20262 - Chapeau Giugno Luglio 10web

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1 P A S S I O N E P A T R I O T T I C A S U L L E G O N N E D E L L A S T O R I A S U L L O N D A D E L L A V A N I T à Storie d’amore in convento R IVIST A M ENSILE DI A TTUALITà MODA CUL TURA COPIA GRA TUIT A - ANNO 6 - N. 6/7 GIUGNO - LUGLIO 2010 - TIRA TURA C OPIE 2 0 . 0 0 0
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    19-Jun-2015
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chapeau, moda, attualità

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Direttore Responsabile Mara Parmegiani Comitato scientifico Gino Falleri Vice Presidente ordine dei giornalisti, On. Paola Pelino, Avv. Nino Marazzita, Giudice Simonetta Matone, Principe Carlo Giovannelli, Dott. Emilio Albertario, Dott. Massimiliano Picardi Segreteria di Redazione Marco Alfonsi Nicoletta Di Benedetto Marina Bertucci Servizi fotografici di redazione Laura Camia, Giancarlo Sirolesi Collaborano Alessia Ardesi, Marco Alfonsi, Costanza Ceroli, Isabella De Martini, Nicoletta Di Benedetto, Andrea Di Capoterra, Cristina Guerra, Rita Lena, Nino Marazzita, Siderio, Josephine Alessio Fotografo: Maurizio Righi Via Piero Aloisi, 29 - 00158 Roma Tel. 06.4500746 - Fax 06.4503358 www.chapeau.biz Aut. Trib. di Roma n. 529/2005 del 29/12/2005 Edizioni e Stampa Rotoform s.r.l. Via Ardeatina Km. 20,400 - S. Palomba (RM) Ideazione grafica ed impaginazione Monica Proietti - Fabiana Ferretti Settore Pubblicit Direzione: 00158 Roma - via Piero Aloisi, 29 Tel. 06.4500746 - Fax 06.4503358 e-mail: [email protected]

La globalizzazione un processo per il quale si tende ad abbattere le frontiere e a costituire un unico mercato planetario, che interessi tutto il nostro pianeta. Gradualmente si annulleranno le differenze tra i vari popoli e si verr condizionati sempre pi dai gusti e dalle mode, diffuse dai paesi dominanti attraverso i mass media. La societ intesa come unione collettiva dovrebbe lavorare per costruire, nellintero pianeta, pace e sicurezza, ossia rifiutare la guerra e dove presente cercare di sopprimerla. Divieto delluso della violenza nelle controversie internazionali, rispetto dei diritti umani e della vita, in una societ degna del suo nome, dove le sofferenze private devono essere pensate e vissute come problemi condivisi, comuni e politici. Se da una parte la societ esposta a continui mutamenti che coinvolgono vari livelli: economico, culturale, trasformazione della famiglia, dalla condizione patriarcale a quella mononucleale, dallaltra, ci sono solitudini che si sfiorano senza riconoscersi, ciascuna chiusa nella propria corazza difensiva. E uno dei tanti paradossi della nostra societ. Viviamo nellera della tecnologia, della comunicazione globale, nellera di internet che ci permette in un solo istante di metterci in contatto con chiunque in qualsiasi parte del nostro pianeta. Eppure la nostra unepoca di solitudine, o meglio di nuove solitudini. Prof. Antonio Lo Iacono Meditiamo quindi. Mara Parmegiani

La responsabilit legale del contenuto degli articoli e dei contributi di tipo pubblicitario a carico dei singoli autori. La collaborazione al mensile Chapeau da ritenersi del tutto gratuita e pertanto non retribuita, salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright. vietata la riproduzione, anche parziale, di testi, grafici, immagini e contributi pubblicitari realizzati da Chapeau.

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LAMORE IN CONVENTOcon il nome, si dice, di Giovanni Angelico. Fu eletta papa e regn per due anni e sette mesi. La sua storia inizi quando a 12 anni si innamor di un giovane frate e per non separarsene, fuggita in abiti maschili, entr con lui in convento. Di vivacissimo intelletto, particolarmente dotata, dopo la morte dellamante si trasfer a Roma dove, con abiti talari, apr una scuola per insegnare la grammatica, la retorica, la dialettica. Alla morte di Papa Leone IV fu scelta per la successione con il nome di Gio-

I casi di libert sessuale nei conventi femminili hanno alimentato e solleticato anche la letteratura colta. Dal Boccaccio al Bandello, dallAretino al Machiavelli, fino agli illuministi, compreso il Manzoni che inserisce anche la storia della monaca di Monza nel suo libro I Promessi Sposi. Maria de Leyva, la Monaca di Monza accusata per il suo amore con Paolo Osio per salvarsi dichiara: Dopo che ebbi veduto lOsio mi sembr di essere come diabolicamente forzata ad andare a quella fine-

stra. E questo si ripet pi volte. Una volta perch io volli farmi forza di non andare svenni.e questo si ripet pi voltele quali cose tutte credo mi avvenissero per opera diabolica per malifizi fattimi; ho conosciuto dopo ci esser vero parlando a ragionar collOsio, esso sotto pretesto di cose sante mi fece baciare e toccar colla lingua una cosa legata in oro che poi mi confess chera calamita bianca. Tra le apostolate non pu sfuggire una donna, passata alla storia nell855

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vanni. Ben presto il potere, i cibi raffinati, lozio, la presenza di giovani ecclesiastici e aitanti valletti risvegliarono in lei appetiti sessuali. Scrive il Cardinale Martino Polono che lavorava nella Curia romana con lincarico di storico : durante il pontificato fu resa incinta da un suo familiare. Non conoscendo il tempo del parto, mentre era diretta da S. Pietro verso il Laterano, trovandosi pressata dalla folla partor tra il Colosseo e la Chiesa di S. Clemente, quindi mor e qui stesso come si raccontava fu sepolta. Il vicolo dove partor fu detto vicolo della Papessa. Per evitare che in futuro potessero verificarsi altri equivoci, il Vaticano decret che ogni pontefice designato, prima della definitiva elezione, si sedesse su una sedia di marmo fornita di un foro per dare modo al diacono di tastare la virilit delleletto. Ma a Venezia la cui fama era accresciu-

ta non solo per le cortigiane e la pratica della sodomia ma anche per gli intrighi amorosi delle belle monachelle. Qui i circa 34 conventi, chiusi da silenziose e misteriose mura, isolati dal mare, venivano raggiunti dalle gondole che spesso scivolavano nelloscurit della notte. Molte di queste ragazze, spesso nobili, avevano preso il velo per volont dei genitori desiderosi di risparmiare sulla dote. Senza vocazione, nella solitudine del Chiostro, eludendo la regola, proseguivano nelle abitudini mondane ricevendo e mangiando a saziet ogni sorta di dolciumi e vivande. Vestivano lascivamente con abiti aperti dal petto alla vita; ricevono linnamorato e con lui partecipano al Carnevale vagando, fra feste e balli, per la citt. A nulla valsero le severe leggi applicate gi dal 1399 da Gian Galeazzo, duca di Milano che prevedeva la condanna

a morte per chi avesse avuto rapporti con una monaca dentro e fuori il convento. Neanche la condanna, nel 1401 di un certo Giuidotto, giustiziato perch con le sue scalate notturne ad un monastero aveva relazioni di intimit con le suorine, oper da deterrente. Il malcostume continu. Questi conventi, considerati nel XV secolo quasi postribula meretricium erano usati da Vescovi e frati come harem e, a detta del predicatore Berlette: quanta lussuria, quanta fornicazione le latrine risuonano delle grida dei bimbi che vi sono asfissiati. Obbrobri e turpi abitudini protratte fino allultima guerra mondiale quando, a causa dei bombardamenti, alcuni conventi rivelarono tracce di cadaverini nelle tubature. Nel 1602 ci fu una denuncia segreta ai provveditori di Venezia per la vita dissoluta di alcune monache nei monasteri di Santa Croce, Santa Caterina di Chioggia, Maschiera di Venezia. Nel 1614, nel convento di S. Daniele, il Vescovo di Canea, in seguito alle scandalose pratiche di alcune suore con preti e nunzi, fu accusato: col mezzo di rottura di muro del monastero di San Zaccaria, dimorando anco uno di loro in esso diverse volte per le notti, ma li giorni interi et di haver avuto commercio et pratica carnale con due monache di esso monastero. Ci fu qualcuna che procur anche guai diplomatici come Suor Maria da Riva, che ebbe linfelice idea di impegolarsi in una tresca con lambasciatore francese Froulay. Preda di friccichii amorosi, una volta trasferita per punizione a Ferrara, evase con un nuovo amante, il colonnello Moroni. A Verona, nello stesso periodo i conventi furono chiamati lupanaria foetidissima. Nel 1659 a Maubissonsotto in Francia, con la complicit della badessa Aglique dEstre, alcuni gentiluomini avevano labitudine di passare il tempo nel convento.

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Le suore portano pettorine pieghettate, si mettono il rossetto, si truccano e si vantano di avere innamorati. Ve ne fu una che brig per essere presentata alla Grande Mademoiselle DEstre alla quale poi confess che da dieci anni era amante e devota di Saint-Aunais. Labito religioso ha sempre esercitato il fascino del proibito tanto che nel secolo XI il turbolento Guglielmo IX, per stuzzicare lintrigo sessuale, fece costruire una lussuosa casa di piacere dove le ragazze avevano lobbligo di vestire labito monacale. Donnaiolo impenitente, fu il primo cliente a gustare lintrigo della tonaca. Carlo II di Mantova non fu da meno. Poneva sempre attenzione e cura sulle vicende dei conventi, informandosi anche sulle nuove reclute. Curiosit appagata sia per quelle gi conosciute, sia per le nuove come la Vacchetta, la Speciaretta, la Sorghetta. Le vie del signore, si sa, sono infinite e santa Venera, santAfra e santa Pelagia appresero le prime lezioni di dottrina cristiana dagli ecclesiastici che frequentavano i loro bordelli. E Angela Greca, divenne suora con il placet della Chiesa. Del resto la figura di Maria Maddalena dipinta, secondo il Vangelo, come una prostituta, dimostrava che il pentimento e la salvezza giungevano a chiunque avesse fede. Era stata non solo perdonata, ma addirittura onorata da Ges Cristo. Dal libro quelle signore di Mara Parmegiani

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Limmagine scelta per la copertina dellantologia di testi politici sulla questione femminile Per filo e per segno, di Ginevra Conti Odorisio e Fiorenza Taricone, ovvero Lo studio del pittore di Cornelis de Baellieur, riflette precisamente lo spirito del volume, fitta galleria di ritratti che si attraversa con curiosit, ascoltando le voci di uomini e donne che con i loro scritti si sono pronunciati, nel corso dei secoli, sul ruolo e la funzione della donna allinterno della societ. Le brevi biografie che accompagnano i testi aiutano a ricostruire i percorsi individuali di pensatori e pensatrici impegnati nel dibattito, e a collocarli di volta in volta nel quadro del pensiero politico di ciascuna epoca. Si parte dal colto e elitario trio che a Venezia, tra il Cinquecento e il Seicento, diede il via alla riflessione femminista in Italia: la poetessa Moderata Fonte, lerudita autodidatta Lucrezia Marinelli e la dotta suor Arcangela Tarabotti aprirono la strada alle rivendicazioni dei diritti per le donne. Arcangela Tarabotti, dalla gabbia del convento benedettino cui era stata destinata dalla volont paterna, vergava pagine di straordinaria passione contro la tirannia familiare e in difesa delle donne, confinate in spazi anche pi angusti del suo convento, lasciate nella totale ignoranza e quindi accusate di essere ricettacolo dei peggiori difetti. chiaro, argomentava la Tarabotti, che i difetti delle donne sono il riflesso delle condizioni di vita cui queste vengono destinate. Man mano che ci si inoltra nel XVII secolo, cartesianesimo e razionalismo influenzano il dibattito, riflettendosi in un femminismo analitico, che smanteller uno ad uno i pregiudizi consolidati, fondati sulla passiva accettazione della tradizione. Gli uomini sono persuasi di cose di cui non saprebbero spiegare le ragioni, poich il loro convincimento si basa unicamente su fragili apparenze, dalle quali si sono lasciati influenzare, scriveva Poullain de la Barre nel 1673, andando alla radice del processo di formazione delle conoscenze e del giudizio. Il secolo dei Lumi e delle rivoluzioni rivela limpossibilit di applicare alla storia della questione femminile la tradizionale dicotomia tra progressisti e conservatori, poich queste classificazioni spesso vengono scardinate nel momento in cui ci si sposta dal terreno delle questioni politiche pi generali a quello dei ruoli sessuali allinterno della societ. Risuona perci isolata la voce del marchese di Condorcet, unico filosofo, al tempo della rivoluzione francese, a criticare la condizione femminile e a schierarsi per la concessione dei diritti politici alle donne. Il suo testo Sullammissione delle donne ai diritti di cittadinanza seguito, a tre anni di distanza, dalla Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, di Olympe De Gouges, che chieder per le donne pari accesso a tutte le cariche e agli impieghi pubblici, con il solo criterio del merito e del talento, principio lungimirante destinato ad affermarsi soltanto nelle moderne democrazie, dove ancora si stenta a tradurlo in parit effettiva. Assai ricca la parte del volume dedicata al Risorgimento, in cui figurano Mazzini, con il suo testo Lamore e la missione della donna, la mazziniana Giorgina Craufurd Saffi, che si battuta in particolar modo contro la regolamentazione statale della prostituzione, la storica del Risorgimento Jessie White Mario, biografa di Mazzini e Garibaldi, Marianna Bacinetti Florenzi, liberale e patriota, ed infine Cristina di Belgiojoso, intellettuale e protagonista fra laltro della Repubblica Romana. Su tutte si staglia la solitaria grandezza di Anna Maria Mozzoni, teorica ed organizzatrice del movimento di emancipazione della donna nellItalia della seconda met dellOttocento. Ritenendo incompatibile con i principi di una societ liberale e progressista la condizione di totale subordinazione della donna, la Mozzoni rivendic il diritto di voto amministrativo e politico per le donne, labolizione del divieto di ricerca della paternit, sostenne la campagna contro la statalizzazione della prostituzione, e per affermare le sue idee tenne conferenze, present petizioni, fond la Lega promotrice degli interessi femminili e scrisse numerose opere. Lantologia si chiude con le riforme Sacchi del 1919, segnale importante di una trasformazione in atto nella mentalit, ma anche del mutamento effettivo del ruolo femminile allinterno della societ in seguito al primo conflitto mondiale. La legge n. 1176 sulla capacit giuridica della donna introduceva vistosi miglioramenti, a partire dallabolizione dellautorizzazione maritale e dallapertura alle donne di tutte le professioni e gli impieghi pubblici, esclusi quelli che implicavano poteri giurisdizionali, politici e militari. SullItalia di l a poco si abbatter il ventennio fascista, con la limitazione dei diritti di cittadinanza per tutti, uomini e donne, e con la sua visione fortemente gerarchica e conservatrice dei ruoli sessuali. Occorrer attendere la Repubblica per veder riconosciuti il diritto di voto, leguaglianza di uomini e donne, sancita dallarticolo 3 della Costituzione, il diritto ad accedere liberamente a tutte le professioni, grazie alla legge n. 66 del 1963. Il volume, che ha accompagnato il lettore fino allinizio di questa nuova stagione di conquiste ed impegno delle donne, si conclude con un fondamentale interrogativo sulla societ odierna: A quando in Parlamento una rappresentanza politica femminile pari alla forza e alla consistenza sociale delle donne? A quando nelle universit, nelle scuole, nel paese, una cultura condivisa della storia in cui le conquiste femminili costituiscono parte integrante della storia della democrazia?. Per filo e per segno, Giappichelli Torino 2008, 313 pp 29,00, Eleonora Selvi

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D&G

Emporio Armani

Pin up stars

Yamamay

Custo

Miss Bikini

Frankie Morello

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Moschino

Parah Noir

uches e con piccole ro hito, a volte, ricc costume sgambato e ar un bikini ed un entre lo slip te a met tra an estate col ia, m comunque un e sexy e provoc ngolo, o fasc metallo. Sar trikini, costum push up o tria il ue pezzi: oielli e parti in pu mancare Unestate a d ate sulla testa! tes, pietre e gi viamente non , quindi.. punt , ricami, paillet nchi. E poi ov etti sui fia me stampe to accessorio es lacc agli, co eto senza qu era poi a dett ssa dire compl intero. Via lib look che si po esiste cappello. Non

Calzedonia

Parah Noir

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Scarpe di tutte le altezze!Lestate 2010 punta su scarpe dalle mille altezze. Da quelle raso terra per le donne pi dinamiche e sempre di corsa a quelle pi svettanti e sexy. Modelli colorati, in cuoio o in pvc. Tacchi a spillo, a cono, con le zeppe o plateau.

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Borse. che passioneUno stile che piacer a tutte le amati del brand dove prevale lo stile contry, la raffia, i tessuti satinati e arricciati. Fiori, papaveri ricamati o applicati sulle borse che ci ricordano la natura e la bellezza della campagna. Costanza Cerioli

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ROMAda sinistra Cecilia Taddei, Bocciarelli, Virginia Taddei, Silvia Raso, Daniela Ricci

a cura di Giancarlo Sirolesi

by

NIGHT

Laura e Lavinia Biagiotti sul campo da golf

Carlo Verdone e Claudia Gerini ricevono il premio Simpatia dedicato al grande studioso di romanit Domenico Pertica

Il prestigioso premio Arbiter 2009 consegnato dal presidente della Federabbigliamento Roberto Polidori, per i 35 anni di attivit professionale di Maurizio Righi Lo stilista Camillo Bona con le sue creazioni

Tony Santagata festeggia al Gilda i suoi 40anni di attivit

Federica Balestra e Fiorella Borrello alla festa organizzata presso la Residenza dellAmbasciatore dItalia a Brasilia da Gherardo La Francesca

La lunga maratona di Roma prima e dopo

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Dada Riccioli e Mara Parmegiani Presidente Moda dellOsservatorio Parlamentare Europeo

Micol Fontana Luisella Fontana riceve il premio da Valeria Mangani

MICOL FONTANA, LELEGANZA DI UN MITOMicol Fontana assieme alle sorelle Giovanna e Zoe ha contribuito alla nascita della moda italiana. Gli abiti delle Sorelle Fontana sono stati indossati da personaggi che hanno fatto sognare intere generazioni, come: Ava Gardner, Liz Taylor, Audrey Hepburn, Grace di Monaco, Soraya, Maria Gabriella di Savoia, Jacqueline Kennedy. LItalian Fashion ha riscoperto le sue radici grazie ad un grande evento dedicato proprio a questa indiscussa icona della raffinatezza. Ad ideare la serata al Gilda di Roma, venerd 23 aprile, stata la storica della moda Mara Parmegiani Alfonsi nella sua qualit di Presidente della Commissione Moda dellOsservatorio Parlamentare Europeo. La serata iniziata proprio con il video messaggio della stilista e con lintervista realizzata dalla stessa Mara Parmegiani durante la quale Micol Fontana ha sottolineato il suo sogno nel cassetto: Continuo a lavorare al mio pi grande progetto, un Museo della Moda a Roma, con unarea riservata alle Sorelle Fontana. E anche se liter burocratico lungo, sono sicura che ci riuscir. A Lei andato il primo dei tre prestigiosi premi dellOPE ritirato dalla nipote Luisella FONTANA, che ha ricordato la zia con toni affettuosi e familiari, consegnatole dalla Dott.ssa Valeria Mangani (responsabile moda del Comune di Roma). Il secondo premio andato a SANDRO FERRONE per il costante impegno a favore delle donne e, il terzo allAccademia di Costume e di Moda per leccellenza nella formazione di futuri talenti (ritirato da Fiamma Lanzara). Presenti alla serata anche alcune rappresentanti delle quote rosa dellOsservatorio Parlamentare Europeo come Patrizia De Blanck, Silvana Augero, Marina Bertucci e Costanza Cerioli che hanno apprezzato i modelli degli stilisti Sandro Ferrone e Camillo Bona (presenti entrambi alla serata) fatti indossare da splendide modelle, applauditissime dai presenti. Tra i volti noti intervenuti anche Rosanna Vaudetti, lassessore neoeletto Prof. Nicola Illuzzi, il Generale dellAeronautica Militare (Fiamme Tricolori) Manlio Carboni, il principe Carlo Giovanelli, Marco Liorni, lattore Pietro Delle Piane, il Prof. Adolfo Panfili del Comune di Roma, linviata di Domenica in Famiglia Camilla Nata e linviata della Vita in Diretta Daniela Pulci. La serata proseguita con le coreografie di Alex La Rosa, noto coreografo e ballerino, e con lesibizione, in prima assoluta, della cantante romana Cecilia Herrera, una voce italiana del jazzsambossa: un genere musicale che unisce influenze latine e jazz melodico, con il suo primo singolo Papillon premiato come miglior video di YouTube. A coccolare gli ospiti profumati omaggi della Intertrade Europe, dolcezze di Eurochocolat, caff Lavazza, specialit aquilane Aveja, spumante Asti, oltre a piatti tradizionali della cucina mediterranea preparati ad hoc dallo staff del Gilda. Hanno ripreso i momenti salienti della manifestazione le telecamere del TG2 Costume e Societ e della Vita in Diretta. Loredana Gelli Foto a cura di Laura CamiaTaglio della torta e brindisi augurale per i personaggi premiati Le Quote Rosa dellOsservatorio consegnano il premio moda a Fiamma Lanzara Sandro Ferrone premiato per il suo impegno a favore delle donne

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Foro Romanoovvero lo spazio del

cambiamentoreligiosa e giudiziaria di Roma. Per questo le iscrizioni che vi si trovano sono una vera e propria miniera di informazioni, tanto pi che ricoprono un arco di tempo di secoli, dalla fondazione della citt a ben oltre la caduta dellimpero romano doccidente (476 d.C.). Lepigrafe pi antica e pi famosa della Roma arcaica si trova alle pendici del Campidoglio, nella parte occidentale del Foro, e venne incisa sulla cosiddetta Pietra Nera o Lapis Niger un cippo che era parte di un complesso monumentale pavimentato di nero (da cui il nome) e che si elevava al di sopra della pavimentazione stessa del Foro. Il testo, che risalirebbe al VI sec. a.C., sarebbe da mettere in relazione con un luogo funesto collegato alla morte di Romolo (che secondo Plutarco sarebbe avvenuta nel santuario dedicato al dio Vulcano). Delliscrizione sono decifrabili solo poche parole, che indicano chiaramente un formula di maledizione: chiunque violer questo luogo sia consacrato agli dei infernali. Allottimo, clementissimo e piissimo principe nostro signore Foca, imperatore perpetuo, coronato da Dio, trionfatore, sempre Augusto.. linizio di uniscrizione che si trova sullultimo monumento onorario innalzato nel Foro e risalente al 608 d.C.. Si tratta di una colonna molto pi antica (databile probabilmente al II sec. d.C.) che venne coronata da una statua e posta su un nuovo basamento a gradini. Su questi venne poi incisa liscrizione che riportava la dedica allimpertore Foca, rimasto famoso per aver donato il Pantheon a papa Bonifacio IV, che ne fece un luogo di culto cristiano. Il Foro sempre stato il centro della vita politica, civile,

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FORO ROMANO:Il Foro era situato nella valle compresa tra il Palatino e il Campidoglio, una valle originariamente paludosa e inospitale, tanto che tra il X e il VII sec a.C. venne utilizzata come necropoli dei primi villaggi stanziati sulle colline circostanti. Fu il re Tarquinio Prisco a drenare la zona, nel 600 a.C. grazie alla costruzione della Cloaca Massima e a pavimentarla con il tufo. Fu creata una grande piazza rettangolare, che divenne il punto centrale verso cui convergevano molte strade fondamentali e un luogo di mercato e di scambi. La Via Sacra ne costituiva lasse principale poich collegava le due comunit primitive del Campidoglio e del Palatino. Lungo questa via si allineavano gli edifici pi rilevanti per la vita cittadina, come la Regia, ovvero lantica residenza dei Re e poi luogo di culto di molti sacerdozi; i templi pi antichi e venerabili come quello di Saturno, di Vesta, e di Castore e Polluce. Da qui passarono poi le grandi processioni del trionfo o i cortei funebri. Tra i monumenti che costeggiavano la Via Sacra vi era anche il Comitium, un complesso di edifici (prima a pianta rettangolare, poi dal IV secolo a.C. a pianta circolare), ritualmente orientato secondo i punti cardinali, dove fino al II sec.a.C. si svolse lattivit politica, ma anche quella giudiziaria e civile: qui si consumavano infatti la maggior parte dei processi e qui si raccoglieva il popolo in alcune occasioni. A ridosso del Comitium vi era la Curia detta Hostilia (perch, secondo la tradizione, sarebbe stata costruita dal re Tullio Ostilio), dove si riuniva il senato. Nel IV sec. a.C. fu costruito, sul lato verso il Campidoglio, il Tempio della Concordia, in occasione dellaccordo tra patriziato e plebe; e la tribuna da dove parlavano i magistrati venne abbellita con i Rostra, ovvero gli speroni delle navi sottratte alla flotta della rivale citt di Anzio nel 338 a.C.. Ai due angoli della Curia invece vennero erette le statue di due uomini importanti, considerati il pi coraggioso e il pi saggio: Alcibiade e Pitagora. Luoghi e collocazione degli edifici erano tali che le varie istanze cittadine - magistrati, senatori, popolo - potessero facilmente interagire ai fini della vita civile. Pian piano lattivit politica si estese a tutto il Foro e non rimase concentrata pi solo nel Comitium. La popolazione aumentava, gli spazi architettonici assumevano altre dimensioni, nuove funzioni politiche e giudiziarie facevano la loro comparsa. Tutto questo impose una diversa gestione

della realt cittadina. La politica romana aveva bisogno in sostanza di pi spazio. Cos anche il Foro cominci a trasformarsi. Nel III sec a.C. venne costruito un nuovo mercato nella zona nord e qui si spostarono tutti i commerci alimentari. Furono poi allestiti degli atria (zone coperte) per accogliere e riparare i cittadini. Nel II sec a.C. il Foro venne ripavimentato, gli atria vennero sostituiti con basiliche pi ampie che, formando una specie di cornice architettonica, rendevano Roma una delle pi belle citt del mondo mediterraneo. Parallelamente anche i magistrati e i loro compiti aumentavano. Vennero create nuove figure di funzionari pubblici e istituiti nuovi tribunali per giudicare reati specifici. Tutto lo spazio si riemp dellattivit politica e giudiziaria della citt: nella parte meridionale si form un secondo polo che si affianc, o addirittura si sostitu, al Comitium. Venne aggiunta una tribuna al tempio di Castore e Polluce, tanto che i magistrati si rivolgevano al popolo sia da questa nuova tribuna, sia dai Rostri. Anche il senato teneva le sue sedute sia nella vecchia Curia, sia nel tempio dei Gemelli o in quello della Concordia. Con lavvento di Silla larea sub una nuova spinta edilizia. Silla volle unificare e chiudere fisicamente e simbolicamente il Foro: edific a fianco del Campidoglio, come per regolarizzarne lo sfondo, il Tabularium, una vasta costruzione destinata ad ospitare larchivio di Stato; fece restaurare il Tempio di Giove Capitolino collocato sul colle; intorno alla piazza fece costruire quattro basiliche (Porcia, Emilia, Sempronia e Opimia), che dovevano ospitare lamministrazione della giustizia e gli affari politici. In tal modo il Foro guadagn una maggiore unit architettonica e idelogica, acquist una coerenza dinsieme che fino a quel momento non aveva mai posseduto, raggiunse un nuovo equilibrio visivo a testimoniare lequilibrio che Silla aveva cercato di dare alla citt dopo i disordini della guerra civile. Dopo di lui anche Pompeo e Cesare vollero riedificare lo spazio civico per dimostrare al mondo intero il dominio che erano riusciti a imporre sulla citt. Ma scelsero una strada diversa da quella del loro predecessore. Pompeo in particolare pens a risistemare larea del Campo Marzio, formando un complesso monumentale diviso in due parti (un teatro e un portico), consacrato a Venere Vincitrice (Venus Victrix) e a se stesso, rappresentato da unimponente statua che teneva in mano il mondo da lui conquistato. Sotto questa stessa statua Cesare fu assassinato.

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FORI IMPERIALI:Diverso era il progetto di Cesare, un progetto ambizioso e inaudito. Egli non si accontent infatti del Foro esistente n volle costruire i monumenti che dovevano testimoniare la sua grandezza fuori da esso (come aveva invece fatto Pompeo). Cesare voleva altro, voleva qualcosa di suo: fece costruire un Nuovo Foro, accanto a quello gi esistente. In questo modo non solo lasciava un segno tangibile del suo dominio, ma risolveva anche il problema del congestionamento dello spazio civico. Il suo obiettivo era quello di spostare nella nuova area una serie di importanti attivit politiche. I lavori cominciarono nel 54 a.C. e il Foro venne inaugurato, ancora incompleto, nel 46 a.C.. Fu una delle pochissime opere del programma urbanistico di Cesare che egli pot inaugurare prima della sua morte. Toccher poi ad Augusto terminare il complesso. A differenza del vecchio Foro, quello di Cesare si basava su un progetto unitario: una piazza rettangolare circondata su tutti i lati dai portici, eccetto che sul lato di fondo dove sorgeva il tempio dedicato a Venere Genitrice (in opposizione alla Venere Vincitrice del suo rivale) da cui Cesare si vantava di discendere. Al centro della piazza venne posta la statua bronzea del dittatore a cavallo in ricordo dei suoi successi e della sua aspirazione al governo. Egli ricostru anche la Curia e il Comitium, distrutti da un incendio nel 52 a.C., orientandoli non pi secondo i punti cardinali (come era tradizione), ma in modo tale che si adattassero alla disposizione spaziale del nuovo Foro. Cos per accedere alla nuova Curia, dove si riuniva il Senato, si doveva passare dal retro attraversando il Foro di Cesare. Un chiaro segnale di voler sminuire il Senato e rendere palesi i nuovi equilibri di potere. Cesare pag di tasca propria i terreni su cui doveva sorgere la nuova piazza, che con la sua compattezza e univocit spaziale celebrava la grandezza di colui che laveva costruita e manteneva al tempo stesso una continuit con il vecchio Foro. Innovazione e tradizione trovarono cos nel progetto di Cesare una splendida sintesi. Lopera fece da modello per la costruzione dei Fori Imperiali successivi. Augusto si assunse prima lonere di completare lopera iniziata dal padre adottivo e di risistemare il vecchio Foro, soprattutto dopo i due incendi avvenuti nel 14 a.C. e nel 9 a.C.. Fu rifatta tutta la lastricatura, gli antichi monumenti e basiliche furono restaurate, tra cui la Basilica Giulia (ex Sempronia, la cui ricostruzione era gi stata avviata da Cesare) e la Basilica Fulvia-Emilia, che poste pi o meno

una di fronte allaltra davano una maggiore regolarit allantica piazza del Foro. Venne innalzato lArco di Augusto in ricordo della vittoria di Azio e costruito un portico a nome di Gaio e Lucio Cesari, nipoti ed eredi dellimperatore. In tal modo anche il vecchio Foro partecipava architettonicamente alla glorificazione di Cesare, dei suoi discendenti e della monarchia. Solo in un secondo momento Augusto pens a costruire un proprio Foro, che potesse diventare il nuovo centro politico, giudiziario e celebrativo di Roma e dellImpero. Il nuovo complesso riprendeva sostanzialmente limpostazione formale del Foro di Cesare, ma disposto ortogonalmente rispetto a questo: una piazza rettangolare circondata su tre lati dai portici e sul lato breve di fondo un tempio dedicato a Marte Ultore (Vendicatore), in onore della vittoria di Filippi in cui vennero sconfitti gli assassini di Cesare e questi, dunque, vendicato. Il tempio di Marte, inugurato il 2 a.C., si appoggiava ad un altissimo muro che divideva la piazza imperiale dal popolare quartiere della Suburra. Alle spalle dei portici, sui lati lunghi, si aprivano ampie esedre (spazi semicircolari coperti) che dovevano ospitare le attivit dei tribunali. Inoltre erano arricchiti da numerose statue di personaggi reali o mitologici della storia di Roma (tra cui Enea e Romolo) e statue di membri della famiglia Giulia. Non mancava neppure una statua colossale dellImperatore. Il tutto a fini propagandistici per celebrare la nuova et delloro inaugurata con il principato di Augusto. Sotto limperatore Vespasiano venne costruita unaltra grande piazza, separata dal Foro di Augusto e da quello di Cesare da via dellArgileto, lantica strada dei librai che metteva in comunicazione il Foro Romano con la Suburra. Allinizio questo complesso non su considerato come un dei Fori Imperiali, tant che era conosciuto con il nome di Tempio della Pace. Solo in epoca tarda (da Costantino in poi) il luogo fu riabilitato come Foro, pur mantenendo il suo nome: infatti citato come Foro della Pace. La forma era leggermente differente, ma il principio formale sempre lo stesso: si trattava di un quadrilatero (non un rettangolo) circondato dai portici, con il tempietto inserito dentro il portico del lato di fondo. Larea centrale non era lastricata, ma sistemata a giardino, con vasche dacqua e basamenti per statue, formando di fatto un museo a cielo aperto. Il complesso, cominciato da Vespasiano e concluso da Domiziano, era stato edificato per celebrare la conquista di Gerusalemme nel 70 d.C. e venne dedicato alla Pax Augusta dellImpero secondo la propaganda classica. Il complesso perse presto la sua funzione pubblica e gi nel IV secolo gli spazi furono utilizzati per varie attivit produttive. Il penultimo Foro imperiale ad essere costruito fu il Foro di Nerva o Foro Transitorio, ideato e avviato da Domiziano. Il complesso venne inaugurato ufficialmente nel 97 dal suo successore, limperatore Nerva. Nelle fonti spesso ricordato come Transitorio perch da un lato collega la Suburra al vecchio Foro Romano, funzione in precedenza svolta da Via dellArgileto di cui occup un tratto, dallaltro forma una specie di raccordo tra i Fori di Cesare e Augusto con quello della Pace. La pianta fu condizionata dal poco spazio disponibile: la piazza ha cos forma quasi ellittica, stretta ed allungata con colonne aggettanti che decorano i muri perimetrali in sostituzione dei consueti portici, che avrebbero ridotto troppo lo spazio utile. Allestremit occidentale, verso la Suburra, venne eretto il Tempio di Minerva, addossato su un

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lato ad una delle esedre del Foro di Augusto e sul fondo ad un Portico Absidato, che costituiva un ingresso monumentale a pianta semicircolare per laccesso al quartiere popolare. Ultimo in ordine di tempo, nonch il pi grandioso, fu il Foro di Traiano. Edificato nel 107 d.C. per ordine dellimperatore Traiano con il ricchissimo bottino ricavato dalla conquista della Dacia, il complesso architettonico venne inaugurato nel 112 d.C., mentre la Colonna che pure vi faceva parte fu inaugurata separatamente nel 113 d.C.. Il compito venne affidato ad Apollodoro di Damasco che si trov a dover risolvere un problema logistico. I Fori Imperiali erano sorti a ridosso del Foro Romano pi antico che restava di fatto il centro della vita cittadina. Ma la zona pianeggiante vicino alla piazza originaria era tutta occupata. Bisognava trovarne unaltra, non troppo lontana, o al limite crearla. Ed quello che fece Apollodoro: una nuova area pianeggiante fu ottenuta sbancando la sella, cio la collina, che congiungeva il Campidoglio al Quirinale. Memoria di questa ingegneristica operazione si trova in uniscrizione della Colonna Traianea, che sarebbe alta quanto il monte eliminato. Forse i lavori di sbancamento erano gi iniziati sotto Augusto e portati avanti da Domiziano. Ma solo con Traiano furono portati a termine, ricorrendo anche ad una serie di interventi strutturali: fu infatti rimaneggiato il Foro di Cesare dove venne eretta la Basilica Argentaria e ricostruito il tempio di Venere Genitrice; mentre il taglio operato sulle pendici del Quirinale venne compensato dalla costruzione dei Mercati Traianei, un complesso di edifici con funzioni prevalentemente amministrative, collegato alle attivit che si svolgevano nel Foro. La forma della piazza del Foro di Traiano non diversa dalle altre, ma le supera per le eccezionali dimensioni. Larga oltre 180 metri, aveva forma rettangolare ed era chiusa sul fondo dallimmensa Basilica Ulpia, a pianta rettangolare, delimitata alle estremit da due esedre e disposta trasversalmente rispetto allasse del Foro. Alle sue spalle vi fu collocata la Colonna di Traiano. Ai lati di questa sorgevano due edifici identici che ospitavano due biblioteche, una greca e una latina. La piazza era circondata da portici colonnati e, come nel Foro di Augusto, a met vi si aprivano delle ampie esedre. Il lato opposto della Basilica era caratterizzato da una facciata monumentale che faceva da sfondo alla statua equestre dellimperatore, collocata al centro della piazza. Il tutto abbellito da statue, pitture, bassorilievi, fregi marmorei, costruzioni accostate tra loro in modo da costituire un sistema articolato, ma omogeneo. La Colonna era il punto focale di tutto il

complesso, un vero e proprio monumento nel monumento, con eccezionali dimensioni e una decorazione del fusto di rara perfezione e bellezza. Per sfarzo e grandezza il Foro di Traiano rimase, fino al Medioevo, uno dei luoghi pi ammirati di Roma. Ancora nel II e III secolo furono aggiunti nuovi monumenti al Foro Romano, come il Tempio di Antonino e Faustina, il Tempio di Venere, larco di Settimio Severo e le cinque colonne di Diocleziano per celebrare la Tetrarchia; poi nel IV secolo fu costruita pi a sud la Basilica di Massenzio, un p fuori dallarea tradizionale del Foro, e l vicino il Tempio di Romolo, dedicato al figlio di Massenzio, Valerio Romolo, morto prematuramente. Nel V secolo la facciata della tribuna dei Rostra fu prolungata verso nord-est e nel 608 venne eretto lultimo monumento: la Colonna di Foca. Da l cominci il declino e i monumenti caddero per lo pi in rovina e in qualche caso furono riusati per nuove costruzioni. Il Foro cominci ad interrarsi fino a diventare terra di pascolo, tanto che prese il nome di Campo Vaccino. Si dovette attendere il XVI secolo perch fossero riportati alla luce i resti del Foro. Da allora vennero intraprese varie campagne archeologiche, ma solo agli inizi del XX secolo larea fu completamente scavata. La storia dei luoghi della politica inseparabile da quella delle trasformazioni profonde della societ, nella fattispecie da quei cambiamenti che condussero dalla Repubblica alla Monarchia augustea. Chi aveva il potere trascriveva nello spazio le modifiche che coinvolgevano le istituzioni. Ma il vero miracolo fu lordine architettonico con cui ci avvenne, larmonia di fondo che veniva rispettata da tutti. Cos alloriginario giustapporsi delle statue e degli edifici, seguirono sistemazioni omogenee di tutti coloro che vedevano nellabbellimento della citt la propria elevazione civile e politica, la rappresentazione del proprio potere assoluto. Ma alla fine la chiusura architettonica dei Fori divenne anche una chiusura ideologica e politica. E fu linizio del declino. Cristina Guerra - RAI TG1

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Passione PatriotticaUn Viaggio nella moda dellOttocento rivela limportanza del costume e della moda come patrimonio d informazioni sulla storia sociale ed economica di unepoca e come proiezione simbolica di comportamenti pubblici e privati. questa la filosofia per valorizzare un periodo storico. Un periodo in cui le signore attendevano con ansia i figurini da Parigi per leggere le indiscrezioni delle toelette delle grandi dame francesi, anche se risalta il ruolo di primo piano che il Piemonte ebbe nella realizzazione dellUnit dItalia di cui proprio nel 2011 si celebrer il 150 anniversario. Nellottocento i costumi richiedevano per la donna un comportamento consono soprattutto al rango della nobilt attraverso un modo di vita improntato alla famiglia ed alla casa. Di lei si doveva dire poco negli ambienti dei piccoli paesi. Niente lodi e niente biasimi. Ma non era sempre cos. Spesso la gente individuava in alcune nobildonne un carattere ribelle, di comando, di vera conduttrice delleconomia del ceppo familiare. Senza dimenticare che molte di loro ebbero una educazione elevata, nellistruzione e nelleducazione musicale. Erano i primi segni inequivocabili dellemancipazione femminile che poco tempo dopo avrebbero segnato unepoca. Per quanto riguarda le donne del Risorgimento meridionale, ci pervenuta oralmente tutta una serie di aneddotica dove emerge un tipo di donna virile, per usare un termine allora di moda, che non disdegnava di invadere campi a lei ritenuti non congegnali, come i conflitti politici e militari, in barba ai principi di allora sulla presunta inferiorit biologica della donna. Nel periodo risorgimentale, infatti, un ruolo non meno importante o secondario fu ricoperto dalle donne, madri, mogli, sorelle dei patrioti, coinvolte nelle azioni cospirative. Svolsero con alto senso di coraggio compiti di messaggere, ricercatrici di armi e munizioni, adoperandosi anche al reclutamento di volontari. Assicuravano ai loro congiunti patrioti, ricercati dai Borboni, un sicuro nascondiglio e per i prigionieri e la delicata opera del loro riscatto con la vendita spesso dellintero patrimonio familiare. Molte patirono il carcere per cospirazione e favoreggiamento a seguito di dure condanne. Le donne del Sud ancora una volta, si sono volute distinguere, salutando i loro uomini che partivano, con una spontanea manifestazione daffetto. Al loro passaggio lanciavano dai balconi fiori e grida augurali. Consegnavano munizioni e acquavite e anche una vistosa bandiera tricolore ornata dello scudo sabaudo, in cui i bordi e la croce erano ottenuti con i galloni argentati in uso per i costumi albanesi femminili. Il Corriere delle Dame, filoaustriaco, dopo le Cinque Giornate del marzo 1848, presenta nuovi modelli dabito nello stile patriottico con il cappello allErnani usato da Cristina di Belgioioso. Ma fecero di pi: alcune di loro si fecero confezionare abiti tessuti con i colori del nostro tricolore, come quello della nobildonna calabrese, Rosina Palopoli, dei baroni Leopardi, che mi pervenuto ed esposto ai Musei Capitolini, nella mostra ritratto di Signora, e inalberarono, malgrado il divieto, i cappelli alla calabrese, divenuti assai popolari dopo la rappresentazione dell Ernani ed adottati dai patrioti.

ROSA DONATO

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Perch la bandiera in s, pi che rappresentare un segno dinastico o militare era anche il simbolo di ideali di libert e indipendenza che si andavano formando non solo in Italia, ma anche in altre nazioni. Ideali soffocati dal Congresso di Vienna e dalla Restaurazione. Fu dunque negli atti risorgimentali, che caratterizzarono i primi decenni dell800, che il Tricolore divent lemblema della lotta e della libert. Cos per i moti mazziniani e per le imprese dei fratelli Bandiera, il sentimento racchiuso nella bandiera italiana segner la Prima Guerra dIndipendenza quando Carlo Alberto adotter il vessillo insieme allo scudo dei Savoia e cos, quando nel 1861 fu proclamato il Regno dItalia, la sua bandiera, per consuetudine, continu ad essere quella del 1848. La moda, in questo senso, stata un veicolo preferenziale e significativo: le fogge degli abiti, lutilizzo di taluni tessuti invece di altri, e persino gli accessori stessi, sono testimoni fedeli non solo delle ideologie imperanti o di opposizione, ma della situazione politica ed economica di un intero Stato. Anche il Corriere delle Dame seguiva e commentava fedelmente gli avvenimenti: il 23 marzo 1848, nellinserto dedicato ai figurini di moda, si diceva esplicitamente che Il Corriere delle Dame dar ogni numero un breve sunto de principali avvenimenti politici che raccoglier dalle fonti pi esatte e specialmente dal Giornale Officiale del Governo Provvisorio. Il collegamento tra gli avvenimenti politici e la moda, dunque, singolare, come potrebbe sembrare in apparenza non notevole, e i grandi mutamenti sociali hanno determinato vere e proprie rivoluzioni in fatto di abbigliamento (e a sostegno di questa affermazione basterebbe citare la Rivoluzione Francese e il seguente periodo napoleonico). Il 20 luglio del 48 il giornale pubblicava una dissertazione per spiegare chiaramente il concetto e concludendo con la constatazione che il potere della moda esercit sempre la sua influenza; ebbe vita attiva nei grandi movimenti politici, si mischi nei partiti, si mostr come lespressione del pensiero, ora adottando le fogge di una nazione guerriera, ora i colori della libert, dellindipendenza, or quelli di una nazione prospera e tranquilla. () Che la moda sia collegata cogli avvenimenti sociali e in Italia. Abbiamo visto lo scorso carnevale le signore presentarsi al teatro colle cuffie guarnite di nastri di tre colori, presenti i dominatori della casa dAustria; abbiamo visto la moda dei vestiti di velluto proposta per danneggiare le case commerciali della Germania; poi i cappelli acuminati, simbolo della rivoluzione napoletana. Mara Parmegiani storica della Moda Ventaglio patriottico

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SULLE GONNE

Gli abiti di fine Ottocento tra balze e trine custodiscono la memoria delle donne e della loro emancipazione.

Nella stagione rivoluzionaria del biennio 1848-49 le bandiere, le coccarde, le sciarpe, i fazzoletti tricolori, simboli dellaffrancamento dalloppressione straniera, tornano alla luce in molte parti dItalia. Il 1836 segna una svolta e, soprattutto verso la met del secolo, evidente linflusso del gusto borghese legittimato da salotti autorevoli come quello della contessa Maffei a Milano. Alla spavalderia succede lausterit, alla passione il sentimento o un sentimentalismo convenzionale, ai colori vivaci una certa modestia e tinte spente. Da ricordare, in Italia, il lancio, nellaccesa atmosfera che precede i moti del 1848, di un vestito nazionale che, per riannodarsi alla tradizione, dovrebbe utilizzare stoffe italiane. Lidea di adottare un modo di vestire che stimolasse slanci liberali e patriottici, durante il dominio austriaco, inizialmente si era limitato al cappello, su iniziativa spontanea di gruppi di giovani che si riunivano nei caff milanesi (della Peppina, vicino al Duomo e della Cecchina, quasi di fronte al Teatro della Scala); poi, con un tam-tam, si era diffusa in Piemonte e nel Napoletano. Emblematica la proibizione di cappelli piumati, decreto austriaco firmato del 15 febbraio 1848 dal barone Torresani Lanzenfeld. Ma gi nel 1848 si parlava di vestito o costume allitaliana come dimostrazione antipolitica: una celebre stampa di dama con bandiera, del 48 forse Cristina Belgioioso Trivulzio - rappresenta questa foggia. Il costu-

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DELLA STORIAme allitaliana o alla lombarda compare sui giornali di moda ed oggetto del sarcasmo dellaustriaco conte Hbner che, rimasto a Milano durante le Cinque giornate, ne riconosce tuttavia il fascino. Sono ancora imperanti le mode francesi, con due principali indumenti femminili: il corsetto e la sottana che danno alla figura una forma detta a copriteiera: si sviluppa lampiezza della gonna sostenuta da una fodera di crine rinforzata da cerchi di vimini. Il corsetto da sera scollato, con maniche corte, a punta in vita sul davanti (alla Medici o alla Maria Stuarda); per il giorno molto aderente, severamente chiuso con maniche lunghe e strette. Ma la vera novit lo scalfo della manica, ingegnosissima e anonima soluzione al problema della piegatura del braccio e della sporgenza del gomito variamente affrontato fino ad allora con tagli, in apparenza ornamentali, a spalla e gomito, ma finalizzati a dar agio nei movimenti. Con lo scalfo, lattacco della manica, anzich essere un arco ugualmente convesso nelle due met, si presenta convesso nel lato esterno, sfuggente nellinterno; in seguito si perfezioner con un incavo (chancr) nella parte interna della manica e diverr tecnica acquisita da tutti i sarti. Alle maniche aderenti o ajustes si alternano quelle alla meno frequenti quelli a leggere pieghe o arricciati ( la vierge, lenfant), il sarto abruzzese Pasquale di Silvestre, inventa un busto speciale senza cuciture. Importantissima la sottogonna o crinolina cos chiamata per il materiale usato: crine in tessuto con fili di lino o di seta in modo da renderla rigida, ma non sgualcibile, neanche sedendosi. Un tessuto inventato dal sarto parigino Oudinot e inizialmente usato per cappelli e colletti. La forma era quella di unampia sottana fittamente arricciata, e per ammorbidirne leffetto si sovrapponeva, prima della gonna dellabito, unaltra sottogonna di seta o di cotone. Morbidi e disinvolti sono invece i peignoirs, con poche stecche leggere, aperti sul davanti, usati per il teatro o le visite o anche in casa; infatti tendono a confondersi con le vesti da camera, da indossare alzate dal letto e il termine stesso indica la mantellina per pettinarsi. Svariati i soprabiti, nella linea della continuit: mantellina, pellegrina, palatina, polacca, polonese, pardessus, visite. Nuovo, almeno nel nome, il camail (dallantico italiano camaglio!), mantello lungo e spiovente e il paletot di tipo maschile. Grande diffusione hanno le pellicce: martora e, dopo il 1840, lermellino usato, oltre che per i soprabiti, anche per le vesti da camera. Pellegrine e palatine dinverno, sono interamente di pelliccia; il boa fa una fugace apparizione, mentre sempre in voga il manicotto. Sempre di moda i costosissimi scialli di cachemire, passeg-

rligieuse piuttosto corte con una sottomanica in vista, dai ricami assortiti con quelli del collettino. Accanto ai corsetti aderenti, rinforzati da stecche di balena,

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gero luso di altri scialli come il Ruy-Blas (dal dramma di Victor Hugo) e lo scialle arabo burns. Le cure di bellezza sono pi discrete che in passato, ma permane la moda del pallore con un leggero tono ocrato che prende nome da una famosa attrice, Rachel che lancia luso delle rsilles (reticelle) e un genere di turbante di gusto rtro. Si stabilizza lacconciatura bassa e raccolta, allinglese, con i capelli spartiti sulla fronte e arrotolati sulla nuca e grappoli di lunghi ricci sulle guance (le anglaises). Tipicamente borghese la cuffia, anche per i ricevimenti, piccola e senza fondo, cos distinta da quella da casa o per la notte. Le lunghe sottane tolgono importanza e conferiscono praticit a calze e calzature; in alcuni corredi appaiono solo calze di filo di Scozia, ma per la sera si usano anche quelle di seta nera o colorate e ricamate. Le scarpe si distinguono per il tacco moderato; per la sera sono indicati nero e bianco e per il giorno, con il colore dellabito. Per lunghe passeggiate si adottano stivaletti di morbida pelle di daino o in seta o velluto; dinverno si foderano e bordano di pelliccia. Per lestate Oudinot lancia lo stivaletto di crine o pedicrine, allacciato lateralmente con bottoni. Molto importanti sono i guanti, anche di sera, corti, chiusi al polso con due bottoncini; se lunghi, sono ornati in alto con ghirlande di fiori e pizzi o profilati di ermellino. In casa e in campagna si usano le mitne di reticella di pizzo: quelle di velluto fanno risaltare il biancore della mano. Il gusto romantico-borghese ama ornare di fini ricami la biancheria: lo scollo delle camicie e lorlo delle sottane. I volants aumentano il volume delle gonne. Le mutande, come per le pudiche dame inglesi, non hanno pi taglio diritto, ma sono strette alla caviglia. I fazzoletti da portare in mano, costosissimi, sono ricamati con motivi romantici (edera tenace e salici piangenti...) e ornati di pizzo, mentre quelli duso sono di semplice lino. Nei corredi variano da dodici a ventiquattro. I gioielli sono meno numerosi e pi semplici: non collane, ma piuttosto fini catenelle doro, orologi piccoli con una catenella girata alla cintura e appuntata sul petto; orecchini piccoli e a pendente. Anelli, bracciali, spille si ispirano al mondo animale e vegetale. Caratteristica dopo il 1850 la medaglia religiosa, lanciata dalle ballerine della Scala che ne portano una col ritratto di Pio IX, il papa presunto liberale. Novit interessante sono i gioielli elastici: bracciali e collane dotati di molle segrete che li allungano o fanno restringere. Gli ombrellini da sole, usatissimi, sono la marquise o bris e orientabili; elegantissimi quelli di piume o pizzo. Innovativo il meccanismo di acciaio creato da Cazal per aprire e alleggerire il parapioggia, diversamente da quelli realizzati con stecche di legno o di balena. A fine secolo ricompaiono le borsette che sostituiscono le tasche e si appendono alla cintura con una piccola molla. Molto diffusi i ventagli di tutti i generi e prezzi: pregiati quelli con miniature di imitazione settecentesca o soggetti romantici e letterari come I Promessi Sposi (a riprova della loro popolarit). Nel 1848 la litografia facilita la diffusione dei ventagli patriottici che poi, tornato Radetzky, si camuffano in modo innocente. La sera del 6 Febbraio, 1847 nel corso della 22.a rappresentazione del Macbeth di Giuseppe Verdi la famosissima ballerina Fanny Cerrito fece la sua entrata in scena portando un velo bianco, rosso e verde. Lentusiasmo che questa comparsa suscit nel pubblico fu enorme, in un batter docchio le signore che erano nei palchi estrassero dai loro vestiti dei fazzoletti bianchi, rossi e verdi e li intrecciarono in modo da formare dei festoni tricolori lungo la linea dei palchi. Gli applausi si fecero sempre pi insistenti accompagnati da grida inneggianti allItalia. Mara Parmegiani

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Nell 800 cresce sempre pi linteresse per lo sport, nascono e si perfezionano nuove discipline sportive. Ma quello che ha portato una rivoluzione nel modo di abbigliarsi stato il nuoto. La moda dei bagni di mare cominci a profilarsi in modo organizzato tra il 1820 e il 1830, a pratica dallInghilterra dove era stata tenuta a battesimo. Da Brighton allisola di Wight - dove nel 1846 cominci a soggiornare regolarmente ad ogni stagione, la regina Vittoria nella confortevole e riservata House Osborne. Fra le prime bagnanti di cui ci giunge notizia, c limmersione della regina dOlanda, Ortensia di Beauharnais, che pratica i suoi bagni a Dieppe, nellestate del 1812, con un completo di maglia color cioccolato, composto di tunica, pantaloni e scarpine allacciate alla caviglia. Un colpo di cannone, invece, annunci alla cittadinanza il coraggioso bagno, nel 1824, della duchessa di Berry. Indossava un abito di lana marrone orlato di blu, un cappottino, una cuffia enorme e scarpine di tela grezza alla greca. Le dava il braccio il prefetto in persona che, in guanti bianchi e cilindro, insieme a notabili e curiosi, laffid ad un bagnino che la sollev tra le braccia avanzando con lei nellacqua pi alta. Le nobili dame aprirono cos la grande rivoluzione del costume femminile e la moda dei bagni si estese molto velocemente, creando proseliti sulle spiagge di Ostenda, in Belgio, San Sebastiano in Spagna e a Deauville. Il busto ancora presente e le signore sono talmente abituate a portarlo che, senza, temono di afflosciarsi, come un tenero fiore senza sostegno. Il cambio dabito, spesso con strascico, pizzi e piume di struzzo, a favore di un costume a gonne sovrapposte, avveniva in cabine sorrette da alte ruote, portate fino al mare, entro cui si calavano attraverso un grande foro sul pavimento. Saranno poi sostituite da poltrone di vimini con nicchia e alti baldacchini. Labbigliamento balneare non prescindeva dalle maniche lunghe, calze, guanti e un grande accappatoio da infilare subito dopo il bagno, anche per nascondere ogni esibizione corporea. Il professore Paolo Mantegazza, apostolo delligienismo nazionale, nel 1869 scrive che le donne: per paura di mostrarsi nel bagno troppo diverse da quelle che appaiono per opera della sarta, si coprono di vestiti di lana cos grossi, da perdere nel bagno tutto quel bene che porta londa nelle sue carezze amorose. Ma luso dei bagni rivoluzioner anche lestetica femminile: la pelle diafana, considerata allora elemento determinante della bellezza, sostituita dal fascino dellabbronzatura. Nel 1911 fa la sua comparsa sulla spiaggia la jupe-colotte che lasciava intravedere dalla sottanina gli eleganti calzoni a righe bianche e marroni, sostituita presto da un costume di maglia, piuttosto aderente con gambe a met coscia. Appaiono i primi depilatori per quella che la pubblicit chiama lanugine scomoda e nasce la moda del bagno di sole. Cinquantanni dopo, il 18 luglio 1946 un ingegnere svizzero, Louise Reard, lancia a Parigi il Bikini, dal nome dellatollo dove gli americani avevano fatto esplodere la prima bomba atomica. Con un ridotto due pezzi si scopriva lombelico e il reggiseno si riduceva al minimo. La valorizzazione del corpo, ormai liberato, attraverso minimi pezzi di stoffa variamente drappeggiata, quanto si propongono gli stilisti di oggi che giocano principalmente con tecniche e soluzioni inedite, con accattivanti combinazioni di eleganza, seduzione e gioco, e le variazioni sul tema sono pressoch infinite. M.P .

Sullonda della....

...Vanit

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Fini, Bossi? Superman non pu avere alleati duraturi...Silvio Berlusconi, nel corso dellultimo anno di governo, ha scomodato, pi volte, la Psicologia in quanto Scienza Umana: addirittura in una occasione, si lanciato in una vera e propria diagnosi ha infatti dichiarato che il Paese impazzito: giudici comunisti, intercettazioni assurde, complotti di escort contro di lui! Desidero quindi ricambiare linteresse dimostrato dal Premier per la Psicologia con una breve, ma puntuale analisi del Suo comportamento, in occasione delle problematiche insorte con i suoi migliori Alleati. Lassenza di coerenza la caratteristica dominante, dal punto di vista psicologico di Berlusconi. E poich la forza, almeno numerica, sempre dalla parte di chi governa, un buon governo si dovrebbe distinguere proprio per la sua coerenza. Ma quali sono stati i punti pi salienti dello psicodramma di B.? E perch linsuccesso reale di B. (ma non quello del suo partito di plastica) va ben oltre quello dei numeri del bilancio o della sfera produttiva della Nazione? Le risposte a queste due domande sono semplici e logiche; luomo di governo non tratta soltanto con milioni di euro, ma anche con milioni di cittadini, ed esistono principalmente due modi di mettere se stesso in rapporto con gli altri, il primo modo quello della concretezza, il secondo quello cosiddetto astratto o televisivo. La differenza fra le due modalit abissale: chi concreto coerente, ed ha qualit ed obiettivi specifici, pienamente condivisi da tutti gli alleati (Fini compreso), chi persegue invece il modello astratto accentua solo le particolarit che egli ha in comune con tutti gli altri soggetti dello stesso gruppo (vedi Bossi), e arriva a traguardi esecrabili: lamicizia per Raimondo Vianello , ad esempio, diventata un suo reality! Al funerale, infatti, comunione compresa, ha fatto da protagonista ignorando cos, paradossalmente, il morto, come ignora volutamente, le differenze con i suoi alleati pro tempore. Il Premier, anche per questi suoi ultimi comportamenti mi ha ricordato le parole di Bertrand Russel sugli uomini e gli animali: Fra gli uomini e gli animali vi sono molte differenze, alcune intellettuali, altre emotive. Una delle principali differenze che alcuni desideri delluomo, contrariamente a quelli degli animali, sono illimitati ed incapaci di soddisfazione completa. Il serpente boa, quando ha mangiato, dorme finch non sente, di nuovo, i morsi della fame. Per alcuni uomini le cose vanno diversamente: i sogni di gloria non conoscono limiti , quegli uomini vorrebbero essere Dio, se potessero.. Ma ritorniamo a Freud. Berlusconi non solo si dimostrato astratto, ma anche riluttante a confrontarsi con la realt, e lo ha fatto in pi occasioni, una davvero eclatante! Super Silvio ha infatti perso quel senso di dignit che cos caratteristico delluomo, anche nelle culture pi primitive: mi riferisco alla vicenda Escort. La vicenda squallida che ha travolto il Capo del Governo sarebbe stata un fatto solo personale, se non fossero intervenute due circostanze fondamentali, la prima la contestualizzazione in fatti di grave corruzione, e la seconda le dichiarazioni, perfettamente combacianti delle escort(ma non si chiamavano prostitute?). Dignit vuole che la personalit di un individuo (il senso dellio) non possa essere alienata, non possa essere messa in vendita, n comperata, come invece avvenuto, senza che la stessa sia irrimediabilmente perduta. Dignit vuole che un Premier debba possederla, perch il suo delicato ruolo la esige. Berlusconi ha perso di vista il senso dellio, fenomeno considerato patologico dai pi grandi psichiatri contemporanei, fra i quali lo scomparso Sullivan. Peraltro anche Ibsen faceva della perdita dellio il tema principale della sua critica alluomo moderno nel Peer Gynt! Erich Fromm riteneva che la Societ degli ultimi due secoli non si potesse definire sana, in quanto era riuscita a fare ammazzare milioni di nostri concittadini, uomini, e donne come noi, in quella soluzione che chiamiamo guerra. Prescindendo dalle minori, ne abbiamo avute di gravissime nel 1870,1914,1939. Dopo lultimo conflitto, ed il reciproco massacro, troviamo che i nemici di ieri sono nostri amici, e gli amici di ieri, i cattivi da annientare.molti ricoverati negli Istituti psichiatrici sono convinti che tutti quelli fuori siano pazzi, e in effetti molti nevrotici gravi credono che le loro esplosioni isteriche siano reazioni normali ad alcune circostanze anormali (ogni riferimento alle manie di persecuzione del Premier voluto). E cos Silvio si superato nella vicenda legittimo impedimento, ben prima che le escort vi atterrassero con fragore. Anche in questo caso entrato in scena, prepotentemente, quel meccanismo astratto di alienazione di cui maestro: per lui non accade mai nulla, ed inconsciamente, si paragona ad un turista fotografo, che essendo troppo preoccupato a fare fotografie, in effetti, non vede assolutamente nulla, se non attraverso una collezione di istantanee, surrogato di una realt assai diversa. Problemi con gli Alleati? Ricordiamoci che luomo B. non soltanto alienato dal lavoro che fa, e dal suo grado di astrattezza, ma anche dalle forze politiche e sociali che gli consentono di proseguire su di una rotta non condivisibile dai pi. Ma allora, non sarebbe meglio, prima che il senso di impotenza palpabile presente nei cittadini nei confronti di Berlusconi e del suo Governo, sfoci in un pi devastante fenomeno sociale, che egli, esprimendo un atteggiamento, finalmente, concreto, si dimettesse, per godersi, finalmente, in pace, le sue ricchezze? Non lo far mai, per le ragioni psicologiche sopra descritte. Isabella De Martini Docente di Psicologia Clinica Universit di Genova

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IL MARSILI,

UN MOSTRO CHE FA PAURAPotrebbe eruttare anche domani, ma non ci sono i soldi per monitorarlo...Scoperto negli anni venti dello scorso secolo e battezzato in onore dello scienziato italiano Luigi Ferdinando Marsili, di questo vulcano sottomarino, il Marsili, per lappunto, non se ne sapeva molto. solo negli ultimi decenni che, grazie alle nuove tecnologie, stato possibile superare la spessa barriera di acqua marina di 450 metri, tanto la distanza che separa la sua cima dalla superficie del mare Tirreno, e studiarlo pi da vicino. Il Marsili con i suoi 3000 metri di altezza, 30 chilometri di larghezza e 70 di lunghezza il vulcano pi grande dEuropa ed un vulcano attivo da circa 200mila anni. Si sa che lungo i suoi fianchi si stanno sviluppando apparati vulcanici satelliti, che il suo magma simile nella composizione a quello dei vulcani dellarco Eoliano, e che sono state rilevate tracce di collassi di materiale dalle sue pareti e, come dicono le ultime indagini compiute, ledificio del vulcano non robusto e le sue pareti sono fragili. Gli stessi fenomeni si sono visti anche in alcuni dei vulcani sottomarini che si trovano al centro e nella parte meridionale del mar Tirreno. Il Marsili, insieme al Magnaghi, al Palinuro e al Vavilov sono considerati, infatti, i vulcani sottomarini pi pericolosi che potrebbero aver gi causato, nel passato, tsunami nelle regioni costiere dellItalia meridionale. Il Vavilov, in particolare, situato al centro del Tirreno sinnalza per 2700 metri, lungo 40 km e largo 15 km, di forma assimetrica, costituisce la pi profonda area di crosta oceanica con una profondit di circa 3500 metri; questo vulcano sembra aver perso un intero fianco di 40 chilometri di lunghezza in un evento senza dubbio catastrofico avvenuto probabilmente qualche milione di anni fa. Recenti segnali ritenuti preoccupanti hanno indotto il Cnr a mettere sotto osservazione il Marsili con sofisticati strumenti di remote sensing: quattro OBS/H sulla direttrice marina che congiunge il Marsili con lo Stromboli per ottenere, come spiega lIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, una migliore definizione degli epicentri e dei meccanismi focali di alcuni eventi che da mesi interessano quella porzione di crosta, misurando anche come il vulcano influenza il campo magnetico terrestre. Lobiettivo degli scienziati fare una radiografia di quello che c sotto il Tirreno, migliorare le gi molto dettagliate mappe in loro possesso e fare campionamenti, tutto per capire come si comporta il vulcano e giocare, se necessario, danticipo. I sensori sono stati deposti nellambito dellultima campagna (PANSTR10) iniziata a febbraio a bordo della nave oceanografica Urania, e i dati rilevati hanno fatto preoccupare ancora di pi i ricercatori. Come ha dichiarato Enzo Boschi, Presidente dellIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in unintervista al Corriere della Sera, il Marsili un vulcano instabile le cui pareti potrebbero cedere muovendo milioni di metri cubi di materiale che potrebbe generare unonda di grande potenza. Uno tsunami che investirebbe le coste della Campania, della Lucania, della Calabria e della Sicilia, arrivando fino alla Sardegna. Secondo Boschi, pur non essendo possibile fare previsioni certe, il rischio c ed difficilmente valutabile. Un mostro nascosto lha definito il presidente dellINGV e solo ora ne conosciamo il volto grazie agli strumenti deposti recentemente sulle sue pareti e nel suo cuore, che hanno rilevato crolli di materiale, una regione significativamente grande della sommit che risulta costituita da rocce di bassa densit, fortemente indebolite da fenomeni di alterazione idrotermale e emissioni idrotermali con una frequenza che ultimamente aumentata. Tutto questo, unito alla debole struttura delle pareti, potrebbe causare crolli pi inquietanti della stessa possibile eruzione. Sotto al Marsili stata inoltre evidenziata, grazie ai dati di gravimetria e magnetometria, unanomalia magnetica negativa a ridosso della zona sommitale che ha fatto proporre, da parte degli scienziati dellINGV, un modello che ipotizza la presenza di una camera magmatica di ben quattro chilometri per due di recente formazione. Unenorme pentola a pressione con la valvola del vapore chiusa. Insomma, come ha dichiarato Enzo Boschi Tutto ci dice che il vulcano attivo e potrebbe eruttare allimprovviso. Potrebbe succedere anche domani. Ma il Marsili non solo un vulcano sommerso pericoloso, anche un vulcano nudo, privo cio di quegli strumenti, come le sonde, di cui sono, invece, letteralmente tappezzati altri vulcani come lEtna, il Vesuvio, lo Stromboli, strumenti in grado di avvisare se uneruzione imminente e dare agli scienziati un margine di preavviso. Purtroppo se il Marsili erutter lo far allimprovviso senza dare il tempo a nessuno di scappare dalle coste. Bisognerebbe installare una rete di sismometri attorno alledificio vulcanico collegati a terra ad un centro di sorveglianza. Ma tutto ci - dice Boschi nellintervista - al di fuori di ogni bilancio di spesa. Con le risorse a disposizione si collocher qualche nuovo strumento ma non certo la ragnatela necessaria. Mentre quello che servirebbe una rete che faccia monitoraggio continuo. Ma per questo non ci sono i soldi e se dovesse accadere lirreparabile, lirreparabile ci coglier di sorpresa. Rita Lena

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Buon compleanno Hubble stato per lastronomia come un nuovo cannocchiale di Galileo

da 20 anni sulla cresta dellonda e non accenna a tramontare. Anzi, al suo ventesimo compleanno ( stato lanciato esattamente il 24 aprile del 1990 a bordo dello Shuttle Discovery), lHubble Space Telescope in grande forma e continua a far sognare sia la gente comune che gli astronomi. Per questo il pi celebre e il pi amato dei telescopi. LIstituto Nazionale di Astrofisica celebra i primi ventanni del Telescopio Spaziale Hubble dedicandogli un servizio speciale con uno slideshow che raccoglie le immagini pi belle e un servizio radiofonico che ne ripercorre la storia. Inoltre, in un video esclusivo manda in onda i racconti degli astronauti che per lultima volta hanno fatto visita al telescopio. Hubble, grazie alle sue capacit senza precedenti, ha potuto guardare lUniverso oltre le nuvole cambiando con le sue immagini rivoluzionarie lastronomia. Un grande telescopio spaziale ottico che ha avuto sulle conoscenze e sulla percezione dello spazio, lo stesso impatto che ebbe, 400 anni fa, il cannocchiale di Galileo Galilei. Quando Hubble venne lanciato in orbita, gli astronomi - scrive Daniela Cipolloni nella newsletter dellInaf - non avevano unidea dellet dellUniverso, che stimavano in un intervallo tra gli 8 e i 20 miliardi di anni. Non avevano mai visto un pianeta oltre a quelli del Sistema Solare. Non sapevano nulla dellesistenza dellenergia oscura, n sapevano come fosse fatta una galassia lontana e ignoravano dove spuntassero i buchi neri. Hubble ha aperto, dunque, grandi orizzonti. grazie al suo lavoro che stato possibile calcolare che il Big Bang avvenuto precisamente 13.7 miliardi di anni fa; ha dimostrato che lUniverso in espansione contrariamente a quanto si pensava in base alla teoria della relativit e che esiste una misteriosa forma di materia: lenergia oscura che insieme alla materia oscura pervade la quasi totalit dellUniverso. Solo il 5% del cosmo costituito dalla materia che tutti conosciamo e che Hubble ha ritratto in maniera meravigliosa, anche se sappiamo che quello che ci ha mostrato solo una piccola parte delle meraviglie che lo spazio nasconde nelle sue profondit. Nella sua attivit ventennale locchio di Hubble arrivato molto vicino ai confini dellUniverso e, quindi del tempo: ha visto galassie primordiali, ha scoperto che ogni galassia ospita al suo centro un buco nero; ha fotografato il primo pianeta extrasolare, oggi se ne conoscono circa 450, lesplosione e la morte di supernove e pi di 30mila oggetti celesti molto massivi ed energetici. Insomma, un successo che nessuno si aspettava se si pensa che Hubble and in orbita difettoso: il suo specchio principale rifletteva immagini sfocate. In prima istanza si cerc di riparare il danno con un software di manipolazione digitale che oggi viene utilizzato negli screening mammografici del tumore al seno, successivamente si intervenne con lenti correttive. Oggi Hubble quasi tutto rifatto in questi anni ci sono state molte missioni spaziali in cui astronauti-meccanici hanno sostituito parti rotte e installato strumentazioni pi sofisticate e potenti. Lultima spedizione riparatrice nel maggio 2009, lultima hanno detto alla Nasa: i prossimi incontri tra luomo e lo storico telescopio avverr fra tanti anni, tra il 2019 e il 2032 quando rientrer nellatmosfera. Rita Lena Fonte: Newsletter INAF

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CANNELLALA REGINA DELLE SPEZIECANNELLA: Nome botanico Cinnamomum zeylanicum; appartiene alla famiglia delle Lauraceae originaria di Ceylon, esiste da almeno 4.700 anni. La sua essenza estratta per distillazione dalla scorza di colore rossastro, tendente al bruno. una pianta della famiglia delle Lauracee, molto simile allalloro, nota gi ai greci che la conoscevano con il nome di Malabathron, una pianta sempre verde e pu arrivare sino a 13 metri di altezza con pannocchie setose composte di piccolissimi fiori color crema. Le foglie grosse, carnose e aromatiche, vengono messe a macerare per estrarne un olio che funge da antisettico. La corteccia dei rami, che devono avere circa 3 anni, si arrotola per effetto dellessiccazione, fino a prendere la forma di una piccola canna. I nasi ne distillano per anche un olio essenziale per creare profumi intensi e caldi che vengono catalogati nella famiglia degli ambra-speziati. I Greci e i Romani la prediligevano come spezia da bruciare al Tempio di Apollo a Mileto nel 243 a.C.. I Romani facevano una netta distinzione tra il vero cinnamomo, che valeva 1500 denari la libbra e la cassia, che ne valeva invece solo 50. Un grosso mercato si teneva alle foci del Gange dove trib cinesi, birmane e tibetane giungevano con le loro grosse ceste di vimini per consegnare la merce. Le foglie venivano suddivise a seconda della loro grandezza: foglie grandi, medie e piccole; e seguendo questa classificazione venivano poi imballate e spedite sui mercati occidentali. Per gli orientali comunica forza ed energia ed utile in caso di diminuzione del vigore sessuale e di frigidit, sia utilizzandole come spezie, che come essenza per massaggi e bagni stimolanti. La scorza di cannella viene utilizzata largamente in cucina e sotto forma di tisane, bevande, aggiunta al vino, a scopo digestivo e riscaldante durante la stagione fredda, spesso in associazione con chiodi di garofano, zenzero o cardamomo. Il primissimo profumo alla fragranza di cannella stato Aprs lOnde, creato da Guerlain nel 1906. Attualmente sono in vendita profumi importanti che contengono laroma intenso e un po piccante della cannella, come Farnesiana di Caron, Poison di Christian Dior, il piacevolissimo Cest la Vie! di Christian Lacroix. Costanza Cerioli

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Lavvocato rispondeCaro Avvocato, vorrei porle una domanda relativa alla ripartizione delle spese condominiali. E giusto ripartire le spese sostenute per limpianto di illuminazione delle scale e per lascensore ripartendo le tasse in parti uguali e il consumo secondo i millesimi di propriet? Lina da Roma Con riferimento alle spese per la pulizia delle scale e per la loro illuminazione i condomini sono tenuti a contribuire non gi in base ai valori millesimali di compropriet, ma in base alluso che ciascuno di essi pu fare delle scale, secondo il criterio fissato dallart. 1123 c.c., comma 2. Tali spese attengono ad un servizio del quale i condomini godono (o al quale danno causa) in misura maggiore o minore a seconda dellaltezza di piano: sufficiente, in proposito, considerare che il proprietario dellultimo piano utilizza lilluminazione di tutta la tromba delle scale, mentre il proprietario del primo piano utilizza solo lilluminazione della prima rampa. Quanto alle spese relative allascensore, si applica per analogia lart. 1124 c.c. (per la manutenzione e ricostruzione delle scale) che prevede che le spese sono ripartite tra i condomini per met in ragione del valore dei singoli piani o porzioni di piano, e per laltra met in misura proporzionale allaltezza di ciascun piano dal suolo. Egregio Avvocato Marazzita, mi sono sposato in regime di comunione legale nel 1988, nel 95 il Presidente ci autorizzava a vivere separati: solo nel 2001 c stata sentenza di separazione e nel 2004 quella di divorzio. Nel luglio del 96, quando eravamo gi separati di fatto, pur non essendo intervenuta la sentenza, ho acquistato un immobile che caduto nel regime di comunione. Ho fatto appello, ma mi stato rigettato: a detta dei giudici lo scioglimento della comunione ha effetto retroattivo, ma dal passaggio in giudicato della sentenza che c stato nel 2001. Secondo lei il caso di affrontare il giudizio per Cassazione, o mi diranno la stessa cosa? Germano da Como Purtroppo la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione sul punto abbastanza uniforme ed sfavorevole al nostro lettore: lo scioglimento della comunione legale di beni fra i coniugi si verifica, infatti, ex nunc, solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione (che c stato nel 2001) o con lomologa degli accordi di separazione consensuale, ai sensi dellart. 191 c.c., mentre non spiega alcun effetto al riguardo il provvedimento presidenziale ex art. 708 c.p.c. , che autorizza i coniugi ad interrompere la convivenza, stante il limitato contenuto e la funzione meramente provvisoria del provvedimento medesimo. Pertanto, non potendo il provvedimento previdenziale considerarsi alla stregua della sentenza di separazione, la comunione non pu dichiararsi sciolta a far data dal 1995, ma solo dal 2001, anno del passaggio in giudicato della sentenza di separazione. Caro Avvocato, sono un pensionato e vivo in un appartamento di propriet di mia figlia senza addebito di locazione; sono per proprietario di un altro appartamento che occasionalmente viene affittato a terzi. Questo immobile esentato dallICI? Carlo da Frosinone No. Difatti, con il Decreto Legge n. 93/2008 stata esclusa dallimposta comunale lunit immobiliare adibita ad abitazione principale. Lesenzione vale per tutti i tipi di immobile, salvo che per gli immobili di pregio quali ville, castelli ecc. Ai sensi del Decreto legislativo n. 504/1992 al quale rinvia il D.L. 93/2008 (per unit immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo si intende quella considerata tale ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive modificazioni) per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di propriet, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente. Pertanto, lesenzione dallICI varr solo per limmobile che stato adibito ad abitazione principale e non per quello disabitato ovvero concesso in locazione, per il quale il proprietario dovr continuare a pagare limposta in questione. Caro Avvocato, possibile che una madre, dopo la morte del marito in regime di comunione dei beni, faccia testamento solo a favore di uno dei suoi figli essendo il suo preferito? Carmela da Brindisi No, la madre non pu disporre dellintero suo patrimonio solo a favore di uno dei figli. Difatti gli altri figli, per espresso dettato del codice civile (art. 536 ss. c.c.) hanno per legge diritto ad una quota cd. legittima. In particolare, ai sensi dellart. 537 c.c., se i figli sono pi di uno, a loro riservata la quota di 2/3 da ripartirsi in parti uguali. Nel caso in cui si sia verificata una violazione della legittima, i cd. legittimari al momento dellapertura della successione potranno esercitare la cd. azione di riduzione ex art. 553 c.c. al fine di essere reintegrati nella quota loro spettante. Caro Avvocato, possiedo una seconda casa dove trascorro solitamente il periodo estivo con la mia famiglia. Sono gi parecchi anni che il tetto necessita di un rifacimento, anche a causa delle numerose infiltrazioni dacqua, ma la casa fa parte di un condominio e degli altri due condomini uno non vuole partecipare alle spese e laltro mi ha comunicato la disponibilit a versare solo il 10% del totale della spesa per i lavori. La legge cosa dice in proposito? Come devono essere ripartite le spese? Giorgio da Grosseto Il tetto viene definito come linsieme delle opere destinate a preservare linterno delledificio dagli agenti atmosferici, nella sua parte superiore. Il codice civile allart. 1117 annovera il tetto tra le parti comuni delledificio, la cui propriet indivisa spetta pro-quota ai singoli condomini. Lart. 1123 del codice civile in materia di ripartizione delle spese tra condomini stabilisce la regola generale secondo la quale le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni delledificio, per la prestazione dei servizi nellinteresse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza, sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della propriet di ciascuno salvo diversa convenzione. Il comma secondo del suddetto articolo prevede unimportante deroga al principio della ripartizione delle spese in relazione al valore della propriet. Esso infatti sancisce che: se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione delluso che ciascuno pu farne. Dallenunciato comma si desume che, nel caso in cui il tetto copra lintero edificio, le spese di manutenzione devono essere sostenute da tutti i condomini in base ai millesimi di propriet. Se per le spese riguardano un tetto che, per la conformazione dello stabile, copre solo una parte delledificio o parti di edificio in misura differente, le stesse devono essere ripartite solo tra i condomini proprietari delle unit immobiliari coperte dal tetto. evidente che per estensione analogica, cos come i condomini che non traggono utilit dallintervento non debbono sostenere alcuna spesa, cos ove essi traggano unutilit minore rispetto ad altri condomini, debbono si partecipare alla ripartizione delle spese, ma in misura minore, in termini di percentuale.

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Un lifting senza ricorrere al bisturi?Una silohuette pi snella che non preveda la liposuzioneOggi tutto questo possibile grazie alla medicina estetica. Ne parliamo con il Dott. Raffele Siniscalco, del centro Simed. Come si pu ringiovanire senza ricorrere allintervento in sala operatoria? Con il Global Face Lifting: un programma per il ringiovanimento del viso e del collo che utilizza laser di ultima generazione per eliminare le rughe, le pieghe e i cedimenti cutanei, riattivando il collagene della pelle. una terapia indolore che si basa sugli spot, cio spari di energia emessi da un particolare macchinario. Si avverte solo una sensazione di calore che dura un secondo, preceduta e seguita da una sensazione di freddo che riduce al minimo il fastidio. I risultati? Sono garantiti. In alcuni pazienti sono visibili da subito anche se di norma bisogna aspettare dai due ai sei mesi per vedere i risultati finali. E dura per diversi anni. lunica alternativa al lifting senza bisturi? No, c unaltra novit, amata da Madonna e molte altre star di Holliwood. lIntraceuticals Oxygen Infusion che utilizza una tecnologia combinata tra uno speciale siero e lossigeno iperbarico. Questo siero contiene una percentuale molto elevata di acido ialuronico (a bassissimo peso molecolare) mescolato alle vitamine A, C, E, al the verde giapponese e allaloe vera. Il viso torna allistante pi luminoso, tonico, idratato, rigenerato. Quante sedute sono necessarie per vedere i primi benefici? Dopo ogni seduta, indolore e senza controindicazioni, il viso appare subito pi rassodato, ma i miglioramenti continuano ad aumentare nei giorni successivi. Si consigliano sei trattamenti con cadenza settimanale della durata di dieci, quindici minuti per attenuare progressivamente le rughe attorno agli occhi, quelle naso-labiali e i solchi tra le sopracciglia. Esiste unalternativa non chirurgica alla liposuzione? LUltrashape un macchinario di ultima generazione per la rimozione degli accumuli di tessuto adiposo. E una tecnica alternativa alla liposuzione: non invasiva, non necessita di anestesia e utilizza ultrasuoni focalizzati per disgregare in maniera selettiva le cellule adipose senza intaccare le zone circostanti. E perfetto per pancia, cosce, fianchi, ma anche braccia e ginocchia. Lo possono fare anche gli uomini? Certo. I risultati sono notevoli, sia nelle donne che negli uomini: dopo una sola applicazione, la riduzione media della circonferenza per area trattata di due/tre centimetri. Alessia Ardesi

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ASTI DoCG E VINI NEL MoNDoDal 21al 24 maggio - LAsti docg torna a Spoleto, per la quarta volta consecutiva, in partnership con Vini nel mondo, per presentare la poliSensorialit dei due prodotti della denominazione, lAsti spumante e il Moscato dAsti. Nella Chiesa di S.S. Stefano e Tommaso (Piazza Garibaldi c/o Monastero della Stella) nel tempio delle Bollicine lAsti docg potr essere gustato in purezza oppure durante le degustazioni guidate in accompagnamento alle creazioni di Ernst Knam, che lo utilizza anche come ingrediente, attivando cos il sesto senso. Quello che unisce gusto, creativit e piacere.

PHILIP GuSToN, RoMADal 26 maggio al 5 settembre 2010, al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, saranno esposte, per la prima volta insieme, oltre 40 opere della serie Roma, dipinte da Philip Guston tra il 1970 e il 1971. La mostra curata da Peter Benson Miller. Le opere provengono dai pi prestigiosi musei internazionali, quali MoMA, Guggenheim, Tate, Staatliche Graphische Sammlung, Yale University Art Gallery e da importanti collezioni private di New York, Londra e Amsterdam

LA MELANCoNICA SoLITuDINE DI EDWARD HoPPERight, oil on canvas , 1960 Una bella e interessante mostra ospitata negli spazi del Museo della Fondazione Roma, visitabile fino al 13 giugno, la prima in Italia dedicata allartista definito il caposcuola del Realismo americano: Edward Hopper. Hopper, nato nel 1882 in una piccola cittadina sul fiume Hudson da una colta famiglia borghese, aveva frequentato la prestigiosa School of Art di New York nota per la formazione di nomi importanti del panorama artistico americano, e poi si era trasferito a Parigi per completare gli studi. Hopper, definito lartista pi popolare dellAmerica del XX secolo, nei suoi quadri ha rappresentato la vita quotidiana caratterizzata da una melanconica solitudine. I suoi paesaggi sono scene fermate dalla macchina da presa, gli interni sono momenti della giornata scanditi dal ritmo della luce, la stessa che rende tutto pulito, perfetto, lineare. La mostra curata da Carter Foster, curatore e conservatore del Whitney Museum of American Art, sede a cui la moglie dellartista affid, alla morte del pittore avvenuta nel 1967, ben 2500 pezzi tra oli su tela, disegni ed incisioni. Questa scelta non fu casuale, il Whitney Studio Club nel 1920 ospit la prima mostra personale dellartista e in seguito altre importanti esposizioni. La storia del Whitney Museum e Edward Hopper sono intrinsecamente legati. Lesposizione alla Fondazione Roma costituita da circa 170 opere tra oli, acquerelli e disegni provenienti in maggioranza dal Whitney Museum, con qualche eccezione di pezzi arrivati dai pi importanti musei americani. Il percorso espositivo si snoda attraverso una narrazione antologica accompagnata dallapprofondimento sul metodo di lavoro di Hopper. Il quadro finito correlato da una serie di disegni preparatori che svelano quanto il realismo hopperiano sia frutto di una sovrapposizione delle immagini, di un rigoroso processo creativo, e non derivato da una visione dal vero. Il suggestivo apparato scenografico e le note storiche, che ripercorrono gli avvenimenti salienti della storia americana dal 1920 al 1960, rendono la mostra unica e interessante. Questa esposizione stata possibile grazie ad una partnership che coinvolge oltre alla Fondazione Roma Museo, il Comune di Milano, la Fondation de lHermitage di Losanna, che ospiter prossimamente la mostra, e naturalmente il Whitney Museum of American Art di New York. Per informazioni: www.edwardhopper.it Tel. 0445 230304 Nicoletta Di Benedetto Second Story Sunl

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Fagottini di tacchinoLa ricetta del mese a cura di RoSanna VaUdEtti condUttRicE SU SKY dELLa doMEnica di aLicE a doMEnica ME MEnicaLa RICETTA DEL MESE a cura di ienti: Ingred ROSANNA VAUDETTIttili so hino a ALICE CONDUTTRICE SU SKY DELLA DOMENICA DI fettine 500 gr. di tacc aci surgelati 500 gr. di spin aga ciutto cotto di pr 200 gr. di prus 1 arancia Ingredienti: (dose per 4 persone) sale/pepe lio in camicia 300 g di funghi champignon ag a 1 spicchio di a vergine di oliv 2 patate da 3 cugr circa di olio extr 300 cchiai

ZUPPA DI FUNGHI, PATATE E CECI

Pulire i e chiudete con de la parte terrosa del gambo e affettarli Lavare le patate,ungetevieil succo di mezza pelarle tagliarle a cubetti. 2 funghi eliminando fine aggi ttini. Lavare il prezzemolo, selezionarne le foglie e tritarle assieme pepate ed in lati, salate e allaglio. Scaldare. il brodo. Mettere in una pentola da minestra l'olio, il triaggiungetevi i fago entrambi i po ristretto to di aglio ierosolare a fuoco vivo su il sugo per un minuto. Fatel prezzemolo e farlo rosolare a fiamma mediasi sar un 5-10 minuti finch Aggiungere i; funghi, mescolare, quindi unire le patate. Unire un mestolo di brodo, un pizzico di sale, una grattugiata di pepe e cuocealtri ancia cuocete per re perar minuti, coperto a fiamma media. Unire i ceci e il brodo e cuocere per altri 15 minuti. Mescolare di tanto in tanto e verso fine 10 cottura regolare di sale. Servire la zuppa con il trito rimasto, una grattugiata di pepe ed un filo d'olio a crudo. VERGINE

2-3 rametti di prezzemolo 1 spicchio d'aglio 1 litro di brodo vegetale olateli e metresa di bollore, sc 3 cucchiaiminuti extravergine deloliva di d'olio dalla rip qua per un paio sale i spinaci in poca ac piegate la fetta in Mettete a bollire gl pepee un po di spinaci, aldare e parte. tte di prosciutto teteli da rne un paio di fe 300 di cecietteteci lolio e laglio, fate sc della, m gi cotti a ad ogni fetta di ca

Sistemate sopr

gli stecchini di leg

no. Prendete una pa

Gemelli Il segno della Vergine (23 agosto 22 settembre) dominato dal pianeta Mercurio da cui gli deriva una intelligenza particolare; apLe stelle vipartiene alla triade dei segni di terra e perdi malizia in pi: inrisultati concreti dalle sue azioni. Infatti, la Vergine, non lascia e suggeriscono qualche traccia questo portato a trarre qualche campo vi renderanno pi possibilisti mai a met le sue opere e lo le opportunit di trarre considerato segno pi preciso affidabile dello Zodiaco, caratterispregiudicati del solito e quindifa con il massimo della seriet. E il meglio ildal messaggioe celeste diventano maggiorstica che lo Forte la carica di profondo rinnovamento che muove verso Plutone, e gli vorrebbe vi reinmente consistenti. fa apparire puntiglioso e troppo critico. Le osservazioni che spesso comportai suoi familiariche amici, ma soprattutto nei con