa direzione per farli allinea-

    re in modo tale da conferire alla sostanza che sta nascendo, la

    madreperla, la sua perlacea bellezza.

    Bella, iridiscente e dura, queste, le sue caratteristiche. Ma della

    madreperla e dei processi che portano alla sua formazione fino

    ad ora si sapeva ben poco, se non che quella sostanza a struttu-

    ra lamellare, che identica a quella delle perle che crescono al-

    linterno delle valve, costituita da strati di cristalli di aragonite

    tutti orientati nella stessa direzione, separati da altri strati di una

    sostanza organica, chiamata conchiolina, una sorta di matrice

    composta di proteine ed altre molecole organiche.

    Ora, per, in un lavoro pubblicato su Science, Michio Suzuki e i

    colleghi dellUniversit di Tokyo, spiegano che, per saperne di

    pi, hanno destrutturato le valve di unostrica da perla di alleva-

    mento, come la Pinctada fucata, rimuovendo, con lacido, i mi-

    nerali di aragonite dalla matrice organica del bivalve, per estrar-

    re le proteine. Tra le diverse proteine trovate i ricercatori hanno

    scoperto che solo una, la Pif80, si lega allaragonite sintetica,

    piuttosto che ad altri tipi di cristalli di carbonato di calcio. Ana-

    lizzando, poi, il gene che codifica questa proteina, hanno visto

    che questo gene codifica anche un precursore della proteina.

    Precursore che viene diviso in due altre proteine, la Pif80 e la

    Pif97.

    La conclusione alla quale sono arrivati Suzuki e colleghi che, se

    le ostriche non hanno queste ultime due proteine perdono com-

    pletamente la loro capacit di produrre il rivestimento madreper-

    laceo della conchiglia. Molto probabilmente, dicono gli

    scienziati, le proteine formano un complesso proteico in cui

    Pif80 si lega allaragonite e Pif97 si lega ad altre molecole nella

    matrice, regolando la crescita di questo materiale molto duro e

    ricercato.

    Rita Lena

    Ecco come si forma

    la madreperla.

    Grazie a due

    proteine che

    allineano i cristalli

    di calcio

  • 25

    Scoperto il gene che fa dormire poco.

    Accorcia la durata del sonno e non fa sentire stanchi

    Dormire poco fa male? No, se si geneticamente pro-grammati per farlo. Lo hanno scoperto Ying He e i col-leghi della University of California, Mission Bay, SanFrancisco che hanno individuato il gene che fa dormirepoco, o meglio una mutazione che sembra essere, al-meno in parte, responsabile del fatto che alcune per-sone, dormono di meno senza poi portarne leconseguenze come stanchezza e sonnolenza. Anzi, gra-zie al gene, si dorme di meno e si riesce a recuperareanche il sonno perduto. Questa scoperta, avvertono gli scienziati sulle pagine diScience, che ha recentemente pubblicato lo studio,non deve per invogliare a fare le ore piccole o ad at-tardarsi davanti alla Tv o cambiare le abitudini di vita,perch come spiegano in un altro articolo altri ricerca-tori dellUniversit svizzera di Losanna e della Vaud Uni-versity Hospital Center di Losanna in Svizzera, questamutazione molto rara e, quindi non a tutti dato ilprivilegio di dormire poco e di sentirsi bene e lucidi ilgiorno dopo. La scoperta stata fatta dopo che Ying He e colleghihanno analizzato e studiato una famiglia in cui la ma-dre e la figlia dormivano regolarmente una media di seiore per notte e, dopo aver sequenziato diversi geni che,secondo loro, potevano essere coinvolti nella regolazio-ne del sonno, hanno scoperto una variante del geneDEC2, che tra tutti i membri della famiglia, avevano so-lo la madre e la figlia. Si tratta di un gene repressoredella trascrizione e, come tale, blocca lespressione dideterminati geni o proteine, ed anche coinvolto nellaregolazione dei ritmi circardiani. Per verificare gli effet-ti della variante genica sulla durata del sonno, i ricerca-tori hanno creato un modello animale ingegnerizzato(topo) portatore della mutazione ed hanno confronta-to i suoi cicli veglia-sonno e la sua attivit cerebrale conquelli di topi normali.I risultati della sperimentazione dicono che i topolinimutanti dormono di meno, con periodi di veglia pi

    frequenti, e che hanno bisogno di meno tempo per riprendersi dalla privazione del sonno. Secondo gli autori dello studio, gli animalimutanti utilizzati per la ricerca, potrebbero diventare un nuovo modello utile sul quale studiare il sonno umano e, anche se la mutazio-ne piuttosto rara, la ricerca apre la strada a nuovi approfondimenti volti a scoprire quali sono i veri meccanismi del sonno e leffet-to che il sonno ha sulla salute umana.

    Rita Lena

  • 2626

    Le recenti acquisizioni in campo implantologico e nella rigene-

    razione ossea intraorale consentono terapie odontoiatriche, un

    tempo inimmaginabili in termini di successo e rapidit di ese-

    cuzione, che consentono di risolvere brillantemente anche i pi

    gravi esiti di traumi sportivi.

    Non bisogna tuttavia dimenticare limportanza della prevenzio-

    ne a tutti i livelli delle attivit sportive, sia per quanto riguarda

    i traumi facciali e dentari sia per intercettare altre patologie

    specie dellet evolutiva.

    Il paradenti per esempio un ottimo presidio protettivo trop-

    po spesso rifiutato dagli sportivi.

    In una nostra recente ricerca statistica eseguita su giovani atle-

    ti abbiamo evidenziato come solo il 15% giustificava labban-

    dono del paradenti per motivi estetici (disturbi nelleloquio,

    timore di essere derisi dal gruppo, etc.) mentre la maggioranza

    riferiva come motivazione principale la scarsa tenuta e lingom-

    bro eccessivo, specie negli sports da combattimento, in cui

    queste caratteristiche di affidabilit e lutilizzo del paradenti co-

    me prevenzione del trauma sono indispensabili.

    Abbiamo cos iniziato una collaborazione con lAccademia Ita-

    liana di Karate Wa Doryu che ci ha portato a confezionare pa-

    radenti individuali a tre strati, uno interno pi rigido (materiale

    Erkodent), perfettamente stabili anche a bocca aperta, molto

    aderenti, protettivi anche sulle zone alte del dente e con una

    superficie occlusale rigida studiata appositamente per conferi-

    re i vantaggi gi dimostrati dalluso del bite negli sportivi (au-

    mento della forza, maggiore equilibrio). Tutti gli atleti della

    Nazionale Italiana hanno partecipato alla ricerca riferendo risul-

    tati molto positivi. La nostra iniziativa si poi estesa agli istrut-

    tori e alla scuola di formazione dellAccademia con giornate

    specifiche sul tema in cui gli istruttori sono stati addestrati a ri-

    conoscere anche le occlusioni pi a rischio di trauma o quelle

    patologie, quali la respirazione orale o le deglutizioni atipiche,

    che possono venire intercettate precocemente dagli insegnanti

    ai quali affidiamo i nostri piccoli atleti. Tutti hanno imparato co-

    me comportarsi in caso di avulsione traumatica di un dente e

    questo pu significare salvare un incisivo centrale ad un giova-

    ne per tutta la vita.

    Una patologia sempre pi frequente anche nei giovani e lega-

    ta ad una predisposizione a scaricare il proprio stress sul siste-

    ma masticatorio oltre che ad una malocclusione preesistente

    labitudine a serrare o digrignare i denti (serramento e bruxi-

    smo, da noi definiti genericamente parafunzione). Si pu ma-

    nifestare in molti modi, a volte subdoli e non riconosciuti dal

    paziente se non troppo tardi, quando insorgono click articolari

    o blocchi della mandibola. Spesso la diagnosi non facile in

    quanto nella sindrome dolorosa confluiscono dolori di altra ori-

    gine, come emicranie o cervicalgie. Per questo motivo indi-

    spensabile affidarsi ad uno specialista gnatologo piuttosto che

    intraprendere cure con bite fai da te. Queste patologie in-

    fluenzano di solito anche i muscoli cervicali e di conseguenza

    inevitabilmente tutti i muscoli posturali. In adolescenza picco-

    li scompensi dovuti a malocclusioni associate a parafunzione,

    come anche a disturbi oculari di convergenza o problematiche

    di piede varo o valgo vengono facilmente compensati ma nel-

    ladulto, quando le riserve di adattamento si esauriscono, ini-

    ziano i problemi pi gravi, dalla discopatia alle rachialgie.

    Affrontare queste patologie affidandosi ad un singolo speciali-

    sta di solito insufficiente perch necessita un team interdisci-

    plinare affiatato.

    Per questi motivi abbiamo costituito un gruppo di studio roma-

    no in cui collaborano non solo un folto gruppo di odontoiatri

    ma anche osteopati, ortopedici podologi, medici dello sport,

    oculisti. La nostra attenzione rivolta alla prevenzione prima-

    ria, cercando di diffondere i principi basilari, ma anche offren-

    do terapie in convenzione, disponibilit immediata in caso di

    traumi e soprattutto in caso di traumi gravi lappoggio di strut-

    ture ospedaliere idonee ad affrontare i traumi cranio facciali

    dello sport con la massima professionalit, dalla terapia chirur-

    gica fino alla riabilitazione fisioterapica specifica.

    Le nuove terapie odontoiatricheDr. Marco Boatta

    Medico Odontoiatra, esperto in Gnatologia, specialista in NeurologiaConsigliere della SIOS Soc It di Odontostomatologia Sportiva

    Dr. Roberto PistilliDirigente primo livello Chirurgia Maxillo facciale A.O.S. Filippo Neri

    specialista in Implantologia e tecniche rigenerative.

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  • In questo momento di grande incertezza economica e di altret-tanto grande trasformismo di molti esponenti di partiti e partiti-ni di entrambi gli schieramenti politici, in cerca di strategie piutili a loro stessi, che non ai loro elettori, lopinione compatta echiara del popolo dei forum e dei blog non lascia dubbi: gli elet-ti devono essere fedeli al loro mandato e lasciare da parte i per-sonalismi, pi o meno motivati. La domanda allora questa: hapi ragione la folla, ovvero, in questo caso, i nostri lettori/ elet-tori, considerati profani, (un modo gentile per non dire igno-ranti), o i singoli, cio i politici locali, anche molto competenti etitolati, che spesso hanno opinioni differenti? La risposta pu sembrare sorprendente, ma questa: ha ragionela folla! Non ci credete? E allora seguite questa conferma scien-tifica ..Correva lanno 1906 quando in un giorno dautunno, lo scienzia-to britannico Francis Galton, molto noto per i suoi studi su stati-stica ed ereditariet, lasci la sua casa di Plymouth per recarsi aduna fiera di campagna. Aveva 85 anni, e li aveva spesi per dimo-strare che soltanto pochissime persone, particolarmente dotate,avessero le caratteristiche necessarie per mantenere sana una so-ciet, mentre la stragrande maggioranza delle persone non lepossedeva. Egli aveva, insomma, fino a quel giorno ben poca fi-ducia nellintelligenza della persona media, ed era quindi convin-to che una societ potesse funzionare soltanto se il potere, ed ilcontrollo, rimanevano nelle mani di pochi eletti ben nati!Quel giorno, per tutto cambi. Galton si imbatt, infatti, inuna gara di valutazione del peso: era stato messo in mostra ungrosso bue ed una discreta folla di persone aveva comperato persei pence un biglietto numerato su cui scrivere il proprio nome ela stima del peso. Ottocento persone tentarono la sorte: pochierano gli esperti (macellai e contadini), la maggior parte non ave-

    va nessuna dimestichezza con il mondo del bestiame e a Galtonvenne subito in mente lanalogia con i meccanismi elettorali: se-condo lui lo scommettitore medio era probabilmente idoneo aproporre una stima corretta del peso del bue, quanto lo lelet-tore medio a giudicare in merito alle questioni politiche su cui siesprime! A Galton quindi interessava, attraverso lanalisi di quelparticolare voto, dimostrare che lelettore medio fosse capace diben poco. Perci si fece dare i biglietti dagli organizzatori e li sot-topose ad analisi statistica. Vi risparmio la descrizione di tutti iparticolari dellesperimento, che potete trovare nel libro. La sag-gezza della folla scritto da James Surowiecki, un simpatico eco-nomista, ma vi riporto la sintesi. Galton somm tra loro tutte lestime e calcol la media delle risposte del gruppo: quel numerorappresentava la saggezza collettiva della folla di Plymouth, edegli pensava che la stima media del gruppo sarebbe stata total-mente sbagliata Invece, si sbagliava, perch la folla, nel suo in-sieme, aveva ipotizzato un peso di 1.197 libbre, a fronte delgiusto peso del bue di 1.198 libbre: in altre parole, il giudizio del-la folla era stato praticamente perfetto! Questo risultato fece cambiare a Galton il giudizio sullelettoratoin particolare, e sulla democrazia in generale e, sicuramente adenti stretti, dovette pronunciare queste parole: il risultato sem-bra dare pi credito allaffidabilit del giudizio democratico diquanto ci si potesse aspettare, con buona pace di chi convin-to che la conoscenza sia concentrata nelle mani (o meglio nellatesta) di pochissimi individui E allora, visto che i gruppi si rive-lano estremamente intelligenti, spesso pi dei loro membri mi-gliori, forse dovremmo consultare di pi il parere della folla(della quale, ovviamente fanno parte anche i geni), non solo nelmomento elettorale A questo servono i blog, i forum e la cor-rispondenza preziosa dei lettori /elettori, che con il loro prezioso,e saggio contributo, contribuiscono a mantenere vivo e compat-to lo spirito di collaborazione e unit, unica strada per raggiun-gere obiettivi comuni (peso del bue a parte).

    A cura della Psicologa Isabella De MartiniDocente di Psicologia Medica

    Universit di Genova

    28

    LA SAGGEZZA DELLA FOLLA

  • 29

    Si comincia annusando dei chicchi di caff. Servono per pulire lolfatto. Poi ci si accomoda su una sedia di pelle. E Felice, dopo averti studia-to e osservato, sceglie quattro tra i ventidue Profumum per iniziare a viaggiare e ricordare insieme. Prende il primo odore, quello pi delicato, lo spruzza su una cartina, te la porge ed un fiume di parole evocative: Era caldo nella distesadi grano mietuta da poco e che allorizzonte sconfinava fino al mare. Percorso tra erba bruciata e canto di cicale: inno allafa soffocante. Nel-limmobilit dellaria man mano che il blu si avvicinava si spandeva profumo di agrumeti.. Questo Neroli. Le note olfattive che si sentonosono boccioli di arancio amaro, legno darancio, mirra. Poi passa al secondo: Laristocratico e bianco fumo di pregiati sigari si diffonde inambienti riscaldati da torbatissimo whiskies scozzesi e dal tepore di camini alimentati da ciocchi di quercia. Questo Fumidus. Radice di ve-tiver e betulla affumicata.Terminati i quattro racconti sei immerso nei ricordi. Ti invita a risentire le cartine e a scegliere due odori da provare e da indossare sul corpoper alcune ore.Questa avventura profumata si ripete ogni volta che si entra in un negozio Profumum a Roma. Felice, Giuseppe, Luciano e Maria Durantehanno ereditato dai loro genitori profumieri la passione per questo lavoro. Che per si modificato nel corso del tempo. Cos, dopo unevo-luzione commerciale, dettata dal desiderio di differenziarsi, anzich di omologarsi, nel 1996 creano Profumum. Una collezione di odori pertrasmettere emozioni e sensazioni che avvolgono e coinvolgono.

    Alessia Ardesi

    UN VIAGGIO CON LA MENTE TRA GLI ODORI

  • Il coraggio della verit. Unesperienza diretta senza mediazioni. Falsi moralismi o detti comuni. Unlibro laico e autentico, privo di pregiudizi e con tematiche forti. Diversi e Divisi il nuovo roman-zo di Nello Rega, giornalista e scrittore. Diversi e divisi - Diario di una convivenza con lIslamnon solo un libro. Non un giudizio sul mondo musulmano: ma la constatazione, ragionata eobiettiva, della differenza tra due realt culturali e religiose. Il risultato il titolo dellopera. Il ro-manzo anche una storia damore e unutopia romantica tra un uomo cattolico e una donna scii-ta. La penna di Nello Rega immerge il lettore dentro le pagine della convivenza dei dueprotagonisti. Il racconto si alimenta di ricordi, parole, sogni, realt, paure e solitudine. I temi dioggi. I temi del mondo. Come labbandonarsi della mente e dellanima di un uomo cristiano cheincontra quella che credeva fosse la donna della sua vita. Con la magia dei dubbi e la determina-zione delle certezze, Nello Rega cerca di alleviare le pene di chi si contorce sui perch e sui per co-me certi avvenimenti accadano. Diversi e Divisi anche un design book by Raffaele Gerardiwww.raffaelegerardi.it, da sfogliare ed ammirare. Lartista e designer marchigiano con le sue pen-nellate ferme e decise, racconta il libro per immagini. Unito allautore da una lunga amicizia e dal-la voglia di dedicarsi agli altri, sono fianco a fianco anche nel progetto LibanItaly e TogetherOnlus, impegnati dal 2005 in progetti umanitari in Libano.

    Costanza Cerioli

    Larte contemporanea africana torna al Teatro Pa-rioli. Riparte domenica 11 ottobre la rubrica di ar-te a cura del critico darte Luca Faccendaallinterno del salotto del Maurizio Costanzo Show.Tema scelto dal direttore artistico della NationalGallery Firenze per la prima rubrica della serie au-tunnale un particolare artista del Kenya Abdal-lah Salim che si caratterizza per le sue opererealizzate in acrilico su legno traforato. Il criticoapparir sorprendentemente proprio dietro a que-sti fori per spiegare al pubblico, dal palco, la straordinaria capacit di questo artista cinquantu-nenne di narrare il quotidiano della sua terra.

    Nicoletta Di Benedetto

    Le case hanno unanimadi Giovanna Napolitano Le case hanno unanima un percorso di